28 febbraio 2007

SOMMARIO FEBBRAIO

  • SINISTRA, NEOLIBERISMO, PROSPETTIVE convegni internazionali a Milano e Genova
  • NAPOLITANO, ZANOTELLI, D'ALEMA infatilismo speculare
  • GOVERNO appello del Forum SinistraEuropea - socialismo XXI
  • BERTINOTTI contro il governo ci sono i poteri forti
  • I DANNI DI CHI GIOCA ALLA POLITICA intervento di Maurizio Zipponi
  • CRISI GOVERNO Rifondazione si mobilita
  • DIMISSIONI PRODI il commento di Pietro Folena
  • LA DESTRA ESULTA il governo Prodi si è dimesso
  • ITALIA PER LA PACE il governo si liberi da Bush. Intervento di Giovanni Russo Spena
  • AMBIENTE, SALUTE E DEMOCRAZIA il governo ascolti le popolazioni
  • IL GOVERNO ABOLISCE I TICKET sulle visite. Comunicato PRC
  • RIFIUTI: AUTORIZZAZIONI EMISSIONI IN SICILIA i ministri firmano la revoca
  • Bayer, AstraZeneca, Pfizer: ci vogliono malati......immaginari
  • VIA TUTTI I TICKET E BASTA LISTE ATTESA dal Piemonte proposta buona, ma....
  • ISOLA DELLE FEMMINE sale la protesta in difesa dell'ambiente
  • A CARO PREZZO le diseguaglianze nella salute. Il libro
  • LETTERA di Rosanna Scopelliti figlia del giudice, ucciso dalla mafia
  • Rapporto 2006 di APAT, agenzia nazionale protezione ambientale
  • TICKET un ostacolo ingiusto alla tutela della salute

CONVEGNI A MILANO E GENOVA

convegno internazionale

PER IL SOCIALISMO DEL XXI SECOLO CONTENUTI E FORME DELLE ALTERNATIVE

Oltre le forme storiche novecentesche, il progetto alternativo alle sofferenze ambientali e sociali della globalizzazione neoliberista, per una società più giusta e felice, per un pianeta e uno sviluppo riproducibili

MILANO, SABATO 3 MARZO 2007

ORE 9.30-19 CAMERA DEL LAVORO, CORSO DI PORTA VITTORIA 43
prima sessione

FRANÇOIS HOUTART (segr. Forum Mondiale delle Alternative),
Idee e proposte per il socialismo del XXI secolo

JULIO VIVAS (direttore Università Bolivariana, Venezuela),
Il Venezuela: democrazia partecipativa e contenuti del socialismo delXXI secolo

IMMA BARBAROSSA (Forum delle donne Prc),
Il movimento femminile e le alternative globali. Una visione di genere

BRUNO AMOROSO (Università dei Beni Comuni Sinistra euromediterranea),
Il dialogo e la cooperazione tra Europa e l'area del Mediterraneo

NICOLA NICOLOSI (segr. Europa Cgil nazionale),
Il lavoro e il socialismo del XXI secolo

JOSE' LUIZ DEL ROIO (senatore Prc-Sinistra Europea),
La geopolitica del socialismo del XXI
seconda sessione

EMILIO MOLINARI (pres. Comitato Italiano Acqua)
I beni comuni, l'acqua, la centralità del vivente

MARIO AGOSTINELLI (Unaltralombardia-Uniti a sinistra),
L'energia e i beni comuni

MIMMO PORCARO (saggista),
Ripensare la politica, ripensare la democrazia, ripensare la forma-partito

LUIGI VINCI (pres. Alternativa Europa, Forum sinistraeuropea-socialismo XXI),
Il socialismo del XXI secolo e il nuovo soggetto politico

SABINA SINISCALCHI (deputata Prc-Sinistra Europea),
La solidarietà e la convergenza nella diversità

FRANCO GIORDANO (segr. naz. Prc),
Rifondazione Comunista e la proposta innovativa della Sinistra Europea

VITTORIO AGNOLETTO (europarlamentare, Forum SE-Socialismo XXI)
Democrazia e partecipazione nel nuovo soggetto politico e la sfida della Sinistra Europea

organizzanoForum per la sinistra europea-socialismo XXI,
Associazione CulturalePunto Rosso-Forum Mondiale delle alternative,
Associazione Prima Persone

Convegno della Sinistra Europea

UN MONDO AL BIVIO:CRISI IRREVERSIBILE O ALTERNATIVA DI CIVILTA'

Le contraddizioni globali: degrado del pianeta, degrado dellecondizioni sociali e dei popoli, rapporto Nord-Sud, politiche dipotenza e di guerra, civiltà e barbarie. Le alternative nell'orizzontedel XXI secolo

GENOVA, DOMENICA 4 MARZO 2007

ore 10-18AUDITORIUM FACOLTÀ DI ARCHITETTURA-EX CHIESA DI S. SALVATORE PIAZZA SARZANO 9 (fermata metro S. Agostino)

Ore 9,45 Saluto di Bruno Pastorino (segr. Prc Genova) e presentazione della giornata

prima sessione ore 10-13
Presiede Antonio Bruno (forum Sinistra Europea-Socialismo XXI)
SABINA SINISCALCHI (deputata Sinistra Europea-Prc),
Il bisogno di pacee di giustizia

EDOARDO SANGUINETI (poeta),
La cultura come bene comune

MERCEDES FRIAS (deputata Sinistra Europea-Prc),
Il movimento femminilee l'immigrazione

GIULIO MARCON (Sbilanciamoci),
I movimenti e le nuove alternativedegli stili di vita e di consumo

RAFFAELE SALINARI (pres. Feder. Inter. Terre des Hommes),
Lacooperazione e le emergenze mondiali
ore 13.00-14.30 pausa pranzo

Seconda sessione ore 14.00-18,30

Presiede Andrea Sassano (assessore Istituzioni scolastiche Comune di Genova)

proiezione del video in anteprima: Genova nella globalizzazione

FRANÇOIS HOUTART (segr. Forum Mondiale delle Alternative, cons. intern. Fsm)
Il neoliberismo e il capitalismo: la speranza delle alternative dei popoli e delle personeJ

ULIO VIVAS (dir. Università Bolivariana Caracas, Venezuela)
Il Venezuela: democrazia partecipativa e contenuti del socialismo del XXIsecolo

LISA CLARK (Beati costruttori di pace),
L'Africa e il forum sociale di Nairobi

PIETRO FOLENA (Pres. Commis. Cultura Parlamento italiano ? Uniti aSinistra),
La sfida del socialismo europeo

VITTORIO AGNOLETTO (europarl., Forum Sinistra Europea-Socialismo XXI)
Nuove relazioni tra politica e movimenti: il bisogno di un nuov osoggetto politico

FRANCO GIORDANO (segretario Prc)
La politica come bene comune e la proposta della Sinistra Europea

27 febbraio 2007

INFANTILISMO SPECULARE

"La piazza non è la forma suprema della partecipazione e nemmeno il sale della democrazia" (Napolitano).

padre Alex Zanotelli: "Il movimento è società civile. I partiti se vogliono possono dare il loro appoggio, non sono parte del movimento. Soprattutto se i partiti sono forza di governo. Una volta che entri in un partito che poi diventa forza di governo, ecco che immediatamente rappresenti altre posizioni"

E POI C'E' LUI che spesso diventa dispettoso e infantile: "certa sinistra non serve al paese" (D'Alema)

INTELLIGENZA POLITICA

Per la continuità del governo Prodi
Per un ascolto e un dialogo con le istanze del popolo dell'Unione.

La crisi aperta sulla mozione presentata dal ministro D'Alema, evidenzia tutto il potenziale negativo di un ritorno indietro negli schieramenti politici, anche e soprattutto quando ad agire sonoistanze dei poteri forti che tanto hanno condizionato e continuano tuttora a condizionare la storia d'Italia. A nostro avviso la mozione, pur tra diverse contraddizioni, apriva invece una se pur timida possibilità di continuare il percorso di revisione e di rilancio dell'insieme di una politica estera basata su un nuovo multilateralismo e sulle iniziative di pace e di lotta alla povertà. Esprimiamo quindi la necessità che i percorsi di riforma sin qui avviati, a partire da quello della cooperazione allo sviluppo, ed il dibattito sulle presenze militari dell'Italia in ambito Nato, nonvengano interrotte a causa della crisi. Auspichiamo invece che il segnale politico del Senato venga assunto dalla coalizione dicentro-sinistra, come motivazione cogente a continuare la realizzazione di assetti e di aggiustamenti che rispondono al meglio alle sensibilità espresse dal popolo dell'Unione nelle varie istanze, come ha mostrato la partecipazione democratica in occasione delle lotte in Val di Susa e nella recente manifestazione di Vicenza. A questo scopo, è necessaria la continuità nella coalizione sul programma dell'Unione, senza altre forzature, ma anche un serio ed aperto dibattito nella maggioranza, che consolidi posizioni realmente condivise e non esponga il governo alla fragilità di comportamenti individuali istituzionali che non giovano certo al prosieguo del confronto.

Vittorio Agnoletto (Europarlamentare Gruppo GUE/NGL)
Josè Luiz Del Roio (senatore Prc - Sinistra Europea)
Sabina Siniscalchi (deputata Prc - Sinistra Europea)
Antonio Bruno (Furum Sinistra Europea Genova)
Raffaele Salinari (Forum Mondiale delle Alternative)
Roberto Mapelli (Alternative Europa)
Emilio Molinari (Pres. Contratto Italiano sull'Acqua)
Giorgio Riolo (Pres. Ass. Cult. Punto Rosso)
Elio Bonfanti (Forum Sinistra Europea AlpeAdria)
del Forum Sinistra Europea-Socialismo XXI

26 febbraio 2007

IL GOVERNO NON DIVENTI LA BUSSOLA PER LA SINISTRA

BERTINOTTI: i "poteri forti" sono "forze" e non complotti, solo con questa consapevolezza si possono neutralizzare.

