<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082</id><updated>2012-01-28T10:24:54.438+01:00</updated><title type='text'>ALTRAINFORMAZIONEnews</title><subtitle type='html'>RACCONTI E OPINIONI - Pagine di Cronaca, Politica, Sindacato, Culture, Storia, Lotte di liberazione</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1315</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-6486127516617537154</id><published>2012-01-28T10:23:00.000+01:00</published><updated>2012-01-28T10:24:54.445+01:00</updated><title type='text'>Shoah, ricordare è un atto di giustizia, anche per noi stessi. Per tutti, Ebrei, Rom, Comunisti, Gay............</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/gallery/vignette/giorno-della-memoria156.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="452" src="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/gallery/vignette/giorno-della-memoria156.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 24pt;"&gt;&lt;strong&gt;Giornata della (finta) memoria o sdoganamento di fascismi“leciti”?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;La giornata in sé mi èabbastanza indifferente per come è concepita e ridiretta. Ché ai campi diconcentramento non portarono solo gli ebrei. Lungi da me screditare quellagente, che anzi m’inbarbarisco l’umore se sento cose brutte che parlano male diloro. Per me sono persone, come tutte le altre, e questa perenne retorica e lalegittimazione della violenza che Israele fa sui palestinesi mi infligge unelemento critico che non posso ignorare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Grandi violenze su donne,lesbiche, omosessuali, rom, oppositori politici di ogni genere, ché se forse siricordasse in questo giorno nella giusta maniera allora si capirebbe che ebreia parte poi è rimasto tutto uguale. Le donne e lesbiche subiscono stermini, igay e le trans continuano ad essere insultati da omofobi in processionemistica, tra vaticano e le televisioni, e i rom vengono sgomberati di città incittà mentre c’è chi istiga o addirittura pratica roghi ai campi nomadi tantoper non perdere l’abitudine e il legame con quel brutto pezzo di storia. Glioppositori politici ora li chiamano “antagonist*” e fanno i blitz di primamattina con teoremi acconciati da magistrati che servono il regime, intoccabili,perché se dici boh o bah sei berlusconiano, e un po’ due ovaie che non si puòdire che il magistrato è un servo dello stato e che lo stato è fatto difascismi tutti in vita perchè la tentazione di spegnere il dissenso non è maimorta. Mai.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Brutta storia poi fingersicolmi di passione per quelle tragiche memorie mentre in italia si coccolanokapò che dentro i centri di identificazione ed espulsione tagliano l’aria apersone di altre etnie solo in virtù della loro provenienza. E ancora tutta lamisoginia di cui siamo vittime e testimoni, che di negazionismi ce ne sonotanti, e la cultura bipartisan che ci obbligherebbe a dialogare con gente allaquale sputeremmo volentieri addosso e poi i rossobruni, fasci del terzomillennio, che regnano sovrani, prendono case e sovvenzioni pubbliche e vanno abraccetto con quelli che ci tolgono il diritto ad una sessualità consapevole,ai contraccettivi, al diritto alla salute, alla ru486, all’interruzione digravidanza, ai consultori, e poi ci ricacciano a casa senza lavoro alledipendenze di un padre padrone che piuttosto che mollarci ci ammazza e chi s’èvisto s’è visto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Chi sono quelli che ricordanoquest’oggi? Quelli che mettono in galera gli antifascisti e le antifasciste checontestano l’uso di uno spazio pubblico a gente che adora la svastica emussolini? Quelli che se sei antifascista sei retrò perchè destra e sinistrasono cose superate? Quelli che coltivano ambiguità e tra una capatina acasapound e una demonizzazione alle antifasciste immaginano di poter fare unpasso avanti e poi un altro per non perdere consensi e per farsi altri amiconi,ché sai, oggi domani un concorso, non si può mai sapere quale mano e qualefavore può servire?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Vivo in una terra di puttaneche poi se la prendono con le sex workers perché non sarebbero donne perbene.Vivo in mezzo a fascistoni che si chiamano democratici e a fascistissimestronze che se gli spieghi che il fascismo non è solo un campo di sterminio tiguardano basite, come dire: embè? questi di oggi, sono brava gente, in fondo.Ma molto in fondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Vabbè, interrompo, prima distraparlare, e vi suggerisco la lettura di un testo condiviso con passione efatica, la nostra. Buona lettura!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;In questa giornata in cui tutt*si battono la mano sul petto fingendo ipocritamente distanza dai fascismiricordo che i fascismi sono tra noi, ci governano, egemonizzano la culturaitaliana, impongono “dialoghi” con soggetti che dovrebbero stare nell’archiviodella memoria. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background: white; border: 1pt windowtext; color: #51555c; font-family: &amp;quot;Helvetica&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 9pt; mso-border-alt: none windowtext 0cm; padding: 0cm;"&gt;—&amp;gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/01/25/il-fascino-fascista-di-susan-sontag/"&gt;&lt;span style="color: #6c53c9;"&gt;Il fascino fascista – Susan Sontag&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;http://femminismo-a-sud.noblogs.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-6486127516617537154?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/6486127516617537154/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=6486127516617537154&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/6486127516617537154'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/6486127516617537154'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/shoah-ricordare-e-un-atto-di-giustizia.html' title='Shoah, ricordare è un atto di giustizia, anche per noi stessi. Per tutti, Ebrei, Rom, Comunisti, Gay............'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-5314586657940821897</id><published>2012-01-27T22:03:00.000+01:00</published><updated>2012-01-27T22:03:10.748+01:00</updated><title type='text'>Ci ripensi il governo ma ci pensi anche il sindacato prima di cadere nelle trappole e nelle finte promesse degli armieri.</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/2d/2d9e1691589b7592aca04409451e1793b1825a7fbc30e7ea0d7e2d3c.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="426" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/2d/2d9e1691589b7592aca04409451e1793b1825a7fbc30e7ea0d7e2d3c.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;F35. Ne facciamo volentieri ameno&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Il decreto sulleliberalizzazioni – ieri pubblicato in Gazzetta Ufficiale – salva i poteri forti(banche, assicurazioni, petrolieri), colpisce i servizi pubblici locali –costringendo le amministrazioni locali a privatizzare – e solo marginalmente dàqualche sforbiciata alle rendite di posizione di corporazioni come quelle degliavvocati, dei farmacisti, dei tassisti. Che tutto questo – come ha detto Monti– faccia aumentare il Pil del 10% in 10 anni è abbastanza fantasioso. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Tra le corporazioni nemmenosfiorate dal provvedimento c’è quella dei militari, che continuano a spendere ea sprecare una gran quantità di soldi. Come è noto, solo per la costruzione el’acquisto dei cacciabombardieri F35 si prevede di spendere 15 miliardi dieuro: più o meno la stessa cifra che gli esperti del governo stimano (anche quiin modo fantasioso) nel breve periodo come possibili risparmi per i cittadinidall’impatto del provvedimento sulle liberalizzazioni. Uno spreco, quello degliF35, di cui beneficiano i militari e il colosso della Finmeccanica, classicocaso – a proposito della propaganda neoliberista antistato – di impresalautamente assistita dai soldi pubblici, legata alla politica ed invischiata inopache vicende giudiziarie. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Per mettere uno stop allacostruzione degli F35 la campagna Sbilanciamoci, la Tavola per la pace, la ReteDisarmo e Unimondo hanno promosso un mese di mobilitazione che si conluderàalla fine di febbraio con manifestazioni in 100 piazze italiane e con laconsegna di decine di migliaia di firme contro gli F35 al governo italiano. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Anche per ricordare – in tempidi crisi – che con quei 15 miliardi di euro si potrebbero ad esempio creare4.500 nuovi asili nido comunali e mettere in sicurezza le oltre 12mila scuolaitaliane che non rispettano le norme antincendio, antisismiche e di idoneitàstatica e in questo modo creare più di 100mila posti di lavoro, a fronte degli8-900 che si alimenterebbero con la costruzione degli F35. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Ci pensi anche il sindacatoprima di cadere nelle trappole e nelle finte promesse degli armieri. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;E ci ripensi anche il governoMonti. Mettere fine alla vicenda degli F35è sicuramente una scelta importante eimpegnativa, ma sicuramente – per le nostre tasche e per i posti di lavoro –assai più concreta ed efficace di quelle misure del decreto liberalizzazionicome i tagliandi delle assicurazioni elettronici e delle Srl a 1 euro per igiovani, di cui tra qualche mese nessuno si ricorderà più.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Giulio Marcon&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;26/01/2011&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/"&gt;www.ilmanifesto.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-5314586657940821897?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/5314586657940821897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=5314586657940821897&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5314586657940821897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5314586657940821897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/ci-ripensi-il-governo-ma-ci-pensi-anche.html' title='Ci ripensi il governo ma ci pensi anche il sindacato prima di cadere nelle trappole e nelle finte promesse degli armieri.'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-7505823407367865812</id><published>2012-01-27T21:57:00.000+01:00</published><updated>2012-01-27T21:57:02.906+01:00</updated><title type='text'>È quello che hanno chiesto gli oltre 27 milioni di cittadine e cittadini che a giugno, in occasione del referendum, si sono espressi in modo chiaro e netto, "costringendo" la politica e le istituzioni ad una riflessione sul senso di una crisi della rappresentanza che da tempo appesantisce il paese.</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/02/02cd8d8c24dc6d1e952b7e9975bd018758d30421105f2cb55356016c.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/02/02cd8d8c24dc6d1e952b7e9975bd018758d30421105f2cb55356016c.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;De Magistris: Ci vediamo a Napoli per l'alternativa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Vedo la vita solo da un occhio, l'altro è di vetro. Se da questo unico occhio vedo molte cose, ne vedo molte più dall'altro. Perché l'occhio sano mi serve a vedere, quello cieco a sognare». Questa poesia di Sevak, poeta armeno, rispecchia al meglio, secondo me, lo spirito con il quale dovremmo disporci al Forum dei comuni per i beni comuni che si svolgerà sabato a Napoli. Le associazioni, i movimenti, le cittadine e i cittadini, gli amministratori che ne prenderanno parte, infatti, dovranno dimostrare al governo e all'Europa che esiste un'altra strada per rispondere alla crisi economica e istituzionale in atto. &lt;br /&gt;Una strada alternativa alla risposta solo tecnocratica, alla contrazione dei diritti del lavoro, alle liberalizzazioni-privatizzazioni dei servizi pubblici, al taglio verso gli enti locali. Dovranno dimostrare, più in generale, di saper sintetizzare concretezza e utopia, avanzando proposte reali che sappiano tradurre in pratica, anche amministrativa, il sogno di una società più giusta e libera. Un modo per farlo, credo, è quello di partire dalla difesa dei beni comuni (acqua, internet, ambiente, saperi, solo per fare qualche esempio) e dalla promozione di una democrazia partecipativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È quello che ci hanno indicato, del resto, gli oltre 27 milioni di cittadine e cittadini che a giugno, in occasione del referendum, si sono espressi in modo chiaro e netto, "costringendo" la politica e le istituzioni ad una riflessione sul senso di una crisi della rappresentanza che da tempo appesantisce il paese. Una riflessione che oggi diviene ancora più urgente e pressante a causa della crisi economica, quella generata dal liberismo forzato e dal mercato incontrollato, rispetto alla quale le cittadine e i cittadini vogliono avanzare la loro proposta e la loro ricetta di superamento. Dunque a Napoli potremmo iniziare un percorso di semina politica collettiva molto importante, piantando i bulbi dei diritti comuni e della partecipazione, perchè appare indispensabile, in questo preciso momento storico, vigilare e prender parte. Contrastare la privatizzazione dei servizi pubblici che garantiscono i diritti di tutte e tutti (dal trasporto ai rifiuti) perchè restino nell'ambito del pubblico senza ambiguità (il che non vuol dire demonizzare il ruolo che pure il privato può avere ma in altri settori); contrastare l'aggressione ai diritti del lavoro e la marginalizzazione del sindacato, soprattutto la sua esclusione dai luoghi di occupazione quando non ratifica gli accordi che ledono la Costituzione (vedi il caso Fiom); contrastare la dittatura del patto di stabilità che rappresenta un vincolo inaccettabile per le autonomie locali. Promuovere, invece, la ripubblicizzazione dei servizi essenziali per difenderli dai monopoli privati che non aiutano l'efficienza e l'economicità degli stessi, favorendo l'istituzione delle aziende speciali di diritto pubblico, che vedano anche la partecipazione delle cittadine e dei cittadini; una razionalizzazione delle società partecipate diminuendo numero e stipendi dei membri dei loro cda; politiche inclusive sul piano della rappresentanza, aprendo i consigli alla partecipazione dei migranti; nuovi laboratori politici che realizzino una democrazia diretta e partecipativa, con consulte tematiche che esprimano pareri e osservazioni da sottoporre all'attenzione delle giunte e dei consigli per migliorare la prassi amministrativa, oppure con referendum locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Napoli stiamo cercando di attuare queste "piccole" misure che sono espressione, però, di una "grande" rivoluzione politico-sociale, la stessa che ha spinto gli italiani a scrivere una pagina preziosa e bellissima in occasione dell'ultimo referendum, la stessa che ci porterà sabato, a Napoli, a scriverne un'altra. E sarà anch'essa preziosa e bellissima, grazie al contributo di tutti coloro che vi prenderanno parte, dagli amministratori ai movimenti, dalle associazioni ai comitati. Una nuova pagina che avrà il volto dei beni comuni come fondamento di una democrazia partecipativa. Il volto del futuro che in tantissime e tantissimi vogliamo realizzare a partire da oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/notizie-per-data/27-01-2012/"&gt;27/01/2012 &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.controlacrisi.org/"&gt;www.controlacrisi.org&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-7505823407367865812?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/7505823407367865812/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=7505823407367865812&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/7505823407367865812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/7505823407367865812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/e-quello-che-hanno-chiesto-gli-oltre-27.html' title='È quello che hanno chiesto gli oltre 27 milioni di cittadine e cittadini che a giugno, in occasione del referendum, si sono espressi in modo chiaro e netto, &quot;costringendo&quot; la politica e le istituzioni ad una riflessione sul senso di una crisi della rappresentanza che da tempo appesantisce il paese.'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-939856980010078269</id><published>2012-01-23T21:24:00.001+01:00</published><updated>2012-01-23T21:24:26.453+01:00</updated><title type='text'>Di fronte a tutto questo è compito di chiunque creda nei diritti, nella democrazia, nell’uguaglianza sociale, scendere in lotta per non lasciare campo libero a una protesta populista, reazionaria, xenofoba</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/8b/8b304496a55f6c5a04944682f3704a7e2f06caff829229e14e6139c9.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="503" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/8b/8b304496a55f6c5a04944682f3704a7e2f06caff829229e14e6139c9.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 28pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;27 GENNAIO SCIOPERODIFFICILE, MA GIUSTO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Il 27 gennaio sciopera una parte rilevante del sindacalismo dibase. E’ uno sciopero difficile, perché con questa crisi la perdita di unagiornata di lavoro è sempre un costo pesantissimo per chi lavora. Ma è unosciopero giusto perché il mondo del lavoro non può continuare ad accettare o asubire l’aggressione ai suoi diritti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Le ragioni immediate dello sciopero, a mio parere, sono almenotre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;La prima è il massacro sulle pensioni che, in nome dei giovani,ha portato l’età pensionabile, prima di tutto proprio per i giovani, allasoglia dei settanta anni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;In secondo luogo tutte le misure della manovra economica delgoverno stanno colpendo le condizioni sociali e di vita di chi lavora, che vederidotti i propri redditi, mentre il futuro è ancor più minacciato dalla recessionein arrivo, causata anche dalle manovre restrittive dei governi Monti eBerlusconi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;In terzo luogo, con l’ultimo decreto sulle liberalizzazioni, ilgoverno Monti si è schierato armi e bagagli con Marchionne e la sua linea didistruzione del contratto nazionale. Lo ha fatto proprio per la materia di suacompetenza, infatti ha stabilito per decreto che il trasporto pubblico non saràpiù soggetto ai contratti nazionali, e quindi ha dato il via libera aicontratti low cost, sia nelle ferrovie, sia nel trasporto locale. Cosa questache neppure il governo Berlusconi, autore dell’articolo 8 sulle deroghecontrattuali, si era sognato di fare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Ora si apre il tavolo in cui, secondo Monti, il sindacatodovrebbe affrontare “senza tabù” la questione dell’articolo 18, cioè cominciarea rinunciarvi. Ci sono quindi molte ragioni immediatamente sindacali cheportano alla necessità di uno sciopero generale contro le scelte di questogoverno. Ma ce n’è anche una di significato più vasto, che è bene nontrascurare. Il governo Monti, si dice, ha un grande consenso di opinionepubblica. Questa è una parziale verità e una sostanziale mistificazione.Infatti, chi afferma questo, dimentica di dire che il governo Monti ha ilconsenso di oltre il 90% del Parlamento, del Presidente della Repubblica, del98% della carta stampata e del 100% delle grandi televisioni. Di fronte aquesto consenso di regime enorme, il consenso reale nell’opinione pubblica delgoverno non raggiunge il 60%. C’è quindi una parte enorme del paese che non condividele scelte del governo, nonostante il sostegno istituzionale e mediatico enormeche esso raccoglie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Di fronte a tutto questo è compito di chiunque creda neidiritti, nella democrazia, nell’uguaglianza sociale, scendere in lotta per nonlasciare campo libero a una protesta populista, reazionaria, xenofoba. Nonparliamo affatto dei tassisti o degli autotrasportatori. La loro protesta hasicuramente degli elementi di ambiguità, ma parte da un’indignazionecomprensibile. Non si può sostenere realmente che la crisi economica si risolveaumentando le licenze per i taxi o per le farmacie. Questo è un vero e propriodepistaggio propagandistico, che fa parte di quella campagna ideologica checancella le ragioni reali della crisi, il debito, l’usura della finanzainternazionale, le politiche restrittive invece che quelle espansive dibilancio, la distruzione del pubblico. Invece si dà la colpa ai tassisti, comenel film Johnny Stecchino si spiegava al protagonista che il problema diPalermo era il traffico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Ecco, contro questo depistaggio occorre che scenda in campo ilmovimento sindacale e democratico e lo sciopero del 27 è un primo segnale diuna mobilitazione necessaria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Poi seguirà la manifestazione della Fiom dell’11 febbraio e leiniziative proposte a tutti i movimenti di lotta per marzo dal movimento NoDebito. Si tratta di scendere in piazza per affermare un’idea di uscita dallacrisi opposta, sia a quella del capitalismo delle multinazionali, di cui ilgoverno è interprete, sia a quella del populismo reazionario, agitata inparticolare dalla Lega Nord. Si tratta, cioè, di difendere il lavoro e lademocrazia. Dovrebbero farlo anche Cgil, Cisl e Uil, invece che farsiimprigionare in una trattativa in perdita sul mercato del lavoro. Se però igrandi sindacati confederali non lo fanno non è per questo giusto rimanere acasa. Bene quindi lo sciopero del 27 e tutte le lotte che portano e porterannoi diritti del lavoro e la democrazia in piazza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Giorgio Cremaschi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;23/01/2012 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.usb.it/"&gt;www.usb.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-939856980010078269?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/939856980010078269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=939856980010078269&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/939856980010078269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/939856980010078269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/di-fronte-tutto-questo-e-compito-di.html' title='Di fronte a tutto questo è compito di chiunque creda nei diritti, nella democrazia, nell’uguaglianza sociale, scendere in lotta per non lasciare campo libero a una protesta populista, reazionaria, xenofoba'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-4758613522200401810</id><published>2012-01-23T21:21:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T21:21:53.416+01:00</updated><title type='text'>la drammaticità dell’attuale situazione economica non può costituire il cavallo di Troia attraverso il quale si accettino soluzioni di stampo neothatcheriano, a detrimento del fattore lavoro, già da anni tartassato da una notevole perdita del potere di acquisito delle retribuzioni, dalla diminuzione della quota dei salari sul pil, dall’aumento delle disuguaglianze, e dall’incremento della pressione fiscale</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/uploads/fiom2-640x380-300x178.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="379" src="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/uploads/fiom2-640x380-300x178.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Il superamento deldualismo nel mercato del lavoro: veri e falsi problemi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;ol style="margin-top: 0cm;" type="A"&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;E’ aperto il dibattito sulla riforma del mercato del lavoro inmodo da superare il cosiddetto dualismo tra lavoratori protetti e non protettie contrastare la precarietà.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;La sensazione però è quella che talvolta, dietro questocondivisibile obiettivo, si nasconda l’intenzione di ridurre le tutelenell’area protetta e mascherare la conservazione della precarietà sotto nuoveformule. Ciò è dimostrato dal fatto che vari progetti circolanti mirano aridurre l’ambito di operatività dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori che,com’è noto, offre una vera tutela al lavoratore che sia stato arbitrariamentelicenziato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Pertanto, sembra opportuno rifuggire da soluzioni riformatricicome quella del contratto unico, nelle sue varie versioni, di grandesuggestione, ma incapaci di sconfiggere realmente la precarietà. Condividendogran parte di quanto suggerito da Cesare Damiano e Tiziano Treu, si tratta,invece, di intervenire con piccoli, ma significativi ritocchi della disciplinaattuale in modo da contrastare soprattutto la proliferazione degli abusi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;In primo luogo, bisogna partire dalla consapevolezza che ilcontratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato deve restare il modellostandard o tipico, come d’altra parte sostiene la normativa europea, perchéesso, in un sistema economico virtuoso, tendenzialmente realizza un equilibratocontemperamento degli interessi delle parti. Il lavoratore ha la ragionevoleaspettativa di godere di un’occupazione relativamente stabile, può progettareil proprio futuro e sentirsi partecipe delle esigenze dell’impresa. Il datoredi lavoro può appunto contare sulla fidelizzazione del dipendente e investiresulla sua formazione e crescita professionale. Ciò comporta che il ricorso atipologie contrattuali diverse dal modello standard (cosiddette flessibili e/oatipiche) debba essere almeno tenuto sotto controllo e consentito solo difronte a giustificate esigenze dell’impresa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Orbene, tutti sanno che gran parte delle assunzioni avviene coni contratti di lavoro subordinato a tempo determinato. Tale contratto trovagiustificazione in un esigenza temporanea del datore di lavoro, ma spessorappresenta un’alternativa &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;funzionale ad un periodo di prova allungato. E grazie allapossibilità di proroghe e rinnovi del contratto a termine, insieme acombinazioni con altre tipologie contrattuali pure a termine, il lavoratore sipuò trovare intrappolato in un perverso circuito della precarietà: di fattolavora per anni alle dipendenze dello stesso datore, ma senza essere assunto atempo indeterminato e godere delle relative garanzie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;E’ necessario allora promuovere le assunzioni a tempoindeterminato, con forti sconti fiscali e contributivi, e abbattere gliincentivi al ricorso alle tipologie contrattuali temporanee.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;In questa direzione, si tratta di valorizzare ulteriormente comestrumento di primo ingresso nel mercato del lavoro il contratto diapprendistato che è un contratto a termine, in cui è pregnante il ruolo dellaformazione, già ricco di agevolazioni per il datore di lavoro. Alla conclusionedi questo contratto va sostenuta l’assunzione definitiva con significativeriduzioni degli oneri fiscali e contributivi. Mentre l’uso del contratto atermine dovrebbe essere reso più costoso, come già in parte avviene nel casodel lavoro somministrato. Basterebbe questa piccola modifica per indurre idatori a ricorrere al lavoro a termine solo nei casi in cui ne abbianoeffettivo bisogno e non per godere di una eccessiva flessibilità nel governodella forza lavoro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Desta qualche perplessità l’idea di introdurre un contrattounico di inserimento formativo con un periodo di prova fino ad un massimo ditre anni, durante il quale il lavoratore è liberamente licenziabile. Ciò perchétale dilatazione del periodo di prova (che al momento è al massimo di sei mesi)manterrebbe il lavoratore troppo a lungo in uno stato di incertezza eriprodurrebbe la precarietà che invece si dichiara di volere contrastare.Semmai, un incentivo all’uso di tale contratto per la creazione di occupazionea tempo indeterminato potrebbe essere costituito dalla previsione, a favore dellavoratore non stabilizzato, alla fine del periodo di prova, del diritto allapercezione di un’indennità la cui entità aumenti proporzionalmente mano a manoche la prova si estenda dal sesto mese fino al terzo anno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Inoltre, andrebbero fissati limiti più netti e costi maggiorialle possibilità di utilizzo degli altri contratti di lavoro subordinatoflessibili o non standard, tutti caratterizzati della temporaneità e/o dalladiscontinuità dell’occupazione: come il lavoro somministrato, il lavorointermittente, il lavoro ripartito e il lavoro part-time con clausole divariazione dell’orario. Appare, per esempio, opportuna l’abrogazione dellasomministrazione a tempo indeterminato, e cioè dello staff leasing, perché &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;consente all’effettivo datore di lavoro di realizzare il suosogno nascosto della fabbrica senza dipendenti diretti, in mancanza di adeguategaranzie per la continuità dell’occupazione degli stessi lavoratori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Poi, è noto che, da parte delle imprese, vi è una diffusautilizzazione di varie tipologie contrattuali non di lavoro subordinato che, almomento, hanno il vantaggio di costare meno (rispetto a quest’ultimo) sul pianoretributivo e contributivo e che, proprio perché formalmente riconducibili allavoro autonomo, non offrono al dipendente le tutele del lavoro subordinato. Sitratta soprattutto dei cosiddetti rapporti a partita IVA, del lavoro aprogetto, dell’associazione in partecipazione. Qui non v’è bisogno diparticolare fantasia istituzionale: sarebbe sufficiente parificare i costicontributivi del ricorso a questi moduli con quelli del lavoro subordinato egià verrebbe meno un forte incentivo a fare loro uso. Inoltre, andrebbero introdotte,per i lavoratori coinvolti da queste tipologie contrattuali determinate tutelesimili a quelle del lavoro subordinato, rafforzando ad esempio quelle giàpreviste dalla normativa sul lavoro a progetto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;E’ necessario peraltro reprimere l’uso illegale di questetipologie per mascherare lavoro subordinato, come è indispensabile avviare unagrande strategia di lotta a tutte le forme di illegalità nel mercato del lavorodi cui le spaventose percentuali di lavoro nero e sommerso sono un esempio dafar rabbrividire. Andrebbe poi fatta una seria analisi sull’applicazionedell’istituto del lavoro accessorio. Questa peculiare figura trovagiustificazione nell’esigenza di incentivare l’emersione anche parziale dilavori destinati alle esigenze familiari e di cura della persona che altrimentisfuggirebbero a qualunque possibilità di formalizzazione. Il sospetto è che, aseguito del recente ampliamento del suo campo di applicazione, il lavoroaccessorio possa rappresentare uno strumento per sostituire, a prezzi scontati,il lavoro tipico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;La parificazione dei costi contributivi per tutte le forme dilavoro permetterebbe altresì di costruire un sistema di ammortizzatori socialiin grado di offrire garanzie comuni a tutti in caso di perdita di lavoro e dicoprire i periodi di non lavoro di coloro i quali siano impegnati inoccupazioni discontinue.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Un tassello fondamentale di un sistema tale da eliminaredistorsioni, dualismi e sfruttamento, dovrebbe essere costituitodall’introduzione di un salario minimo garantito per tutti rapporticontrattuali implicanti lo svolgimento di una prestazione lavorativa, qualunquesia la sua forma giuridica. Il salario minimo andrebbe &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;determinato con il coinvolgimento delle parti sociali. E ciòavrebbe il vantaggio di liberare la contrattazione collettiva dalla necessitàdi svolgere tale compito nel dettaglio e le permetterebbe di concentrarsi sullespecifiche esigenze dei settori in cui opera, collegando la crescita dei salariagli incrementi di produttività.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Resta il tanto discusso divario di tutela tra lavoratorisubordinati (con contratto a tempo indeterminato) delle grandi e delle piccoleimprese. I primi godono nei confronti dei licenziamenti ingiustificati dellatutela forte dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, i secondi di una piùblanda tutela risarcitoria. Appare sorprendente l’idea, sempre ricorrente, chel’eliminazione del dualismo di tutele andrebbe perseguita peggiorando lasituazione dei primi. Se il lavoratore non è una merce, perché egli non deveusufruire, qualunque sia la dimensione dell’impresa datrice di lavoro, di unaprotezione come quella dell’art. 18 che impedisce la sua espulsione senza alcunvalido motivo, come se fosse un prodotto avariato? Non va dimenticato chel’art. 18 svolge un’importante funzione deterrente di tipo sistemico. La norma,infatti, elimina il rischio di licenziamenti arbitrari dei lavoratori impegnatinell’attività sindacale e quindi garantisce le precondizioni per la diffusionedella coalizione sindacale. Sicché, il sindacato, negoziando con lacontroparte, produce istituti normativi e retributivi che costituiscono la basedi riferimento anche per la determinazione dei trattamenti dei lavoratori dellepiccole e piccolissime imprese dove il medesimo sindacato è assente. In altreparole, eliminare l’art. 18 significherebbe rendere più deboli tutti ilavoratori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;L’art. 18 è accusato di disincentivare le assunzioni da partedelle imprese che, se lo facessero, supererebbero le soglie a partire dallequali scatta l’applicazione della disposizione. E quindi questa norma sarebbecausa del cosiddetto nanismo industriale che è una delle ragioni della bassacrescita e qualità dell’economia italiana. Tuttavia, serie ricerche dimostranoche il nanismo industriale è determinato da motivi differenti, riconducibiliall’essenza di una vera politica industriale e a forti ritardi culturali delmondo imprenditoriale. Inoltre, altre indagini mettono in luce che le impresenon assumono nuovi lavoratori soprattutto perché mancano prospettive diincremento dell’attività, e quindi tali decisioni sono indipendenti dallarigidità o meno della disciplina dei licenziamenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;In altre parole, è indiscusso che il grado di protezione neiconfronti dei licenziamenti non influisce sulla crescita dell’occupazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Nemmeno si può dire che la tutela reintegratoria offertadall’art. 18 rappresenti un unicum, e cioè un’anomalia, in Europa. In realtà,in molti paesi europei, come mettono in luce indagini approfondite, esistonoforme di protezione, nei confronti dei licenziamenti ingiustificati, del tuttoidentiche o che producono effetti analoghi all’art. 18.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Altra accusa rivolta all’art. 18 è quella che, a causa delladurata del processo, il datore di lavoro corre il rischio di essereeccessivamente penalizzato con ingenti risarcimenti a favore del lavoratore. Madi ciò la colpa non è dell’art. 18, bensì delle disfunzioni dell’organizzazionedella giustizia. Si tratta quindi di riformare le regole del processo sullalinea di proposte già avanzate da tempo. Per esempio, le cause di licenziamentorientranti nel campo di applicazione dell’art. 18 potrebbero essereassoggettate ad un rito speciale che assicuri la celerità della conclusione delcontenzioso. Ed è paradossale che non si abbia avuto la volontà di interveniresu questi aspetti in anni in cui la riforma della giustizia è stata al centrodel discorso pubblico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Come s’è accennato, al momento sono in discussione variegateproposte di unificare, per il futuro, le molteplici tipologie contrattuali dilavoro (formalmente e economicamente dipendente) attraverso un cosiddettocontratto unico a tempo indeterminato. Questo, in una versione, sarebbecaratterizzato da un primo periodo d’ingresso (tre anni) con una protezionemeramente indennitaria nel caso di licenziamento per motivi economici (e cioènon dovuto a colpa del lavoratore, bensì ad esigenze dell’impresa), per poipervenire all’applicazione integrale delle tutele esistenti. Qui il rischio èche, attraverso la via d’uscita del licenziamento per motivi economici, illavoratore non superi mai la fase d’ingresso e si stimoli un eccessivo turnoverdella forza lavoro. Un rischio analogo, ma più intenso, contiene un’altraversione del contratto unico, nella quale scomparirebbe del tutto il controllogiudiziale sui licenziamenti per motivi economici nonché l’applicazionedell’art. 18 nel caso di ingiustificatezza dello stesso licenziamento, e latutela sarebbe solo indennitaria. In questo modo, verrebbe introdotto unincentivo perverso ad avvalersi del licenziamento per motivi economici quale escamotageper sbarazzarsi arbitrariamente dei lavoratori, con il solo onere del pagamentodi un’indennità. Di conseguenza, non vi sarebbero più (ma solo apparentemente)licenziamenti per motivi disciplinari, ma soltanto economici. E così ci sarebbeuna precarizzazione generalizzata per via istituzionale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;E’ noto peraltro che la proliferazione della precarietà è statafortemente avallata dai governi di centrodestra che, in vario modo, hannostimolato una flessibilità in entrata con tipologie contrattuali diverse dalmodello standard di contratto di lavoro e appunto contraddistinte da una duratatemporanea e da poche tutele. Con ciò è stata consentita l’utilizzazione dellavoro a costi ridotti rispetto appunto allo schema tipico. Questa politica haprodotto l’effetto deleterio di indurre molte imprese a difendere la propriacompetitività solo agendo sul costo del lavoro, e favorendo la diffusione dilavori di bassa qualità. Non v’è stata un’adeguata politica industriale tale daperseguire la via alta della competitività fondata su investimenti, innovazionedei processi e dei prodotti, alta qualità del lavoro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Le politiche del lavoro del centrodestra non hanno nemmenorealizzato l’equilibrio prospettato nel disegno del noto Libro bianco del 2001,in cui l’aumento della flessibilità nel rapporto doveva essere compensato da unincremento delle tutele nel mercato, delle quali il cardine sarebbe stata lariforma degli ammortizzatori sociali. S’è agito solo nella prima direzione,trascurando la seconda e rinviandola di continuo, appellandosi alla mancanza dirisorse. Tutto questo giustifica il forte sospetto con cui le organizzazionisindacali dei lavoratori ormai guardano ogni annunciata riforma del mercato dellavoro. Ciò perché aleggia il timore che qualunque intervento, al di là delladeclamata virtù taumaturgica, produca in concreto un peggioramento dellegaranzie dei lavoratori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Pertanto, la precarietà e la diffusione del lavoro non protettosono il risultato non del caso, bensì delle politiche dei governi di centrodestra.E’ quindi falsa l’affermazione che spiega tale fenomeno solo sulla base dellepretese rigidità in uscita dal modello standard, e a cui ora qualchepseudoriformista vorrebbe porre rimedio estendendo la precarietà e la mancanzadi protezione in tutti gli ambiti del mercato del lavoro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;In un un’opinione pubblica narcotizzata da anni dalla narrazioneberlusconiana v’è il rischio che attecchiscano idee rudimentali, come appuntoquella in base alla quale la crescita dell’occupazione dipenderebbe dallo sfoltimentodelle tutele del lavoro, di cui l’art. 18 è l’emblema; tutele che per giunta,si dice non troverebbero riscontro negli altri paesi europei. E’ qui evidenteil pericolo dell’abuso del cosiddetto metodo comparato che (prendendo spunto dauna nota metafora), a forza di semplificazioni, può portare alla stesso erroremadornale in cui incorre chi, volendo descrivere a un cieco un elefante, ponetroppa attenzione sulla proboscide &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;e quindi finisce per disegnare i contorni di un grosso serpente.In altri termini, nel confrontare i vari sistemi di diritto del lavoro non èsufficiente limitarsi ai singoli istituti, ma bisogna tenere conto dell’interocontesto (economico, sociale, culturale) in cui essi operano e deicondizionamenti che da questo subiscono. Ad esempio, ritornando all’art. 18,v’è chi ne denuncia l’anomalia nel quadro comparato sostenendo che, negli altripaesi, la tutela reintegratoria, seppure esistente, non verrebbe mai applicata,perché sostituita da un’indennità compensativa dell’effettiva reintegrazionesul luogo di lavoro. L’argomentazione è risibile, poiché trascura che anche inItalia il lavoratore può scegliere di rinunciare alla reintegrazione in cambiodi un’indennità e che, nelle altre esperienze giuridiche, è logicamente improbabileche la soluzione alternativa alla reintegrazione pregiudichi il lavoratorerispetto alla sanzione tipica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Beninteso, la drammaticità dell’attuale situazione economica nonpuò costituire il cavallo di Troia attraverso il quale si accettino soluzionidi stampo neothatcheriano, a detrimento del fattore lavoro, già da annitartassato da una notevole perdita del potere di acquisito delle retribuzioni,dalla diminuzione della quota dei salari sul pil, dall’aumento delledisuguaglianze, e dall’incremento della pressione fiscale. Esistono, perfortuna, altre strade da percorrere tali da consentire di coniugare efficienzadel sistema produttivo e benessere dei lavoratori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;In Germania, per esempio, la crisi economica è stata affrontatain linea con la tradizione concertativa e collaborativa ivi diffusa. Ciò haspinto le imprese a ridurre al minimo i licenziamenti e a cercare soluzionialternative, come un’ampia flessibilità interna, attraverso il dialogo con lerappresentanze dei lavoratori. In Italia, il tema della reale partecipazionedei lavoratori alle scelte delle imprese continua ad essere declinato alribasso e talvolta, come nel caso Fiat, in modo strumentale ed autoritario. Conciò si ignora che, come insegna la Germania, il forte coinvolgimento dei lavoratorie delle loro rappresentanze costituisce una risorsa fondamentale per le impresedi fronte alla sfida dei mercati globali e, più in generale, per mantenere lacoesione sociale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;B. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Bellavista&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; – &lt;strong&gt;&lt;em&gt;A. Garilli&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;docenti     nell'Università di Palermo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.controlacrisi.org/"&gt;www.controlacrisi.org&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-4758613522200401810?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/4758613522200401810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=4758613522200401810&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4758613522200401810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4758613522200401810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/la-drammaticita-dellattuale-situazione.html' title='la drammaticità dell’attuale situazione economica non può costituire il cavallo di Troia attraverso il quale si accettino soluzioni di stampo neothatcheriano, a detrimento del fattore lavoro, già da anni tartassato da una notevole perdita del potere di acquisito delle retribuzioni, dalla diminuzione della quota dei salari sul pil, dall’aumento delle disuguaglianze, e dall’incremento della pressione fiscale'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-8545524876498344424</id><published>2012-01-21T21:51:00.000+01:00</published><updated>2012-01-21T22:57:51.431+01:00</updated><title type='text'>La lotta dei lavoratori Fiat non riguarda solo loro né solo i metalmeccanici, a cui è stato rubato il contratto nazionale, ma la società di cui facciamo parte</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/f8/f80cbf3a37cbdadf5bdb56a298c86dee39ccd9c8dcf0f0f4d8052996.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/f8/f80cbf3a37cbdadf5bdb56a298c86dee39ccd9c8dcf0f0f4d8052996.jpg" width="635" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Voglio la Fiom in Fiat&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Si sa che in tempi di crisi la solidarietà è la pianta che fa più fatica a crescere; invece l’attacco ai diritti e alle libertà è invasivo: se lo si lascia attecchire, non si riesce più a fermare (…) L’attacco a diritti e democrazia senza risposte forti dilagherà facilmente. Per questo, la campagna della Fiom contro la distruttiva politica della Fiat, avviata a Pomigliano nel dicembre 2010 e consolidata con l’accordo separato che estende a tutto il gruppo l’attacco alle condizioni di lavoro e alle libertà sindacali, viene alimentata da scioperi, manifestazioni ed anche azioni legali. &lt;br /&gt;Ma la Fiat/Chrysler è una azienda globale: le violazioni dei diritti e delle libertà in Italia riguardano anche tutti coloro che lavorano nei suoi stabilimenti nel mondo. Non attacca solo leggi e Costituzione in Italia, ma viola anche il diritto internazionale del lavoro, contenuto nelle Convenzioni dell’Oil: la n. 87 sulla libertà sindacale (1948) e la n. 98, sul diritto di organizzazione e contrattazione collettiva (1949), entrambe ratificate dal governo italiano nel 1958. &lt;br /&gt;Della violazione della n. 87, sono esempi il divieto per i lavoratori di eleggere rappresentanti della Fiom in fabbrica e il non versamento al sindacato delle quote di iscrizione alla Fiom da parte dell’azienda; riguardo alla Convenzione n. 97, è eclatante la non riassunzione di lavoratori iscritti alla Fiom nella fabbrica di Pomigliano. Inoltre, la Fiat ha annunciato l’esclusione della Fiom dalla delegazione che tratterà la costituzione del Comitato aziendale europeo di Fiat Industrial. Negli anni scorsi per ben due volte la Fiat ha rifiutato di negoziare con la Federazione Internazionale dei sindacati (Fism) un accordo quadro (già sottoscritto da diverse aziende dell’auto) per la globalizzazione dei diritti fondamentali (core labour standards) contenuti nelle Convenzioni Oil. &lt;br /&gt;Dunque, la campagna nazionale «Voglio la Fiom in Fiat» è diventata anche una campagna internazionale, in collaborazione con il sito LabourStart, subito dopo l’accordo separato. A oggi hanno firmato 6500 sindacalisti e attivisti sindacali, per un terzo da Stati Uniti e Canada, poi dall’Europa, in testa la Gran Bretagna, la Francia, la Germania. Ma c’è stata una risposta da tutti i continenti: dall’India all’Australia al Nord Africa. E intendiamo presentare un ricorso all’Oil, unica agenzia dell’Onu tripartita, che dovrà fare pressione sul governo perché imponga il rispetto delle Convenzioni. L’incontro avuto a Ginevra con rappresentanti dell’Oil ci ha incoraggiato in tal senso. &lt;br /&gt;In che democrazia viviamo se la politica tace di fronte alla estromissione dai posti di lavoro del sindacato più rappresentativo e il divieto per chi lavora di eleggere il sindacato che vuole, e fare attività sindacale, mentre deve subire un peggioramento della condizione di lavoro? Questa domanda verrà fatta ad alta voce da tutti/e coloro che la condividono, metalmeccanici e non, che non si rassegnano alla regressione e all’ingiustizia, nella manifestazione nazionale indetta dalla Fiom per l’11 febbraio “Democrazia al lavoro”. &lt;br /&gt;La lotta dei lavoratori Fiat non riguarda solo loro né solo i metalmeccanici, a cui è stato rubato il contratto nazionale, ma la società di cui facciamo parte. Nella profonda crisi sociale e democratica, in cui vive l’Europa, lottare per la democrazia e il lavoro non è solo un diritto, ma un dovere civile. &lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;Alessandra Mecozz&lt;/b&gt;&lt;b&gt;i&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;responsabile Ufficio internazionale  Fiom-Cgil &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/notizie-per-data/21-01-2012/"&gt;21/01/2012&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/"&gt;www.ilmanifesto.it&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;em&gt;Per sottoscrivere la campagna&lt;/em&gt;:&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.labourstart.org/cgi-bin/solidarityforever" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;www.labourstart.org/cgi-bin/solidarityforever &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;:: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.fiom.cgil.it/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;www.fiom.cgil.it &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-8545524876498344424?