31 marzo 2010

Bravo Napolitano ma, non basta riformare il cappio dell’arbitrato, bisogna abolirlo del tutto in caso di licenziamento.

Art.18: rinvio alle Camere della 1167. Salvare il principio costituzionale della tutela del lavoratore

Il Capo dello Stato non ha firmato l’indecente legge 1167 che vanifica l’art.18 e peggiora o rende impossibile l’accesso alla giustizia dei lavoratori. Dobbiamo di ciò essergli grati. Non ha voluto passare alla Storia come l’affossatore del diritto alla giusta causa mettendo il suo timbro su una legge che considera il lavoratore alla pari con il suo datore di lavoro e non minus habent bisognoso di tutele giuridiche.. Questa scelta di Napolitano è stata compiuta nonostante l’esistenza di un vasto partito di avversari e liquidatori dei diritti dei lavoratori fondato venticinque anni fa da Ezio Tarantelli con la sua campagna per abolire la scala mobile e poi sviluppata nel tempo da Massimo D’Antona che ha dato gli "instrumenti" giuridici per la privatizzazione del pubblico impiego e più avanti ancora da Marco Biagio fornitore dell’officina per la precarizzazione. Questi personaggi sono stati uccisi dalle Brigate Rosse che hanno con ciò creato una sorta di mito sacralizzato della loro disastrosa dottrina. Non si può parlare male o criticare coloro che hanno pagato con la vita la loro convinzione ideologica e dottrinaria. Ed infatti il sacrificio del sangue versato ha imbarazzato o addirittura bloccato i critici di una linea che si è risolta in un grave imbarbarimento delle relazioni sociali ed in un costante impoverimento della maggioranza della popolazione lavoratrice. Avere truffato i lavoratori ed i pensionati con un meccanismo di copertura dall’inflazione fasullo ha generato un meccanismo di povertà. L’Italia della scala mobile e del contratto a tempo indeterminato era prospera e felice. Oggi, la crisi che investe le aziende e distrugge il commercio, è dovuta ad un drastico abbattimento dei consumi interni determinato dai bassi salari e dalla mancanza di futuro per tante generazioni. I lavoratori sono infelici in continua ansia per il posto e per le bollette da pagare. Se avessimo Sindacati non felloni e collaborazionisti, dovremmo rivendicare la scala mobile, il contratto a tempo indeterminato per tutti, l’abolizione delle leggi che hanno menomato conquiste come quelle dell’orario di lavoro, sganciato le aziende dai loro obblighi sociali, ridotto il diritto ad un giusto ed equo processo con l’introduzione dell’onere delle spese per il lavoratore soccombente. Il rinvio alle Camere della 1167 riguarda l’art.31 e l’art.20.. Ma tutta la legge è impregnata di una volontà di smobilitazione dei presidi legislativi esistenti a tutela dei diritti dei lavoratori. Muove nell’ottica della cosidetta sussidiarietà sostenuta da Sacconi che prevede la privatizzazione della legge, (già qualcuno nelle università italiane si improvvisa teorico dell’esercizio privato e tra privati della legge del lavoro). Il rinvio è stato causato dalla brutalità e dall’impudenza di norme votate senza tenere in alcun conto il dettato costituzionale e la dottrina esistente. Ma ha influito la frattura nel campo di Agramante. Ichino e Treu, noti liberisti, si sono dissociati e l’ex Ministro del Lavoro Damiano si è lamentato di commissioni arbitrali che potrebbero avere rappresentanti dei sindacati locali (cobas o altri) al loro interno. Vorrebbe conservare il monopolio mafioso della rappresentanza a Cgil, Cisl, e Uil. Cisl ed Uil si erano affrettati ancora prima della promulgazione della legge a sottoscriverla assieme al Governo ed alle associazioni padronali. Volevano mettere il Quirinale e l’opinione pubblica davanti al fatto compiuto di una volontà che sfidava ed isolava la CGIL che aveva dissentito. Ma la CGIL aveva percepito la collera del mondo del lavoro e l’aveva voluto rappresentare, sia pure insufficientemente, nello sciopero del 12 marzo. Tra le forze politiche bisogna notare che il PD, pur votando contro, non era dispiaciuto della legge e D’Antoni ed altri si sono spinti fino a difenderla pubblicamente. Le forze che operano contro la giusta causa sono proterve, arroganti e difenderanno le loro posizioni. Non è detto che le Camere si ripresenteranno al Quirinale con una legge limpida, priva di ambiguità. Non bisogna riformare l’arbitrato ma abolirlo del tutto in caso di licenziamento. In questo senso non basta la "volontarietà" chiesta dal Quirinale. La "volontarietà" non salva il principio costituzionale della tutela del lavoratore che potrebbe essere indotto "volontariamente" ad adire all’arbitrato. Non vorrei che fosse stato concordato tra i tecnici del Quirinale e del Governo un testo di richieste alle Camere che avranno l’effetto della classica montagna che partorisce il topolino. Insomma, tutti contenti e soddisfatti della riaffermata legalità costituzionale della Repubblica ma alla fine fregati nel merito.

Pietro Ancona

La videoinchiesta dei Clash City Workers sui lavoratori Agile


Le lotte operaie trovano spazio su internet

Quando le lotte sociali si incontrano con l'informazione militante. Le mobilitazioni dei lavoratori Agile (ex-Eutelia, compagnia fornitrice di servizi informatici) per la salvaguardia dell'occupazione hanno trovato un sostegno nel collettivo napoletano Clash City Workers, il quale sulla loro vicenda ha realizzato una videoinchiesta che si sta diffondendo sul web. La vertenza è iniziata anni fa, arrivando ad una svolta nell'ottobre scorso con le lettere di licenziamento per circa 1.200 dipendenti in tutte le sedi nazionali. Lì è partita la mobilitazione, e in quell'occasione il collettivo è entrato in contatto con i lavoratori della sede di Napoli realizzando un primo servizio che ne documenta le iniziali forme di lotta. Successivamente la vertenza si è allargata in tutta Italia, con diversi appuntamenti a Roma.
«Adesso - ci spiega Mauro, che del Clash City Workers fa parte - siamo ad una situazione complicata. Il confronto infatti si è arenato, perchè ad un certo punto si faticava anche ad individuare la controparte. Si è capito che la proprietà era in mano a misteriosi fondi inglesi anonimi e l'azienda aveva esternalizzato i dipendenti, piazzati nella scatola vuota di Agile, lavandosene le mani. Abbiamo iniziato allora a fare un'inchiesta per cercare di capirne di più e contribuitre alla lotta. Poche settimane fa abbiamo pubblicato i risultati dell'attività svolta, che è stata ripresa da diversi siti internet e blog, soprattutto quello dei lavoratori».
Ma quali sono i risultati raggiunti dall'inchiesta e a che punto è la vertenza? «Sono emersi una serie di elementi molto interessanti - continua a spiegare Mauro - che vanno a svelare quella che è la struttura del capitalismo nostrano. Su questi bisognerebbe battere, ora che la strategia dell'azienda e del governo è chiara: prendere tempo. Si aspetta il pronunciamento del tribunale fallimentare il 31 marzo, e poi si dovrebbe avere un ennesimo incontro a Palazzo Chigi. La loro tattica sta funzionando, tutto si fa sempre più difficile. Penso ad esempio alla condizione dei napoletani, che già da qualche mese sono stati cacciati dalla sede dove si incontravano e gli è stato addirittura vietato l'accesso alla sede intranet aziendale, strumento minimo per comunicare». Del resto la capacità dei lavoratori ex-Eutelia di autorganizzarsi è ancora in via di sperimentazione. «Direi che sono ancora in una fase embrionale. A Napoli sono stati messi in piedi dei presìdi - continua Mauro - come al centro direzionale, e dei momenti di piazza anche con il contributo di artisti che hanno cercato di dare visibilità alla lotta. Pochi giorni fa, alla chiusura della campagna elettorale di De Luca a Piazza Plebiscito per le regionali, i lavoratori hanno aperto uno striscione, facendo sentire la propria voce». L'obiettivo è ovviamente il reintegro sul lavoro. «Da parte di Agile è stata fatta una richiesta di concordato preventivo, l'accettazione della quale rappresenterebbe la morte della vertenza. Per fortuna la mancanza di questa volontà è abbastanza diffusa, però allo stesso tempo si fatica a trovare una soluzione, che non può che essere il reintegro in Eutelia. Perchè è li che poi si può sperare di mantenere l'occupazione, e soprattutto di rivalersi. La ditta, se ha creato un ingranaggio fatto di fondi anonimi, personaggi dal passato molto eloquente in fatto di fallimenti annunciati, scatole vuote dove scaricare i lavoratori, è stato per mettere al sicuro il patrimonio aziendale». Insomma, una sorta di manovra di dispersione delle responsabilità... «Da una parte - conclude Mauro - per non far emergere chiaramente la controparte che si ha di fronte, dall'altro per dividere e prendere tempo».

Federico Raponi
30/03/2010

Il Fondo Monetario pensa di insegnare qualcosa ai più feroci tagliatori di teste (dei lavoratori) e rapinatori di tasche (dei cittadini) d'Europa?

I SUGGERIMENTI DEL FMI A TREMONTI: TAGLIA PENSIONI E SALARI AI DIPENDENTI PUBBLICI

Riforme, ecco la parola magica ritornar fuori. Quali saranno? Tremonti le dice senza pensarci troppo, quella fiscale/previdenziale, quella pensionistica, e quella del federalismo fiscale.

La strategia del Governo italiano per un rientro graduale del deficit pubblico sotto il 3% del Pil entro il 2012 è basata su dei target di consolidamento fiscale (1,75% del pil nel periodo 2010-2012) che gli ispettori del Fmi «approvano» ma allo stesso tempo mettono in guardia sul fatto che l'aggiustamento fiscale è basato su una «stima ottimistica di ripresa forte e sostenuta, sulla piena attuazione dei precedenti piani di consolidamento annunciati e su misure aggiuntive che non sono state ancora annunciate». Così il comunicato finale del Fondo al termine della missione in Italia guidata da Adam Bennett che fanno girare le agenzie. Come dire, cari amici italiani voi siete i soliti ottimisti, ma questa volta non potete fare i creativi, dovete cominciare a rispettare i patti.
Rispettare i patti, vuol dire adoperarsi per un rientro graduale del deficit pubblico sotto il 3% del Pil entro il 2012.
Siccome i tecnocrati del FMI non vanno per il sottile, qualche consiglio lo hanno dato.
Il Fondo suggerisce - cosi si legge - che «il contenimento dei salari dei dipendenti pubblici dovrebbe essere un elemento chiave della strategia di consolidamento. La progressiva riduzione del pubblico impiego dovrebbe proseguire e il rigido controllo degli stipendi pubblici è necessario, in particolarmente a livello di governo locale».
Il secondo suggerimento, invece, è ancora, più comprensibile, in Italia - così si legge in un'agenzia ANSA - è già stato fatto molto per riformare il sistema pensionistico ma nel breve periodo si rischiano squilibri fra le diverse generazioni e si dovrebbe dunque pensare ad «anticipare alcuni parametri, soprattutto quello dell'età pensionabile».
Tremonti, quello che pensava di essere roobin hood, dal canto suo fa sapere di condividere l'analisi di chi in questi decenni ha affamato mezza popolazione mondiale, ed apprezza "le valutazioni e le cose positive dette sull'attività di governo raccogliendo al tempo stesso la sfida per le riforme. Abbiamo tre anni davanti - chiosa il Ministro - e faremo le riforme strutturali necessarie per l'Italia».


30/03/2010

30 marzo 2010

Notizie dal Kosovo dimenticato. Appello di solidarietà dai lavoratori della Zastava di Kragujevac, Serbia

ZASTAVA NASA JE! (LA ZASTAVA E' NOSTRA)

Basta un'occhiata osare Alla foto per Capire Cosa provano i Lavoratori della ZASTAVA i qualifiche non possono piu entrarci per Divieto indirizzo e di telefono del padrone. La Fiat e 'Entrata in Possesso della fabbrica rasa al Suolo NEL '99, e successivamente, DOPO la pulizia delle Macerie, ricostruita DAI Lavoratori stessi con Tanti sacrifici. Tutto tempo condensato E fu, NEL '99 Il Motivo perche inizio tempo condensato Rapporto di amicizia e Solidarieta con Associazioni, Persone singole, Famiglie Italiane, RSU e Sindacato qualche Cittadino Che Per Noi rappresentano SI chi oppone ad OGNI Tipo di aggressione e SI impegna per Costruire delle Nazioni Unite Mondo Migliore ritmo basato sulla, DI = Lavoro e uguali per tutti ". In 10 Anni Oltre le Adozioni distanza uno dei Figli dei Lavoratori della Zastava, le Associazioni Varie Hanno Portato avanti parecchi Progetti Sociale NEL, semper tramite Il Sindacato ZASTAVA venire Punto di Riferimento. Siamo convinti perche Che le Nostre Lotte Comuni devono Essere 'SE Noi, Sindacato Che siamo delle Nazioni Unite con possibilita ridotte (per i ben notifi Motivi), riusciamo ad Essere piu Forti per ottenere Salari piu alti (e non Attuali 250 euro), le multinazionali non Unico Interesse troverebbero venire la delocalizzazione nia PAESI piu Poveri con conseguente disoccupazione nia PAESI piu Ricchi. Vi invitiamo di rafforzare la VOSTRA Solidarietà NEL Periodo drammatico in CUI CI troviamo, augurandoci con il Che la Lotta Comune Un giorno potremo Costruire Equilibri salariali per Tutti i Lavoratori Al di là delle Frontiere e Futuro Migliore delle Nazioni Unite per i Nostri Figli.

