30 settembre 2008

I CRIMINI SOCIALI DI GENTE CHE NON HA NESSUNA IDEA DI CIVILTA' E CULTURA UMANISTICA. EPPURE SONO AL GOVERNO: IN EUROPA SUCCEDE SOLO NELL'EX BELPAESE

Alla Camera l'emendamento che cancella il diritto alla stabilizzazione dei contratti nel pubblico.
Licenziati 50.000 precari.

Brunetta «abolisce» la ricerca

«Sul lastrico in cinquantamila», calcola Mimmo Pantaleo, leader - fresco di nomina - della Flc Cgil, mentre da tutta Italia arrivano notizie di occupazioni, manifestazioni e assemblee di lavoratori degli enti di ricerca contro il decreto Brunetta oggi in discussione a Montecitorio. «Una dichiarazione di guerra di Berlusconi ai precari, una vergogna contro cui ci batteremo», commenta a caldo Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista.
Cinquantamila, poi, è la stima per difetto dei precari della pubblica amministrazione a rischio di licenziamento anche se avevano maturato il diritto alla stabilizzazione. Il numero potrebbe salire a 120mila, calcolando gli interinali e l'indotto la catastrofe sarebbe ancora più consistente. L'emendamento Brunetta è uscito. Ed è così brutto che sui blog, gli addetti ai lavori lo chiamano senza mezzi termini emendamento .
In 6 commi, il ministro della Funzione pubblica abroga tutte le norme sulla stabilizzazione dei precari contenute nelle finanziarie 2007 e 2008 (ad esclusione di quelle sui vigili del fuoco, gli unici che potranno continuare ad essere stabilizzati). Tutti i contratti a termine si chiuderanno alla scadenza e, in mancanza di un termine (come nel caso degli "stabilizzandi") si chiudono 90 giorni dopo l'approvazione della legge. Il diritto alla stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato, con i requisiti stabiliti dalle finanziarie 2007 e 2008, si trasforma in una riserva (massimo del 40%) nei concorsi del triennio 2009-2011. «Fantomatici concorsi», chiosa Pantaleo al telefono con Liberazione.
Anche per i co.co.co. ci sarà un punteggio nei concorsi (quelli fantomatici e spesso truccati stando alle carte di un bel po' di magistrati) del triennio 2009-2011. Il quinto comma prevede che enti locali e Asl possano continuare a stabilizzare ma solo per poche mansioni e, comunque, nei limiti delle risorse economiche.
Aggiornatissimo, il blog precaridellaricerca.wordpress.com traccia una sintesi amara: «I precari non ancora stabilizzati tra pochi mesi saranno per strada, disoccupati, a prescindere da tutto. A casa, o per strada, potranno studiare per i concorsi dei prossimi anni. Un emendamento che demolisce i deboli castelli di carta costruiti due anni fa e che merita risposte univoche: mobilitazione ad oltranza, scioperi, manifestazioni».
«Decine di migliaia di lavoratori saranno sbattuti fuori perfino con 10 anni di anzianità - riprende Ferrero - per combattere la precarietà Berlusconi ha una ricetta chiara: abolire i posti di lavoro occupati dai precari».
I sindacati di base hanno già indetto uno sciopero generale per il 17 ottobre. La Cgil, dopo l'ondata di azioni di sabato scorso, ha spedito ieri una richiesta unitaria, con Cisl e Uil, ai gruppi parlamentari chiedendo di intervenire per scongiurare l'approvazione della norma.
«Nella ricerca e nell'università, dov'è più alto il rapporto tra precarti e stabili, si bloccherebbe il servizio. Didattica e ricerca sarebbero fortemente compromesse», spiega ancora Pantaleo che si dice pronto ad andare sotto Palazzo Chigi dove il governo sta procedendo a tappe forzate, bypassando il più possibile sindacato e parlamento - anche nei gruppi di maggioranza ci sarà chi trasalirà di fronte all'emendamento. L'obiettivo è accorciare i tempi di discussione di un disegno di legge che riguarda i lavori usuranti ma che contiene misure importanti per tutta la pubblica amministrazione. Le reti dei precari insistono a chiamare alla reazione tutto il pubblico impiego contro una norma di dubbia legittimità che non si limita a mettere in discussione i contratti in essere ma anche i diritti pregressi. Il barometro sociale annuncia anche una pioggia di ricorsi oltre all'ondata di mobilitazioni scattate già ieri con l'occupazione, a Roma, della sede dell'Ispra, l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, dove sono 700 i precari a rischio solo nel neo Istituto, quasi il 50% del personale tutto schierato, tempi indeterminati compresi, contro l'emendamento che compromette le attività di monitoraggio e protezione ambientale, controllo nucleare, rifiuti, difesa del suolo e delle risorse idriche. Sono gia' in mobilitazione i 500 precari dell'Isfol (Istituto per la formazione professionale dei lavoratori) dove la sede è stata occupata e tutte le attività sono bloccate. All'Isfol, segnala l'Usi Rdb, viene vantata la precarietà più lunga dell'intero comparto. Occupano anche i 400 precari dell'Ingv (istituto nazionale di geofisca e vulcanologia). Oggi, tra le varie manifestazioni, la più clamorosa potrebbe essere quella annunciata sotto il Cnr alla 14.30. Ad Ancona, 400 precari di comune, provincia e Regione, hanno dato vita a un'assemblea contro le esternalizzazioni, la sottostima dell'inflazione programmata (1/3 di quella regsitrata dall'Istat) e contro il blocco delle stabilizzazioni. Mille lavoratori degli enti pubblici della provincia di Milano hanno protestato sotto Palazzo Marino in Piazza della Scala per le medesime ragioni.
Intanto Brunetta - inviperito per una vignetta satirica sull'Unità che lo riguardava - si giustifica dicendo che lui vorrebbe chiarire l'ambiguità delle norme sulla stabilizzazione ereditate dalla gestione Prodi. Così, da vero azzeccagarbugli, si richiama al principio costituzionale del concorso pubblico che sabota a sua volta col medesimo emedamento subordinando ai limiti delle risorse stanziate dal governo.

