30 settembre 2013

Con la sfida tra i complici del miserabile quadro politico è iniziata l'ennesima puntata della tragica commedia italica della "compagnia delle opere della malapolitica". Pare che gli spettatori applaudenti dei settori sociali ancora mediamente sani siano sempre meno e inclini a una riflessione autocritica

La sfida finale del proto-dittatore che Napolitano volle al governo dell'Italia     

Persino in un'Italia anestetizzata e rimbecillita da vent'anni di Tv berlusconiana, non c'è fesso talmente fesso da non aver compreso che il Caimano ha ordinato ai suoi ministri-famigli di abbandonare la bagnarola del governo non già perché deluso dal mancato rinvio dell'aumento dell'Iva, ma solo in quanto ormai persuaso - a torto o a ragione - che nulla e nessuno avrebbe potuto salvarlo dalla pena comminatagli in via definitiva dalla Suprema Corte. Berlusconi, dunque, rompe il fragile vaso delle "Grandi intese" e va alla guerra totale.

Difficile immaginare che fatta la frittata si possa fra poco ritornare all'uovo. Berlusconi punta alle elezioni, poiché pensa che questo sia per lui lo scenario più favorevole (o meno sfavorevole) considerato che dall'altra parte della barricata c'è un Partito democratico sfibrato dall'irriducibile conflitto interno e da un'assenza di idee e di vera leadership. Ma prima ancora delle elezioni c'è un calcolo, cinicamente eversivo, coltivato con la protervia di uno scespiriano Riccardo III. La sfida che Berlusconi lancia, prima ancora che agli avversari politici, è allo Stato, alle Istituzioni, ai liberi cittadini di questa Repubblica. Berlusconi cala le carte e va a vedere quelle degli altri. "Provino ora ad arrestare il capo dell'opposizione, se ne hanno gli attributi" manda a dire, con toni da guerra civile, il pregiudicato, il proto-dittatore trasformato da Giorgio Napolitano e dal Partito democratico in alleato e fulcro del governo con cui concordare un'immonda "pacificazione".

Servirebbe ora un sussulto di dignità, un colpo d'ala (ma chi ancora le possiede, le ali, in questa claustrofobica stagione post-democratica) per trattare Berlusconi e lo stuolo famelico dei suoi servi come meritano. Invece, ancora in queste ore, il presidente della Repubblica, con perfetto tempismo, parla di indulto, sacrosanto per i poveracci che affollano quei lager che sono le nostre carceri, indecente per il Caimano che pretende un salvacondotto per sè solo: un requiem definitivo per la Repubblica.
In queste ore, in questi giorni si gioca molto del futuro democratico del Paese. E' dubbio che le forze politiche e i loro più che modesti capintesta ne abbiano la percezione. Anche per questo la mobilitazione di sabato 12 settembre per la difesa e l'attuazione della Costituzione si carica di un enorme significato. Tocca al popolo, ai suoi lavoratori, alle energie intellettuali ancora libere mettersi di traverso e impedire che la storia politica di questo paese precipiti in un nuovo buco nero.
 
Dino Greco
29/09/2013 www.liberazione.it

25 settembre 2013

Intervista a Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista

«Contro l'Europa di Maastricht e per una sinistra d'alternativa. Ecco perché serve Rifondazione»

Compagno Ferrero, dunque ci siamo. Il Cpn ha approvato tempi e modi del prossimo congresso, che si terrà a Perugia dal 6 all'8 dicembre. Sei soddisfatto? E il percorso individuato – data la straordinarietà, per vari motivi, dell'appuntamento - potrà davvero ridare il necessario slancio al partito e alla sua comunità?

Abbiamo detto che ci vuole uno straordinario congresso, per vari motivi. Il primo è la ricostruzione della comunità di Rifondazione comunista, perché per mille ragioni – tra le quali anche l’assenza di Liberazione in formato cartaceo - si sono affievoliti i legami nel partito. Quando vado alle feste di Liberazione tocco con mano l’orgoglio dei compagni e delle compagne che si impegnano oggi più di ieri ma sento anche una difficoltà, un allentamento delle relazioni. Il modo in cui funziona il partito non è soddisfacente e non produce una sufficiente coesione della nostra comunità. Questo chiede una riflessione e un salto di qualità su come deve funzionare il partito per accorciare questa distanza, è necessario che il partito venga riconsegnato nelle mani dei compagni e delle compagne. Da questo punto di vista considero positivo che il Comitato Politico Nazionale scorso abbia deciso di non varare subito i documenti ma di darsi alcuni giorni durante i quali sarà possibile (per federazioni e circoli) far pervenire osservazioni e proposte di modifica, in modo che alla fine il CPN del 6 possa licenziare i documenti in forma definitiva. E' un primo utile livello di confronto per capire se i contenuti corrispondono alle esigenze del partito. E siccome dobbiamo cambiare radicalmente il nostro modo di funzionare, nel documento sono contenute delle proposte anche a questo riguardo. Una su tutte: proponiamo di rendere obbligatorio il referendum tra gli iscritti e le iscritte su tutti i nodi fondamentali. Ad esempio le elezioni sono sempre un punto controverso di grande discussione, che lasciano sovente strascichi e polemiche. Noi proponiamo – come si fa ad esempio in Izquierda Unida – che su questi temi alla fine decidano gli iscritti e le iscritte con un voto vincolante. Così come proponiamo di dare maggiore peso alle realtà territoriali del partito, a partire dall’istituzionalizzazione delle assemblee nazionali dei segretari di Circolo, in modo che ci siano luoghi di confronto periodici tra tutti coloro che sono chiamati a dirigere il partito, a tutti i livelli. Abbiamo detto che la militanza e la tenuta del partito sui territori è la nostra principale risorsa, noi proponiamo di valorizzare questo nei percorsi di decisione: la sovranità deve essere in mano agli iscritti e alle iscritte di Rifondazione comunista. Insomma, un congresso dal quale esca una proposta concreta di partito radicalmente accorciata nel rapporto tra base e vertice, come si dice, e che metta nero su bianco dei meccanismi di partecipazione che superino anche il modello tutto centrato sulle correnti, che ha ingessato il partito. Per rinnovare il partito occorre cambiare radicalmente il modo di formare i gruppi dirigenti, mettendo al centro le capacità e non le fedeltà. A volte più che un partito sembriamo una federazione di partiti e questo fa un grave danno alla nostra impresa.

Questo è chiaro. Un altro punto di straordinarietà?

Dopo le sconfitte elettorali che abbiamo subito, questo congresso non deve solo discutere del tema classico della linea politica, ma proprio della ragione stessa dell'esistenza di Rifondazione comunista. E dunque il nodo di fondo riguarda l’utilità, il senso stesso dell’esistenza del Partito della Rifondazione Comunista. Io ritengo che Rifondazione non solo sia necessaria ma che se non ci fosse bisognerebbe inventarla e nel documento avanziamo una proposta molto netta che si basa su 5 punti...

Dicci.

Innanzitutto la crisi economica è la crisi del capitalismo e tutte le ricette del centrodestra come del centrosinistra non servono a nulla per uscire da questa crisi perché sono dentro il paradigma dell'austerità. Invece, il problema vero è che questa non è una crisi di scarsità, ma di sovrapproduzione, per questo l’austerità non fa altro che peggiorare le cose. Per questo noi proponiamo di mettere al centro è la redistribuzione della ricchezza, del lavoro, del potere e la riconversione ambientale dell'economia. Insomma, se è in crisi il capitalismo e c'è bisogno di una idea di fondo, di un progetto generale che dica in che direzione si può uscire dalla crisi forzando il paradigma capitalistico. Qui sta l’attualità piena del comunismo oggi, sta l’attualità di essere rivoluzionari oggi, in Italia.

E poi?

Questa idea di fondo, questa alternativa di società, noi la articoliamo in una proposta concreta, qui ed ora in Italia. Proponiamo il Piano per il lavoro, cioè una proposta di politica economica e sociale, praticabile, per dare una risposta al principale problema italiano; la mancanza di lavoro e la scarsità di reddito per gli strati popolari. Per ragioni di spazio non descrivo qui il Piano per il lavoro ma il punto politico è questo: i comunisti oggi in Italia hanno un senso di esistere e un ruolo politico da svolgere in quanto sono in grado di indicare una strada attraverso cui uscire dalla crisi, una strada che ha un obiettivo finale ma che ha tappe intermedie praticabili e rivendicabili da subito a livello nazionale e territoriale, il Piano per il lavoro. Si tratta di rimettere al centro del dibattito politico e delle pratiche sociali l’intervento pubblico in economia e la riduzione dell’orario di lavoro. Questa deve diventare la seconda pelle di Rifondazione, la nostra carta d’identità: i comunisti non partono dal teatrino della politica ma dal problema fondamentale del popolo italiano e indicano una prospettiva praticabile.

E l'Europa?

Questo è il terzo punto della proposta. L’Europa così com'è è un disastro. Per questo noi proponiamo la disobbedienza ai trattati: cioè non applicare quei trattati che obbligano all'austerità, mettendo radicalmente in discussione tutta l'Europa di Maastricht. Non basta lamentarsi della Merkel o dire che si va a Bruxelles a “battere i pugni sul tavolo”. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Occorre disobbedire unilateralmente ai trattati praticando da subito una politica economica e sociale alternativa all’austerità senza aspettare la benedizione della Merkel. Così come in Grecia Syriza propone di non applicare il memorandum e su questo si candida a governare il paese, noi dobbiamo rivendicare che l’Italia non applichi il Fiscal Compact, che obblighi la Banca d’Italia ad intervenire per abbattere gli interessi usurai che paghiamo sul debito pubblico. La strada della disobbedienza unilaterale è la strada che propone la sinistra europea, da praticare in ogni paese per scardinare l’Europa di Maastricht. Non si dica che è impossibile: la Francia è allegramente sopra al 3% nel rapporto Deficit/PIL e non è morto nessuno.

Come realizziamo questo?