Rajka Veljovic
Ufficio relazioni Internazionali e Radoslav Delic, Il Segretario
Adozioni distanza uno

27/03/2010
Savez SINDIKATA
Srbije JEDINSTVENA SINDIKALNA organizacija
Adresa: Тrg Тopolivaca 4, 34000 Kragujevac
Тelefon / FAKS: 034/335 367 e 335 762 - lokal: 22 69 - pošta Elektronska: mailto: jsozastava@nadlanu.com

Il 1 ° febbraio 2010 la FIAT SI E 'ufficialmente impossessata della fabbrica di auto Zastava di Kragujevac uno, il Che D'ORA in avanti dovrebbe chiamarsi Fiat Auto Serbia.
Rajka Veljovic, dell'ufficio Adozioni distanza uno del Sindacato Samostalni, ha descritto telefonicamente, la situazione drammatica venire.
La FIAT ha Mantenuto in Produzione Contratto con un tempo determinato a causa di MESI, 500 operai e, con Contratto di Tre MESI Cento impiegati; sul Contratto non e 'indicato Il Valore del salario. I Giornali e Novosti Politika ipotizzano Oggi Che Il salario medio sara 'di 250 euro.
Gli Altri Lavoratori, Oltre 2000, SONO Fuori Dalla Fabbrica e per Loro SI E 'genericamente Parlato di cassa integrazione, ma al Momento Senza alcuna precisazione.
Il Sindacato non ha Più da ORA alcuna agibilita 'in Fabbrica.
La situazione Che SI va delineando e 'la piu' drammatica vissuta da questi Lavoratori DAI bombardamenti della NATO Silla Loro Fabbrica NEL 1999.
Sostenere POI (Fanno venire alcune trasmissioni Televisive Italiane ed alcuni giornalisti) Che in tempo condensato Momento Lavoratori i serbi stanno togliendo di Fatto Il Lavoro Agli operai italiani e inaccettabile.
Non liberiste e alimentando guerre fra Poveri Che SI battono le Politiche e selvagge del «nostro» tempo.
Da Parte Nostra cercheremo Portare uno di questi Lavoratori Tutta la Nostra Solidarieta 'Materiale, vieni abbiamo Fatto Semper in questi Dieci Anni.


Cari Amici, attenzione Amiche
Scrivo uno vi Nome del Sindacato della Zastava Samostalni e dei Lavoratori Tanti i Figli CUI SONO STATI aiutati da Voi dal 1999, quando i Nostri Reparti furono rasi al Suolo Dalla NATO e quando partirono i Progetti di Solidarietà.
Aderirono parecchie Associazioni, sindacati, adottanti Singoli, TRA I qualifiche molti da Torino.
Noi del Sindacato siamo STATI Punto di Riferimento e Garanti del Progetto delle Adozioni uno distanza, Le Consegne degli Aiuti di Stato SONO stato Semper organizzate in Modo Diretto (DAI rappresentanti italiani Alle Famiglie) in Pubblico e con la Massima Trasparenza.
Siamo convinti Che grazie Alle modalita 'di Gestione del Progetto, siamo riusciti a mantenerlo uno Piedi.
SONO passati Dieci Anni, l'economia del SI "nostro Paese non e 'RIPRESA DOPO i bombardamenti della NATO (ANCHE Precedente ricordiamo l'embargo), EI vostri rappresentanti Che SONO Venuti uno trovarci periodicamente lo Hanno potuto verificare di persona.
Siamo ben coscienti di Che SONO passati 10 Anni, il Che nel Mondo CI SONO Altri disastri, e c'e Che ANCHE NEL Vostro Paese 'La Crisi (ANCHE SE NON E' neppure paragonabile con la situazione Economica e politica del Nostro Paese).
A parecchi ragazzi del Vostro Progetto mancano UNO O per finire a causa Anni Gli Studi.
In Nome della Solidarietà 'TRA Lavoratori vi chiediamo di non lasciarli Soli ORA, e di voler continuare Gli affidi uno distanza.
Tempo condensato e 'Il Periodo Peggiore Che attraversiamo DOPO i bombardamenti, L'ARRIVO della Fiat uno Kragujevac, ha voluto dire delle Nazioni Unite aumento vertiginoso della disoccupazione, Salari semper piu' bassi e nessuna Speranza NEL Futuro per i Lavoratori licenziati e per le Loro Famiglie.
In Particolare l'Accordo DOPO TRA Il Governo della Serbia e la Fiat, queste le conseguenze Sulle SONO REALI CONDIZIONI di vita e sul Futuro dei Lavoratori della Zastava.

Vi ringraziamo Tanto per la Solidarieta 'dimostrata finora e vi inviamo i Nostri piu' Fraterni saluti

Rajka Veljovic
Ufficio relazioni Estere e uno Adozioni distanza
Presso Sindacato Samostalni Zastava
Kragujevac 1 febbraio 2010


--------------------------------------------
Progetto Sclerosi Multipla - Kosovo Metohija

All'interno del Progetto SOS Kosovo Metohija, Il Progetto Sclerosi Multipla vive ormai da 5 Anni ed in tempo condensato Lasso di tempo SONO STATI Mandati Medicinali per diverse decine di migliaia di euro, Sostegni Economici annuali diretti AI Malati, alcune decine di carrozzelle, mobili di Alimentari e vestiario, pannoloni e Farmaci di Emergenza. Tutto tempo condensato CON IL gemellaggio attraverso l'Associazione Sclerosi Multipla del Kosovo Metohija, il Che ha uno Sede Mitrovica.

La condizione dei Malati NEL Kosovo

La situazione per i Malati di Sclerosi Multipla, soprattutto per Quelli che vivono Nelle enclavi (1) o isolati in casolari circondati Dalle ostilità, e di Mera sopravvivenza, in Una condizione di drammaticità Quotidiana da TUTTI I Punti di vista.
L'Associazione Sclerosi Multipla del Kosovo Metohija, con CUI siamo gemellati in tempo condensato Progetto, conta circa 100 iscritti, ma i Malati provincia SONO NELLA molti di Più. La situazione di Isolamento el'impossibilità uno circolare, il Lato da Nazioni Unite, e le Loro CONDIZIONI, spesso di immobilità, di Fanno sì Che vivano in drammatiche CONDIZIONI.
Per Quanto riguarda le cure, per i Malati di Che vivono Nelle enclavi colomba VI SONO solista Piccoli Ambulatori di Una stanza con delle Nazioni Unite medico generico Volontario, l'unica possibilita sarebbe quella di Andare all'ospedale di Mitrovica a Nord, la colomba Presenza dei Militari Internazionali della Kfor garantisce la possibilita di curarsi Alla popolazione Serba, rom e delle Altre minoranze non Albanesi.
Periodicamente, OGNI due, tre MESI quando viene fornita Una Gli Scorta Militare, l'Associazione
SM-Kim enclavi neurologo Porta Nelle Nazioni Unite e DAI Malati isolati, per l'Una Visita di Controllo e per osare qualche Terapia palliativa a base di vitamine, quando ce n'è la possibilita.
In realta Maggior NEL NUMERO dei casinò ESSI SONO Lasciati a SE stessi.
La maggioranza di Loro ha ormai Grosse Difficoltà uno Camminare O SONO gia del Tutto Immobili, per CUI vivono Crudele Una condizione, e non cura di Lotta Contro la Malattia, ma di rassegnazione dolorosa Attesa e del peggioramento delle Loro CONDIZIONI.
Altro Che Diritto Alla Salute sancito NELLA «convenzione Internazionale sui Diritti Gestiti delle Persone con Disabilità, approvata dall'ONU, il Che negligenza articoli 9 e 19 stabiliscono in maniera" DETTAGLIATA DI = i vari:
all'accessibilità quello dell'Ambiente, dei Servizi e delle Tecnologie;
Alla Vita; Alla Protezione in Caso di L 'agente di Rischio o di Emergenza ...
Alla Libertà e Sicurezza Alla ...
uno sfruttamento non subire, Violenza e abusi;
Personale all'integrità;
uno poter scegliere la propria residenza e la propria nazionalità;
uno poter scegliere l'Esperienza della Vita Indipendente e comunita NELLA Integrata, potendo accedere AI Supporti uno Results necessariamente alla storia (ad Esempio, l'Assistenza Personale).
La Carta continua impegnando Gli statisti ad assicurare i Diritti Gestiti Alla Mobilità Personale (art. 20); Alla Libertà di opinione e di accessori Alle Informazioni (art. 21); Alla privacy (art. 22) ... ad eguali standard di Assistenza sanitaria (art. . 25) ...
... Diritto Alla RIABILITAZIONE. Per Quanto riguarda Gli Interventi relativi Più specificità Alla riabilitazione e all'integrazione nel Mondo del Lavoro (art. 26-27), la Carta sottolinea l'importanza di non vederli venire Interventi parcellizzati ea se stanti, ma sono componenti di Approccio Integrato delle Nazioni Unite il Che consideri NEL Loro assieme i Percorsi di abilitazione e riabilitazione, di Formazione Professionale, di Educazione e di Supporto Sociali, Alla persona guardando NEL Suo Complesso: ossia facilitando «Il raggiungimento e mantenimento della Massima Il Indipendenza, Realizzazione Personale della posta della Partecipazioni in" tutti "Gli Aspetti della vita ».
NEL campo della riabilitazione SI sottolinea la necessità di valutazioni multidisciplinari, di Servizi Vicini all'abitazione della persona disabile e adeguata di Formazione e Costante per Il Personale di Assistenza. NEL campo del Lavoro, uno Oltre sostenere la necessità di accedere al Mercato del Lavoro Senza discriminazioni ...

La Carta prosegue trattando Il Diritto ad adeguati standard abitativi e di Protezione Sociale (art. 28); Alla Partecipazioni Alla Vita Politica (art. 29), Alle Attività Culturali, ricreative e sportive (art. 30).
Prevista E, infine (art. 34) LA COMMISSIONE Una per i Diritti delle Persone Disabili Eletta Dagli Membri static, Alla Quale OGNI Stato dovra fornire periodicamente dei Rapporti (art. 35) Che verranno valutati eventuali raccomandando Interventi (art 36 e 39) in Collaborazione Gli stessi con static e Altre Agenzie delle Nazioni Unite ...

Non UNO di questi articoli e rispettato NEL Kosovo di Oggi per le minoranze serbe Albanesi e non.

ANCHE le CONDIZIONI Materiali delle Famiglie dei Malati SONO notevolmente difficili, perchè solo vivono con le pensioni di invalidità Che Arrivano Dalla Serbia, MediaMente € 150 mensili ... in Quanto Nelle enclavi Nessuno puo Lavorare, perchè non possono uscire da ESSE, l'unica e Attività curaro Piccole coltivazioni o Orti, ma per i Malati di sclerosi ANCHE tempo condensato e precluso. Con i Sostegni Nostri vengono comprati Beni di prima necessità vengono Olio, Farina, Zucchero, caffè, riso, Che SONO Prezioso considerati bene e Vitale; Oltre Che Farmaci, legna per inverno, pannoloni.
Una Storia TRA tante: uno dei Malati dell'Associazione Che SM-Kim aiutiamo, vive a, Plemetina Villaggio Vicino uno Obilic, con Gli ULTIMI serbi e rom rimasti, in "contenitore" di Ferro forniti dall'ONU, il Che solo contengono delle Nazioni Unite letto DE tavolo delle Nazioni Unite, Senza Acqua, Luce Elettrica, riscaldamento (con temperature in estate di 30 ° ed in inverno SI scende a - 20 °), protetti DAI KFOR militari; tempo condensato DOPO Che Le Loro stato SONO Case Bruciate o occupate da Albanesi.
Gli abbiamo manovella Una carrozzina, in Modo Che invece di stare Tutto Il Giorno NEL letto, puo contenitore NEL girare o scendere Davanti ad Esso. Egli non fa alcuna cura o Terapia, se non qualche Vitamina E LA Pomata per Il decupito, il Che e considerato Bene Prezioso delle Nazioni Unite. Egli, quando ha Ricevuto tramite l'Associazione di Mitrovica la carrozzina, commosso ringraziare NEL, Tra le Lacrime ci ha Detto Che quello e L'ultimo filo di Che lo lega Alla Vita, in Quanto siccome contenitore Il Suo E a METRI Trecento Dalla SUA casa , Oggi occupata da Albanesi, a prima poteva vederla dall'interno non, mentre ORA ANCHE puo stare minerale, una Guardare la casa SUA e ricordare Tutta la vita passata in ESSA, con TUTTI I Ricordi della FAMIGLIA, dei Figli, delle gioie, dei sacrifici , delle feste e tempo condensato Gli fa Pesare Menone la SUA quotidianità dolorosa.

Tempo condensato e delle Nazioni Unite Esempio TRA Cento di venire vive delle Nazioni Unite malato di sclerosi Oggi in Kosmet.