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/8545524876498344424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=8545524876498344424&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/8545524876498344424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/8545524876498344424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/la-lotta-dei-lavoratori-fiat-non.html' title='La lotta dei lavoratori Fiat non riguarda solo loro né solo i metalmeccanici, a cui è stato rubato il contratto nazionale, ma la società di cui facciamo parte'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-9056891393393273804</id><published>2012-01-21T10:28:00.001+01:00</published><updated>2012-01-21T10:28:34.752+01:00</updated><title type='text'>C’è bisogno di riandare in piazza, di lottare, di rendere visibile la nostra assoluta alterità a queste scelte del governo deile banche, la profonda convinzione che il debito non debba essere pagato e che la cura è peggio della malattia, soprattutto perché la malattia è del loro sistema</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.usb.it/fileadmin/archivio/sciopero27gennaio/Manifesto-1.250x359.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://www.usb.it/fileadmin/archivio/sciopero27gennaio/Manifesto-1.250x359.jpg" width="444" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Sindacato di base, il 27 gennaio sciopero generale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Per Usb, Orsa, SlaiCobas, Cib-Unicobas, Snater, SiCobas e Usi il 27 gennaio sarà sciopero generale con manifestazione nazionale a Roma. La mobilitazione è indetta, si legge in una nota unitaria dei sindacati, oltre che “contro le precendenti manovre del governo Berlusconi, contro il governo Monti, che conferma le precedenti manovre riduce il potere d'acquisto dei salari attraverso l'aumento dell'Iva, dell'Irpef locale, dei ticket sanitari, delle accise sulla benzina e l'adozione dell'Ici sulla prima casa, colpisce l'intero sistema pensionistico e il livello di vivibilità economica dei pensionati, privatizza beni comuni e servizi pubblici applicando i dettami della Bce e dell'Unione Europea, che tutelano gli interessi del grande capitale bancario, finanziario ed economico, scaricando i costi della crisi capitalista sui lavoratori e sulle fasce di popolazione più disagiata". L'agitazione, continua la nota, contesta anche “le politiche del piano Marchionne, le delocalizzazioni e la deindustrializzazione in atto, l'estensione dell'accordo Pomigliano in tutto il gruppo Fiat e nelle aziende metalmeccaniche collegate, la cancellazione del contratto nazionale e la svolta autoritaria in atto nelle relazioni sindacali". Tra gli obbiettivi dei sindacati di base è incluso infine anche "il patto sociale e l'attacco ai diritti dei lavoratori" nonchè "l'accordo del 28 giugno 2011 tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, che ha aperto la strada all'art. 8 della manovra del governo e alla cancellazione dei contratti nazionali".&lt;br /&gt;&lt;div class="article_info"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="article_info"&gt;&lt;b&gt;Fabrizio S&lt;/b&gt;&lt;b&gt;alvatori &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="article_info"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/notizie-per-data/20-01-2012/"&gt;20/01/2012 &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="article_info"&gt;&lt;a href="http://www.controlacrisi.org/"&gt;www.controlacrisi.org&lt;/a&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-9056891393393273804?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/9056891393393273804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=9056891393393273804&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/9056891393393273804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/9056891393393273804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/ce-bisogno-di-riandare-in-piazza-di.html' title='C’è bisogno di riandare in piazza, di lottare, di rendere visibile la nostra assoluta alterità a queste scelte del governo deile banche, la profonda convinzione che il debito non debba essere pagato e che la cura è peggio della malattia, soprattutto perché la malattia è del loro sistema'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-8855075429477917137</id><published>2012-01-19T10:31:00.000+01:00</published><updated>2012-01-19T10:31:15.667+01:00</updated><title type='text'>L'alternativa di società deve partire coraggiosamente dalle persone prima che dai soldi, e dai contenuti di cittadinanza prima che dai contenuti dell’economia. Questo governo al traino di Germania e Francia ha fatto scelte opposte</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/60/603d1ba220a8d4279ebe0c758d48054dd35bb8473f5c7e830be93c9a_175x175.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="479" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/60/603d1ba220a8d4279ebe0c758d48054dd35bb8473f5c7e830be93c9a_175x175.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;A CHE PUNTO È LA CRISI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;La domanda ha senso perché unacrisi è sempre un percorso. E’ costituita di momenti diversi, pur dentroun'unica, più o meno lunga fase di difficoltà o di vera e propria recessioneeconomica. D’altraparte, ogni crisi è anche un nuovo inizio, come suggeriscel'etimologia stessa (krìsis in greco vuol dire “scelta”, “decisione”, oltre che“separazione”). Si tratta, perciò, di una dinamica di disequilibrio e,contemporaneamente, di ricerca di nuovi equilibri. Ed è bene non sottovalutarequesto carattere costituente della crisi, il fatto, cioè, che essa prelude eprepara un nuovo assetto delle relazioni capitalistiche, tanto all'interno deisingoli sistemi-paese quanto a livello delle più complessive relazioni tra idiversi Stati nazionali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Ovviamente coloro che pensanodi essere alla vigilia del vero e proprio crollo del sistema capitalistico nonhanno affatto bisogno di interrogarsi sul decorso della crisi, tantomeno sulsuo andamento costituente. Se si stabilisce in maniera apodittica che siamo difronte a un'agonia, l'unica trasformazione possibile diventa il passaggiodall'agonia alla morte. E però, un tale convincimento a me pare non soloimmotivato nei suoi termini teorici, ma anche linearmente contraddetto daquanto avviene in vaste aree del mondo, dalla Cina al Brasile all'India, chepresentano ancora consistenti trend di crescita, capitalistica appunto, e sonosoltanto marginalmente sfiorati dalla crisi economica, la quale si incentratutta, invece, tra le due sponde dell’Atlantico. Lo stesso Giappone, purdrammaticamente colpito dal disastro nucleare dei mesi scorsi, e penalizzatonelle esportazione da uno yen troppo forte, mantiene un trend economico più cheaccettabile, tanto che la borsa di Tokyo ha già sostanzialmente recuperatorispetto alla caduta del 2008.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;In realtà, se lo consideriamonel suo complesso, è davvero difficile sostenere che il capitalismo, in questoprimo scorcio del secolo XXI, sia moribondo. E seppure fossimo di fronte ad unanuova&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;dislocazione geografica dei suoicentri di gravità, solamente un inguaribile eurocentrismo ci potrebbe farparlare di superamento storico del rapporto sociale di capitale. Anzi, propriola diversa condizione della sua salute nei diversi angoli del mondo ci confermacome ilcapitalismo, in quanto sistema, sia ben lontano dalla sua ultima ora - ameno di non sostenere, come pure alcuni fanno, ma si tratta di argomentidavvero inconsistenti, che in Cina, Brasile, India, ecc., esisterebbero ormaiuna struttura economica e dei rapporti sociali già “post-capitalistici”…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Dunque, assumendo che la crisiè una difficoltà reale del capitalismo, e al tempo stesso anche una opportunitàper avviarsi ad una nuova fase, la domanda “a che punto è la crisi” è dagiudicare senz’altro utile politicamente, oltre che teoricamente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Io ritengo che, nell’insiemedegli anni che vanno dal 2008 ad oggi, possiamo agevolmente individuare unaprima fase, grossomodo fino agli inizi del 2010, legata allo scoppio dellebolle finanziarie, dei subprime e dei titoli tossici, caratterizzata da unabrusca fermata della circolazione facile del denaro. Ciò che i singoli segmentidi capitale avevano provato a fare negli anni precedenti - e cioè, sottrarsialle rigidità di crescita dei livelli dati di produzione dei sistemi-paese diriferimento, investendo “al di fuori” di essi, in particolare sul futuro, eipotecando così le produzioni degli anni a venire -, veniva alfine ruvidamentebloccato. I singoli segmenti di capitale sono stati richiamati all’ordine dallestesse regole di funzionamento del capitalismo, che hanno il loro fondamentonella capacità produttiva potenziale di un sistema-paese, capacità produttivateoricamente illimitata, e però comunque fissata concretamente ad unospecifico, determinato livello in ogni determinato momento. Il denaro dovevasmetterla di provare ad innalzarsi alla stessa grandezza di valore di quellacapacità produttiva potenzialmente illimitata e doveva rapportarsi, piùprosaicamente, alla sola produzione effettivamente data. Il punto di difficoltàdi un tale “blocco” era che l'esposizione dei vari segmenti di capitale sipresentava con dimensioni veramente enormi, e la loro necessità diremunerazione andava, perciò, ben oltre la “bramosia dell’oro” dei capitalistie dei loro manager. I grandi fondi d'investimento, i fondi pensione, gli stessifondi sovrani, ma anche le grandi compagnie di assicurazione e le grandibanche, tutte ormai indistintamente banche commerciali e d’affari, avevano ehanno bisogno di una remunerazione elevata proprio per onorare l'esposizionegigantesca costruita nell’ultimo ventennio. Concretamente, il sistemafinanziario deve onorare una pluralità di impegni che richiedono ampialiquidità: si tratta di pensioni integrative, di interessi annuali suidepositi, di cedole trimestrali e semestrali sulle obbligazioni, di linee dicredito aperte per le grandi imprese e i grandi progetti, dei fondi di garanziadei processi di ristrutturazione e di fusione &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;produttiva, ecc. Ma sel'ipoteca del futuro risultava bloccata, ed appariva comunque poco praticabile,dove si potevano mai trovare le emunerazioni necessarie?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Si apriva così una seconda fasedella crisi, grossomodo dagli inizi del 2010 fino all’autunno del 2011,collegata esattamente al tentativo dei singoli segmenti di capitale dimantenersi a galla. Questa seconda fase è divenuta ben presto un vero e propriobraccio di ferro fra i singoli segmenti di capitale e i sistemi-paese,incentrato sul debito sovrano. I singoli segmenti di capitale, ovvero i grandiinvestitori, hanno chiesto ai propri sistemi-paese di garantire le lororemunerazioni sia attraverso un innalzamento dei rendimenti di titoli di Stato,sia attraverso fondi diretti di sostegno alle grandi imprese finanziarie indifficoltà, sia attraverso ampie dismissioni del patrimonio pubblico al fine dimoltiplicare le occasioni di collocamento profittevole del denaro. Si ètrattato, in sostanza, di una breve ma intensa “guerra civile” capitalistica, coni segmenti specifici di capitale che hanno provato a condizionare, e financheaggredire, i sistemi-paese in quanto tali, anche quelli da cui essi stessiprovenivano. I cosiddetti speculatori, in altri termini, si sono precisati comenull’altro che l’insieme degli investitori di borsa; e le loro azioni, tuttepiù o meno obbligate e tutte più o meno “speculative”, si sono rivolteprogressivamente verso tutti i titoli di Stato, in particolare quelli piùesposti, cioè più bisognosi di essere venduti e messi sul mercato. Così, dentroquesta “guerra civile capitalistica”, si profilava anche un primo avvio diguerra economica tra gli Stati. Siamo adesso ad una evoluzione ulteriore. Dettoin estrema sintesi, ciò che sta succedendo in queste settimane è che i sistemi-paeseai quali afferiscono buona parte dei grandi fondi di investimento, vale a diregli Stati Uniti d'America e la Gran Bretagna, ricostruita una&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;relativa condizione di intensa con i lorosegmenti di capitale - e l’hanno costruita anche adoperando le “maniere forti”,per esempio&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;chiamando i grandi istitutifinanziari in tribunale (lo ha fatto il governo USA nel settembre scorso) perrispondere delle bolle finanziarie del 2007 e 2008 -, spingono l’insieme della cosiddetta“speculazione” ad aggredire i sistemi paesi concorrenti, prima fra tuttil’Europa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;E’ subentrata, in altre parole,una terza fase del decorso della crisi. Dal blocco delle scorribande del denarosi era passati al braccio di ferro tra i segmenti di capitale e isistemi-paese; ed ora si passa, da quel braccio di ferro, ad uno scontro reale,seppure non- militare (o, forse, ancora non-militare), tra i principalisistemi- paese. In questo scontro i singoli segmenti di capitale fungono daarmate mobili. E’ questo il passaggio che precisamente stiamo vivendo: l'avviodi una guerra incruenta, per dirla con una battuta, fra l’Europa (l’Europa a26, beninteso, senza la Gran Bretagna) e l’insieme del capitalismoangloamericano. Questa terza fase della crisi, in effetti, è appena cominciata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Intendo, cioè, la fase di“guerra economica” consapevole. Finora, infatti, l'aggressione ai debitisovrani dell'Europa conteneva molto ancora della “guerra civileintercapitalistica” fra l'insieme dei mercati e l'insieme dei sistemi-paese.Coloro che parlavano, fino a qualche mese fa, di situazione confusa e dimercati sostanzialmente “impazziti” avevano più di un argomento per sostenere iloro discorsi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Tuttavia, Inghilterra e StatiUniti cominciavano già ad indirizzarsi, dentro quella stessa dinamica, verso unoscenario di depotenziamento&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;del pesodell'Europa nell'economia mondiale. Un'Europa più debole, infatti, va benetanto al dollaro quanto alla sterlina: al dollaro, per evitare di perdereprogressivamente il monopolio di moneta di riferimento delle transazioniinternazionali; alla sterlina, per evitare di essere tagliata fuori, in unatenaglia dollaro/euro, dallo scenario della finanza e dei commerci mondiali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Il prolungarsi della incertezzadei governi americano e inglese, e la conseguente “confusione” dei mercati,avevano però una loro ragion d’essere nella materialità stessa del capitalismo,nel fatto, cioè, che i capitali sono sì tutti specifici ma anche tuttiinterconnessi: una crisi brusca e verticale dell’euro avrebbe potuto creare,allo stesso dollaro e alla stessa sterlina, più problemi di quanti non nerisolvesse. Di qui un periodo di strategia incerta, con atti di latente “guerraeconomica”, ma non ancora una guerra economica dispiegata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;La differenza l'hanno fatta, inqualche modo, gli stessi mercati. I singoli segmenti di capitale allocati a NewYork e a Londra, che già sullo scacchiere globale soffrono la concorrenzaproveniente dai paesi del cosiddetto Brics (Brasile, Russia, India, Cina,Sudafrica), e che hanno sempre nel Giappone un altro elemento di inquietudine,non potevano essere ricondotti a una condizione di normalità in manieraassoluta. La soluzione è stata, e non poteva essere altrimenti, una sorta direlativa pacificazione dei “fronti interni” americano ed inglese, in cambio diuna convergenza aggressiva di grandi investitori e governi nell'attaccoall'Europa. Insomma, può essere pure che Obama e Cameron si stiano facendoprendere la mano dai loro grandi investitori, e che non abbiano affatto deciso“a freddo” la guerra economica con l'Europa, ma ormai, al di là delleintenzioni singole, la guerra guerreggiata è sopravvenuta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Fungono da cannoniere di primalinea, come spesso è successo negli ultimi due decenni, le famigerate agenziedi rating, le quali non sono affatto i “soggetti terzi” che dicono di essere edhanno tutte domicilio stabile a New York. Esse proclamano, sempre più ad altavoce, un declassamento di valutazione dell’intera Europa, col proposito,neppure tanto nascosto, di sollecitare il “ritorno a casa” di dollari e sterline,al fine di aggravare, nell’immediato, le difficoltà finanziarie e produttivedell’Europa, e, soprattutto, per marcare una linea di divisione netta tra zonaeuro e resto del mondo. Né più né meno che una “linea del fronte”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;L'elemento nuovo degli ultimissimigiorni è che l'Europa sta progressivamente acquisendo consapevolezza dellasituazione. La Germania è ancora attraversata da dubbi e resistenze, ma iltrattato a 26 che si profila per la fine di marzo tende già a presentarsi comeun passaggio decisivo della mobilitazione europea, così come momenti diblindatura e di mobilitazione sono già stati i cambi di governo in Grecia,Spagna e Italia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Siamo dunque, in sostanza, aiprimi posizionamenti di una guerra economica conclamata fra i principali staticapitalistici dell'Occidente, il cui esito, allo stato, non è facilmenteprevedibile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;E’ verosimile che i prossimimesi vedano un'iniziativa stringente dei principali paesi europei, con unaGermania più decisa alla battaglia e più disponibile a solidificare l'alleanzaeuropea, e ciò sia attraverso il sostegno (condizionato, ovviamente) ai paesiminori, sia attraverso una riorganizzazione regolamentare tanto delleistituzioni europee quanto dei mercati finanziari e commerciali, sia attraversouna più chiara individuazione ed esplicitazione del nemico, per esempio creandoun'agenzia europea di rating in diretta contrapposizione alle agenzie di ratingamericane, sia, infine, avviando intese più o meno cordiali con l’area Brics ealmeno un patto di “non belligeranza” col Giappone.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;E’ verosimile, d'altra parte,che inglesi e americani provino insistentemente a spaccare l'Europa, evitandofrizioni dirette con la Germania e premendo a vario titolo verso i paesi piùdeboli. In ogni caso, cercheranno di bloccare l’euro presso gli altriprotagonisti dello scenario mondiale e punteranno a cementare quanto piùpossibile l'asse tra dollaro e sterlina. Sul piano pratico è possibile ancheche si realizzi ampiamente ciò che già chiedono le agenzie di rating, ovverouna sorta di “ritorno a casa” del dollaro e della sterlina dai loro variimpieghi in Europa, la qualcosa avrebbe certamente pesantissime ricadute sultessuto produttivo e sugli assetti occupazionali. Ed è finanche possibile che,da qualche parte, americani ed inglesi “mostrino i muscoli” in senso letterale,per esempio contro l’Iran, e ciò anche col proposito di creare scompiglio alblocco europeo. Le cannoniere vere e proprie ai confini dell’Europa sarebberoun monito più che eloquente, e fungerebbero da richiamo per una&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;rinnovata “solidarietà” occidentale a guidaamericana…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Ma non serve congetturare orasul percorso specifico dello scontro. Di sicuro, è possibile già ipotizzare lesue ricadute sulla quotidianità di lavoro e vita delle persone. Detto con tuttala brutalità necessaria, sui lavoratori e sulle classi popolari si scaricheràsenza misericordia l’incipiente organizzazione del “fronte interno” europeo. Daqualche parte già si ricomincia a parlare di “patria” e di “traditori dellapatria”. L’ha detto qualche ministro qui in Italia, riferendosi agli evasori, iquali quasi sempre sono, ovviamente, dei ricchi farabutti. Ma al netto deglievasori, l’uso altisonante della parola “patria”, la dice lunga su come ci siattrezzerà sul piano della disciplina interna. Ed è una cosa che riguarda moltoda vicino proprio gli strati popolari. Già, perché saranno proprio le classipopolari, così come avviene nelle guerre cruente, a dover sopportare il peso diquesta “guerra economica”. Esse saranno chiamate a terribili sacrifici permantenere, dentro la contesa economica internazionale, l’insieme dellastruttura sociale, e concretamente l’insieme delle classi privilegiate.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Si spiega anche in relazione aun tale scenario il ruolo del governo Monti, che non è una pura espressione dellebanche (come in troppi, a sinistra, hanno frettolosamente detto). Con funzionidi ministro abbiamo già prefetti, ammiragli, ambasciatori, grandi funzionaridello Stato. E gli stessi “banchieri” Monti e Passera sono esattamentel'espressione dell'intreccio strettissimo di economia e Stato che si determinain un periodo di guerra economica. E’ un intreccio destinato a irrobustirsiulteriormente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Ma poiché in questa guerraeconomica il ruolo fondamentale continuerà ad essere svolto senz’altro dalloStato, è più che probabile anche un aumento delle pulsioni autoritarie. Quelliche danno fastidio, che sono riottosi ad irreggimentarsi, che hanno da diresuisacrifici, che vogliono mettere in discussione lo stesso assetto sociale ealludono,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;magari, a un percorso “altro”,incentrato sul congelamento del debito sovrano e, conseguentemente, su unasorta di disarmo unilaterale rispetto allo scenario di guerra economica:ebbene, tutti costoro, nella logica della “mobilitazione patriottica europea”,dovranno essere “messi in condizione di non nuocere”. Saranno additati comeparticolarmente pericolosi proprio i discorsi che prospettano una modificadell'assetto assetto sociale costituito e le iniziative che mettono al primoposto il lavoro, i beni comuni e i diritti invece che il denaro, la proprietà eil mercato, e che perciò vanno nella direzione di una esplicita compressionedelle classi possidenti. Chi lotta per il lavoro e per i diritti sarà benpresto segnalato come nemico conclamato della patria. Altro che gli evasori!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Ma, ammesso che tutto questoragionamento abbia autentico fondamento, sarà poi possibile spiegarlo inmaniera semplice a quelli che sono costretti ad un lavoro sempre più faticoso esempre meno remunerato, o ai giovani in cerca di occupazione?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Io credo di sì, che è possibilee comprensibile un discorso incentrato su parole d'ordine del tipo “noi laguerra economica non la vogliamo fare”, “il debito va congelato perché non puòessere un macigno nell'esistenza delle persone”, “il lavoro deve valere più deldanaro depositato in banca o immobilizzato nella proprietà”. Si tratta dipartire coraggiosamente dalle persone prima che dai soldi, e dai contenuti dicittadinanza prima che dai contenuti dell’economia, prospettando esplicitamenteun mondo diversamente organizzato, dove le classi privilegiate non imponganoagli strati popolari le loro guerre, cruente e non, e dove soprattutto glistrati popolari rialzino la testa, in nome delle loro necessità, dei lorodiritti e delle loro speranze.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Rino Malinconico&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;18/01/2012&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;a href="http://www.controlacrisi.org/"&gt;www.controlacrisi.org&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-8855075429477917137?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/8855075429477917137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=8855075429477917137&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/8855075429477917137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/8855075429477917137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/lalternativa-di-societa-deve-partire.html' title='L&apos;alternativa di società deve partire coraggiosamente dalle persone prima che dai soldi, e dai contenuti di cittadinanza prima che dai contenuti dell’economia. Questo governo al traino di Germania e Francia ha fatto scelte opposte'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-3369848875341428472</id><published>2012-01-19T10:24:00.003+01:00</published><updated>2012-01-19T10:24:40.563+01:00</updated><title type='text'>La prefazione del libro di Daniele Nalbone e Giacomo Russo Spena</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/35/3515239051ba2b03ddd03b5e753024ecfce68e1c718a0f1b67de0e5b.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/35/3515239051ba2b03ddd03b5e753024ecfce68e1c718a0f1b67de0e5b.jpg" width="417" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;“Ripuliti, postfascistidurante e dopo Berlusconi”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;«Pronto, so’ Fabio de Roma e ve volevo dì che so’ un fascio dapanico!». Novembre 1993, il primo turno delle elezioni municipali di moltegrandi città italiane si è chiuso con risultati sconvolgenti: a Roma e Napoli icandidati a sindaco del partito neofascista Msi, Gianfranco Fini e AlessandraMussolini, hanno raccolto tra un terzo e la metà dei voti. Intanto, le cronachedi stampa parlano con sempre maggiore frequenza di un nuovo fenomeno giovanile,quello dei cosiddetti «naziskin», violenti e razzisti, che qualcuno arriverà apresentare come l’aspetto più visibile e inquietante di una sorta di«Sessantotto di Destra». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;In quegli stessi giorni Radio Radicale, che ha aperto i suoimicrofoni agli ascoltatori alla metà di ottobre raccogliendo oltre 10milatelefonate al giorno, sta mandando in onda i messaggi che vengono registratidalla sua segreteria telefonica. Via radio si inseguono senza tregua iframmenti di un discorso delirante, demenziale e tragico allo stesso tempo. IlNord contro il Sud, la voglia di secessione dei leghisti, i tifosi della Romacontro quelli della Lazio, i sostenitori di Fini e quelli di Rutelli – i duecontendenti per il Comune di Roma – insulti e appelli al Duce, Moana Pozzi eBossi. C’è di tutto nelle telefonate alla radio, anche se gli ascoltatori piùattenti assicurano che rispetto a qualche anno addietro sono diventati ilrazzismo e l’apologia del Ventennio i temi più gettonati. È poi il ballottaggioper le elezioni amministrative, in particolare quelle capitoline, che sembrainteressare molto a chi telefona a Radio Radicale. Ragazzini, spesso poco piùche adolescenti, intasano le linee telefoniche per scongiurare il «pericolorosso» che a loro dire rischia di abbattersi su Roma, in caso di vittoria diFrancesco Rutelli. «Votate Fini, pure perché è della Lazio» o «anche se è dellaLazio», spiegavano Tony della Magliana e un suo amico, che «già vota» e che «depolitica ce capisce», prima di salutare tutti i «bastardi milanesi». &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Il palinsesto di insulti razzisti e apologia dello stuproproposto allora da Radio Radicale non rappresenta certo il più scientifico trai punti di osservazione sul clima complessivo vissuto dal nostro Paese in quelmomento, ma certamente fotografa bene una fase che avrebbe segnato l’iniziodelle affermazioni politiche di massa della Destra. In un editoriale comparsosu «il manifesto» in quei giorni, si proponeva questa lettura della raffica diparole inquietanti diffuse dalla radio: «Sono messaggi disperati e tristissimi,come di chi non abbia patrimonio né genealogia, né senso a cui attingere. Quasiche gli ultimi due anni di crisi italiana avessero fatto tabula rasa di untessuto civile restato senza radici, in nome dei corrotti da giustiziare e deipolitici da distruggere. C’è l’ostinato ricorrere a pulsioni di base, quelle esolo quelle, come se ogni capacità simbolica, quella che serve a dare nome allecose e alle passioni, a metterle tra loro in connessione e farle diventaresenso comune e condiviso, fosse esaurita ed esautorata». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Se il «voto Fini perché mi piace il Duce» gridato al telefono diRadio Radicale sembrò dare allora improvvisamente corpo a un’armata diinvisibili, quei primi segnali mostruosi e brutali, che parlavano di «soluzionefinale per i negri e i terroni», avrebbero finito per trasformarsi poi pianpiano in una ben più «normale» e socialmente accettata rappresentanza politica.Il voto delle amministrative della fine del 1993, come i messaggi a RadioRadicale, erano solo un pallido annuncio di quanto sarebbe seguito. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Il 27 marzo del 1994 le due coalizioni di Destra costruitedall’imprenditore Silvio Berlusconi, il «Polo delle libertà» tra Lega Nord eForza Italia nelle regioni del Nord del Paese e quello «del buon governo» trail Msi/An e Forza Italia nel Sud, raccolgono la maggioranza dei consensi.Nascerà così il primo governo guidato dal Cavaliere e prenderà corpo per laprima volta quella sfida di Destra alla società italiana destinata a durare perquasi un ventennio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Sconfitto dalla crisi economica, «battuto dallo spread» più chedai suoi oppositori politici, indebolito da una serie di scandali economici esessuali, Silvio Berlusconi sembra ora parzialmente uscito di scena, ma lapesante eredità della lunga egemonia che ha esercitato sulla politica italianasarà difficile da cancellare o anche solo da superare fino in fondo. Ed èall’interno di questa strategia che si è realizzato il definitivo«sdoganamento» di quell’estrema Destra, erede diretta e orgogliosa del Fascismostorico, che racconta e descrive minuziosamente questa inchiesta. Per tentaredi comprendere cosa è stato e cosa potrà diventare il neofascismo durante edopo «l’era Berlusconi», come ci invitano a fare Daniele Nalbone e GiacomoRusso Spena, si devono perciò ripercorrere le coordinate fondamentalidell’«invenzione politica» berlusconiana, all’ombra della quale si è operataquella incredibile trasformazione di una comunità rancorosa e violenta dinostalgici mussoliniani in una moderna e riconosciuta Destra di governo, che èsotto gli occhi di tutti. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;«L’Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le miesperanze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre e dalla vita, il miomestiere di imprenditore. Qui ho appreso la passione per la libertà. Ho sceltodi scendere in campo e di occuparmi della Cosa pubblica perché non voglio viverein un Paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppiofilo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare. La storiad’Italia è a una svolta. Da imprenditore, da cittadino e ora da cittadino chescende in campo, vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno. Vidico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme, per noi e per inostri figli, un nuovo miracolo italiano». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;L’annuncio della «discesa in campo» di Berlusconi arriva nelgennaio del 1994. Il «miracolo» annunciato dal Cavaliere si candida palesementea colmare il vuoto di rappresentanza politica che fa seguito agli esitidell’inchiesta su Tangentopoli e allo smottamento dell’intera classe politica,rappresentata in primo luogo da democristiani e socialisti, che ha guidato ilPaese per oltre mezzo secolo. Per raggiungere questo scopo, spiega lo storicoinglese Paul Ginsborg (L’Italia del tempo presente, Einaudi), il Cavaliereelabora un «formidabile progetto egemonico» «che non pretendeva di abolire lademocrazia, ma sicuramente mirava a mutarne il contenuto e gli equilibri.Berlusconi nutriva l’aspirazione a diventare una figura presidenziale forte eproponeva un programma economico fondamentalmente neoliberista, con forticonnotazioni thatcheriane: meno tasse, maggiori possibilità di scelta per icittadini, competizione ed efficienza nella vita pubblica, uno Stato socialeresiduale. Inoltre il primato della famiglia come nucleo di solidarietà eimprenditorialità veniva riaffermato con forza». &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;A metà degli anni Novanta, la rivoluzione conservatrice italianaguidata da Berlusconi accompagna però anche l’emergere di un altro fenomeno. Larapida trasformazione del quadro politico avvenuta per «via giudiziaria» sicompie sullo sfondo di uno scenario economico e sociale profondamente mutato,accompagna una delle più profonde ristrutturazioni vissute dal capitalismonell’arco della sua storia. L’industria manifatturiera perde il ruolo centraleche aveva avuto per più di un secolo, molte fabbriche chiudono o trasferisconola propria produzione nei Paesi dell’Est europeo o dell’Estremo Oriente:comunicazione, informatica e terziario assumono un ruolo economico di primopiano. Per il sociologo Marco Revelli (Le due destre, Bollati Boringhieri) laclasse politica sembra così subire, in rapporto a questa transizione dalmodello di produzione fordista a quello postfordista, «una rapidaobsolescenza». La vecchia figura del politico «mediatore», di democristianamemoria, non serve più, sta per essere soppiantata dalla spietata logicad’impresa. Non solo: rispetto alla rapidità dei cambiamenti conosciuti dallavoro e dalla società, è la stessa politica, per come era stata conosciuta inItalia fin dalla nascita della Repubblica dopo la caduta del Fascismo, adapparire «inutile». Prende così corpo quella che Revelli definisce come «unaderiva di Destra che dalla crisi del “politico mediatore”» conduce direttamentealla ricerca di figure ben più inquietanti: quelle del «“politico manager”,liquidatore dell’antico sistema delle garanzie e amministratore del “sistemaPaese” con piglio imprenditoriale», e del «“leader carismatico”, capace dirispondere alla domanda altrettanto pressante di una identità nazionale, diappartenenza e di deresponsabilizzazione partecipante». Per lo studiosotorinese, a raccogliere la maggioranza dei consensi nel Paese, fino ad assumereun profilo egemonico, è perciò, incarnato da Berlusconi, «quel potenziale di sfidaalla democrazia sociale e all’ordine costituzionale che fino ad allora erastato confinato, in forma minoritaria, nei settori più coperti della nostraDestra nazionale». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;L’esecutivo guidato dal Cavaliere nel 1994 comprenderà così, perla prima volta nella storia delle istituzioni repubblicane sorte dallabattaglia democratica della Resistenza e dopo la fine della dittaturamussoliniana, ben cinque esponenti neofascisti. «Il vero fatto nuovo delgoverno Berlusconi è l’inclusione, per la prima volta in Europa, di un partitodiretto discendente della tradizione fascista. Il gruppo parlamentare elettosotto la sigla di Alleanza nazionale non è altro infatti che il vecchio Msi piùqualche esterno», sottolineavano non a caso all’epoca i politologi Piero Ignazie Richard S. Katz (Politica in Italia. Edizione 95, Il Mulino). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Gli esponenti del partito fondato nel 1946, all’indomani dellasconfitta militare del Fascismo, che ha riunito dapprima elementi di primopiano del regime mussoliniano e della Repubblica di Salò, sostenuta dainazisti, e intorno alle cui fila è sorta la Strategia della Tensione, la lungascia di sangue e bombe che ha segnato il Paese per almeno due decenni, diversitentativi golpistici e una lunga serie di violenze politiche, giurano fedeltà auna Repubblica antifascista di cui sono sempre stati i più acerrimi nemici. Adessere cambiati, per il momento almeno, non sono stati però i neofascisti, mail quadro complessivo della politica e della società italiana. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Che sia il debutto di una nuova epoca, e l’arrivo di un’ineditafigura politica quale è quella di Silvio Berlusconi, ad aver reso possibilequesto «sdoganamento» della Destra nazionale, i missini lo sanno bene. Al puntoche, quando nei primi giorni del 1995 il Msi celebra a Fiuggi il congresso chesancirà la nascita di Alleanza nazionale, il primo passo di quel processoprogressivo che porterà infine gli ex missini nel Popolo della libertà, ildocumento proposto ai delegati celebra l’avvento di una «nuova fase storica».«Il Movimento sociale italiano-Destra nazionale, come tale, ha raggiunto inpieno gli scopi che si era prefisso: la Prima Repubblica, contro la quale siera battuto, è crollata sotto i colpi dei giudici ed è stata poi travolta dalvoto degli elettori. Insieme ad essa si chiude la fase storica della Destra dialternativa al sistema e si apre una fase nuova nella quale la Destra ha ildovere di partecipare per rinnovare la politica e rifondare lo Stato. In questocontesto Alleanza nazionale è il primo, vero movimento politico della SecondaRepubblica». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;La genesi di ciò che è andato in seguito sotto il nome di«postfascismo», l’uscita del vecchio mondo dell’estrema Destra dal ghetto dellanostalgia e da un posizionamento politico anti-sistema, è riconducibile aquesta fase decisiva della recente storia nazionale. Completando l’opera dinormalizzazione della memoria pubblica del Paese, già intrapresa da BettinoCraxi e Francesco Cossiga, interessati a superare la dicotomiafascismo/antifascismo che era stata fondativa dell’identità italiana post-1945e che considerava il conflitto politico e sociale come parte decisiva delprocesso democratico, Berlusconi farà del vecchio neofascismo, come della nuovaDestra leghista, gli alleati fondamentali della propria strategia politica. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Ma il ruolo assunto dalla cultura politica dell’estrema Destraattraverso quella che è stata definita come la lunga «transizione italiana»degli anni Novanta, termine cui si dovrebbe forse tornare a guardare oggi conattenzione nel pieno di una ulteriore fase costituente per nuovi equilibripolitici, stavolta fondata sull’emergenza della crisi economica e finanziariainternazionale, non può essere ridotto a una sorta di revanche sulla Storia daparte degli sconfitti del ’45. Al centro dell’invenzione politica berlusconianac’è infatti la definizione di un nuovo orizzonte, quello di una «Destraplurale» che contenga al proprio interno tutte le tendenze politiche che sioppongono alle culture progressiste: dal conservatorismo di matrice economica oreligiosa, fino al neofascismo e alle spinte apertamente identitarie exenofobe. In un Paese che dopo il Ventennio della dittatura fascista haconosciuto la lunga egemonia democristiana, il Cavaliere crea una Destra chesemplicemente non è mai esistita prima. Non qualcosa che assomigli alconservatorismo inglese, né al gaullismo francese, né alla tradizionecristiano-sociale bavarese, ma che sia in grado di contenere tutte questetendenze, mescolate con la cultura dei partiti dell’estrema Destra, come ilMsi, e con le spinte del liberismo economico più estremo. La scommessa primatentata e infine vinta con la nascita nel 2009 del Pdl, è stata quella diplasmare un soggetto politico unitario che superasse la dicotomia presente inEuropa tra estrema Destra e mondo conservatore. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Ben prima del «caso Haider», l’ingresso nel 2000 del leaderdella Destra liberalnazionale austriaca, che sarebbe poi scomparso nel 2008 inseguito a un incidente stradale, nel governo di Vienna in una coalizione con idemocristiani locali, l’Italia aveva per questa via rotto il tabù che escludevain Europa i nostalgici del passato dai vertici del potere democratico. Nonsolo, dopo aver trasformato per sempre il volto della politica italiana, la«Destra plurale» costruita sotto l’egida del Cavaliere ha contribuito nell’arcodell’ultimo ventennio a mutare anche gli equilibri e il profilo delle Destreeuropee. Mentre i conservatori si misuravano con la sfida dei nuovi partitixenofobi, sorti soprattutto in contrapposizione ai fenomeni migratori presentiin Occidente, che volevano interpretare per questa via la crisi dello Statosociale, rivendicando una «preferenza» nazionale o etnica nell’accesso alwelfare – il Front National in Francia, i Republikaner in Germania, il VlaamsBlok nelle Fiandre, i partiti del Progresso nelle regioni scandinave e viadicendo – dall’Italia arrivava il segnale che quegli stessi partiti potevanoessere ricondotti nell’ambito di una Destra «normale». L’esempio del«Centrodestra» del nostro Paese e il peso numerico degli eletti dellacoalizione berlusconiana in Europa, hanno così finito per influenzarefortemente il definirsi del volto attuale dello stesso Partito popolareeuropeo. Il Popolo della libertà ha infatti portato gli eredi politici dellaRepubblica sociale italiana, i postfascisti e postmissini di Alleanza nazionaleconfluiti nella formazione della Destra italiana, tra i democristiani europei,che hanno finito così per assomigliare sempre meno a quell’idea della politicacontinentale immaginata un tempo da Adenauer, De Gasperi e Schuman. Con ilrisultato che il Ppe è stato attraversato sempre più frequentemente da spintepopuliste, mentre al suo interno sono confluiti partiti che dalla Danimarcaall’Ungheria e dalla Polonia alla Francia si sono alleati con formazionirazziste ed estremiste o hanno cercato di recuperarne gli elettori facendoproprie le pulsioni xenofobe che specie la crisi sta facendo emergere nellesocietà europee. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Il punto d’approdo europeo di oggi è, in questo senso,l’evidente sviluppo di una strategia che si è cominciata a immaginare nelnostro Paese già a metà degli anni Novanta quando, come ha spiegato lo storicoRoberto Biorcio (La Padania promessa, Il Saggiatore), «la leadership diBerlusconi ha espresso una sorta di rassicurante “populismo di governo” riccodi promesse concrete, che si è combinato con il “populismo di protesta”,diversamente interpretato, della Lega Nord e di Alleanza nazionale». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;L’immaginare cosa sarà della Destra italiana dopo Berlusconi èperciò legato, come le interviste e i ritratti proposti in questo volume ciinvitano a fare, alla «tenuta» o meno di questa costruzione politica eculturale di lungo corso. Se alcune crepe potranno farsi sempre più evidenti,ad esempio nel ritorno del movimento leghista a una logica anti-sistema e daicontorni «indipendentisti», magari sull’esempio di quanto sta nel frattempoavvenendo in Scozia o in Catalogna, e quindi in una progressiva rotturadell’alleanza a livello nazionale con il «Centrodestra», è più difficileimmaginare l’evoluzione delle componenti identitarie e postfasciste del Popolodella libertà. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Resta la possibilità, sulla base degli elementi che ci sonoforniti da Nalbone e Russo Spena, di delineare alcune ipotesi. In primo luogo èchiaro come proprio le componenti che vengono dall’estrema Destra, sia quelledi origine missina che quelle provenienti dall’«arcipelago nero» che sonoentrate progressivamente nell’orbita del Pdl, non possono trarre alcunvantaggio dalla fine della «Destra plurale» berlusconiana che ha consentitoloro di uscire da una lunghissima marginalità politica e di accedere allestanze del potere a tutti i livelli della politica e delle istituzioni, dalgoverno nazionale alla guida di numerose città e aziende controllate dalloStato. La nascita di un eventuale «polo nazionale», talvolta evocata da qualcheesponente dell’ex Alleanza nazionale, potrebbe, in questa prospettiva,rappresentare solo l’extrema ratio in caso di implosione del Pdl. Più probabileappare invece l’ipotesi di una battaglia interna, per il controllo del partitofondato dal Cavaliere, che veda gli ex An schierarsi contro ogni ipotesi diconvergenza centrista con altre formazioni politiche, a partire dal cosiddettoTerzo polo. Fin qui siamo però sul terreno della «politica politicante», delbraccio di ferro negli organismi dirigenti di partito, delle querelle che ladefinitiva uscita di scena di Silvio Berlusconi potrebbe provocare in seno allasua creatura politica. Per questa via, e su questo piano, è difficileimmaginare un «ritorno del neofascismo» che rinunci alla patina di moderatismoe di rispettabilità che ha conquistato, insieme ai dividendi di anni di governodella Cosa pubblica, lungo l’ultimo ventennio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Altra cosa è però definire i contorni che «la Destra nazionale»,a partire dalla sue propaggini radicali e «movimentiste», potrà assumereall’interno della stagione della crisi, che da finanziaria ed economica si stafacendo ogni giorno di più anche sociale e politica. Le passioni tristi delrancore, dell’invidia e della paura che hanno già contribuito, accompagnandosial sogno di benessere annunciato dall’uomo di Arcore, a fare le fortune dellaDestra nell’Italia degli ultimi due decenni, rischiano di trovare nuovoalimento nell’inquietudine e nello spaesamento che accompagnano il diffondersidei fenomeni di impoverimento e di marginalità sociale. Su questo terreno, comeè già stato nel recente passato con lo sviluppo anche nel nostro Paese di un«partito della paura» che ha puntato tutto sulla domanda di sicurezza e sultimore di ogni diversità, la Destra potrà giocare la propria partita ma,probabilmente, solo al prezzo di perdere per strada una parte di quell’appeal«moderato» che ha cercato di costruire in tutti questi anni tra strappi con ilpassato, rinuncia alla cultura della nostalgia e definizione di una propriaidentità in termini plurali. Questo volume racconta come, nell’attesa enell’incertezza di dover, o voler, operare una scelta tra queste due tendenze,il mondo della Destra nazionale abbia continuato a mantenere una propria fortedialettica interna, nella certezza che, come si ama dire in questo ambienteriprendendo le parole del creatore de Il signore degli anelli J. R. R. Tolkien,«le radici profonde non gelano mai». Oggi il rischio non è tanto quello chetorni il Novecento e il Fascismo di un tempo, quanto che la crisi proiettil’Europa e il nostro Paese in una sorta di «ritorno al futuro» dove l’odio e lespinte identitarie abbiano il sopravvento su società sempre più indebolite eimpaurite. Per l’Italia è anche questo uno dei possibili scenari deldopo-Berlusconi. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Guido Caldiron&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;/span&gt;18/01/2012 &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Fonte: micromega &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-3369848875341428472?