Innanzitutto questo indirizzo politico lo dobbiamo sviluppare come partito. Il Piano del lavoro deve diventare una grande opportunità di radicamento sociale, di ricostruzione di credibilità e rapporti sociali per Rifondazione Comunista. Ma noi questa proposta la poniamo dentro il contesto della costruzione di un movimento di massa per la difesa della Costituzione, la sua attuazione e il lavoro. L’appello di Rodotà e Landini, che darà vita alla manifestazione del 12 ottobre, è per noi un punto fondamentale. Le adesioni che questo appello sta ricevendo sono molto rilevanti e possono determinare un vero fatto nuovo nella dinamica della crisi italiana. Lavoriamo non solo per la riuscita della manifestazione e perché questa si qualifichi chiaramente contro il governo Letta, ma affinché questa mobilitazione si sedimenti in un vero e proprio movimento di massa per la democrazia e contro l’austerità che sappia dialogare con tutti i movimenti che ci sono nel paese. Pensiamo solo alle mobilitazioni del 18 e 19 ottobre del sindacato di base e dei Comitati, a cui noi parteciperemo. La rottura del silenzio sociale e la costruzione di un movimento per la democrazia e il lavoro possono costituire un punto di aggregazione sociale e politico e contemporaneamente il contesto in cui far vivere in modo allargato le nostre proposte. Vogliamo cioè costruire la sinistra come progetto politico, non può essere l'ala sinistra di Renzi, ma deve costruirsi su contenuti chiari, in forma partecipata e dal basso.


Non c'è un problema di alleanze politiche?

Rispetto alle scelte fatte dai vertici delle forze politiche di centro sinistra non vedo oggi grandi spazi. Il Pd governa con Berlusconi e questi governi non sono una parentesi ma governi Costituenti, come abbiamo detto più volte. Renzi, cioè il futuro vincitore delle primarie, oltre a scopiazzare da Berlusconi il modo di fare politica, avanza addirittura un programma di ulteriore spostamento a destra: propone di fare in Italia i mini job, lavori precari sottopagati e senza contributi, introdotti in Germania dall’Spd e contro cui la Linke ha fatto gran parte della sua campagna elettorale. Per quanto riguarda il gruppo dirigente di Sel, pur essendo collocata all’opposizione del governo, ripropone l’alleanza con Renzi, come se nulla fosse. Sul quadro politico purtroppo vanno registrati spostamenti a destra, non certo a sinistra.


Quindi il quadro politico secondo te è chiuso?

Assolutamente no. Il quadro politico è tutt’altro che statico, c’è grande movimento. In primo luogo larga parte di chi ha votato Pd non l’ha certo fatto per andare a governare con Berlusconi. In secondo luogo il congresso del Pd aprirà grandi contraddizioni. Non credo che il passaggio di testimone dagli ex comunisti ai democristiani possa avvenire in modo indolore. Così come la scelta di collocazione di Sel, come ala sinistra di un centrosinistra guidato da Renzi, non risponde alla domanda di sinistra che è ben presente tra chi ha sostenuto Sel in questi anni. Il centro sinistra mi pare in grande sommovimento e dobbiamo pensare a come costruire una alternativa politica credibile che possa diventare un punto di riferimento sul piano nazionale. Per certi versi lo stesso discorso vale per una parte dell’elettorato grillino: vi è una domanda di cambiamento che è stata frustrata dal settarismo di Grillo. Vi è oggi una domanda di sinistra vera, che non ha una risposta: il nostro compito è operare per costruirla senza ripetere gli errori del passato.

Cosa intendi dire?

Voglio dire che la proposta di costruire una sinistra vera non può seguire le strade già fallite della Federazione della Sinistra e di Rivoluzione Civile. Non si possono fare aggregazioni dall’alto, in forme non democratiche, che non abbiano chiara l’alternatività del proprio progetto rispetto alla strategia del centro sinistra. Noi proponiamo, nel contesto di costruzione di un movimento contro l’austerità, di dar vita ad un processo di aggregazione basato su un percorso democratico e partecipato. Riteniamo che nella dinamica messa in moto dalla manifestazione del 12 si possa operare per costruire uno spazio pubblico della sinistra che aggreghi le forze disponibili. Occorre lavorarci con determinazione e pazienza certosina a tutti i livelli, dal livello territoriale a quello nazionale. Che non significa che Rifondazione fa un fischio e tutti arrivano, ma che noi contribuiamo insieme ad altri a determinare il fatto che queste forze si aggreghino. E ripeto, il 12 ottobre non è in sé il processo di aggregazione della sinistra ma se in Italia parte una mobilitazione generale, c'è una possibilità che il meccanismo di aggregazione politica si metta in modo. Tieni anche conto che la crisi non solo non è finita ma continuerà a mordere sempre più forte. Le contraddizioni sono destinate ad aprirsi, non a chiudersi e noi dobbiamo provare e riprovare per inserirci in queste contraddizioni. Come ho detto più volte, non siamo a fine campionato ma a metà del primo tempo!

Ti sembra che il congresso, che ora entrerà nel vivo, sia partito con il piede giusto?

Da questo punto di vista sono molto preoccupato. A fronte della necessità e della possibilità di darsi un forte progetto politico determinando una svolta nel modo di funzionamento del partito, vedo un eccesso di rissosità nel gruppo dirigente che non aiuta, sento toni ultimativi fuori luogo in un partito provato e che ha bisogno di ritrovare il senso di se stesso. A volte vedo una sfiducia verso noi stessi al limite dell'autolesionismo o toni da pura ricerca del capro espiatorio. Ti faccio un esempio che mi ha colpito molto. Nell'assemblea dell'8 settembre il mio intervento è stato ben accolto. C’è stato quindi un riconoscimento di Rifondazione e delle sue proposte che non era per nulla scontato. Di fronte a questo qualche dirigente del partito ha messo in giro che il segretario era stato fischiato, per poter dire che il segretario è inadeguato e va cambiato. Quando si arriva a quei livelli lì, in cui pur di far battaglia interna si raccontando balle, mettendo alla fine in cattiva luce il partito, io mi preoccupo. Così come nell'ultimo Cpn ho visto una tendenza a sottrarsi alla discussione da parte di compagni e compagne che pure hanno già annunciato la decisione di presentare emendamenti al testo del documento. Diventa difficile trovare una sintesi in queste condizioni e diventa difficile riuscire far si che il Congresso diventi un vero momento di rilancio del partito.

Ma la decisione di arrivare ad un documento a tesi non è comunque un fatto positivo?

Certo e spero che attraverso il meccanismo delle singole tesi alternative si riuscirà a dar vita ad un terreno di discussione vero, che non si trasformi in una conta in cui gli iscritti e le iscritte devono semplicemente schierarsi rispetto alle divisioni del gruppo dirigente nazionale. E’ il clima che mi preoccupa, forse troppo influenzato dal clima generale che vive il paese. Pensa solo al congresso del Pd: nessuno capisce nulla sui contenuti e tutto verte sulla rottamazione, sul fatto che Renzi è il nuovo. Che Renzi sia chiaramente portatore di una ipotesi di svolta a destra passa del tutto in secondo piano. Ecco noi non abbiamo bisogno di un Congresso così, abbiamo bisogno di discutere, capire bene cosa abbiamo sbagliato e di decidere bene cosa dobbiamo fare. Questo per poter produrre una vera svolta nel modo di funzionare e nella costruzione dei gruppi dirigenti.

Per chiudere, uno sguardo fuori di noi. Il voto tedesco.

Intanto è falso il giudizio che viene dato in Italia. In Italia si dice: ha vinto la Germania europeista. Non è vero. Ha vinto la Germania che comanda l'Europa e la sfrutta a proprio vantaggio. E poi c'è il risultato importante della Linke, l'unica forza che pone il problema dell'alternativa. E' vero che ha perso voti, ma in un contesto in cui il senso comune ritiene che Merkel abbia difeso bene gli interessi tedeschi e per questo va votata, il fatto che la Linke, che ha la stessa posizione di Syriza sull'Europa, ottenga un simile risultato è straordinario. La Linke ha fatto una campagna elettorale il cui slogan principale era “100% sociale” facendo una polemica frontale con le politiche neoliberiste della Merkel. Non a caso, la Spd non vuole fare un accordo con la Linke: l’Spd è per il rispetto integrale dei trattati europei e ha attivamente deregolato il mercato del lavoro. La Spd ha più superficie di contatto con Merkel che con la sinistra. Che è lo stesso problema che abbiamo noi in Italia.

Romina Velchi

25/09/2013 www.liberazione.it

24 settembre 2013

Tutti gli ultimi governi hanno condiviso le scelte dell’Unione europea, della BCE e del Fondo Monetario Internazionale orientate a salvare il sistema bancario scaricando i costi della crisi sui lavoratori e sui settori più deboli della società.

FERMIAMOCI X FERMARLI' 18 OTTOBRE SCIOPERO

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA ore 10 - Piazza della Repubblica

 
 
La disoccupazione ufficiale è al 12% e quella giovanile rasenta il 40%. La precarietà ha completamente soppiantato il lavoro a tempo indeterminato. Il conto della CIG e della mobilità è altissimo, si delocalizza la produzione e si chiudono uno dopo l’altro siti produttivi, intascando gli utili e lasciando i lavoratori e le lavoratrici sul lastrico.

Gli immigrati, oltre al lavoro, perdono anche il permesso di soggiorno precipitando nella clandestinità.

I salari e le pensioni sono fermi e non tengono più il costo della vita, i contratti non vengono rinnovati mentre sui luoghi di lavoro si intensifica lo sfruttamento e aumenta l'orario di lavoro di fatto. L’aumento dell’età pensionistica fino a 70 anni condanna gli anziani a lavorare a vita e i giovani alla disoccupazione.

La popolazione povera in Italia ha raggiunto livelli impensabili andando ad interessare anche una consistente parte di ceto medio, di lavoro dipendente, di pensionati. L’attacco al welfare e i tagli a sanità, pensioni e scuola stanno facendo sì che migliaia di persone abbiano smesso di curarsi, che i pensionati frequentino le mense pubbliche, che l’istruzione sia tornata ad essere privilegio di pochi.

Il diritto all'abitare e al reddito viene costantemente negato costringendo migliaia di famiglie, di giovani, di migranti ad occupare stabili vuoti e a subire la violenta repressione dello stato. Oltre 500.000 famiglie sono in difficoltà a pagare il mutuo. Già 150.000 famiglie hanno chiesto deroghe alle banche e alle finanziarie.

Il continuo aumento delle tasse, l’aumento delle tariffe sta ulteriormente erodendo il potere di acquisto delle famiglie, mentre l'evasione fiscale e contributiva ha raggiunto livelli indecenti. Prosegue la politica delle grandi opere, delle spese militari, della devastazione dell’ambiente e dei beni culturali.
Ogni manifestazione di dissenso viene ferocemente repressa, ogni movimento di lotta viene etichettato come nuovo terrorismo.
 