1) .... Enclave cos'è un .... Un Territorio, il Villaggio delle Nazioni Unite, l'Una ristretta zona completamente chiusa, colomba SI SONO rifugiate Ultime Quelle migliaia di serbi e non Albanesi, il Che DOPO i bombardamenti del 1999, non Hanno accettato di Essere cacciati Dalla propria terra e di scappare in Serbia Altrove o. Qui vivono barricati solista, circondati da Mezzi militari delle Forze Internazionali (Kfor) e spesso Dal filo spinato, in Una condizione Umana di Prigionieri e tanto gli; colomba Nessuno puo uscire, se non Sotto Scorta Militare in autobus collettivi, e per Emergenze, IL Pena Rischio di venire ammazzati.
"Qui chi non impazzisce e non normale", C'era scritto sul muro di Una scuola dell'enclave di Gracanica Serba .... Che prima distruggessero ANCHE Il muro ....

Il Nostro Impegno SOS Kosovo Metohija venire

Vieni con Loro concordato, Il Nostro Impegno, uno continuare Oltre Il reperimento di Medicinali, carrozzelle, pannoloni, Farmaci di Emergenza per casinò di Massima urgenza, fornire oppure la guida Il Denaro per l'sottoscrizione di ESSI in loco, vengono SOS Kosovo Metohija abbiamo Deciso di lanciare ANCHE Una campagna di Sostegno Economico per i Figli dei Malati Nelle L 'agente Più disperato, indicare Dal "nostro referente del Progetto Ilija Spiric, Presidente dell'ASM-Ki M e Limpida e instancabile figura, rispettata e stimata da tutti", all'interno dell ANCHE 'UNMIK, per la dedizione SUA AI Malati, seppure Egli Stesso in Una condizione di Costante aggravamento della Malattia. A Lui SI affianca Jasmina Brankovic, Presidente dell'Associazione SM della Sumadia, con CUI avevamo iniziato Il Progetto a Kragujevac.
Annualmente continueremo fornire uno Sostegno Economico delle Nazioni Unite di solidarietà Che Verra distribuito direttamente dall'Associazione Malati AI.
Siamo coscienti delle Difficoltà ...

A i "tutti" Nostri Associati, con "tutti" Coloro CUI collaboriamo da Anni e il Che ci Hanno aiutato in vari modi uno Tenere viva la Solidarietà con i Popoli jugoslavi, giriamo e Nostro tempo condensato Facciamo appello, annunciando il Che abbiamo con l'Associazione delle Nazioni Unite this Percorso di solidarietà tutti 'Interno del "PROGETTO SOS KOSOVO" iniziato uno dicembre 2004, con le enclavi del
Kosovo.

"... Non verremo Alla meta ad UNO ad UNO,
mA A causa di una causa, se ci conosceremo a due "a due" ...
Noi ci conosceremo tutti "ed i Figli Un giorno rideranno
Leggenda Della Nera, colomba Uomini e Donne
Lacrimavano in solitudine ... "
(B. Brecht)

Viaggio di solidarietà NEL "Kosovo Liberato" - Novembre 2009

DOPO Molto tempo, avendo riavuto Finalmente l'assegnazione della Scorta Militare ED IL 23 Il 24 novembre, SONO NEL potuto Tornare in Kosovo Meohija per continuare i Progetti di solidarietà, il Che la Nostra Associazione "SOS Yugoslavia - SOS Kosovo ha" Metohija NELLA provincia Serba da Anni molti, provincia autoproclamatasi Indipendente Dallo scorso Anno, Sotto la Protezione della NATO.
Nello specifico Il viaggio doveva proseguire e rafforzare Il Progetto con l'Associazione "Sclerosi Multipla del Kosovo", Il Progetto "Decani Enclavi Metohija" ed incontro delle Nazioni Unite all'enclave di Gorazdevac per riprendere Una possibilita di solidarietà del Progetto "Gorazdevac" Oltre ad Una visita ad UNA FAMIGLIA del Progetto "Figli dei rapiti".
Tutto andato e non venire programmato SI epoca e ne illustro i Motivi, il Che SONO strettamente legati Alla situazione sul campo, di Una Realtà TRA l'assurdo e l'incredibile, MA NELLA Sostanza terribile per la minoranza Serba Che vive la posta RESISTE, Giorno al Giorno, ma non Si Sa Ancora per Quanto.
Il viaggio era Organizzato Insieme all'Associazione Sclerosi Multipla del Kosmet, la Delegazione era formata da Ilija Spiric, Presidente della stessa e Nostro referente, da Jasmina, Presidente dell'Associazione per la Sumadia, da Rajka Nostra referente dei Progetti in Serbia, ad Oltre Altri Membri dell'Associazione di SM e KG, CUI SI e Alessandro aggiunto di Roma.
Quanto Successo e significativo della situazione e della vita dei serbi NEL "Nuovo Democratico del Kosovo".
La Scorta della possibilita (Che, per Informazione, decisa e e Stabilità Dalle Forze Internazionali KFOR / EULEX), i dati ci era Stata per I Giorni 23 e 24 novembre, con Orari e Percorsi Fissi e prestabiliti, vengono forniti in Semper anticipada e per iscritto . La novità delle Ultime Settimane e il Che le scorte SONO ORA affidate Alla KPS (Kosovo Police Service, Forze Polizia del Kosovo), cioe uno poliziotti Albanesi kosovara, TUTTI ex guerriglieri dell'UCK, cioe venire SE rapinatore delle Nazioni Unite ad Fosse affidata la Sicurezza di Una Banca e della Gente all'interno. This Nuova situazione e Legata AI Motivi di sganciamento dei vari PAESI dell'UE Dalla "Missione Kosovo", una dei Causa Pesanti ed ormai Decennali Costi ed all'evidenza del Suo sostanziale fallimento, seppur non ufficialmente ammissibile. Per poter perseguire tempo condensato, e viene sbandierato Detto Che ormai la situazione e normalizzata, Gli "standard" Democratici raggiunti e la coesistenza ETNICA, SIA puro Problema con qualche (!) e raggiunta.
Nel tempo condensato Modo soprattutto Francia, Germania, Inghilterra, Italia, uomo stanno smobilitando e lasciando mano Il Campo Totale Agli Uomini dell'Ex UCK, vieni Braccio Armato e politico degli Stati Uniti d'America, il Che al contrario non ha nessuna intenzione di smobilitare, non per niente Camp Bondsteel, la base USA Più Grande DAI Tempi del Vietnam e Stata Concepita per 99 Anni!
La Mattina del 23/11 arriviamo a Nord di Mitrovica, colomba inizia la Protezione delle scorte e formiamo con Gli Amici di li, la Delegazione per Il Viaggio; neanche scesi Dal furgone ci viene Comunicato Dalla Scorta del Che abbiamo KPS 5 Minuti per prezzo e Benzina ripartire, altrimenti Loro se ne vanno.
Tempo condensato e delle Nazioni Unite inizio Che SI replicherà per Tutta la Giornata; Così salta l'incontro con i soci dell'ASM-KM e la Consegna del Sostegno Economico per Il Progetto Sclerosi Multipla del Kosovo, avevo con me il Che, il Che decidiamo di rimandare al Giorno DOPO .
Da Itinerario tal quale Momento comincia per la Nostra Delegazione delle Nazioni Unite Certo non turistico per le strade del Kosovo Metohija, a tariffa 60 km ci abbiamo messo 6 ore! Con continuare Discussioni, Fermate Lungo le Strade, inversioni di marcia, richiami, Cambi delle scorte, tensioni, minacce e sbeffeggiamenti Velate (... "lasciamoli qui e chi se ne frega ...", "decidiamo noise CI SONO O no Problemi ...", Così "... AVETE Cosa da ridere, volete Che vi Facciamo ridere Veramente ..", e via i toni). Il Tutto con Intorno ostile ONU Ambiente e Pericoloso SE SI Fosse Una verificata qualche situazione Particolare.
Alle 17 arriviamo al Patriarcato di Pec, Controllato DAI militari italiani un punto di controllo con autoblindo ed. Alle 18 arriviamo al Monastero di Decani (anch'esso Protetto da militari italiani: check point, barriere protettive, autoblindo, ecc.), Colomba avremmo dovuto discutere del Progetto "Decani Enclavi Metohija" con Il Nostro referente Padre Petar, appena arrivati in Realtà CI Danno 7 Minuti e POI intendono andarsene, Vojkan dell'Associazione di Mitrovica cerca Una mediazione ma i poliziotti non accettano Discussioni; MI SI chiede di intervenire lontano i Padri Ortodossi o qualche Ufficiale Italiano. Corro cercare uno con i Padri CUI da Anni abbiamo Forti e Fraternità Legami nell'impegno per le genti abbandonate del Kosmet, i militari italiani con cortesia mi Dicono Che possono non lontano osta ... in 7 Minuti, e soprattutto non Annone possibilita di Darci Una Loro Scorta e Ancor Più di notte, Nel Nuovo Kosovo per i non Albanesi, aggirarsi e non consigliabile. Grazie "Diplomatico Alla mediazione dei Padri a cura delle Nazioni Unite Lavoro Prezioso" con i poliziotti di Vojkan Albanesi, otteniamo 50 minuti e POI SE andranno. Tempo condensato ci fa saltare TUTTI I Programmi, infatti avremmo dovuto restare con la Scorta Fino al 24 sera, invece dobbiamo Tagliare Gli impegni del Che erano nel Programma e DOPO AVERE frettolosamente consegnato Il Sostegno Economico per La Famiglia Milatovic all'interno del Progetto Figli dei rapiti ( Una madre con l'Una figlia di 12 Anni, a causa Anziani Genitori, Il padre rapito ed assassinato NEL 1999), Che vivono in Stalla Una, Senza acqua e possibilita di uscire, isolati in Una zona abitata da Albanesi solo, dobbiamo ripartire.
Avremmo dovuto Andare uno visitarli DOPO Il Giorno e documentare la situazione Loro, MA SARÀ Padre Petar, il Che li Visita periodicamente e il Che e "nostro referente del Progetto, un consegnarlo.
Alle 19 ripartiamo DOPO Una sosta all'interno del Monastero, ONU oasi di pace, spiritualità e Profondità di Emozioni, Unici.
Rinunciamo con amarezza e rabbia al Programma del 24/11, siamo Nelle Loro Mani e ... non SONO mani amiche fraterne o ... Arrivati Alle 20 a Cinque chilometri da Mitrovica nord, la Scorta SI NELLA Ferma Albanese Parte e ci dadi Loro Che Hanno Finito Il Servizio e il Che dobbiamo proseguire da soli, Alle Nostre rimostranze e ci ridono Dicono di stare Tranquilli Che Tutto andra bene e se ne vanno. Quei 5 chilometri nel buio di Mitrovica sud, non SONO STATI del Tutto rilassanti e Sereni.
Il 24/11 strofa NELLA dismesso caseggiato di Nazioni Unite, colomba Sede ha l'ASM-KM, Senza acqua nè riscaldamento, C'E Stata la Consegna dei 5,000 € ed. Il Dono di Una Linguaggi; POI Una Visita al Monastero di Sokolica (ANCHE Bellissimo tempo condensato), Una Storia Che ha Particolare. Infatti e situato in Una zona di Montagna sopra Mitrovica, abitata interamente da Albanesi, MA E UNO dei pochissimi Luoghi Ortodossi non attaccato o distrutto Dal Terrorismo UCK. Il Motivo solista e il Che da centinaia di Anni Le donne Albanesi della zona e non, SI recano Li un chiedere la grazia per la Fertilità annuncio Una Statua di Una Madonna Che SI TROVA NEL Monastero; l'unica Statua di Che C'E a Luogo delle Nazioni Unite di Culto ortodosso di "tutti" i Balcani, in Quanto la Religione ortodossa non contempla la Presenza statua di nia Luoghi di Preghiera.
Mi Rendo Conto attraverso queste poche righe a cura di Una sintetica Cronaca di quarantott'ore, SIA Quanto lontano difficile comprendere la Realtà di Fatto di tempo condensato Stato fantoccio, creatura ad OSU di esclusivi Interessi geostrategici degli Stati Uniti.
Ma soprattutto e difficile osare l'idea di Pasquale e la Realtà della Vita Quotidiana della minoranza serbo kosovara, uno Rimasta cercare di sopravvivere, resistere e difendere la propria terra, le proprie caso, la propria vita, i propri Luoghi Sacri, Espressione non solo religiosa, MA ANCHE Storica, Culturale ed identitaria Intero Popolo di Nazioni Unite, non solo credente. Ed in ultima istanza proprio "Il Diritto ad" esistere "in Quanto Popolo, in Europa delle Nazioni Unite a cura delle Nazioni Unite blaterano Che Occidente, sproloquiano, filosofeggiano e vanno a" Il Mondo "uno guerre tariffa" umanitarie ", guerre" intelligenti ", guerre" terapeutiche "; il Che "esportano" democrazie, Progresso, Civiltà presunte superiorità; Dalla Jugoslavia all'Iraq, dalla Somalia al Sudan Dalla, Dalla Palestina all'Afghanistan.
Ma che soprattutto lasciano delle Nazioni Unite Infinita Scia di Sangue dei Popoli, di morte, violenze, dolore, devastazioni Umane e Sociali; e seminano odio, rancori, Sentimenti di ira reconditi.
Vieni NEL Caso di tempo condensato "Kosovo Liberato" colomba, con la Presenza, la Supervisione, Controllo il, in questi 10 Anni, di decine di migliaia di militari di 32 PAESI, in Una semper Più decadente, prona e corrotta Europa, l'Una minoranza di Popolo delle Nazioni Unite, quello serbo kosovaro, vive Una quotidianità di apartheid, i Senza Più elementari DI = Umani sanciti Dalla Carta delle Nazioni Unite (di CUI Il Popolo Serbo, vieni Costituente Popolo della Jugoslavia, fu Fondatore Paese ... Tanto per ricordare Agli smemorati).
Oggi NEL 2009, onesta persona qualsiasi, Indipendente, asservita non un politico qualche Interesse, economico o Personale, DEVE Sapere Che vi e Popolo delle Nazioni Unite, quello serbo kosovaro (... Le altre SONO Tutte gia scappate), Che, in Uno Stato Creato, finanziato , sostenuto Dalle Potenze Occidentali, Sta Vivendo da Dieci Anni agonia Quotidiana delle Nazioni Unite. Umiliato, offeso, vessato, violentato in TUTTI I Suoi Aspetti: Umani, Politici, Economici, Sociali, Culturali, Morali e Religiosi.
tempo condensato Ma, se Vede non si, e semper Più difficile spiegarlo qui.
Eppure e lì Ancora: Ancora Piegato ma non vinto, ormai Più Senza voce ... e forse Senza Futuro, ma dignitoso e animo e con sguardi fieri Ancora.
E Noi, vieni SOS Kosovo Metohija, con I NOSTRI Modesti e Piccoli Progetti di solidarietà, tenacemente e caparbiamente, Gli Ancora siamo al Fianco ormai da molti Anni, nutrendo Cosi, grazie ad ESSI, Le Nostre coscienze e le Nostre Dignità di Uomini e Donne , Che Hanno Scelto imperialiste di Non Essere assoggettati Alle Politiche e di profitti, sull'oppressione e costruite Sullo sfruttamento dei Popoli.
Con dolorosa semper angoscia delle Nazioni Unite e Più Intensa, il Che ulula fortemente nell'anima e Coscienza Nella, OGNI Volta Che viene via e SI SI Lascia Dietro di Sé scenario tempo condensato Reale di tristezza e Desolazione, SI ha la consapevolezza di DEBITO delle Nazioni Unite e di Profondo delle Nazioni Unite Che rispetto ha SI SI DEVE AVERE e per questi ... "dannati del Kosovo", rimossi, dimenticati, silenziati Ma che resistono nonostante Tutto e tutti ", e ci Danno Una lezione di Dignità, Coraggio, di Radici e Identità di forgiate NELLA propria Storia di ... ED ANCHE Popolo di Speranza e di lotta al Futuro Diverso delle Nazioni Unite e Migliore ... lungi da venire ma necessario per i Popoli e Gli Uomini Onesti operosi ed.