Lungimirante è l'intervista a Bertinotti sull'edizione speciale di Liberazione, oggi 26 febbraio. Ci permette di andare oltre i problemi politicisti di questo governo e l'infantilismo di certi comportamenti presenti in settori dei movimenti per la pace e dello stesso movimento sindacale che hanno individuato nelle contraddizioni, già presenti dalla nascita, nella coalizione del governo Prodi i motivi principali del loro protagonismo mediatico di queste settimane mediante la pretesa di rappresentanza dei valori di massa della pace e del lavoro da parte di alcuni politici individualisti, balzati all'onore della politica che conta sfruttando quei privilegi di posizione che milioni di cittadini elettori e migliaia di simpatizzanti e militanti dei partiti e dell'associazionismo agognano nel loro sogno di partecipazione diretta e decisionale alla politica.

Bertinotti incanala il dibattito su quanto è accaduto al senato e ci permette di andare oltre il semplicismo che alberga sempre nei settori prima citati. Il governo non è caduto per un complotto attuato a tavolino dai "poteri forti" rappresentati dal centro dell'Unione, dalla chiesa e dai centristi della CdL ma per la capacità di questi settori nel costruire consenso nel paese su quei valori per loro irrinunciabili. Quindi hanno saputo sfruttare nei meandri parlamentari le contraddizioni presenti nella maggioranza di governo e facendo leva su due soggetti politici a loro molto affini e, specularmente, sull'irresponsabilità politica e personale di altri due soggetti "coerenti a tavolino" della sponda di sinistra radicale. Tutto qui. Risultato? Aver dato in mano ai centristi ipermoderati del governo lo strumento per spingere in un angolo la sinistra radicale e altre forze progressiste, e con esse le speranze di cambiamento sociale, seppur relativo visti i rapporti di forza elettorali, della stragrande maggioranza degli elettori del centrosinistra, cioè la stragrande maggioranza di quei grandi movimenti di questi anni. E' tutto paradossalmente tragico e ridicolo allo stesso tempo: movimentisti a prescindere e parlamentari antistituzionali concepiscono il governo come un fine e non come un mezzo, uno degli strumenti per spostare in avanti lo scontro politico di massa con le forze integraliste e neoliberiste.

redazione

25 febbraio 2007

I DANNI DI CHI GIOCA ALLA POLITICA

Un intervento di Maurizio Zipponi,

responsabile Lavoro Prc nazionale

Adesso basta. Davvero basta. Le compagne ed i compagni devono prendere la parola nei circoli, nelle federazioni, nei luoghi di lavoro. Non possiamo lasciare a pochi ed isolati irresponsabili “predicatori”, autonominatisi rappresentanti del movimento, il destino di milioni di lavoratori. La situazione è pericolosa, molto pericolosa. Si sta discutendo di pensioni - con tutti gli organismi finanziari internazionali e Confindustria che premono perché vengano tagliate, perché l’età pensionabile venga innalzata – mentre per oltre 10 milioni di lavoratori pubblici e privati, si aprirà la discussione sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro che ha al centro la questione salariale. E’ arrivata alla Camera la proposta d legge contro la precarietà e per ridare dignità al lavoro, sottoscritta da oltre 100 parlamentari e si sta preparando il testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per cancellare l’ignobile piaga degli infortuni mortali. Il voto al Senato sulla politica internazionale, con le conseguenze sul governo, potrebbe mettere la parola fine al faticoso e tenace lavoro che stiamo facendo. Nella complicata, convulsa fase che stiamo vivendo, Rifondazione sta costruendo passo dopo passo le proprie proposte, elaborandole, diffondendole, discutendole dentro e fuori il partito: dalle pensioni al welfare, dalla precarietà alla politica industriale ed energetica, dal ruolo dello Stato in economia ad una politica di pace che vada oltre il ritiro importantissimo delle truppe dall’Iraq. Quello che si è messo in moto è un processo collettivo che rafforza la nostra presenza nei movimenti, nei luoghi di lavoro, sul territorio e nelle istituzioni. Sentiamo tutti che la sfida di oggi sta nel filo che lega elaborazione, proposta, pratica, lotta e organizzazione capillare nel paese. Oggi, dopo anni di lacrime e sangue per i lavoratori, si registrano i primi segnali di ripresa economica, si ottengono i primi, seppur parziali, risultati sulla strada dell’estensione delle tutele. Come fanno alcuni a pensare che ci si possa permettere il lusso di riconsegnare il governo del paese alla destra, quella destra che sta affilando le armi per sferrare un pesantissimo attacco al sindacato e, quindi, ai lavoratori? Non è stato un campanello d’allarme l’utilizzo antisindacale del grave pericolo terroristico sempre combattuto dal movimento dei lavoratori? Nessuno ha in mente la difesa di un ceto politico di centro sinistra perché teme il ritorno di un ceto politico di centro destra. Noi pensiamo alla condizione materiale e alle libertà ed ai diritti personali e collettivi che saranno duramente colpiti nel caso di un ritorno al potere del centrodestra. Nessuno ha mai sostenuto che questo è il migliore dei governi possibili, nessuno ha mai negato l’esistenza all’interno della maggioranza di idee e posizioni che non sono certo le nostre. Ma perché non possiamo essere seri e credibili e dire con sincerità che stiamo provando con tutte le nostre forze (in parlamento e nel Paese) a rendere le scelte il più vicino possibili a quella richiesta di cambiamento che è uscita dalle urne? Perché non possiamo darci altri quattro anni e poi, a fine legislatura, fare insieme un bilancio e rispondere alla domanda: sono migliorate oppure no le condizioni delle lavoratrici, dei lavoratori, dei precari, dei pensionati? E’ sulla base di una sincera risposta decidere se stare al Governo o all’opposizione? Al nuovo Governo dobbiamo chiedere tre cose, non trenta, tre: pensioni, sanità, precariato, continuando a lottare per fare in modo che la cultura di pace invada le stanze de l potere. Il movimento operaio, i metalmeccanici, mi hanno insegnato che la resistenza, la lotta, il conflitto sono sempre finalizzati al conseguimento di un risultato, cioè al raggiungimento di un compromesso più avanzato con la controparte, spostando così i rapporti di forza nella società. Nessuno ha mai scioperato per far chiudere la propria azienda.

Maurizio Zipponi Segreteria Nazionale P.R.C.

da Liberazione 23/2/07

22 febbraio 2007

RIFONDAZIONE SI MOBILITA

Newsletter www.rifondazione.it
PARLA CON NOI
Linea diretta con Rifondazione Comunista
All’indomani della crisi di Governo Rifondazione discute con i suoi iscritti, elettori e simpatizzanti partecipa e intervieni anche tu:
Telefono: 06 44182252 – 06 44182262 -
06 44182244 - 06 44182237 - 06 44182434 -
06 44182206 - 06 44182310

Mail: parlaconnoi@rifondazione.it Forum on line con i dirigenti del partito dalle ore 14.00 (per partecipare registrarsi: http://forum.rifondazione.it)
Videomessaggio del segretario nazionale di Rifondazione Comunista Franco Giordano
Scarica il video da: www.rifondazione.it

Rifondazione in tutte le piazze d’Italia: domenica 25 febbraioScarica il volantino da: www.rifondazione.it

APPUNTAMENTI DEL PARTITO
Domani Venerdì 23 febbraio 2007, h 9.30 presso la Sala Libertini (viale del Policlinico 131) riunione straordinaria della direzione nazionale di Rifondazione Comunista. h 15.30 presso la sede della Federazione romana (via Squarcialupo 58) assemblea straordinaria con tutti i segretari di federazione e regionali del Prc.

APPROFONDIMENTI SULLA CRISI DI GOVERNO Puoi trovare i testi integrali su www.rifondazione.it

COMUNICATO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA “Il Prc ritiene che il governo Prodi debba continuare la sua azione. La gravità del voto che si è espresso oggi al Senato sulla politica internazionale non deve interrompere una esperienza di governo, proprio nel momento in cui più significativamente si è delineata una linea di discontinuità con il precedente governo, di autonomia e di ricerca di un ruolo del nostro Paese nella direzione della pace … (continua …)

DICHIARAZIONE DI VOTO IN AULA DEL CAPOGRUPPO GIOVANNI RUSSO SPENA“Signor Presidente, il ministro D’Alema ha illustrato una strategia molto convincente, ha descritto i tratti di una politica estera autorevole, che Rifondazione Comunista condivide, anzi della quale si sente partecipe … (continua …)

COMUNICATO DI MICHELE DE PALMA: TURIGLIATTO LASCI IL PARTITO“Vorremmo far vedere a Franco Turigliatto le email arrivate in direzione nazionale subito dopo il voto del Senato, vorremmo fargli ascoltare la rabbia delle decine e decine di compagni ed elettori del centrosinistra che ci hanno telefonato … (continua …)