...scarica il volantone e continua a leggere
Files allegati:
volatone_fermiamoci_x_fermarli.pdf volatone fermiamoci x fermarli ( 520 K, pdf, 20.09.13)
locandina_48x68_torre.pdf locandina 48x68 torre ( 236 K, pdf, 20.09.13)
 
USB Unione Sindacale di Base www.usb.it

21 settembre 2013

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, non ci sta e prende le difese di Rodotà: vergognosamente attaccato da Alfano.

Rodotà è contro la Tav, Pd e Pdl quasi lo accusano di terrorismo. Ferrero: Basta stravolgere le parole e fare associazioni impossibili

Rodotà è contro la Tav. Lo è sempre stato perché ritenuta un'opera inutile e dannosa. Inoltre, il costituzionalista giudica gli atti come la lettera delle nuove Brigate Rosse "deprecabili, ma comprensibili e non devono contribuire a derubricare la realizzazione dell’opera a una mera questione di ordine pubblico". L'ex candidato alla Presidenza della repubblica ha anche precisato il suo punto di vista e cioè che le parole usate dalle nuove Br "non sono “comprensibili” nel senso che siano giustificabili in alcun modo; significa invece che purtroppo esiste ancora qualche persona che continua a usare un linguaggio pericoloso e inaccettabile". Poi torna sull'inutilità dell'opera, che poco ha a che fare con qualsiasi questione di ordine pubblico: "In Italia - ha affermato Rodotà - dovremmo prendere atto di quanto stia avvenendo a livello internazionale e riaprire una riflessione politica più ampia sull’infrastruttura, a maggior ragione in un momento di fibrillazione sociale molto forte, in cui non sarebbe giustificabile un impiego consistente di capitali in un’impresa che rischia di rimanere sospesa». Secondo Rodotà, il decreto con cui la Francia ha dichiarato di pubblica utilità alcuni lavori del cantiere Tav, senza però dare certezze sullo stanziamento finanziario per l’opera è «un sostanziale rinvio della Torino - Lione, che può apparire come una rinuncia a costruire la parte francese della linea".

Insomma, Rodotà spiega bene il suo pensiero, che non ha nulla a che fare con violenza e terrorismo. Ma per il ministro degli interni Angelino Alfano le parole di Rodotà "sono gravissime, inquietanti. Le condanno duramente, mi auguro che le rettifichi". "Mi chiedo - ha detto il ministro dell’Interno - se non ci sia da temere per il ritorno dei cattivi maestri". Addirittura per Alfano la dichiarazione di Rodotà "se fosse confermata sarebbe sconvolgente". "Mi pare intollerabile - ha aggiunto - che un candidato alla presidenza della Repubblica abbia potuto dire questo mentre i nostri poliziotti sono impegnati a proteggere il cantiere e mentre i lavoranti delle ditte sono lì a rischiare la vita". "Non possiamo dare un millimetro di vantaggio - ha detto il ministro - alle Nuove Br". Alfano ha assicurato che "lo Stato farà il proprio mestiere fino in fondo" e ha ricordato che è stato raddoppiato il contingente di uomini. "Pensiamo che le parole in questi momenti - ha concluso - pesino come pietre e che non si possano sbagliare le parole".

L’ex candidato Presidente della Repubblica risponde poco dopo, parlando di "strumentalizzazione": "Sono parole ‘inaccettabili’ quelle delle nuove Br contro la Tav, ma trovo comunque anche inaccettabile che venga strumentalizzata dal ministro una dichiarazione che registrava un drammatico dato di realtà, trasformandola in una forma diretta o indiretta di giustificazione di quelle posizioni".

Ma la cosa preoccupante è che anche il Pd si mette contro Rodotà. "Rodotà ci ripensi", ha scritto in una nota Emanuele Fiano, presidente forum Sicurezza e Difesa del Partito Democratico, "e corregga le sue parole. Se il suo pronunciamento è vero, allora ha commesso un errore gravissimo. Niente di ciò che dicono i terroristi delle Brigate Rosse può essere comprensibile. La storia delle Br ce lo ha insegnato e ce lo dicono le decine e decine di vittime innocenti, tra i magistrati, gli operai, i semplici cittadini, le forze dell’ordine. Nessuna comprensione è possibile per ciò che viene dall’ideologia di morte dei brigatisti. Per questo, a Stefano Rodotà diciamo che continueremo a difendere il diritto al dissenso democratico e pacifico, ma nessuno potrà mai portarci a considerare ammissibile la violenza. Chi non accetta questo ragionamento, la legittima".

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, non ci sta e prende le difese di Rodotà: "Voglio esprimere la mia solidarietà a Stefano Rodotà, vergognosamente attaccato da Alfano. Alfano stravolge le parole di Rodotà al fine di scatenare una nuova caccia alle streghe. La cosa preoccupante è che il ministro degli Interni utilizzi pretestuosamente le deliranti parole dei terroristi per infangare una persona come Rodotà e il Movimento NO TAV".


21/09/2013    www.controlacrisi.org

17 settembre 2013

Chi ha intelligenza delle cose e ha capito da che parte tira il vento sa che nel mirino c’è l’ultimo scampolo di welfare rimasto nella legislazione nazionale: il servizio sanitario pubblico

Mayday-mayday: nel mirino dei privatizzatori c'è il servizio sanitario pubblico

No, noi non ci stiamo. Non c’è alcuna dignità, né serietà informativa nel seguire (e rendicontare) l’interminabile, stucchevole sequenza di pseudo-eventi di cui si pasce la nostrana politica-politicante (e il giornalismo ‘embedded’ ridotto a pratica gossippara), approdata al più mortificante nonsense. Non ci stiamo a mettere nel nostro (pur piccolo) ventilatore il profluvio di idiozie che inondano Tv e carta stampata, armi di ‘distrazione’ di massa che obnubilano un’opinione pubblica tramortita e confusa. 

 Le accuse reciproche di mendacio fra Pd e M5S a proposito del voto segreto intorno alla decadenza (oppure no) di Berlusconi, il video a reti unificate promesso dal Caimano che va e che viene, il governo che un giorno cade e l’altro resta, i sedicenti ‘saggi’ che sbrodolano sulla Costituzione anziché applicarla, il memoriale di Lavitola che assicura sfracelli, la data del congresso in casa democrat e il balletto su chi fa il premier e chi il segretario: tutto, nel Palazzo e zone limitrofe, ruota intorno a queste dispute tardo-bizantine, quintessenza di una politica ridotta ad intrallazzo di corte e di cortigiani, priva di slanci e di verità, catalizzata dal destino personale di mediocri attori protagonisti, tutti o quasi tutti sideralmente lontani dalla realtà del Paese che chiede di essere governato e che invece inesorabilmente periclita.

 Mentre va in scena questa invereconda commedia, le scelte – quelle che contano e segnano il destino delle persone – si compiono altrove. L’economia italiana – a dispetto della propaganda da ‘film luce’ sulla ripresa alle porte – è in piena recessione; il comparto manifatturiero, spina dorsale della nostra industria, perde ogni giorno pezzi pregiati; la disoccupazione è destinata ad aumentare anche per gli anni a venire; la domanda interna decresce a vista d’occhio perché l’impoverimento di massa (al netto della nicchia di nababbi perennemente all’ingrasso) abbatte i consumi.
In questo terrificante scenario (che Letta edulcora con frasette da Reader’s digest e che la premiata ditta Pd-Pdl ignora come Schettino sulla plancia del Concordia), i guastatori dell’austerity continentale si apprestano a dettare al governo (quale che sia o che sarà nel futuro prossimo) l’ennesima ricetta monetarista, fatta di ulteriori tagli della spesa sociale.

 La prossima legge di stabilità – così si chiama oggi la ‘finanziaria’ costretta nel dogma del pareggio di bilancio – questa volta morderà fino all’osso.
Chi ha intelligenza delle cose e ha capito da che parte tira il vento sa che nel mirino c’è l’ultimo scampolo di welfare rimasto nella legislazione nazionale: il servizio sanitario pubblico: vedrete, vorranno calare lì la scure e ‘privatizzare’, cioè scaricare sulle spalle dei cittadini il costo delle cure, dopo avere già annichilito la prevenzione.

 Ricordate? Mario Monti – poi debolmente smentitosi – lo aveva detto, certo non a caso, nel crepuscolo della sua pessima premiership. Non si dovrà attendere molto per vedere dove picchia il maglio: ottobre è vicino. Né il lavacro che si annuncia basterà a salvare un paese che in barba a tutti i distinguo sta procedendo verso il precipizio che ha visto schiantarsi la Grecia.
Bruno Amoroso, economista abituato a dire pane al pane e vino al vino, lo ha spiegato ieri, con rara lucidità, a Riccardo Iacona, nella trasmissione Presa diretta. Eppure, il governo bifronte insiste nel proprio suicida ‘inchino’ davanti all’oligarchia finanziaria che domina l’Europa.

 Il default del Belpaese è purtroppo vicino. Quando ci si arriverà, e nel modo peggiore, non basterà più qualche impacco caldo.


Dino Greco
17/09/2013 www.liberazione.it

14 settembre 2013

Se si volesse istituire un premio al peggior imprenditore (o padrone che dir si voglia) italiano, cosa che riteniamo auspicabile, bisognerebbe intanto mettersi d’accordo sui criteri di base da prendere in considerazione per la scelta.