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/3369848875341428472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=3369848875341428472&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/3369848875341428472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/3369848875341428472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/la-prefazione-del-libro-di-daniele.html' title='La prefazione del libro di Daniele Nalbone e Giacomo Russo Spena'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-8641427585318438088</id><published>2012-01-16T09:09:00.002+01:00</published><updated>2012-01-16T09:09:34.055+01:00</updated><title type='text'>L’attacco del governo al risultato referendario dello scorso giugno è diretto contro la ripubblicizzazione del servizio idrico. Firma l’appello del movimento</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcS7SLbm05P9oDQ5Nw1qeZFOLlAn7JeYskKsfDcEPVE6Jkg4ILYk" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="479" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcS7SLbm05P9oDQ5Nw1qeZFOLlAn7JeYskKsfDcEPVE6Jkg4ILYk" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #928469; font-family: &amp;quot;Georgia&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 22pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;"Giù le mani dall'acqua!", l'appello del forum controle liberalizzazioni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 19.4pt; margin: 0cm 0cm 13.5pt;"&gt;&lt;span style="color: #666666; font-family: &amp;quot;Georgia&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 9.5pt;"&gt;Stando altesto attuale, l’attacco al risultato referendario dello scorso giugno èdiretto e soprattutto indirizzato verso la possibilità di ripubblicizzazionedel servizio idrico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 19.4pt; margin: 0cm 0cm 13.5pt;"&gt;&lt;span style="color: #666666; font-family: &amp;quot;Georgia&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 9.5pt;"&gt;Con l’art.20 (“Aziende speciali e istituzioni”), infatti, si attacca direttamente ilrisultato ottenuto dal referendum sull’acqua, che, grazie al rimando alladisciplina comunitaria, aveva reso possibili le gestioni dirette degli entilocali attraverso enti di diritto pubblico, quali le aziende speciali: sidichiara infatti che le aziende speciali possono intervenire “per la gestionedi servizi diversi dai servizi di interesse economico generale” (presupponendoartatamente che il servizio idrico integrato sia tale) e le si assoggetta perla prima volta al patto di stabilità interno. Un attacco diretto alleesperienze come quella del Comune di Napoli, per fermarla in quel caso, e perevitare il suo proliferare sul territorio nazionale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 19.4pt; margin: 0cm 0cm 13.5pt;"&gt;&lt;span style="color: #666666; font-family: &amp;quot;Georgia&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 9.5pt;"&gt;Così comecontinua a non essere rispettato l’esito del secondo referendum che prevede lafine dei profitti sull’acqua (attraverso l’eliminazione della remunerazione delcapitale investito), ora il Governo vuole mettere la parola fine allapossibilità di una gestione direttamente pubblica e partecipata dalle comunitàlocali del servizio idrico integrato, proseguendo con la sua consegna allesocietà per azioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 19.4pt; margin: 0cm 0cm 13.5pt;"&gt;&lt;span style="color: #666666; font-family: &amp;quot;Georgia&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 9.5pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quell’articolodeve essere immediatamente ritirato!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&amp;amp;view=petition&amp;amp;id=181&amp;amp;Itemid=111"&gt;&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Firma e fai firmare l'appello del Forum Italiano deiMovimenti per l'Acqua&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia!"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 19.4pt; margin: 0cm 0cm 13.5pt;"&gt;&lt;span style="color: #666666; font-family: &amp;quot;Georgia&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 9.5pt;"&gt;Mobilitiamociin tutti i territori per il rispetto della volontà democratica e perl’attuazione immediata del voto referendario. E nel caso in cui questoimbroglio venisse comunque inserito nel decreto, iniziamo a ragionare sullaconvocazione di una manifestazione nazionale durante il periodo di discussione parlamentare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 19.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #928469; font-family: &amp;quot;Georgia&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 9.5pt;"&gt;Forum Italiano dei Movimentiper l'Acqua&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color: #666666; font-family: &amp;quot;Georgia&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 9.5pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 19.4pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #020202; font-family: &amp;quot;Georgia&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 9.5pt;"&gt;14/01/2012&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-8641427585318438088?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/8641427585318438088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=8641427585318438088&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/8641427585318438088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/8641427585318438088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/lattacco-del-governo-al-risultato.html' title='L’attacco del governo al risultato referendario dello scorso giugno è diretto contro la ripubblicizzazione del servizio idrico. Firma l’appello del movimento'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-8999671232673708816</id><published>2012-01-14T21:04:00.002+01:00</published><updated>2012-01-14T21:04:37.178+01:00</updated><title type='text'>Mentre il governo Monti liberalizza… Intervista al sindaco Luigi De Magistris La sfida della città partenopea, in controtendenza rispetto a Roma. «Le nostre scelte, avvicinando i cittadini alla politica, fanno paura a molti» Il 28 ci sarà l’assemblea per lanciare la Rete dei beni comuni</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/0c/0c60f3a92e93fe869492d796bd10f9c755396e3224d0d471f9bedc6a.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="497" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/0c/0c60f3a92e93fe869492d796bd10f9c755396e3224d0d471f9bedc6a.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 28pt;"&gt;Sempre più bene comune&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mentre Monti privatizza e liberalizza, a Napoli si va indirezione contraria e la sfida alla valorizzazione dei beni comuni è diventatail fiore all’occhiello della rivoluzione arancione. Ostinatamente Luigi De Magistrisrivitalizza le partecipate del comune: acqua, trasporto e rifiuti. Ieri con unadelibera Palazzo San Giacomo ha perfino istituito il Laboratorio Napoli che conle Assise del popolo è il primo esperimento in Europa di messa su carta dellademocrazia partecipata, mentre dopo aver aperto un registro per le coppie difatto e quelle Gltb, ha visto la luce, sempre all’anagrafe del comune, anchequello dedicato al testamento biologico. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Sindaco, continuando così Napoli si candida a diventare laSan Marino dei benecomunisti…&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Scherzi a parte, è un fatto che le nostre scelte avvicinandoi cittadini alla politica fanno paura a molti. Noi siamo il contrariodell’antipolitica e lo stiamo dimostrando giorno per giorno. Quello che verràdeciso nelle assemblee del popolo dovrà essere preso in considerazione daquesta amministrazione, in un confronto faticoso, ma necessario per gettare lebasi della democrazia partecipata. È l’inizio di un esperimento unico, dovel’assemblearismo non sarà più uno sfogatoio, ma un momento di crescita ecritica costruttiva, contribuendo alle scelte dell’amministrazione.&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Uno dei suoi “beni comuni” preferiti pare sia l’acqua. Macon il decreto Monti sulle liberalizzazioni e in particolare con il comma 20,che di fatto vieta agli enti locali di gestire i servizi idrici, che fine faràla sua Abc?&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;L’azienda speciale Acqua Bene Comune non farà una bruttafine, noi non lo permetteremo. Siamo stati la prima amministrazione a dareconcretezza al referendum con una rivoluzione che ha riportato il controllodelle risorse e della gestione in mano pubblica, non consentiremo nessun colpodi mano.&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Con il paravento della crisi economica però Monti hapraticamente commissariato l’Italia, è un dato di fatto che a suon di decretistia cercando di cancellare le consultazioni popolari di giugno…&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;È giuridicamente illegittimo e politicamente inaccettabile.Confesso di essere preoccupato, ma anche deciso a contrastare ogni tentativo diprivatizzare i beni comuni che sono fondamentali per i diritti universali. Suquesto faremo una battaglia nazionale insieme a tutte le amministrazioni enaturalmente con il comune di Napoli in testa.&lt;/em&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Negli ultimi 15 anni tutti i governi che si sono succedutihanno insistito per privatizzare. Secondo lei è possibile che questoaccanimento possa essere legato ai futuri assetti globali che vedono nell’acquauna risorsa paragonabile al petrolio a livello di speculazioni sul mercato?&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Ci sono interessi economico-affaristici locali e quelli ditipo predatorio delle grandi multinazionali che pure sono interessate alle retiidriche dei comuni, rappresentando queste tanti mattoni di un’unica casa. Quinoi stiamo ponendo ostacoli decisivi alle mire neoliberiste, ed è chiaro cherappresentiamo un’anomalia in un processo politico molto interessante che nonsolo si oppone alle privatizzazioni, ma si impegna anche nella valorizzazionedei beni della comunità offrendo un modello amministrativo che coinvolge lacittadinanza. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;E sulle altre liberalizzazioni? L’altro giorno si èschierato dalla parte dei tassisti…&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Sì perché guardo la loro protesta da un punto di vistacittadino e in un momento di crisi economica così duro non credo che abbiamobisogno di nuove tensioni sociali. A Napoli per esempio c’è una necessità di undialogo con questa categoria per stabilizzare il nuovo modello di mobilitàurbana.&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Il manifesto è uno dei pochi medium a sostenere la campagnasui beni comuni. Per molti pubblico è sinonimo di inefficienza e fonte disprechi.&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Stiamo cercando di ribaltare questo concetto e perciòabbiamo puntato sulla totale gestione pubblica del ciclo dei rifiuti, deitrasporti, nonché dell’acqua. Abbiamo ridotto gli sprechi, non abbiamo aumentatoi biglietti dei bus, ma ampliato le corse di notte pur trovandoci con le cassevuote e i tagli del governo. Nonostante tutto siamo anche riusciti a rispettareil patto di stabilità e a conservare 70 milioni che presto saranno reinvestitiin opere pubbliche. Questo perché siamo convinti che la valorizzazione dei benicomuni e del welfare sia il cuore della politica nel terzo millennio. Maattenzione a non demonizzare il privato essenziale nel projet financing, nelrilancio dello sviluppo o nelle opere pubbliche.&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Con la delibera sul testamento biologico e precedentementecon quella sul registro delle coppie di fatto etero o Glbt siete andati amettere lo zampino in quei temi etici su cui il parlamento da anni siaccapiglia senza riuscire a venirne a capo.&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Il fine vita è un tema su cui è difficile mettersid’accordo, ma è necessario dire cosa si pensa. Noi abbiamo fatto tutto nelrispetto dell’autonomia che ci è concessa dalle leggi nazionali. Si tratta anostro parere di diritti inviolabili della persona e quindi di valoricostituzionali su cui un paese laico plurale contaminato da altre culture ha ildovere di esprimersi. Non è un caso che ho tenuto per me la delegaall’attuazione della costituzione repubblicana che come vedete non è un potereformale. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Il 28 ci sarà l’assemblea per lanciare la Rete dei benicomuni, qualcuno mormora che lei stia usando Napoli come trampolino di lancioper la scalata a Palazzo Chigi.&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Assolutamente no, sono il sindaco di Napoli e intendo finireil mio mandato. L’amministrazione di questa città è una grande sfida, e puòdiventare una testimonianza utile al paese per un modo differente di pensare lapolitica. In questa logica si iscrive anche il Forum del 28 che vedrà l’arrivodi tanti sindaci, Emiliano, Pisapia, Vendola, per un confronto aperto e per farcrescere l’alternativa sociale. Da quest’assemblea usciranno infatti alcuneproposte che poi presenteremo al governo e al presidente della Repubblica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Francesca Pilla&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;14/01/2012&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/"&gt;www.ilmanifesto.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-8999671232673708816?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/8999671232673708816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=8999671232673708816&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/8999671232673708816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/8999671232673708816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/mentre-il-governo-monti-liberalizza.html' title='Mentre il governo Monti liberalizza… Intervista al sindaco Luigi De Magistris La sfida della città partenopea, in controtendenza rispetto a Roma. «Le nostre scelte, avvicinando i cittadini alla politica, fanno paura a molti» Il 28 ci sarà l’assemblea per lanciare la Rete dei beni comuni'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-6539666268033578534</id><published>2012-01-12T22:25:00.003+01:00</published><updated>2012-01-12T22:25:19.461+01:00</updated><title type='text'>Video-intervista a Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://2.gvt0.com/vi/H_TTs7uKo-I/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/H_TTs7uKo-I&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/H_TTs7uKo-I&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 22pt;"&gt;"Il 20 gennaioin piazza contro i governi europei e l'austerity"&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;20 gennaio a Roma si terrà un vertice tra i tre principaliresponsabili della speculazione finanziaria sui titoli di stato europei e dellademolizione dei sistemi di protezione sociale, del welfare e dei diritti deilavoratori in Europa. Infatti proprio le folli politiche europee concordate daMerkel, Sarkozy e Monti sono alla base della profondissima crisi finanziaria edella recessione che nel 2012 produrrà in Europa - a partire dall'Italia -milioni di nuovi disoccupati. Propongo quindi a tutte le forze della sinistrapolitica e sociale di organizzare per il 20 gennaio l'accoglienza a Merkel,Sarkozy e Monti, in modo che possano aver ben chiaro che cosa pensano gliitaliani di queste scellerate politiche economiche e per esprimere conchiarezza che esiste una alternativa praticabile qui ed ora. Così come mipermetto di dire a CGIL, CISL e UIL che la convocazione di uno scioperogenerale con manifestazione a Roma per il 20 sarebbe un atto dovuto, perché sele stangate derivano dalle politiche europee è bene che a quel livello si portiil conflitto.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://www.controlacrisi.org/"&gt;www.controlacrisi.org&lt;/a&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-6539666268033578534?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/6539666268033578534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=6539666268033578534&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/6539666268033578534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/6539666268033578534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/video-intervista-paolo-ferrero_12.html' title='Video-intervista a Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-937110432643024178</id><published>2012-01-12T22:22:00.001+01:00</published><updated>2012-01-12T22:22:58.516+01:00</updated><title type='text'>Che senso ha oggi propagandare le liberalizzazioni come strumento per la crescita economica e di lotta alla disoccupazione?</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/d1/d1efb7946283f0fb6e6fff02870295d5ffd2b13d2b8aa034baefecc4.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/d1/d1efb7946283f0fb6e6fff02870295d5ffd2b13d2b8aa034baefecc4.jpg" width="510" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 28pt;"&gt;Liberalizzazioni... Quello che non si dice&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;«&lt;em&gt;Si restituisca a tutti i sudditi di sua maestà, come aisoldati e ai marinai, la libertà naturale di esercitare qualsiasi tipo diattività piaccia loro, si abbattano così i privilegi esclusivi delleCorporazioni e si revochi lo statuto dell'apprendistato, che sono vereusurpazioni della libertà naturale, e si aggiunga a ciò la revoca delle leggisui domicili, in modo che un operaio povero, quando perde un'occupazione in unmestiere o in un luogo, possa cercarne un'altra in un altro mestiere o in unaltro luogo...»&lt;/em&gt; (Adam Smith, Indagine sulla natura e le cause della ricchezzadelle nazioni, p. 459). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il padre dell'economia politica moderna, il fondatore delpensiero economico liberale, mise al centro della sua teoria la lotta alleCorporazioni, in quanto impedivano lo sviluppo della concorrenza e la crescitaeconomica di una nazione. Smith era convinto, infatti, che la causa prima dellapovertà e della disoccupazione fosse dovuta alla mancanza di un libero mercatodel lavoro, correlata alla presenza di monopoli gestiti dalle corporazioni cheimpedivano al capitale il libero accesso alle diverse attività. Leliberalizzazioni sbandierate dal governo Monti, e osannate dalle"lenzuolate" di Bersani, sono perfettamente coerenti con la teoriasmithiana, che risale alla fine del XVIII secolo, usando spesso lo stessolinguaggio e gli stessi ragionamenti.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Anche Marx vedeva nelle Corporazioni un constraint, unvincolo, allo sviluppo del capitalismo, ma da un'altra angolazione: «&lt;em&gt;Ilcapitale denaro formatosi mediante l'usura e il commercio veniva intralciatonella sua trasformazione in capitale industriale, nelle campagne dallacostituzione feudale, nelle città dalla costituzione corporativa&lt;/em&gt;» (Marx, IlCapitale, Cap. XXIV, p. 209). E spiegava bene i termini dello scontro socialeche si registrò in quel periodo: «&lt;em&gt;Le leggi delle Corporazioni impedivanosistematicamente, limitando all'estremo il numero dei garzoni che potevanoessere impiegati da un singolo maestro artigiano, che questi si trasformasse incapitalista... La Corporazione respingeva gelosamente ogni usurpazione da partedel capitale mercantile, l'unica forma libera di capitale che le sicontrapponesse. Il mercante poteva comprare tutte le merci; ma non potevacomprare il lavoro come merce&lt;/em&gt;» (Cap. XII p. 59).&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In sintesi, sia Smith che Marx hanno visto nelleCorporazioni delle arti e mestieri un vincolo allo sviluppo del capitalismo.Con la differenza che Marx, che certo non difendeva le istituzioni feudali,aveva colto la vera natura dello scontro: la mercificazione del lavoro,l'espansione della sfera di influenza del capitale, un ruolo rilevante nellafase dell'accumulazione originaria del capitale. Non di certo uno strumento percombattere la povertà o la disoccupazione. Anzi, questo processo comportava unacrescita della proletarizzazione che investiva i lavoratori autonomi, gli artigianie i contadini.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Che senso ha oggi propagandare le liberalizzazioni comestrumento per la crescita economica e di lotta alla disoccupazione? Vediamoalcuni esempi in concreto. Se si liberalizza il mestiere del taxista è vero chesi produrrebbe una maggiore concorrenza, e quindi un abbassamento dei prezzi,ma questo è un effetto solo di breve periodo.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nel medio periodo, chi possiede capitali adeguati puòacquistare un centinaio di auto, adibirle a taxi e pagare a cottimo deigiovani, magari immigrati, che lavoreranno senza tregua pur di raggiungere unminimo di salario, con tutte le conseguenze del caso in termini di sicurezza equalità del servizio. Così avverrà anche a livello di mezzi di trasporto locale(ferrovie, bus, ecc). La liberalizzazione/privatizzazione di questo settore ègià stata sperimentata in altri paesi con conseguenze nefaste.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Vorrei qui ricordare il caso del Cile di Pinochet, quandoalla fine degli anni '70 del secolo scorso venne privatizzato il trasportolocale a Santiago. I conducenti dei Micro (come venivano chiamati gli autobusnella capitale cilena), essendo pagati a cottimo, quindi a chilometrieffettuati durante la giornata, correvano come pazzi: stanchi, assonnati estressati, erano diventati un incubo per i pedoni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E la liberalizzazione nella vendita dei farmaci in Cile nonl'ho mai dimenticata. Vedere le vetrine delle farmacie offrire «due scatole diantibiotico al prezzo di una» era veramente deprimente, quanto l'avereeliminato l'obbligo alla dichiarazione della composizione delle bevandegassate, ed altri prodotti alimentari, in nome di una libertà assoluta delmercato.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Per non parlare delle grandiliberalizzazioni/privatizzazioni che interessano settori strategici (comel'energia) e che, come dimostra l'esperienza, da monopoli parastatali sitrasformano in oligopoli privati che presto convergono in strategie dicartello, come avviene da anni in tutti i paesi che ci hanno preceduto nellecosiddette liberalizzazioni.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;È chiaro che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Peresempio, i notai sono notoriamente una categoria privilegiata, ma anche tra ipochi professionisti che non evadono le imposte. Il loro numero è davveroesiguo: 5 mila notai per 60 milioni di abitanti! In questo caso, basterebbesemplicemente raddoppiare il numero e si creerebbero 5 mila nuovi posti dilavoro per i laureati in giurisprudenza. Al contrario, la linea del governo èprevalentemente quella di trasformare le professioni liberali in aziendecapitalistiche, sul modello nordamericano dei megastudi che assumono comesalariati centinaia di ingegneri, avvocati, commercialisti ecc..&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nessuno ha mai pensato solo per un attimo di liberalizzarele droghe leggere, un vero e proprio tabù nel nostro paese, e non solo. Dallestime che conosciamo, ogni anno si spendono nel nostro paese qualcosa come 70miliardi per le droghe, di cui circa 20 solo per la marijuana. Se silegalizzasse, lo Stato potrebbe applicare una tassa rilevante che porterebbenelle sue casse non meno di 7-8 miliardi l'anno. Se lo stesso procedimento siapplicasse alla cocaina, per lo Stato le entrate potrebbero oscillare tra 12 e15 miliardi l'anno. Invece con perfetta ipocrisia si continua a blaterare dilotta alle droghe, mentre i consumatori rimangono stabili o, per qualche tipodi droga, addirittura crescono. E mafia, camorra e 'ndrangheta ringraziano. Illoro potere economico - secondo il volume Prodotto interno Mafia di SerenaDanna - è pari a 140 miliardi, e continua a crescere e ad avvelenare l'economiae le istituzioni. Sarebbe l'unica liberalizzazione veramente urgente e coneffetti positivi sull'economia, il bilancio dello Stato e la società. Ma guai aparlarne: si rischia il reato di istigazione a delinquere.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Continuiamo a pensare che viviamo ancora nella fase dell'accumulazioneoriginaria del capitalismo che ha bisogno di conquistare altri spazi e altrevite, portando a tutti benessere e felicità. Forse una linea netta didemarcazione tra destra e sinistra nel nuovo secolo passa proprio da qui: trachi considera che il modo di produzione capitalistico abbia ancora un ruolopositivo da svolgere e chi considera esaurito il suo ruolo progressista e pensache bisognerebbe procedere ad un deciso processo di de-mercificazione, persalvare la società ed il patrimonio naturale e culturale che abbiamo ereditato.Tertium non datur.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Tonino Perna&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;12/01/2012 &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/"&gt;www.ilmanifesto.it&lt;/a&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-937110432643024178?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/937110432643024178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=937110432643024178&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/937110432643024178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/937110432643024178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/che-senso-ha-oggi-propagandare-le.html' title='Che senso ha oggi propagandare le liberalizzazioni come strumento per la crescita economica e di lotta alla disoccupazione?'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-7140338837526113768</id><published>2012-01-11T20:51:00.002+01:00</published><updated>2012-01-11T20:51:54.782+01:00</updated><title type='text'>In nome dell'austerità ed equità hanno deciso un'ulteriore redistribuzione della ricchezza verso il profitto e la rendita e, con le«riforme strutturali», la ridefinizione di un assetto sociale e democratico ingiusto e autoritario. In una situazione sociale così drammatica è colpevolmente inadeguata la risposta della Cgil</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/ce/ce2e90e5752cbda76e91834c0ba4e4bf7eac0981f531ae2cfd2a2a20.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="452" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/ce/ce2e90e5752cbda76e91834c0ba4e4bf7eac0981f531ae2cfd2a2a20.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 26pt;"&gt;Il nodo della crisi nella Cgil&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Le cause della crisi sono scomparse dal confronto politico esociale. Sembra che tutto derivi dal debito pubblico di alcuni paesi e non dadisuguaglianze sociali, precarizzazione, sistema finanziario. Il governo Montirappresenta una sorta di epilogo della storia politica di questi ultimidecenni, dove gli aspetti fondamentali del liberismo, del capitalismofinanziario, sono stati e sono assolutamente egemoni. Siamo al paradosso che lacrisi è usata per portare a compimento lo stesso modello sociale, culturale epolitico che ci ha portato al disastro.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;In nome dell'austerità ed equità hanno deciso un'ulteriore redistribuzione della ricchezza verso il profitto e la rendita e, con le«riforme strutturali», la ridefinizione di un assetto sociale e democratico ingiusto e autoritario.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In base ai canoni liberisti abbiamo «il miglior sistemaprevidenziale» di tutti i paesi europei: li abbiamo sorpassati tutti con lariduzione dei pensionamenti e del valore reale delle pensioni oltre i 1.100euro netti mensili. E per le nuove generazioni la pensione vola a 70 anni conun sistema contributivo di cui si discute la riduzione dal 33 al 27% deicontributi, che allargherà tutti gli spazi per lo sviluppo dei fondiprevidenziali, cioè del sistema finanziario. Alla crescita senza precedentidelle disuguaglianze sociali si risponde con l'affannoso tentativo di creare lecondizioni per rilanciare lo stesso meccanismo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mercato, spread, speculazione finanziaria, paradisi fiscali,sembrano una nuova religione e non il prodotto di scelte politiche edell'attività umana che hanno identità precise. L'obiettivo è esplicito:definire le condizioni per una competizione locale e globale di ogni impresa ofiliera che non può essere soggetta ad alcun vincolo sociale, in una follerincorsa alla riduzione della condizione lavorativa a pura merce. Questo è quelche succede nel paese reale, nell'economia reale, dove alle roboantiaffermazioni di coesione sociale corrisponde il massimo di disgregazionesociale. Ne deriva la stessa crisi del sindacato che si è cullato nell'idea checiò che avveniva a livello politico - la crisi della rappresentanza politica -non riguardasse la rappresentanza sociale, incapace di ridefinire ruolo efunzione a fronte della radicalità delle trasformazioni in atto. La stessa Cgilin questi anni ha inseguito e subìto l'iniziativa degli altri soggetti, dalgoverno alla Confindustria agli sindacati, senza mai definire un proprioprogetto e argini invalicabili su cui aprire uno scontro sociale, limitandosiad atti di pura testimonianza. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il collegato Lavoro e l'art. 8 della manovra berlusconianache distruggono diritti, tutele e contratti nazionali, sono scomparsidall'agenda del confronto con il governo Monti; la Fiat applica quella legge a86.000 lavoratori e Cisl, Uil e Confindustria firmano, confermando che per lorol'accordo unitario del 28 giugno 2011 è del tutto compatibile con quella legge;la Federmeccanica, per tentare di impedire la fuoriuscita di altre aziendedalla Confindustria, si inventa un semi-clandestino accordo separato perl'indotto, dove si afferma che a fronte di turnazioni su 6 giorni (fino alladomenica mattina, o a partire dalla domenica sera) si fanno 120 ore di lavorostraordinario. Un puro e semplice aumento dell'orario di lavoro, talmentesemi-clandestino che non lo sanno nemmeno i lavoratori interessati. Sisottoscrivono contratti nazionali unitari che prevedono per le nuove assunzioniun aumento dell'orario di lavoro rispetto agli altri lavoratori per i primi 4anni. E poi, un apprendistato che in diversi contratti prevede una retribuzioneiniziale di 650/700 euro mensili, con le assenze per malattia e le condizionilavorative diventate oggetto di scambio a fronte del ricatto del posto dilavoro. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Le molteplici soluzioni aziendali di welfare contrattuale siconfigurano sempre di più come risposta difensiva alla riduzione dell'universalitàdello stato sociale. Sul precariato hanno fatto tutto ciò che era previsto dalpiano Maroni del 2001 (allora bloccato dalla iniziativa della Cgil), che oggici consegna una situazione dove l'80% delle assunzioni avviene con contrattiatipici. La precarietà è ormai normale condizione di lavoro e di vita. Per nonparlare della follia di proporre, i sindacati insieme alla Confindustria,l'inserimento nella Costituzione del pareggio di bilancio, anticipando lastessa decisione assunta a livello europeo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L'impatto della recessione su questa situazione sociale èdrammatico. Quando si arriva ad espellere dagli stabilimenti un'organizzazionesindacale nel silenzio più assoluto, la memoria torna ai periodi più drammaticidella nostra storia. Può veramente succedere di tutto, quando la democrazia, lalibertà e il pluralismo sindacale sono considerati variabili dipendenti delmercato, delle scelte padronali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non ci saranno tempi migliori se non saremo in grado dimettere in campo un'idea alternativa, un altro punto di vista sull'assettosociale e democratico del nostro paese e dell'Europa. Riguarda le forzepolitiche, che a fronte della crisi devono tornare a essere espressione dicredibili alternative di società, salvo diventare irrilevanti. Riguarda i movimenti,che hanno la necessità di un radicamento sociale nei territori, nelle scuole,nella società, ricostruendo obiettivi definiti democraticamente a partire dalleesperienze dei beni comuni. Riguarda la rappresentanza sociale, la Cgil, chedeve aprire una fase di mobilitazione e proposte con al centro il lavoro, lademocrazia, il superamento della precarietà: l'agenda non può essere definitasolo dal governo, su queste tre questioni dobbiamo aprire una vertenzialitàdiffusa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La Cgil deve porsi l'obiettivo nei confronti del governoMonti dell'abolizione dell'art.8 e del ripristino delle norme costituzionalisulla libertà sindacale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nel preannunciato confronto sul Mercato del Lavoro, l'art.18 non può essere affrontato alla fine, ma bensì all'inizio del negoziato,perchè se la scelta è quella di superare il dualismo esistente, l'art. 18 vaesteso a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, i contratti precari vannosuperati riconducendoli alla loro eccezionalità, riassumibile in due-tretipologie. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Gli ammortizzatori sociali come sistema di finanziamento edi copertura delle lavoratrici e lavoratori va esteso a tutte le imprese,mentre non è eludibile l'introduzione di un reddito minimo, come indicato dalParlamento europeo, finanziato dalla fiscalità generale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tutto ciò non può prescindere da un aspetto decisivo: quellodel lavoro, di un piano per il lavoro socialmente e ambientalmente compatibile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Su questa base si deve aprire un confronto dentro e fuori leorganizzazioni sindacali. Quello che non è possibile, che non ci è piùconcesso, è l'adeguamento alla inarrestabile quotidianità delle grandiburocrazie che pensano di gestire alla meno peggio l'esistente, in attesa di untempo migliore che non ci sarà. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; Gianni Rinaldini&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Coordinatore «La Cgil che vogliamo»&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;11/01/2012&amp;nbsp; &lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-7140338837526113768?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/7140338837526113768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=7140338837526113768&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/7140338837526113768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/7140338837526113768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/in-nome-dellausterita-ed-equita-hanno.html' title='In nome dell&apos;austerità ed equità hanno deciso un&apos;ulteriore redistribuzione della ricchezza verso il profitto e la rendita e, con le«riforme strutturali», la ridefinizione di un assetto sociale e democratico ingiusto e autoritario. In una situazione sociale così drammatica è colpevolmente inadeguata la risposta della Cgil'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-1973752150197785902</id><published>2012-01-11T20:47:00.000+01:00</published><updated>2012-01-11T20:47:17.369+01:00</updated><title type='text'>A cosa serve allora una riforma del lavoro che riduca le tutele e le garanzie dei lavoratori, che estenda la flessibilità a tutte le categorie, che depotenzi i poteri del sindacato? Non a rilanciare l'economia. Semmai a impoverire il diritto del lavoro</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/2a/2aa6980b2f6085f6f3481ad7a7b5f9d998eed6d855e7463321c80682.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="450" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/2a/2aa6980b2f6085f6f3481ad7a7b5f9d998eed6d855e7463321c80682.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 26pt;"&gt;Lavoro, ritorno al passato&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;I manuali di diritto del lavoroadottati nelle facoltà di Giurisprudenza partono tutti da un concettoconsolidato: il contratto tra datore e prestatore di lavoro non è uguale ainormali rapporti tra contraenti, avendo invece un contenuto e una ratiospeciale, derogatoria, perché le due parti in causa sono, per definizione, inposizione di disparità sostanziale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;La debolezza del lavoratore èrinvenibile in due cause fondamentali: il suo salario è fonte esclusiva, oprevalente, di sostentamento per lui e la sua famiglia e il mercato del lavorolo pone in condizione di debolezza, per un eccesso di domanda e una scarsità diofferta, condizionando quindi il contenuto del contratto in senso a luisfavorevole, con effetti sullo svolgimento del rapporto, caratterizzato da unasoggezione al datore di lavoro e al suo potere direttivo e disciplinare. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Da qui il caratterizzarsi deldiritto del lavoro come diritto "diseguale", cioè tendente ariportare un minimo di equilibrio tra parti dotate di diverso potere nellaconclusione del contratto e nella conduzione del rapporto; prefissando questocontenuto ex lege e sottraendolo alla libera disponibilità dei contraenti. Lenorme che regolano il rapporto di lavoro hanno, dunque, una funzione specifica,accettata dalla scienza giuridica e riconosciuta altresì dalla giurisprudenza:assicurare una parità sostanziale, almeno nei rapporti giuridici, tra soggetti chesi trovano invece in una condizione di disparità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;I temi e le proposte discussiin questi ultimi giorni, segnatamente riguardo ai licenziamenti, art. 18 delloStatuto dei lavoratori e ripensamento delle norme che regolano i rapporti tradatore e prestatore di lavoro, vanno trattati avendo bene in mente la filosofiadella dottrina giuslavoristica. Occorre, in tal senso, mettere in chiaro unprimo aspetto: il diritto del lavoro non ha, come finalità primaria, lacrescita, il rilancio dell'economia, la dinamicità delle imprese di un Paese.Il diritto del lavoro serve - anche per favorire indirettamente ilraggiungimento di questi ultimi obiettivi - a tutelare il prestatore d'opera,riequilibrando il rapporto di forza tra questi e il datore di lavoro. Questafinalità - che dovrebbe rimanere intoccabile - è funzionale al benesseredell'economia, alla tutela dell'ordine pubblico, alla pace sociale: unlavoratore ben retribuito o sicuro del suo posto lavorerà meglio e saràdisposto a fare sacrifici per l'impresa in cui lavora; un lavoratore consalario dignitoso, cui sono garantite ferie, malattia e pause pranzo sarà bendisposto a consumare, investire, creare una famiglia, iscrivere i propri figliall'università; un lavoratore garantito e retribuito in modo equo avrà menoragioni per ribellarsi, per protestare, per cercare soluzioni nell'illegalità.E così via. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;La tutela del contraente deboleha, quindi, anche riflessi sociali generali, favorendo lo sviluppo di unasocietà sana, fondata sul lavoro (come prevede la Costituzione) edeconomicamente autosufficiente. Ma la tutela del contraente debole, non sidimentichi, costituisce anche un baluardo giuridico contro lo sfruttamento, ladiseguaglianza, le vessazioni, il ricatto. La tutela del lavoratore serve a garantireuna serie di condizioni che in nessun modo possono essere considerate comeprivilegi o eccessi di tutele, ma che costituiscono la base del nostroordinamento giuridico (si vedano, tra gli altri, gli artt. 1, 2, 3 e 4 dellaCostituzione) e i fondamenti di una società civile ed evoluta: si tratta delladignità, dell'eguaglianza sostanziale, della libertà di scelta e diautodeterminazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;A fronte di tutto ciò e avendoin mente la situazione economica attuale, che vede numerosi comparti produttiviin crisi, un'economia stagnante e una crescita zero, la "giuslavoristicadel licenziamento facile" chiede sacrifici ai lavoratori. Chiede unmercato del lavoro ancor più flessibile e, con uno strano concetto dieguaglianza al ribasso - proprio delle economie sovietiche - domanda che sia laflessibilità, invece delle garanzie, a essere estesa a tutti i lavoratori. Cosìche l'economia possa ripartire, che gli imprenditori investano e finiscano perassumere anche di più, trasformando quella flessibilità in un rapportocontinuo, magari non scritto nella roccia, ma tenuto al sicuro dalla continuacrescita economica e dal dinamismo delle stesse imprese. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Questa idea, anche quando mossada assoluta buona fede e supportata da studi economici autorevoli, si è giàrivelata un'utopia. Lo ha dimostrato la storia più recente, lo testimonianodati attuali, i quali ci dicono che l'Italia è già troppo flessibile seconfrontata con gli altri Paesi dell'Ocse, che il sillogismo maggiorflessibilità uguale a maggior benessere dell'impresa, non funziona, che senzanuove e apposite politiche strutturali di rilancio dell'economia la crescita,tanto acclamata, non potrà ripartire. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;A ciò si aggiunga che oggi, inItalia, l'art. 18 si applica al 5 per cento delle imprese nazionali (le impresecon più di 15 lavoratori sono pochissime) e che la stessa norma non impediscedi licenziare in caso di perdite o recessione dell'azienda, quindi non è unlimite alla crescita e al benessere dell'impresa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;A cosa serve allora una riformadel lavoro che riduca le tutele e le garanzie dei lavoratori, che estenda laflessibilità a tutte le categorie, che depotenzi i poteri del sindacato? Non arilanciare l'economia. Semmai a impoverire il diritto del lavoro: quell'insiemedi norme a tutela di diritti fondamentali che costituiscono la civiltà di unasocietà industriale. Se esso viene rimosso, non si riparte, si torna indietro,si va verso il passato.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dario Bevilacqua&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;11/01/2012 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/"&gt;www.ilmanifesto.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-1973752150197785902?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/1973752150197785902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=1973752150197785902&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1973752150197785902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1973752150197785902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/cosa-serve-allora-una-riforma-del.html' title='A cosa serve allora una riforma del lavoro che riduca le tutele e le garanzie dei lavoratori, che estenda la flessibilità a tutte le categorie, che depotenzi i poteri del sindacato? Non a rilanciare l&apos;economia. Semmai a impoverire il diritto del lavoro'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-2042034689285426184</id><published>2012-01-10T22:23:00.002+01:00</published><updated>2012-01-10T22:23:42.152+01:00</updated><title type='text'>Video-intervista a Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://2.gvt0.com/vi/H_TTs7uKo-I/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/H_TTs7uKo-I&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/H_TTs7uKo-I&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;"Il 20 gennaio in piazza contro i governi europei el'austerity"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;20 gennaio a Roma si terrà un vertice tra i tre principaliresponsabili della speculazione finanziaria sui titoli di stato europei e dellademolizione dei sistemi di protezione sociale, del welfare e dei diritti deilavoratori in Europa. Infatti proprio le folli politiche europee concordate daMerkel, Sarkozy e Monti sono alla base della profondissima crisi finanziaria edella recessione che nel 2012 produrrà in Europa - a partire dall'Italia -milioni di nuovi disoccupati. Propongo quindi a tutte le forze della sinistrapolitica e sociale di organizzare per il 20 gennaio l'accoglienza a Merkel,Sarkozy e Monti, in modo che possano aver ben chiaro che cosa pensano gliitaliani di queste scellerate politiche economiche e per esprimere conchiarezza che esiste una alternativa praticabile qui ed ora. Così come mipermetto di dire a CGIL, CISL e UIL che la convocazione di uno scioperogenerale con manifestazione a Roma per il 20 sarebbe un atto dovuto, perché sele stangate derivano dalle politiche europee è bene che a quel livello si portiil conflitto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;10/01/2012 &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.controlacrisi.org/"&gt;www.controlacrisi.org&lt;/a&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-2042034689285426184?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/2042034689285426184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=2042034689285426184&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/2042034689285426184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/2042034689285426184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/video-intervista-paolo-ferrero.html' title='Video-intervista a Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-2764748159044140364</id><published>2012-01-07T02:21:00.001+01:00</published><updated>2012-01-07T02:24:40.777+01:00</updated><title type='text'>La crisi italiana viene da lontano: le sue radici fin dal 1991......I signori del profitto e della guerra non avevano detto che il comunismo era la causa di tutti i mali? è il capitalismo bellezza!</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/b2/b24405765424d2d2f30094273053e8e12f53d8d8841ab8d108558623_175x175.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="384" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/b2/b24405765424d2d2f30094273053e8e12f53d8d8841ab8d108558623_175x175.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;La lunga discesa del Bel Paese&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’inizio del declino italiano ha una data esatta ed è il 26dicembre 1991. Quel giorno si sciolse ufficialmente l’Unione sovietica e finìla Guerra Fredda. Con la guerra fredda finì anche quella che potremmo chiamarel’eccezione italiana. Perché per 35 anni l’Italia era stata la frontierageografica e politica dell’impero occidentale. Frontiera geografica (orientale)perché il blocco sovietico cominciava proprio sull’altra riva dell’Adriatico.Frontiera politica perché il Pci era il più forte partito comunistadell’Occidente. Quindi tutto fu messo in opera (e tutto fu consentito) perchél’Italia americana fosse una «success story».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Da qui il miracolo economico, da qui la straordinariastabilità politica di un regime sostanzialmente monopartitico (i gabinetticadevano sì uno dopo l’altro, ma a rotazione le poltrone erano occupate sempredagli stessi).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;D’altronde l’Italia non era sola: anche il Giappone sitrovava in una situazione analoga: anch’esso era uno dei vinti della secondaguerra mondiale, anch’esso era una frontiera geografica dell’impero, stavoltaoccidentale, avendo dirimpetto Siberia e Cina. Anche in Giappone la sinistraera forte. Così non stupisce che i due paesi abbiano avuto per tutta la guerrafredda un destino parallelo: ambedue vissero un incredibile miracolo economico(il Giappone partiva da più in alto e quindi anche il suo miracolo lo portò piùin alto); ambedue furono governati da un regime monopartitico (a Roma dallaDemocrazia cristiana, a Tokyo dal Partito Liberal-democratico), ambedue eranocaratterizzati da una forte commistione tra politica e criminalità (mafia inItalia, yakuza in Giappone).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E in ambedue i paesi il sistema entrò in crisi esattamentecon la fine della guerra fredda: in Giappone esplose la bolla immobiliare ecominciò una recessione da cui non è ancora uscito; anche a Tokyo, come a Roma,il regime monopartitico entrò in crisi. A questi destini paralleli ha dedicatoun volumone intitolato Machiavelli’s Children: Leaders and their Legacy inItaly and Japan (2003) lo storico Richard J. Samuels della Cornell University.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In Italia la fine della guerra fredda fu vero un terremotopolitico con fortissime scosse economiche di assestamento. In Italia il Pci siera già sciolto pochi mesi prima, nel febbraio 1991. Ma nel giro di pochi mesiscoppiò Mani pulite e implosero tutti gli altri protagonisti della primaRepubblica: Democrazia cristiana, Partito socialista, socialdemocratici,liberali, repubblicani. Nessuna di queste formazioni sopravvisse.