FOLENA SULLE DIMISSIONI DEL GOVERNO

Siamo in presenza dell'affondo su un progetto in campo sin dall'insediamento del governo. Un progetto che tradisce il mandato dato dagli elettori al centrosinistra e a Prodi per governare 5 anni. Già si muovono gli avvoltoi, già si sentono voci a favore delle larghe intese
I poteri forti (settori industriali e finanziari, alcuni giornali, interessi esteri, persino pezzi delle gerarchie ecclesiastiche) sono da tempo al lavoro per far cadere Prodi e sostituire il governo eletto dai cittadini con un ‘governissimo' neocentrista, tagliando fuori la sinistra e immettendo pezzi del centrodestra. Fino a ieri poteva sembrare l'ipotesi fantapolitica di qualche complottista. Oppure lo ‘spauracchio' del Prc nei confronti dei suoi ‘dissidenti'.
Oggi, credo, sia la realtà davanti agli occhi di tutti. Il voto dei senatori Pinifarina e Andreotti è lì a dimostrarlo. Il primo si è persino fisicamente seduto all'opposizione. Un voto che si è aggiunto a quello di due ‘anime belle', due irresponsabili dell'estrema sinistra che si sono prestati ad un disegno ordito in ben altre stanze che non quelle istituzionali. Due irresponsabili che avrebbero il dovere morale di dimettersi immediatamente, perché eletti su un programma, dentro una coalizione, su un mandato.
Siamo in presenza dell'affondo su un progetto in campo sin dall'insediamento del governo. Un progetto che tutti conoscono bene, anche quando sono pronti a negarlo. Un progetto che tradisce il mandato dato dagli elettori al centrosinistra e a Prodi per governare 5 anni. Già si muovono gli avvoltoi, già si sentono voci a favore delle larghe intese.
Sia chiaro che progetti del genere saranno contrastati con tutti i mezzi politici che abbiamo. Noi, la sinistra dell'Unione, lavoreremo perché le trame neocentriste, che tanto farebbero comodo a chi vorrebbe espellerci dal governo o ridurci all'insignificanza, falliscano. Ma chi vorrebbe espellerci e perché?
Una parte rilevante del mondo economico-finanziario vede nell'attuale governo, con dentro la sinistra radicale, un ostacolo al proseguimento delle politiche liberiste. Questo governo - pur con tanti ritardi e difetti - ha incominciato a discostarsi dalla linea seguita negli ultimi 15 anni. Abbiamo, con la Finanziaria, aumentato le tasse con criteri di equità per salvare lo stato sociale. Il contrario di quello che i soloni liberisti desideravano. Abbiamo in programma di mettere mano alla riforma del mercato del lavoro, per contrastare la precarietà. Il contrario di quello che gli imprenditori meno accorti vogliono per poter continuare a sfruttare i lavoratori.
In politica estera ci siamo discostati dal governo Berlusconi. D'Alema lo ha spiegato molto chiaramente al Senato (e anche per questo Rossi e Turigliatto commettono un errore gravissimo). Abbiamo ritirato le truppe dall'Iraq, abbiamo ‘costretto' la comunità internazionale ad intervenire in Libano e sull'Afghanistan l'Italia chiede una conferenza di pace per rivedere la presenza militare in quel paese. Tutte cose che Oltreoceano non piacciono affatto e non sono mancate occasioni per farlo sapere.
Con i Dico si è raggiunto un faticoso ma in parte positivo compromesso che perlomeno riconosce l'esistenza e i diritti delle unioni di fatto. Non è abbastanza, ma è un primo passo. E su questo qualcuno era già pronto ad organizzare manifestazioni di piazza contro il governo.
Dico ai cosiddetti ‘dissidenti': non vi accorgete di questo? E ai moderati della maggioranza: mai, mai e poi mai è possibile ipotizzare di snaturare la coalizione che ha vinto. Noi - la sinistra dell'Unione - e voi, siamo legati da un patto davanti agli elettori. Nessuno ha il diritto di venire meno a quel patto e a quel programma.
Il centrosinistra deve continuare a governare con questa maggioranza e con questo presidente del consiglio. Altrimenti è giusto andare al voto. Tertium non datur.


*Deputato PRC-Sinistra Europea
Presidente della Commissione Cultura della Camera


da Aprileinfoline

21 febbraio 2007

FIDUCIA MALRIPOSTA

La destra esulta: il governo Prodi si è dimesso

E' stato costretto a dimettersi a causa di un'improvvisa alleanza tra due filo-statunitensi e due anti-statunitensi. I primi due, l'immortale democristiano Andreotti e l'industriale carrozziere Pininfarina, hanno fatto lo sgambetto al loro amico post-democristiano Prodi, gli altri due, il post-sovietico Rossi e il furbo minoritario antistituzionale Turigliatto, hanno cavalcato ai lati delle grandi mobilitazioni di massa del movimento pacifista fino a compiere la loro unica grande opera: la caduta di un governo certamente al di sotto delle aspettative degli elettori dell'Unione e poco, molto poco, rispettoso degli impegni programmatici con gli alleati, con Rifondazione - partito determimante per la cacciata di Berlusconi - prima degli altri, ma un governo da tenere in piedi per tentare, cosa possibile con le lotte dei movimenti, di determinare possibili migliorie per le condizioni di vita delle fasce sociali più deboli. Certamente non è, e non sarà mai, un governo "rivoluzionario" ma la lettura dei rapporti di forza, a sfavore della sinistra alternativa, radicale, antagonista (chiamatela come vi pare) è alla portata della gente comune mentre pare non alla portata di chi si crede una cima in politica. Due cime tempestose che non hanno esitato ad accettare, anzi a premere, per essere messi in "lista chiusa" in elezioni il sui esito è stato totalmente determinato dal voto ai simboli dei partiti e non certo dalla popolarità e capacità di molti singoli, ovvero individui. Si dimettono ora che hanno fatto disastri? intanto hanno guadagnato, senza meriti e senza fatica, tanta gratuita popolarità da spendere in futuro. Questo è il loro tornaconto? Che pena!

redazione

PS. il racconto continua da domani

20 febbraio 2007

IL GOVERNO SI LIBERI DA BUSH

La sfida del governo

Giovanni Russo Spena - Capogruppo Prc Senato

Sabato a Vicenza decine e decine di migliaia di persone hanno sfilato, pacificamente, festosamente, per chiedere al governo di tornare sulla sciagurata decisione di raddoppiare la base militare statunitense. Tutti hanno ammesso che la manifestazione è stata un enorme successo, molti hanno aggiunto che il successo si deve soprattutto alla mancanza di incidenti e violenze. E' una bugia, un esempio di tipica disinformazione. Il corteo di Vicenza era nato come manifestazione assolutamente pacifica e non-violenta, né mai ha cambiato natura. A creare allarmi infondati sono state le troppe sciocchezze dette e scritte nei giorni precedenti. A far giustizia di quelle chiacchiere, purtroppo non sempre disinteressate, ci ha pensato la manifestazione stessa, e non vale più la pena di parlarne. Il successo di quella giornata, la sua grande importanza, vanno ricercate altrove. A scendere in piazza e a far sentire alta la propria voce sono stati i cittadini direttamente coinvolti dalla scelta del governo, i movimenti che si battono da anni e anni contro ogni guerra, la base, non necessariamente elettorale ma certamente sociale, dell'Unione. A Vicenza sabato c'era il sale della democrazia, il solo antidoto contro una politica asfittica e sempre più chiusa nelle proprie stanze. C'erano le radici vitali di un centrosinistra che, se recidesse quelle radici con quelle sue radici, non avrebbe più motivo di esistere. C'era anche la diga più resistente contro ogni resurrezione della violenza politica, perché i movimenti di massa e il conflitto alla luce del sole non sono il brodo di coltura della violenza politica, bensì la sua negazione.
Per il governo la manifestazione di Vicenza non dovrebbe suonare come una minaccia ma come un'occasione. Il popolo di Vicenza è la sua forza, la carta vincente di cui ancora non si accorge, o non abbastanza: la partecipazione, che è cosa molto diversa dalle politiche di vertice staccate dalla realtà ma anche dal plebiscitarismo berlusconiano, che della vera partecipazione è solo una misera parodia.
Per questo è sbagliata la logica di chi si chiede come la sinistra radicale intenda ora "mettere all'incasso" la vittoria politica, indubbia, di sabato scorso. Non è la sinistra radicale ad aver vinto: sono i cittadini di Vicenza, i movimenti di massa, la logica della partecipazione. Per la sinistra, per Rifondazione, la vittoria strategica è l'affermazione di quella logica.
Il primo banco di prova sarà la capacità del governo di prestare ascolto alla popolazione di Vicenza. Indire il referendum non è di sua competenza, ma spendere qualche parola a favore di quella consultazione che il sindaco di Vicenza ostinatamente rifiuta sarebbe un passo nella giusta direzione. E ancor più lo sarà mostrarsi duttili e aperti se, come è del tutto probabile, la lotta dei vicentini assumerà connotati simili a quelli della mobilitazione contro la Tav delle comunità della val di Susa.
Ma non è il dibattito di mercoledì al Senato la sede adeguata per affrontare questa vicenda. Il ministro degli esteri D'Alema dovrà invece esporre le linee guida della politica estera del governo. Confermare e sostanziare una inversione di tendenza rispetto alla strategia del governo Berlusconi che, nonostante la presenza di alcuni punti di dissenso all'interno della maggioranza, non è messa in dubbio. La sfida che attende il governo è il proseguire sulla via di quella discontinuità e il cogliere l'occasione offerta dalla richiesta di partecipazione della base. E' una sfida vitale, ma non si esaurirà certo nei tempi di un dibattito al Senato.