Ilva, l’unica soluzione è nazionalizzare

Ovviamente, accanto agli indicatori di natura più strettamente aziendale (qualità della strategia, risultati in termini di fatturato, utili, finanza, ecc.), bisognerebbe considerare anche i rapporti con l’ambiente di riferimento dell’azienda (prendendo in conto quelli con il territorio, con i sindacati, con le autorità pubbliche nazionali e locali, con i media), assegnando a questi ultimi un forte peso sul totale dei punti da considerare.
Si potrebbe assegnare un primo premio assoluto e poi, trovandoci in Italia, terra delle mini aziende, uno speciale per le piccole e medie imprese (i due premi potrebbero anche essere cumulabili). Bisognerebbe poi considerare, almeno per il primo anno, non solo i risultati più recenti, ma anche quelli passati. Per semplificare la scelta potremmo trascurare i personaggi già in pensione, perché altrimenti la lotta diventerebbe durissima.
I candidati al trofeo per il primo anno non mancherebbero di certo e ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta: ci vengono in mente, in prima battuta, personaggi come Marchionne, Tronchetti Provera, Ligresti, ovviamente Berlusconi, i Benetton, Riva, Ciarrapico ( avete visto in televisione l’ultima trasmissione di Presa Diretta su questo ultimo personaggio)? Ma probabilmente abbiamo dimenticato qualcuno. Dovremmo in effetti considerare gran parte del gotha (si fa per dire) dell’industria italiana.
Ma dopo una lotta serrata (Berlusconi sarebbe evidentemente da considerare fuori concorso), vista anche la mossa recente del primo che ha cercato di mandare a casa 1.400 dipendenti in una volta sola, la palma dovrebbe andare senza dubbio all’ex (speriamo) magnate dell’acciaio, anche per le molto più grandi dimensioni del gruppo Riva-Fire; riconosciamo peraltro che le imprese di Ligresti e Ciarrapico non sono certo da sottovalutare, ricordando anche che i due sono anche stati sulla scena vittoriosamente per molti decenni. A Marchionne potrebbe essere comunque attribuito il gran premio speciale della giuria per la carriera.
Cosa sta veramente succedendo
E veniamo ai fatti degli ultimi giorni. Come è ampiamente noto, nel maggio del 2013 la gip di Taranto, Patrizia Todisco, ha emesso un ordine di sequestro per 8 miliardi e cento milioni di euro nei confronti della famiglia Riva, come sanzione per gli illeciti profitti conseguiti negli anni con il mancato rispetto delle norme ambientali in essere.
Dopo un primo sequestro nelle scorse settimane per più di un miliardo, nei giorni scorsi la guardia di finanza di Taranto ne ha effettuato un altro per 916 milioni. A seguito di questa azione il gruppo Riva ha annunciato la cessazione di tutte le attività facenti capo alla Riva Acciaio, con la conseguente dichiarazione di oltre 1.400 esuberi. Le attività interessate (sette stabilimenti e due società di sevizi) non rientrano nel perimetro gestionale dell’Ilva, già da tempo commissariata. Si tratta invece di diversi impianti di produzione elettrosiderurgica, tutti dislocati nel Nord Italia e che costituiscono in qualche modo il nucleo storico delle produzioni da cui i Riva sono partiti per poi prendere in mano anche gli stabilimenti tedeschi e l’Ilva.
Ci si può chiedere il perché della mossa di Riva, che può sembrare per alcuni versi disperata e per altri senza senso. In effetti, con l’ultimo sequestro, i magistrati hanno anche individuato un custode giudiziario, Mario Tagarelli. Apparentemente, se abbiamo capito bene, spetterà a lui e non ai Riva di decidere sulla sorte degli stabilimenti e dei suoi dipendenti.
Ma allora perché tutta questa agitazione? Il fatto è che, plausibilmente, con le sue mosse, Riva cerca di mobilitare, approfittando della confusione scatenata nell’opinione pubblica, qualche membro dell’attuale governo a lui amico (non ne mancano certo nell’attuale compagine ministeriale, così come non ne mancavano certo nei governi precedenti a partire dall’ineffabile Clini, per non risalire allo stesso Berlusconi); in particolare, egli spera che il dossier Riva-Ilva sia sottratto quanto più possibile alla magistratura e affidato alla cura amorevole dei politici. Chissà così che, alla fine, i vecchi proprietari non riescano ancora ad inviare all’estero qualche soldo. In effetti si sono subito sentite parole infuocate di sostegno ai Riva da parte della Federacciai, della Confindustria, della Lega, di membri del Pdl, di alcuni commentatori televisivi e così via. Vediamo cosa succederà nei prossimi giorni. Ma le prime dichiarazioni di Zanonato, anima tormentata, non ci sembrano molto confortanti.
Cosa bisognerebbe fare
Al momento in cui, grazie alla magistratura, è scoppiato lo scandalo Ilva, si è pensato che l’unico problema fosse quello ambientale, certamente per molti versi comunque molto grave. I Riva hanno cercato di contrapporre, con la complicità anche di una parte almeno del governo, della stampa e del sindacato, la questione ambientale a quella del lavoro. Poi si è scoperto che nel mondo esistono tanti impianti che contemperano i due temi e che le tecnologie già oggi disponibili permettono quasi di fare dei miracoli in proposito.
Al momento sembra che i lavori di messa a norma di Taranto procedano in qualche modo, ma non ci è del tutto chiaro da dove l’attuale commissario riuscirà a prendere tutti i soldi necessari per portarli a compimento. Si era parlato di almeno quattro miliardi di euro.
Comunque, si è poi scoperto che, dietro il problema ambientale, se ne nascondeva uno altrettanto grave costituito dalla situazione del mercato e della progressiva incapacità dei Riva di tener testa a dei concorrenti sempre più agguerriti e sempre più grandi.
Fusioni, arrivo delle grandi imprese asiatiche, integrazione a monte con il business delle miniere, mondializzazione della presenza commerciale e produttiva, chiusura degli impianti non economici, sono alcune delle mosse che i grandi gruppi internazionali, mobilitando tra l’altro grandi capitali, stanno perseguendo per cercare di sopravvivere. La Riva Fire è diventata ormai una presenza trascurabile anche nel solo mercato europeo.
La scelta del commissariamento da parte del governo, che ora da più parti, tra l’altro anche dalla Fiom, si chiede di estendere alla Riva Acciai, rappresenta da questo punto di vista, in ogni caso, solo una misura di emergenza. Bisogna pensare ad un nuovo collocamento strategico se vogliamo che sopravviva. Su questo fronte il commissario non può fare molto, assorbito come è dai problemi di tutti i giorni e comunque senza un mandato adeguato.

Siamo da tempo convinti che l’unica soluzione perché la società stia a galla durevolmente è una nazionalizzazione dell’intero perimetro aziendale; ad essa dovrebbe seguire rapidamente, un ripensamento del collocamento e della struttura proprietaria ed organizzativa dell’intera siderurgia italiana (non è in difficoltà solo l’Ilva), con l’apertura di trattative per arrivare ad un accordo di integrazione con un altro grande gruppo, plausibilmente asiatico (coreano o cinese che sia). Fuori da tale soluzione, nulla salus, almeno ci sembra.

Vincenzo Comito
14/9/2013 www.ilmanifesto.it

12 settembre 2013

Siamo a milioni quelli che non si lasciano strizzare il cervello dagli USA, e dai loro complici politici e mediatici, e raccontano un'altra storia sui crimini contro i popoli e Stati sovrani

Gli altri 11 Settembre







Ken Loach, nell’episodio del film collettivo sull’11 settembre 2001, immaginava un profugo cileno a Londra, esule dopo il golpe del 1973, che scrive ai familiari delle vittime dell’attentato più discusso e clamoroso della storia contemporanea, e destinato a cambiare la nostra storia recente. E lo fa raccontando il suo, di undici Settembre, quello che fece piombare il Cile nelle mani degli aguzzini di Pinochet, spezzando il sogno di Unidad popular e di Salvador Allende. Lo fa per ricordare come dietro a quel colpo di stato ci fosse la lunga mano dei servizi statunitensi e del dipartimento di stato.
L’america, colpita e segnata profondamente da quell’attentato, dal provare per la prima volta cosa significa subire un attacco sul proprio cielo, ha risposto a quel trauma con quella che ha definito la guerra al terrore, una guerra che non conosce sosta, né pause. Tutti hanno pensato che fosse responsabilità del cattivo Bush, e speravano che con la sua sconfitta, sarebbe finita la stagione della guerra preventiva. Come la storia e la cronaca recente ci stanno dimostrando, non invece è servito a molto il cambio di guardia alla Casa bianca. Chi scrive ebbe una polemica pubblica proprio sul nostro giornale con una linea editoriale e diversi articoli, che a mio avviso esageravano nel sottolineare gli aspetti positivi e indubbiamente simbolici del successo di Obama, tacendone invece quelli di continuità con la natura stessa del sistema politico americano, in primis ma non solo, la sua dipendenza dal complesso industriale militare, la sua natura imperialista e di classe.
Ora la storia sta dando ragione a quanti allora, isolati e a volte anche irrisi, mettevano in guardia da facili ottimismi basati sui sentimenti più che su una solida analisi. Il proclami e le promesse, i bei discorsi e le citazioni, hanno lasciato il posto alla dura realtà dei fatti.
Prima la Libia, ed oggi, di nuovo, la Siria. Una nuova guerra annunciata in nome di panzane grandi quanto quelle esibite da Colin Powell per giustificare l’aggressione all’Irak. Una riedizione ristretta di coalizioni di volenterosi pronti a bombardare e distruggere un paese per perseguire i propri disegni geopolitici. Quelli del Grande o nuovo medio oriente.
In nome di questo disegno strategico gli Stati Uniti in questi dieci anni hanno portato il terrore ovunque, dicendo di combatterlo.
L’Iraq è dilaniato dalle bombe quotidiane di uno scontro settario senza fine.
La Libia del dopo Gheddafi un campo di battaglia fra fazioni dove non esiste più uno stato che possa dirsi tale, con addirittura il crollo della produzione di petrolio.
Ora vorrebbero finire il lavoro con la Siria. Chiunque abbia un minimo di buon senso si chiede perché continuare nel perseverare nell’errore. Perché addirittura, come successo con la Libia, si favoriscono formazioni politiche e gruppi ribelli legati ad Al qaeda, il nemico perfetto che diventa in questi casi persino amico. La domanda è sbagliata. Perché presuppone credere ai falsi e mistificanti motivi umanitari che ogni volta gli Stati Uniti e l’imperialismo adottano per giustificare le proprie azioni, coprendone i reali interessi in gioco, quelli geopolitici, e appunto pensa che Irak, Libia, e ora la Siria o l’Afghanistan siano errori e non invece parte di un progetto strategico .
Attraverso quello che chiamano “caos costruttivo”, gli Usa puntano alla costruzione di un nuovo medio oriente che risponda ai loro interessi geopolitici e a quelli dei loro alleati, israele, turchia, arabia saudita, qatar. Era il loro progetto con Bush, continua ad esserlo con Obama.
L’obiettivo è il controllo di un’area strategica per le risorse e per mantenere quel privilegio di gendarme globale che garantisce agli Usa il “loro stile di vita”, il loro vero interesse nazionale che è minacciato dalla messa in discussione della loro potenza. Negli anni 70, nella guerra fredda, le loro vittime sono stati non solo quelle vietnamite, il Cile, ai più noti. Vale la pena ricordare l’appoggio dato ai contras in Nicaragua, per la guerra contro i sandinisti, o il sostegno allo sterminio di un milione di comunisti in indonesia. La scuela de las americas dove formavano i dittatori e i repressori delle forze rivoluzionarie in america latina.
Sono in tanti, quelli che potrebbero raccontare agli Usa i loro undici settembre, come fa l’esule cileno nel film di Ken Loach. Tanti, e la loro lista, purtoppo, rischia ancora di allungarsi.
Fabio Amato
in data:11/09/2013 www.rifondazione.it

9 settembre 2013

L’11 settembre del 1973, in Cile, il Governo di “Unidad Popular” guidato dal Presidente socialista Salvador Allende viene rovesciato da un colpo di stato militare capeggiato dal generale Augusto Pinochet ed orchestrato dagli USA.