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma quel che a noi interessa è che allora finì l’eccezioneitaliana: non era più un paese chiave, non era più indispensabile né per gliStati uniti, né per la Nato: diventava un alleato marginale tra gli altri, esostituibile, in termini strategici da altri paesi dell’ormai ex est europeo:era un drastico downrating di status, da nevralgico pivot a periferiairrilevante. Fino ad allora era stato persino sopportato un primo ministro conlegami di mafia. Ora poteva essere processato (anche se poi fu assolto). Finoad allora l’establishment economico internazionale aveva accettato che l’Italiatrasgredisse tutti gli accordi, svalutasse a ripetizione, s’indebitasse più diogni altro paese occidentale (anche qui in parallelo col Giappone, che oggi haun debito pubblico superiore al doppio del Pil). Nessuna agenzia di ratingattaccò mai l’Italia che pure svalutava a go go (i meno giovani ricorderannoche alla fine degli anni 1970 erano addirittura scomparse le monete metallichesostituite da mini assegnetti fai-da-te emessi dalle singole banche per 5, 10,20 lire).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Oggi qualcuno rimpiange la «laicità» della Democraziarispetto al servilismo attuale dei partiti verso la Chiesa, ma dimentica cheallora la Dc doveva ubbidire a due padroni, Usa e Vaticano, e non a uno solo: enon sempre la diplomazia vaticana coincideva con quella statunitense, bastil’esempio del Medio oriente su cui infatti un politico come Andreotti aveva unaposizione nettamente più filoaraba e meno filoisraeliana di quella americana.Ma con la fine della Guerra fredda, la Chiesa tornava a essere l’unicastruttura insieme organizzata, presente sul territorio e portatriced’ideologia. Da qui il revanscismo vaticano, la reconquista cattolica cuiassistiamo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Fino al 1991 la delocalizzazione e l’off-shoring erano statimantenuti entro i limiti, proprio per non degradare l’economia e il mercato dellavoro di una marca di frontiera. Ma da allora non ci fu più nessuna remora. Eda allora il Prodotto interno lordo del nostro paese è sostanzialmente piatto,è anzi arretrato con l’ingresso nell’euro. Ricordiamo che dal 1992 in poi, sumandato politico, l’Istat ha mentito sistematicamente sui dati dell’inflazione:mantenendoli più bassi del reale consentiva di pagare interessi minori sui Bot,di rivalutare meno le pensioni, di abbassare la scala mobile. Quando fuintrodotto l’euro e i prezzi praticamente raddoppiarono d’un colpo (la paritànominale era 1 euro = 2.000 lire, la parità reale era 1 euro = 1.000 lire), l’Istatebbe il coraggio di dirci che in quell’anno i prezzi erano aumentati del 4 o 5per cento, se non ricordo male. Divenne un luogo comune dire che spendevamo ineuro, ma guadagnavamo ancora in lire. A detta dello stesso ex ministro GiulioTremonti, l’introduzione dell’euro provocò la più colossale redistribuzione direddito della storia repubblicana, a scapito dei lavoratori dipendenti (operai,insegnanti, infermieri, ma anche professori universitari, giudici odiplomatici) e a favore del cosiddetto «popolo della partita Iva».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Come il Giappone, quando è scoppiata la crisi del 2007,anche l’Italia non si era ancora ripresa dalla degradazione decretata dallafine della guerra fredda. Semmai, la nostra situazione era molto peggiore diquella giapponese perché erano già in calo tutti gli indicatori, dallapercentuale del Pil dedicata a ricerca e innovazione, alle spese di welfare,agli investimenti in grandi opere, all’acculturazione dei giovani, al mercatodel lavoro). Ma quel che è successo potrebbe essere letto in modo ancora piùimpietoso: e cioè i favoritismi nei confronti del nostro paese avevanomascherato durante la guerra fredda la principale carenza di lunga duratadell’Italia, e cioè l’assenza di una classe borghese: in Italia ci sonomoltissimi ricchi, come si è visto l’altro ieri a Cortina, ma questi ricchi nonfanno classe. Da decenni non si vede nessun capitalista nostrano investire inuniversità e ricerca. I ricchi d’oltreoceano finanziano Harvard, Yale, epersino i più reazionari tra loro sovvenzionano centri studi; da noi i Moratti,i Berlusconi e gli Agnelli comprano tutt’al più calciatori. L’assenza di unaborghesia intesa come classe si ripercuote – sembra un’ovvietà – nella totalelatitanza di uno «stato borghese», di una «legalità borghese». Nessun riccoitaliano si sente membro della classe dirigente, come invece succedeva a quelgiudice della Corte suprema statunitense che diceva «A me, come a tutti,scoccia pagare le tasse, ma è il prezzo che pago per la civiltà».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Marco D'Eramo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;06/01/2012 &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;www.ilmanifesto.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-2764748159044140364?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/2764748159044140364/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=2764748159044140364&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/2764748159044140364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/2764748159044140364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/la-crisi-italiana-viene-da-lontano-le.html' title='La crisi italiana viene da lontano: le sue radici fin dal 1991......I signori del profitto e della guerra non avevano detto che il comunismo era la causa di tutti i mali? è il capitalismo bellezza!'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-5497858196902234582</id><published>2012-01-07T02:07:00.000+01:00</published><updated>2012-01-07T02:07:04.132+01:00</updated><title type='text'>Depressione, ricorso a psichiatri, uso di psicofarmaci, suicidi. Solo la Grecia? Anche l'Italia di Marchione, Monti e Berlusconi</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/uploads/copertina_grecia-203x300.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/uploads/copertina_grecia-203x300.jpg" width="433" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 26pt;"&gt;La vita quotidiana nel paese della bancarotta&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Non c’è dubbio, è ilsimbolo dell’anno che si conclude. La Grecia è stata la scena principale dellacrisi, le vie d’Atene il luogo materiale di manifestazione dei suoi effetti. Leimmagini quotidiane di scontri e disperazione hanno accompagnato le cronachedei media lungo l’arco di dodici mesi. La crisi greca, però, non si puòraccontare solo con il gergo della finanza, a colpi di spread e derivati. LaGrecia odierna assomiglia a uno specchio in frantumi, a un paese che hasmarrito l’identità collettiva in ogni angolo della propria vita pubblica, sottoi colpi di una crisi che ha scosso persino le vite private, le esistenzeindividuali. «La parola chiave è depressione», scrive uno dei più acutinarratori della vicenda greca, Dimitri Deliolanes, giornalista e autore di Comela Grecia, un libro tra quelli pubblicati nel 2011 da salvare in biblioteca(edizioni Fandango, pp. 304, euro 16,50). Sulla copertina del volume,l’immagine eloquente di una cartolina raffigurante il Partenone e ridotta inbrandelli. Un’intera nazione in depressione. «la si coglie, si percepisce inogni momento, in ogni luogo, in ogni aspetto della vita dei greci. Negli ufficipubblici, dove una volta imperversavano statali frustrati e servili verso ipotenti ma strafottenti verso i cittadini, ora regna la paura, l’insicurezza ela rassegnazione. Nelle imprese private, con il personale ridotto all’osso ecostretto a lavorare fino a notte inoltrata, domina il silenzio del terrore.Nessuno si azzarda a dire nulla. Lo hanno scoperto perfino gli ispettori dellavoro, che non sono tutti militanti operaisti di estrema sinistra». Unrapporto dello scorso gennaio riportava che 50mila lavoratori dipendenti nonavevano ricevuto la tredicesima, ma che solo lo 0,5 per cento lo avevadenunciato. E non va meglio sul fronte dei contributi: un imprenditore suquattro non li versa. Un paese bloccato dalla paura, paralizzato da una forzainvisibile che terrorizza tutti. Un paese che potrebbe essere l’oggetto distudio di una fenomenologia della vita quotidiana in tempo di crisi. «Chilavora nel settore privato china la testa, stringe la cinghia, maledice ipolitici e trama per mantenere il posto di lavoro. Lo statale è meno angosciatoper il posto di lavoro ma molto più arrabbiato. Molti, i più, hanno dovutorinunciare al doppio lavoro (in nero), costretti a farsi vedere finalmente inufficio, per lo più con lo stipendio ridotto. E’ un complotto dellemultinazionali, degli interessi stranieri, dei nemici della nazione per metterealla gogna Lui, l’umile difensore dello stato. Intanto, addio alla seconda macchina,alla settimana tutto compreso, a forte rischio il mutuo». Le famiglie grechesono le più indebitate con le banche in Europa, circa 118 miliardi. I loroconsumi «si sono ridotti drasticamente», del 9,3 per cento da due anni a questaparte. Ne fa le spese il settore dei vestiti e delle scarpe (meno 52 percento), quello dei cosmetici (meno 27 per cento) e dei mobili edelettrodomestici (meno quindici per cento). A Natale dello scorso anno iconsumi scesero del 40 per cento, «con una spesa media di 410 euro perfamiglia».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Ma per capire la Grecia bisogna abbandonare leletture economicistiche della crisi. A essere sconvolte non sono solo i bilancidello stato e gli indicatori finanziari, ma anche le strutture socialiprofonde. Anche «il concetto di famiglia sta cambiando vertiginosamente. Nel2010 abbiamo avuto un rapido aumento dei divorzi e un vero crollo dellanatalità». Di recente, il Wall Street Journal ha riportato i dati ufficiali delministero greco della Salute secondo i quali vi sarebbe stato un aumento del40% dei suicidi nei primi cinque mesi del 2011 rispetto allo stesso periododell’anno prima. Uno dei casi più plateali è stato quello di un uomo che si èdato fuoco davanti a una banca di Salonicco. Altri dati, forniti dai centri diprevenzione e assistenza, riportano che sono soprattutto uomini di età fra i 35e i 60 anni, ridotti dalla crisi in uno stato di povertà nel giro di brevetempo, cui si aggunge anche la perdita del proprio status culturale e delproprio ruolo sociale. Sta cambiando anche la mappa dei senzatetto ateniesi.«Fino a poco tempo fa – scrive sempre Deliolanes – erano quasi tutti immigrati,pensionati soli, ex detenuti, vedove senza reddito. Ora bussano alle porte dei(pochi) ospizi gestiti dalla Chiesa e dalle organizzazioni non governativeanche laureati, ex manager, ex precari statali. In totale, calcolano leorganizzazioni non governative, sono 50 mila i senza tetto di Atene. La maggiorparte trova rifugio di fortuna letteralmente sotto i ponti». I più colpitinell’esistenza quotidiana sono i segmenti estremi delle generazioni. «Durissimala crisi per i giovani. Li vedi trascorrere le giornate nelle caffetterie,capelli lunghi e abbigliamento combat rock, consumando pochi caffè (d’estatefrappè) e aspettando chissà cosa». Chi riesce a entrare nell’università – allaquale si accede in base a un sistema a punti – sa comunque di non avereprospettive di lavoro. Addio alle «vecchie raccomandazioni», ai «concorsi»,agli «stage non retribuiti». «Il 61% dei giovani greci dai 18 ai 34 anni vivecon la famiglia, un record europeo». Agli altri rimane solo la fuga all’estero,lo dicono «sette laureati su dieci». La meta preferita non è più l’Italia comenegli anni Settanta, ma i centri di ricerca negli Usa, in Gran Bretagna o inGermania, «dove i può incontrare la vecchia generazione di emigrati, quelmilione e mezzo partito con la valigia di cartone e mai più tornato». Oggi,però. sono i giovani che fuggono, quelli «migliori, con lauree da 110 e lode,stanchi di aspettare anni per il dottorato o per la specializzazione inmedicina e senza nessuna garanzia di trovare alla fine uno straccio di lavoro».C’è chi prova a buttarsi nella sperimentazione, nell’informatica, nellosviluppo di software, nell’editoria elettronica. C’è chi torna alla terra perfare l’agricoltura biologica – quella tradizionale è vissuta per anni all’ombradei contributi europei e non si è diversificata. Sono tentativi intelligenti,«ma manca il supporto delle banche e devono scontrarsi con un mercatooligopolistico, che non ama le novità».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Per vedere la depressione «basta fare unapassaggiata lungo il devastto centro di Atene»: gente arrabbiata che «camminavelocemente per fuggire al proprio destino», donne che restano eleganti «anchecon le scarpe di tre anni fa e la maglietta comprata al mercatino». «Ci sonocontinui battibecchi sugli autobus, vere e proprie risse tra automobilisti»,discussioni accese ovunque, nei caffè, in coda ai negozi, per strada. Aumentanoi piccoli furti per fame nei supermercati, sono riapparsi i ladri dibiciclette. Aumentano anche le richieste a psicoterapeuti, psicologi epsichiatri. Aumenta l’uso di psicofarmaci. Aumenta, anche, lo sciacallaggiogiornalistico, il viavai di reporter alla ricerca della disperazionequotidiana, della depressione in salsa trash. E’ la crisi, bellezza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Tonino Bucci&lt;/em&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;www.liberazione.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-5497858196902234582?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/5497858196902234582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=5497858196902234582&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5497858196902234582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5497858196902234582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/depressione-ricorso-psichiatri-uso-di.html' title='Depressione, ricorso a psichiatri, uso di psicofarmaci, suicidi. Solo la Grecia? Anche l&apos;Italia di Marchione, Monti e Berlusconi'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-3426246313900208438</id><published>2012-01-06T08:53:00.000+01:00</published><updated>2012-01-06T08:53:39.461+01:00</updated><title type='text'>Così, il “totus politicus” prof. Monti ci fa tornare indietro di tre secoli</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/uploads/indietroneltempo-300x225.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/uploads/indietroneltempo-300x225.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 26pt;"&gt;Un salto all’indietro che azzera la centralità dellavoro&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Auguriamoci che il 2012 sia migliore del 2011. Un augurio darivolgere soprattutto a chi, uomo o donna, giovane o anziano, nativo ostraniero, non ha certezze per l’oggi e per il domani, e del futuro vedesoprattutto ombre e oscurità. E’ la maggioranza degli abitanti di questo Paese.Sono coloro che non dispongono di rendite o di patrimoni in qualche modoaccumulati, ma possiedono solo le proprie capacità, da scambiare con i mezziper vivere. I giovani disoccupati, certo. Gli operai e i precari, le donne. Manon solo loro. C’è anche chi è andato, o dovrebbe andare, in pensione. Insomma,il multiforme universo dei lavoratori, di chi vive del proprio lavoro: passato,presente e futuro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mandiamo in archivio espressioni come “capitale umano”, cheanche il Presidente della Repubblica, con una imprevista caduta di stile, si èlasciato sfuggire nel messaggio di Capodanno. Sono persone in carne e ossa,molte delle quali già soffrono nelle ristrettezze del momento. Mentre tutte leprevisioni per il 2012 volgono al peggio, e della tanto sbandierata equità delgoverno Monti finora non c’è sentore. Equità, che per essere tale e avvertirlacome tale, dovrebbe comportare che a pagare la crisi siano quelli che l’hannoattizzata, non chi la subisce; e che i sacrifici per salvare l’Italia dallabancarotta siano ripartiti in modo proporzionale e progressivo in rapporto airedditi e alla ricchezza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma non è cosi e i dati, tutti al ribasso, parlano chiaro: perquanto riguarda l’occupazione, come per i salari e il potere d’acquisto.Davvero si pensa di poter uscire dalla crisi continuando a penalizzare illavoro, come avviene da oltre vent’anni in Italia e in Europa, privilegiando alcontrario rendite e profitti?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E colpendo i lavoratori non solo nei redditi, ma anche nelladignità e nei diritti? Espropriandoli della loro identità e rappresentanzapolitica? Dentro i canoni classici del pensiero liberale questo è un problemache non trova soluzione. Ne è una dimostrazione anche l’articolo firmato daEugenio Scalfari il 31 dicembre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Adesso che ha scoperto che il professore bocconiano non è untecnico ma un «finissimo uomo politico », il fondatore di Repubblica sembracolto da un vertiginoso senso di euforia. Siamo in buone mani, assicura,giacché questo governo fa suoi i «valori sui quali è nata l’Europa moderna», dicui «le bandiere tricolori della Grande Rivoluzione sono il simbolorappresentativo». Come se – secondo una visione per la verità un po’ retro - sipossano identificare i sistemi economici e politici del XXI secolo nei valoridel mondo settecentesco della borghesia ascendente. Tagliando fuori, tral’altro, due secoli di storia del movimento operaio, che ha prodotto larivoluzione russa, lo Stato sociale in Europa e in Italia la Repubblicademocratica fondata sul lavoro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In buona sostanza, il totus politicus prof. Monti ci riportaalla vecchia idea del liberismo, confutata dai fatti e dalla storia, secondocui il mercato alloca razionalmente le risorse. Per cui, stabilito che ilpotere economico e politico sta tutto dentro il perimetro della nuova borghesiacapitalista, alla quale occorre assicurare un nuovo dinamismo, il problema dell’Italiaarretrata consisterebbe nell’affermazione piena dei principi liberali. Ossia,in un salto all’indietro che di fatto azzera la centralità del lavoro, e quindila Costituzione dell’Italia repubblicana.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Una concezione che trascura un piccolo dettaglio: ovvero chela crisi del capitalismo nasce esattamente laddove il liberismo ha raggiunto ilsuo apogeo, rappresentato dai “liberi mercati” americani; e che la democrazialiberale è in crisi ovunque nel mondo per un deficit organico dirappresentanza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se dunque, come sta avvenendo in Italia e in Europa, lacausa della crisi viene adottata come ricetta per guarire dalla crisi, non c’èvia d’uscita. Né, d’altra parte, si può ragionevolmente ritenere che lapolitica, come da più parti si spera, possa mettere sotto controllo “i mercati”,se sono “i mercati” ad avere in mano la politica. Da questo circolo vizioso apparentementesenza sbocchi si esce a una condizione: che tutti quelli che subiscono glieffetti devastanti della crisi, a cominciare dai lavoratori dipendenti, uominie donne, si uniscano e si organizzino in un’ampia coalizione politica. Non c’è tempoda perdere. Per l’anno che verrà gli auguri sono quindi auguri di lotta, perchésenza la lotta non c’è speranza. Pessimismo della ragione, ottimismo dellavolontà.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Paolo Ciofi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;5/1/2012&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;www.liberazione.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-3426246313900208438?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/3426246313900208438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=3426246313900208438&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/3426246313900208438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/3426246313900208438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/un-salto-allindietro-che-azzera-la.html' title='Così, il “totus politicus” prof. Monti ci fa tornare indietro di tre secoli'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-805651415865250248</id><published>2012-01-06T08:50:00.001+01:00</published><updated>2012-01-06T08:50:50.485+01:00</updated><title type='text'>Africalabria Donne e uomini senza frontiere per la fraternità. A Rosarno FESTASSEMBLEA in difesa del lavoro e della terra</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/38/38ef17118526cb2fee372ec4342e621cebe5bec6716018e36685b631.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/38/38ef17118526cb2fee372ec4342e621cebe5bec6716018e36685b631.jpg" width="448" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 26pt;"&gt;ROSARNO 2012: SU LA TESTA!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Due anni dopo la rivolta di Rosarno il sistema è in crisi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il territorio soffre, la soluzione è una: uniti perriprenderci la TERRA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Annus terribilis, il 2011, per Rosarno e la Piana di GioiaTauro tutta. E il futuro promette pessimi auspici: licenziamenti di massa alPorto, impianti turistici e supermercati chiusi, le arance che restano suglialberi e i terreni che vengono abbandonati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In questa situazione, ci accingiamo a pagare la crisi, adaffrontare i sacrifici che l'Europa ci chiede per rimediare a una situazioneche non abbiamo creato NOI.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tutto questo vuol dire DISOCCUPAZIONE, ospedali chiusi,servizi che vengono meno e qualità della vita sempre peggiori per tutti. Pergli italiani e per gli immigrati. Per i braccianti e per i piccoli produttori.Per gli operai e per tutti i cittadini. E disoccupazione, per gli immigrati inItalia, significa clandestinità se non trovi un'occupazione entro sei mesi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Intanto, nelle nostre campagne i braccianti africanicontinuano a vivere a centinaia in condizioni disumane, mentre i profitti degliagrumi, dei kiwi e dell'olio, attraverso i supermercati, vanno ai grandi gruppiche ci strozzano, imponendo prezzi stracciati alla fonte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il sistema che ci sfrutta da decenni ora ci dice che nonserviamo più, non servono i nostri agrumi, non servono le braccia dei nostrimigranti. Serve invece il nostro territorio per impianti di ogni tipo che ciavvelenano la vita e distruggono la terra, come la centrale turbogas aRizziconi, o l'inceneritore di Gioia Tauro per il quale è quasi pronto ilraddoppio, o il rigassificatore a San Ferdinando, che distruggerà decine diettari di terreno agricolo, danneggerà ancor di più le attività del porto e ciesporrà tutti al rischio d'incidenti catastrofici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In questa situazione, è insensato attaccare i migranti, nonha senso mettere i deboli contro i deboli o i “penultimi” contro gli “ultimi”.L'unica possibilità è stare insieme per difendere i diritti di tutti. UNITI perdifendere il diritto a decidere su ciò che ci riguarda: il porto, ilrigassificatore, l'agricoltura... la TERRA!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Affinché il porto sia rilanciato e i posti di lavoro difesi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Affinché i terreni agricoli rimangano tali e offrano unlavoro degno ai lavoratori, immigrati e non, e un reddito ai proprietari. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sabato 7 Gennaio, dalle ore 11,00&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;alla 2° Zona industriale di San Ferdinando&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;da mattina a sera, FESTASSEMBLEA in difesa del lavoro edella terra:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;trascorreremo una giornata proprio laddove dovrebbe sorgereil rigassificatore, un luogo simbolo, per riaffermare la volontà di strapparela nostra terra alla costruzione di megaimpianti e di restituirla agliagricoltori e alle POPOLAZIONI LOCALI.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ITALIANI E IMMIGRATI, LAVORATORI E DISOCCUPATI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;PRENDIAMOCI PER MANO, AFFRONTIAMO I NEMICI.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;LOTTIAMO INSIEME PER IL NOSTRO FUTURO!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Africalabria&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Donne e uomini senza frontiere,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;per la fraternità&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Adesioni:&lt;em&gt;Coordinamento Portuali Sul, Flai-Cgil comprensoriodi Gioia Tauro, San Ferdinando in movimento, Kollettivo Onda Rossa,Rinascita-Cinquefrondi, Equosud, Csoa “A. Cartella”, Chiesa battista di Rc,Mammalucco Onlus Taurianova, GASPP-Gruppo d'acquisto solidale e popolare dellaPiana di Gioia Tauro, Circolo Arminio di Palmi, Partito della Rifondazionecomunista - R@P (rete per autorganizzazione popolare ) - Federazione NazionaleBrigate della solidarietà Attiva -&lt;/em&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-805651415865250248?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/805651415865250248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=805651415865250248&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/805651415865250248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/805651415865250248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/africalabria-donne-e-uomini-senza.html' title='Africalabria Donne e uomini senza frontiere per la fraternità. A Rosarno FESTASSEMBLEA in difesa del lavoro e della terra'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-4114495252007390735</id><published>2012-01-04T19:09:00.004+01:00</published><updated>2012-01-04T19:09:54.346+01:00</updated><title type='text'>Una buona notizia: i giovani americani preferiscono il socialismo</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://bellaciao.org/it/local/cache-vignettes/L480xH720/thesword-8d19c.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://bellaciao.org/it/local/cache-vignettes/L480xH720/thesword-8d19c.jpg" width="426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;E’ bene cominciare l’anno con unabuona notizia. Un articolo dello scorso 29 dicembre su The Huffington Postriferisce di un sondaggio secondo il quale la maggioranza dei giovani americanipreferirebbe il socialismo al capitalismo. Il tutto in conseguenza del duroimpatto delle &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.maurizioacerbo.it/blogs/?p=1266" title="Michael Moore: Il giorno che la classe media morì"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;politiche economiche neoliberiste&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt; e delmutamento nel dibattito pubblico prodotto dal movimento &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.maurizioacerbo.it/blogs/?tag=occupy" title="tutti i post su Occupy Wall Street"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;OccupyWall Street&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;. E’ davvero una buona notizia visto che viene dal cuoredell’Impero, dal paese del maccartismo e del programma &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/COINTELPRO"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Cointelpro&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;. Come lamentava Michael Franti in &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=1441&amp;amp;lang=it" title="testo e traduzione"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Televisionthe drug of the nation&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt; dei Disposable Heroes of Hipoprisy, peril senso comune dominante negli Stati Uniti ”Socialism means unamerican”. Inrealtà il socialismo ha una lunga e orgogliosa &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.versobooks.com/books/548-the-s-word" title="vai sul sito della Verso Books"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;storia americana&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;. Lo ricorda John Nichols (con un libroche spero venga tradotto in italiano). Una tradizione dimenticata che andrebberecuperata come scriveva nel maggio 2011 lo storico &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.tikkun.org/nextgen/our-forgotten-tradition" title="leggi articolo"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;PaulBuhle&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;: “I Democratici hanno portato il liberalismo storico a qualcosadi simile al suo punto finale. Ora abbiamo bisogno di alternative. Dovremmochiamare queste alternative socialiste? Nel momento in cui la destra consideraogni misura di sicurezza pubblica, la protezione delle forniture d’acqua,persino l’esistenza della previdenza sociale e delle scuole pubbliche (oops,“governative”), come manifestazioni del demoniaco socialismo , forse la parolae l’idea più grande possono essere recuperate”.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Eccovi la traduzionedell’articolo dal The Huffington Post:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: red; font-size: x-large;"&gt;Giovani più propensi afavore del socialismo che del capitalismo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Alexander Eichler&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;I giovani – la folla di studenti dei college epost-universitari, che hanno partecipato come la faccia più visibile delmovimento di Occupy Wall Street – potrebbero trovarsi sempre più a loro agiocon il socialismo. Questo è il sorprendente risultato di un sondaggio PewResearch Center che si propone di misurare i sentimenti americani verso lediverse etichette politiche.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Il sondaggio, pubblicato mercoledì, ha scopertoche mentre gli americani tendono complessivamente ad opporsi al socialismo conun margine forte – il 60 per cento dicono di avere una visione negativa diesso, contro appena il 31 per cento che dichiarano di avere una visionepositiva – il socialismo ha più fan che avversari nella fascia di età tra i18-29 anni. Quarantanove per cento delle persone in quella fascia di etàdichiara di aver una visione positiva del socialismo, solo il 43 per cento dicedi avere una visione negativa.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;E mentre questi numeri non sono molto distanti, èdegno di nota che sono stati invertiti appena 20 mesi fa, quando Pew hacondotto un sondaggio simile. In questo studio, pubblicato maggio 2010, 43 percento delle persone di età tra i 18-29 anni aveva dichiarato di avere unavisione positiva del socialismo, e il 49 per cento aveva dichiarato che ilproprio parere era negativo.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Non è chiaro perché i giovani hanno evidentementecominciato a cambiare il loro pensiero sul socialismo. Negli ultimi anni,l’economia, povera ha avuto una serie di effetti sui giovani adulti – tenendolia casa con i genitori, rendendo difficile per loro trovare un lavoro, eprobabilmente deprimendo il loro potenziale di guadagno per gli anni a venire –che potrebbero avere smorzato l’entusiasmo per il libero mercato in questogruppo.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Infatti, il sondaggio Pew ha anche rilevato chesolo il 46 per cento delle persone di età tra i 18-29 anni ha una visionepositiva del capitalismo, e il 47 per cento ha opinioni negative – facendo diquesta fascia di età la sola in cui sostegno per al socialismo supera ilsostegno per il capitalismo.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;I giovani sono stati anche tra i più coinvolti nelmovimento a livello nazionale Occupy, i cui membri hanno mosso acute criticheverso l’etica capitalista e spesso rivendicato una più equa distribuzione dellaricchezza americana.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;In generale, la disuguaglianza di reddito – che unrapporto Ufficio Bilancio del Congresso ha recentemente sottolineato essere alivelli storici – ha ricevuto sempre più attenzione nella politica e dai mediaa partire dall’inizio del movimento Occupy a metà settembre. L’uso del termineè aumentato drammaticamente nella copertura mediatica dopo l’inizio delleproteste, e i politici dal leader della maggioranza al Senato Harry Reid alpresidente Barack Obama hanno usato il linguaggio del movimento per descriverele divisioni nel pubblico americano.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Tuttavia, nonostante la diffusione a livellonazionale delle dimostrazioni di Occupy , il socialismo non segna molto bene inaltre fasce di età nel sondaggio Pew, o attraverso altre categoriedemografiche.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Pew ha suddiviso i suoi risultati per età, razza,reddito e appartenenza politica, così come per il supporto ai movimenti diOccupy Wall Street e dei Tea Party. C’erano solo due altri gruppi tra i quali ifavorevoli al socialismo superavano suoi detrattori – i neri che dicono dipreferire il socialismo con un 55 a 36 per cento, e Democratici liberal , chesi dicono favorevoli al socialismo con un 59 a 39 per cento. Questi erano anchegli unici due gruppi a mostrare favore netto per il socialismo nel sondaggio2010.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;………………………….&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 9pt;"&gt;&lt;a href="http://www.huffingtonpost.com/2011/12/29/young-people-socialism_n_1175218.html?ref=fb&amp;amp;src=sp&amp;amp;comm_ref=false" title="leggi"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;leggi articolo originale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;(che la mia traduzione è sempre un pò raffazzonata)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 9pt;"&gt;Dopo aver perso tempo arabberciare questa traduzione mi sono accorto che la notizia era uscita sulsito de Il Fatto con alcune significative informazioni su come la destraamericana sta rimodulando il suo vocabolario(&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/01/dire-capitalismo/180853/" title="Mai dire capitalismo!"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;leggi articolo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;).Non mi sembra che altri quotidiani italiani sempre pronti a inseguire gliorientamenti dell’opinione pubblica americana abbiano riferito del sondaggio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 9pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Maurizio Acerbo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;3 gennaio 2012 &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-4114495252007390735?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/4114495252007390735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=4114495252007390735&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4114495252007390735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4114495252007390735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/una-buona-notizia-i-giovani-americani.html' title='Una buona notizia: i giovani americani preferiscono il socialismo'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-995724950101687548</id><published>2012-01-02T21:23:00.001+01:00</published><updated>2012-01-02T21:24:18.836+01:00</updated><title type='text'>Governi di mercanti di morte. l’Italia trucca i dati, Germania e UK li nascondono</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/d4/d474624b2f3c3813f962fbc41080bcb2f12ea23dd5511a35baa75038.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/d4/d474624b2f3c3813f962fbc41080bcb2f12ea23dd5511a35baa75038.JPG" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 28pt;"&gt;Rapporto UE sull’export di armi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Un rapporto che presenta gravi mancanze e diverse anomalieche sollevano più di un interrogativo sull’attendibilità dei dati forniti daigoverni e sul sistema dei controlli da parte dei Parlamenti: è quello che siricava da un’attenta analisi della “XIII Relazione annuale sul controllo delleesportazioni di tecnologia e attrezzature militari” pubblicata a fine annosulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea che Unimondo presenta qui inanteprima.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E’ innanzitutto singolare che la pubblicazione di questaimportante Relazione (470 pagine dense di tabelle e dati) avvenga nell’ultimogiorno lavorativo dell’anno (venerdì 30 dicembre) senza alcuna notifica né sulsito del Consiglio dell’Unione Europea - Consilium (che è responsabile dellasua pubblicazione) e nemmeno da parte del Parlamento europeo. L’impressione èche la si voglia considerare un “atto burocratico” da ottemperare, ma sul cuicontenuto appare evidente l’intenzione dei governi nazionali di non voleraprire alcun dibattito. A partire innanzitutto dalle cifre che la Relazioneriporta suddivise per autorizzazioni (licences) e consegne (exports). Leautorizzazioni all’esportazione per aree geo-politiche Le autorizzazioni (licences)all’esportazione di materiali militari che comprendono anche quelle relative ai“programmi intergovernativi” (solitamente contabilizzati a parte dallerelazioni nazionali), hanno visto nel 2010 un decremento del 21% rispetto al2009 quando avevano raggiunto la cifra record di oltre 40,3 miliardi di euro*:si tratta di oltre 31,7 miliardi di euro che si avvicinano ai valori del 2008(33,5 miliardi di euro) e rappresentano comunque una delle maggiori cifredall’entrata in vigore del Codice di Condotta europeo sulle esportazioni diarmi. La maggior contrazione riguarda gli ordinativi dei paesi dell’UnioneEuropea che sono passati dagli oltre 13 miliardi di euro del 2009 a circa 9miliardi del 2010 (-33%) e appare dovuta all’incedere della crisi economica cheha portato diversi paesi dell’Unione a ridurre i propri budget militari. Ma incalo risultano anche gli ordinativi dei paesi del Medio Oriente (-31%) e delNord America (-16%): va però notato che le commesse del Medio Oriente avevanotoccato nel 2009 un record storico di 9,6 miliardi di euro - nel 2010 siattestano a circa 6,7 miliardi di euro - mentre quelle del Nord America nel2010 superano di poco i 3,9 miliardi di euro. Nell’insieme le autorizzazioniall’esportazione di armamenti verso i paesi del Sud del mondo sfiorano i 15,5miliardi di euro e costituiscono il 48,8% del totale. E’ questo il primosignificativo dato che andrebbe valutato dal Parlamento europeo alla luce deichiari divieti espressi dalla Posizione Comune 2008/944/PESC (in .pdf)dell’Unione Europea che, tra l’altro, chiede agli stati membri di “valutare laposizione del paese destinatario in rapporto ai pertinenti principi stabilitidagli strumenti internazionali in materia di diritti umani”: un’attenta analisidelle consistenti autorizzazioni all’esportazione di armamenti verso i paesidel Medio Oriente (6,7 miliardi di euro), dell’Africa (2 miliardi), dell’Asia(4,7 miliardi) ed anche dell’America centro-meridionale (2,1 miliardi) dovrebbesollevare più di qualche interrogativo sull’effettiva applicazione dei criterirestrittivi definiti nella Posizione Comune. Nello specifico andrebberochiarite in dettaglio le licenze concesse per l’esportazione di armamenti versoi regimi di alcuni dei maggiori acquirenti di sistemi militari europei che nel2011 hanno visto sollevazioni e moti popolari come l’Arabia Saudita (2,4miliardi di euro), Oman (1,16 miliardi), Algeria (933 milioni), Kuwait (653milioni), Marocco (411 milioni), Libia (293 milioni), Egitto (211 milioni),Yemen (34 milioni e 103 milioni di consegne effettuate), Bahrain (56 milioni) eTunisia (26 milioni) senza dimenticare, nel continente asiatico, la Thailandia(505 milioni) e il Pakistan (492 milioni). Venendo ai principali fornitori diarmi, la Francia (11,2 miliardi di euro) si conferma anche nel 2010 come ilmaggior esportatore dell’Unione seguita dalla Germania (4,7 miliardi),dall’Italia (3,2 miliardi), da Regno Unito (2,8 miliardi), Spagna (2,2miliardi), Austria (1,7 miliardi), Svezia (1,4 miliardi), Belgio (1 miliardo) ePaesi Bassi (912 milioni). Le anomalie della Relazione: le consegne diarmamenti I dati fin qui esposti confermano sostanzialmente le cifre reperibilinei rapporti nazionali presentati dai governi ai parlamenti dei rispettivipaesi. Le anomalie concernono, invece, le cifre sulle consegne effettive(exports) di sistemi militari esportati da diversi paesi. Innanzitutto unaminuscola nota alla Tabella A.I (p. 8) avverte che Belgio, Danimarca, Germania,Polonia, Grecia, Irlanda and Regno Unito “could not supply these data” e chepertanto i totali della “riga C” (le consegne) “non riflettono le effettiveesportazioni di armamenti dell’Unione”. Non è la prima volta che questi paesinon forniscono all’Unione le cifre sulle consegne di armamenti. Già lo scorsoanno gli stessi paesi non le avevano presentate: in particolare – da una miaricognizione di tutti i 13 rapporti – se Grecia e Irlanda non li hannopresentati solo negli ultimi due anni, Belgio e Germania non li stannoriportando dal 2007, la Polonia dal 2006, mentre Danimarca e Regno Unito non listanno fornendo fin dal 2003. Una mancanza di non poco conto sulla qualeandrebbe sollevata qualche interpellanza parlamentare considerato che le “lineeguida” per la compilazione del Rapporto sono state definite da oltre dieci annie ribadite due anni fa con l’implementazione della nuova Posizione Comune del2008. (2008/944/PESC). Si tratta di una mancanza alquanto sospetta soprattuttonel caso del Regno Unito e della Germania che sono due dei maggiori esportatorieuropei e internazionali di sistemi militari. Il governo britannico da diversianni fornisce al proprio parlamento un rapporto che – pur denso di dati – nonriporta le cifre sulle effettive esportazioni mentre quello tedesco riportadettagliatamente queste informazioni (si veda la Tabella “Kriegswaffenausfuhrenin den Jahren 1997 bis 2010” – “Esportazioni di armi negli anni 1997-2010” a p.45 di questo Rapporto in .pdf): i valori presenti nella tabella per gli anni2003-6 coincidono perfettamente con quelli riportati nelle precedenti Relazionidell’UE e quelli per gli anni successivi avrebbero potuto essere trasmessiall’UE considerato che il rapporto tedesco è già disponibile da tempo. Laprincipale anomalia: i dati forniti dall’Italia sulle esportazioni Ma lamaggior anomalia riguarda i dati forniti dall’Italia. Mentre, infatti, sia ilRapporto che la più ampia Relazione ufficiale della Presidenza del Consigliosulle esportazioni di armamenti italiani riportano come “operazioni diesportazione effettuate” un valore di circa 2.754 milioni di euro (si veda p.33 del .pdf e le seguenti tabelle per i Paesi Nato/Ue in .pdf e extra Nato/Uein .pdf), il governo italiano ha segnalato all’UE esportazioni effettuate(exports) per soli 615 milioni di euro (si veda p. 443 “riga C” della RelazioneUE in .pdf). Considerato che negli anni scorsi le cifre relative alle consegnedi armamenti delle Relazioni della Presidenza del Consiglio e del Rapportodell’UE erano pressoché identiche - e cioè 2.205 milioni di euro (nel 2009);1.772 milioni (nel 2008) e 1.267 milioni (nel 2007), vien da chiedersi qualenovità sia sopravvenuta tra il marzo scorso (data di pubblicazione del Rapportoitaliano) e il 30 dicembre tanto da ridurre di oltre un quarto (da 2.754 a 615milioni di euro) la cifra delle consegne di fatto già effettuate nel 2010 equindi con armamenti già passati e registrati dall’Agenzia delle Dogane.Considerate queste reiterate mancanze, la Relazione dell’Unione Europea sulleesportazioni militari appare oggi, a tredici anni dall’entrata in vigore delCodice di Condotta, un documento pressoché inservibile per poter analizzare conprecisione le effettive esportazioni di armamenti dei paesi dell’Unione.Occorre ormai chiedersi se queste più che carenze e anomalie non siano inveceun subdolo e reiterato boicottaggio dell’unico documento ufficiale dell’Unioneche dovrebbe essere in grado di esplicitare con precisione informazioni diampio interesse che concernono la politica estera e di difesa dei paesieuropei. Giorgio Beretta *Note: Lo scorso 3 dicembre sulla Gazzetta Ufficialedell'Ue 2011/C354 è apparsa una Rettifica che - correggendo numerosi dati dellaprecedente Relazione - certifica quanto già in precedenza accertato da Unimondoe dalla Rete Disarmo e cioè che i 7,9 milioni di euro di esportazioni di armisemi-automatiche inviate nel 2009 al colonnello Gheddafi non erano diprovenienza maltese ma italiana. Va anche in questo caso notato che le 48pagine di "rettifiche" non sono precedute da alcuna presentazione egiustificazione, quasi si trattasse di meri errori contabili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Giorgio Beretta&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;02/01/2012 &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Fonte: Unimondo.org&lt;/em&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #00386b; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-995724950101687548?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/995724950101687548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=995724950101687548&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/995724950101687548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/995724950101687548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/governi-di-di-mercanti-di-morte-litalia.html' title='Governi di mercanti di morte. l’Italia trucca i dati, Germania e UK li nascondono'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-723470862411056392</id><published>2012-01-01T09:18:00.000+01:00</published><updated>2012-01-01T09:19:15.789+01:00</updated><title type='text'>I poteri occidentali sottomessi allo strapotere della finanza speculativa</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://lettura-giornale.liberazione.it/GONJPG/201112/ALTE/giIATT00vv1120111231.JPEG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="442" src="http://lettura-giornale.liberazione.it/GONJPG/201112/ALTE/giIATT00vv1120111231.JPEG" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Dal 2001 al 2011 dieci anni di solitudine&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Nel luglio 2011, il movimento per una globalizzazione dal bassosembrava aver toccato l'apice. Seattle e Goteborg avevano già dimostrato comefosse diffusa e radicale l'opposizione a un regime globale in cui si fondevanole dinamiche del capitalismo senza frontiere con quelle neo-imperialistichedell'occidente. Centinaia di migliaia di persone affrontarono a Genova una repressioneottusa e indiscriminata, che appariva come un colpo di coda di poteri mondialidelegittimati e privi di prospettive. Le immagini dei cosiddetti grandiraccolti a Genova ci comunicano ancora una sensazione di vuotezza mentale e disconcerto, a partire dalle facce ineffabili di Bush, Blair e Berlusconi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Gli attentati del 9 settembre 2011 cambiarono radicalmente ilquadro. Il mondo consegnò agli Stati Uniti una cambiale in bianco perripristinare una sovranità mondiale scossa da una decina di fanatici. Oggi, noisappiamo che la guerra interminabile avviata immediatamente in Afghanistan, eproseguita in Iraq e (di fatto) in Pakistan, ha determinato una crisidell'impero americano apparentemente irreversibile, e che oggi è manifestanelle scelte dell'amministrazione Obama, centrate su un'impossibile riparazionedei guasti dovuti al suo predecessore G. W. Bush, e su un improbabilemantenimento al risparmio dell'egemonia Usa nel mondo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;La verità è che i costi della guerra hanno rovinato la finanzapubblica Usa, il cui debito sovrano è uno dei più alti al mondo, forsesuperiore a quello dello stesso Giappone, se nel bilancio federale sicontassero i debiti dei singoli stati e altre voci omesse (come i fondi disostegno del sistema bancario). Un debito che né l'emissione di moneta, né la"credibilità" dei titoli di stato americani riesce a sanare. È veroche mezzo mondo ha pagato e paga per le guerre americane. Ma questo significaanche che un paese come la Cina, principale creditore, ha indirettamente inmano i destini dell'economia Usa, e quindi sta acquisendo un potere globale dicui la politica estera di Washington non può non tener conto. Nel frattempo,altre potenze economiche stanno venendo alla ribalta, uno sviluppo che diecianni fa cominciava soltanto a essere percepito. Brasile, India, Russia, Cina ealtri minori, la metà della popolazione terrestre, rappresentano di fattoun'alternativa geo-politica all'egemonia Usa (non è affatto un caso che sianoproprio questi paesi, insieme alla Germania, ad essersi opposti di fattoall'intervento Nato in Libia).