Commenti
viviana

Viviamo in una menzogna permanente. Guardiamo Vicenza. Prodi dice che la base s’ha da fare perché Berlusconi ha firmato un patto con gli USA. Ma l’ex ministro Martino nega recisamente che un simile patto ci sia mai stato. Gli USA hanno solo sondato il terreno ed erano addirittura sicuri di una risposta negativa tanto che si sono rivolti anche alla Germania.Tra l’ex governo e gli USA ci sono state solo delle lettere di intenti, non decisive e senza un nulla di fatto. Poi arriva Prodi e di sua iniziativa ci racconta questa balla degli impegni improrogabili e delle firme… inesistenti! Ma si divertono a prenderci per i fondelli? Ci muoviamo tra sfilze di menzogne e i giornali anche le avallano? E’ tutto agli atti ma continuiamo a parlare di falsità.L’ultimo trattato a cui l’Italia ha preso parte risale al 1954, ben 53 anni fa, quando la situazione politica era del tutto diversa e non c’era un Bush a intraprendere guerre preventive assassine calpestando bellamente tutti i trattati internazionali. Parlare di patti da rispettare poi con uno che le leggi e i trattati internazionali nemmeno li guarda mi sembra davvero folle. Dal 1954 molte cose sono cambiate, molti paesi europei si sono staccati da questo trattato ormai obsoleto, vista la caduta del muro di Berlino e il mutare dello scenario internazionale: la Spagna, la Germania, la Francia, il Portogallo, persino la Turchia.. Solo l’Italia di Prodi resiste, addirittura contro l’Europa, e parla di patti inesistenti e di questione urbanistica!Prodi prima promette nel suo programma che anche l’Italia finalmente rivedrà i patti internazionali e le servitù militari, poi agisce per proprio conto, senza sentire nessuno, tradisce il suo stesso programma e racconta cose che non esistono. Questo modo di fare è squallido e deprimente. Ma, secondo voi, avremmo votato Prodi per vedere questo scempio?Ma come si fa a parlare di coerenza e fedeltà ? Ma fedeltà a che? A chi? Quando poi la situazione internazionale è totalmente cambiata, e di fronte alle guerre preventive di Bush, che l’Europa ha ripudiato e che lo stesso elettorato statunitense sta ripudiando? E per di più si permette che il nostro paese diventi la rampa di lancio dei missili delle nuove guerre aggressive?
Il vero pericolo di questo paese non sono 4 idioti br che non riescono nemmeno a scassare un bancomat ma le menzogne di chi ci governa.La seconda base di Vicenza doveva essere costruita in base a un “patto precedente” che Berlusconi avrebbe stipulato con gli USA ma che il governo precedente, guarda caso, dice di non aver mai firmato! Queste sono cose che fanno perdere credibilità a qualsiasi governo! Altro che l’estrema sinistra!A forza di dire menzogne si sono messi in un cul da sac.A metà marzo si voterà il rifinanziamento della missione afgana. Scrivono: “Salvate il soldato Prodi!” E perché, se si tratta di un bugiardo matricolato! Questo non è un soldato, è uno che parte da solo anche se non lo segue nessuno per interessi che nemmeno riusciamo a capire ma che nostri non sono di certo.Con gli scarsi numeri al Senato e la legge Calderoli ancora in campo, ci ritroveremo in una situazione pessima, in cui 5 o 6 senatori in meno faranno cadere il Governo e torneremo a elezioni non democratiche, con questo bipolarismo che ormai ha mostrato la corda e che riduce la politica ad alternanza tra due leader assoluti con danno della democrazia. La maggioranza non è autosufficiente e, se i numeri mancherano sulle missioni, avremo un caso politico ben più grave del precedente, e tutto a causa della dissennatezza di Prodi, che, se vedrà approvato il rifinanziamento, lo dovrà di nuovo ai voti della Cdl. Una cosa inaccettabile!E in una situazione così critica, Prodi si permette il lusso di mentire e inventarsi balle e patti fantasma?!Mettiamoci su anche come ha trattato i cittadini di Vicenza fregandosene delle loro richieste, come ha trattato i pacifisti sostenendo le guerre USA, come ha trattato i valsusini (la TAV si fa e chi se ne frega dell’amianto), o le popolazioni che vogliono salvarsi dal cancro (rigassificatori e termovalorizzatori), o i contribuenti (una Finanziaria da 32 miliardi con un surplus di 30 miliardi ma le tasse non le ha abbassate), a come ha trattato gli onesti (l’iniquità dell’indulto)..E chi sperate che vinca le prossime politiche? Prodi? Governando così si aprono solo due possibilità: o vince di nuovo Berlusconi, perché i suoi gli sono fedeli qualunque porcheria faccia, o vince l’astensionismo. Prodi non vince di sicuro e il centrosinistra nemmeno. E uno così qualcuno lo vuole anche mettere come segretario del Partito Democratico? Dire che molti sono delusi è perfin poco.Ora viene fuori la formuletta, ripetuta a pappagallo, della “riduzione dell’impatto ambientale”, ennesima presa per i fondelli. Ma quando mai gli americani si sono curati di qualcosa? Il territorio di Vicenza diventerà a tutti gli effetti territorio americano, cioè un luogo su cui nessun Ministro della Difesa o nessun capo di Governo potrà mettere il naso. Punto e basta.Qualcuni mi deve ancora spiegare perché, mentre tutti i paesi d’Europa stanno allentando i rapporti con gli USA, solo l’Italia li rende più stretti? Perché proprio in Italia si stanno spostando tutte le truppe e le armi USA in Europa? Perché avremo il privilegio di costituire il più grande concentramento bellico fuori dagli Stati uniti? E perché questo andazzo inquietante deve continuare anche con un governo di centrosinistra? Per permettere a Prodi di essere finalmente riconosciuto alla Casa Bianca?Questione ambientale? Mi viene il rigetto solo a sentire questa parola. Si fa del nostro paese il bersaglio per tutti i missili o i pazzi terroristi dei paesi attaccati e poi ci si preoccupa della questione ambientale?! Ma questi signori sanno quello che dicono?Io vedo solo una enorme ipocrisia e un calabraghe da parte di ogni governo che tradisce la nostra Nazione, mette noi tutti in balìa di pericoli immensi e tradisce lo spirito intero della Costituzione e ogni principio della democrazia.


Da Aprileinfoline 20 febbraio

18 febbraio 2007

AMBIENTE, SALUTE E DEMOCRAZIA

LA VIOLENZA LEGALE DELLE PAROLE DEI POLITICI SORDI
Dopo aver letto i giornali stamattina, speravo in dichiarazioni riflessive da parte degli esponenti di maggioranza del governo. Ore 19.00, ho appena ascoltato i titoli del TG3 e sono sconsolato dalla loro sordità politica dopo la grande e pacifica manifestazione di Vicenza contro l'ampliamento della base statunitense. Intelligente e pacifica alla faccia di tanti giornali e tantissimi politici che hanno seminato sconsiderati allarmismi; allarmismi infinitamente più pericolosi dello stupido striscione nero visto nel corteo, ancor di più stupidamente reclamizzato dai media. Prodi ripete "la decisione non cambia" e Padoa Schioppa ripete " la TAV si farà". Come definire queste dichiarazioni se non violente prove di forza contro le popolazioni interessate a due inutili e pericolose, per l'ambiente a la salute degli abitanti, opere di cementificazione del territorio? Istintivamente mi sono venuti in mente Berlusconi e Tremonti di fronte alle grandi manifestazioni pacifiste degli anni scorsi. E' doloroso pensarlo ma questi fanno e dicono frequentemente di tutto per incentivarci ad accomunarli a quelli socialmente pericolosi per le condizioni di vita della gente e per la stessa partecipazione democratica alla vita politica. Ci riflettano meglio! Diano ascolto a Rifondazione e a tutta la sinistra radicale, l'unica parte dell'Unione capace di mettersi in discussione e di connettersi con la vita reale della gente.

Redazione

16 febbraio 2007

ABOLIRE TUTTI I TICKET

COMUNICATO STAMPA PRC

RIVEDERE IL DECRETO TICKET
(nel milleproroghe)

La decisione di togliere i ticket da 10 € sulle prescrizioni mediche per specialistica e diagnostica, è un atto di buon senso del Governo Nazionale che, anche se tardivamente, riconosce la giustezza della contrarietà del PRC ad introdurli nell’ultima finanziaria. Giusto quindi tornare indietro, ma sbagliato e negativo caricarne l’onere finanziario sulle Regioni. Tale disposizione renderà inevitabile l’introduzione di ticket sanitari regionali e quindi alla fine, per i cittadini cambierà solo la fonte d’imposta ma non l’esito. Questa decisione è un grave errore, tanto più che le risorse sono disponibili da parte dello Stato attraverso le maggiori entrate fiscali strutturali appena registrate e consistenti in 35 miliardi di € che sono di gran lunga maggiori degli 811 milioni € necessari a coprire l’onere della cancellazione dei ticket.
Non possiamo quindi che lavorare e attenderci una modifica sostanziale al decreto che ponga la copertura finanziaria del mancato gettito a carico integralmente dello Stato.
E’ questo ciò che si aspetta dal Governo Nazionale, tutto quel popolo che lo ha votato e tutti coloro che continuano a non arrivare a fine mese a prescindere dalla scelta politica che hanno compiuto.