Checchino Antonini
Liberazione
30/9/2208

15 settembre 2008

VERSO L'11 OTTOBRE: APPELLO MANIFESTAZIONE DELLA SINISTRA A ROMA

PER ADERIRE
11ottobre2008@libero.it

Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un'Italia ripiegata su se stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano, in cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale l'emergenza evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una società classista razzista e sessista.
Che vede nei poveri, nei marginali e nei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi come la Bossi Fini che non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali valori di umanità. Questa la risposta delle destre alla crisi profonda, di cui quella finanziaria solo un aspetto, che attraversa il processo di globalizzazione e le teorie liberiste che l'hanno sostenuto. Una risposta che, naturalmente, ignora il fatto che solo un deciso mutamento del modello economico oggi operante può risolvere problemi drammatici, dei quali il pi grave la crisi ecologica planetaria. Spetta alla sinistra contrapporre un'altra idea di società e un coerente programma in difesa della democrazia e delle condizioni di vita delle persone. E' una risposta che non può tardare ed l'unico modo per superare le conseguenze della sconfitta elettorale e politica.
Ci proponiamo perciò di contribuire alla costruzione di un'opposizione che sappia parlare al Paese a partire dai seguenti obiettivi: 1. riprendere un'azione per la pace e il disarmo di fronte a tutti i rischi di guerra, oggi particolarmente acuti nello scacchiere del Caucaso. La scommessa ridare prospettiva a un ruolo dell'Europa quale principale protagonista di una politica che metta la parola fine all'unilateralismo dell'amministrazione Bush, al suo programma di scudo spaziale e di estensione delle basi militari nel mondo, all'occupazione in Iraq e Afghanistan (dove la presenza di truppe italiane non ha ormai alcuna giustificazione), ma anche alla sindrome da grande potenza che sta impossessandosi della Russia di Putin; 2. imporre su larga scala un'azione di difesa di retribuzioni e pensioni falcidiate dal caro vita, il quale causa un malessere che la destra tenta di trasformare in egoismo sociale, guerra tra poveri, in un protezionismo economico del tutto insensibile al permanere di gravi squilibri tra il Nord e il Sud del mondo. Di fronte alla piaga degli "omicidi bianchi" necessario intensificare i controlli e imporre l'applicazione delle sanzioni alle imprese. Si tratta inoltre di valorizzare tutte le forme di lavoro: lottando contro precariato e lavoro nero, anche attraverso la determinazione di un nuovo quadro legislativo; sostenendo il reddito dei disoccupati e dei giovani inoccupati; ottenendo il riconoscimento di forme di lavoro informale e di economia solidale; 3.. respingere l'attacco alla scuola pubblica, all'Università alla ricerca e alla cultura, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione collettiva. E' una vera e propria demolizione attuata attraverso un'azione di tagli indiscriminati e di licenziamenti, l'introduzione di processi di privatizzazione, e un'offensiva ideologica improntata a un ritorno al passato di chiaro stampo reazionario (maestro unico, ecc.). L'obiettivo della destra al governo colpire al cuore le istituzioni del welfare che garantiscono l'esercizio dei diritti di cittadinanza. L'affondo costituito da un'ipotesi di federalismo fiscale deprivato di ogni principio di mutua solidarietà; 4.. rispondere con forza all'attacco contro le politiche volte a contrastare la violenza degli uomini contro le donne, riconoscendo il valore politico della lotta a tutte le forme di dominio patriarcale, dell'autodeterminazione delle donne e della libertà femminile nello spazio pubblico e nelle scelte personali; 5.. sostenere il valore della laicità dello stato e riconoscere diritto di cittadinanza alle richieste dei movimenti per la libera scelta sessuale e per quelle relative al proprio destino biologico; 6.. sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che intendono intervenire democraticamente su temi di grande valore per le comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla salute e sui beni comuni., prima fra tutti l'acqua. Quella che si sta affermando con la destra al governo un'idea di comunità corporativa, egoista, rozza e cattiva, un'idea di società che rischia di trasformare le nostre città e le loro periferie nei luoghi dell'esclusione. Bisogna far crescere una capacità di cambiamento radicale delle politiche riguardanti la gestione dei rifiuti e il sistema energetico. Con al centro la massima efficienza nell'uso delle risorse e l'uso delle fonti rinnovabili. Superando la logica dei megaimpianti distruttivi dei territori, del clima e delle risorse in via di esaurimento. E' fondamentale sostenere una forte ripresa del movimento antinuclearista che respinga la velleitaria politica del governo in campo energetico. 7.. contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare fondamentali libertà democratiche e civili, a partire dalle scelte del governo dai temi della giustizia, della comunicazione e della libertà di stampa. O in tema di legge elettorale mettendo in questione diritti costituzionali di associazione e di rappresentanza. Si tratta anche di affermare una cultura della legalità contro le tendenze a garantire l'immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli.