"... Viviamo ORA venire in gabbia, Prigionieri, MA Gli stranieri Dicono Che siamo Liberi ..." (R. Jovan, 10 Anni, Bambino dell'enclave di Orahovac, Kosovo Metohija)

2 dicembre,
mentre terminavo this relazione del Viaggio, mi veniva comunicata dall'Ambasciatrice della Serbia in Italia, la signora Sanda Raskovic Ivic, la notizia ufficiosa Ma che SARÀ uno Giorni Ufficiale, del Ritiro nia Prossimi MESI del Contingente italiano della KFOR Dal Kosovo per spostarlo sul Fronte dell 'Afghanistan, lasciando qualche DECINA di militari con compiti speciali. Dato Che Gli ULTIMI Monasteri Ortodossi della Provincia SONO presidiati DAI militari italiani, e, venuto ho avuto Più Volte Modo di riportare in questi Anni, con rigore e rispetto delle Nazioni Unite del Compito affidatogli altamente riconosciuti da tutti ", notizia Questa, Che E UNA conseguenza della Richiesta Militare USA di aumentare lo sforzo bellico e in Afghanistan, SE SI attuerà this Scelta, per le enclavi serbe Ultime (comprensiva dei Monasteri rimasti, TRA CUI Decani e Pec, di CUI scrivevo sopra) Si preannuncia Una tragica Prospettiva e drammatica, quella cioe di Alla restare Mercè della leadership kosovara albanese, il Che e la stessa Che ha Guidato Diretto e la pulizia ETNICA del Kosmet, dal 1999 ad Oggi.
assassinii Con le campagne di rapimenti ed (1300 rapiti e scomparsi, ed oltre 3.000 assassinati ... dall'UCK), con i 148 monasteri e Luoghi Sacri attaccati e distrutti, le decine di migliaia di casi serbe, rom e delle minoranze Altre incendiate e distrutte , la leadership e pianificatrice this Stata e Albanesi responsabile della situazione in CUI Versano le minoranze non (compresi molte migliaia di Famiglie Albanesi kosovare, profughe in Serbia lealiste perche premuroso e jugoslaviste), confinate Nelle enclavi.
Penso Che la descrizione Fatta NELLA relazione Sopra e la Fotografia di Pasquale potra Essere Il destino inesorabile un taglio andra incontro quella Parte di popolo serbo kosovaro del Che, quasi Nelle CONDIZIONI subumane di apartheid e oppressione, RESISTE Ancora a Sud del fiume Ibar.
Chi conosce la situazione sul campo direttamente, un qualsiasi livello è, non si puo prevedere il Che ed Esodo Nuovo immaginare ONU, Pena Il Rischio della Vita, Nel Caso di restare Soli; Nelle Telefonate di questi Giorni, in CUI MI Stato e prezzo richiesto di Lavoro delle Nazioni Unite Pressione di AI Livelli Più Alti, Istituzionali Politici e Culturali del Nostro Paese, ANCHE le Personalità contattate Annone Confermato Il Timore Che concreto this Prospettiva potra riaprire scenari di violenze Nuove, se non proprio "Materiale (sarebbe stupido da Loro Parte) ma di Sicuro psicologiche, fatte di Velate minacce e pressioni dirette ed anonime, per terrorizzare ulteriormente i Civili e indurli uno scegliere la via dell'esodo finale. In Una situazione di tempo condensato Tipo, la stessa Esistenza di Patrimoni Culturali dell'Umanità questi il Che SONO I Monasteri Ortodossi, SI troverebbe esposta uno Rischi di Distruzione; Tanto per osare ONU idea della situazione, IL Sindaco della Cittadina di Decani (colomba Oltre al Monastero Più non vive neanche dell'ONU Serbo solo) ed Il Capo della Polizia del KPS SONO causa ex Comandanti guerriglieri secessionisti, ripetutamente Che in Pubbliche occasioni Hanno ribadito l'Impegno annuncio cancellare la Presenza dei Luoghi Sacri Ortodossi venire Compimento della cosiddetta "Liberazione" finale del Kosovo .
DOPO la "pulizia" Gente della ETNICA, l'Obiettivo SARÀ quello dell'epurazione della Memoria Storica. Cancellare le simbologie concernenti Il Passato. Via testimonia Che CIO, soprattutto quello del Che e Più Profondo: Chiese, monasteri, Luoghi Sacri, Il Resto Stato e gia distrutto, compresi i cimiteri non Albanesi ed i monumenti jugoslavi. Fare Piazza Pulita per l'Identità violentarne venire Popolo e togliere OGNI pretesto di Ritorno per i serbi.

Penso Che tornino di Estrema Attualità Le parole del Sindaco di Venezia e professore universitario M. Cacciari, uno Dette marzo 2003:

"Ma se i militari italiani ritirano SI DAI Presidi, Il Rischio e elevatissimo:
MC: Sarebbe venuto se facessero saltare in aria San Marco a Venezia. Una E 'follia, bisogna Tenere lì i militari, bisogna assolutamente impedire un'eventualità del Genere Che accada ...
... Allora io dico: se nell'ambito delle operazioni di Che l'Italia tariffa DEVE, non Tutela Patrimonio delle Nazioni Unite di tempo condensato Genere Confronti Che non ha al Mondo, SI FA corresponsabile della Distruzione. Siamo da fucilare. Non ho Altre parole: siamo da fucilare. Saremmo Noi i Liberatori, Quelli che SONO andati uno Portare La Pace, Che Hanno Scelto La Civiltà Contro la Barbarie? SONO Cose dell'altro Mondo ...
... Finchè non siamo assolutamente certificati Che Nessuno puo mettere in Pericolo queste Chiese, non bisogna assolutamente sguarnire i presidi militari. Tempo condensato Patrimonio Artistico e Unico, non esistono Altri Applicability. E 'arrivato San Marco, ripeto: Chiese uguali in non ce ne SONO Europa, non perche SIA San Marco La Bella Più, MA PERCHE tal quale Altrove Linguaggio artistico non esiste. Purtroppo Nessuno ne parla ... ". Da: "La Nuova di Venezia e Mestre", "La Tribuna di Treviso", 4 marzo, 2003

Il Problema e comunque intricato: negligenza Accordi di Ritiro dell'esercito e della Polizia serbi, Interni Alla Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, SIA L'UNMIK Che la KFOR (ANCHE se in realta sono tutti "Sanno, era la NATO un Guidare l'Operazione "Kosovo Liberato") avevano sottoscritto l'Impegno Alla preservazione dei Siti Storici e Religiosi della Provincia e, a non lasciare questi Punti finchè non fossero ristabilite di Stato per le CONDIZIONI Una vita normale e Sicura per Tutti i Cittadini del Kosovo, Senza discriminazioni di nazionalità, etnia o di Religione. This solfa viene ripetuta da Oltre 10 Anni, ma purtroppo finora e solo Rimasta Una Promessa o, al Peggio, Una filastrocca. A giudicare Dalle sofferenze e violenze e un taglio Stata esposta la minoranza Serba, ANCHE in Presenza della Kfor e dell'Umnik, never forgotten Meglio non uno di Cosa succederebbe se andassero via, prima di Che SIA Stata Una Soluzione raggiunta Che configuri Multietnico delle Nazioni Unite in Kosovo e Democratico Realmente , era il Che l'Obiettivo, RICORDIAMOLO, cosiddetta Guerra della "Umanitaria" O Meglio dell'aggressione del 1999! Ma Così Il Kosovo era prima del giugno '99!

Com'e Oggi, DOPO 10 Anni di Occupazione della NATO, il "" Nuovo Kosovo libero e Democratico?
Un bis Cosa Chi e servita this Guerra "Umanitaria"?!
Coscienti Che, per chi conosce la Realtà del Kosovo Metohija e del popolo serbo, la Difesa di quei Luoghi Sacri E UNA Battaglia Che va la di là dell'aspetto religioso: E UNA Battaglia di Giustizia e di Diritti Gestiti sanciti ovunque, TRANNE Che in tempo condensato creatura protettorato della NATO. Significa difendere Il Diritto storico, in tempo condensato Caso del popolo serbo kosovaro, di vivere, esistere, abitare colomba, da centinaia di Anni e Stato, e venire Dato Fatto storico. Significa denunciare Il Carattere arrogante, violento, prevaricante di this Entità fantoccio, edificata Creata ED, tramite il Che Bombardieri per 78 Giorni, da diecimila METRI, Hanno sganciato decine di migliaia di bombe (comprese Quelle all'uranio "impoverito"), devastando e distruggendo Paese Nazioni Unite per sottometterlo e strappargli, annuncio criminale Uso, tempo condensato Pezzo di terra.
Significa Ancora Una Volta, per l'ennesima Volta sguardo Dalla Parte dei Popoli e della Gente Comune, prevaricata e sopraffatta DAI Potenti della Terra, tal quale il Che Costi Costi.
Significa stare Dalla Parte della Verità e della Giustizia, il Che Giorno DOPO Giorno, vieni indistruttibili semi, faticosamente, stoicamente, emergono dall'oscurità e Dalle Catacombe, in CUI SONO DAI relegare "disinformatori strategici" E DAI "Servi stupidi".
Significa stare Dalle Parte di chi non ha voce Più o Televisioni, ma ha la Ragione della Storia della propria Dignità.
Associazione Nostra in La Piccola "tutti questi Anni ha Fatto la SUA Modesta Parte, SI e schierata ed" Concreta ha operato Una Solidarietà Che definimmo e windowsxp "Senza timori e spesso in solitudine amara, Insieme a poche Altre Realtà.
Ed Dignità e profonda e con serieta legato Agli eventi, il Che ribadiamo la Nostra Scelta di Campo ed. Il Nostro Impegno, caparbiamente, una testa alta Dalla Parte dei ... "dannati del Kosovo Metohija".