Marco Nesci - Resp. Nazionale Stato - Regioni

ALLORA QUESTO GOVERNO NON E' SORDO DEL TUTTO! (ndr)

14 febbraio 2007

DAL COMITATO " ISOLA DELLE FEMMINE"

I MINISTRI FIRMANO LA REVOCA ALLE AUTORIZZAZIONI EMISSIONI IN SICILIA

Amici: sono le ore 20,15 un'ottima notizia appena data al TG 3 Regione:La Conferenza dei Ministri dell'Ambiente, della Salute e delle Attività produttive hanno revocato le autorizzazioni delle emissioni in atmosfera per i quattro inceneritori in Sicilia!!!Al più presto spero di darvi notizie più dettagliate.
Giuseppe Ciampolillo

RIFIUTI: SICILIA; STOP MINISTERI AUTORIZZAZIONI INCENERITORI
*http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/rifiuti/20070213184634201113.html
ANSA)

ROMA, 13 FEB -E' stato firmato dai ministri dell' Ambiente, della Salute e dello Sviluppo Economico il decreto interministeriale che sospende le autorizzazioni per le emissioni in atmosfera di quattro inceneritori previsti dal Piano regionale dei rifiuti nei comuni di Augusta, Paterno', Palermo e Casteltermini. Lo rende noto un comunicato del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. La sospensione, in ottemperanza con quanto stabilito dalla Conferenza dei Servizi, si e' resa necessaria dopo aver accertato irregolarita' nelle procedure autorizzative del precedente Governo. Il decreto stabilisce la sospensione fino alla conclusione del procedimento di rilascio dell' autorizzazione integrata ambientale che dovra' avvenire entro 60 giorni dalla effettiva attivazione della procedura da parte della Commissione Ippc e che dovra' avere inizio entro il 15 febbraio 2007. (ANSA). COM-GU13/02/2007 18:46

Quando a Paternò iniziammo la battaglia contro l'inceneritore, ci rendemmo subito conto che era una battaglia difficile, che gli schieramenti erano trasversalietc.Non ci siamo mai scoraggiati e . i risultati si vedono.. A Cannizzola le ruspe non ci sono. Fummo, come siamo, ancora solidali con gli altri Comitati civici e a quant'altri.Queste brevissime considerazioni sono necessarie per invitare quanti si vogliono, ancora, occupare della questione, che, per continuare a vincere bisogna essererispettosi delle regole, non perdere mai la testa, e rispettare, soprattutto le diversità tattiche del gruppo dirigente.Il Prof. Luigi Solarino riscuote, in modo incondizionato, la fiducia e la stima del Coordinamento dei Comitati civici di Paternò.Personalmente sono, da sempre contrario alla gestione movimentista dei processi; non producono molto. e le polemiche elettroniche ne sono la prova. Il Comunicato del Gruppo dei verdi al Parlamento europeo è, a mio avviso, un altro passo avanti che bisogna apprezzare, perché, comunque dell'impegno di tutti!Che poi qualcuno voglia tutto e subito e processi, arrabbiandosi, chi non la pensa come lui, è un suo problema.E' lecito arrabbiarsi con sé stessi, mai con gli altri. A chi accede per la prima volta alla questione bisogna che gli si spieghi, innanzitutto, la complessità del problema, la mastodontica mole dei nostri avversari e lo si aiuti a crescere.Il Comunicto Ansa fattoci pervenire poco fa significa.stiamo continuando a vincere(a scanso di equivoci che la battaglia non è ancora finita)

GRUPPO SPONTANEO DONNE E MAMME DI AUGUSTA

Cari amici/che,ho sempre sentito che stiamo vivendo un momento storico importantissimo.Rimaniamo uniti, camminiamo insieme, teniamo sempre presenti queste 5 parole (sono quelle che sabato abbiamo ribadite al ministro, riprendendole proprio dai discorsi sentiti dal Responsabile dell'ospedale, dall'Assessore alla sanità e dallo stesso Ministro, durante l'assemblea pubblica precedente al nostro incontro "privato"):Prevenzione, Responsabilità, Squadra, Fiducia, Legalità.Se continueremo a ritrovarci su questi semplici concetti e a fondare la nostra azione su questa base comune, potremo insieme gioire dei risultati perchè centreremo l'obiettivo.Un giorno potremo dire ai nostri figli: "Io ho creduto possibile l'impossibile e c'ero tra coloro che hanno voluto per te una vita migliore, dove la dignità, la libertà e la giustizia non fossero più utopia.Spero di incontrarvi presto e di camminare ancora insieme a "Tutti" voi.Ognuno è prezioso e ... il sostegno reciproco, le forze condivise, l'obiettivo comune saranno la nostra risorsa vincente.Vi abbraccio.Angela Calì - Gruppo Spontaneo Donne e Mamme di AugustaLa notizia è che i tre ministri hanno firmato oggi la "sospensione" per 60 giorni delle autorizzazioni all'emissione in atmosfera e che è stato demandato alla Commissione IPPC presso il Ministero dell'Ambiente il parere tecnico sulla richiesta delle imprese.Sapremo tutto più accuratamente domani.

COMUNICATO STAMPA Straburgo, 13 febbraio 2007
Nuova direttiva quadro sui rifiuti
Frassoni: "Gli inceneritori non potranno essere spacciati come recupero"Il Parlamento europeo ha adottato oggi, in prima lettura, il rapporto della deputata Caroline Jackson (Regno Unito, popolari) sulla proposta di nuova direttiva quadro sui rifiuti. Sono stati adottati una serie di emendamenti presentati dal gruppo dei Verdi che, insieme a quelli presentati dal gruppo socialista e dalla sinistra unitaria europea, rafforzano la prevenzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti.La presidente dei Verdi/ALE, Monica Frassoni, ha così commentato il voto di questa mattina:"Il bilancio del voto di stamane è complessivamente positivo, in particolare se si tiene conto del fatto che siamo riusciti a non far considerare gli inceneritori (indipendentemente dal loro grado di efficienza energetica) come una forma di recupero. Almeno in prima lettura, siamo così riusciti a sventare il tentativo fortemente voluto dalla Commissione e dalle lobby di far passare l'incenerimento come un processo virtuoso di recupero di energia e poter così accedere, come accade ancora in vari Stati membri tra i quali anche l'Italia, a soldi e incentivi che dovrebbero essere destinati alle vere energie rinnovabili. Di fondamentale importanza è inoltre l'adozione di una gerarchia di 5 livelli chiaramente distinti l'uno dall'altro e con un ordine di priorità ben preciso, all'interno del quale gli Stati membri devono impegnarsi prima di tutto per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, poi il riutilizzo, poi il riciclaggio e altre forme di recupero e solo infine per lo smaltimento (naturalmente sicuro ed ecologico) dei rifiuti.Molto importante infine è l'aver stabilito che tutti gli Stati membri dovranno adottare tutte le misure necessarie per stabilizzare la propria produzione globale di rifiuti entro il 2012 rispetto alla propria produzione annuale di rifiuti del 2008. Un primo passo concreto per ridurre la montagna di rifiuti che ogni anno si produce nel nostro continente (534 kg di rifiuti domestici per ogni europeo in un anno!).
Comitato Cittadino Isola Pulitawww.isolapulita.itLabels:
I COMITATI CITTADINI SICILIANI

13 febbraio 2007

Bayer, AstraZeneca, Pfizer: ci vogliono malati...immaginari

Le strategie di marketing dei produttori per incrementare le vendite dei medicinali - Un lieve problema di salute diventa una patologia grave, e la spesa sanitaria cresce

Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer

Sei timido? Non dormirci troppo: potrebbe essere, infatti, un chiaro sintomo di "fobia sociale". Incontri delle difficoltà sessuali? Potrebbe trattarsi di vere e proprie disfunzioni. Sei distratto sul lavoro? Pensaci bene: e se fossi affetto da "disturbo da deficit di attenzione"?
Sono bastate, forse, queste poche frasi per alimentare qualche dubbio? Bene. È proprio quello che accade ogni giorno a milioni di persone nel mondo: lievi problemi di salute vengono dipinti come patologie gravi, con la complicità di gigantesche campagne pubblicitarie frutto di attente operazioni di marketing elaborate dalle grosse industrie farmaceutiche, prime tra tutte quelle americane, che vantano un fatturato annuo di oltre 500 miliardi di dollari. Se da un lato, infatti, i giganti mondiali della farmaceutica salvano vite e riducono le sofferenze, dall'altro non si accontentano più di vendere medicine solo ai malati. Si possono fare montagne di soldi, infatti, convincendo la gente sana che è malata.
Così, il semplice rischio di una malattia diventa la vera e propria malattia. E, di conseguenza, donne sane di mezza età soffrono di un male latente alle ossa, chiamato osteoporosi, e uomini di mezza età in piena forma hanno un disturbo cronico che si chiama colesterolo alto. E il gioco funziona. Perché, in fondo, stiamo parlando di salute.
Un sogno alla Merck
Henry Gadsen, direttore generale della casa farmaceutica Merck, trent'anni fa confessò in un'intervista a Fortune il suo più grande cruccio, e cioè che il potenziale mercato della sua società fosse limitato alla gente malata. Avrebbe voluto infatti vendere medicinali come gomme da masticare. Produrre farmaci, cioè, per la gente sana, vendendo così a tutti. Sono bastati tre decenni perché il sogno si avverasse.
Le strategie di marketing delle case farmaceutiche mondiali, oggi, prendono infatti di mira, in maniera massiccia, le persone in perfetta salute. Non c'è persona normale che non possa figurare come paziente. E le vendite aumentano.
A sostenere questa tesi, tra gli altri, sono due giornalisti scientifici, Ray Moynihan e Alan Cassels, che hanno scritto il libro Farmaci che ammalano, e case farmaceutiche che ci trasformano in pazienti (Nuovi Mondi Media editore), tradotto in Italia da Simona Minnicucci, da cui derivano gran parte delle informazioni che vi stiamo presentando.
Negli Stati Uniti, spiegano i due autori, la spesa farmaceutica è salita del 100 per cento, e continua a crescere. Il prezzo dei farmaci aumenta sempre più. Ma soprattutto aumentano le prescrizioni dei medici. Specialmente quelle di medicinali per il cuore e antidepressivi: guarda caso, le categorie maggiormente pubblicizzate.
Un esperto newyorkese di pubblicità, Vince Parry, in un articolo dal titolo "L'arte di fabbricare una malattia" ha rivelato che le società farmaceutiche stimolano la creazione delle patologie mediche. A volte accendendo i riflettori su malattie poco note, o anche inventando un nuovo nome e una nuova definizione per vecchi disturbi.
Promuovere esclusivamente le pillole sarebbe riduttivo. La vera propaganda, quindi, la si fa direttamente "sponsorizzando" disturbi e malattie. Come? Mettendo in campo eserciti di informatori, influenzando la ricerca scientifica, sponsorizzando importanti convegni medici, persino "pilotando" le commissioni statali che aggiornano le definizioni delle malattie. Sono sempre più numerosi i casi di medici che redigono le direttive il cui nome compare sui libri paga dei produttori di farmaci.
Colesterolo, che fortuna
Il primo dei timori? Il colesterolo alto. Una paura diffusa, che ha fruttato guadagni per 25 miliardi di dollari all'anno ad industrie come la Bayer, l'AstraZeneca, e la Pfizer. Con una spesa pubblica che è cresciuta al punto da diventare una seria minaccia, in taluni stati dell'Est europeo, per il sistema sanitario nazionale.
Eppure, il colesterolo in sé non è un nemico mortale. Piuttosto è indispensabile per vivere! Nel caso di persone sane, l'unica cosa scientificamente accertata è che l'elevato livello di colesterolo nel sangue è solo uno dei tanti fattori che possono incidere sul rischio di disturbi cardiaci. Tra i pochi fattori, però, su cui si possa agire direttamente attraverso dei farmaci: le statine. Per le quali esistono investimenti promozionali colossali, paragonabili a quelli di certe marche di birra. Le statine sono un rimedio valido per chi ha già avuto problemi cardiaci. Per tutti gli altri, ovvero la maggioranza delle persone sane, le strategie per mantenersi in salute sono molto più semplici: una buona dieta, più movimento, niente fumo.
Questione di definizioni
Nell'ultimo decennio le vendite di statine sono salite alle stelle. Negli anni '90, secondo i National institutes of Healts (Istituti nazionali per la salute), sono 13 milioni gli americani che hanno bisogno di cure a base di statine. Persone classificate come "affette da colesterolo alto". Una classificazione che viene periodicamente rivista. Nel 2001, infatti, il numero sale a 36 milioni, secondo il parere di una commissione di esperti che riformula le direttive. Nel 2004 un altro aggiornamento: si arriva a 40 milioni. Quadruplicato il numero di pazienti oggetto di una possibile terapia farmacologica.
Otto dei nove esperti che hanno redatto le direttive nell'interesse pubblico della nazione lavorano anche come relatori, consulenti o ricercatori per le maggiori case farmaceutiche al mondo: Pfizer, Merck, Bristol-Myers Squibb, Novartis, Bayer, Abbott, AstraZeneca e GlaxoSmithKline. Una maglia di legami finanziari per un conflitto di interessi sconcertante. Ma lo scopo è raggiunto: il colesterolo preoccupa "un sacco" di pazienti.
Un potere sotterraneo
L'intreccio tra redattori di direttive e l'industria - spiegano Moynihan e Cassels - sono solo un aspetto della vasta rete di interrelazioni tra medici e case farmaceutiche. Si "gonfiano" le direttive sulle malattie per ampliare il bacino dei pazienti-clienti, e si condiziona anche la ricerca scientifica.
Sempre negli Stati Uniti, si stima che un buon 60 per cento della ricerca e dello sviluppo biomedico riceva finanziamenti da fonti private. In prevalenza, si tratta di case farmaceutiche. La percentuale sfiora il cento per cento nel settore degli antidepressivi: quasi tutti i test clinici di questi farmaci vengono finanziati dagli stessi produttori.
E anche la Bibbia degli psichiatri, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, un librone di mille pagine che classifica i disturbi della mente, è risultato essere un testo poco trasparente: più della metà dei membri del gruppo di esperti che ha redatto le definizioni, infatti, ha legami finanziari con aziende del settore farmaceutico.
Non vi basta? C'è una notizia ancora più sconvolgente: persino le attività di diverse associazioni per la difesa dei pazienti e dei malati vengono "sostenute" dall'industria farmaceutica. Uno scenario inquietante.
Depresso? Va' dal medico
La depressione è una diffusa patologia psichiatrica dovuta con ogni probabilità ad uno squilibrio chimico nel cervello. Si può curare al meglio con una moderna categoria di farmaci chiamati Selective serotonin reuptake inhibitors, o Ssri (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). Vi sembrerà più semplice chiamarli Prozac, Paxil o Zoloft. E se a consigliarvi questi farmaci è il vostro medico, perché non fidarsi?
Dietro ai consigli dei medici, è noto, c'è un esercito di professionisti: gli informatori medico-scientifici. Le industrie infatti intervengono anche sul modo in cui i medici prescrivono i farmaci. Rappresentanti (28 mila in Italia) e rivenditori sono sempre pronti al sorriso e ad elargire preziosi ed amichevoli consigli sui farmaci più recenti, oltre che i migliori aggiornamenti sulle malattie. Chiunque metta piede in uno studio medico ne sa qualcosa. Un lavoro dagli abbondanti frutti: è grazie a questi professionisti, infatti, che in alcuni Paesi le prescrizioni di antidepressivi si sono triplicate nel corso degli anni '90. Con un fatturato complessivo, per i produttori, di oltre 20 miliardi di dollari.
E la depressione? Gli specialisti di malattie mentali dicono che la teoria della mancanza di serotonina è solo una delle tante teorie scientifiche, per di più semplicistica e anche sorpassata. Ma tenuta viva dall'apparato promozionale fatto di tante strette di mano e campioncini gratuiti negli ambulatori medici.
Una salutare informazione
Le industrie fanno solo il loro mestiere: vendere il più possibile al prezzo più alto possibile. E lo fanno investendo il 30 per cento del loro fatturato in un'aggressiva politica di marketing. Soltanto in Italia, fatturano 20 miliardi di euro.
E il Servizio sanitario nazionale? Ha l'obiettivo opposto: comperare medicine al prezzo più basso possibile, e soltanto per pazienti che ne hanno veramente bisogno. Compreso il danno? Non è solo per il paziente reso indebitamente "malato", ma per l'intero sistema gestito dallo Stato, costretto a reggere una spesa pubblica superiore a quella effettivamente necessaria.
Non è facile stabilire dove stiano i confini tra salute e malattia, specie quando enormi forze promozionali sono all'opera per cercare di confonderli. A volte le malattie sono reali, dolorose e mortali, e la cura è auspicabile. In molti altri casi, i problemi sono talmente lievi e passeggeri che non fare niente potrebbe rilevarsi la migliore scelta.
La soluzione? Ci vorrebbe più informazione indipendente. I medici accolgono a braccia aperte gli informatori, le riviste mediche dipendono troppo dalla pubblicità delle industrie farmaceutiche. Trovare materiale di qualità non è facile. Ma perlomeno, uno sforzo merita di essere fatto. Prima di correre in farmacia.

di Agostino Laudani

Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer

http://www.cbgnetwork.org/ (anche in italiano)


Fax: (+49) 211-333 940 Tel: (+49) 211-333 911


Mandate un messaggio e-mail se desiderate ricevere la nostra newsletter gratuita in Italiano e/o in Inglese.

12 febbraio 2007

ULTIM'ORA

Domenicain
la ministra della salute, Livia Turco, così si è espressa all’indirizzo
di Prodi, Padoa Schioppa e Presidenti delle Regioni


" la salute è nelle vostre mani "
Quando si dice parlar chiaro


Ps. Talmente chiaro che ci viene il dubbio di aver capito male

11 febbraio 2007

ADDIO A NELLY

E’ morta a Torino la dr.ssa Nelly NORTON, dipendente del Servizio Sanitario pubblico presso l’asl3. Se ne è andata in silenzio con la stessa discrezione che la distingueva in vita. Non ancora sessantenne, psicologa, di origini polacche, ebrea. Da sempre impegnata verso i malati di mente e le loro famiglie. Tutti ricordiamo le lotterie, gli spettacoli teatrali e di musica che organizzava per raccogliere fondi dei quali, tutti noi avevamo la certezza che giungessero a buon fine. Si occupava anche in modo assiduo della psicologia delle famiglie.
Il cancro se l’è portata via in modo subdolo nel giro di poco tempo.

La redazione di LavoroeSalute la ricorda con stima ed affetto.