A 40 anni dal golpe in Cile, le iniziative di Rifondazione

In occasione dell’anniversario dei 40 anni del Golpe in Cile il Partito della Rifondazione Comunista insieme a diverse associazioni culturali e di solidarietà internazionalista sta promuovendo diverse iniziative in tutta Italia:

ROMA, 7 settembre: Seminario di aggiornamento sull’America Latina

TRIESTE, 11 settembre: Ma che Golpe abbiamo noi ?  A 40 anni dal golpe in Cile.
 
GENOVA, 11-14 settembre: Viva Chile ! 40 Anni dopo il golpe.

PISA, domenica 15 settembre L’America latina e noi: strumenti di partecipazione e lotta nella crisi europea

LUCCA, 16 settembre Viva Salvador Allende! Dopo 40 anni per non dimenticare

CAGLIARI, 18 settembre: 11 Settembre 1973 – 11 Settembre 2013 – Il cile e l’allendismo quarant’anni dopo.

MILANO, 19 settembre

8 settembre 2013

L’assemblea convocata per domani a Roma da Lorenza Carlassare, Don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky è molto importante.

Un’assemblea che apre una speranza

Innanzitutto sarà il punto di partenza per una mobilitazione per la Costituzione e per il lavoro in vista della manifestazione del 12 di ottobre. Domani si apre anche in Italia – come negli altri paesi europei – un percorso di mobilitazione sociale e politica sui nodi di fondo delle politiche governative. Si tratta di un passaggio rilevantissimo perché non può sfuggire a nessuno che dopo il massacro sociale del governo Monti, il governo Letta procede a passi tanto felpati quanto rapidi alle privatizzazioni ed allo stravolgimento della Costituzione in senso presidenziale. Questo attacco alla Costituzione avviene con il consenso di larghissima parte del sistema politico e dei mass media e nel sostanziale disinteresse del paese. Anche perché la crisi macina le vite ma anche le coscienze e la mancanza di lavoro e di soldi tende a far passare in secondo piano i problemi della democrazia. Il rischio concreto è che la crisi sociale impastata con la crisi della politica produca un consenso passivo alla proposta neoautoritaria del presidenzialismo e allo scardinamento delle istituzioni democratiche.
Per questo è importante che la battaglia per la difesa della Costituzione sia intrecciata ad una battaglia per il lavoro, per l’attuazione della Costituzione. Solo tenendo insieme questione sociale e questione democratica, occupazione, salario e Costituzione, è possibile fare una battaglia efficace, costruire una mobilitazione di massa.
L’apertura di un percorso di mobilitazione sui temi del lavoro e della democrazia è quindi la strada per superare la drammatica situazione di impotente solitudine che vivono milioni di uomini e donne, per ricostruire percorsi, identità e lotte collettive.
L’assemblea di domani può essere importante per un secondo motivo. Può aprire una discussione su come costruire un punto di riferimento per quelle decine e decine di migliaia di uomini e di donne di sinistra, che fanno politica in mille forme diverse, ma che non sanno dove sbattere la testa. Oramai è evidente anche ai ciechi che il centrosinistra – in tutte le sue varianti – non fornisce alcuna risposta a questo quesito. Con Renzi – già incoronato anche da SEL – le cose semplicemente peggioreranno. Così come è evidente che Grillo non da una risposta a questa esigenza: la gestione aziendalistica e autoritaria del movimento 5 stelle sono il contrario della ricostruzione di un protagonismo di massa di cui abbiamo bisogno.
Il tema posto è quello della costruzione di una sinistra che sia in grado di proporre una alternativa al neoliberismo e quindi di avanzare un progetto di democratizzazione della vita quotidiana, di redistribuzione del reddito, del lavoro, del potere, di riconversione ambientale e sociale dell’economia. Una sinistra che a partire da questo progetto di alternativa si incontri con le forze della sinistra europea e si definisca come alternativa alle forze che compongono il governo. In un mondo in cui il Democratico Obama e il socialista Hollande si presentano come i maggiori guerrafondai dell’occidente vi è bisogno di una sinistra vera, autonoma ed alternativa.
Questo nodo sarà presente nella discussione di domani e noi proporremo di affrontarlo evitando di ripercorrere gli errori del passato. Non ha funzionato la Federazione della Sinistra così come non ha funzionato Rivoluzione Civile: Non funzionano le ambiguità nel rapporto con il centro sinistra e i patti di vertice a cui siamo stati costretti. Non si tratta di fare un nuovo partito: si tratta di dar vita ad un spazio pubblico della sinistra basato sul principio della democrazia e della partecipazione, in cui a partire da un comune progetto politico e da regole condivise, si possa ricostruire una comunità di dibattito e di azione civile, culturale e politica.
Per questo domani saremo in assemblea a Roma. L’autorevolezza e la serietà di chi ha convocato l’assemblea costituisce un fattore non secondario delle speranze che in essa riponiamo. L’obiettivo, al fondo, è dar vita ad una assemblea che rovesci il significato storico che l’8 settembre ha assunto nel nostro paese.

Paolo Ferrero
Segretario di Rifondazione Comunista
7/9/2013 www.liberazione.it

1 settembre 2013

Una vicenda come quella dell’Ilva e di Taranto, parla ai sordi politici e racconta di salute e vita di qualche decina di migliaia di uomini, di donne e, soprattutto, di bambini.

Ilva, il "male oscuro". Peacelink trova i dati: quasi 9.000 segnati dal cancro


E' bastato cliccare sul numero di utenti identificati con un codice considerato 'maledetto' in campo sanitario, lo '048' (che da' diritto all'esenzione dal ticket), ed e' scaturita la cifra preoccupante: sono poco meno di novemila, per l'esattezza 8.916, i residenti nella citta' di Taranto malati di cancro. Il dato e' stato diffuso dall'associazione ambientalista Peacelink dopo che un'associazione senza fini di lucro, 'Puglia internazionale', che si occupa da un decennio di promozione sociale, avendo rilevato nel suo lavoro numerose situazioni famigliari che coinvolgevano persone malate di cancro, ha chiesto e ottenuto dalla Asl ionica la cifra dei tarantini che risultano aver contratto un tumore. I dati diventano molto piu' preoccupanti se si analizzano quelli del distretto sanitario 3, che comprende i quartieri piu' vicini all'Ilva e all'area industriale, ovvero Tamburi, Paolo VI, Citta' vecchia e parte del Borgo. Qui, su 78mila abitanti, in 4.328 hanno contratto il cancro, cioe' un abitante su 18. In pratica, sostiene Peacelink, e' come se tra 20 persone riunite in una stanza ai Tamburi almeno una avesse un tumore. Quanto influiscano su queste cifre le emissioni dall'area industriale, sottolinea l'associazione ambientalista, e' testimoniato dal fatto che nel restanti quartieri della citta', quelli piu' lontani dalle industrie, c'e' un malato di cancro ogni 26 abitanti. Ad esempio, nel distretto sanitario 4 i malati di tumore sono 4.588 rispetto ad una popolazione di 120mila unita'. Senza contare tutti coloro che potrebbero avere un tumore in formazione non ancora diagnosticato.

"Bastava poco al sindaco avere i dati"

Con questi dati in mano, diffusi anche sul suo profilo Facebook, il presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti, attacca innanzitutto il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano. ''E' un medico - scrive - avrebbe potuto compiere questa ricerca. Perche' non lo ha fatto?''. Poi rivolge un appello all'Ordine dei medici affinche' approfondisca quei dati per ottenere dati istantanei sulle malattie gravi, le diagnosi e i ricoveri e avere un quadro aggiornato della situazione quartiere per quartiere. La denuncia di Peacelink arriva alla vigilia del primo incontro ufficiale che il commissario straordinario dell'Ilva, Enrico Bondi, avra' domani a Roma con i sindacati nazionali e locai di categoria. Il Siderurgico tarantino e' il primo e piu' pesantemente indiziato per l'inquinamento cittadino, come rilevato nelle perizie depositate nell'ambito dell'inchiesta-madre per disastro ambientale che la Procura di Taranto si avvia a concludere. Dati che nei mesi scorsi lo stesso Bondi aveva indirettamente 'contestato' con una sorta di controperizia, il cui incarico era stato affidato dall'ex presidente dell'Ilva Bruno Ferrante. Chissa' se domani anche quelle cifre peseranno nel dialogo tra azienda e parti sociali.

Bondi parlerà "a grandi linee" del piano industriale

Nel primo incontro con i sindacati metalmeccanici di domattina a Roma, il commissario dell'Ilva, Enrico Bondi, non presenterà il piano industriale perche' ancora non è pronto, sembra, ma spieghera comunque a grandi linee come intende gestire l'azienda, quali sono le sue priorit¡, come sta andando il mercato. Dall'insediamento (4 giugno, col decreto 61 poi convertito nella legge 89 del 3 agosto) a oggi, Bondi - che e' affiancato anche dal sub commissario Edo Ronchi nominato dal ministero dell'Ambiente - si e' concentrato soprattutto su due fronti: riorganizzazione dell'Ilva, travolta da una pesante inchiesta giudiziaria per disastro ambientale scoppiata a fine luglio 2012, e attuazione dell'Autorizzazione integrata ambientale. Quest'ultima contiene una serie di prescrizioni finalizzate a ridurre l'inquinamento di parchi minerali, cokerie, altiforni e acciaierie. Bondi e' stato nominato commissario proprio perche' l'Ilva gestita dalla famiglia Riva - che resta comunque proprietaria - non ha attuato, secondo i tempi fissati, tutto cio' che l'Aia obbligava a fare. E cosi' tra le prime iniziative assunte dal commissario ci sono state sia un'accelerazione dei lavori agli impianti (l'azienda ha dichiarato di aver speso a met¡ luglio met¡ dell'impegno 2013), sia la costituzione di un dipartimento tecnico ad hoc, con 30 ingegneri, alla cui guida Bondi ha chiamato Erder Mingoli, ex manager Lucchini. Ma i primi tre mesi di Bondi commissario (in precedenza, per un mese e mezzo, e' stato ad dell'Ilva nominato dai Riva) non sono stati privi di scontri.