Enrico Vigna, Presidente di SOS Kosovo Metohija-SOS Jugoslavia. 3 Dicembre 2009

S.O.S. Jugoslavia
S.O.S. KOSOVO Metohija

Associazione di Solidarietà - Onlus
Via Reggio 14-10.153 Torino - 339-5982381
sosyugoslavia@libero.it
C / c n. INTESA SANPAOLO-IT56K0306909217100000160153
CC / c postale n ° 78730587

Regionali 2010, il dato più preoccupante non è la conquista del Lazio e del Piemonte da parte della destra, ma la sfiducia e l'inesistente opposizione

PD e PDL CONCORRENTI E NON ALTERNATIVI

Delle elezioni appena concluse bisognerebbe analizzare a fondo tre questioni: la colonizzazione del Nord ad opera della Lega che straripa verso le regioni centrali del Paese; l’astensionismo, il ruolo del PD. La lega colonizza il Nord usando come arma il suo sostegno a Berlusconi per ottenere cessioni sempre più sostanziose di potere. Astuto partito di lotta e di governo. Di lotta, nel territorio, contro gli immigrati e la sinistra demonizzata sopratutto per le tasse. Quello che resta del PdL nel Nord è oramai sotto l’influenza dei leghisti. Bossi annunzia la sua candidatura a Sindaco di Milano come coronamento di un progetto. I leghisti hanno fatto una lunga marcia nella politica italiana. Il loro percorso è stato segnato da alcune pietre miliari che hanno cambiato la civiltà giuridica di questo paese: le leggi sulla sicurezza e l’introduzione della discriminazione etnica, le ronde, la riforma della scuola con il contingentamento dei bambini degli immigrati. Dalla condanna dei leghisti che piantano la bandiera della Repubblica Veneta sul Campanile di San Marco e dalle elucubrazioni filosofiche di Miglio è stata fatta tanta, tantissima strada. Oggi il Paese in cui vince la lega è diverso, profondamente cambiato, incattivito, sfasciato. La Rivoluzione Leghista è quasi compiuta. Credo che si accontenteranno del federalismo fiscale soltanto se riterranno conveniente continuare a drenare risorse da Roma "ladrona". Se le cose andassero male per l’Italia erigeranno subito una linea Gotica. Come tutti coloro che hanno fatto una rivoluzione di destra, i leghisti sono una massa fanatizzata dall’odio verso i diversi e per i comunisti ed hanno un fortissimo spirito di clan. Non esitano ad eleggere il figlio di Bossi senza farsi turbare da scrupoli morali. Accettano di eleggere l’igienista dentale di Berlusconi nel listino di Formigoni. Governeranno con spirito discriminatorio. Soltanto i loro fedeli saranno ammessi a godere dei diritti finora riconosciuti a tutti. La pubblica amministrazione sarà la fortezza presidiata dalle loro guardie verdi. L’astensionismo nasce dalla crescente somiglianza tra "destra" e "sinistra", termini impropri per indicare la coalizione di Berlusconi e quella del PD. Perchè votare Penati al posto di Formigoni? Che cosa hanno di diverso? Penati e grande parte degli amministratori pd sono stati durissimi con gli immigrati al pari e più della Lega e del PDL. Il Sindaco di Padova è giunto al punto di segare le panchine dei parchi per sottrarle all’uso dei poveri. Da Cofferati a Veltroni è stata una gara di ruspe per spazzare via le povere baraccopoli dei Rom. Senza alcuna pietà! Senza alcun rispetto per i diritti garantiti dalla Costituzione e da tante Convenzioni internazionali.! Il Pd non è forza alternativa al PDL ma concorrente. Concorre per la rappresentanza dello stesso blocco sociale, dello stesso "mercato" di voti. Bersani ha fatto una levataccia per andare a parlare con gli operai Fiat di Torino ma il suo partito collabora intensamente alla distruzione dei diritti dei lavoratori. La legge 1167 che abbatte l’art.18 e rende difficilissimo l’accesso alla giustizia ai lavoratori è stato varata con una finta opposizione del PD. La destra ha fatto a pezzi il diritto del lavoro, ha precarizzato il lavoro, abbassato i salari con la sostanziale compiacenza del PD che ha eletto autentici squali della Confindustria nei suoi gruppi parlamentari. Quando Bersani parla di centralità del lavoro forse si riferisce alle imprese. Il lavoro tutelato dalla Costituzione è stato quasi cancellato dal PD che si accinge a dare una mano all’ultima spallata di Sacconi per sconfiggere definitivamente il movimento operaio: l’abolizione dello intero Statuto dei Diritti dei lavoratori. Naturalmente in nome della "modernità". Il centro-sinistra non esiste più da quando Prodi ha ammutolito la sinistra presente nel suo governo obbligandola ad accettare gli accordi-capestro stipulati con i sindacati del luglio 2007. La sinistra, colpevolizzata di creare difficoltà al governo, veniva annientata nella sua identità politica e sociale ed il suo elettorato disperso. Veltroni ha stipulato una conventio ad escludendum con Berlusconi modificando la legge elettorale e nello stesso tempo ha scomunicato la sinistra dichiarando la sua "autosufficienza". La sinistra è stata cacciata via dal Parlamento umiliata dalle cocenti delusioni del suo elettorato e dalla vulgata del "voto utile". Il centro-sinistra è morto pur essendo una pallida prosecuzione dell’ulivo che era comunque una civilissima e democratica alternativa politica alla destra. Il ruolo del PD è di concorrenza con il PDL. Ha ragione il Cardinale Tosi quando dice che la politica è lo scontro di Oligarchi che si contendono il potere. Oligarchi che sottraggono con i loro stipendi favolosi e i tanti privilegi risorse alla collettività. La politica in Italia costa più dell’intero servizio sanitario: oltre cento miliardi di euro l’anno!! Il professionismo politico è il più redditizio ed i politici sono accomunati dai palazzi del potere, dagli agi, dagli stessi consumi. Quando i programmi sono eguali e privilegiano la stessa borghesia parassitaria che ha scoperto da tempo il business della pubblica amministrazione per quale motivo il cassintegrato, il precario, l’insegnante espulso dalla riforma, il pensionato al minimo, l’utente tartassato dalle bollette dovrebbero andare a votare? Il successo di Vendola è l’unica nota positiva perchè si realizza su un programma alternativo e non concorrente. Sbaglierebbe Vendola se accogliesse l’invito di Veltroni ad una collaborazione basata sempre su paletti da fissare a sinistra e su fumosi programmi nella sostanza simili a quelli della destra. Mi auguro che Vendola abbia la capacità di pensare ad una sinistra che non abbia dentro di sè personaggi come Veltroni e D’Alema e che sia un movimento distante e diverso dal PD. La sinistra può ripartire dal suo 6% conquistato in queste elezioni per aprirsi una strada verso il Parlamento. Questo se non cede ad esigenze di gruppi locali ansiosi di stare comunque nelle stanze dei bottoni.

Pietro Ancona

27 marzo 2010

Rai e mediaset oscurano le proposte politiche dei comunisti, rappresentano il solo antagonismo al loro regime bipolare, al loro sistema economico

Meno male che Murdoch c'è: la Federazione della Sinistra esiste solo su Sky

Grazie Murdoch. Se non ci fosse stato l’antagonista via satellite di sua Emittenza Berlusconi con il suo SkyTg24, infatti, nella settimana tra il 14 e il 20 marzo scorsi la Federazione della Sinistra avrebbe avuto meno di mezzo minuto al giorno di visibilità complessiva su tutti i telegiornali: Rai, Mediaset e Telecom Italia Media (La7 e Mtv). Per la precisione 3’ e 47” in tutto: 3 minuti dal TgLa7, 44” dal Tg2 e 3” dal Tg4. Il tempo dedicato alla Fed da TgSky24 e la partecipazione a trasmissioni del testata giornalistica satellitare portano invece a quasi un’ora la presenza in video della Fed. Anche se non è possibile equiparare tout court la tv satellitare a quella in chiaro. Anzi, è del tutto travisante. E i dati relativi al duopolio parlano chiaro circa l’oscuramento conclamato e proditorio della Federazione.

L’ultimo rilevamento settimanale dell’Agcom, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, sul pluralismo politico/istituzionale in tv è disponibile sul sito dell’autorità da mercoledì 24 marzo scorso (per scaricare o stampare la tabella integrale).

I rilevamenti riguardano il tempo di notizia (cioè quello dedicato dai giornalisti all’illustrazione di un argomento/evento in relazione a ciascun soggetto politico/istituzionale), il tempo di parola (cioè quello durante il quale soggetto parla direttamente in voce tramite propri esponenti) e infine il tempo di antenna (che indica il tempo complessivamente dedicato al soggetto politico/istituzionale ed è dato dalla somma del “tempo di notizia” e del “tempo di parola”). Per esigenze di sintesi e semplicità, prenderemo in esame quest’ultimo, rimandando per qualunque dettaglio alle tabelle integrali disponibili all’indirizzo internet sopra indicato. Il periodo di riferimento è quello dal 14 al 20 marzo, settimana dell’ultimo rilevamento messo on linea dell’Agcom.

L’oscuramento Rai
Per quanto riguarda il servizio pubblico, quello pagato col canone dai cittadini italiani, il tempo di antenna totale riservato alla Federazione della sinistra (d’ora innanzi Fed) dai telegiornali di mamma Rai, in tutte le edizioni, è di 44 secondi. Nello specifico: 0” il Tg1, 39” il Tg2, 5” il Tg3. Tanto per fare un paragone di prossimità: Sinistra, ecologia e libertà (Sel) ha avuto 1’e 24” (35” sul Tg1, 23” sul Tg2, 26” sul Tg3). Ma anche i Verdi e l’Udeur battono la Fed con 56” per ciascuno, Pannella con 59”. Poi si va a minuti: 1’ e 32” alla neonata Alleanza per l’Italia di Rutelli e Tabacci, 15 minuti tondi per la Lega, 18’ e 18” per l’Idv, 19’ e 12” per l’Udc. Mentre Pdl e Pd vanno a ore: 3:01’:08” per il Pdl, 1:24’:29”. La sproporzione del Tg1 a favore del partito berlusconiano è cronaca di questi giorni, compresa la tapina sanzione pecuniaria da 100 mila euro comminata al telegiornale dell’ammiraglia Rai.

Tre secondi a Mediaset
Nei telegiornali Mediaset la Fed ha beneficiato nella settimana interessata di nientemeno che 3” (tre secondi) di tempo di antenna complessivo, con 0 tempo di parola, gentilmente elargiti da una citazione en passant sul Tg4 di Emilio Fede. Zero via zero è invece il tempo concesso alla Fed da Tg5, Studio Aperto e TgCom.
Per stare ai soliti Paragoni, Sel ha avuto 8’ e 46”, tutti dal Tg5, tranne 1” dal Tg4. Ben 15’ e 21” sono stati dedicati al movimento 5 stelle di Beppe Grillo (che in Rai vanta uno zero su tutti i tg), ma non certo per decantarlo. Così come i 16’ e 10” riservati a Di Pietro. Ma la principale testata giornalistica dell’azienda di famiglia del cavaliere, il Tg5, ha trovato anche 7’ e 42” per i Pensionati, 5’ e 14” per la Destra di Francesco Storace, 6’ e 54” per Forza Nuova di Roberto Fiore (gli altri tg Mediaset, invece, si sono esentati). Vista la concorrenza nelle regioni del nord, la Lega avrebbe di che lamentarsi per gli scarni 8’ e 45” complessivi. Hanno invece di che gioire Rutelli e Tabacci, la cui Alleanza per l’Italia ha beneficiato di 14’ e 24” (di cui la metà sul Tg5, gran parte del resto sul Tg4 e gli spicci su Studio aperto), probabilmente in quanto intesa in funzione anti Pd e soci. I ripetitori Mediaset hanno diffuso 2 ore, 54’ e 52” di Pdl in una settimana di tg. Quasi lo stesso per il Pd, ma tolte le 2 ore, beninteso.

Tre minuti a Telecom Italia media
Confronto all’oscuramento operato dal duopolio, sono ossigeno per la Fed i 3 minuti netti di antenna nei telegiornali di Telecom Italia Media, che ha dedicato alla Federazione 2’ e 53” nel Tg di La7 e 7” sul notiziario del canale musicale.
In questo caso la Fed batte Sel (1’ e 59”), l’Udc (1’ e 05”). Ma è superata di un soffio da Forza Nuova (3’ e 02”). Quanto ai big e i medium: 42’ e 7” è il tempo di antenna del Pdl, 21’ e 51” quello del Pd, 4’ e 22” quello della Lega, 9’ e 56” quello dell’Idv.

Meno male che Murdoch c'è
A meno che i dati dell’Agcom non riportino errori, sono davvero sorprendenti per la Federazione i dati di SkyTg24. Il tg dell’antagonista via satellite di Mediaset avrebbe dedicato alla Fed nientemeno che 52’ e 56” di tempo di antenna complessivo, e quasi tutti (tranne 14”) in tempo di parola, cioè alla voce diretta di esponenti della Federazione. Il dato è incrementato anche in conseguenza della trasmissione dedicata al confronto tra i candidati presidenti della regione Campania, dove i concorrenti hanno dato tutti forfait lasciando la parola al solo Ferrero. E tuttavia è il solo indicatore di qualche conforto per la Fed, che nella settimana tra il 14 e il 20 marzo si piazza così davanti a Pannella (47’ e 41”), Idv (47’ e 57”), Udc (20’ e 57”), Lega (18’ e 39”), Sel (3’ e 17”), 5 stelle (2’ e 38”). Sempre e comunque fuori portata Pdl (con 4 ore 42’ e 12”) e Pd (con 2 ore 25’ e 07”).

Cosimo Rossi

Voti Rifondazione? Allora ti tolgo il lavoro!