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;In questo quadro, l'Europa allargata sconta l'angustia della suacornice istituzionale (l'Europa delle banche) e il conservatorismo dei suoiceti dirigenti, ossessionati dalla paura dell'inflazione. Vincolata ainazionalismi dominanti francese e tedesco, incapace di contrastare una finanzaglobale ancora saldamente nelle mani americane, ostile a un riconoscimento deidiritti sociali su base continentale, arroccata nella difesa dei confinimeridionali e orientali, tollerante dell'immigrazione solo in quanto riserva dilavoro sottopagato, l'Europa non è che un contenitore scricchiolante destinatoa implodere in una concorrenza globale sempre più spietata. Fenomeniapparentemente eterogenei come la diffusione dei movimenti xenofobi, Lega intesta, o i rigurgiti neo-imperialistii alla Sarkozy, sono in realtà segnali diun declino che oggi appare difficilmente contrastabile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;La questione centrale è la subordinazione dei poteri occidentaliallo strapotere della finanza speculativa, che oggi rappresenta sette o ottovolte il volume dell'economia reale mondiale. Il salvataggio delle bancheamericane voluto da G. W. Bush e continuato da Obama significa semplicementeche nessun potere politico in occidente ha il coraggio o la volontà dicontrastare la supremazia del capitale finanziario. È questo che fa le regoleper il proprio tornaconto, inventa nuovi meccanismi speculativi (hedge funds,vendite allo scoperto ecc.), non limitandosi alla "normale" compravenditadi titoli nel mercato, ma scommettendo sulla solvibilità di stati (debitisovrani), banche, imprese, amministrazioni locali di tutto il mondo. Al tempostesso, le valutazioni delle agenzie di rating (Moody's, Fitch, Standard andPoors), emanazioni dirette o indirette del sistema finanziario, determinano ildestino di interi paesi influenzando il rendimento dei titoli pubblici e quindil'entità del loro indebitamento. C'è una documentazione imponente sul ruolo chegiganti finanziari come Goldman Sachs hanno svolto nei confronti di un paesecome la Grecia, approvando il loro debito con una tripla A, e allo stesso temposcommettendo sul ribasso dei suoi titoli di stato, e quindi condannandola difatto al fallimento. Queste banche, che muovono miliardi di dollari, esercitanoun'influenza diretta sul ceto politico - una "piovra globale" le hadefinite Il New York Times. Consulenti di Goldmann Sachs sono stati l'attualeministro del tesoro Geithner, Mario Draghi, Mario Monti…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;E quindi la politica economica degli stati è oggi largamentenelle mani di uomini che si sono formati nella finanza internazionale (Monti,Draghi, Papademos), da cui proviene la loro legittimazione o credibilità (agliocchi della grande finanza, naturalmente). La logica del sistema bancario (lasua "stabilità", ovvero i suoi profitti) determina le scelte dipolitica fiscale e sociale. In termini molto semplici, l'indebitamento, su cuispeculano le banche o i gestori di fondi come Soros, si scarica sulla spesasociale. Sono pensionati o pensionabili, lavoratori, precari, possibilifruitori di servizi sociali quelli che pagano per le incalcolabili ricchezzeaccumulate o sperperate nel giro di pochi minuti dai giganti della finanza.Ricordiamoci di George Soros, un uomo che passa per un benefattore globale. Sidice che nel 1992 determinò la svalutazione della lira del 30% (a cui seguì lacura da cavallo del governo Amato), reinvestendo parte dei profitti nellafondazione di università private nell'est europeo e nel finanziamento dellerivoluzioni arancioni in Ucraina e altrove - gettando le basi, cioè, per unallargamento dell'influenza americana sui resti del traballante imperosovietico. Questo solo esempio, in fondo un caso limitato, dà un'idea delpotere della finanza sulla politica e sulla vita degli abitanti del mondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;La differenza con il 2001, con il movimento per un'altraglobalizzazione, è che oggi questi meccanismi d'implicazione globale, sonoinfinitamente più chiari. La difesa dei formaggi francesi o di micro-economiesostenibili è solo una piccola parte del problema. La bolla speculativa del2008, basata sulla circolazione di pacchetti finanziari tossici, cioè creditiinesigibili (i cosiddetti subprime) si è infine propagata al resto del mondo,Europa in testa, e oggi si abbatte sul reddito, e quindi sulla vita quotidianadi milioni di persone. Tutto ciò non si legge in opuscoli di militantiincanutiti, ma nelle pagine interne dei quotidiani finanziari. Mai come oggi leprevisioni del vecchio Marx sono tranquillamente confermate dagli economisti accademici.Il punto è che ben pochi di loro sono disposti ad andare al cuore del problema,se vogliamo all'intreccio perverso di speculazione, smantellamento dei residuidel welfare state e guerra. Lo stesso sistema globale responsabile di tuttoquesto è, con un paradosso solo apparente, chiamato a risolvere la crisi, comequando Mario Draghi ha approvato il rifinanziamento delle banche europee (manon dei debiti sovrani).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Movimenti come Occupy Wall Street o i vari indignatirappresentano indubbiamente una consapevolezza acuta della centralità perversadella finanza. Ma come combatterla? Tempo fa circolava una fotografia veramenteemblematica. Sul marciapiede davanti alla borsa di New York una fila dimanifestanti protestava contro lo strapotere della finanza. Su una terrazza delprimo piano, un gruppo di operatori che sembravano usciti di peso da un film diOliver Stone, si faceva beffe di loro… Analogamente, distruggere un bancomat èun gesto che si può anche capire, quand'è suggerito dall'indignazione o da unmoto istintivo di ribellione, ma è meno che patetico, se si pensa che il poteredella finanza si esercita sul web o in luoghi che nessun manifestante potrà mairaggiungere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Ed ecco quindi che una strategia anti-capitalistica globale ètutta da pensare o da ripensare. Sostenendo chi si oppone a New York,certamente. Ma magari cominciando da casa nostra, rompendo quell'agghiaccianteunanimismo nazional-partitico che circonda il governo Monti, autoritario nellasua formazione, bancario nello spirito, reazionario nel suo discretofondamentalismo cattolico, profondamente legato all'intangibilità di un sistemadi potere economico che oggi condanna un quarto della popolazione italiana allapovertà e tutti gli altri al grigiore della sopravvivenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Alessandro Dal Lago&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;31/12/2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #393939; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;www.liberazione.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-723470862411056392?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/723470862411056392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=723470862411056392&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/723470862411056392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/723470862411056392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2012/01/i-poteri-occidentali-sottomessi-allo.html' title='I poteri occidentali sottomessi allo strapotere della finanza speculativa'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-1075644459522702097</id><published>2011-12-30T21:32:00.000+01:00</published><updated>2011-12-30T22:04:26.500+01:00</updated><title type='text'>Il vero riformismo nei confronti dell'Europa di Maastricht è rappresentato dalla tassazione vera dei patrimoni e dei movimenti finanziari; dalle normative di controllo della circolazione dei capitali; dalla nazionalizzazione delle banche; dai referendum europei come abbozzo di partecipazione democratica</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://lettura-giornale.liberazione.it/GONPDF/2011/12/30/RM3012-PRI01-1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://lettura-giornale.liberazione.it/GONPDF/2011/12/30/RM3012-PRI01-1.jpg" width="440" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 26pt;"&gt;L'alternativa non può ridursi a populismo o liberismo &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il presidente Napolitano, lo abbiamo scritto più volte, è ilgrande regista dell'operazione "Monti", il "governotecnico"più politico che ci sia.La sua operazione politica si sta,ora,arricchendo di considerazioni di ampio respiro. E' importante lo scritto diieri per la rivista "Reset", dedicato alle sfide che sono davantiall'Europa. Su un punto sono d'accordo con il presidente quando, rispondendoall'interrogativo sul perché la politica europea non riesca ad esprimere ungruppo dirigente all'altezza della attuale crisi, come accadde nel dopoguerra,cita lo storico Tony Judt che, nel volume «Guasto è il mondo», conclude la suariflessione sul tema con queste parole: «Politicamente parlando, la nostra èun'epoca di pigmei». I quali, aggiungo io, non sanno e non vogliono saliresulle spalle dei giganti, cioè di Marx, dei marxisti, dei critici del liberismoe dei processi di valorizzazione del capitale, dei rapporti sociali che essigenerano. Mi permetto, in questo breve articolo, solo due osservazioni. Non concordocon Napolitano sul fatto che, «all'indomani del grande mutamento del 1989»,operò in modo possente una classe politica europea «formatasi nell'esperienzacomunitaria in modo da trarne capacità di visione e padronanza istituzionale»,da cui scaturirono il trattato di Maastricht e la scelta della moneta unica.L'analisi storica del capitalismo finanziario, dalla crisi del fordismo e delsistema monetario di Bretton Woods, fino all'attuale devastante crisi deidebiti pubblici indotta dalle politiche della Bce, mi pare dimostri, invece,quanto errata fosse l'analisi economica che era alla base di Maastricht equanto socialmente distruttive fossero le ricette monetariste e liberiste. Lacrisi di oggi nasce proprio dal «divenire rendita dei profitti», come scriveMarazzi, «quel processo che dalla crisi del subprime del 2007 alla crisidell'euro di oggi sta svelando la fragilità del sistema bancario mondiale e laricerca disperata di misure politiche, istituzionali e soprattutto socialivolte a salvare il potere dei mercati finanziari». E' da qui che nasce in noil'esigenza di lanciare la sfida di un'Europa "altra" rispetto alleoligarchie tecnocratiche, non chiusa nei nazionalismi e nei protezionismi, mache guarda ad un orizzonte sopranazionale di progetti e conflitti per romperela trappola del debito, che schiaccia i redditi sociali e frantuma i benicomuni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L'orizzonte del presidente Napolitano sembra ridurre lealternanze politiche alla dialettica tra destra populista e destra liberista,tra Berlusconi e Monti, escludendo ogni alternativa, non solo di sistema, maanche riformista. A questo proposito scrive Napolitano: «La guerra freddagenerò dogmatismi che resero difficile alla sinistra distinguere le verità delliberismo einaudiano e dell'approccio ideale e politico liberale… Da un lato,quindi, occorre fare più che mai i conti con la realtà del mercato, e quindidel ruolo, già d'altronde ampiamente riconosciuto, che spetta all'iniziativa eall'impresa privata, con le sue esigenze di libertà, di affrancamento davincoli che ne comprimano la competitività, e, dall'altro, c'è lavalorizzazione di altre essenziali componenti di una visione liberale come fuquella di Einaudi». Qui il riformismo, con un rovesciamento semantico, vienetutto assorbito in una sorta di conservatorismo temperato, che sussume in séogni riformismo di matrice socialista. Come scrive Gramsci nei"Quaderni", in una siffatta visione, il riformismo indica non piùl'evolversi del processo dialettico «rivoluzione/restaurazione», ma il momentonel quale «solo il secondo termine è valido». Cade, in definitiva, ogni sforzodi analisi del modo di produzione e delle soggettività. Il vero riformismo neiconfronti dell'Europa di Maastricht, io credo, non è, invece, l'accettazionedell'assolutismo neoliberista, ma proposte quali la tassazione vera deipatrimoni e dei movimenti finanziari; normative di controllo della circolazionedei capitali; nazionalizzazione delle banche; referendum europei come abbozzodi partecipazione democratica. E' bene che anche il centrosinistra la smettacon la falsa coscienza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp; &lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Giovanni Russo Spena&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;30/12/2011&lt;br /&gt;editoriale di Liberazione&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;www.liberazione.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-1075644459522702097?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/1075644459522702097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=1075644459522702097&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1075644459522702097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1075644459522702097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/il-vero-riformismo-nei-confronti.html' title='Il vero riformismo nei confronti dell&apos;Europa di Maastricht è rappresentato dalla tassazione vera dei patrimoni e dei movimenti finanziari; dalle normative di controllo della circolazione dei capitali; dalla nazionalizzazione delle banche; dai referendum europei come abbozzo di partecipazione democratica'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-8330935746937370593</id><published>2011-12-25T11:58:00.000+01:00</published><updated>2011-12-25T11:58:51.007+01:00</updated><title type='text'>I poteri forti e il qualunquismo imperante tentano di spegnere le ultime voci di dissenso. Non lasciamo che vinca la logica del profitto</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://lettura-giornale.liberazione.it/GONJPG/201112/ALTE/giIINS00030920111224.JPEG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://lettura-giornale.liberazione.it/GONJPG/201112/ALTE/giIINS00030920111224.JPEG" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;L'importanza vitale della stampa comunista&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sono i giorni della réclame per gli abbonamenti. I direttorie gli amministratori dei giornali borghesi rassettano la loro vetrina, passanouna mano di vernice sulla loro insegna e richiamano l'attenzione del passante(cioè del lettore) sulla loro merce. La merce è quel foglio a quattro o seipagine che va ogni mattino od ogni sera a iniettare nello spirito del lettorele maniere di sentire e di giudicare i fatti dell'attuale politica, che convengonoai produttori e venditori di carta stampata. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Vogliamo tentare di discorrere, con gli operai specialmente,dell'importanza e della gravità di quell'atto apparentemente così innocente,che consiste nel scegliere il giornale cui si vuole abbonarsi. E' una sceltapiena di insidie e di pericoli che dovrebbe essere fatta con coscienza, concriterio e dopo maturata riflessione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Anzitutto l'operaio deve negare recisamente qualsiasisolidarietà col giornale borghese. Egli dovrebbe ricordarsi sempre, sempre, sempre,che il giornale borghese (qualunque sia la sua tinta) è uno strumento di lottamosso da idee e da interessi che sono in contrasto coi suoi. Tutto ciò chestampa è costantemente influenzato da un'idea: servire la classe dominante, chesi traduce ineluttabilmente in un fatto: combattere la classe lavoratrice. Edifatti, dalla prima all'ultima riga, il giornale borghese sente e rivelaquesta preoccupazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma il bello, cioè il brutto, sta in ciò: che invece didomandare quattrini alla classe borghese per essere sostenuto nell'opera didifesa spietata in suo favore, il giornale borghese riesce a farsi pagare...dalla stessa classe lavoratrice che egli combatte sempre. E la classelavoratrice paga, puntualmente, generosamente. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Centinaia di migliaia di operai danno regolarmente ognigiorno il loro soldino al giornale borghese, concorrendo così a creare la suapotenza. Perché? Se lo domandate al primo operaio che vedete nel tram o per lavia con un foglio borghese spiegato dinanzi, voi vi sentite rispondere: «Perchého bisogno di sapere cosa c'è di nuovo». E non gli passa neanche per la menteche le notizie e gli ingredienti coi quali sono cucinate possono essere esposticon un'arte che diriga il suo pensiero e influisca sul suo spirito in undeterminato senso. Eppure egli sa che il tal giornale è codino, che il talaltro è palancaio, che il terzo, il quarto, il quinto, sono legati a gruppipolitici che hanno interessi diametralmente opposti ai suoi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tutti i giorni poi, capita a questo stesso operaio di poterconstatare personalmente che i giornali borghesi raccontano i fatti anche piùsemplici in modo di favorire la classe borghese e la politica borghese a dannodella politica e della classe proletaria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Scoppia uno sciopero? Per il giornale borghese gli operaihanno sempre torto. Avviene una dimostrazione? I dimostranti, sol perché sianooperai, sono sempre dei turbolenti, dei faziosi, dei teppisti. Il governo emanauna legge? E' sempre buona, utile e giusta, anche se è... viceversa. Si svolgeuna lotta elettorale, politica od amministrativa? I candidati e i programmimigliori sono sempre quelli dei partiti borghesi. E non parliamo di tutti ifatti che il giornale borghese o tace, o travisa, o falsifica, per ingannare,illudere, e mantenere nell'ignoranza il pubblico dei lavoratori. Malgrado ciò,l'acquiescenza colpevole dell'operaio verso il giornale borghese è senzalimiti. Bisogna reagire contro di essa e richiamare l'operaio all'esattavalutazione della realtà. Bisogna dire e ripetere che quel soldino buttato làdistrattamente nella mano dello strillone è un proiettile consegnato algiornale borghese che lo scaglierà poi, al momento opportuno, contro la massaoperaia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se gli operai si persuadessero di questa elementarissima &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;verità, imparerebbero a boicottare la stampa borghese conquella stessa compattezza e disciplina con cui la borghesia boicotta i giornalidegli operai, cioè la stampa socialista. Non date aiuti di danaro alla stampaborghese che è vostra avversaria: ecco quale deve essere il nostro grido diguerra in questo momento che è caratterizzato dalla campagna per gliabbonamenti fatta da tutti i giornali borghesi. Boicottateli, boicottateli,boicottateli!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;("Avanti", 1916)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Antonio Gramsci&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;24/12/2011&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;www.liberazione.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-8330935746937370593?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/8330935746937370593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=8330935746937370593&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/8330935746937370593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/8330935746937370593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/i-poteri-forti-e-il-qualunquismo.html' title='I poteri forti e il qualunquismo imperante tentano di spegnere le ultime voci di dissenso. Non lasciamo che vinca la logica del profitto'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-2799219269866496586</id><published>2011-12-25T11:48:00.000+01:00</published><updated>2011-12-25T11:48:00.181+01:00</updated><title type='text'>Si finisca di foraggiare speculatori e usurai</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://lettura-giornale.liberazione.it/GONPDF/2011/12/24/RM2412-PRI01-1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://lettura-giornale.liberazione.it/GONPDF/2011/12/24/RM2412-PRI01-1.jpg" width="440" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Nazionalizzare le banche&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E se la breve e ridicola campagna per cancellare l'articolo18 fosse stata solo un depistaggio? Sì, certo, Fiat, Fincantieri, il grandepadronato italiano, tutti assieme non vedono l'ora di avere la libertà dilicenziamento. Tuttavia la goffaggine con la quale la ministra del lavoro haportato avanti la sua offensiva contro lo Statuto dei lavoratori mi ha fattovenire qualche dubbio. Così infatti è passata in secondo piano la catastrofedella manovra appena approvata e in particolare il massacro sociale sullepensioni che colpisce vergognosamente gli operai e le donne.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E così è passata sotto silenzio la scandalosa manovrafinanziaria attuata in questi giorni dalla Bce.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ben 500 miliardi di euro sono stati prestati alle bancheeuropee al tasso natalizio dell'1%. 116 di questi miliardi sono statiaccaparrati dalle banche italiane. E' bene ricordare che lo stato italiano, sevuol fare prestiti per finanziare il debito con cui si pagano anche i beni e iservizi sociali, deve pagare il 7%, per ora, di interessi. Le banche hannoottenuto questa cifra enorme con il tasso dell'1%, per cui se decidessero diprestare i soldi allo stato italiano, solo in virtù di questa operazione, guadagnerebberoil 6%.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non sappiamo se lo faranno, perché la speculazionefinanziaria dice alle banche di non acquistare buoni del tesoro. Quindi puòdarsi che quei soldi, versati dai cittadini europei, è bene ricordarlo, vadanopersino in altri lidi, verso altre scelte speculative. Il peso complessivodelle manovre Berlusconi, Monti, Tremonti è di 75 miliardi di euro che gravanoper il 90% su salari, pensioni, servizi sociali. Alle banche è stato dato moltodi più di quello che i governi ci hanno preso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Questa è l'Europa reale di oggi. Sbaglia il Presidente dellaRepubblica nell'esaltare la necessità di sacrifici nel nome di valori europeiche in realtà non esistono. L'Europa di oggi è governata da un'alleanza tra tregrandi forze. La finanza internazionale, la tecnocrazia liberista, i governi didestra. Costoro sono quelli che comandano e le sinistre che accettano i loroordini, in Italia come in Grecia come in tutta Europa, o si suicidano odiventano altro. Oppure entrambe le cose assieme.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;No, quest'Europa della speculazione finanziaria che prestasoldi alle banche ma che nello stesso tempo chiede agli stati di licenziare, dichiudere i servizi pubblici e distruggere i contratti nazionali, quest'Europa èoggi il nostro avversario. E per combattere questo avversario dobbiamo metterein campo altri obiettivi, altre politiche rispetto a tutte quelle che sisuccedono stancamente nel disastro. Prima di tutto è chiaro che ilfinanziamento alle banche a fondo perduto deve finire. E' una scelta di buonsenso che le banche, salvate dai nostri soldi, siano prese direttamente in manopubblica. E così governate al fine di tagliare le unghie alla speculazionefinanziaria e per fornire all'economia quel credito che oggi viene concesso atassi di usura. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il debito pubblico va congelato e ricontrattato. In ognicaso non può pesare a questi tassi di interesse su economie già in recessione.Gli economisti antiliberisti oggi sono divisi&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;tra chi pensa prioritario uscire dall'euro, moneta che oggi strangola laripresa economica, e chi invece ritiene indispensabile prima di tutto non pagarpiù il debito, almeno alla finanza internazionale. In realtà questa divisionenon ha molto senso, perché la sostanza di tutte le posizioni critiche è che noinon possiamo più accettare i vincoli imposti dal potere tripartito che governal'Europa. Dobbiamo rilanciare l'economia reale partendo dai beni comuni e daiservizi pubblici, dobbiamo aumentare i salari e i redditi, dobbiamo trasferirericchezza dalla speculazione finanziaria e dai grandi patrimoni ai cittadini indifficoltà. Tutte queste misure richiedono che salti completamente quelmeccanismo di salvaguardia dell'euro e della finanza che oggi, sotto il nome dipatto di stabilità, sta destabilizzando le vite della maggioranza dei popoli ditutta Europa. La nazionalizzazione delle banche è quindi solo un passonecessario per riconquistare il potere democratico di decidere sul nostrofuturo, per sottrarre alla finanza internazionale impazzita il potere didecidere sulle nostre vite.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Finché non si percorrerà una strada di rottura in questadirezione continueremo a fare sacrifici sociali e di diritti sempre piùingiusti quanto inutili. Questa è la sostanza, questo è ciò che abbiamo difronte nel 2012.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dobbiamo darci obiettivi ambiziosi, ambiziosi non perchéirrealistici, ma perché mettono in discussione il sistema di potere finanziarioche ci impone i suoi diktat distruttivi. Dobbiamo sperare e operare affinchél'Europa del lavoro e dei popoli&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;siribelli all'Europa dei padroni e delle banche.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;P.S.: un editorialecome questo può uscire solo su Liberazione. Diamoci tutti da fare perché nel2012 questo nostro giornale sia ancora al fianco delle nostre lotte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Giorgio Cremaschi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;24/12/2011&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;www.liberazione.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-2799219269866496586?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/2799219269866496586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=2799219269866496586&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/2799219269866496586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/2799219269866496586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/si-finisca-di-foraggiare-speculatori-e.html' title='Si finisca di foraggiare speculatori e usurai'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-5203824343279078919</id><published>2011-12-22T22:26:00.002+01:00</published><updated>2011-12-22T22:26:36.564+01:00</updated><title type='text'>Nascono inediti"poteri speciali". Siamo oltre la inaccettabile (ma pur teorizzata e praticata) dialettica tra norma e "stato di eccezione" emergenziale</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/3f/3f2ae9b58f09aa6ad54bd09127a1a929e3023282b66c2c2b39cacb4c.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="426" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/3f/3f2ae9b58f09aa6ad54bd09127a1a929e3023282b66c2c2b39cacb4c.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 26pt;"&gt;Domande crude (ma essenziali) al Presidente Napolitano&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il presidente Napolitano non mi convince affatto quandosostiene che la democrazia non è sospesa. Penso,invece,che la democrazia(che laCostituzione pretende sia socialmente organizzata, politicamente dialettica epluralista, sindacalmente conflittuale) sia,in questa fase, in Italia, propriosospesa nella sostanza. Non parlo, ovviamente, di "colpo di Stato".Ma è banale sostenere che va tutto bene perchè il Parlamento, votando, ha"sanato" la situazione.Quando il dito indica la luna non si guardi ildito, per favore. Siamo, invece, ad una evidente manifestazione politica dellasconnessione tra capitale e democrazia costituzionale; alla bancarotta delpensiero liberale, in questa fase. In Grecia un funzionario del capitalefinanziario, Papademos, sostituisce un presidente del consiglio che aveva"osato" prospettare (forse strumentalmente) un referendum sullamanovra imposta dalla Bce. In Italia, poche ore dopo, il Presidente dellaRepubblica nomina senatore a vita il candidato presidente del consiglio, il"tecnico" Monti, come metafora del ruolo ancillare della dialetticapolitico-parlamentare. In quei giorni, il sollievo per l'allontanamento del guittoBerlusconi maschera il sostanziale commissariamento rispetto al naturale sboccodi immediate elezioni, ritenute un disastro dalla finanza internazionale e daisuoi interpreti istituzionali italiani. A me pare che, nella sostanza, ifondamenti della democrazia costituzionale siano stati sottoposti ad unaclausola sospensiva. Nascono inediti"poteri speciali". Siamo oltre lainaccettabile (ma pur teorizzata e praticata) dialettica tra norma e"stato di eccezione" emergenziale. Perchè qui siamo all'obbedienzacorale ad una "ragion di Stato" nemmeno formalmente proclamata, maimposta attraverso il ricatto del debito sovrano. Siamo alla realizzazione delsogno dell'assolutismo liberista, come ci ha ricordato Franco Russo: prendecorpo, nei fatti, la"democrazia senza partiti" (e senza sindacati),vecchio sogno del "dispotismo illuminato". Siamo, cioè, ad unaregressione oligarchica. Ma il presidente Napolitano va oltre: nel suorecente,solenne intervento nel salone degli Arazzi del Quirinale, dinanzi aivertici istituzionali, politici, sindacali, "blinda" il governo Montirispetto ad ogni critica e ad ogni voto contrario in Parlamento, intimando aipartiti di permettere la vita del governo «fino alla data limite già segnatadal termine naturale della legislatura». Il Presidente si fa, cioè, garante, aldi là del merito dei provvedimenti, della"unione sacra" alledipendenze del governo. Ma si rivolge anche ai sindacati, con un riferimentopressochè esplicito all'aspro dibattito sull'articolo 18, con due riferimentiespliciti, nelle sue 21 cartelle, sui quali è opportuno meditare anche sulpiano istituzionale. 5Da un lato non giovano dice il Presidente, «giudiziperentori», ma occorre non rifuggire «da spinose assunzioni di responsabilità»;dall'altro chiarisce il suo pensiero richiamando, mi sembra, in forma velata,il presunto scontro generazionale (cavallo di Troia della Fornero, diIchino,ecc.) tra lavoratrici e lavoratori che sarebbero ultragarantiti egiovani precari non garantiti. Ma ci rendiamo conto del fatto che, nei prossimigiorni, il governo ci trascinerà sul terreno della truffaldina propaganda dello"scontro intergenerazionale" per tentare di fare dei giovani precarila guardia armata della guerra per l'abolizione dell'articolo 18? Il presidenteNapolitano scrive che occorre dare la priorità alla condizione dei nonrappresentati, dei giovani senza lavoro. Bene. Mi auguro che questo significhiche adopererà la sua capacità di persuasione per il reddito garantito,per ilsalario sociale, per gli aumenti salariali (e non per chiedere ai sindacati diaccettare la proposta del ministro Fornero). Noi, presidente Napolitano, nonsiamo nè leghisti secessionisti nè neoborbonici. Le chiediamo di ritenere chesi possa essere europeisti proprio perchè critichiamo (e sempre piùcriticheremo) i meccanismi del ricatto del debito (che distrugge coesione eformazione sociale) e quei trattati europei che sono sbagliati perchè puramentemonetaristi e folli in quanto portano i popoli europei ad odiare l'idea stessadi Europa. Un'ultima domanda, presidente Napolitano: perchè non ha esercitato lasua grande influenza presso il governo affinchè lasciasse in bilancio quellemodeste risorse che permettessero a Liberazione e ad altre importanti testatedi vivere, in un clima di pluralismo e di democrazia? Lo scrivo non solo perchèamo Liberazione, i suoi redattori, i suoi poligrafici; ma perchè vorreiricordare a Monti e ai suoi ministri un principio fondamentale: ogni giornalecritico che chiude ci rende tutte e tutti meno liberi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Giovanni Russo Spena&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;22/12/2011 &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;www.liberazione.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-5203824343279078919?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/5203824343279078919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=5203824343279078919&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5203824343279078919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5203824343279078919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/nascono-ineditipoteri-speciali-siamo.html' title='Nascono inediti&quot;poteri speciali&quot;. Siamo oltre la inaccettabile (ma pur teorizzata e praticata) dialettica tra norma e &quot;stato di eccezione&quot; emergenziale'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-807465041816085402</id><published>2011-12-22T22:23:00.000+01:00</published><updated>2011-12-22T22:29:40.420+01:00</updated><title type='text'>A conti fatti, ecco le misure della manovra e come cambieranno la vita dei cittadini italiani</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/64/64f3d4ea9de1769e86c229b932b9f0f6e2a1a59026c678f1bac8965c_175x175.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="555" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/64/64f3d4ea9de1769e86c229b932b9f0f6e2a1a59026c678f1bac8965c_175x175.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 26pt;"&gt;Manovra Monti - ABC&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;PENSIONI. Adeguamento all'inflazione del 100% per lepensioni fino a 1.400 euro, nel 2012 e 2013. Il contributo di solidarietà perle pensioni d'oro sale dal 10% (già previsto della manovra dello scorso anno)al 15%. Dal prossimo anno si applicherà a tutti il sistema di calcolocontributivo 'pro rata'; per lasciare il lavoro saranno necessari 42 anni e unmese per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne, indipendentemente dall'età.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;I requisiti saranno adeguati alle aspettative di vita. Piùrapido il processo che avvicina l'età di pensionamento tra uomini e donne: laparità che sarà raggiunta nel 2018, a 66 anni. Si allenta la penalizzazione perchi lascia il lavoro prima dei 62 anni, con una riduzione dell'assegno chescende dal 2% all'1%.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Per ogni anno di anticipo ulteriore ai due anni ladecurtazione è del 2%. I lvoratori con un'anzianità contributiva di almeno 35anni al 31 dicembre 2012 possono andare in pensione anticipata a 64 anni.Mentre le donne potranno andare in pensione di vecchiaia a 64 anni se al 31dicembre 2012 avranno almeno 20 anni di contributi e 60 anni d'età. Per ilavoratori autonomi i contributi pensionistici salgono di 1,3 punti percentualiper il prossimo anno, gli anni successivi di 0,45 punti, fino ad arrivare al24%.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;CASA. Sconto di 50 euro a figlio fino a 26 anni, della tassasulla prima casa, fino a un massimo di 400 euro. Complessivamente la franchigiapotrà arrivare fino a 600 euro. L'Imu (imposta municipale unica) dal prossimoanno prenderà il posto dell'Ici, con un'aliquota dello 0,4% sulla prima casa(che i Comuni potranno variare di 0,2 punti) e dello 0,76% sulle seconde case(che i comuni potranno variare di 0,3 punti).&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Aumentano i moltiplicatori, utilizzati per la rivalutazionedelle rendite catastali, che arrivano al 160% per gli immobili del gruppo A(abitazioni). Ancora un anno di tempo, invece, per la tassa sui rifiuti eservizi, che scatterà a partire dal 2013&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;CONTI CORRENTI. Eliminata l'imposta di bollo, per i conticorrenti con giacenza media annua inferiore a 5.000 euro. Per le imprese iltributo sale da 73,8 a 100 euro, con un rincaro quindi di 26,2 euro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;FARMACI. L'Agenzia italiana del farmaco dovrà individuareentro quattro mesi l'elenco dei farmaci di fascia C (privi di ricetta) chepotranno vendere anche le parafarmacie e la grande distribuzione. Diventa piùsoft anche la norma che fa decadere, entro il 13 agosto 2012, l'attualedisciplina sulle professioni. Scende da 15.000 a 12.500 abitanti la sogliadelle attività che possono vendere farmaci senza ricetta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;FISCO. Vengono messe in campo diverse misure volte da unlato ad aiutare i contribuenti alle prese con il fisco e dall'altro a renderepiù difficile la vita agli evasori. Proroga dei termini per beneficiare dellarateazione dei debiti tributari. Chi decide di pagare le tasse a rate, invece,non avrà più l'obbligo di fideiussione. Viene stabilito anche il posticipodell'operatività del nuovo sistema di accertamento e riscossione delle entratedei comuni.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Più tempo, inoltre, per riscuotere le somme dovute dal fiscoper chi ha aderito ai condoni (il termine viene spostato al 31 dicembre 2013).La soglia di pagamento in contanti scende dagli attuali 2.500 euro a 1.000euro. Dal prossimo anno gli operatori finanziari dovranno comunicareall'anagrafe tributaria i movimenti dei conti correnti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;IVA E ACCISE. Aumento di due punti percentuali dell'Iva,sulle aliquote attualmente al 21% e 10%, a partire da ottobre del prossimoanno. L'incremento salterà se entro settembre saranno trovate le risorse dallariforma fiscale, attraverso la revisione delle agevolazioni fiscali. Sale dasubito, invece, l'accise sui carburanti, che per la benzina arriva a 704,2millesimi a litro. Le aliquote saliranno di un altro 0,5% dal 2014.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;LIBERALIZZAZIONI. Parte una prima tranche di misure perliberalizzare alcuni settori. Orari di apertura degli esercizi commercialisenza vincoli per tutti i comuni; cadono anche alcuni paletti previsti dalladisciplina degli ordini professionali a partire dall'agosto del prossimo anno evengono ampliati i poteri dell'Antitrust. Si esclude la categoria dei tassisti,che sarà regolata da specifiche norme sul settore dei trasporti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;IRAP. Sconto Irap per le imprese che assumono a tempoindeterminato giovani sotto i 35 anni e donne. La deduzione sarà pari a 10.600euro e sale a 15.200 euro per le regioni del Sud. È inoltre prevista ladeducibilità integrale dell'Irap pagata sul costo del lavoro dall'Irpef e Ires.Resta la misura, già in vigore, che prevede la deducibilità degli interessipassivi. Arriva inoltre l'Ace, il regime fiscale che favorisce lapatrimonializzazione delle imprese, e viene rifinanziato il fondo di garanziaper le pmi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;PAGAMENTI P.A. IN CONTANTI. Il tetto dei pagamenti incontanti da parte della pubblica amministrazione sale da 500 euro a 1.000, unamodifica introdotta soprattutto per le persone anziane che riscuotono lapensione cash.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;PROVINCE. Funzioni limitate per le Province, che dovrannofare a meno delle giunte e dovranno ridurre a 10 il numero dei membri delconsiglio. Le funzioni saranno gradualmente trasferite a Regioni e Comuni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;SCUDO FISCALE. Diventa fissa la tassa sui capitali scudati.Prevista un'imposta di bollo speciale del 10 per mille nel 2012, che sale al13,5 per mille l'anno successivo. A partire dal 2014 ci sarà una quota fissadel 4 per mille. Le attività prelevate dal rapporto di deposito sarannosoggette a un'imposta del 10 per mille.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;STIPENDI PARLAMENTARI. Il taglio non sarà più garantito daun decreto del governo. Se la commissione Giovannini (che ha il compito dipreparare il rapporto sulla parametrazione degli stipendi italiani a quellieuropei) non avrà completato il suo lavoro entro il termine del 31 dicembre, ilParlamento e il governo, "ciascuno nell'ambito delle proprie attribuzioni,assumono immediate iniziative idonee a conseguire" la riduzione delleretribuzioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;TAGLI ENTI LOCALI E ADDIZIONALI IRPEF. Arrivano nuovi tagliper Comuni (1,45 miliardi) e Province (415 milioni) mentre gli enti a statutoautonomo rinunceranno a 920 milioni. È previsto l'incremento della quota fissadi addizionale regionale Irpef, gestita dallo Stato, che passa dallo 0,9%all'1,23%.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;TASSA SUL LUSSO. Sarà versata dai proprietari di autopotenti (oltre 185 kw), aerei e barche oltre i 10 metri. Per le attivitàfinanziarie detenute all'estero da chi risiede in Italia viene fissato unprelievo pari allo 0,1% per il prossimo anno, che sale allo 0,15% dal 2013.Inoltre a partire dal 2013 viene abolito il tetto di 1.200 euro per le attivitàfinanziarie detenute in Italia. Arriva anche l'obolo per chi possiede immobiliall'estero, pari allo 0,76% a partire già da quest'anno.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;19/12/2011&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Fonte: rassegna.it&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-807465041816085402?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/807465041816085402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=807465041816085402&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/807465041816085402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/807465041816085402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/conti-fatti-ecco-le-misure-della.html' title='A conti fatti, ecco le misure della manovra e come cambieranno la vita dei cittadini italiani'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-2201970800731721371</id><published>2011-12-22T22:19:00.001+01:00</published><updated>2011-12-22T22:19:29.371+01:00</updated><title type='text'>Londra, Parigi, Atene, Roma, Los Angeles, Malmö. Violenze di piazza e rivolte che appaiono lontane anni  luce ma forse parlano uno stesso linguaggio, perché rappresentano i diversi volti assunti dal disagio sociale  in questa ‘età della crisi’</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/uploads/images/15413_8802_riotAFP-468x315_Thumb.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="436" src="http://www.liberazione.it/uploads/images/15413_8802_riotAFP-468x315_Thumb.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 26pt;"&gt;Riot&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;MS Mincho&amp;quot;; font-size: 26pt; mso-bidi-font-family: &amp;quot;MS Mincho&amp;quot;;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 26pt;"&gt; (la rivoltaai tempi della crisi)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Le strade di Brooklands furono devastate dalla sommossaancora per un’altra ora. Erano due le casacche indossate, quella della farsa equella della crudeltà. Bande di tifosi di calcio entravano in ogni supermercatogestito da asiatici e facevano razzie sugli scaffali delle bevande alcoliche, ese la svignavano con casse di birra che poi ammassavano per le stradetrasformate in bar che distribuivano bottiglie gratis alla gente che si trovavaa passare. Tutti correvano, come se cercassero di scappare dalle loro paure. Ilpanico e la rabbia fuggivano in mille direzioni diverse. Sentivo il lamentodell’ambulanza che correva per le strade, il suono altalenante delle sirenedella polizia. E oltre a quei rumori, rumori ancora più profondi, come illatrare della folla attorno alla porta dell’avversario. Le vetrine fracassatedi un’agenzia di viaggi erano sparpagliate sul marciapiede davanti a me, unatrappola di vetro pronta a mordere le caviglie di chiunque si trovasse a passaredistrattamente da quelle parti. Avevo finalmente capito che eravamo stati tuttimanipolati da un gruppetto sparuto di burattinai incapaci».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nelle pagine di James Graham Ballard, lo scrittore inglesescomparso nell’aprile del 2009 che meglio di chiunque altro ha saputodescrivere, in un inedito mix tra fantascienza e critica sociale, il voltodella metropoli e della società nell’era della globalizzazione, la sommossacompare spesso, anche se non ha il volto della rivolta degli esclusi, quantopiuttosto quello delle passioni tristi della crisi sociale: razzismo,intolleranza, sopraffazione. Per lui, le esplosioni di violenza urbana che glianglosassoni definiscono con il termine di «riot», assumono il volto di unarivolta del ceto-medio, manovrata dall’alto e condotta nel nome del consumismo.«Nessuno crede più nelle ideologie politiche, oggi viviamo nella cultura deiconsumi, non c’è nient’altro», aveva spiegato lo scrittore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Eppure, sembra davvero difficile non scorgere nelle violenzedegli ultrà del calcio di Brooklands, raccontate in Regno a venire(Feltrinelli, 2006), come anche nella crisi sociale e di valori che fa dasfondo ai terroristi «fai da te» protagonisti di Millennium People(Feltrinelli, 2004) – per non citare che due dei suoi più fortunati romanzi –un’eco della lunga serie di rivolte e violenze collettive che attraversano lemetropoli occidentali con sempre maggiore frequenza. Solo che per Ballard – chepochi anni fa aveva affermato: «Il futuro è morto e noi siamo sonnambuli in unincubo» – si tratta di raccontare per questa via il lato oscuro del nostrotempo, l’orizzonte violento che scaturisce direttamente dalla centrifuga dellasocietà dei consumi che ha trasformato la merce in ideologia dell’esistenza:«Vedo periferie che si diffondono per il pianeta, la suburbanizzazionedell’anima, vite senza senso, noia assoluta… E poi, di tanto in tanto, bum! Unevento di una violenza assoluta, del tutto imprevedibile».&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Roma, Atene, Londra, Santiago del Cile, Oakland, Parigi,Buenos Aires, Genova, Malmo, Berlino… Un lungo elenco di città che potrebbecontinuare, accompagnato da immagini simili e ricorrenti, spesso a distanza dianni e di migliaia di chilometri da un caso all’altro: immagini di auto eblindati delle forze dell’ordine dati alle fiamme, di banche e negozisaccheggiati o distrutti, di merci rubate o sparpagliate a casaccio in mezzo auna strada, di scontri violenti e faccia a faccia brutali, di corpi feriti eviolati, talvolta di morti. Se J.G. Ballard e la «fantascienza sociale» hannoraccontato da tempo «il futuro che è già tra noi» attraverso una versionetribale e selvaggia della realtà urbana e l’avvento di una sorta di «fascismopostmoderno» che dà voce alle frustrazioni che nascono nell’universo deiconsumi, lo scenario della sommossa, del tumulto, del riot, si è fatto, nellarealtà, sempre più concreto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’«età della crisi» è segnata dalla violenza sociale e dallaprecarietà delle vite, dalla perdita di milioni di posti di lavoro, dalladisoccupazione di massa, dall’impoverimento di ampi settori del ceto medio,sospinto verso una drammatica proletarizzazione e dalla contemporanea comparsa,nel vecchio mondo operaio, della figura del «lavoratore povero», quella di chi,pur potendo contare su un salario, quasi non ce la fa a vivere e può ritrovarsi,da un momento all’altro, a perdere tutto. Ma a scandire il tempo del defaultsociale, quello che nelle biografie di tanti ha già anticipato il rischio di uncrollo della Borsa o dell’economia nazionale, c’è anche, e sempre più spesso,la violenza della strada che assume le forme della furia devastatrice che siaccanisce su cose o persone o che si declina nel saccheggio generalizzato,nella sospensione temporanea dell’ordine costituito cui si sostituiscono gliumori della folla e la sua brama di merci, senza però che a sostenerle vi sia,almeno in apparenza, una qualche forma di rivendicazione traducibile nellinguaggio conosciuto della politica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Black bloc e banlieusard&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;È accaduto nel nostro paese, a Roma, nell’ottobre diquest’anno, ai margini della grande manifestazione degli «indignati», con oredi scontri, devastazioni e decine di feriti. Ma è successo, con esiti ancor piùgravi, a Londra nel pieno della scorsa estate, con notti interminabili disaccheggi e incendi. Mentre ad Atene sono tre anni che al continuo peggioraredella situazione economica e politica del paese si accompagnano incidenti eviolenze di piazza: oggi in pochi lo ricordano, ma le prime manifestazionihanno avuto luogo nel paese dopo la morte di Alexis Grigoropoulos, un giovaneminorenne ucciso dalla polizia nel quartiere ateniese di Exarchia nel dicembredel 2008. E nella Francia che si prepara a eleggere nella primavera delprossimo anno il suo presidente, le banlieue non hanno praticamente più smessodi bruciare da quella enorme rivolta che, nel 2005, offrì al ministrodell’Interno dell’epoca, Nicolas Sarkozy, una chance decisiva per presentarsicome «uomo d’ordine» e lanciare la propria candidatura per l’Eliseo. Ma erasuccesso, nel 2008, anche nelle periferie dell’immigrazione di Malmö, lacapitale industriale del Sud della Svezia, nelle stesse strade dove è cresciutolo «zingaro» del football Zlatan Ibrahimovic´. Del resto, gli anni Duemilaerano stati introdotti dal fuoco delle giornate genovesi del G8 del luglio del2001 e dalle battaglie dei piqueteros nell’Argentina in bancarotta. E a più didieci anni di distanza, dei cappucci neri dei black bloc si è tornati a parlareancora poche settimane fa, all’inizio di novembre, quando, mentrel’accampamento di Zuccotti Park a Manhattan attirava l’attenzione dei media ditutto il mondo sul movimento Occupy Wall Street, per le strade della città diOakland, che si affaccia sulla baia di San Francisco, le forze dell’ordine siscontravano per ore con centinaia di attivisti «radicali» che, hanno raccontatole cronache di stampa, «distruggevano tutto quello che avevano davanti». Nellastessa località californiana, un vero e proprio «riot» aveva avuto luogo giànel 2009, dopo che un giovane afroamericano era stato ucciso «per errore» daalcuni agenti dello speciale corpo di polizia che vigila sulla rete dellametropolitana.