PRIMA PAGINA

DAL MOLIN
un consiglio al Governo dell'Unione

ASCOLTARE LA BASE,
NON COSTRUIRLA


il 17 febbraio in piazza a Vicenza
manifestazione nazionale

informazioni su http://www.altravicenza.it/

VIA TUTTI I TICKET E BASTA CON LE LISTE D'ATTESA

IL PRIMATO DELLA BUONA SANITA’
E’ ANCORA DELLA POVERA CUBA
mentre in Italia si continua a fare apologia dell’incivile sanità USA, e si continua nel grande scandalo dei ticketangente.
I ticket sono inutili, iniqui e razzisti.
La loro abolizione e la riduzione delle Liste d’Attesa, altra tragica storia, distinguerebbe il centrosinistra dal centrodestra

Dal Piemonte, per bocca dell’assessore alla sanità Mario Valpreda, arriva una buona proposta al governo a alle altre Regioni ma per verificare la volontà di affrontare la questione ticket nel suo complesso basterebbe chiedere alla Giunta del Piemonte, piuttosto che alla ministra Turco, cosa ne pensano del titolo di queste brevi note.
Sicuramente ci risponderebbero che sarebbe bello fosse tutto così semplice e noi siamo d’accordo con loro, ma essendo loro deputati alla soluzione dei problemi, di salute, prima di tutto, che complicano la vita della gente allora ci permettiamo di metterli davanti alle loro responsabilità di politici e diciamo che è, SOLO, un problema di quali scelte si fanno, di come vengono spesi i soldi dei contribuenti, di saper, e voler, individuare quali sono i reali bisogni immediati della popolazione piemontese.

Ora, l’assessore Valpreda ha fatto una dichiarazione molto impegnativa ai giornali “voglio togliere il balzello dei 10 euro sulle ricette su visite ed esami”, bene! Quindi facciamo una semplice deduzione: vuol dire che c’è l’accordo di tutta la Giunta e si potrebbe abolire subito questo incivile balzello! Pare che non sia proprio così perchè la condizione è quella di trovare gli 80 milioni di euro di previste mancate entrate nelle casse regionali, dove la cercano questa somma? Sempre nelle tasche dei cittadini.
Tra l’altro con l’attuale sistema della dichiarazione dei redditi, ci sono gli evasori fiscali che non pagano, e buona parte del mondo del lavoro dipendente che è costretto a pagare.

Non ci siamo. Valpreda vorrebbe aumentare il tetto massimo dei ticket a 40 euro.
Domanda: sarebbe questa l’azione di incentivo per i cittadini per evitare il ricorso al privato?
Sarebbe, a nostro parere, solo un piccolo risparmio per le nostre tasche ma alla lunga diventerebbe un semplice spostamento dei cittadini da uno sportello-pagamenti all’altro. Diventerebbe una gran furbata.
Mentre, l’altra soluzione indicata da Valpreda ci pare, anzi ne siamo convinti da sempre, la più concreta. Però “l’appropriatezza delle prestazioni” non è solo una questione organizzativa, è lo sbocco di politiche mirate, di una diversa cultura dell’approccio da parte del cittadino e, in particolare, da parte di un servizio pubblico da riformare in quanto ad etica e gratificazione professionale.
La valutazione sull’inutilità, e spesso dannosità, di tante visite e tantissimi esami non può essere materia di lezioni saccenti dall’alto. Affermarlo come premessa al tema è la scoperta dell’acqua calda è paradossalmente diventa la giustificazione per non toccare il sistema.
I tempi sono lunghi e difficili?
Allora far credere che l’appropriatezza sia dietro l’angolo ci sembra una “sparata” (lo stesso Valpreda l’ha definita solo teorica) per nulla confacente ad un’assessore indicato da Rifondazione Comunista.

Però non lasciamoci distrarre da temi belli ma inattuali e inattuabili nel breve periodo, i cittadini e gli stessi operatori della sanità vorrebbero fatti concreti, come promesso nella campagna elettorale. A cominciare dalla cruda eliminazione del ticket al pronto soccorso perchè induce a sottovalutare o disconoscere i potenziali problemi di salute; in parole povere, induce le persone con basso reddito ad evitare il pronto soccorso e sperare che il suo male sia solo una sensazione. Lo sappiamo, sono punti di vista fuori dalle motivazioni economiche tutte dentro le compatibilità tra la politica di sempre e gli interessi delle industrie che speculano sulla vita della gente.

Bisogna uscire fuori da questa trappola e scegliere quali sono gli investimenti primari per i bisogni vitali e allora, ad esempio, perchè non coprire il “buco” che si aprirebbe con l’abolizione dei 10 euro sulle ricette con la riduzione o il blocco di altri finanziamenti inutili se non dannosi. Solo così si cambia davvero e si parla non solo ai propri elettori ma a tutta la popolazione.

Solo così si tappa la bocca alle sgradevoli voci del centrodestra che gracchiano dai manifesti.

Redazione

7 febbraio 2007

AMBIENTE: LA LOTTA DELL' ISOLA DELLE FEMMINE

ADESIONI ALL'INIZIATIVA PER DELOCALIZZARE LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE

SALE LA PROTESTA PER DELOCALIZZARE LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
Italcementi di Isola delle Femmine , torre di 100 metri
Il Comune di Isola: va spostata
Nuovo impianto e polemiche. “Serve ad abbattere le emissioni”
Sindaco e associazioni: “Lontano Dal paese”.
Azienda possibilista

ISOLA DELLE FEMMINE, (ima] La nuova torre di cento metri d’altezza che Italcementi vuole costruire nello stabilimento di Isola sta provocando allarme.
Associazioni e Comune marcano da vicino la società bergamasca, che ha sedi in tutt’Italia, per chiedere la delocalizzazione del nuovo forno e quindi della torre.
Uno spostamento di poche centinaia di metri dal centro abitato, ai piedi della montagna nei cui pressi c’è una cava.
Una proposta che, se accolta dall’azienda, renderebbe la stessa collettività meno ostile all’ammodernamento del ciclo di produzione. La prima sede ufficiale per presentare questa proposta è stata la prima riunione della conferenza dei servizi convocata dall’assessorato al Territorio per rilasciare l’Autorizzazione integrala ambientale (AÌa).
Un via libera per consentire all’industria di realizzare il nuovo impianto, come già fatto a Calusco d’Adda. «Noi non siamo contro la torre che come ci assicurano! tecnici dell’Italcementi abbatterebbe di molto le emissioni in aria.
Il nuovo forno consente infatti un consumo più basso di energia termica e quindi l’impiego di una minore quantità di combustibili - dice il sindaco Caspare Portobello -.
Quello che emerge dagli incontri con cittadini e associazioni è che si è tutti contro il luogo scelto nel progetto per realizzare la torre, alta cento metri con una base di 40 per 40.
Avete idea di cosa significa una simile struttura a due passi da alberghi e non distante dal mare?”.
Sulla stessa linea rappresentanti di associazioni come Isola Pulita e Mare Pulito.
«Non siamo contro il nuovo impianto se ciò significa un abbattimento delle emissioni- afferma Mario Ajello-.
Ciò che decidiamo è la delocalizazione della torre. Dal momento che si parla di un investimento di 100 milioni di euro mi sembra che si possa trovare una soluzione per assicurare una convivenza serena tra noi e Italcementi».
Per Giuseppe Ciampolillo di Isola Pulita è necessario saperne di più prima di qualsiasi via libera. Non solo, ma la condizione essenziale è la delocalizzazione dell’ impianto.
Per questo Isola Pulita si è fatta promotrice di un’interrogazione presentata dal senatore Tommaso Sodano.
L’azienda si mostra dal canto suo possibilista. «Siamo agli inizi del nostro iter che abbiamo avviato proprio in questi giorni.
Il progetto di ammodernamento dell’impianto ha un’importante valenza ambientale - dicono dall’azienda -. Il confronto con il territorio è continuo e avremo modo di affrontare tutti i suggerimenti che ci saranno sottoposti per una corretta vantazione, ambientale, tecnica ed economica».

IGNAZIO MARCHESE
Giornale di Sicilia 6.2.07

Comitato Cittadino Isola Pulita
http://isolapulita.blogspot.com/

POLITICHE SANITARIE

A caro prezzo
Le diseguaglianze nella salute


2° Rapporto dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale, Edizioni ETS, Pisa, Novembre 2006
Perché in Giappone la speranza di vita è di 48 anni più lunga che in Sierra Leone? Perchéogni anno muoiono 11 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni e quasi tutti nascono neipaesi a scarso sviluppo? Perché in Inghilterra un manovale vive in media 7 anni in menorispetto a un professionista? Perché in Italia le persone con livello di istruzione superiorehanno una probabilità doppia di ricevere un trapianto di rene rispetto a quelle con livello di istruzione inferiore?
Il 2° Rapporto dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale parla delle crescenti diseguaglianze nella salute nel mondo. Parla delle cause – globali e locali – che le rendono così inique e inaccettabili.
Il Rapporto si compone di tre parti. La prima – il capitolo introduttivo – affronta il tema dell’origine sociale delle malattie e tratta dei principi e dei concetti di diseguaglianza nella salute.La seconda è dedicata alle abissali diseguaglianze nella salute su scala planetaria. Diseguaglianze che sono lo specchio di altrettanto profonde diseguaglianze nelle condizioni generali di vita e nel reddito tra diverse nazioni, ed in particolare tra nord e sud del pianeta. Oltre la metà dei paesi dell’Africa sub-Sahariana ha attualmente un PIL inferiore a quello di 20-30 anni fa e, a parità di potere d’acquisto, il rapporto tra PIL per abitante di un paese dell’Africa sub-Sahariana rispetto a quello di un paese industrializzato è passato da 1:30 attorno al 1950 a 1:120 attorno al 2000. Il 5% più ricco della popolazione mondiale detiene oggi circa un terzo della ricchezza globale guadagnando in due giorni quanto il 5% più povero guadagna in un anno.
I capitoli di questa parte trattano vari aspetti delle diseguaglianze “globali” nella salute: il profilo epidemiologico mondiale, con un particolare focus sulla salute materno-infantile;il ruolo delle guerre e delle catastrofi; produzione globalizzata, condizioni di lavoro ed effetti sulla salute dei lavoratori; patologie della diseguaglianza e ricerca scientifica; le politiche delle organizzazioni internazionali; il ruolo delle organizzazioni della società civile.
La terza parte del Rapporto è dedicata alle diseguaglianze nella salute all’interno delle nazioni. Dopo un capitolo dedicato alla situazione in Europa - dove anche qui, nonostante la presenza di sistemi sanitari universalistici, le diseguaglianze tendono ad accentuarsi –, vengono presentati case studies riguardanti Cina, India, USA, Brasile, Uganda, Kazakhistan e Moldova. Sono quindi analizzati alcuni aspetti specifici delle diseguaglianze nella salute: i servizi sanitari, gli stili di vita, le relazioni diseguali tra uomini e donne, l’esperienza migratoria.
L’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale – http://www.saluteglobale.it/ - ha come finalità la promozione del diritto alla salute a livello globale e si propone di fornire a istituzioni, enti, organizzazioni della società civile e a tutti i soggetti interessati strumenti di analisi, valutazione e decisione per la definizione di strategie e azioni appropriate.