Per queste ragioni e con questi obiettivi vogliamo costruire insieme un percorso che dia voce ad un'opposizione efficace, che superi la delusione provocata in tanti dal fallimento del Governo Prodi e dalla contemporanea sconfitta della sinistra, e raccolga risorse e proposte per questo paese in affanno. L'attuale minoranza parlamentare non certo in grado di svolgere questo compito, e comunque non da sola, animata com' da pulsioni consociative sul piano delle riforme istituzionali, e su alcuni aspetti delle politiche economiche e sociali (come tanti imbarazzati silenzi dimostrano, dal caso Alitalia all'attacco a cui sottoposta la scuola, dalla militarizzazione della gestione dei rifiuti campani alle ordinanze di tante amministrazioni locali lesive degli stessi principi costituzionali). Bisogna invece sapere cogliere il carattere sistematico dell'offensiva condotta dalle destre, sia sul terreno democratico, che su quelli civile e sociale, per potere generare un'opposizione politica e sociale che abbia l'ambizione di sconfiggere il Governo Berlusconi. Quindi, proponiamo una mobilitazione a sinistra, per "fare insieme", al fine di suscitare un fronte largo di opposizione che, pur in presenza di diverse prospettive di movimenti partiti, associazioni, comitati e singoli, sappia contribuire a contrastare in modo efficace le politiche di questo governo. Al tal fine proponiamo la convocazione per l’11 ottobre di un'iniziativa di massa, pubblica e unitaria, rivolgendoci a tutte le forze politiche, sociali e culturali della sinistra e chiedendo a ognuna di esse di concorrere a un'iniziativa che non sia di una parte sola. Il nostro intento contribuire all'avvio di una nuova stagione politica segnata da mobilitazioni, anche territorialmente articolate, sulle singole questioni e sui temi specifici sollevati.