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma cosa c’entrano i black bloc, nostrani o d’Oltreoceano,con le sommosse che vedono protagonisti nelle città della Francia come dellaGran Bretagna o del Nord Europa quelle che vengono definite come le seconde eterze generazioni dell’immigrazione postcoloniale? Cosa possono avere in comunequelli che la stampa presenta come grotteschi epigoni della violenza politicadegli anni Settanta con i protagonisti dei riot metropolitani, quei giovani chedai «ghetti» muovono all’assalto del centro delle città, saccheggiandosupermercati e negozi di elettrodomestici? E, ancora, come paragonare Atene conBuenos Aires, Genova con Parigi o la Svezia con la California? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;È naturale e legittimo che di fronte all’ipotesi di vederaffrontare nel medesimo contesto eventi tra loro diversi e lontani che dicomune sembrano avere solo il proprio carattere violento, si abbial’impressione che il risultato non potrà che essere una gran confusione. Perevitare ogni fraintendimento, si deve perciò chiarire come il nesso che si puòipotizzare, e che diversi studiosi hanno già, come si vedrà tra breve,ipotizzato concretamente tra tutti questi fenomeni, non riguarda tanto i loroeventuali tratti similari, quanto piuttosto il loro rappresentare i diversivolti assunti da questa «età della crisi» in cui siamo oggi tuttiirrimediabilmente immersi. In altre parole, a rendere immaginabile che si possatentare una sorta di «analisi comparata» dei fatti di Roma, Londra, Atene oParigi non è l’esistenza di una relazione diretta tra ciò che è avvenuto inqueste città, bensì il comune profilo dello scenario che, a livellointernazionale, vi ha fatto da sfondo. Quale sia questo scenario, è stato bensintetizzato dal filosofo sloveno Slavoj Žižek, in un articolo pubblicatooriginariamente sul Guardian nel 2010 e riproposto di recente nell’AlmanaccoGuanda 2011 dedicato alla «politica della paura». «Dopo decenni di speranzasostenuta dallo Stato sociale, durante i quali i tagli finanziari venivanospacciati per temporanei, e compensati dalla promessa che le cose sarebberopresto tornate alla normalità», ha spiegato Žižek, «stiamo entrando in unanuova epoca nella quale la crisi – o, meglio, una specie di stato economicod’emergenza, con il relativo bisogno di misure d’austerità d’ogni tipo (taglidei sussidi, riduzione dei servizi sanitari e scolastici, maggiore precarietàdei posti di lavoro) – si è fatta permanente. La crisi sta diventando uno stiledi vita».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;La politica della strada&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;È la way of life della crisi, radicale e spietata, cheannuncia una sorta di «no future» sociale a fare da sfondo al moltiplicarsi deiriot, a una nuova stagione di violenze «di piazza», al diffondersi delleesplosioni di rabbia da parte di chi è, si percepisce, o si rappresenta come«un escluso». A segnalare un primo elemento su cui riflettere in questadirezione è Alain Bertho, uno dei più brillanti sociologi francesi che allafine del 2009 ha dato alle stampe un volume che scommette proprio sul ruolo crescentedi questi fenomeni e che non a caso si intitola Le temps des émeutes (Bayard),«il tempo delle sommosse». «Gli émeutes», spiega Bertho, «non rappresentano néil riemergere di forme arcaiche di rivolta, né il prolungamento senza fine diciò che gli storici hanno chiamato “le emozioni popolari”. Sono al contrariouno dei volti che definiscono l’epoca in cui viviamo e una delle chiavi dilettura, nella loro dimensione, sia soggettiva che globalizzata, del presente».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Studioso delle periferie francesi, Bertho ha iniziatodapprima ad analizzare le ricorrenti esplosioni di rabbia delle banlieue perpoi volgersi verso ogni forma di «rivolta» che attraversi lo spazio sociale intutte le metropoli del mondo. Un percorso che lo ha condotto, dopo avermisurato il tipo di relazione che questi fenomeni hanno con la realtà sociale,con lo spazio urbano, con l’appartenenza generazionale dei loro protagonisti econ la stessa politica, ad affermare che la stagione degli émeutes rappresentaall’interno dell’odierno mondo globalizzato una sorta di «sequenza delloscontro», qualcosa di paragonabile a ciò che un tempo si sarebbe definito comeun «ciclo rivoluzionario». La rivolta delle banlieue francesi del 2005 e ilriot londinese della scorsa estate, e ciò che vi ha fatto seguito in moltealtre metropoli, finiscono così per assumere agli occhi di Berthocaratteristiche paragonabili, con le dovute proporzioni, alla Primavera deipopoli del 1848, alla Rivoluzione del 1917 e alle sue conseguenzeinternazionali o agli avvenimenti del Sessantotto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il fatto che queste vicende siano spesso derubricate a purifenomeni di ordine pubblico, non abbiano alcuna relazione diretta le une con lealtre o non sembrino esprimere, al di là dell’incendio di qualche macchina, delsaccheggio di un negozio o dello scontro con le forze dell’ordine, alcunarivendicazione o alcun esplicito «messaggio» politico, non sembra turbare nésuggerire maggiore cautela allo studioso francese. Rispondendo all’analisicorrente che legge nelle rivolte urbane un malessere sociale che la politicadovrebbe tentare di tradurre in rivendicazioni e proposte, Bertho concludeaffermando invece l’assoluta novità di questo fenomeno. «L’émeute», spiega,«non enuncia un limite del campo politico che dovrebbe aprirsi per integrarenuove rivendicazioni, nuove sfide e nuovi attori sociali. In realtà, siamo inpresenza di qualcosa di più profondo che indica l’esaurimento dello spaziopubblico moderno e delle forme di azione collettiva che vi si sono dispiegatefin qui. Possiamo ipotizzare che questa famosa “traduzione politica” sia oggisemplicemente impossibile. Questi giovani sembrano infatti dirci che le lororivendicazioni e il loro farsi ascoltare dallo Stato non passano per lapolitica, ma per un “faccia a faccia” che può essere anche violento».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;È in questo «confronto» dei giovani con lo Stato, quasiun’i­stantanea tratta da ogni rivolta urbana, che sembra prendere corpo ciò cheBertho definisce come «lo spazio necessario di un’interlocuzione»: una sorta dirifondazione dello spazio pubblico che passa per i corpi e per le strade,negando legittimità a quella rappresentanza politica che non appare più ingrado di incontrare buona parte della società e certamente non i settorigiovanili e quelli più soggetti alle forme di esclusione. Se gli émeutes «noncomunicano», nessuno sembra del resto davvero interessato ad ascoltarli. Lastoria delle rivolte urbane racconta ovunque qualcosa di simile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Londra e Parigi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In Francia – dopo che nell’ottobre del 2005 la morteaccidentale a Clichy-sous-Bois, periferia Nord di Parigi, di due adolescenti,ragazzi francesi figli dell’emigrazione africana e maghrebina, che cercavano disottrarsi a un controllo di polizia, fece da detonatore per l’inizio di scontripoi protrattisi per circa un mese e conclusisi con diverse centinaia di autobruciate, più di cinquecento arrestati e la reintroduzione della legge sullostato di emergenza varata nel 1955 durante la guerra d’Algeria – nulla sembraessere cambiato. Per i circa sei milioni di francesi che abitano nelleperiferie urbane – quasi uno su due tra i cittadini d’Oltralpe che hanno menodi venticinque anni – povertà, disoccupazione e abbandono scolastico restanoproblemi quotidiani. Una situazione disastrosa, che ha prodotto un’altra mezzadozzina di émeutes, circa uno l’anno, nella stagione che va dal 2005 ad oggi, acui si aggiungono le continue tensioni tra i giovani di questi quartieri e leforze dell’ordine e la comparsa di vere e proprie bande che si scontrano per ilcontrollo del territorio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non è diverso anche lo scenario che ha fatto da sfondo allarivolta scoppiata nell’agosto di quest’anno nelle città inglesi dopo che unventinovenne nero era stato ucciso dalla polizia nel quartiere londinese diTottenham. Per quattro notti consecutive gruppi di giovani si sono scontraticon le forze dell’ordine, hanno dato alle fiamme interi edifici, talvolta ancheabitati, e hanno saccheggiato diversi negozi. Alla fine, il premierconservatore David Cameron ha scelto di schierare oltre 16 mila agenti in tuttele zone più calde del paese, riuscendo così a porre un limite alle violenze;oltre 1.100 persone sono state arrestate anche grazie ai filmati delletelecamere di sorveglianza, di cui il paese detiene il primato internazionale.Particolarmente violenta, la rivolta inglese ha però colpito gli osservatorianche per alcune sue caratteristiche «sociali»: tra i fermati per gli incidentici sono stati infatti anche ragazzini di poco più di dieci anni e in moltihanno raccontato ai cronisti accorsi di aver visto delle donne adulte che,fermata la macchina davanti a un grande magazzino assaltato dalla folla,reclamavano qualcosa anche per sé. Evidente anche il ruolo che le street gangs,censite a centinaia in tutto il paese da Steve Hackman, il giornalista autore diYoung Guns (Milo Book, 2010), hanno avuto nei giorni della rivolta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Hanif Kureishi – lo scrittore figlio di un pakistano e diun’inglese che con la sceneggiatura di My Beautiful Laundrette, film direttonel 1985 da Stephen Frears, aveva raccontato il razzismo e la violenzanell’Inghilterra degli anni della Lady di ferro Margaret Thatcher – hadescritto in questi termini le zone in cui è accaduta la rivolta e i giovaniche ne sono stati protagonisti: «Sono aree dove tantissimi ragazzi giranoarmati o fanno uso di droghe. I trentenni non hanno mai lavorato e mailavoreranno, cittadini britannici, e non immigrati, che perlopiù sono dei pariadi un sistema economico di cui non sono mai riusciti a far parte. Per molti ilpassatempo principale è il crimine, al massimo il rap. Vivono in quartieri dovela disoccupazione è tra le più alte del paese e con la consapevolezza che laloro condizione s’aggraverà sempre di più».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Complessivamente, ha spiegato il sociologo AgostinoPetrillo, autore di Città in rivolta (ombre corte, 2004), «queste rivoltetrovano spazio nell’ambito di una “nuova questione urbana” che si è sviluppatain rapporto ai processi di globalizzazione. E il filo che lega tra loro similieventi è rappresentato proprio da queste trasformazioni: in particolarel’emergere di nuove diseguaglianze e polarizzazioni nelle metropoli, alle qualinon è stata data ancora alcuna risposta in termini di governo e di gestionedella città». Una condizione a cui negli ultimi anni, e con l’emergere dellacrisi globale, si è aggiunta una sorta di convergenza nella disperazione di unceto medio sempre più declassato e privo di prospettive e di settori popolari –che nelle società degli ex paesi coloniali hanno soprattutto il volto dei figlidell’immigrazione – che vivono da tempo ai margini della realtà sociale osubiscono forme crescenti di esclusione. Scorrendo gli articoli di stampa chehanno tracciato una sorta di «sociologia» degli arrestati per gli incidenti diRoma dello scorso ottobre, emerge del resto un ritratto del genere. Circa metàdegli arrestati sono minorenni, alcuni sono precari, alcuni vengono dalleperiferie urbane. A dispetto della lettura che parla per quell’intera giornatadi «violenze orchestrate da parte di gruppi organizzati», che in ogni caso cisono state, alcune delle persone accusate di aver preso parte agli «scontri»appaiono lontane da qualunque coinvolgimento attivo in formazioni politiche,anche estremiste, mentre altri fanno sinceramente pensare alla marginalità eall’esclusione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La stretta relazione tra questi ricorrenti scoppi diviolenza e l’età della crisi non deve però far pensare che non esista anche unasorta di genealogia della rivolta, con due illustri precedenti: Brixton e LosAngeles. Proprio in occasione dei riot inglesi di quest’estate il Guardianaveva evocato quello scoppiato nel quartiere di Brixton, a Londra, nel 1981dopo l’arresto di un giovane nero. Ed è a proposito di quella memorabilerivolta che lo storico Marco Crispigni aveva parlato, in La città senza luoghi(Costa &amp;amp; Nolan, 1997), di «conflitti impolitici», una definizione oggitornata d’attualità: «Nel giro di pochi minuti, gioiellerie, negozi diabbigliamento e di elettrodomestici, un magazzino intero, vengono svaligiati,distrutti e poi incendiati. Il saccheggio e la riappropriazione delle merciconiugano la radicalità del conflitto all’accettazione del consumismo. Ciò chemanca sono le usuali rivendicazioni della conflittualità sociale e politica».Qualcosa del genere sarebbe avvenuto anche a Los Angeles nella primavera del1992 dopo il pestaggio di un automobilista afroamericano da parte dellapolizia. Per tre giorni decine di migliaia di persone daranno vita a scontri,incendi e saccheggi. Per il sociologo Massimo Ilardi (Ragazzi senza tempo,Costa &amp;amp; Nolan, 1993), «la miseria dei ghetti ha insegnato a questi giovaniche i diritti, prima che su qualsiasi pezzo di carta, sono scrittisull’asfalto. È lì, tra i grandi centri commerciali e i supermercatiscintillanti di merci che si gioca la partita».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Guido Caldiron&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;22/12/2011&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;www.liberazione.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-2201970800731721371?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/2201970800731721371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=2201970800731721371&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/2201970800731721371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/2201970800731721371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/londra-parigi-atene-roma-los-angeles.html' title='Londra, Parigi, Atene, Roma, Los Angeles, Malmö. Violenze di piazza e rivolte che appaiono lontane anni  luce ma forse parlano uno stesso linguaggio, perché rappresentano i diversi volti assunti dal disagio sociale  in questa ‘età della crisi’'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-69489357559185363</id><published>2011-12-19T23:41:00.001+01:00</published><updated>2011-12-22T22:58:55.634+01:00</updated><title type='text'>Tutte novità di quegli anni che cambiarono nel profondo l'Italia sono state recuperate dal mercato e piegate alle esigenze del profitto di pochi, come prima del 68/69</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://domani.arcoiris.tv/sito/uploads/2011/12/the_protester-200x300.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://domani.arcoiris.tv/sito/uploads/2011/12/the_protester-200x300.jpg" width="426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 26pt;"&gt;Dalle piazze del ’68 alla restaurazione drammatica deinostri giorni: regnano le vecchie mani e i poteri di sempre&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Il “Time” haproclamato uomo dell’anno The protester, il contestatore. Tali sono gli sdegnatiche in gran parte del mondo scendono in piazza contro le ingiustizie e ledisuguaglianze tanto sperticate da inficiare la democrazia in alcuni casi, inaltri da negarla. Queste persone non si lasciano irreggimentare da alcunpartito e sono difficilmente strumentalizzabili dall’apparato statale: sannoinfatti che i partiti tendono a portare i cervelli degli uomini all’ammasso peri loro fini. “Un partito, qualsiasi partito- scrive Orwell in 1984- è come unadi quelle macchine che tengono i macellai per macinare la carne: schiaccia etrita e fa polpette di tutte le teste. I programmi dei partiti, di tutti ipartiti, soffocano ogni verità, le verità pulsanti di vita e di giovinezza”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;I motivi del disagio, anche questo globale, sono tanti evari, ma forse quelli prevalenti e comuni a tutti, “motivi chiave” sipotrebbero chiamare, sono l’indigenza materiale e la prepotenza dei governi,uno strapotere che va dalla tirannide palese a forme camuffate di ristrettaoligarchia. Nel ’68 ci ribellavamo all’autoritarismo familiare, scolastico,statale, alla repressione sessuale e a un conformismo arretrato rispetto allosviluppo economico. In seguito lo stile di vita diventò meno inamidato, piùlibero e sciolto, non senza nuovi conformismi a dire il vero. Molte regolecaddero in disuso, diventò “in” la sregolatezza. Tutte novità che poi sonostate recuperate dal mercato, sregolato infatti, e piegate alle esigenze delprofitto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il duro autoritarismo del presessantotto però non è piùtornato, anche perché l’autorità in molti paesi si è sempre piùspersonalizzata, divenendo qualche cosa di nascosto e misterioso, come nelromanzo Il castello di Kafka. Qual è il volto delle lobby che ora impedisconole liberalizzazioni? Intanto la cultura è scemata e la gente si è impoverita.Il deficit culturale ha portato con sé una diminuzione progressiva dellospirito critico e della capacità di reagire ai soprusi. Ma quando questidiventano troppo pesanti, quando la carenza di beni provoca la fame e lamiseria, allora si scatena la rabbia e il furore dei poveri. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La gente digiuna non ha paura di scendere in piazza. Perquesto i Cesari nutrivano la plebe romana con il pane e i circensi. Negliultimi decenni gli spettacoli ingannevoli e volgari orditi per irretire lamassa, dal grande fratello in giù, non sono mancati, ma ora è decisiva lapovertà, già attuale per tanti e minacciosa per i più. Chi sente il freddo e lafame, non vuole ascoltare più le chiacchiere e le fandonie degli imbonitori.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Le avanguardie, formate da intellettuali e da giovani, sonodisgustate dalle menzogne e , mi si passi l’ossimoro, dall’impotenza del potereapparente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Chi davvero comanda sono le banche, i mercati, le lobby,secondo una logica del profitto del tutto indifferente all’umanità degli uominiche è una tautologia, eppure risulta incomprensibile all’avidità antiumanadegli speculatori senza volto e senza cuore. A questo proposito: tante personescontente, sentono anche il bisogno di una maggiore moralità, e contestanol’egoismo, l’indifferenza e addirittura l’inimicizia dell’uomo per l’uomoimpartita dal culto del denaro, della borsa, del pil. Non è un caso che inquesti giorni nelle migliori sale cinematografiche siano proiettati, e moltovisti, tre film che celebrano la generosità di persone buone: Miracolo a leHavre, Le nevi del Kilimanjaro e The artist. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tutti e tre raccontano storie di solidarietà umana, unvalore che l’egoismo degli speculatori aveva messo in soffitta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Giovanni Ghiselli&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;19-12-2011 &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;a href="http://domani.arcoiris.tv/"&gt;http://domani.arcoiris.tv&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-69489357559185363?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/69489357559185363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=69489357559185363&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/69489357559185363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/69489357559185363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/tutte-novita-di-quegli-anni-che.html' title='Tutte novità di quegli anni che cambiarono nel profondo l&apos;Italia sono state recuperate dal mercato e piegate alle esigenze del profitto di pochi, come prima del 68/69'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-7713085882457192028</id><published>2011-12-19T23:35:00.000+01:00</published><updated>2011-12-19T23:35:03.553+01:00</updated><title type='text'>Le misure sono definitive, ecco i provvedimenti che cambiano la vita degli italiani: dal blocco delle pensioni alla nuova Ici, fino all'aumento dell'Iva e alle prime liberalizzazioni. E ancora bollo su conti correnti, tassa su lusso e capitali scudati</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/gallery/vignette/apicella15novembre2011.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="448" src="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/gallery/vignette/apicella15novembre2011.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 26pt;"&gt;Manovra Monti - ABC&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il percorso della manovra Monti è segnato: sarà approvataprima di Natale, come previsto dall'esecutivo tecnico guidato dal professore.La manovra arriva oggi pomeriggio (19 dicembre) al Senato nelle commissioniBilancio e Finanze. Mercoledì mattina approderà in aula. Il via libera finale èatteso entro venerdì. A quanto si apprende, il provvedimento verrà approvato daPalazzo Madama senza nessun cambiamento. Nel periodo successivo, il governosarà impegnato nella cosiddetta "fase due": l'attenzione è puntata aitemi fiscali, al dossier liberalizzazioni e alla riforma del lavoro, per ilquale i sindacati temono un intervento sull'articolo 18. Ma intanto, a contifatti, ecco le misure della manovra e come cambieranno la vita dei cittadiniitaliani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;PENSIONI. Adeguamento all'inflazione del 100% per lepensioni fino a 1.400 euro, nel 2012 e 2013. Il contributo di solidarietà perle pensioni d'oro sale dal 10% (già previsto della manovra dello scorso anno)al 15%. Dal prossimo anno si applicherà a tutti il sistema di calcolocontributivo 'pro rata'; per lasciare il lavoro saranno necessari 42 anni e unmese per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne, indipendentementedall'età.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;I requisiti saranno adeguati alle aspettative di vita. Piùrapido il processo che avvicina l'età di pensionamento tra uomini e donne: laparità che sarà raggiunta nel 2018, a 66 anni. Si allenta la penalizzazione perchi lascia il lavoro prima dei 62 anni, con una riduzione dell'assegno chescende dal 2% all'1%.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Per ogni anno di anticipo ulteriore ai due anni ladecurtazione è del 2%. I lavoratori con un'anzianità contributiva di almeno 35anni al 31 dicembre 2012 possono andare in pensione anticipata a 64 anni.Mentre le donne potranno andare in pensione di vecchiaia a 64 anni se al 31dicembre 2012 avranno almeno 20 anni di contributi e 60 anni d'età. Per ilavoratori autonomi i contributi pensionistici salgono di 1,3 punti percentualiper il prossimo anno, gli anni successivi di 0,45 punti, fino ad arrivare al24%.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;CASA. Sconto di 50 euro a figlio fino a 26 anni, della tassasulla prima casa, fino a un massimo di 400 euro. Complessivamente la franchigiapotrà arrivare fino a 600 euro. L'Imu (imposta municipale unica) dal prossimoanno prenderà il posto dell'Ici, con un'aliquota dello 0,4% sulla prima casa(che i Comuni potranno variare di 0,2 punti) e dello 0,76% sulle seconde case(che i comuni potranno variare di 0,3 punti).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Aumentano i moltiplicatori, utilizzati per la rivalutazionedelle rendite catastali, che arrivano al 160% per gli immobili del gruppo A(abitazioni). Ancora un anno di tempo, invece, per la tassa sui rifiuti eservizi, che scatterà a partire dal 2013.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;CONTI CORRENTI. Eliminata l'imposta di bollo, per i conticorrenti con giacenza media annua inferiore a 5.000 euro. Per le imprese iltributo sale da 73,8 a 100 euro, con un rincaro quindi di 26,2 euro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;FARMACI. L'Agenzia italiana del farmaco dovrà individuareentro quattro mesi l'elenco dei farmaci di fascia C (privi di ricetta) chepotranno vendere anche le parafarmacie e la grande distribuzione. Diventa piùsoft anche la norma che fa decadere, entro il 13 agosto 2012, l'attualedisciplina sulle professioni. Scende da 15.000 a 12.500 abitanti la sogliadelle attività che possono vendere farmaci senza ricetta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;FISCO. Vengono messe in campo diverse misure volte da unlato ad aiutare i contribuenti alle prese con il fisco e dall'altro a renderepiù difficile la vita agli evasori. Proroga dei termini per beneficiare dellarateazione dei debiti tributari. Chi decide di pagare le tasse a rate, invece,non avrà più l'obbligo di fideiussione. Viene stabilito anche il posticipodell'operatività del nuovo sistema di accertamento e riscossione delle entratedei comuni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Più tempo, inoltre, per riscuotere le somme dovute dal fiscoper chi ha aderito ai condoni (il termine viene spostato al 31 dicembre 2013).La soglia di pagamento in contanti scende dagli attuali 2.500 euro a 1.000euro. Dal prossimo anno gli operatori finanziari dovranno comunicareall'anagrafe tributaria i movimenti dei conti correnti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;IVA E ACCISE. Aumento di due punti percentuali dell'Iva,sulle aliquote attualmente al 21% e 10%, a partire da ottobre del prossimoanno. L'incremento salterà se entro settembre saranno trovate le risorse dallariforma fiscale, attraverso la revisione delle agevolazioni fiscali. Sale dasubito, invece, l'accise sui carburanti, che per la benzina arriva a 704,2millesimi a litro. Le aliquote saliranno di un altro 0,5% dal 2014.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;LIBERALIZZAZIONI. Parte una prima tranche di misure perliberalizzare alcuni settori. Orari di apertura degli esercizi commercialisenza vincoli per tutti i comuni; cadono anche alcuni paletti previsti dalladisciplina degli ordini professionali a partire dall'agosto del prossimo anno evengono ampliati i poteri dell'Antitrust. Si esclude la categoria dei tassisti,che sarà regolata da specifiche norme sul settore dei trasporti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;IRAP. Sconto Irap per le imprese che assumono a tempoindeterminato giovani sotto i 35 anni e donne. La deduzione sarà pari a 10.600euro e sale a 15.200 euro per le regioni del Sud. È inoltre prevista ladeducibilità integrale dell'Irap pagata sul costo del lavoro dall'Irpef e Ires.Resta la misura, già in vigore, che prevede la deducibilità degli interessipassivi. Arriva inoltre l'Ace, il regime fiscale che favorisce lapatrimonializzazione delle imprese, e viene rifinanziato il fondo di garanziaper le pmi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;PAGAMENTI P.A. IN CONTANTI. Il tetto dei pagamenti incontanti da parte della pubblica amministrazione sale da 500 euro a 1.000, unamodifica introdotta soprattutto per le persone anziane che riscuotono lapensione cash.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;PROVINCE. Funzioni limitate per le Province, che dovrannofare a meno delle giunte e dovranno ridurre a 10 il numero dei membri delconsiglio. Le funzioni saranno gradualmente trasferite a Regioni e Comuni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;SCUDO FISCALE. Diventa fissa la tassa sui capitali scudati.Prevista un'imposta di bollo speciale del 10 per mille nel 2012, che sale al13,5 per mille l'anno successivo. A partire dal 2014 ci sarà una quota fissadel 4 per mille. Le attività prelevate dal rapporto di deposito sarannosoggette a un'imposta del 10 per mille.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;STIPENDI PARLAMENTARI. Il taglio non sarà più garantito daun decreto del governo. Se la commissione Giovannini (che ha il compito dipreparare il rapporto sulla parametrazione degli stipendi italiani a quellieuropei) non avrà completato il suo lavoro entro il termine del 31 dicembre, ilParlamento e il governo, "ciascuno nell'ambito delle proprie attribuzioni,assumono immediate iniziative idonee a conseguire" la riduzione delleretribuzioni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;TAGLI ENTI LOCALI E ADDIZIONALI IRPEF. Arrivano nuovi tagliper Comuni (1,45 miliardi) e Province (415 milioni) mentre gli enti a statutoautonomo rinunceranno a 920 milioni. È previsto l'incremento della quota fissadi addizionale regionale Irpef, gestita dallo Stato, che passa dallo 0,9% all'1,23%.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;TASSA SUL LUSSO. Sarà versata dai proprietari di autopotenti (oltre 185 kw), aerei e barche oltre i 10 metri. Per le attivitàfinanziarie detenute all'estero da chi risiede in Italia viene fissato unprelievo pari allo 0,1% per il prossimo anno, che sale allo 0,15% dal 2013.Inoltre a partire dal 2013 viene abolito il tetto di 1.200 euro per le attivitàfinanziarie detenute in Italia. Arriva anche l'obolo per chi possiede immobiliall'estero, pari allo 0,76% a partire già da quest'anno.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Fonte: &lt;em&gt;rassegna.it&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;19/12/2011&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-7713085882457192028?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/7713085882457192028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=7713085882457192028&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/7713085882457192028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/7713085882457192028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/le-misure-sono-definitive-ecco-i.html' title='Le misure sono definitive, ecco i provvedimenti che cambiano la vita degli italiani: dal blocco delle pensioni alla nuova Ici, fino all&apos;aumento dell&apos;Iva e alle prime liberalizzazioni. E ancora bollo su conti correnti, tassa su lusso e capitali scudati'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-5799963416289766137</id><published>2011-12-16T21:54:00.000+01:00</published><updated>2011-12-16T21:55:10.953+01:00</updated><title type='text'>Finora è stata scritta una ricostruzione palesemente inventata al solo scopo di non portare a processo i poliziotti e i carabinieri responsabili, tra loro il commissario Luigi Calabresi</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-c_oM4WpQbPY/TuuwDL96kxI/AAAAAAAACII/Y9pcr6Y2gpk/s1600/piazza+fontana2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://3.bp.blogspot.com/-c_oM4WpQbPY/TuuwDL96kxI/AAAAAAAACII/Y9pcr6Y2gpk/s640/piazza+fontana2.jpg" width="452" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 28pt;"&gt;Come morì Giuseppe Pinelli, squarci di verità daalcune carte dimenticate&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Giuseppe Pinelli precipitò dal quarto piano della questuradi Milano pochi minuti dopo la mezzanotte del 15 dicembre 1969. Ferroviere diquarantun anni, storico dirigente del Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa,era stato fermato dal commissario Luigi Calabresi la sera del 12 dicembre,qualche ora dopo la strage di piazza Fontana, e trattenuto illegalmente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Come più volte è stato raccontato, dapprima si sostenne, daparte dei dirigenti della questura, che Pinelli era implicato nella strage dipiazza Fontana, poi che, sentendosi perduto, si sarebbe suicidato. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La conclusione giudiziaria fu scandalosa. La pietra tombalefu posta nell'ottobre 1975 dal giudice istruttore Gerardo D'Ambrosio con la suafamosa sentenza di proscioglimento, unica nella giurisprudenza italiana, percui non si trattò né di omicidio né di suicidio. Giuseppe Pinelli, in spregioalle più elementari leggi della fisica e della medicina legale, causa un«malore attivo» fu preda, secondo questa ricostruzione, di un'«improvvisaalterazione del centro di equilibrio», che innescando «movimenti scoordinati»lo proiettò letteralmente fuori dalla finestra. Un fenomeno senza precedenti,mai più verificatosi in nessun altro luogo e in nessun altro Paese. Ma soloquella notte, a quell'ora, in quell'ufficio della questura di Milano, vittimaun ferroviere anarchico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Una ricostruzione palesemente inventata al solo scopo di nonportare a processo i poliziotti e i carabinieri responsabili, tra loro ilcommissario Luigi Calabresi, come testimoniò Pasquale Valitutti, un altroanarchico, che lo vide entrare e non uscire da quell'ufficio prima del"volo" di Pinelli. Un atto di vergognosa sottomissione dellagiustizia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Da allora sono state formulate diverse ipotesi sulla finedell'anarchico. Alcune decisamente fantasiose. Una, in particolare, tra leultime, ha lasciato tutti esterrefatti. A esternarla non uno qualsiasi, maaddirittura un ex commissario di polizia, Giordano Fainelli, ora in pensione,presente quella notte in questura. In un'intervista rilasciata all'agenziagiornalistica Il Velino, nel luglio 2006, raccontò che «Pinelli era statolasciato completamente solo» e che «intorno a mezzanotte» gli «venne incontroil collega Mainardi concitatissimo» che gli disse: «E' scappato Pinelli, non sitrova più». Ma la fuga si era conclusa tragicamente: l'anarchico, attaccatosi,per scappare, alla ringhiera di una porta-finestra (secondo Fainelli del terzopiano, mentre Pinelli precipitò dal quarto) era scivolato schiantandosi nelcortile sottostante. Il motivo di questo maldestro tentativo il fatto che nonpotesse «più negare il suo coinvolgimento» nei precedenti attentati in agosto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Incredibile che a raccontare una frottola di questa portatasia stato un funzionario di polizia, che non solo ha fatto finta di non sapereche per quegli attentati di agosto furono poi condannati con proveinoppugnabili i fascisti di Ordine nuovo, ma che in tutti questi anni ben si èguardato di riferire il suo racconto a un magistrato. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Uno squarcio di verità, passato sotto silenzio, c'è statoconsegnato, invece, da un'altra inchiesta, questa sì incredibilmentedimenticata. Ci riferiamo a un interrogatorio accluso agli atti dal giudiceveneziano Carlo Mastelloni nel corso della sua indagine riguardante l'aereomilitare C-47 Dakota, in sigla Argo 16, a disposizione dei servizi segretiitaliani, caduto il 23 novembre 1973 a Marghera, in cui persero la vita quattromembri dell'equipaggio. Si ipotizzò il sabotaggio da parte del Mossadisraeliano come atto di ritorsione per la politica filo araba italiana. Lostesso velivolo, alcune settimane prima, era stato, infatti, utilizzato perriportare in Medio Oriente cinque palestinesi fermati a Ostia mentrepreparavano un attentato contro un aereo della compagnia di bandiera El Al.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ebbene, in una lunga deposizione dell'ex marescialloGiuseppe Mango, dal 1965 presso la direzione centrale del ministerodell'Interno, rilasciata il 19 aprile 1997 e riguardante il funzionamentodell'Ufficio affari riservati, si parlò anche della morte di Giuseppe Pinelli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Antonino Allegra, il dirigente dell'Ufficio politico dellaquestura di Milano «fu convocato a Roma da D'Amato», il direttore della Divisioneaffari riservati, «ed entrambi si recarono da Vicari», l'allora capo dellapolizia, così disse Giuseppe Mango.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;«Allegra sosteneva che Pinelli si era appoggiato di spallealla finestra e che improvvisamente si era buttato giù». Una ricostruzionenuova, mai avanzata in precedenza, in palese contrasto con le deposizione ditutti coloro che si trovavano in quell'ufficio, accompagnata da un ulterioreelemento chiarificatore. «Dal D'Amato medesimo seppi che al Pinelli era statacontestata una falsa confessione di Valpreda, notizia improvvisamente portatada qualcuno, credo dal capitano dei carabinieri il quale aveva fatto irruzionenella stanza piena di personale della questura». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Evidente la concatenazione dei due eventi. Pinelli di spallealla finestra era stato violentemente aggredito da chi, attraverso unadichiarazione inventata ad arte, gli contestava la colpevolezza deglianarchici. Una pressione anche fisica. Da qui la caduta nel vuoto. Ma anche laspiegazione dell'assenza sulle sue mani e sulle sue braccia di abrasioni. Inquella posizione era caduto all'indietro, a corpo morto. Non aveva neanchepotuto tentare di aggrapparsi alle sporgenze del muro. Aveva picchiato sulcornicione sottostante ed era poi finito nel cortile. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Forse le cose andarono proprio così. Con buona pace diD'Ambrosio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Saverio Ferrari&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;16/12/2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;www.liberazione.it&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-5799963416289766137?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/5799963416289766137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=5799963416289766137&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5799963416289766137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5799963416289766137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/finora-e-stata-scritta-una.html' title='Finora è stata scritta una ricostruzione palesemente inventata al solo scopo di non portare a processo i poliziotti e i carabinieri responsabili, tra loro il commissario Luigi Calabresi'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-c_oM4WpQbPY/TuuwDL96kxI/AAAAAAAACII/Y9pcr6Y2gpk/s72-c/piazza+fontana2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-884381071561565415</id><published>2011-12-16T21:46:00.000+01:00</published><updated>2011-12-16T21:46:01.585+01:00</updated><title type='text'>Con la complicità di Cisl, Uil, Ugl prima di tutto. Quella dei molti cantori della Fiat, presenti trasversalmente nello schieramento politico, ed in non piccola parte, purtroppo, nello stesso Partito Democratico.</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://lettura-giornale.liberazione.it/GONJPG/201012/ALTE/giIPRI0cds0120101230.JPEG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://lettura-giornale.liberazione.it/GONJPG/201012/ALTE/giIPRI0cds0120101230.JPEG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 24.0pt;"&gt;In Fiat siamo allo squadrismo antisindacale &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;«Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato,contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino diValletta era stata mai immaginata: la cancellazione dei sindacati che nonfirmano l'accordo, l'impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, laloro abrogazione di fatto. Questo incredibile annientamento di un dirittocostituzionale inalienabile non sta provocando l'insurrezione morale chedovrebbe essere ovvia tra tutti i cittadini che si dicono democratici. Eppure sitratta dell'equivalente funzionale, seppure in forma post-moderna e soft(soft?), dello squadrismo contro le sedi sindacali, con cui il fascismodistrusse il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Cominciava così l'appello promosso ormai quasi un anno fa daMicromega dopo la firma del diktat di Marchionne a Mirafiori. Le poche righe diquell'appello vanno ricordate per due motivi. Il primo sta nella nettezza delgiudizio espresso: la cancellazione dei sindacati che non firmano èl'equivalente funzionale dello squadrismo fascista contro le sedi sindacali. Ilsecondo sta nel richiamo alla "insurrezione morale" che a fronte diquesto fatto dovrebbe essere espressa da tutti i cittadini democratici, come invecepurtroppo non avviene.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Quell'appello è straordinariamente attuale oggi, più di unanno fa. La necessità di quell'"insurrezione morale" va richiamata atutti noi come un vaccino contro ogni adattamento, persino quell'adattamentoinconsapevole e quasi naturale che deriva dal fatto che eventi a lungo incubatinon suscitano più lo scandalo del primo sguardo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il 13 dicembre 2011 si è consumata una svolta epocale perquel che riguarda i rapporti di lavoro, il modello sociale, la democrazia. Chesvolta è, anche se da tempo annunciata. Nel più grande gruppo industriale diquesto paese le lavoratrici e i lavoratori non potranno più eleggere i lororappresentanti, che saranno invece nominati. Nel più grande gruppo industrialedi questo paese l'organizzazione sindacale con il maggior numero di consensi edil maggior numero di iscritti non avrà più diritto di rappresentare lelavoratrici e i lavoratori, indire assemblee, avere a disposizione locali epermessi per l'esercizio di queste funzioni, né ricevere i contributi deipropri iscritti. Questo perché si è rifiutata di firmare un accordo chedistrugge il contratto collettivo nazionale e viola diritti inalienabili dellelavoratrici e dei lavoratori, a partire dal diritto di sciopero e dallegaranzie di retribuzione in caso di malattia.&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Si è rifiutata di firmare un accordo che peggiora in maniera micidiale le condizioni di lavoro, con il comando totale dell'azienda sui tempi di lavoro e di vita, dagli straordinari che possono arrivare fino a 200 ore annue ai 18 turni, dal taglio delle pause alla mensa a fine turno. Tutto questo avviene mentre quel grande gruppo industriale, dopo aver promesso 20 miliardi di investimenti, continua a dismettere parti rilevanti del proprio apparato produttivo, colloca il proprio baricentro sempre più oltreoceano, e inaugura la nuova Panda a Pomigliano, avendo finora riassunto 594 dipendenti sui 5000 precedenti, tutti ovviamente ben selezionati, senza nessun impegno reale sull'occupazione complessiva. In quel grande gruppo industriale, infine, mentre si è imposto alle lavoratrici e ai lavoratori di votare con il ricatto della perdita del posto di lavoro a Pomigliano, a Mirafiori, alla Bertone, gli oltre 80.000 lavoratori e lavoratrici non avranno possibilità alcuna di pronunciarsi con un referendum. Forse voteranno le Rsu come ultimo atto prima del loro scioglimento.&lt;br /&gt;Sono cose che sappiamo ma che vanno ricordate. Perché non esiste politica che non parta dall'indignazione.&lt;br /&gt;A questo esito prodotto dalla lunga offensiva di Marchionne e dall'azione solerte del governo Berlusconi, tanto assente nel richiedere qualsiasi impegno sul terreno industriale quanto presente nello smantellamento dei diritti, hanno contribuito in molti. La complicità di Cisl, Uil, Ugl prima di tutto. Quella dei molti cantori della Fiat, presenti trasversalmente nello schieramento politico, ed in non piccola parte, purtroppo, nello stesso Partito Democratico. Qui ora stiamo. Ad un intreccio micidiale tra le norme approvate - con l'articolo 8 fatto apposta per proteggere la Fiat dal giudizio dei tribunali e per smantellare tanto il contratto nazionale quanto l'intera legislazione a tutela del lavoro - e le pratiche messe in campo dalla Fiat. Un intreccio il cui obiettivo è la distruzione di ogni conquista del movimento dei lavoratori. Né è credibile che il nuovo governo, a cui pure da più parti ci si è appellati, come sempre si fa, rimetta in discussione il quadro che si è determinato. Del resto, non una parola è venuta dai ministri presenti a Pomigliano, mentre all'ordine del giorno, dopo la micidiale finanziaria in approvazione, pare essere il nuovo intervento definitivamente liquidatorio dell'articolo 18. &lt;br /&gt;Qui ora stiamo ed è necessario attrezzarsi. Attrezzarsi ad un'emergenza democratica che è il segno regressivo di questi tempi. I tempi del divorzio tra capitalismo e democrazia, dello stato di eccezione permanente, della complicità della politica delle èlites dominanti al finanzcapitalismo. Ad un'emergenza democratica che riguarda quello che sta avvenendo nei rapporti di lavoro, ma anche vicende apparentemente "minori", come la chiusura a cui saranno forse costrette decine di testate giornalistiche, voci libere indispensabili per una società pluralista. &lt;br /&gt;Costruire l'opposizione è una necessità per impedire la degenerazione che può investire la nostra società. Nessuna mobilitazione in sé sarà risolutiva, ma tutte saranno indispensabili, perche si determini l'accumulo di forze soggettive in grado di rendere credibile un'alternativa. Sostenere la Fiom nelle iniziative che metterà in campo e nel frattempo attrezzarsi al referendum sull'articolo 8, come sull'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori usato per negare il principio di libertà sindacale sancito in Costituzione, sono strade che vanno da subito rilanciate, a prescindere dai tempi in cui sarà possibile attivare i concretamente i percorsi referendari. Fare della democrazia e del lavoro il centro di un'iniziativa in grado di ricostruire percorsi unitari a sinistra è decisivo. Intanto sarà bene appuntarsi sui cappotti quella spilla «Voglio la Fiom in Fiat», che dovremmo far diventare quello che sono state le bandiere della pace appese alle finestre. Il segno che diritti e libertà nel lavoro riguardano tutti, e che vogliamo riprenderceli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Roberta Fantozzi&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;16/12/2011&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;www.liberazione.it&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-884381071561565415?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/884381071561565415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=884381071561565415&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/884381071561565415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/884381071561565415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/con-la-complicita-di-cisl-uil-ugl-prima.html' title='Con la complicità di Cisl, Uil, Ugl prima di tutto. Quella dei molti cantori della Fiat, presenti trasversalmente nello schieramento politico, ed in non piccola parte, purtroppo, nello stesso Partito Democratico.'