Un ignobile ricatto

Caro direttore, vivo in un paesino del salernitano a guida Pd dove, è facile immaginare, si sa tutto di tutti, compreso chi hai votato e chi voterai. Ora, in piena campagna elettorale per le amministrative, queste conoscenze dei nostri comportamenti politici stanno diventando per me e per la mia famiglia elemento discriminante nella vita sociale. Tutta la mia famiglia segue con passione la vita politica di Rifondazione comunista e, come è ovvio, è cosa nota. I miei parenti sono impiegati in aziende legate ad appalti comunali. Alla vigilia della scadenza elettorale questi hanno ricevuto degli "avvertimenti" relativi alla prosecuzione degli appalti. In pratica siamo stati minacciati dai maggiorenti del paese che, nel caso avessimo votato Rifondazione, saremmo stati esonerati dai nostri incarichi. E' normale che in queste occasioni vengano promesse assunzioni e posti di lavoro ma che addirittura arrivassero ricatti di questa natura da parte di esponenti del centrosinistra, che storicamente dovrebbero difendere i diritti della gente, non me l'aspettavo proprio. In un rapido consulto familiare abbiamo deciso che non cederemo a questi ricatti e andremo a votare comunista convinti della nostra scelta.

Lettera a Liberazione

firmata via e-mail

Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli: A tutti gli amici di Cuba

La dichiarazione della Rete delle Reti in Difesa dell’Umanità denuncia l’aggressiva campagna mediatica scatenata contro la nostra Rivoluzione, che si legge nel sito www.porcuba.org
È necessario raccogliere con urgenza la maggior quantità di firme.

Potete mettere le firme direttamente nella sezione PARA ADHERIRSE della pagina web o inviarla a: edhcuba@cubarte.cult.cu o
garig@cubarte.cult.cu
(nei casi in cui non avete Internet o vi è difficile entrare). L’obiettivo è non perdere firme per ragioni tecniche.

Un saluto solidale.
Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli.


Dipartimento Relazioni Internazionali del Partito Comunista di Cuba

AI PARTITI ED ALLE ORGANIZZAZIONI POLITICHE AMICHE

Con il pretesto della morte di un essere umano, condannato per reati comuni e trasformato in “prigioniero di coscienza” per opera e in virtú dei dollari statunitensi, Cuba viene vilmente attaccata.

La morte di Orlando Zapata Tamayo é stata purtroppo inevitabile, ma la responsabilitá non potrá mai ricadere su coloro che per tre mesi hanno fatto tutto il possibile per salvarlo: i medici cubani formati dalla Rivoluzione. I carnefici, che avrebbero potuto evitarla, sono invece coloro che lo hanno istigato al suicidio e hanno tratto benefici dalla sua morte. Coloro che oggi si rallegrano, sorridono cinicamente ed usano il suo nome per attaccare il popolo cubano.

La Rivoluzione cubana, fin dai primi momenti della lotta insurrezionale contro la dittatura di Fulgencio Batista, é segnata da un incontestabile comportamento etico e di rispetto per la vita umana, comportamento provato con i fatti e riconosciuto da politici ed intellettuali di tutti gli orientamenti ideologici.

Mai un prigioniero é stato torturato, mai si é mancato di curare un combattente nemico ferito. Anche quelle erano armi che hanno reso possibile la vittoria. Un comportamento diverso non avrebbe differenziato i rivoluzionari dai loro nemici ed avrebbe minato la fiducia che il popolo ripose fin dal primo momento sulla sua nuova avanguardia.

I 51 anni di Governo Rivoluzionario, legittimato dalla sua condotta irreprensibile a difesa dell’essere umano e della sue piú nobili cause, ed appoggiato dai suoi processi elettorali in cui il popolo si sente veramente protagonista, prova inoltre che sarebbe impossibile per la Rivoluzione sopravvivere un solo minuto se oltrepassasse il limite che la contraddistingue, se tradisse la propria storia e dimenticasse i suoi principi piú puri di umanitá e solidarietá.

Migliaia di medici, di maestri, di edili e di professionisti cubani hanno dato persino la loro vita per portare la salute, l’istruzione ed il benessere ad altri popoli fratelli ed hanno sperimentato il piacere di servire il prossimo, in qualsiasi circostanza e nonostante le ristrettezze. Questi comportamenti, questa dedizione senza limiti, é frutto dell’opera generosa e pura della Rivoluzione.

Accusare la Rivoluzione cubana della morte di Orlando Zapata Tamayo é una grande menzogna. Farsi scudo con la morte di un essere umano spinto al suicidio per aggredire un popolo nobile e solidale é un grande cinismo ed una vigliaccheria, soprattutto da parte di voltagabbana che rimuginano sulla loro incapacitá di mantenersi saldamente al fianco di una Rivoluzione retta che non tradirebbe mai i dettami del suo popolo.

Il Dipartimento Relazioni Internazionali del Partito Comunista di Cuba respinge le dichiarazioni impudiche provenienti dall’Europa e dagli Stati Uniti i cui rappresentanti hanno chiuso gli occhi difronte ai crimini di lesa umanitá commessi ad Abu Grahib, alle torture nell’illegale Base di Guantánamo, ai voli segreti della CIA ed alle morti giornaliere di migliaia di loro concittadini e di emigranti, bambini ed adulti, sulle loro strade e nelle loro prigioni.

Il Dipartimento Relazioni Internazionali del Partito Comunista di Cuba denuncia il vergognoso complotto tra il grande capitale, i suoi rappresentanti politici ed i suoi asserviti mezzi di comunicazione che cercano di ingannare l’opinione pubblica, travisano la veritá e costruiscono una realtá inesistente, e si appella alla dignitá delle forze politiche del mondo per contrastare la campagna mediatica che cerca nuevamente di intaccare la soliditá e l’etica di Cuba nel campo dei diritti umani.

Piegarsi alla condanna di Cuba e mettere in discussione la sua storia, eludendo i nostri argomenti, quelli veri, contribuirá soltanto a quella campagna manipolatrice che persegue l’obiettivo di distruggere la Rivoluzione.

Il popolo di Cuba continuerá a costruire una societá piú giusta e solidale e continuerá, nonostante il blocco economico e mediatico e gli attacchi degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, a collaborare per il benessere degli esseri umani nel mondo, guidati dalle idee dell’Apostolo della nostra indipendenza che ci ha insegnato che per essere forti bisogna impegnarsi per la veritá. Cuba é sincera. Cuba é invincibile.

Dipartimento Relazioni Internazionali del Partito Comunista di Cuba

26 marzo 2010

In Lombardia "io voto Agnoletto, e tu?"

"Sono molto soddisfatto per la fiducia che mi proviene da tante personalità, tra le più prestigiose della cultura democratica milanese e lombarda, che ringrazio profondamente. Considero di estrema importanza che tra i promotori del'appello lanciato in mio sostegno vi siano personalità con percorsi culturali e politici anche fra loro differenti; a loro, e a tutti gli elettori, rinnovo il mio impegno a costruire un'opposizione competente al sistema di potere imposto in 15 anni da Formigoni e a lavorare per una riunificazione della Sinistra».
Così Vittorio Agnoletto ha commentato l'appello lanciato in suo sostegno come candidato presidente in Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra. Tra i firmatari di «Io voto Agnoletto, e tu?», l'appello messo in rete da ieri, che sul web sta già raccogliendo centinaia di adesioni in poche ore, spiccano numerose figure di primo piano del mondo della cultura milanese e non solo.

Dario Fo, premio Nobel per la letteratura,
Franca Rame, attrice,
Moni Ovadia, attore, musicista e scrittore,
Margherita Hack, astrofisica,
Paolo Rossi, attore,
Emilio Molinari, presidente Comitato Italiano Contratto Mondiale sull'Acqua,

Luca Mangoni detto Supergiovane, guest star di Elio e le Storie tese,
Sergio Serafini, amministratore delegato di Radio Popolare,
Ottavia Albanese, docente di Scienze dell'Educazione alla Bicocca di Milano,
Milly Moratti, consigliere comunale a Milano,
Giorgio Galli, politologo e saggista,
Andrea Di Stefano, direttore della rivista Valori,
Jole Garuti, direttrice Centro studi Sao,
Teresa Isenburg, professore ordinario dell'Università degli Studi di Milano,

Massimo Gatti, consigliere provinciale,
Pierfranco Olivani, chirurgo pediatra volontario del Naga,
Carlotta Moratti, presidente di Inter Campus,
Jose Luiz Del Roio, storico brasiliano,
Paolo Chiesa, docente di Letteratura latina medievale all'Università di Milano,

Giorgio Riolo, presidente Associazione Culturale Punto Rosso,
Daniela Panizzut, infermiera volontaria del Naga,
Antonio Lareno, segretario Camera del Lavoro di Milano,
Celestina Villa, impiegata all'Archivio di Stato di Cremona,
Roberto Giudici, Fiom-Cgil Milano,
Maruska Consolati, studentessa universitaria di Brescia,
Corrado Mandreoli, responsabile per le politiche sociali della Cgil Milano,
Giuseppe Eriano, medico,
Matteo Gaddi, animatore delle lotte ambientaliste a Mantova,
Morgan Cortinovis, operaio in lotta alla Frattini, azienda in crisi di Seriate

24 marzo 2010

L'ospedale diventa carcere perché, come affermato in queste ore dal presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco......

Aborto al di qua e al di là dell'oceano

Se la giornata dell'8 marzo scorso è stata caratterizzata, nelle mobilitazioni di piazza o nelle iniziative di molte città italiane, dalla volontà delle donne di denunciare e rifiutare qualsiasi forma di sfruttamento del proprio corpo, ridotto a merce per le merci, o prostituito a guisa di tangente, già la settimana successiva, è arrivata la risposta, e l'attacco, ancora una volta, non è stato frontale ma comunque evidente e netto: il Consiglio Superiore di Sanità ha reso noto il parere circa le modalità di somministrazione della RU486, la pillola che consente l'interruzione farmacologica e non chirurgica della gravidanza, stabilendo che per sottoporsi al trattamento sarà obbligatorio il ricovero.
Il provvedimento è stato firmato dal ministro per la Salute, Ferruccio Fazio, e, di fatto, non fa altro che ratificare quanto si era prospettato durante le sedute della commissione sanità del Senato, commissione che lo scorso novembre aveva approvato a maggioranza un documento in cui si chiedeva al governo di fermare la procedura di immissione in commercio della pillola in attesa proprio del parere "tecnico" del ministero della Salute.

Il motivo? Con la pillola l'aborto è più facile...
A febbraio, il sottosegretario alla salute Eugenia Roccella aveva poi ribadito che l'intera procedura di somministrazione della pillola e il post somministrazione sarebbero dovuti avvenire in ospedale dove "la donna deve essere trattenuta fino ad aborto avvenuto".
L'uso del termine, il medesimo utilizzato sia in commissione sia dal Consiglio, è indicativo: se non si può trattenere una donna dall'abortire, e del resto davvero interrompere una gravidanza oggi in Italia è sempre più difficile, basti pensare ai dati sull'obiezione di coscienza o alla situazione dei consultori, almeno proviamo a trattenerla fisicamente!
Ma dal momento che il ricovero non potrà essere imposto e che la paziente, è verosimile, firmerà per le proprie dimissioni, qual è il senso, sostanziale e simbolico, di questo pronunciamento, che peraltro invita le regioni ad adeguarvisi?

Riteniamo che l'unica risposta possibile sia proprio quella che in modo esplicito già la stessa Roccella aveva paventato, all'inverso, qualche settimana fa: è troppo facile...
Per le donne facile, o per lo meno, decente, sarebbe trovare un ginecologo non obiettore, riuscire a fare tutti gli esami in tempo (ricordiamo che l'aborto è possibile solo entro i primi 3 mesi dal concepimento), evitare di dover anche far passare la cattolicissima settimana di riflessione, presentarsi infine in ospedale nell' unico e solo giorno dedicato alle ivg e farsi operare, in anestesia totale, quando in tutto il resto d'Europa, da anni, viene somministrata, in modo controllato e rigoroso, certo non a casa con un bicchiere d'acqua, la RU486.
Il ricovero rende più penoso, arduo e incomprensibilmente complicato un momento di per sé, spesso, davvero difficile: ancor oggi, in regime di Day Hospital, molte donne raccontano della difficoltà di giustificare quella assenza al lavoro; per esempio, e non solo, proviamo a pensare a che cosa potrebbe voler dire (poniamola come ipotesi, ma ricordiamo che il ricovero è comunque obbligatorio) doversi assentare per più giorni o trovarsi nella necessità di dover dare spiegazioni anche semplicemente per poter contare su un aiuto concreto per organizzare la propria lontananza, dall'ufficio o dalla famiglia.