10 settembre 2008

Succede alla Santa Croce. Dopo De Angelis un filo rosso lega gli "imprenditori padroni"

Licenziati altri due sindacalisti. E la Piaggio di Colaninno sospende delegata della Fiom per la sicurezza

«La società Santa Croce continua a non rispettare gli accordi raggiunti. Non sta provvedendo alla rotazione del personale posto in cassa integrazione ordinaria e continua a gestire gli orari di lavoro e i turni in modo unilaterale e inaccettabile, gravando pesantemente sulle persone e ponendo anche a rischio la sicurezza sul lavoro e la qualità stessa del lavoro e del prodotto». A dirlo sono i sindacati Flai-Cgil e Uila-Uil Abruzzo. Nei giorni scorsi inoltre due Rsu sono stati licenziati e con loro altri due operai. Per questo ieri i circa novanta dipendenti dello stabilimento di imbottigliamento hanno scioperato per otto ore. Con loro anche la presidente della provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane.
La Santra Croce infatti si trova a Canistro, comune marsicano del capoluogo abruzzese. In questa zona montuosa l'acqua c'è ed in questo caso appartiene ad un privato. Nel 1986 la sorgente santa croce Spa è stata rilevata dalla Famiglia Faroni, già attiva nel settore sanitario. Nel 2007 i Faroni l'hanno ceduta all'imprenditore molisano Camillo Colella che controlla anche l'acqua minerale Castellina di Castelpizzuto (Isernia).
Nonostante le quantità vendute siano passate dai 16 milioni di pezzi del '95 a 150 milioni di pezzi nel 2003 con un incremento del 20% nel 2006, la società oggi si dice in crisi e i posto di lavoro sono a rischio. Gli stipendi spesso vengono pagati in ritardo.
«Perché a fronte di questa situazione di instabilità l'acqua non torna ad essere pubblica come noi abbiamo sempre sostenuto? - spiega Ennio Di Cesare consigliere provinciale di Rifondazione Comunista - i comuni della Valle Roveto, la comunità montana, la Provincia e la regione Abruzzo possono organizzarsi per rilevarla. I privati hanno fatto di questo bene primario una merce per ottenere un profitto selvaggio. La regione può riacquistarla e redistribuire i profitti alla comunità»
I licenziamenti dei rappresentanti sindacali sono molto di moda oggi in Italia e vanno di pari passo con il ritorno di una rigida cultura aziendalista che tutto sembra potersi permettere. Il caso più eclatante è stato quello del licenziamento del ferroviere rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls) Dante De Angelis. Ma non è il solo. Rossella Porticati delegata della Fiom Cgil alla Piaggio dopo una serie di lettere contro di lei a fine agosto ha ricevuto una sospensione disciplinare. «Colaninno ritiri gli ingiusti provvedimenti assunti contro una rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e apra il confronto sulla vertenza di gruppo». Ha chiesto il segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini. La Fiom, sottolinea il leader sindacale, «denuncia e condanna il comportamento della Piaggio per i ripetuti e pesanti provvedimenti disciplinari attuati nei confronti di Rossella Porticati. È evidente il tentativo di colpire la delegata, sia come minaccia generale verso l'azione sindacale, sia per ridurre gli spazi di agibilità, di intervento e prevenzione sulla salute e la sicurezza nel lavoro. Lo stillicidio dei provvedimenti disciplinari, tutti presi per contestare l'esercizio dell'attività della rappresentante per la sicurezza, indica la chiara volontà dell'azienda di procedere a iniziative sempre più gravi nei suoi confronti». La Piaggio si difende e in una nota spiega che i provvedimenti adottati non sono legati al ruolo sindacale della lavoratrice: «Il rapporto con le rappresentanze sindacali di tutti i propri stabilimenti è improntato al dialogo e alla massima partecipazione, in uno spirito di reciproca collaborazione». Ma le tante sanzioni disciplinari degli ultimi mesi in varie parti della penisola nei confronti di sindacalisti, lasciano piuttosto pensare il contrario.


Alessandro Tettamanti
Liberazione
10/09/2008

5 settembre 2008

TROPPE PAROLE SONO STATE SPRECATE DALL'AMBIENTALISMO ISTITUZIONALE, L'AMBIENTE E LA SALUTE DI TUTTI E' NELLE MANI DEI CITTADINI

ECCO PERCHE' FERMARSI IL 6 OTTOBRE E TENERE PER UNA SETTIMANA L'AUTO IN GARAGE!