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-4106380665440162998</id><published>2011-12-15T22:38:00.001+01:00</published><updated>2011-12-15T22:38:09.574+01:00</updated><title type='text'>Dopo il tentativo, riuscito, del precedente Governo di smantellare un sistema pubblico e universalistico per sostituirlo con un modello residuale e caritatevole, oggi il Governo Monti prova a completare l’opera introducendo un sistema di welfare di stampo familistico. Chiesa, Udc, Cisl e tanti altri ringraziano.</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/89/899c9537fabab62ffa7c33629be693c4bcc2717c5ffd5c0d41d40316.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/89/899c9537fabab62ffa7c33629be693c4bcc2717c5ffd5c0d41d40316.jpg" width="508" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 36pt;"&gt;Nella Manovra la revisione dell'ISEE. A rischiomilioni di prestazioni sociali.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nella manovra ‘Salva-Italia’ è presente una preoccupantemisura di cui nessuno parla, ma che potrebbe avere un impatto pesante sulversante sociale: la revisione dell’ISEE (Indicatore della Situazione EconomicaEquivalente), che dovrebbe avvenire entro il 31 maggio 2012 per entrare invigore a partire dal 2013. L’ISEE, per chi non lo sapesse, è la dichiarazionerichiesta per accedere a prestazioni sociali agevolate.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La misura è presente nell’articolo 5 della manovra eridisegna in poche righe le modalità di determinazione e i campi diapplicazione dell’ISEE introducendo novità importanti in un settore delicatoche intreccia fisco ed assistenza. Tra gli elementi da considerare per determinareil nuovo indicatore, oltre che un maggior peso del patrimonio di ciascuncomponente del nucleo, vengono inclusi la percezione di somme anche se esentida imposizione fiscale e i pesi dei carichi familiari, in particolare dei figlisuccessivi al secondo. Questo significa che saranno calcolate, anche se esentida Irpef, tutte le provvidenze assistenziali agli invalidi civili, ai ciechi eai sordi, alcune borse di studio, l’assegno sociale. Inoltre, vengonoriconosciute come beneficiarie ‘privilegiate’, attraverso l’abbassamento dellasoglia ISEE, le famiglie numerose con più di due figli senza calcolare altrigradi di parentela. Insomma, una politica miope che non tiene conto dei realiproblemi che vivono le famiglie, ma che riconosce solo l’idea della famiglia“tipo” marito-moglie-figli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Per quanto riguarda i campi di applicazione, l’articolo 5prevede espressamente che l’ISEE deve essere applicato per le agevolazionifiscali (es. carichi di famiglia, spese di assistenza, ecc.), le agevolazionitariffarie (elettricità, gas, asporto rifiuti ...) e, novità assoluta, leprovvidenze di natura assistenziale (es. pensione e indennità per gli invalidicivili, assegni e pensioni sociali ecc.). Attualmente l’ISEE è applicato per unnumero limitato di servizi e benefici, altri ne sono esclusi come anche lo èl’accesso a prestazioni monetarie come pensioni e assegni per gli invalidi, percui si fa riferimento al reddito personale o al massimo a quello del coniuge.Dunque, è prevedibile che dal primo gennaio 2013 molte agevolazioni eprovvidenze, come l’indennità di accompagnamento, non siano più riconosciute aquelle persone che superano la soglia, da individuare attraverso uno specificodecreto, del nuovo ISEE. C’è da segnalare che nel testo si raccomanda ladifferenziazione dell’indicatore per le diverse tipologie di prestazioni, maquesto non riduce la gravità e il potenziale danno che il provvedimentocontiene, soprattutto se viene precisato che dall’attuazione del nuovo articolo“non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”,ma anzi, nella parte finale dell’articolo si prevedono espressamente deirisparmi rispetto ad oggi. Risparmi destinati all'attuazione di politichesociali e assistenziali, senza specificare neanche un preciso rifinanziamentodel Fondo per le Politiche Sociali, ridotto all’osso dal precedente Governo (69milioni per il 2012 e 44 per il 2013) o del Fondo Non Autosufficienza,addirittura azzerato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dopo il tentativo, riuscito, del precedente Governo dismantellare un sistema pubblico e universalistico per sostituirlo con unmodello residuale e caritatevole, oggi il Governo Monti prova a completarel’opera introducendo un sistema di welfare di stampo familistico. Chiesa, Udc,Cisl e tanti altri ringraziano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Antonio Ferraro&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;15/12/2011 &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.controlacrisi.org/"&gt;www.controlacrisi.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-4106380665440162998?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/4106380665440162998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=4106380665440162998&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4106380665440162998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4106380665440162998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/dopo-il-tentativo-riuscito-del.html' title='Dopo il tentativo, riuscito, del precedente Governo di smantellare un sistema pubblico e universalistico per sostituirlo con un modello residuale e caritatevole, oggi il Governo Monti prova a completare l’opera introducendo un sistema di welfare di stampo familistico. Chiesa, Udc, Cisl e tanti altri ringraziano.'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-5018326276317007576</id><published>2011-12-15T22:34:00.001+01:00</published><updated>2011-12-15T22:34:27.342+01:00</updated><title type='text'>Saldatura pericolosa fra il razzismo istituzionale e quello popolare, grazie all’opera ‘pedagogica’ svolta dalla Lega Nord nonché da governanti e amministratori, con l’attiva complicità di buona parte dei media e la connivenza, esplicita o implicita, di alcune élite</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/uploads/images/15324_8753_images-2_Image.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="424" src="http://www.liberazione.it/uploads/images/15324_8753_images-2_Image.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 36pt;"&gt;Il ventre razzista dell'Italia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In pochi giorni il ventre razzista dell’Italia ha partoritoun pogrom contro una collettività rom e una strage di cittadini senegalesicompiuta con modalità da Ku Klux Klan. Il primo episodio è accaduto in unquartiere popolare per antonomasia, Le Vallette di Torino, il secondo fra laperiferia e il centro di Firenze, città reputata tollerante, democratica,civile per eccellenza. Il pogrom torinese ha avuto come vittime i capriespiatori di sempre, quelli che –dicono sondaggi e inchieste- occupano il primoposto nella scala dell’antipatia, del disprezzo e della xenofobia. All’opposto,la strage di Firenze ha colpito coloro che, fra i migranti, sono i più‘integrati’, accettati, se non benvoluti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In entrambi i casi, l’informazione si è comportata secondoquella coazione a ripetere che è uno dei tratti peculiari del circolo viziosodel razzismo all’italiana. Infatti, perfino quotidiani ‘progressisti’ come LaRepubblica sulle prime hanno dato credito alla falsa accusa di stupro contro irom, architettata da una giovane ‘peccatrice’ dal cervello infarcito distereotipi razzisti (“puzzavano”, “uno aveva una cicatrice sul viso”…). Efinanche di fronte a una violenza omicida così palesemente razzista come quellafiorentina, un altro quotidiano, La Nazione, non ha saputo resistere allatentazione di parlare di “regolamento di conti”. Del resto, è quel che fece nel2008 La Repubblica nel primo pezzo sulla strage di camorra di sei lavoratorisubsahariani, compiuta nel 2008 a Castelvolturno: il titolo parlava di “scontroa fuoco” e di “agguato contro il clan degli immigrati”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In quel settembre del 2008 solo una minoranza d’italiani –isoliti antirazzisti: intellettuali, attivisti, organi d’informazione dinicchia- si allarmò per un’escalation di violenza razzista che in quattrogiorni aveva fatto ben sette vittime, da un capo all’altro della Penisola:oltre alla strage di Castelvolturno, l’assassinio, a Milano, di Abdul Guiebre,diciannovenne italiano con genitori del Burkina Faso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Oggi la storia si ripete: i pogrom contro i rom –tali insenso proprio, benché per ora incruenti- avvengono con le stesse modalità alSud come al Nord d’Italia, spesso in quartieri un tempo ‘rossi’ e operai,spesso ispirati anche da assai concreti interessi economici. Alle Vallette lamiccia simbolica che ha appiccato il rogo reale dell’insediamento rom è stataun’accusa da manuale del buon razzista antigitano. Ancor più classica laleggenda che in un altro quartiere popolare, Ponticelli, a Napoli, sempre nel2008, servì da detonatore dell’attacco razzista che costrinse alla fuga tutti irom della zona: la figlia di un camorrista aveva accusato una sedicenne rom diaver tentato di rapirle il bebè. La povera ragazza fu poi condannata a una penasevera da giudici forse anch’essi educati da genitori che li minacciavano: ‘nonfare il cattivo se no ti rapiscono gli zingari!’. In entrambi i casi il pogromsi svolge secondo un tipico copione che vede protagonista una folla inferocitacomposta anche da famigliole: donne e bambini compresi, riferiscono lecronache.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Più ‘anomala’ è la strage fiorentina, almeno rispetto alcontesto italiano. Ed è essa a segnare una svolta minacciosa nel ventennioabbondante di crimini razzisti che inizia almeno nel 1989, con l’omicidio diJerry A. Masslo. E non solo perché compiuta da un killer, Gianluca Casseri,apertamente razzista, nazista, negazionista, iscritto o comunque frequentatoreabituale di Casa Pound, ovvero dei “fascisti del terzo millennio”, troppe volteprotetti e legittimati a destra, ovviamente, ma perfino a sinistra. Quel cherende ancor più allarmante questo massacro è che sia stato compiuto non in uncontesto marginale, degradato e/o conflittuale, ma nel cuore di Firenze e confreddezza e determinazione. Inoltre, fra l’agguato mortale in piazza Dalmazia eil nuovo tentativo di strage in San Lorenzo passano più di due ore: è solo dopoche “gli investigatori si mettono alla caccia dell’assassino”, per dirla allamaniera dei giornali. Qualcosa di simile è accaduta alle Vallette: le forzedell’ordine sono arrivate solo a corteo e pogrom compiuti. Sarebbe accaduta lastessa cosa se un “extracomunitario”, come dicono loro, si fosse scatenatonella caccia ai bianchi, armato di una 357 magnum? O se degli “zingari” sifossero messi in marcia per incendiare un quartiere ‘bene’ di Torino?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Oggi si cerca di far passare Casseri per un pazzo isolato,quando invece non si contano i siti e i giornali on line dei quali eracollaboratore abituale, in compagnia di pezzi grossi del ‘pensiero’ di estremadestra. Fra questi, Gianfranco de Turris, ben noto non tanto quale ‘studioso’dell’opera di Julius Evola ma piuttosto come caporedattore per la cultura delGiornale radio RAI. Non v’è impresa ‘culturale’ compiuta dallo stragistasuicida (o suicidato?) che non lo veda in sua compagnia. I due, Casseri e deTurris, sono fianco a fianco nel Centro Studi La Runa (che ora, con scarsosenso di rispetto per il defunto, ne ha cassato gli articoli). Si scambiano iruoli di relatore e moderatore in numerosi convegni e incontri di studio (siveda, prima che lo cancellino: HYPERLINK"http://ko-kr.facebook.com/note.php?note_id=335652373875"http://ko-kr.facebook.com/note.php?note_id=335652373875). E l’uno, de Turris,scrive prefazioni o presentazioni alle opere dell’altro. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Un pazzo isolato? Ci spieghino allora come mai ungiornalista RAI frequentasse un simile folle e la RAI spieghi ai cittadiniitaliani perché abbia (o abbia avuto per tanti anni) come redattore uno che,oltre a recensire e divulgare robaccia neonazista, aveva frequentazioni cosìpericolose. Fra l’altro, Casseri era attivo collaboratore del sito Stormfront,avatar del Ku Klux Klan: dunque, non è in senso metaforico che rimarchiamo lemodalità da incappucciati della strage fiorentina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Infine: da molti anni chi scrive cerca di mettere in guardiadalla saldatura pericolosa che in Italia si è realizzata fra il razzismoistituzionale e quello popolare, grazie all’opera ‘pedagogica’ svolta dallaLega Nord nonché da governanti e amministratori di ogni tendenza, con l’attivacomplicità di buona parte dei media e la connivenza, esplicita o implicita, dialcune élite. Oggi appare evidente come il cumulo di pacchetti-sicurezza, leggie norme tesi a discriminare, inferiorizzare, mettere al bando immigrati e romabbia ottenuto anche il suo secondo scopo: accendere le torce di folleinferocite e armare la mano di killer razzisti. Con l’avanzare della crisi,dell’impoverimento di massa, della disgregazione sociale e del rancore collettivoche diviene razzismo, ne vedremo sempre di più. A meno che il conflitto socialenon imbocchi la strada giusta della lotta contro i poteri finanziari edeconomici responsabili di un tale disastro e i loro comitati d’affari insediatinelle istituzioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Annamaria Rivera&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;15/12/2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;www.liberazione.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-5018326276317007576?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/5018326276317007576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=5018326276317007576&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5018326276317007576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5018326276317007576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/saldatura-pericolosa-fra-il-razzismo.html' title='Saldatura pericolosa fra il razzismo istituzionale e quello popolare, grazie all’opera ‘pedagogica’ svolta dalla Lega Nord nonché da governanti e amministratori, con l’attiva complicità di buona parte dei media e la connivenza, esplicita o implicita, di alcune élite'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-9011241328768595678</id><published>2011-12-15T22:30:00.000+01:00</published><updated>2011-12-15T22:30:02.463+01:00</updated><title type='text'>Per reggere dobbiamo ripartire dall'opposizione a questo governo, alla logica e ai principi che lo ispirano, ai mandati che deve eseguire.</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/uploads/images/15312_8746_images-1_Image.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="401" src="http://www.liberazione.it/uploads/images/15312_8746_images-1_Image.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 26pt;"&gt;No al debito, no a Monti. Il 17 assemblea a Roma&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dobbiamo fermarli! Così concludevamo l'appello lanciato nelluglio scorso contro l'Europa delle banche e della speculazione finanziaria,appello che portò all'assemblea di Roma del 1° ottobre. Quando siamo partitic'era ancora il governo Berlusconi e la politica economica dettata dallafinanza internazionale si era scatenata soprattutto sulla Grecia. Pensavamo chesarebbe arrivata da noi, visto che l'Ue di oggi ne è una pura esecutrice,tuttavia non potevamo prevedere che tutto sarebbe precipitato così in fretta.Invece l'attacco speculativo al debito pubblico italiano e a quello di tutti iprincipali paesi dell'Ue, e il contemporaneo totale fallimento del governoBerlusconi, hanno portato a far sì che il governo unico delle banche divenisseil concreto governo della Repubblica italiana. Ora che la lettera della Bce èdiventata formalmente programma di governo, ciò che sembrava largamente diffusonell'opinione pubblica e soprattutto nella grande informazione, non lo è più.Come in Fiat la brutalità di Marchionne ha cancellato il contratto nazionale eha costruito il consenso alla schiavitù del lavoro rispetto allaglobalizzazione, così il governo Monti costruisce il consenso alla schiavitùdel paese rispetto al diktat della speculazione sul debito. Eppure basterebberopoche cifre, per dare l'idea della brutalità, e anche della follia dell'offensivache stiamo subendo. La manovra lacrime e sangue del governo porta via dallenostre tasche sostanzialmente 30 miliardi di euro. Secondo la Cgia di Mestre lasomma complessiva delle manovre adottate dal governo Berlusconi e da quelloMonti, porta via, entro la fine del 2014, 208 miliardi di euro. E' una cifraenorme, in gran parte, almeno al 90%, pagata dai lavoratori, dai pensionati,dai poveri. Eppure non basterà. Con i tassi di interesse attuali sui buoni deltesoro l'Italia dovrà pagare dagli 80 ai 90 miliardi all'anno solo per gliinteressi sul debito. Quindi nello stesso periodo di tempo ci vorranno dai 250ai 300 miliardi solo per pagare gli interessi sul debito, senza intaccarlominimamente nella sua dimensione complessiva. Queste aride cifre ci dicono chele manovre non basteranno, che si dovrà tagliare ancora e che tutto questoprovocherà ulteriori disastri all'economia. E' la medicina greca, adottata datutti i governi dell'Europa, cambiando solo le dosi a seconda del Paese a cuiviene applicata. Oggi pare che in Grecia l'Ue chieda il licenziamento di150mila dipendenti statali, fatte le proporzioni sarebbe quasi un milione danoi. Si fanno le manovre, si scopre che non bastano perché l'economia sideprime ancora di più e quindi si torna a farne delle altre, mentre il debitoresta sempre lì a imporci la sua schiavitù. E' un meccanismo di semplice usura,quello a cui i governi europei sotto il dettato della finanza internazionale edelle banche stanno sottoponendo i loro cittadini. Il governo Monti èespressione di questa politica fallimentare. Nello stesso tempo si affossa lademocrazia. In Grecia il primo ministro Papandreu è stato sostituito quandovoleva fare un referendum sulle misure dettate dall'Europa. In Italia si èfatto il governo Monti, per non andare al voto, perché lo spread non voleva.Qui bisogna essere chiari. La stima personale che abbiamo nei confronti delpresidente della Repubblica non cancella il fatto, ormai riconosciuto in Italiae all'estero, che stiamo precipitando verso un modello di governo piùmonarchico che repubblicano. Nella nostra democrazia costituzionale non sonoprevisti governi del presidente, governi del sovrano, e il precedente èinquietante. Immaginiamo infatti se al posto di Napolitano ci fossero altre personalità,simili ad altri presidenti che hanno esercitato la loro funzione nella storiadella nostra Repubblica. Immaginiamo come potrebbero utilizzare il poterepresidenziale che si è così creato. Sì, dobbiamo essere preoccupatiprofondamente per la crisi della nostra democrazia. E d'altra parte, cosa sista realizzando in Fiat se non prima di tutto la cancellazione delle libertàfondamentali di sciopero e di rappresentanza per i lavoratori del gruppo?L'economia della globalizzazione, se non viene contrastata distrugge lademocrazia, nella fabbrica, nella società, nelle istituzioni. E il governoMonti non ha nemmeno un centesimo di anticorpo culturale per opporsi a questaderiva. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Per reggere dobbiamo ripartire dall'opposizione a questogoverno, alla logica e ai principi che lo ispirano, ai mandati che deveeseguire. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il 17 a Roma ci troviamo proprio per questo. Per costruireun punto di vista alternativo a quello del governo delle banche che dominal'Europa oggi e per essere coerentemente alternativi al governo Monti e a chilo sostiene. La situazione è troppo grave per limitarci a chiedere ilcambiamento a questa o a quella misura. E' la schiavitù del debito che varovesciata, e con essa, in tutta Europa, i governi che se ne sono fattiinterpreti. E' una grande sfida democratica, decisiva per non precipitare nellabarbarie, nelle guerre tra i poveri, nei razzismi, che crescono come semprenella storia europea in tempi di crisi. Bisogna dire basta alle politicheliberiste che ci governano da trent'anni e che ci hanno portato a questa crisi.E' necessaria l'unità tra chi si oppone oggi da sinistra al governo Monti. Lasituazione è troppo grave perché si possa continuare così e a mobilitarsi inordine sparso. E' allarme rosso, compagni e compagne, dobbiamo unirci perlottare contro chi ci vuole distruggere e l'assemblea del 17 a Roma vuolemandare questo chiarissimo messaggio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Giorgio Cremaschi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;15/12/2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;www.liberazione.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-9011241328768595678?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/9011241328768595678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=9011241328768595678&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/9011241328768595678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/9011241328768595678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/per-reggere-dobbiamo-ripartire.html' title='Per reggere dobbiamo ripartire dall&apos;opposizione a questo governo, alla logica e ai principi che lo ispirano, ai mandati che deve eseguire.'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-2289245833484140919</id><published>2011-12-14T09:07:00.000+01:00</published><updated>2011-12-14T09:07:00.823+01:00</updated><title type='text'>20 anni fa nasceva Rifondazione Comunista. Li festeggiamo con orgoglio!</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/9f/9fe26d1802c3a06afe448723c92eb669f7a2fcbed934411ead8e2250.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/9f/9fe26d1802c3a06afe448723c92eb669f7a2fcbed934411ead8e2250.jpg" width="480" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;«&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il 12 dicembre del 1991, vent'anni fa, 1300 delegati (tracui il sottoscritto, un pò pi— giovane e con molti capelli in più) si riunironoin Congresso all'EUR e sancirono la nascita del Partito della Rifondazionecomunista. Festeggiamo il compleanno con l'orgoglio di aver avuto ragione nellabattaglia contro il neoliberismo che abbiamo condotto in tutti questi anni&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;».Queste le parole di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Partito dellaRifondazione Comunista. «&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il capitalismo non è il migliore dei mondi possibili ela crisi economica, sociale, ambientale e civile è li a dimostrarlo.Consideriamo un buon auspicio festeggiare il compleanno il giorno dellosciopero generale, vuol dire che c'Šè tanta gente che non ha piegato la schienae non ha spento il cervello. Come dicemmo allora: Rifondazione Comunista, ilcuore dell'opposizione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;12/12/2011&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-2289245833484140919?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/2289245833484140919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=2289245833484140919&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/2289245833484140919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/2289245833484140919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/20-anni-fa-nasceva-rifondazione.html' title='20 anni fa nasceva Rifondazione Comunista. Li festeggiamo con orgoglio!'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-1755686720934999544</id><published>2011-12-14T09:00:00.004+01:00</published><updated>2011-12-14T09:01:31.938+01:00</updated><title type='text'>Pubblichiamo questa notizia per intero. In Arabia Saudita, stato alleato delle potenze occidentali che portano la loro democrazia con le bombe, tagliano la testa alle donne che vengono accusate di stregoneria. Non troverete questa notizia sui giornali progressisti e liberal, nessuna campagna mediatica sarà fatta. L'Arabia saudita in fin dei conti è un protettorato degli USA...</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/02/0283ef5bcf16cd144ca7f0133d01a26e78158bc0debbaf706026ce83.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/02/0283ef5bcf16cd144ca7f0133d01a26e78158bc0debbaf706026ce83.jpg" width="492" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 26pt;"&gt;GLI ALLEATI MILITARI DELL'ITALIA TAGLIANO LA TESTA ALLE STREGHE&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ARABIA SAUDITA: DONNA DECAPITATA CON L'ACCUSA DI STREGONERIA, 73CASI NEL 2011&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;12 dic. - (Adnkronos/Aki) - Una donna saudita è statadecapitata oggi dopo essere stata accusata di praticare atti di stregoneria,vietati nel regno conservatore. Lo rende noto il ministero degli Interni diRiad. Amina bint Abdulhalim Nassar è stata giustiziata nella provinciasettentrionale di Jawf per aver «praticato stregoneria e magia», ha detto ilministero in un comunicato rilanciato dall'agenzia di stampa statale Spa. Nonci sono dati esatti su quante donne sono state giustiziate nel regno, maun'altra è stata decapitata a ottobre per aver ucciso il marito dando fuocoalla sua abitazione. Quest'anno sono 73 le decapitazioni eseguite in ArabiaSaudita&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;12/12/2011&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-1755686720934999544?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/1755686720934999544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=1755686720934999544&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1755686720934999544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1755686720934999544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/pubblichiamo-questa-notizia-per-intero.html' title='Pubblichiamo questa notizia per intero. In Arabia Saudita, stato alleato delle potenze occidentali che portano la loro democrazia con le bombe, tagliano la testa alle donne che vengono accusate di stregoneria. Non troverete questa notizia sui giornali progressisti e liberal, nessuna campagna mediatica sarà fatta. L&apos;Arabia saudita in fin dei conti è un protettorato degli USA...'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-5554936458382233850</id><published>2011-12-14T08:58:00.003+01:00</published><updated>2011-12-14T09:03:49.318+01:00</updated><title type='text'>Buste paga in caduta libera, ai minimi dal 2009 quelle “di fatto"</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/08/08e545b7057d53e183e527500450690ab122ca28618eb63c3a9940b4.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/08/08e545b7057d53e183e527500450690ab122ca28618eb63c3a9940b4.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Buste paga sempre più leggere&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;Anche tendendo conto dipremi, arretrati, incentivi all'esodo e tutti gli una tantum, il risultato noncambia: tra luglio e settembre di quest'anno i guadagni frenano e leretribuzioni di fatto, differenti da quelle contrattuali che comprendono solole competenze determinate dai contratti nazionali, toccano i minimi dal 2009.Intanto il costo della vita si allontana, con l'inflazione che nello stessoperiodo è cresciuta circa il doppio. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Insomma, dall'indagine Oros dell'Istat arriva la conferma diun mondo del lavoro in sofferenza. E i dati di oggi rilevano un peggioramentosu ogni fronte: l'impoverimento interessa tutte le voci delle ricompense e siriferisce al settore privato, l'unico che potrebbe sollevare un pò la media retributivain un periodo di blocco contrattuale nel pubblico. In altre parole, la tagliolanon risparmia i redditi di alcun lavoratore e si abbatte sugli extra. Ecco chenel momento in cui imperversa la polemica sugli stipendi dei parlamentariarriva puntuale la fotografia dell'Istituto di statistica sui cedolini deidipendenti. Nel dettaglio, secondo i dati dell'Istat nel terzo trimestre leretribuzioni di fatto (lorde e comprensive sia della componete continuativa chedi quella saltuaria nel rispetto dei contratti nazionali, degli accordiaziendali e della leggi) salgono solo dell'1,4% su base annua. Per trovare unvalore più basso bisogna tornare indietro di ben due anni. E il confrontopeggiora se si guarda al dato congiunturale (+0,3%), ai minimi dal primo trimestredel 2009. Mentre le buste paga languono, i prezzi continuano la loro corsa e ildivario tra le retribuzioni lorde e l'inflazione tra luglio e settembreraggiunge 1,4 punti percentuali, come non accadeva dall'inizio del 2009.Insieme ai salari frenano anche gli oneri sociali, ovvero il complesso deicontributi a carico del datore di lavoro, che devono essere versati agli entidi previdenza ed assistenza sociale, e degli accantonamenti di fine rapportoaumentano. A questo punto diventa scontato l'andamento del costo del lavoro(somma delle retribuzioni lorde e degli oneri sociali), che, come, leretribuzioni scende ai minimi da due anni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Fabrizio Salvatori&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;12/12/2011 &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://www.controlacrisi.org/"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;www.controlacrisi.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-5554936458382233850?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/5554936458382233850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=5554936458382233850&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5554936458382233850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5554936458382233850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/buste-paga-in-caduta-libera-ai-minimi.html' title='Buste paga in caduta libera, ai minimi dal 2009 quelle “di fatto&quot;'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-4226103981644421972</id><published>2011-12-11T23:31:00.001+01:00</published><updated>2011-12-11T23:33:38.695+01:00</updated><title type='text'>Chi ha scritto questa norma può scegliere: o è un demente, o uno/a che odia gli anziani e i pensionati</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.paneacqua.eu/userFiles/image/2626.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://www.paneacqua.eu/userFiles/image/2626.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 24pt;"&gt;Il governo scopre gli evasori. Sono i pensionati&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Politica&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Una norma, inserita alla lettera C delsecondo comma dell'articolo 12, del decreto cosiddetto " salvaItalia" prevede che "lo stipendio, la pensione, i compensi comunquecorrisposti dalla pubblica amministrazione centrale e locale e dai loro enti,in via continuativa a prestatori d'opera e ogni altro tipo di emolumento achiunque destinato, di importo superiore a cinquecento euro, debbono essereerogati con strumenti diversi dal denaro contante, ovvero mediante l'utilizzodi strumenti di pagamento elettronici bancari o postali, ivi comprese le cartedi pagamento prepagate". &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Chi ha scritto questa norma può scegliere: o è un demente,ouno/a che odia gli anziani e i pensionati o una/o che vuol mettere indifficoltà il governo che ha inserito nel decreto una norma odiosa, così comeodiosa è la mancata indicizzazione delle pensioni inizialmente prevista.Leggendo quel decreto ci viene un dubbio: che i professori nel corso della lorovita siano stati talmente presi dallo studio, dalle cattedre universitarie,dalle consulenze, che hanno dimenticato come vive la gente normale. Prendiamoun ministro come Passera: Fra gli altri incarichi come manager ha avuto anchequello relativo alla ristrutturazione delle poste. Certo ne ha ridotto i costi,ha portato l'azienda in attivo. Come ? mandando a casa i dipendenti, trasformandol'azienda in una specie di bazar dove si vende di tutto. Ma se devi pagare unconto corrente ti ci vogliono ore, quando va bene e cioè quando funzionano icomputer.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Noi pensiamo che Passera non abbia mai messo piede in unufficio postale. Dubitiamo frequenti le poste anche la ministra che piange,Elsa Fornero. Se frequentassero questi uffici avrebbero visto che ci sono tantianziani che vanno a ritirare la pensione. Si siedono, quando trovano posto, edattendono pazientemente il loro turno. Si sentono importanti, la pensione servea non solo a loro ma, anche quando è bassa, ai figli, ai nipoti. Se avesserofrequentato gli uffici avrebbero ascoltato le proteste di tanti anziani chequando andavano a prendere il numerino non trovavano più quello relativo ai" conti correnti". Cambiato in servizi finanziari e molti, purtroppoè così, non avevano idea di cosa significasse. Loro, i pensionati, con lafinanza non hanno mai avuto a che fare. Perché questa norma odiosa che mette indifficoltà tante persone che non sanno ora cosa fare, conoscono solo il denarocontante, ignorano " strumenti diversi dal denaro contante", "strumenti di pagamento elettronici bancari o postali"? Non solo: hannoproprio il gusto del denaro contante. Contano e ricontano quel poco che vieneloro erogato. Guardateli in faccia. Sono felici per un attimo: è arrivata lapensione. No, togliamo loro anche questa piccola gioia. Se pensiamo che percombattere l'evasione la soglia della tracciabilità è posta a 1000 euroministre e ministri forse pensano che i più grandi evasori sono i pensionati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;em&gt;10 dicembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;a href="http://www.paneacqua.eu/"&gt;www.paneacqua.eu&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-4226103981644421972?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/4226103981644421972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=4226103981644421972&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4226103981644421972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4226103981644421972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/chi-ha-scritto-questa-norma-puo.html' title='Chi ha scritto questa norma può scegliere: o è un demente, o uno/a che odia gli anziani e i pensionati'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-1595646863591226052</id><published>2011-12-11T23:26:00.001+01:00</published><updated>2011-12-11T23:29:09.519+01:00</updated><title type='text'>L'anomalia italiana. Come Mediaset ha truccato le regole del gioco e il governo Monti continua a sostenere per avere l'appoggio di Berlusconi</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://lettura-giornale.liberazione.it/GONJPG/201112/ALTE/giIPOL00ol0420111211.JPEG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="454" src="http://lettura-giornale.liberazione.it/GONJPG/201112/ALTE/giIPOL00ol0420111211.JPEG" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 28pt;"&gt;Pubblicità, la torta è drogata. La stampa libera sistrozza così &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quando il Biscione fece la sua irruzione nel panoramamediatico italiano riuscì non solo a farsi fabbricare dal Caf un duopolio sumisura ma drogò per sempre il mercato pubblicitario svendendo gli spazi esbilanciando il rapporto con la carta stampata. Uno squilibrio consolidatosinegli anni dei governi Berlusconi quando, a dispetto di ogni valutazionesull'efficacia del mezzo o sugli ascolti, i soldi della pubblicità sonocontinuati a piovere sulle solite reti. Non è solo il problema di quando leregole se le scrive il diretto interessato (i tetti per gli spot sono diversitra Rai e Mediaset) ma anche il dramma di come le risorse pubblicitarie seguanole correnti sotterranee e oscure dei giochi della peggiore politica. Eccoperché il sindacato dei giornalisti, oltre a chiedere quote di pubblicitàistituzionale dedicate ai "giornali di pensiero", propone di fissareun'aliquota di tassazione sulla pubblicità televisiva da destinare alle aziendeeditrici di quotidiani purché la impieghino per lo sviluppo dell'occupazionegiornalistica. Una sorta di Tobin tax sulla pubblicità. A lanciare la proposta,il segretario generale della Fnsi Franco Siddi, dopo un seminario organizzatodalla federazione sulle questioni del precariato a livello europeo. Inquell'occasione, Siddi si trovava faccia a faccia con il segretario della Fieg,la confindustria degli editori, che solo una manciata di settimane dopo sarebbediventato sottosegretario di Stato all'editoria, Carlo Malinconico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;«Mentre nel resto d'Europa e negli Usa - dice LelioGrassucci di Mediacoop, l'associazione della stampa cooperativa - c'è unsostanziale equilibrio, in Italia è l'opposto il sistema televisivo èpredominante». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;«In Italia la tv continua a essere lo strumento piùutilizzato nonostante la frantumazione dei target e la perdita di efficacia delmezzo», conferma a Liberazione, Paola Panarese, docente di Pubblicità estrategie di comunicazione integrata alla Sapienza. A spulciare i dati Nielsenpiù recenti (gennaio-settembre 2011) balza agli occhi che dei quasi seimiliardi (5.633.219.000) di euro di pubblicità complessiva, quasi 3 e mezzovanno in onda in tv (3.369.101.000) mentre solo poco più di un miliardo(1.129.993.000) va alla carta stampata suddividendosi equamente tra quotidiani(free press compresi) e riviste. In sintesi, la tv si pappa molto più deldoppio di quanto incassino i quotidiani in pubblicità. Un'anomalia che rendevana qualsiasi predica sulla libera concorrenza. Anche gli studiosi piùembedded non possono fare a meno di notare che, dal 1988, il predominio dellatelevisione coincide con uno sviluppo discontinuo e squilibrato dellapubblicità. «Rimane ancora dominante la vecchia televisione"generalista", nonostante la sua ripetitiva banalità, mancanza diinnovazione e incapacità di evolversi e diventare più selettiva», si legge suun testo pubblicato dalla casa editrice di Confindustria. Inoltre quando siparla di pubblicità televisiva si potrebbe scrivere direttamente Mediasetperché sono le emittenti del Cavaliere a crescere a dispetto dello share ecrescono soprattutto quando il loro tycoon sta a Palazzo Chigi. La televisione,infatti, ha aumentato il suo predominio nel 1990-1997. Sembrava che nel1998-2001 ci fosse l'inizio di un'inversione di tendenza, ma dal 2002 lapubblicità televisiva è salita a un livello ancora più alto di quello che avevain passato (una variazione in senso inverso nel 2006 è troppo piccola peressere significativa). Provate a sovrapporre a questi dati la successione deigoverni e la coincidenza è impressionante. Che si tratti di un mercato«abitudinario, involuto e poco innovativo» lo afferma "Il nuovo librodella pubblicità", edito dal Sole24ore. L'anomalia italiana del mercatomedia necessita di un urgente intervento anche per l'Ocse, non precisamenteun'organizzazione di sovversivi, che nel Rapporto Going for Growth, haraccomandato all'Antitrust di «valutare il grado di competitività nei mediatv». Nel 2010 il 63% dei 3,8 miliardi spesi per la pubblicità televisiva èfinito a Mediaset. Alla Rai è andato il 23%. Peccato che lo scorso anno loshare medio di Viale Mazzini, per l'intera giornata, è arrivato al 41,3%, peril gruppo di Cologno Monzese si è fermato al 37,6%. Emblematici i dati dellaserata in cui la finale del Grande Fratello fu surclassata da una replica delcommissario Montalbano. Già nel 2009 già la tv si mangiava il 56% della tortapubblicitaria, peggio di noi solo il Portogallo, dove la tv occupa addiritturail 66%. E se le dimissioni del Cavaliere hanno affondato il titolo Mediaset inBorsa (-12%), il governo di Berlusconi aveva già "imbalsamato" lericchezze del Biscione. E' stato sottolineato da più parti che «raccogliere 2,4miliardi di pubblicità con il 32% di share è un fenomeno paranormale». PerchéMediaset incassa cifre mostruose anche se l'Auditel crolla? Una ricerca haosservato come nell'infausto biennio Prodi i cosiddetti duecento "Bigspender" monitorati da Nielsen avevano un po' raffreddato i loroinvestimenti in Mediaset. Ma, appena le urne capovolsero i rapporti di forza,le società che spendono di più, hanno mollato la Rai per premiare Mediaset che,nel frattempo, perdeva otto punti di audience. Il caso di Lottomatica, lotteriee scommesse, interessata a concessione e tasse su ricavi e vincite versa 11,1milioni di euro a Cologno Monzese e soltanto 1,6 milioni a viale Mazzini: vuoldire l'80% contro il 12 scarso. Lo stesso vale per Eni, Enel, Vodafone, Wind eTelecom e Fastweb.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Checchino Antonini&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;11/12/2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;www.liberazione.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-1595646863591226052?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/1595646863591226052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=1595646863591226052&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1595646863591226052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1595646863591226052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/pubblicita-la-torta-e-drogata.html' title='L&apos;anomalia italiana. Come Mediaset ha truccato le regole del gioco e il governo Monti continua a sostenere per avere l&apos;appoggio di Berlusconi'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-1400962680809694307</id><published>2011-12-08T19:14:00.001+01:00</published><updated>2011-12-08T19:18:19.987+01:00</updated><title type='text'>T.I.N.A. è l’acronimo di there is No alternative, «Non c’è alternativa», coniato dai fautori del pensiero unico, gli inventori della più colossale mistificazione ideologica della modernità, quella che spaccia l’economia di mercato, in modo di produzione capitalistico e i rapporti di proprietà che vi sono sottesi, come il solo sistema di relazioni sociali entro cui sia immaginabile vivere, produrre, consumare, riprodursi. L'alternativa c'è!</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.controlacrisi.org/images/auto/7e/7e2177142f4affbe9c4c5741476b8eaa4dbbef675c4b7bec907ac186.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/7e/7e2177142f4affbe9c4c5741476b8eaa4dbbef675c4b7bec907ac186.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;LA SPECULAZIONE RIPARTE. L'AUSTERITY DI MONTI E' INUTILE.SCIOPERO GENERALE AD OLTRANZA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Hanno messo l'ici, tagliato i diritti dei pensionati,aumentato la benzina, per rassicurare i mercati. I mercati&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;però se ne fregano altamente di Monti. Oggi èripartita la corsa al rialzo degli spread tra Btp decennali e bund tedeschi chesfiora quota 440 attestandosi a 439 punti. L'interesse per i btp decennali èdel 6,41%. In rialzo anche i differenziali di Spagna (367) e Francia (130).Sale anche il rischio debito misurato dai Credit dafault swaps (Cds): perl'Italia a 483 punti (+22%), per la Spagna 390(+17%), per la Francia a 204﻿.Mentre la speculazione ci divora le classi dominanti europee permettono ancoraalla BCE di fare il bello ed il cattivo tempo non obbligandola ad intervenirecome prestatore di ultima istanza per gli stati con alto debito sovrano. Altroche governo tecnico per dare credibilità ai mercati, è una bisca globale aimporre le regole alla nostra democrazia! Non possiamo permettere che questapantomima continui sulla pelle di chi la crisi l'ha pagata fino ad ora, nonbisogna emendare la finanziaria di Monti, occorre far cadere questo governoincapace di difendere il Paese dalla speculazione tanto quanto lo eraBerlusconi. La partita che si gioca in Europa con la Merkel che impone a noi ilprezzo della crisi richiede risposte radicali. Se la Germania non permette allaBCE di fare come le altre banche centrali allora noi dobbiamo dire allaGermania che non pagheremo i debiti alle sue banche. Per questo lo ScioperoGenerale ad oltranza è l'unico modo per generalizzare la protesta contro ilgoverno unico delle banche.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;08/12/2011 &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-1400962680809694307?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/1400962680809694307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=1400962680809694307&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1400962680809694307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1400962680809694307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/tina-e-lacronimo-di-there-is-no.html' title='T.I.N.A. è l’acronimo di there is No alternative, «Non c’è alternativa», coniato dai fautori del pensiero unico, gli inventori della più colossale mistificazione ideologica della modernità, quella che spaccia l’economia di mercato, in modo di produzione capitalistico e i rapporti di proprietà che vi sono sottesi, come il solo sistema di relazioni sociali entro cui sia immaginabile vivere, produrre, consumare, riprodursi. L&apos;alternativa c&apos;è!'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-771887999935300036</id><published>2011-12-08T19:06:00.001+01:00</published><updated>2011-12-08T19:19:34.571+01:00</updated><title type='text'>Una fantastica immacolata NoTav, un 8 dicembre di lotta contro il non cantiere installato nel cuore della Val Susa che non si arrende, una grande giornata di mobilitazione a sei anni precisi dalla tappa fondamentale della liberazione dei terreni di Venaus.</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/uploads/images/15148_8659_tav-g-02_Image.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://www.liberazione.it/uploads/images/15148_8659_tav-g-02_Image.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La potenza del composito movimento No Tav è il raggio disole in una stagione complessa e difficile come quella che stiamo vivendo,arida di conflitti ed attivazione sociale (con segno avverso al sistema checrolla), facente i conti con il mordere della crisi e con la ganascia deldebito. Un 8 dicembre quindi, in Val Susa, è da sempre interpretato comemomento simbolicamente importante perchè anniversario del punto più alto dellaprima stagione contro il Tav, celebrato nella misura in cui è pietra miliareper la continuazione - senza paura e alcuna remore - di una battaglia control'alta velocità che conserva, ambivalentemente, la sua non definitività: ognigiorno di lotta del movimento è un ulteriore tassello di opposizione popolare,ogni mossa della trasversale lobby del tondino e del cemento è - che riesca omeno (...) - altro segmento organizzativo della controparte da andare asmascherare e rovesciare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Con la nostra narrazione, con le cronache via Twitter, conla diretta di Radio Blackout, con le foto ed i video rimandati dal campo dibattaglia bene si è espressa la cifra di una grandiosa giornata dimobilitazione, che provare a sintetizzare è opera ardua e deficitaria, perchènon riepilogante tutti i piccoli e grandi momenti che hanno composto un 8dicembre splendido, illuminato dal sole caldo della Val Susa, vissuto nellavoglia di esserci e di combattere di migliaia e migliaia di persone, di No Tav,sull'autostrada come alle reti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Occupata l'autostrada, assediato il non cantiere, tagliatele reti, resistito agli idranti e ai lacrimogeni, costretta - in più occasioni- alla fuga la polizia, nell'avanzare imperterrito di un movimento che nonpaura non ne ha, che non si arrende alla violenza poliziesca ne si spaventadall'infamità giornalistica, che con l'#8dicembre2011 si prepara arinconquistarsi la sua terra!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 28pt;"&gt;La cronaca dell'Immacolata NoTav&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 17.05 dopo le ennesime vergognose narrazioni mediatiche,capovolte e rovesciate dai portali e dalle radio del movimento, sulla grandiosagiornata #notav: contestazione spontanea ai giornalisti sull'autostrada, albraccio mediale della lobby sitav!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 16.45 i #notav dall'autostrada occupata invitano tutti,chi sta tornando dai sentieri chi da sta arrivando da fuori, a raggiungerli,per una serata di festa e di lotta dell'8 dicembre 2011!