"O tarantini fumano troppe sigarette"

A metà luglio, infatti, il commissario ha contestato a Regione Puglia ed Arpa Puglia i criteri con cui avevano definito per l'Ilva di Taranto la Valutazione di danno sanitario (Vds) prevista da una legge regionale di luglio 2012. In quell'occasione Bondi invio' a Regione ed Arpa una perizia Ilva in cui si spiegava che l'eccesso di tumori e gravi patologie accertate a Taranto negli ultimi anni dall'Istituto superiore di sanit¡ erano dovute all'elevato consumo di sigarette da parte della popolazione e al fatto che molti tarantini avessero lavorato tra Arsenale della Marina e Cantieri navali venendo cosi' a contatto con l'amianto, e non all'inquinamento del siderurgico. Travolto dalle polemiche e con ripetute richieste di dimissioni (dal sindaco di Taranto al presidente della Regione Puglia), Bondi si affretto' a chiarire - anche al ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando - che quello studio Ilva era antecedente il suo arrivo da commissario e che il risanamento della fabbrica era una priorit¡. Pian piano le polemiche sono poi rientrate, ma il livello di attenzione sul tema Ilva e' rimasto comunque molto elevato. Prova ne sono la contrastata approvazione in Senato del decreto legge sul commissariamento dell'azienda (l'1 agosto l'assemblea l'ha votato senza modifiche cosi' come era giunto dalla Camera sia per evitare di farlo decadere, sia per evitare l'ostruzionismo di Cinque Stelle), sia il fatto che lunedi scorso con un nuovo decreto inserito nel pacchetto della Pa, il Governo abbia autorizzato due discariche nell'Ilva per i rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Anche in questo caso sono scoppiate molte polemiche, anche se poi il ministro Orlando ha chiarito alla Regione Puglia che la scelta del decreto legge e' dettata solo da una questione di tempi: con l'avanzamento dei lavori dell'Aia, c'e' infatti bisogno di siti idonei dove trasportare i rifiuti industriali prodotti dalla bonifica del siderurgico.

Fabrizio Salvatori 

01/09/2013 www.liberazione.it

Dalla Val D’Aosta alla Sicilia. Quarantaquattro aree del Paese inquinate oltre ogni limite di legge. Sei milioni di persone esposti a rischio malattie, tutte mortali: tumori, malattie respiratorie, malattie circolatorie, malattie neurologiche, malattie renali. La lista completa dei siti a rischio e la lista di malattie che gli abitanti devono temere. Tutto ufficiale, anche se scritto in burocratese. La fonte: il ministero della Salute.

Ecco il rapporto del ministero della Salute sui 44 siti più inquinati d’Italia. Esposti a tumori ed altre malattie oltre 6 milioni di Italiani !!!

Emarese (Aosta)
 Comune di Emarese.
«Il decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: miniera, amianto e discariche. Mortalità per tutte le cause e malattie del sistema circolatorio. L’esiguità numerica della popolazione residente non ha consentito una completa valutazione della mortalità nel periodo studiato».
 
(Verbania, Cusio, Ossola)
 Comuni di Piedimulera, Pieve Vergonte e Vogogna.
«Il Decreto di perimetrazione di questo SIN elenca la presenza di impianti chimici e di discariche (RSU, rifiuti spe- ciali non pericolosi, rifiuti da metallurgia Pb, Zn, Cu, cavi elettrici plastificati). Il profilo di mortalità nel SIN di Pieve Vergonte mostra un eccesso tra gli uomini e le donne per tutte le cause, tutti i tumori e per le malattie circolatorie. Si osserva un eccesso per il tumore del colon-retto tra le donne e per il tumore dello stomaco in entrambi i generi, seppure con stime imprecise».

Balangero (Torino)
 Comuni di Balangero e Corio.
«Il Decreto di perimetrazione elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: amianto, discariche e miniera. Il profilo di mortalità nel SIN mostra, nel complesso delle principali cause di morte un eccesso della mortalità per tutte le cause in entrambi i generi, per le malattie del sistema circolatorio nelle donne, per le malattie degli apparati respiratorio e digerente negli uomini. È presente un incremento della mortalità per tumore della pleura negli uomini, dato affetto da un’imprecisione della stima».

Casal Monferrato (Alessandria)
 Comuni di Alfiano Natta, Altavilla Monferrato, Balzola, Borgo San Martino, Bozzole, Camagna Monferrato, Camino, Casale Monferrato, Castelletto Merli, Cella Monte, Cereseto, Cerrina Monferrato, Coniolo, Conzano, Frassinello Monferrato, Frassineto Po, Gabiano, Giarole, Mirabello Monferrato, Mombello Monferrato, Moncalvo, Moncestino, Morano sul Po, Murisengo, Occimiano, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Palazzolo Vercellese, Pomaro Monferrato, Pontestura, Ponzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato, San Giorgio Monferrato, Serralunga di Crea, Solonghello, Terruggia, Ticineto, Treville, Trino, Valmacca, Vignale Monferrato, Villadeati, Villamiroglio e Villanova Monferrato.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN segnala la presenza di un’industria per la lavorazione e produzione di manufatti di amianto. Un eccesso della mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per le malattie del sistema circolatorio. Si osservano eccessi per il tumore polmonare negli uomini, e in entrambi i generi per il tumore pleurico. Sono state pubblicate una serie di indagini epidemiologiche condotte a Casale Monferrato. Uno studio di coorte occupazionale condotto su 3.443 lavoratori del cemento-amianto della Eternit. In entrambi i generi sono stati osservati eccessi della mortalità per tutte le cause, tumore polmonare, tumore della pleura, tumore del peritoneo e asbestosi. Nelle donne è stato confermato l’aumento della mortalità per tumore dell’ovaio e dell’utero».
 
Serravalle Scrivia (Alessandria)
 Comuni di Serravalle Scrivia e Stazzano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto di rigenerazione olii esausti. Il profilo di mortalità nel SIN mostra, nel complesso delle principali cause di morte un eccesso nelle donne per tutte le cause e per le malattie dell’apparato circolatorio. L’eccesso nella mortalità per tutte le cause può essere in parte attribuibile all’aumento di rischio per malattie dell’apparato circolatorio. Si documenta un eccesso negli uomini per tumore dello stomaco».

Cengio (Savona) e Saliceto (Alessandria)
 Comuni di Bergolo, Bistagno, Bubbio, Cairo Montenotte, Camerana, Castelletto Uzzone, Castino, Cengio, Cessole, Cortemilia, Cosseria, Cravanzana, Feisoglio, Gorzegno, Gottasecca, Levice, Loazzolo, Millesimo, Mombarcaro, Monastero Bormida, Monesiglio, Montezemolo, Niella Belbo, Perletto, Ponti, Pruneto, Sale San Giovanni, Saliceto, San Giorgio Scarampi, Sessame, Torre Bormida e Vesime.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di impianti chimici con produzione di coloranti e di discariche. Si osserva un eccesso in entrambi i generi per il tumore dello stomaco. Si osserva un eccesso nelle donne, per l’asma, sia in presenza sia in assenza di correzione per fattori socioeconomici».

Cogoleto-Stoppani (Genova)
 Comuni di Arenzano e Cogoleto.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto per la produzione del bicromato di sodio e di una discarica. Per il complesso delle principali cause di morte mostrano una mortalità osservata simile a quella attesa tra gli uomini, mentre nella popolazione femminile indicano un eccesso per tutte le cause e per le malattie dell’apparato genitourinario. Si osserva un eccesso di rischio nelle donne, per l’asma. Inoltre, uno studio recente, effettuato dal CNR e da ARPA Liguria1, ha analizzato i sedimenti marini, evidenziando alte concentrazioni di metalli pesanti, come cromo esavalente e nichel e, in minore quantità, di argento, mercurio, piombo, rame e zinco».

Pitelli (La Spezia)
 Comuni di La Spezia e Lerici.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, centrale elettrica, area portuale, amianto e discarica. Nel SIN risultano in eccesso la mortalità per tutti tumori e per le malattie dell’apparato respiratorio negli uomini. Risultano in eccesso negli uomini la mortalità per il tumore dello stomaco, del polmone, della pleura e per malattie dell’apparato respiratorio. Due studi dei lavoratori dei petrolchimici di Genova e La Spezia hanno evidenziato un eccesso di mortalità per mesotelioma pleurico tra i manutentori».

Sesto San Giovanni (Milano)
 Comuni di Cologno Monzese e Sesto San Giovanni.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianto siderurgico e discariche. Per malattie dell’apparato respiratorio, acute, croniche e asma è nota una componente occupazionale. Polveri, gas, fumi, agenti sensibilizzanti sono tra le esposizioni con accertato ruolo eziologico per queste patologie».

Cerro al Lambro (Milano)
 Comuni di Cerro al Lambro e San Zenone al Lambro.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN segnala la presenza di discariche. Nel complesso nell’area di Cerro al Lambro si osserva una mortalità per tutte le cause e causa-specifica che non si di- scosta dall’atteso regionale».

Pioltello Rodano (Milano)
 Comuni di Pioltello e Rodano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti o sorgenti di esposizione ambientale: impianto chimico e discariche. Negli uomini si osserva un difetto della mortalità per tutti i tumori, e un eccesso per le malattie del- l’apparato digerente».

Broni (Pavia)
 Comune di Broni.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un’area di produzione di manufatti di cemento-amianto. Eccesso di mortalità per tutte le cause negli uomini e, in entrambi i generi, un eccesso di mortalità per patologie dell’apparato cardiovascolare. Il tumore maligno della pleura sia negli uomini sia nelle donne risulta in eccesso, con un aumento dei rispettivi SMR di più di 10 volte».

Brescia
 Comuni di Brescia, Castegnato e Passirano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, discarica. I valori osservati per la mortalità per tutti i tumori in entrambi i generi e le malattie respiratorie negli uomini sono superiori all’atteso. Elevata probabilità al linfoma non Hodgkin. Sono stati osservati eccessi per questa causa di morte negli uomini».