6 febbraio 2007

GIOVANI CONTRO LA MAFIA

lettera a www.arcoiris.tv

Ammazzateci tutti
" Caro Beppe,mi chiamo Rosanna, ho 23 anni e sono la figlia di un giudice di Cassazione calabrese ucciso poco prima di Falcone e Borsellino. Ma non è per parlare di me che ti scrivo.E' trascorso più di un anno dalle grandi manifestazioni di Locri scaturite dalla rabbia per l'omicidio del Vice Presidente del Consiglio Regionale Francesco Fortugno, ciliegina sulla torta dopo decine di delitti impuniti perpetrati nella Locride ed in tutta la Calabria.Dopo un anno e mezzo in Calabria si continua a morire, a pagare la mazzetta,a sopravvivere soggiogati dalla 'ndrangheta.Dopo un anno e mezzo noi ragazzi siamo ancora qui a combattere per contrastare ogni forma di mafia, da quella di strada a quella dei Palazzi, e riprenderci la nostra terra....Molto spesso ci si sente immuni al problema 'ndrangheta, finché non ci troviamo a doverne affrontare la prepotenza. Ce ne accorgiamo al momento di aprire un'attività, quando 'qualcuno' bussa alla tua porta chiedendo un 'contributo' per lasciarti lavorare, poi il 'contributo' diventerà un quarto, metà, tre quarti del guadagno dell'attività e sarai costretto o a scendere a compromessi o a chiudere ed andare via. Tutto normale, preventivato, anche se completamente assurdo. Tutto consumato in silenzio.Come quando ammazzano qualcuno a te caro e sai chi è stato, ma quel nome è troppo pesante da dire, così come diventa troppo rischioso chiedere che sia fatta giustizia, perché certi nomi sono impronunciabili. E allora si ingoiano bocconi amari e si continua la solita vita.Oppure può succedere che un giorno un ragazzo si senta umiliare dai compagniperché non ha la maglia firmata e non l'avrà mai perché in famiglia si fanno i salti mortali per arrivare a fine mese e allora, per dare una mano, per sentirsi qualcuno e farsi rispettare eccolo rivolgersi al 'capetto' di turno, eccolo ipotecare la sua vita, vendere la sua dignità per diventare 'qualcuno'. Che importa se poi rischia di finire in carcere per spaccio o per aver ucciso un uomo? Che importa se avrà buttato nel fango la sua coscienza?Perché, sia chiaro, alla fine chi ci rimette è la povera gente, non 'lorsignori'.No, quelli guardano dall'alto delle loro ville al Nord, sicuri ed al calduccio! C'è chi paga per loro.In Calabria è rimasta solo la spietata manovalanza, quella che si occupa di tenere sotto controllo il territorio e soggiogare, sostituendosi allo Stato, i calabresi. E' quella a cui ci si rivolge per comprare i propri diritti, quella che alimentiamo con l'ignoranza e la paura....Ed è proprio questo il senso della manifestazione che noi ragazzi del Movimento Ammazzateci tutti stiamo promuovendo per il prossimo 17 febbraio a Reggio Calabria.Noi vogliamo mettere in pratica le parole del Giudice Borsellino: "Se la gioventù le negherà il consenso anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo."Perché se continueremo a rivolgerci al 'capobastone' per ottenere i nostri diritti, se lasceremo che la 'ndrangheta continui ad interferire nelle nostre vite con arroganza e prepotenza, se ci faremo ingannare dai suoi diabolici sorrisi, non riusciremo mai a liberarci dal suo giogo....E' la prima manifestazione auto-convocata che organizziamo a Reggio Calabria, la prima completamente auto-finanziata, anche se non nascondo che vorremmo fare appello a tutti i calabresi, commercianti, imprenditori, mamme e papà, perché ci aiutino anche economicamente nell'organizzazione della manifestazione, vorremmo infatti chiedere una sorta di 'pizzo legalizzato', ovvero un contributo economico con tanto di certificato di acquisizione da parte loro di una 'azione antimafia' dal nostro virtuale pacchetto azionario....Le mafie non sono un problema solo del Sud, ma sono il cancro dell'Italia intera e, finchè si continuerà a fare il loro gioco ignorando e girandosi dall'altra parte, non potremo mai estirpare questa malattia. Per questo il nostro appello non vuole fermarsi solo ai calabresi, ma vuole essere un richiamo per TUTTI gli italiani onesti, perché c'è sempre, in ogni regione, qualcosa che prende il nome di 'mafiosità di comportamento'. E' il pensare di poter essere diversi rispetto agli altri, il pretendere di poter comprare e vendere dei diritti, il curarsi esclusivamente del proprio bene anche a scapito degli altri.Abbiamo attivato un blog per la manifestazione, lì potrete trovare tutte le informazioni utili "work-in-progress" fino al 17 febbraio.
L'indirizzo èhttp://17febbraio.ammazzatecitutti.org

Un mio, seppur virtuale, abbraccio."Rosanna Scopelliti figlia del giudice Antonino, ucciso da Cosa Nostra a Campo Calabro (RC) il 9 agosto 1991.

Movimento "E ADESSO AMMAZZATECI TUTTI" giovani uniti contro tutte le mafiewww.ammazzatecitutti.org

da http://www.arcoiris.tv/

3 febbraio 2007

AMBIENTE E SALUTE

Energia, emissioni in atmosfera e qualità dell’aria; trasporti; acque; rifiuti; natura e reti ecologiche; sostenibilità locale; esposizione all’inquinamento elettromagnetico e indoor; bioedilizia; comunicazione e informazione; suolo; pianificazione locale; impatti e risposte. Questi i principali capitoli trattati dal III Rapporto 2006 di APAT, l’agenzia nazionale per la protezione ambientale dei quali si dà una breve sintesi.

LEGGI SU comunicazione.fi@arpat.toscana.it

1 febbraio 2007

TICKET: UN DANNO ALLA SALUTE

Maggiorazione dei ticket:
ostacolo ingiusto alla tutela della salute

Dai primi di gennaio i cittadini, senza alcun preavviso, si sono ritrovati a pagare una maggiorazione di 10 euro su ogni prestazione specialistica e 25 euro per gli accessi al pronto soccorso con “codice bianco” (casi ritenuti di gravità minima).
Questo è stato uno dei primi effetti tangibili della finanziaria 2007 per il cittadino, considerato al centro del sistema secondo ogni legge di riforma emanata dagli anni 90 in poi, concetto evidentemente rimasto tuttora solo sulla carta.
Oggi, per assurdo, per alcune prestazioni è più conveniente il privato, ed anche a fronte di qualche euro in più, si finisce per favorire il privato che non ha tempi di attesa insostenibili. Risultato: il cittadino sarà comunque costretto a spendere di più per tutelare la propria salute, oppure, in alternativa, a rinunciare ad accertamenti o controlli di prevenzione. Mentre forse le aziende sanitarie pubbliche risolveranno il problema dei tempi di attesa per molte prestazioni.
Intanto tra le notizie del 19 gennaio si legge che il Governo fa marcia indietro sulla questione delegando alle Regioni la scelta di applicare la maggiorazione, trovando però altre forme di compartecipazione alla spesa. E chi finora ha pagato la maggiorazione perché aveva già prenotato visite ed esami? In ogni caso, per sapere cosa cambierà, si dovrà aspettare un decreto di delega alle Regioni, con soluzioni che troveranno applicazione con tempi non ben definiti.
Il problema degli sprechi in sanità, dell’appropriatezza delle prescrizioni, dei tempi di attesa, non può essere risolto a danno del cittadino. E come garantire gli obiettivi di prevenzione, di equità e uniformità di un Servizio Sanitario Nazionale? Le difficoltà di accesso alle prestazioni possono in molti casi pregiudicare lo stato di salute, e il carattere ingiusto di ogni forma di ticket fa cadere il concetto di un sistema sanitario universale come intendeva essere quello italiano al momento della sua istituzione con la legge n.833 del 1978.
Come in altri ambiti, avrebbe più senso tassare il superfluo, non il necessario.
In definitiva questa tassazione, che vorrebbe ridurre la spesa sanitaria limitando l’accesso inappropriato alle strutture sanitarie, nasconde la realtà di servizi territoriali insufficienti il cui potenziamento sarebbe, al contrario, la vera risposta al problema.
Medicina Democratica si impegna a mettere in atto iniziative di informazione e di pressione perché il governo abroghi questi ingiusti provvedimenti.

Medicina Democratica - sezione di Brindisi