Cos'è l'inquinamento atmosferico?
L'inquinamento atmosferico è dovuto ad un'alterazione della qualità dell'aria da parte di varie sostanze che si possono presentare sotto forma di gas, goccioline e particelle. L'aria può essere inquinata sia in città che in campagna.
A grandi linee si distingue un inquinamento estivo e uno invernale.
(Perciò non c'è stagione che ci risparmi!!!!!)
In città l'inquinamento atmosferico in genere è causato dalle auto, dagli autobus e dagli impianti termici, oltre che dalle industrie e dai cantieri edili. In campagna può essere causato dalle polveri prodotte dai trattori che arano i campi, dai camion e dalle macchine che passano su strade coperte di sporco o ghiaino, dalle cave di roccia e dal fumo proveniente da incendi dei boschi o del raccolto.
Che sintomi possono essere collegati all'inquinamento?
L'inquinamento atmosferico può irritare gli occhi, la gola e i polmoni. Bruciore agli occhi, tosse e un senso di oppressione al torace sono disturbi frequenti quando si è esposti a livelli elevati di inquinamento atmosferico.
Tuttavia le diverse persone possono reagire in modo molto diverso all'inquinamento e alcune possono non manifestare disturbi. Poich l'esercizio fisico richiede un aumento del ritmo e della profondità della respirazione, può provocare un aggravamento dei sintomi. Le persone affette da malattie di cuore o dei polmoni possono essere molto sensibili all'esposizione all'aria inquinata e possono manifestare sintomi prima degli altri.
L'inquinamento è nocivo per la salute?
Fortunatamente di solito i sintomi causati dall'esposizione a elevati livelli di inquinamento atmosferico scompaiono non appena la qualità dell'aria migliora. Alcuni gruppi di persone sono più sensibili agli effetti dell'inquinamento, anche le persone con patologia cardiaca o polmonare reagiscono peggio all'aria inquinata. In periodi di forte inquinamento lo stato di salute di questi malati può peggiorare al punto tale da limitare le loro attività o da richiedere ulteriore assistenza medica. I bambini sono probabilmente sensibili a livelli di inquinamento atmosferico inferiori rispetto agli adulti e soffrono più frequentemente di malattie come bronchite ed asma nelle zone dove l'aria è più inquinata rispetto a quelle in cui è più pulita.
In passato, quando i combustibili usati erano molto più grezzi di quelli odierni, nelle città si verificavano numerose morti nei periodi di smog intenso; oggi questa cappa di fumo nerastro non è più visibile perch l'inquinamento è meno grave e probabilmente di natura diversa. In particolare nel nostro paese sono presenti in quantità le polveri molto piccole (polveri fini e ultrafini) provenienti dai motori diesel e quelle sollevate dal traffico. Nelle vicinanze di particolari industrie possono prevalere altri composti. Si stanno ancora studiando gli effetti sulla salute dell'esposizione di lungo periodo agli inquinanti: i primi dati indicano la possibilità di sviluppare malattie croniche se si abita nelle zone più inquinate.
Cosa posso fare per migliorare la qualità dell'aria?
Nelle città occidentali la fonte principale degli inquinanti è il traffico. Per migliorare la qualità dell'aria è necessario che ognuno si impegni a non usare l'auto quando il tragitto può essere coperto con i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta. Tra l'altro per stare bene ognuno di noi dovrebbe fare movimento (anche solo camminando) per almeno mezz'ora al giorno.
Se si è costretti a usare un mezzo privato per gli spostamenti è opportuno sceglierne uno poco inquinante, controllarne l'efficienza e cercare di trasportare altre persone che fanno lo stesso tragitto.
Quando si programmano attività ricreative, lavorative o scolastiche valutare prima le varie opzioni anche sotto il profilo della mobilità e prevederne le ricadute.
Bisogna inoltre ridurre tutti gli sprechi energetici compreso un eccessivo riscaldamento domestico o impianti poco efficienti. Ricordiamo che i controlli periodici obbligatori delle caldaie hanno anche lo scopo di verificare l'efficienza della combustione e la qualità dei fumi.

Dipartimento di Prevenzione - Via Salvo D'Acquisto n. 7 - 37122 Verona
Tel 045 807 59 11 - Fax 045 807 50 03 - email:dip.prevenzione@ulss20.verona.it


Post su invito di
http://blog.libero.it/NonEsisto

3 settembre 2008

RIFONDAZIONE COMUNISTA. PER PREPARARE UNA GRANDE MANIFESTAZIONE DI POPOLO A ROMA, CONTRO IL GOVERNO DELLE DESTRE

MEGLIO NON PERDERE TEMPO, RICOSTRUIAMO IL CONFLITTO SOCIALE. SIAMO AGLI ALBORI DI UN NUOVO FASCISMO DA SCONFIGGERE PRIMA CHE CREI ASSUEFAZIONE!