Laghi di Mantova
 Comune di Mantova Virgilio.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN Laghi di Mantova e Polo chimico elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici (metallurgia, cartaria), petrolchimico, raffineria, area portuale e discariche industriali. Per le principali cause di morte, un difetto per tutti i tumori e un eccesso per le malattie dell’apparato circolatorio negli uomini. Un valore dell’SMR in eccesso, anche se affetto da imprecisione, è osservato per l’asma nelle donne».

Bolzano
 Comune di Bolzano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto per la produzione di alluminio e di magnesio. Si osserva un eccesso, seppure caratterizzato da una stima imprecisa, della mortalità per alcune condizioni morbose di origine perinatale. Per quanto riguarda altre cause di morte non comprese nelle tabelle precedenti, si osservano eccessi di mortalità, per il totale di uomini e donne, per le demenze».

Trento Nord
 Comune di Trento.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un’industria chimica. Il SIN è caratterizzato da suoli inquinati dalle passate attività industriali di produzione della Carbochimica Prada, che ha cessato la produzione nel 1984, e della produzione di piombo tetraetile da parte della Società Lavorazioni Organiche Inorganiche (SLOI), attiva dal 1939 al 1978. Si segnala un aumento di mortalità per tumore del colon-retto sia negli uomini sia nelle donne, anche se questi dati sono caratterizzati da stime imprecise».

Venezia Porto Marghera
 Comune di Venezia.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, petrolchimico, raffineria, metallurgia, elettrometallurgia, meccanica, produzione energia area portuale e discariche. Per uomini e donne è presente un eccesso per tutti i tumori e per le malattie dell’apparato digerente. Difetti sono presenti per le malattie circolatorie tra gli uomini e in entrambi i generi per le malattie respiratorie e dell’apparato genitourinario. Il tumore del polmone e della pleura sono in eccesso tra uomini e donne. L’indagine dei 7.530 pescatori di Chioggia e Venezia, registrati dalla capitaneria nel periodo 1971-1986, la cui mortalità è stata studiata fino al 1986, ha osservato un incremento per il tumore del fegato e dello stomaco».

Laguna di Grado e Marano (Udine)
 Comuni di Carlino, Cervignano del Friuli, Marano Lagunare, San Giorgio di Nogaro, Terzo d’Aquileia e Torviscosa.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di uno stabilimento per la produzione di cellulosa e di un’area portuale. Si osserva un eccesso di rischio per il tumore dello stomaco negli uomini e nelle donne. Nonostante la letteratura scientifica identifichi nel tipo di dieta il principale fattore di rischio per il tumore dello stomaco, l’eccesso osservato negli uomini può essere ricondotto a fattori ambientali (l’assorbimento gastroenterico come principale via di esposizione a piombo e cadmio, e a nitrati presenti nel bacino scolante della laguna) e occupazionali, vista l’associazione positiva rilevata tra tumore dello stomaco ed esposizione professionale a piombo e cromo esavalente».

Trieste
 Comune di Trieste.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di impianti chimici, una raffineria, un impianto siderurgico e un’area portuale. La mortalità per le principali cause di decesso mostra per entrambi i generi eccessi per tutte le cause, malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e digerente. Nelle donne è evidente anche un eccesso per tutti i tumori. Il tumore del colon-retto e le malattie acute dell’apparato respiratorio sono in eccesso in entrambi i generi, l’osservato supera l’atteso tra gli uomini per il tumore della pleura e tra le donne per le malattie respiratorie acute e croniche. La relazione tra inquinamento atmosferico e tumore polmonare a Trieste è stata oggetto di due studi caso-controllo che hanno incluso solo uomini e hanno evidenziato un’associazione positiva e rischi maggiori per i residenti nel centro cittadino e nei pressi della zona industriale».

Fidenza (Parma)
 Comuni di Fidenza e Salsomaggiore Terme.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e discarica di rifiuti urbani e speciali. Tra gli uomini si è osservato un eccesso della mortalità per le cause tumorali e per le malattie dell’apparato digerente. Tra le donne si è osservato un eccesso di mortalità per le malattie dell’apparato circolatorio e per le malattie dell’apparato digerente. Inoltre, l’eccesso di mortalità per tumore dello stomaco osservato tra gli uomini può essere riconducibile a una esposizione occupazionale».

Sassuolo (Modena) e Scandiano (Reggio Emilia)
 Comuni di Casalgrande, Castellarano, Castelvetro di Modena, Maranello, Rubiera e Sassuolo.
«Il Decreto di perimetrazione di questo SIN elenca la presenza di impianti per la lavorazione della ceramica. Il profilo di mortalità del SIN mostra, tra le principali cause di morte, eccessi tra gli uomini per tutte le cause, malattie del sistema circolatorio e dell’apparato respiratorio; tra le donne si osservano eccessi per malattie dell’apparato digerente. Si osserva tra gli uomini un eccesso per malattie respiratorie e asma e per malformazioni congenite in tutte le classi di età».

Massa e Carrara
 Comuni di Carrara e Massa.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: industria farmaceutica, petrolchimico, impianto siderurgico, area portuale, amianto, discariche e inceneritore. Nelle donne si evidenziano eccessi per tutte le cause, per le malattie dell’apparato digerente e genitourinario. In entrambi i generi si osserva un eccesso di mortalità per il tumore del fegato. Negli uomini sono presenti eccessi di mortalità per il tu- more del polmone, della pleura, del sistema linfoematopoietico; per il linfoma non Hodgkin si osserva un eccesso con una stima imprecisa. Tra le cause non tumorali sono presenti eccessi per le malattie respiratorie nel loro insieme, e separatamente anche per le croniche e le acute. Nelle donne si evidenzia un eccesso per le malattie respiratorie acute e difetti di mortalità per il tumore del colon- retto e del polmone. Si evidenziano eccessi di mortalità per malformazioni congenite e per le condizioni morbose di origine perinatale».

Livorno
 Comuni di Collesalvetti e Livorno.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: raffineria e area portuale. La mortalità per tutte le cause e per tutti i tumori è risultata in eccesso in entrambi i generi. Nelle donne si registrano eccessi per le malattie del sistema circolatorio e per le malattie del sistema digerente. Si osserva, in entrambi i generi, un eccesso per il tumore del polmone e per il tumore della pleura. Si evidenzia un eccesso di mortalità per condizioni morbose di origine perinatale».

Piombino (Livorno)
 Comune di Piombino.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, siderurgico, centrale termoelettrica, area portuale e discarica industriale di rifiuti pericolosi. Il profilo di mortalità osservato nella popolazione residente di Piombino negli uomini mostra un eccesso per le malattie dell’apparato respiratorio, digerente e genitourinario. Nelle donne è presente un eccesso per malattie genitourinarie e difetti per tutte le cause, malattie del sistema circolatorio e respiratorie. Si osserva un solo eccesso di mortalità negli uomini per il tumore della pleura».

Orbetello (Grosseto)
 Comune di Orbetello.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto di produzione di fertilizzanti chimici. La mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per le malattie genitourinarie è risultata in eccesso negli uomini. Un eccesso impreciso per le malattie genitourinarie è presente anche nelle donne. Si osserva un eccesso di decessi negli uomini per asma. Le contaminazioni ambientali della laguna di Orbetello sono in gran parte dovute agli sversamenti dei residui di lavorazione della produzione di fertilizzanti dell’industria ex Sitoco. L’industria si trova sulla sponda di levante della laguna di Orbetello».

Terni-Papigno
 Comune di Terni.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: siderurgico e discarica di 2a categoria tipo B rifiuti speciali. Tra gli uomini residenti in questo SIN si è osservato un eccesso della mortalità per tutte le cause e per tutti i tumori rispetto all’atteso; tra le donne si è osservato un eccesso di mortalità per tutti i tumori e per le patologie dell’apparato digerente».

Falconara Marittima (Ancona)
 Comune di Falconara Marittima.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, raffineria, centrale termoelettrica. Il principale eccesso di rischio è per il tumore del polmone in entrambi i generi; nelle donne risultano in eccesso le malattie respiratorie acute, mentre negli uomini è in eccesso il tumore del colon-retto. In eccesso risultano anche le malformazioni congenite con stime imprecise e le malattie dell’apparato genitourinario, in eccesso nelle donne, anche se con stime imprecise».

Basso bacino del fiume Chienti (Macerata e Ascoli Piceno)
 Comuni di Civitanova Marche, Montecosaro, Morrovalle, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un impianto calzaturiero. Si registra un eccesso per malattie dell’apparato genitourinario negli uomini e di malattie del sistema circolatorio nelle donne. E un eccesso della mortalità per alcune condizioni di origine perinatale nei bambini minori di un anno».

Bacino idrografico del fiume Sacco (Roma e Frosinone)
 Comuni di Anagni, Colleferro, Ferentino, Gavignano, Morolo, Paliano, Segni, Sgurgola e Supino.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un’industria chimica. Si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause in uomini e donne. Tra gli uomini si osserva un eccesso di mortalità per tutti i tumori e per le malattie dell’apparato digerente, tra le donne si ha un eccesso di mortalità per le patologie del sistema circolatorio e un difetto di mortalità per tutti i tumori. Si rileva un eccesso per tumore dello stomaco e per le malattie dell’apparato respiratorio tra gli uomini».

Litorale domizio flegreo e Agro aversano (Caserta e Napoli)
 Comuni di Acerra, Arienzo, Aversa, Bacoli, Brusciano, Caivano, Camposano, Cancello ed Arnone, Capodrise, Capua, Carinaro, Carinola, Casagiove, Casal di Principe, Casaluce, Casamarciano, Casapesenna, Casapulla, Caserta, Castel Volturno, Castello di Cisterna, Cellole, Cervino, Cesa, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Curti, Falciano del Massico, Francolise, Frignano, Giugliano in Campania, Grazzanise, Gricignano di Aversa, Lusciano, Macerata Campania, Maddaloni, Marcianise, Mariglianella, Marigliano, Melito di Napoli, Mondragone, Monte di Procida, Nola, Orta di Atella, Parete, Pomigliano d’Arco, Portico di Caserta, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Recale, Roccarainola, San Cipriano d’Aversa, San Felice a Cancello, San Marcellino, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Paolo Bel Sito, San Prisco, San Tammaro, San Vitaliano, Santa Maria a Vico, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Sant’Arpino, Saviano, Scisciano, Sessa Aurunca, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Tufino, Villa di Briano, Villa Literno, Villaricca e Visciano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di discariche. Nel SIN sono stati osservati eccessi della mortalità in entrambi i generi per tutti i principali gruppi di cause, con eccessi di mortalità per il tumore polmonare, epatico e gastrico, del rene e della vescica. I risultati hanno, anche, mostrato un trend di rischio in eccesso all’aumentare del valore dell’indicatore di esposizione a rifiuti per la mortalità generale, per tutti i tumori e per tumore epatico in entrambi i generi, e per il tumore polmonare e dello stomaco nei soli uomini».