Davvero un percorso a ostacoli.
Veramente sul nostro corpo non ci è dato decidere autonomamente, anzi, a quanto pare non è prevista né ripugnanza né vergogna, perché divenuti abitudini di potere, per l' abuso, lo scambio, la macelleria di corpi di donne con lo scopo di vendere, comprare, o per scambio, ma è a noi, a noi donne, che si chiede di provar vergogna, perché abortire è una colpa, e come tale la colpevole va prima ostacolata in tutti i modi, poi trattenuta...
L'ospedale diventa carcere perché, come affermato in queste ore dal presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, all'apertura dei lavori del Consiglio episcopale permanente, il cosiddetto parlamentino dei vescovi italiani, l'aborto è un crimine.
Secondo Bagnasco, e citiamo le sue dichiarazioni, sottrarre beni pubblici è uno scandalo, gli abusi sui bambini, anche se commessi da preti, sono da imputare all'edonismo culturale dei nostri tempi, la crisi economica costituisce una sofferenza acuta, MA l'aborto è un delitto incommensurabile.
Bagnasco indica così ai cattolici come votare alle prossime elezioni regionali: la difesa della vita, sostiene, non è negoziabile.
Eppure non vi è nulla più di chi quella vita sceglie di dare che sia maggiormente oggetto di patto, commercio e contrattazione: la donna.

In campagna elettorale, poi, l'aborto è un tema caldo: sposta voti, crea consensi o mette in difficoltà, quando non diventa esplicitamente terreno di scontro politico o utile moneta di scambio se la posta in gioco è incredibilmente alta, come nel caso dell'approvazione del testo finale della legge di riforma della Sanità negli Stati Uniti.
E' stata definita una riforma di portata storica, giocata sul filo della rincorsa all'ultimo voto, che senza dubbio ridà smalto e sostanza a una leadership, quella di Obama, decisamente appannata; e se è vero che nessun presidente americano era finora riuscito nell'impresa di rendere accessibile una copertura assicurativa al 94% dei cittadini non anziani, espandendo il servizio "medicaid", vale a dire l'assistenza per i cittadini indigenti, e offrendo dei benefici fiscali senza i quali molte persone troverebbero difficile permettersi un'assicurazione, è altrettanto vero che la partita si è agita esclusivamente sul terreno dell'aborto.

Che Obama avesse cambiato rotta rispetto al diritto di scelta delle donne era parso chiaro già in occasione della visita in Vaticano del 10 luglio scorso , quando, al termine del colloquio, il portavoce papale, padre Federico Lombardi aveva fatto sapere che "il presidente americano ha detto al Papa che si impegnerà a fare in modo che negli Usa gli aborti possano diminuire, ottenendo il plauso del Santo Padre"... decisamente non lo stesso Obama del 2007, quello che si era detto fortemente in disaccordo con la sentenza della Corte Suprema del 19 aprile, contraria ad una particolare tecnica di aborto terapeutico, sentenza considerata allarmante perché incoraggiava l'ingerenza del Congresso nel mettere al bando una procedura medica giudicata necessaria in alcuni casi per la salute delle donne.

In un anno tutto è cambiato: se tra i primi atti da presidente, il 23 gennaio del 2009, vi era stato il decreto che sanciva l'abolizione della Mexico City Policy, istituita da Reagan e ripristinata da Bush, che negava i finanziamenti federali alle organizzazioni che praticano l'aborto e, di seguito, la firma del Freedom of Choice Act, non approvato dal Congresso, con il quale si toglieva validità ai regolamenti statali che proteggono i bambini non nati ed si eliminava la clausola di coscienza per il personale sanitario, ieri si è compiuta una rottura netta, tanto più significativa perché è stato decisivo l'intervento diretto di Obama.

Infatti il presidente degli Stati Uniti ha rinviato il suo viaggio in Indonesia proprio per firmare l' ordine esecutivo che rafforza il divieto di usare i fondi federali per rimborsare le spese delle interruzioni di gravidanza, e solo con questa personale garanzia del presidente, il gruppo dei parlamentari antiabortisti, i cui voti erano decisivi, guidati dal deputato Bart Stupak del Michigan, è passato a favore della riforma, garantendo la maggioranza per l'approvazione della legge.
Sin dalla bozza presentata a novembre questa riforma si era distinta, in sostanza, per il suo forte carattere restrittivo in materia di aborto: Stupak alla Camera aveva presentato un emendamento, poi approvato, che vietava il finanziamento in qualsiasi forma, e in qualsiasi circostanza, di pratiche abortive e la sua crociata per escludere l'aborto dalle prestazioni del servizio sanitario pubblico era stata sostenuta dalla Conferenza episcopale degli Stati Uniti, che, anche nell'ambito delle funzioni religiose delle chiese in tutto il Paese, aveva più volte dichiarato che l'appoggio al progetto di riforma non poteva essere solo politico, ma soprattutto morale.
Come già visto anche al di qua dell'Oceano, per la Chiesa continua ad essere prioritaria la salvaguardia di un embrione piuttosto che di milioni di persone, uomini donne bambini vivi, privi di assistenza sanitaria ed esclusi da quello che dovrebbe essere l'unico principio morale a difesa della vita: la possibilità di curarsi, di poter comprare i farmaci di cui si ha bisogno, di poter accedere a prestazioni mediche a tutela della propria salute e di una più dignitosa qualità della propria esistenza.
La discussione sulla riforma della sanità si è sviluppata in questo contesto istituzionale, e in un clima sociale e culturale certamente complesso.

In America gli aborti continuano a diminuire, non solo per un maggior ricorso ai metodi contraccettivi ma soprattutto, secondo i dati delle organizzazioni pro- choice, per la difficoltà in alcuni stati ad ottenere di poter interrompere una gravidanza: ben 22 stati, in cui risiede la metà della popolazione, approverebbero leggi più restrittive se non fosse per i vincoli cui sono tenuti dalle leggi federali, in sud Dakota è proibito e basta, in Pennsylvania, Ohio e Michigan, vi sono leggi che limitano il più possibile il diritto all'aborto, infatti i medici devono informare le donne che desiderano un aborto delle alternative possibili e devono aspettare almeno 24 ore prima di compiere la procedura; in altri stati, inoltre, i medici e interi ospedali possono rifiutarsi di eseguire interruzioni di gravidanza, le minorenni devono avere il consenso dei genitori e l'aborto tardivo, dopo la 22esima settimana, è vietato.
Nove dei ventidue su citati stanno attivamente prendendo in considerazione una messa al bando totale come quella del Sud Dakota.

E non dimentichiamo gli attentati ai medici e alle cliniche...
Se quasi il 50% degli americani è favorevole ad una legislazione che consenta l'aborto solo in caso si estremo pericolo di vita per la madre o di stupro, si capisce bene come un presidente in difficoltà su tutti i fronti, dalla politica estera alla crisi economica, abbia disperatamente bisogno di un successo interno che ne riaccenda la popolarità... e quel 50% vale oro.
Il diritto delle donne all'autodeterminazione non vale niente.
Soprattutto quando si tratta di donne povere e nere.

Si può ammettere che, rispetto al testo della Camera, al Senato, in effetti, vi sia stato un aggiramento parziale del divieto netto: chi sceglie una polizza che contiene l'aborto dovrà, a riforma approvata, pagare questa prestazione separatamente, in pratica serviranno due ricevute, una che certifica l'acquisto, obbligatorio, di una polizza assicurativa completamente deducibile, un'altra invece che certifica la copertura per l'interruzione di gravidanza, come servizio a parte, che è interamente a carico del cittadino/a.

Dal momento, però, che il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza è drammaticamente aumentato tra le donne più povere, soprattutto giovanissime e nere, non si vede come, senza il sostegno di fondi federali alle cliniche, possano queste ultime avere accesso alla copertura assicurativa a parte: chi può pagare, come sempre, sceglie, chi non può pagare, come sempre, si arrangia.

Una ulteriore riflessione, secondo noi, rende ancor più preoccupante il quadro che stiamo esaminando: si è implicitamente affermato, per legge, un principio contrario a quello che finora ha sostenuto, negli Stati Uniti, il diritto di scelta, ossia la tutela della salute delle donna senza condizioni. Infatti con questa riforma, che ha come nodo centrale il tentativo di garantire la "salute" ai cittadini e alle cittadine americani, si veicola il messaggio secondo il quale scegliere se avere o no un figlio non attiene alla sfera dei diritti in generale, garantiti ed esigibili, né a quella della salute, non ha la donna al centro del discorso, ma è un "di più" tollerato a fatica e circoscritto alla sfera del privatissimo portafoglio di chi ne è coinvolto, nel pieno rispetto delle leggi di mercato.

Moralmente un crimine, economicamente un affare lucroso: i servizi accessori si pagano a parte, e paga, appunto, chi ha i soldi.
Niente di diverso da quello che avveniva in Italia prima dell'approvazione della legge 194, niente di diverso da quello che si vorrebbe per il futuro, accelerando tendenze già oggi evidenti: aborto non più gratuito, almeno formalmente lo è ancora!, non più garantito dalla sanità pubblica, non più ascrivibile alla sfera dei diritti, non più scelta liberamente praticabile da tutte, se scelta, ma un evento di cui vergognarsi, ostacolato il più possibile, punitivo nei modi e nei tempi, limitato e ridotto per quanto riguarda risorse, competenze, professionalità e strutture.

Cucchiai e prezzemolo non sono scomparsi, come pure i ginecologi obiettori in ospedale e abortisti a pagamento in studio: le donne, soprattutto le più deboli e ricattabili, le migranti, di aborto clandestino continuano a rischiare, se non a morire...è necessario, pensiamo, continuare a denunciare, a discutere, continuare a seguire quanto accade, appunto, anche al di là dell'Oceano, per imporre con la voce delle donne che le donne non accettano di essere ridotte a servizio a parte e che non vi è elezione, appalto o ricatto che non possano s/travolgere.

Una riflessione a cura delle compagne del centro sociale Askatasuna e del collettivo femminista Rossefuoco.

da http://www.infoaut.org/

Il personale Ata -Itp ex enti locale é allo stremo delle forze. Risolvino definitivamente la diseguaglianza sociale creatasi all’interno del comparto

Disagio Sociale: alle soglie della povertà da Trieste a Trapani

Un grido di dolore si alza dall’Italia e pare che nessuno s’accorga di noi: un muro di gomma rimbalza sul nostro problema e su un diritto sancito per legge, dalla legge 124/99.

Siamo i lavoratori ex Enti Locali della Scuola, transitati allo Stato nel 2000, cui il governo Berlusconi ha negato una equa ricostruzione di carriera, cancellando con un colpo di mano i processi che avevano riconosciuto i diritti dei lavoratori.

In questi tempi di tagli e controriforma della scuola, sopravvive un gruppo, un guscio di noce che naviga nella tempesta, sballottato tra alterne vicende sindacali e giudiziarie, che proviamo riassumere in queste poche righe.

Stiamo parlando della storia di decine di migliaia di lavoratori, passata sotto silenzio in tutti questi anni: sono ausiliari, tecnici e amministrativi (ATA) e insegnanti tecnico-pratici (ITP), transitati dagli Enti Locali allo Stato il 1-1-2000 per effetto della legge 124/99.

La legge prevedeva che fosse riconosciuta “ai fini giuridici ed economici l’anzianità maturata presso l’Ente Locale di provenienza”; questo non è avvenuto ed è cominciata l’odissea: lavoratori con identica anzianità e profilo professionale del personale già statale sono stati inquadrati con stipendi anche di centinaia di euro inferiori. Naturalmente, in molti hanno tentato di far valere i loro diritti nei tribunali e vi erano quasi riusciti nel corso dell’anno 2005, quando la Corte di Cassazione, con 8 sentenze tutte favorevoli, sembrava aver decretato il successo dei ricorsi.

Qui è intervenuto il mini-golpe dell’esecutivo, che ha fatto da battistrada ai molti che sono venuti in seguito ed hai quali ci hanno abituato i vari governi Berlusconi che si sono succeduti in questi anni, dopo aver assistito all’inerzia connivente dei governi di centro sinistra.

Con una legge di “interpretazione autentica” (266/05) si sono sovvertite le sentenze emesse in sede giudiziaria, condannando i lavoratori a quel limbo in cui si trovano ancora oggi: molti di loro stanno restituendo le somme percepite in un primo momento come effetto delle sentenze favorevoli, e tutti gli altri vedono allontanarsi la soluzione.

Disagio Sociale: alle soglie della povertà da Trieste a Trapani

Durante il nostro sfortunato percorso purtroppo siamo incappati a diversi Direttori Provinciali dei Servizi Vari del Ministero dell’Economia delle Finanze, che rasentando l’abuso di potere non ci ha concesso di restituire somme che vanno dai 32.000 ai 51.000 Euro dilazionandoli in cinque anni. Nemmeno la rateizzazione! Lo Stato vuole, dopo aver truffato le carte, l’intera posta e subito!

Purtroppo, neanche l’intervento d’alcuni politici, dell’Avvocatura dello Stato, degli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali – che già avevano dato inizio alla pratica con la trattenuta del V dello stipendio (circa 300 Euro al mese) con lo stipendio di dicembre 2008 – è riuscita a smuovere qualcosa: entro il mese d’aprile dovremmo versare in un’unica soluzione cifre che vanno dai 14.000 ai 22.000 Euro. Una catastrofe per le famiglie, proprio mentre si sbandiera che “per la crisi economica nessuno verrà lasciato a terra”.

Noi non possiamo essere “lasciati a terra”: già ci siamo.

Questa è la vicenda in estrema sintesi. Ora, sappiamo che i più penalizzati dall’ attuale politica di tagli saranno i precari, ma noi ATA e ITP ex EE.LL. siamo quasi al loro stesso livello; loro ultimi, noi penultimi. Magari non rischiamo il posto: per noi, come per loro, lo sfruttamento e le ingiustizie sono una realtà con la quale dovremo fare i conti fino alla pensione, e anche oltre.