Litorale vesuviano (Napoli)
 Comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Ercolano, Napoli, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco e Trecase.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle fonti di esposizione: amianto e discariche. I dati di mortalità mostrano eccessi per le malattie degli apparati digerente e genitourinario negli uomini e nelle donne. In assenza di correzione per indice di deprivazione, nelle donne vi è un eccesso per tutte le cause e per tutti i tumori. Negli uomini tantissimi i casi di tumore alla pleura».

Tito (Potenza)
 Comune di Tito.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e siderurgico. Nell’area sono presenti attività produttive di diversa dimensione e tipologia, sia in funzione sia dismesse, con impianti chimici, scorie siderurgiche, discariche di rifiuti pericolosi, discariche con amianto a cielo aperto, vasche di fosfogessi. Il sito ARPA Basilicata riferisce attività di monitoraggio ambientale condotte nel 2003 con rilevazione di metalli pesanti (cromo esavalente, piombo, mercurio), benzene e idrocarburi aromatici, composti organici alogenati e altri idrocarburi. Nella sola popolazione maschile è in eccesso la mortalità per patologie dell’apparato respiratorio. Si osserva un eccesso di mortalità per tumori del colon-retto nelle donne».

Val Basento (Matera)
 Comuni di Ferrandina, Grottole, Miglionico, Pisticci, Pomarico e Salandra.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e di produzione di manufatti in cemento-amianto. Tra gli uomini si osserva un eccesso della mortalità per tutte le cause, sia in assenza sia in presenza di correzione per deprivazione socioeconomica, e un deficit della mortalità per le malattie dell’apparato genitourinario. Nelle donne si rileva un difetto della mortalità per malattie dell’apparato respiratorio e per le patologie dell’apparato genitourinario».

Manfredonia (Foggia)
 Comuni di Manfredonia e Monte Sant’Angelo.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici e discariche. Si osservano, negli uomini e nelle donne, un eccesso per tumore dello stomaco e un difetto per le malattie dell’apparato respiratorio. Stime imprecise in difetto sono presenti per malformazioni congenite e condizioni morbose perinatali».

Bari-Fibronit
 Comune di Bari.
«Il Decreto del SIN elenca la presenza di uno stabilimento di cemento-amianto. Risulta un eccesso di mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per malattie dell’apparato respiratorio, mentre nelle donne si rileva un eccesso per le malattie dell’apparato digerente. Una volta corretta per indice di deprivazione, risulta superiore all’atteso anche la mortalità per malattie dell’apparato circolatorio in entrambi i generi, dell’apparato digerente negli uomini e dell’apparato genito-urinario nelle donne. L’azienda Fibronit di Bari è stata oggetto di due studi di coorte. Lo studio di Belli ha riguardato i lavoratori dell’azienda, titolari di rendita INAIL per asbestosi, e ha osservato un aumento significativo della mortalità per asbestosi, tumore del polmone, della pleura e del mediastino. I risultati dello studio di Coviello, riguardante l’intera coorte, ha mostrato eccessi di mortalità per tutte le cause, per le pneumoconiosi, tutti i tumori, per i tumori maligni del polmone, della pleura e del peritoneo. L’impatto dell’esposizione ambientale ad amianto, in quartieri limitrofi all’insediamento produttivo, è stato stimato da Musti con uno studio caso-controllo che ha valutato la distribuzione spaziale di mesotelioma di origine non professionale, e ha osservato nella popolazione residente entro 500 metri dall’impianto un significativo incremento di rischio».

Taranto
 Comuni di Taranto e Statte.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN riporta la presenza di una raffineria, un impianto siderurgico, un’area portuale e di discariche di RSU con siti abusivi di rifiuti di varia provenienza. Il lungo elenco di malattie comprende: eccesso tra il 10% e il 15% nella mortalità generale e per tutti i tumori in entrambi i generi; eccesso di circa il 30% nella mortalità per tumore del polmone, per entrambi i generi; eccesso, in entrambi i generi, dei decessi per tumore della pleura, che permane; eccesso compreso tra il 50% (uomini) e il 40% (donne) di decessi per malattie respiratorie acute; associato a un aumento di circa il 10% nella mortalità per tutte le malattie dell’apparato respiratorio; eccesso di circa il 15% tra gli uomini e 40% nelle donne della mortalità per malattie dell’apparato digerente; incremento di circa il 5% dei decessi per malattie del sistema circolatorio soprattutto tra gli uomini; quest’ultimo è ascrivibile a un eccesso di mortalità per malattie ischemiche del cuore, che permane, anche tra le donne un eccesso per la mortalità per condizioni morbose di origine perinatale (0-1 anno), con evidenza Limitata di associazione con la residenza in prossimità di raffinerie/poli petrolchimici e discariche, e un eccesso di circa il 15% per la mortalità legata alle malformazioni congenite, che non consente però di escludere l’assenza di rischio».

Brindisi
 Comune di Brindisi.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, centrali elettriche, area portuale, discariche. In entrambi i generi si osserva un eccesso per il tumore della pleura. È presente un eccesso di mortalità per le malformazioni congenite».

Crotone-Cassano-Cerchiara (Cosenza)
 Comuni di Cassano ionico, Cerchiara di Calabria e Crotone.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, discariche. Gli eccessi sono evidenti in particolare tra gli uomini per i quali, oltre alla mortalità per tutte le cause, risultano in eccesso tutti i tumori, le malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e genitourinario. Nelle donne, oltre alla mortalità per tutte le cause, è in eccesso quella per malattie dell’apparato digerente. Un eccesso della mortalità per malattie dell’apparato respiratorio negli uomini».

Milazzo (Messina)
 Comuni di Milazzo, Pace del Mela e San Filippo del Mela.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti per la produzione di apparecchiature elettriche, una raffineria, un impianto siderurgico e una centrale elettrica. Risulta, fra gli uomini, un eccesso per le malattie dell’apparato genitourinario e un difetto per le patologie dell’apparato respiratorio. Tra le donne si osserva un difetto per tutte le cause, per le malattie dell’apparato digerente e del sistema circolatorio. Per i sottogruppi di classe di età 0-1 e 0-14 risulta in eccesso la mortalità nel primo anno di vita per alcune condizioni morbose di origine perinatale. Un recente studio di coorte occupazionale sugli ex lavoratori di una industria di manufatti in cemento-amianto nel Comune di San Filippo del Mela ha analizzato la mortalità per cause asbesto-correlate e l’incidenza del mesotelioma. Pur con dei limiti, dovuti principalmente alla mancanza dei libri-matricola, e quindi all’impossibilità di ricostruire gli anni-per- sona a rischio, l’indagine ha evidenziato un eccesso dell’incidenza di mesotelioma ed eccessi di mortalità per tumore maligno della pleura, del polmone e per pneumoconiosi».

Biancavilla (Catania)
 Comune di Biancavilla.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN riferisce la presenza di cava di materiale lapideo contaminato da fluoro-edenite, una fibra asbestiforme. Si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause sia negli uomini sia nelle donne. Anche le malattie dell’apparato cardiovascolare e dell’apparato respiratorio risultano in eccesso sia negli uomini sia nelle donne. È presente in entrambi i generi un difetto di patologie dell’apparato digerente. Si evidenzia un eccesso di mortalità per tumore maligno della pleura, con un ampio intervallo di confidenza».

Priolo (Siracusa)
 Comuni di Augusta, Melilli, Priolo Gargallo e Siracusa.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, un polo petrolchimico, una raffineria, un’area portuale, amianto e discariche. Nel SIN si sono osservati eccessi della mortalità generale per tutte le cause e per tutti i tumori tra gli uomini, per malattie dell’apparato digerente tra le donne. Sono in eccesso negli uomini i tumori del polmone e della pleura, causa, quest’ultima, in eccesso anche nelle donne; la mortalità è in eccesso in entrambi i generi per le malattie respiratorie acute».

Gela (Caltanissetta)
 Comune di Gela.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, raffineria e discarica rifiuti. Il segnale più evidente è quello di un eccesso di tumori polmonari sia tra gli uomini sia tra le donne; tra gli uomini sono in eccesso anche il tumore dello stomaco e l’asma; tra le donne il tumore del colon-retto e l’asma, quest’ultima con una stima imprecisa».

Porto Torres (Sassari)
 Comuni di Porto Torres e Sassari.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, raffineria, centrale termoelettrica, area portuale e discariche. I risultati mostrano un’aumentata incidenza per tutti i tumori. Un’aumentata mortalità per il tumore del polmone, per le malattie dell’apparato respiratorio, anche acute, e per le malformazioni congenite. Tra i lavoratori esposti ad asbesto è aumentata l’incidenza per tumore della vescica. Sia per gli uomini sia per le donne sono presenti eccessi per il tumore del fegato e la leucemia mieloide».

Sulcis-Iglesiente-Guspinese (Cagliari)
 Comuni di Arbus, Assemini, Buggerru, Calasetta, Capoterra, Carbonia, Carloforte, Domus de Maria, Domusnovas, Fluminimaggiore, Giba, Gonnesa, Gonnosfanadiga, Guspini, Iglesias, Masainas, Musei, Narcao, Nuxis, Pabillonis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, Pula, San Gavino Monreale, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco, Sarroch, Siliqua, Teulada, Tratalias, Uta, Vallermosa, Villa San Pietro, Villacidro, Villamassargia e Villaperuccio.

«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, miniere e discariche. Per uomini e donne è presente un eccesso di mortalità per le malattie dell’apparato respiratorio e un difetto, per i soli uomini, per le malattie circolatorie. Il tumore della pleura è in eccesso in entrambi i generi con una stima imprecisa dell’SMR. Si rileva infine un eccesso della mortalità per le condizioni morbose perinatali. Nei bambini delle scuole elementari di Portoscuso una frequenza più elevata di sintomi ostruttivi e bronchitici rispetto ai coetanei dei Comuni di confronto; nei bambini di Sarroch la frequenza è più elevata anche per l’asma».

31/8/2013 www.globalist.it