Sembra paradossale: lavoratori statali di ruolo, i garantiti per antonomasia, hanno subito questa sorte di “precarizzazione”.

Non si tratta di un’analogia puramente retorica: i precari della scuola sono coloro che non hanno diritto, finché non entrano in ruolo, alla ricostruzione di carriera con conseguente diritto all’anzianità di servizio; è esattamente quello che è successo ad ATA e ITP ex EELL!

Anzi, se vogliamo, per certi aspetti abbiamo addirittura diritto ad una minor considerazione, perché è di pochi mesi fa la notizia di una sentenza della Corte di Giustizia Europea, che si spera farà giurisprudenza, che sancisce la parità di diritti dei precari rispetto al personale di ruolo.

Noi questa parità di trattamento ce la sogniamo da 10 anni e siamo costretti a sperare che la giustizia europea sappia fare quello che la magistratura italiana non ha voluto o saputo fare (dopo anni finalmente il tribunale di Milano ha chiesto la pronuncia dell’Alta Corte di Giustizia Europea sulla nostra vicenda).

VI CHIEDIAMO DI AIUTARCI A FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE PERCHE’ NEL MONDO DELLA SCUOLA ITALIANA ESISTONO PURTROPPO ANCHE QUESTE REALTA’

http://retescuole.forumscuole.it/

22 marzo 2010

Pubblichiamo un intervento di Carlo Guglielmi, Avvocato Ass. Giuristi

Sull'approvazione del Collegato Lavoro

Il disegno di legge 1167 B, il cosiddetto "collegato lavoro", è stato approvato in via defintiva lo scorso 3 marzo 2010. La legge non emette alcun giudizio di disfavore sugli abusi nei rapporti di lavoro né mai sostiene che obiettivo della stessa sia limitarne il ricorrere, ma pare ritenere che l'abuso ed in particolare il precariato divenga un fenomeno da contrastare solo laddove incontri e reagisca con la magistratura.
E ciò si ottiene rendendo tendenzialmente impossibile adire l'autorità giudiziaria e, per i pochissimi fortunati che riuscissero mai a superare tutti gli ostacoli frapposti, viene disposto che il vaglio del giudice debba limitarsi ai soli aspetti di regolarità formale dell'atto contestato senza alcuna analisi delle concrete ragioni sottostanti e comunque viene impedito alla magistratura di valutare l'entità effettiva del danno provocato dal datore prevedendosi un modesto tetto massimo, e ciò anche con effetti retroattivi.

Al di là quelli che saranno gli effettivi esiti interpretativi dello stesso (ma non si può continuare a sperare per sempre nella sola tenuta della magistratura), l'intenzione della maggioranza parlamentare che lo emana è chiarissima. Sul punto si ritiene come il punto davvero qualificante addirittura un manifesto ideologico - sia l'intenzione di eternizzazione di ogni forma di precariato. Ciò avviene dapprima introducendo la facoltà di stipulare un clausola compromissoria di devoluzione alla giustizia arbitrale (art.31, punto 9) di qualsivoglia futura controversia, certificabile anche retroattivamente rispetto a diritti già entrati nel patrimonio del lavoratore e anche futura rispetto a contratti non ancora stipulati, e comunque con spese degli arbitri a carico del lavoratore (art. 31, punto 7, comma 11). E poi imponendo comunque a tutti i precari (contratti a termine, lavoratori somministrati, co.co.pro) un termine decadenziale di 60 giorni dalla scadenza del contratto per impugnarlo (art. 32, punto 2). Tale termine, per altro, si applica anche ai rapporti già cessati inclusi quelli stipulati anteriormente al 2001 in base alla previgente legge 230/62 (art. 32 punto 4) avendo i precari - compresi quelli che a tutt'oggi hanno un nuovo rapporto precario in corso di effetto con il datore e legittimamente sperino nell'agognata stabilizzazione - l'onere di impugnare tutti i precedenti contratti degli scorsi decenni in 60 giorni "con decorrenza dalla..data di entrata in vigore della presente legge".
Ciò, nell'assordante silenzio della stampa e delle organizzazioni sindacali al riguardo, nulla è quindi se non un immenso condono tombale gratuito per tutti gli abusi compiuti nel ricorso al lavoro precario sino ad oggi.

A tale primo onere decadenziale, altresì, se ne aggiunge un secondo di 180 giorni per l'avvio dell'azione giudiziaria (o di 60 giorni in caso di infruttuoso esperimento del previo tentativo di conciliazione, art.34, punto1 comma 2) nell'implicito auspicio che laddove non sia il precario ad essere incorso in decadenza lo sia l'organizzazione sindacale a cui si è rivolto con i suoi avvocati, prevedibilmente affogati dalla mancanza di una norma di progressivo raccordo tra la vecchia e la nuova disciplina.
A ciò si aggiunge come, per i pochissimi che saranno riusciti a superare tutti tali ostacoli, "il controllo giudiziale è limitato esclusivamente..all'accertamento del presupposto di legittimità e non può essere esteso al sindacato di merito sulle valutazioni tecniche, organizzative e produttive che competono al datore di lavoro o al committente" (art. 30, punto 1), Ed altresì comunque qualsivoglia violazione alle norme imperative di legge non condurrà più al rimedio previsto dal diritto comune che si applica a qualsiasi cittadino, ovverosia la nullità parziale e la supremazia dell'accordo dissimulato su quello simulato con conseguente stabilizzazione del rapporto in capo al reale datore di lavoro e risarcimento dell'effettivo ed integrale danno patito, ma (per i soli precari) si prevede un risarcimento del danno nella misura comprese "tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità" applicandosi tale precetto sia ad una multinazionale che ad un'impresa individuale con unico dipendente (art.32, punto 5). E per altro "in presenza di contratti ovvero accordi collettivi nazionali, territoriali o aziendali, stipulati con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, che prevedano l'assunzione, anche a tempo indeterminato, di lavoratori già occupati con contratto a termine nell'ambito di specifiche graduatorie, il limite massimo dell'indennità ..è ridotto alla metà" (art. 32, punto 6).
Altresì tale limitazione ha valore anche retroattivo pure sui giudizi già "pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge" ed anzi il Legislatore impone, intervenendo nuovamente sulle facoltà di conduzione del processo rimesse ai Giudicanti, di fissare "alle parti un termine per l'eventuale integrazione della domanda e delle relative eccezioni ed esercita i poteri istruttori ai sensi dell'articolo 421 del codice di procedura civile " (art.32, punto 7). Il necessario punto di caduta del combinato disposto di tali previsioni, e comunque e certamente l'esplicito intento dei suggeritori della normativa, è che l'obbligo di impugnare entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto i contratti a termine o co.co.pro o di lavoro interinale, renderà impossibile giustiziare tutti quei casi (e cioè praticamente tutti) ove il lavoratore speri nella richiamata in servizio che avviene solitamente con intervalli maggiori a tale termine. Ed infatti se a ciò si aggiunge che in caso di vittoria (divenuta ipotesi assai improbabile stante gli stringenti vincoli alla valutazione del giudicante) si potrà avere solo alcune mensilità, se ne evince l'assoluta irragionevolezza per il lavoratore di impugnare nei 60 giorni successivi alla scadenza del termine perdendo il posto ancorché precario e rinunciando definitivamente alla aspettativa di essere richiamati in servizio, e l'assoluta irragionevolezza per i datori di assumere a tempo indeterminato. Ed infatti i "vecchi" restano tutelati dall'art. 18 S.L. (con effetti ripristinatori e risarcitori reali) mentre i precari saranno liquidabili con piccole o piccolissime somme, e ciò solo nei rari casi in cui essi non incappassero prima nella clausola compromissoria, nella doppia decadenza o nell'obbligo di vaglio solo formale della regolarità dei loro contratti, A ciò, last but not least, va altresì infine aggiunto come - per le sole controversie dei lavoratori a progetto che sono state oggetto della procedura di stabilizzazione di cui alla finanziaria del 2008 (ed il cui unico contenzioso ad oggi noto riguarda solo circa un centinaio di controversie tutte attinenti alla nota vicenda Atesia) - si prevede come le sentenze che hanno condannato l'azienda a ripristinare il rapporto con i lavoratori illegittimamente a progetto e risarcire ad essi l'effettivo danno e condannato al pagamento delle dovute differenze retributive oltre alla regolarizzazione previdenziale, dovranno essere riformate essendo il Giudice "unicamente tenuto a indennizzare il prestatore con un'indennità di importo compreso tra 2,5 e 6 mensilità", da cui anche il prevedibile onere di restituzione delle somme medio termine percepite e di quelle versate agli enti fiscali e previdenziali con l'unica eccezione delle somme erogate in forza di "sentenze passate in giudicato"(art.50).
La normativa si pone ovviamente in aperto contrasto con l'Europa. Ed infatti: a) la Carta di Nizza prevede il dovere degli Stati membri dell'Unione di "promuovere l'applicazione e rendere effettivo l'esercizio dei diritti" (art. 51,1) sociali e al lavoro ed in particolare quello relativo "alla tutela contro ogni licenziamento ingiustificato" (art. 30) nonché il dovere di tutelare "l'indipendenza del Giudice" (art.47); b) la Direttiva 1999/70/CE prevede l'obbligo per il legislatore nazionale di "creare un quadro per la prevenzione degli abusi derivanti dall'utilizzo di una successione di contratti a termine" che invece da oggi non potrà più essere giustiziata trovandosi il precario innanzi all'alternativa tra impugnare il primo singolo contratto (perdendo ovviamente sia il posto che ogni speranza di essere richiamato) o proseguire nel rapporto precario decadendo pressoché da qualsivoglia tutela per l'avvenuta illecita successione; ed altresì prevedendo tale direttiva una clausola di non regresso di cui la presente legge rappresenterà vistosissima violazione; c) l'Art. 6 della CEDU prevede che "ogni persona ha diritto ad un'equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge", precetto ugualmente violato dagli impossibili termini decadenziali e dalla clausola compromissoria olt che dagli effettivi retroattivi e modificativi su controversie già in corso o addirittura già definite con sentenze di primo o secondo grado. Ed ugualmente il disegno di legge si pone in contrasto con i nostri precetti costituzionali avendo già chiarito la Corte Costituzionale la necessaria "effettività" della sanzione rispetto all'abuso e, con la sentenza n. 214 del 2009, l'incostituzionalità di una normativa che preveda come "situazioni di fatto identiche risultino destinatarie di discipline sostanziali diverse" e comunque la non conformità a Costituzione di qualsivoglia onere di attivazione del lavoratore in corso di rapporto (categoria a cui certo deve considerarsi appartenente il lavoratore con contratto a termine nullo nei 60 giorni dopo l'interruzione di fatto del rapporto e nell'aspettativa del suo imminente ripristino poi puntualmente verificatosi). Si configurerebbe inoltre una violazione dell'art. 104 Cost. che garantisce l'autonomia del Giudice, nonché ovviamente degli artt. 10 e 117 Cost. che impongono di rispettare la normativa europea in quanto fonte di norme sovraordinate rispetto all'ordinamento nazionale.
Ma questo attiene al conflitto giudiziario che seguirà tale norma, che non ridurrà certo il contenzioso ma solo renderà difficilissima la giustiziabilità dei diritti, e che - come accade ogni volta che le leggi siano scritte sotto dettatura degli studi legali impegnati nel contenzioso di pochi imprenditori vicini al potere - è prevedibile farà molti danni anche ai datori di lavoro seri che hanno bisogno di certezze e non di scorciatoie.
Ciò che ora è possibile fare è invece una valutazione di ius condendum. Come è noto l'Italia è rimasto l'unico paese in Europa a non avere già approvata o in discussione su proposta della di maggioranza una legge sul reddito. Ciò che si intende fare con il disegno di legge 1167 è il tentativo di portare un definitivo attacco "generazionale" all'unica forma di reddito di cittadinanza sussistente: il lavoro e il salario. Al riguardo va ricordato come il lavoro precario nella sua grandissima parte riguardi i giovani (e nella porzione residua per lo più il lavoro femminile e migrante) e che su essi graverà sostanzialmente anche il peso della clausola compromissoria, avendo i "fissi" adeguati strumenti per sottrarsi al necessario consenso coatto alla sua stipula.

Ciò detto la scelta di rendere il precariato l'unica ed ingiustiziabile forma futura di miserabile arruolamento al lavoro e al reddito nell'assenza di qualsivoglia introduzione di forme di welfare per tali categorie, è la precisa scelta di fondare la politica economica del paese sullo sfruttamento e l'incertezza a vita della generazione dei ventenni e dei quarantenni (e delle donne e dei migranti). Gli istituti di tutela del precariato nacquero quale presidio contro "le incertezze e l'abuso" (si veda la relazione parlamentare alla legge 230 del 1962). E' davvero urgentissima una grande battaglia per affermare che le incertezze devono essere tutelate con forme generalizzate di sostegno al reddito e tutti gli abusi repressi con la massima fermezza e con effetti ripristinatori e reali "davanti a un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge".

Carlo Guglielmi
del Collegio legale di SdL intercategoriale