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 16.30 i manifestanti stanno raggiungendo dai sentieril'altro segmento #notav sull'autostrada occupata&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 16.05 i manifestanti si assestano vicino al fiume clareacon davanti centinaia di poliziotti che continuano a lanciare lacrimogeni&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 16.00 la diretta di Aurelio di Radio Blackout, ipoliziotti escono dalle reti i #notav attaccano la polizia scappa!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 15.57 sull'autostrada occupata balli occitani e barricatesimboliche contro la lobby del tav&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;video ancora reti e cariche - parte della recinzione cede&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://youtu.be/38HHzY68ajI"&gt;&lt;strong&gt;http://youtu.be/38HHzY68ajI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 15.55 lacrimogeni anche dagli elicotteri sopra lavallata..&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 15.54 una cancellata del cantiere è venuta giù.iniza unlancio fittissimo di lacrimogeni contro i #notav addirittura fino al ponte delclarea&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 15.45 i #notav provano a fare ancora un assalto allereti.. mentre si aspetta che tutti arrivino alla baita..per raggiungere Susatutti insieme&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 15.30 ancora tantissimi intorno al cantiere.. i #notavsono sempre più determinati!! freddo, idranti, cs.. nessuno ferma i notav!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 15.17 la polizia continua a sparare lacrimogeni ad altezzad'uomo generando molti contusi e incendi nel fogliame..&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 15.10 un #notav viene colpito all'occhio da un lacrimogenolanciato dalla polizia.. i medici #notav sono al lavoro..ci sono più contusi..&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 15.08 barricata notav lungo la strada per le vasche. Lapolizia si attesta a 20 m e cerca di aggirarla scendendo per le vigne..&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 15.06 sull'autostrada occupata a Susa si gioca anche acalcio..&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 14.58 tantissimi metri tagliati.. la polizia lancia sassie lacrimogeni contro i #notav.. alcuni plotoni sono usciti dal fortino perentrare nei boschi.. i notav non arretrano.. la polizia scappa e tiralacrimogeni! a sara dura!!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;video lacrimogeni &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://youtu.be/qLy3L3xxwPs"&gt;&lt;strong&gt;http://youtu.be/qLy3L3xxwPs&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 14.46 La stampa accusa i #notav degli incendi nei boschi,dovrebbero vergognarsi!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 14.45 due incendi sul versante sud causati dailacrimogeni. La polizia nn li spegne. Domani diranno "tutta colpa deinotav" (?)&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 14.32 Molti metri di rete sono stati tagliati e sicontinua a procedere..divampa l'incedio nel bosco.. il continuo lancio dilacrimogeni mette a rischio la vallata..&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 14.25 i lacrimogeni lanciati dalla polizia generano fuoconel bosco #notav &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 14.17 i #notav non mollano.. molti sono vicino alle reti eda più punti si prova a tagliare..&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 14.15 tanti lacrimogeni nella parte delle vasche! #notav&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 14.11 la celere ha appena iniziato a lanciare lacrimogenicontro i manifestanti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 14.07 i poliziotti sono fuori dalle reti e i no tavcercano di raggiungere le le recinzioni da ogni parte.. tanti dai boschi, tantifanno diversivi e tengono occupata la celere.. una splendida giornata diassedio per l'anniversario dell'8 dicembre..&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 14.00 i notav si muovono dietro gli scudi e avanzano inordine sparso, l'accerchiamento del cantiere procede inesorabilmente&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 13.52 i #notav,incuranti del freddo, continuano, sotto gliidranti usati a mano dalla celere, ad avvicinarsi alle reti per tagliarle..arrivano anche i mezzi della polizia con l'idrante!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 13 50 la polizia fa partire gli idranti interni alcantiere contro i #notav posti intorno alle reti!! nessuno scappa!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 13.44 la polizia si dispone dentro le reti delnoncantiere..&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 13.41 tutti i #notav dalla baita stanno andando verso ilcantiere per circondarlo.. migliaia di persone si dispongono intorno alle reti&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 13.38 L'assemblea #notav della clarea sta decidendo&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;di circondare il cantiere!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 13.31 autostrada occupata a Susa - Assemblea alla baitaClarea #notav&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 13.17 - Gli occupanti dell'autostrada a Susa:"Vogliamo fare un presidio più lungo possibile...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 13.15 - Alla baita tra pochi minuti inizia l'assemblea perdecidere cosa fare!!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;video arrivo alla baita &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://youtu.be/EPTvuqPNrN0"&gt;&lt;strong&gt;http://youtu.be/EPTvuqPNrN0&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 13.00 - da susa l'autostrada è bloccata&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 12.48 - il corteo di chiomonte è sceso da ramats e haappena raggiunto la baita #notav&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 12.46 - il corteo #notav partito da Susa è sull'autostrada&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 12.32 - alla baita si aspetta il corteo in arrivo daiboschi di Ramats&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 12.20 - I manifestanti #notav percuotono il guard-railall’ingresso dell’autoporto di Susa!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 12.19 - Sui 105.250 di Radio Blackout si ricorda l'8dicembre 2005.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 12.10 - Dalla baita Clarea. E' stata messa una nuova retedi sbarramento prima delle reti vere e proprie. Forte schieramento dipoliziotti dentro le recinzioni. Si aspetterà in baita arrivo del corteo daChiomonte. L'idea è di ricongiungersi e verso le 12.30 - 13.00 e spostarsitutt* insieme.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 12.07 - La testa del corteo di Giaglione é arrivata allaBaita!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Primo video da Chiomonte! &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://youtu.be/fhPznZhM5ZI"&gt;&lt;strong&gt;http://youtu.be/fhPznZhM5ZI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 11.52 - Il corteo #notav da ramats sta scendendo verso labaita!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 11.47 - A Susa il corteo #notav si sta avvicinandoall’autoporto.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 11.43 - i #notav da Giaglione con gli scudi perproteggersi dagli idranti vanno verso le reti oltrepassando il clarea.. A SaraDura!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 11.39 - #NoTav #8dicembre - da Giaglione si iniziamo adividere in 2 cortei. Da sopra e da sotto per accerchiare il cantiere&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 11.23 – Il corteo di giaglione è&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;al bivio per la mulattiera della val clarea&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 11.22 - a Susa la testa del corteo passa davanti alladitta Martina al grido “Vergogna”!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 11.15 - I primi notav partiti da Chiomonte stannoarrivando a Ramats accolti nel paese con&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;cibo e bevande. Ci si prepara ad entrare nei boschi..&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 10.59 - Partito anche il corteo da Giaglione. Anche qui ilsentiero bloccato quindi, come avvenne il 23, si passerà dalla mulattiera e daiboschi. Bel tempo e tanta gente. Partito anche il corteo da Susa!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 10.50 - Dal concentramento di Chiomonte, circa 200 personein concentramento. Fatta assemblea. Tutt* determinati a raggiungere le reti.Una parte andrà verso la Centrale una parte verso Ramats.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 10.42 - Da giaglione i sentieri sono liberi i cancelli chebloccavano sono stati rimossi e si riuscirà ad arrivare alla baita #notav!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h 10.40 - Da Chiomonte i sentieri sono chiusi ci si trovatutti alla frazione ramats per imboccare da lì i sentieri #notav!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;h10.10 - #NoTav #8dicembre - Inizia a concentrarsi la gentea Susa x il corteo verso l'autostrada..&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Partenza h10.00 Susa - h10.00 Chiomonte Centrale - h10.00Giaglione.. A Sara Dura!!&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-771887999935300036?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/771887999935300036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=771887999935300036&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/771887999935300036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/771887999935300036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/una-fantastica-immacolata-notav-un-8.html' title='Una fantastica immacolata NoTav, un 8 dicembre di lotta contro il non cantiere installato nel cuore della Val Susa che non si arrende, una grande giornata di mobilitazione a sei anni precisi dalla tappa fondamentale della liberazione dei terreni di Venaus.'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-9176386012965665330</id><published>2011-12-07T21:39:00.001+01:00</published><updated>2011-12-07T21:40:28.874+01:00</updated><title type='text'>Reti, muri, forze dell’ordine non ci fermano e non ci fermeranno.</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.ambientevalsusa.it/mailing/thumb.php?src=uploads%2Fimmagini%2F8_web.jpg&amp;amp;w=622" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://www.ambientevalsusa.it/mailing/thumb.php?src=uploads%2Fimmagini%2F8_web.jpg&amp;amp;w=622" width="450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;8 DICEMBRE 2005 VENAUS... 8 DICEMBRE 2011 CHIOMONTE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 28pt;"&gt;LA RESISTENZA CONTINUA... &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;CONTINUIAMO A DENUNCIARE E A OPPORCI PACIFICAMENTE E CONDETERMINAZIONE ALLA VERGOGNOSA MILITARIZZAZIONE DELLA VALLE CHE DAL 27 GIUGNO2011 COSTA AGLI ITALIANI ALMENO 90.000 EURO AL GIORNO!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;SEI ANNI FA I CITTADINI RICONQUISTAVANO VENAUS, ED OGGI ILMOVIMENTO&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;RISPONDE ANCORA E SEMPRE PIU'FORTE NO TAV CON 4 GIORNI DI IMPEGNO, PRESENZA, LOTTA ALLA MILITARIZZAZIONEDELLA VALLE OPPOSIZIONE AL CANTIERE DELLA MADDALENA DI CHIOMONTE ED AL"SITO DI INTERESSE STRATEGICO NAZIONALE".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La "manovra Monti" stringerà tutti noi nella morsadel debito, ma quel debito non ci appartiene. Quel debito è stato prodotto ingran parte proprio dalle Grandi Opere a cui ci opponiamo, è stato prodotto dalmalaffare, dalle tangenti, dall'abbandono scientifico del territorio, dei benicomuni da parte dello Stato, che con la scusa dell'urgenza impone poi con laforza opere inutili ed inceneritori, che puzzano di spreco e corruzione, dipolitica marcia. Purtroppo il decreto Monti continua su questa strada. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Decreto Monti leggi il provvedimento complessivo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Monti ed i suoi ministri sono figli del vecchio sistema,nessun taglio alle spese militari, nessun risparmio sui costi della politica.Poco o nulla a carico di chi ha i patrimoni, di quelli che hanno i capitaliall'estero o li hanno fatti rientrare. A pagare i lavoratori, quelli che nonpossono evadere, quelli che si sono risparmiati quattro mura, gli imprenditorionesti. Niente tagli alle opere inutili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il TAV a cui ci opponiamo in questa 4 giorni è l’opera piùinutile, insostenibile, devastante, complessa e costosa mai immaginata. Loro losanno! E proprio per questo la vogliono! E' l'affare del secolo per i corrotti,le banche, la politica... la Salerno Reggio Calabria del Nord! Non importa farein fretta, l'importante è partire, appaltare, scavare nella montagna allaricerca del loro tesoro...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;A preventivo è statocertificato che costerebbe 1300 euro al centimetro, ma si sa già che se mairiuscissero a realizzarla il suo costo sarebbe almeno di 5000 euro alcentimetro. QUESTO NON E' SVILUPPO, POICHE' LA LINEA ESISTENTE E' UTILIZZATAPER MENO DI 1/3 DELLA SUA CAPACITA'. IL RISCHIO URANIO ED AMIANTO E' TROPPOALTO PER BUCARE QUELLE MONTAGNE, 50 GRADI CENTIGRADI DI CALORE NELLE ROCCE DAPERFORARE, MILIONI DI METRI CUBI DI ACQUA POTABILE DISPERSA, ma politicanti,banchieri, burocrati, mafiosi ed imprenditori scaltri non vedono l'ora dipartire. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;SI METTANO L'ANIMA IN PACE, DI QUI NON PASSERANNO MAI. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;I contribuenti, che in questi giorni vengono tartassati, ilavoratori che dovranno aspettare 66 anni di età per lasciare il posto aipropri figli, i giovani studenti che non hanno speranze e che devono andarsenedall'Italia per cercare un lavoro sappiano che QUI IN VALLE DI SUSA CI SIOPPONE ALLO SPRECO ANCHE PER LORO: SPRECHI E GIUSTIZIA SOCIALE NON SONOCOMPATIBILI. Il TAV in valle di Susa costerebbe come minimo 20 miliardi dieuro, proprio quelli che tolgono alle pensioni, debiti addossati alle nuovegenerazioni, proprio quelle che non hanno futuro! FERMIAMOLI!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Circondiamo le loro inutili reti, facendo pressione intornoai luoghi simbolo della connivenza tra (mal)affari e politica, con atti didisobbedienza civile che sono una garanzia per il futuro di tutto il paese.Protestiamo contro chi collabora attivamente alla militarizzazione, come laSitaf che ha consentito l’apertura in autostrada di un corridoio per ilpassaggio dei militari e delle ruspe, diminuendo la sicurezza dell'arteria eaumentando contemporaneamente i pedaggi autostradali.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La redazione: Ambiente Valsusa&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Scrivi a: &lt;a href="mailto:info@ambientevalsusa.it"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;info@ambientevalsusa.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-9176386012965665330?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/9176386012965665330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=9176386012965665330&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/9176386012965665330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/9176386012965665330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/reti-muri-forze-dellordine-non-ci.html' title='Reti, muri, forze dell’ordine non ci fermano e non ci fermeranno.'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-2355749919041402854</id><published>2011-12-07T21:34:00.001+01:00</published><updated>2011-12-07T21:37:13.481+01:00</updated><title type='text'>Congresso di Rifondazione Comunista. Le conclusioni del segretario Paolo Ferrero dopo tre giorni di impegnato dibattito</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/uploads/RC031-300x202.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="430" src="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/uploads/RC031-300x202.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Opposizione, lotta di classe e unità a sinistra&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Alla fine la sensazione l'hanno avuta in tanti. Il congressoche s'è concluso domenica a Napoli ha restituito una boccata d'ossigeno a unpartito che negli ultimi due anni aveva introiettato un senso di fatalismo. Lacomunità di Rifondazione comunista esce da tre giornate di lavori congressualicon una prospettiva e una nuova segreteria (Paolo Ferrero, riconfermatosegretario, Irene Bregola, Roberta Fantozzi, Marco Gelmini, Claudio Grassi,Gianluigi Pegolo, Rosa Rinaldi e Augusto Rocchi). «Questo è un partito vero -rivendica nelle conclusioni Paolo Ferrero - non un ectoplasma. È un partitofatto di circoli e di militanti. Gramsci diceva che la storia di un partito silegge da quanto incide nella vita di un paese, non dalle deliberazioni delcomitato politico».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L'aggettivo «costituente» - lo si è detto più volte - è iltermine chiave per definire la visione strategica, progettuale, nient'affattoprovvisoria del governo Monti. E la battaglia per l'egemonia si vince portandola lotta di classe al livello del capitale, non rifugiandosi in un ribellismo,magari molto urlato, ma in fondo subalterno - dirà Ferrero citando Panzieri.Alla fine dei conti, «costituente» è stato questo stesso congresso, incentratosoprattutto su un lavoro di riforma del partito per renderlo adeguato aicompiti che l'attendono in questa fase. La relazione conclusiva di Ferrero èstata una sorta di inventario degli arnesi da lavoro indispensabilinell'immediato futuro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La «linea politica», innanzitutto, basata su una«opposizione netta» al governo Monti, ma nient'affatto vaga e inconcludente.«Dobbiamo lavorare da subito perché ogni scadenza diventi un appuntamento percostruire il massimo di opposizione», a cominciare dallo sciopero dichiaratodalla Fiom per il 16 dicembre e dalla «assemblea del comitato No debito del17». Lo scenario politico cambia in fretta, «le posizioni di Cgil, Cisl e Uil,per altro da verificare sul campo, sarebbero state impensabili fino a pochigiorni fa» e lo stesso «imbarazzo del Pd» di fronte alla stangata del governoMonti dà il segnale di una situazione contraddittoria nella quale noi dobbiamosaper intervenire. L'obiettivo è che si arrivi a «uno sciopero generale». Larapidità della risposta è decisiva altrimenti si rischia che a livello dimassa, dopo l'iniziale aspettativa suscitata dall'avvicendamento di Monti aBerlusconi, subentri la delusione, la rabbia e l'impotenza. Ferrero tiene adire che la linea politica deve essere accessibile, pubblica, chiara eriassumibile in pochi punti, «altrimenti non funziona». «Unità della sinistra»(nella Fds ma «senza rimanere nei suoi confini»), «lavoro di massa», sviluppodel "partito sociale"«costituente dei beni comuni e del lavoro»,«stati generali dell'opposizione»: sono queste le indicazioni pratiche elencateda Paolo Ferrero. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Secondo, la critica al settarismo, sotto ogni forma, siaquando si manifesta come atteggiamento culturale, come propensione aldogmatismo o schematismo, sia quando sfocia in un tipo di pratica politica cheproduce isolamento, preclusione di rapporti unitari, incapacità di confrontarsisul merito delle questioni. Scegliere l'opposizione e la nostra autonomia dalcentrosinistra come «collocazione strategica» non significa ridurre la nostralinea politica ad una discussione sulle alleanze elettorali e avventurarsi inun'assurda diatriba su cosa si farà alle prossime elezioni in un quadro che nonè dato prevedere. «Il bipolarismo deforma la rappresentazione della società,serve a garantire che il centro governi sempre, a prescindere da chi vince leelezioni, e a distruggere la sinistra d'alternativa», costretta o a integrarsiin accordi di governo col centrosinistra, in rapporti di forza sfavorevoli, oad andare da sola e subire l'accusa di fare il gioco della destra. «Le alleanzeelettorali devono essere per noi una questione di tattica e non di identità»,non si può costruire su di esse il proprio progetto politico. «Tutte lescissioni di Rifondazione sono nate dall'aver considerato la collocazionepolitica un problema di identità, e non di tattica». Un esempio? Chi a Milanonon ha sostenuto la coalizione di Pisapia «non ha preso neppure i voti deifamiliari». «Non ci avrebbe capito nessuno se non l'avessimo fatto», «non sipuò stare a chilometri di distanza dal senso comune». Ma è altrettanto «giusto»che la Federazione della sinistra voti «contro le politiche"continuiste" sull'expo dell'amministrazione Pisapia» e questo «possiamofarlo perché nel consiglio comunale ci siamo». Altro esempio, «in Val di Susaconsidero un atto di intelligenza politica che le liste civiche No tav, anzichéchiudersi in un angolo e limitarsi a denunciare, abbiano raggiunto uncompromesso col Pd per formare le giunte. Così sono riuscite a isolare ladestra e l'ala del Pd che sta con Chiamparino». La politica sta nel sapereutilizzare la propria forza «anche quando questa di per sé è insufficiente». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Terzo, il rapporto col Pd. La possibilità di fare politicadipende dall'impostazione della propria analisi. Se si dice che «il Pd è unpartito organicamente borghese» ne deriva che al suo interno «non ci sono piùcontraddizioni» e, quindi, che lo scenario attuale è destinato a rimanereimmobile, qualunque cosa noi facciamo. Non si tratta di negare che il sostegnodel Pd a Monti è una posizione di subalternità alla borghesia italiana. Se peròil Pd fosse «organico» alla borghesia italiana come spiegarsi il contrastonelle sue file tra Fassina e l'ala liberal? Si possono forse negare leturbolenze nella stessa base del Pd o nella Cgil? «Denunciare che nel Pd sonotutti traditori e venduti serve a noi o a Veltroni? Io penso che serva aVeltroni. Invece, se lavoriamo come si deve, senza cedimentie nel fuoco delloscontro sociale, se non rinunciamo a fare politica, è più facile che uncompagno del Pd arrivi a dare ragione a noi, piuttosto che uno di Rifondazionepassi dalla parte di Ichino». E allora perché precludersi questa possibilità?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tonino Bucci&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;07/12/2011&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;www.liberazione.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-2355749919041402854?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/2355749919041402854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=2355749919041402854&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/2355749919041402854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/2355749919041402854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/congresso-di-rifondazione-comunista-le.html' title='Congresso di Rifondazione Comunista. Le conclusioni del segretario Paolo Ferrero dopo tre giorni di impegnato dibattito'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-7677631424529636999</id><published>2011-12-03T19:22:00.001+01:00</published><updated>2011-12-03T19:24:18.177+01:00</updated><title type='text'>Le confederazioni sindacali considerano gli interventi sulle pensioni negativi ma al momento si limitano a criticarle, non hanno proclamato nemmeno lo stato di agitazione degli occupati, dei disoccupati, dei pensionati. Urge lo sciopero generale per fermare il massacro sociale.</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/uploads/500_pensione-300x205.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="437" src="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/uploads/500_pensione-300x205.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 24pt;"&gt;Il pensionato che non c’è più &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il governo Monti vuole eliminare il diritto a pensionarsicon 40 anni di contributi e aumentare l’età per uomini e donne a 70 anni intempi brevi. Vuole applicare a tutti il sistema di calcolo retributivo cheprovocherà una forte diminuzione dei futuri assegni pensionistici. Nonrivaluterà già dal 2012 gli assegni pensionistici in base agli indici Istat purin presenza di un amento del costo della vita di molto superiore al 3,4%rilevato. Sono 10 i miliardi che verranno prelevati dalle pensioni e ciòsarebbe equo in quanto circa 200 parlamentari od ex dovranno ritardare diqualche mese a fruire del vitalizio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Per Monti è iniquoche ci siano ancora dei lavoratori che maturano pensioni pari al 70/80% delsalario percepito negli ultimi anni di lavoro e che possono pensionarsi dopo 40anni di lavoro stante la grande massa di lavoratori e lavoratrici precari chematureranno pensioni modestissime o ne saranno privi. Per Monti è iniquo che cisiano ancora milioni di lavoratori che le aziende non possono licenziare a loropiacimento mentre ce ne sono tanti che non hanno nessuna garanzia. Per Monti èiniquo che ci sia un contratto nazionale che garantisce il posto di lavoro,orari, ritmi, qualifiche, mansioni e persino misure per rendere più sicuro emeno nocivo il lavoro dato che attraverso le forme contrattuali atipichemilioni di lavoratori sono privi di tutele.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Per salvarel’economia italiana e liberarla dalle iniquità, vogliono abolire lo statuto deilavoratori, archiviare il contratto nazionale di lavoro, rendere povera edincerta per tutti la pensione. Per lor signori “riforme ed equità” significanoricacciare indietro di un secolo le lavoratrici e i lavoratori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Il sistemapensionistico su cui ci sono stati interventi ripetuti dal 1992 (governo Amato)è stato indebolito ma non è stato smantellato e mantiene la sua natura pubblicae elementi non secondari di solidarietà. La madre delle riforme fu varata nel1995 (governo Dini) con l’appoggio dei sindacati confederali e l’unica forzapolitica che si oppose fu Rifondazione Comunista. La legge Dini avviòl’allungamento dell’età per il diritto alla pensione, cambiò il sistema dicalcolo ed il conseguente superamento di un minimo, incentivò le pensioniintegrative. Dopo il 1995 ogni governo è intervenuto ed ha peggiorato qualchenorma.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Quali sono le vereiniquità presenti nel sistema pensionistico? La prima è la confisca, da partedello Stato, dell’attivo dell’Inps che negli ultimi anni è stato sempresuperiore ai cinque miliardi l’anno, mentre 8 milioni di anziani percepisconomeno di 700 euro al mese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Non è equo e moraleche con l’attivo del fondo dei lavoratori parasubordinati e dei lavoratoridipendenti si copra il deficit (circa 9 miliardi annui) del fondo degliartigiani, coltivatori, commercianti che versano una aliquota contributiva del21% mentre gli altri lavoratori versano il 33%.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Grida vendetta che ilavoratori dipendenti ed i parasubordinati coprano per circa due miliardi ildeficit del fondo dirigenti di azienda che percepiscono (in media) più di50.000 euro l’anno di pensione a fronte degli 11.000 dei lavoratori dipendentie che sanino anche il pesante deficit del fondo clero mentre il Vaticano fa manbassa dell’8 per mille, riceve incentivi dallo stato e dagli enti locali e nonpaga le tasse.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Si deve sapere chel’Inps è in attivo ed i suoi conti, certificati anche dalle autorità europee,sono in equilibrio almeno fino al 2060. Gli interventi sulle pensioni sono daun lato finalizzati a far cassa in modo facile e sulla pelle di chi ha pagatole tasse e lavorato una vita intera e dall’altro a far diventare la pensionepubblica una sorta di assistenza sganciandola dal rapporto di lavoro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Fino ai primi anni’80 del secolo scorso la parola Riforma per il mondo del lavoro e per lasocietà significava nuovi diritti, progresso. Ne ricordo per memoria alcune: lostatuto dei lavoratori che con il “famigerato” articolo 18 vieta i licenziamentiarbitrari; la legge sulle pensioni (1969) che istituisce il minimo garantito,la pensione di anzianità, un sistema di calcolo che garantiva dopo 40 anni dicontributi l’80% della media del salario percepito negli ultimi anni di lavoro;la legge sulla sanità (1978) che fa della salute un diritto di cittadinanzaindipendentemente dal reddito ed il diritto a trattamenti (prevenzione, cura,riabilitazione) uguali per tutti. Dopo gli anni Ottanta le “riforme” hannoinvece significato perdita di diritti come la scala mobile, ilridimensionamento della sanità e delle pensioni, colpite nella loro naturapubblica, solidale, universale per non parlare della scuola e dell’università.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Le confederazionisindacali considerano gli interventi sulle pensioni negativi ma al momento silimitano a criticarle, non hanno proclamato nemmeno lo stato di agitazionedegli occupati, dei disoccupati, dei pensionati. Urge lo sciopero generale perfermare il massacro sociale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La vera equità&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Noi comunisti siamoda anni portatori di proposte per riformare il sistema pensionistico, pergarantire a lavoratori e lavoratrici una vecchiaia serena e dignitosa. Lenostre proposte assicurano la sostenibilità economica del sistema ericonnettono il lavoro con le pensioni ed il rapporto tra anziani e giovani,tra occupati e disoccupati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Un minimo di milleeuro al mese di pensione (rivalutabili nel tempo) per garantire quei lavoratorie lavoratrici che hanno percorsi lavorativi accidentati ed incerti ed unmassimo mensile di 5.000 euro non cumulabili con vitalizi ed altre diavolerie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Regole (diritti edoveri) eguali per tutti i lavoratori e lavoratrici del settore privato epubblico, autonomo e professionale: quindi stessi versamenti di contributi,stessa età per il diritto alla pensione, stessi sistemi di calcolo.Unificazione nell’Inps di tutti gli Enti previdenziali e casse pensionistichedei professionisti con conseguente risparmio di circa quattro miliardi di eurol’anno. Ogni comparto (lavoro dipendente – lavoro autonomo – lavoro professionale)deve garantire l’equilibrio del proprio fondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Un fondo pensioneintegrativo gestito dall’Inps in cui confluiscano gli attuali fondi pensione.L’adesione deve essere libera. Alle quote di salario (il Tfr è salario) e allequote di risparmio versate, va garantito un rendimento minimo ed in ogni casoil capitale versato. In questo ultimo anno i mercati finanziari si stannomangiando i versamenti spesso sfarzosi di quel 25% di lavoratori e lavoratriciche hanno aderito ai fondi pensione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;L’età per il dirittoalla pensione non può essere legata solo alla speranza di vita, tra l’altro nondei lavoratori ma della popolazione. Non solo, va fatto un ragionamento sullavoro svolto durante la vita anche se il lavoro per la quasi totalità dei lavoratoridipendenti è pesante, stressante, alienante, ma ci sono attività lavorativeparticolarmente logoranti: in campagna, nei cantieri edili, negli altoforni,nelle catene di montaggio….ma anche negli asili. L’età per la pensione non puòessere legata solo alla speranza di vita ma agli anni di lavoro ed alla suatipologia. In ogni caso dopo 40 anni di lavoro si deve aver diritto allapensione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;L’evasionecontributiva diventi reato penale. Si deve abbattere una evasione pari a circa30 miliardi l’anno. L’Inps vanta ben 28 miliardi di crediti definiti con leaziende per contribuzioni arretrate di cui negligentemente non sta rientrandoin possesso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Eccolo qui: unsistema pensionistico pubblico solido, equo, solidale, universale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sante Moretti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;3/12/2011&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://www.liberazionee.it/"&gt;www.liberazionee.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-7677631424529636999?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/7677631424529636999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=7677631424529636999&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/7677631424529636999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/7677631424529636999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/12/le-confederazioni-sindacali-considerano.html' title='Le confederazioni sindacali considerano gli interventi sulle pensioni negativi ma al momento si limitano a criticarle, non hanno proclamato nemmeno lo stato di agitazione degli occupati, dei disoccupati, dei pensionati. Urge lo sciopero generale per fermare il massacro sociale.'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-4109772468361448850</id><published>2011-11-30T12:17:00.001+01:00</published><updated>2011-11-30T12:25:15.084+01:00</updated><title type='text'>La sinistra, quella di classe e anche quella socialdemocratica, è ininfluente se interna al centrosinistra e subalterna allo stato di cose presenti</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://lettura-giornale.liberazione.it/GONPDF/2011/11/30/RM3011-PRI01-1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://lettura-giornale.liberazione.it/GONPDF/2011/11/30/RM3011-PRI01-1.jpg" width="440" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;Unità della sinistra e autonomia dal centrosinistra&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Che a sinistra si pensi di ribaciare il rospo è un bel segno dei tempi. Dà in primo luogo la misura del disastro provocato dal berlusconismo. L’ossessione per l’immoralità e l’indecenza dei comportamenti è tale che la sostanza politica passa in second’ordine. Come se un governo non fosse un’impresa politica, e come se non si potesse essere galantuomini e reazionari, persone competenti fieramente impegnate nell’attacco ai diritti sociali. Ma non solo di Berlusconi si tratta. È questione, più in generale, di cultura politica. Ci si è talmente disabituati a pensare in termini di classe, che non si riesce più a leggere nemmeno un quadro nitido, di per sé inequivocabile. La cifra sociale di questo governo non è meno limpida di quella del precedente, lo è forse di più, se consideriamo il mandato che gli è stato affidato. Il governo Monti nasce per tradurre in realtà le indicazioni contenute nella lettera della Bce: occorre altro?&lt;br /&gt;A scanso di equivoci, è bene tenere presente che Bruxelles non si limita a tuonare contro l’eccesso di deficit e debito, ma indica nel merito il modo di ridurli: gli Stati-azienda debbono finanziarsi privatizzando, licenziando e tagliando il welfare, non possono mica redistribuire ricchezza. Maastricht e Lisbona non sono carta straccia! Del resto, vorrà pur dire qualcosa la martellante invocazione di «scelte impopolari» da parte di leader della maggioranza vecchia e nuova, di industriali e grande stampa. Che cosa s’intenda lo sappiamo bene: dopo 35 anni di sacrifici imposti al lavoro dipendente (in Italia si è cominciato con la svolta dell’Eur nel nome delle compatibilità), la prospettiva è quella di altri sacrifici per il lavoro dipendente, nel nome del risanamento o del rigore o dell’interesse generale.&lt;br /&gt;Non bastasse, c’è un problema costituzionale, grosso come una montagna. Il diktat della Bce rivoluziona la dinamica istituzionale, se è vero che la Costituzione riserva al Parlamento la prerogativa di esprimere maggioranze e governi, e al Presidente della Repubblica affida il compito di interpretare la volontà delle Camere e di favorirne la realizzazione. Se non vogliamo nasconderci dietro un dito, in questo frangente la sequenza è stata rovesciata. Il governo Monti è nato da un’iniziativa del Quirinale, che il Parlamento – sottoposto a una formidabile pressione interna e internazionale – si è limitato ad avallare.&lt;br /&gt;Non siamo noi a dirlo, lo ha ammesso a chiare lettere chi ha parlato di «governo del Presidente» (formula ignota ai Padri costituenti) e di «governo dell’emergenza» (invocando lo stato di necessità o di eccezione).&lt;br /&gt;Detto questo (che non è poco), la sostanza politica sta in una domanda: perché i partiti accettano di buon grado l’esproprio delle loro funzioni? perché consegnano ai «tecnici» il governo del Paese, mentre affermano di condividere il programma del nuovo esecutivo? Si dice: non c’erano le condizioni per un accordo tra Bersani e Alfano (né tra Casini e Di Pietro): Monti sarebbe lo snodo tecnico che permette una grande coalizione altrimenti impossibile. Ma è più verosimile un’altra spiegazione. Si tratta della classica astuzia tattica dei politici. Quando il sollievo per la cacciata di Berlusconi cederà il passo alla rabbia, si potrà spergiurare che il governo sceglie in piena autonomia e mettere in scena qualche scaramuccia parlamentare. Un bel parafulmine della collera popolare, già messa nel conto.&lt;br /&gt;Il fatto è che questa operazione non sarà per tutti a costo zero. Probabilmente per il Terzo polo e il Pdl si rivelerà un buon affare. L’elettorato di Fini e Casini gradirà privatizzazioni e «riforme» in stile gelminian-sacconiano. E la destra, a suo tempo, trarrà vantaggio dal denunciare le forzature quirinalizie. Il centrosinistra invece, a cominciare dal Pd, difficilmente ci guadagnerà. Gran parte della sua gente pagherà care le ricette di Monti. Il lavoro dipendente sarà tartassato; gli operai faranno i conti col modello Marchionne, ammirato dal premier; e i giovani, che tutti a parole intendono proteggere, seguiteranno a pascolare nella precarietà. Con ogni probabilità le «scelte impopolari» del nuovo governo apriranno una grossa falla nei consensi del centrosinistra.&lt;br /&gt;Ma se questo è vero, un nuovo scenario si apre anche per il nostro partito, per la Federazione e per l’intera sinistra. Alla domanda di reddito, di lavoro e di beni comuni questo governo e i partiti che lo sostengono non potrebbero dare risposta nemmeno se volessero. Dare visibilità e forza a tali rivendicazioni è compito dei comunisti e della sinistra di alternativa. Per far questo, due condizioni appaiono tuttavia ineludibili: l’unità della sinistra e la sua autonomia dal centrosinistra. Frammentata, la sinistra è ininfluente; interna al centrosinistra, sarebbe subalterna. I gruppi dirigenti ci riflettano e dimostrino di sapersi muovere con intelligenza e generosità. La nostra gente se lo aspetta, anzi, lo esige.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Alberto Burgio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;29/11/2011&lt;br /&gt;editoriale&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;www.liberazione.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-4109772468361448850?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/4109772468361448850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=4109772468361448850&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4109772468361448850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4109772468361448850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2011/11/la-sinistra-quella-di-classe-e-anche.html' title='La sinistra, quella di classe e anche quella socialdemocratica, è ininfluente se interna al centrosinistra e subalterna allo stato di cose presenti'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_9427QG77Dpo/R2gDiVFeFtI/AAAAAAAAAcM/KecLMiTIqcc/S220/FC2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-7644691638704583319</id><published>2011-11-26T19:08:00.001+01:00</published><updated>2011-11-26T19:13:56.510+01:00</updated><title type='text'>E se invece di mandare i poliziotti a massacrare studenti e operai li mandassimo a proteggere il lavoro degli operai aggrediti dagli sgherri di tanti imprenditori delinquenti e i piccoli commercianti devastati dall'usura?</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/uploads/images/14621_8453_Polizia-antisommossa_Image.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="437" src="http://www.liberazione.it/uploads/images/14621_8453_Polizia-antisommossa_Image.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 28pt;"&gt;Malapolizia. Ovvero, quanto, come e perché aver pauradi essere protetti&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;«Non sono contro la polizia, ne ho solo paura». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;Alfred Hitchcock&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Questo non è un pezzo contro la polizia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Qualcuno leggendo il termine malapolizia potrebbe storcereil naso. Il prefisso “mala”, che posto prima di una parola la connotanegativamente, invertendone il significato, è sempre utilizzato per parlare disanità che non funziona, di pubblica amministrazione imbarbarita dallaburocrazia, di politica inefficace, di tutto ciò che a livello istituzionalenon funziona come dovrebbe. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Difficilmente abbiamo visto il prefisso «mala» davanti allaparola «polizia», per indicare quei tutori dell'ordine che abusano dei propripoteri, abbandonandosi alla brutalità e alla violenza. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il crescente numero di morti per mano delle Forze di Poliziaparla chiaro: esiste un fenomeno di devianza poliziesca, è ormai sotto gliocchi di tutti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non esistono dati istituzionali né rilevamenti analiticiinterni ai vari corpi di polizia, ma tali carenze chiunque può compensarleleggendo le cronache o i pochi e preziosi studi specialistici. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il numero di brutalità perpetrate da elementi delle Forzedell'Ordine1 e balzati all'onore delle cronache, ci pone di fronte a qualcosadi ben diverso da episodi isolati. Si tratta di un fenomeno in espansione, chepone interrogativi su tutta una serie di temi, come la gestione del disordinepubblico, i rapporti tra polizia giudiziaria ed organi inquirenti (rapporti chela nascente Riforma della Giustizia firmata Alfano vorrebbe riformulare), unamentalità semi-militarista che si traduce in atteggiamenti ampiamenterepressivi, la formazione, l'addestramento, le modalità di reclutamento earruolamento, lo spirito di corpo e non ultimo, il senso di impunità che inducemolti pubblici ufficiali ad operare al di sopra della legge.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Con felice neologismo, il giornalista di LiberazioneChecchino Antonini, ha coniato il termine malapolizia2 per definire le frangedeviate delle Forze dell'Ordine. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Più in particolare, questo termine si associa correntementead episodi specifici di violenza che hanno causato la morte di un privatocittadino, in circostanze da appurare o già appurate in sede processuale.Pertanto analizzeremo i singoli casi, dall'omicidio Aldrovandi ai meno noti, econ essi i paradossi giuridici e procedurali che deformano la verità e possonoarrivare, per esempio, a trasformare un evidente omicidio in una morte percause naturali. Parlare di violenza poliziesca richiede un'attenzioneparticolare, perché significa gettare luce su quelle zone d'ombra - consistentia dire il vero - che alterano i rapporti tra apparati dello Stato, inparticolare tra FF.OO. (v. Polizia Giudiziaria) e Magistratura, nonché traqueste due e la società civile nella sua interezza. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Un campo minato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se prendiamo in esame la serie storica compresa tra il 2001(dopo Carlo Giuliani) e il 2011 i nomi di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi,Riccardo Rasman, Giuseppe Uva, Aldo Bianzino, Domenico Palumbo, StefanoBrunetti, sono solo i primi di una lunga lista di vittime della brutalitàpoliziesca, e svelano per primi quei cortocircuiti che si verificano neirapporti tra due fondamentali apparati dello Stato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Molti sono gli elementi che lasciano pensare a mortiviolente: a testimoniarlo sono le foto dei cadaveri massacrati, i refertimedici, le consulenze tecniche di parte civile, pile e pile di atti esopratutto le lacrime dei familiari. Non sempre è così scontato per gli organiinquirenti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Le indagini e i processi quasi mai partono da uno slancioistituzionale, da una sete di giustizia e di trasparenza, ma dai disperati appellidei familiari. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Indagini e processi che finiscono con l'appurare veritàdiverse da quelle evidenti, artefatte e sofisticate da un'infinita gamma discappatoie legali, cavillose procedure che quasi mai offrono una versione deifatti almeno soddisfacente: ecco quindi che il corpo martoriato di MarcelloLonzi, morto in una cella nel carcere delle Sughere a Livorno, è stato ridottocosì da un “forte infarto”. Un infarto che procura otto costole rotte e duebuchi nel cranio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ecco che il corpo di Federico Aldrovandi, 18 anni, diFerrara, brutalmente pestato da quattro poliziotti in seguito ad un fermo peraccertamenti giace sull'asfalto pieno di ecchimosi, contusioni ed escoriazioni,mentre intorno gli stessi responsabili di quel martirio ingiustificato ridacchianoe fumano sigarette, già sicuri di farla franca. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;«Federico è morto perché drogato!»: questa la versioneufficiale fornita alla stampa, di ciò che accadde la notte del 25 settembre2005 a Viale Ippodromo, nella placida, tranquilla e borghese città di Ferrara.Queste le parole dell'allora Questore Elio Graziano, provvidenzialmentesbugiardato dalla sentenza di primo grado emessa dal giudice monocraticoFrancesco Caruso, nel lungo processo che vede coinvolti quattro agenti diPolizia:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;[La morte di Federico Aldrovandi fu la] conseguenza dellaviolenta colluttazione con quattro agenti armati di manganelli, decisi adimmobilizzarlo e ad arrestarlo ad ogni costo, per fargli scontare leconseguenze di una precedente fase di conflitto, con reciproci atti di violenza.3&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Avremo modo di trattare ampiamente il caso Aldrovandi, forseil primo ad aver squarciato non poche coscienze, grazie all'enorme risonanzaottenuta dal blog aperto dalla madre, Patrizia Moretti. Il primo che incrinòquell'aura di inviolabilità e infallibilità che da sempre aleggia sulle FF.OO.,rivelando una inedita inclinazione alla violenza e all'abuso. La morte diFederico e l'infinito corollario di menzogne, depistaggi, querele econtroquerele sono paradigmatici dell'atteggiamento che le istituzioni preposteall'ordine pubblico assumono di fronte ad eventi del genere. Una malintesacautela che sfocia nella deformazione dei fatti, una chiusura corporativatotale e condivisa che nel migliore dei casi degenera nella negazione dellaverità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La verità ufficiale viene spacciata per unica possibile, laverità dei fatti può essere completamente ribaltata, anche prima che si siacompiuto un solo atto d'indagine. Elio Graziano docet, ma non solo lui. Ancheil sottosegretario Carlo Giovanardi si lanciò in perentorie esternazioni sullamorte di Stefano Cucchi: «Cucchi è morto perché drogato», salvo poi aggiustareil tiro successivamente con tanto di scuse alla famiglia.4&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il passato da tossicodipendente di Stefano Cucchi ha giocatoun ruolo determinante nella sua tragica morte, ed anche nei suoi rapporti conl'autorità giudiziaria, ma il punto è un altro. Stefano è stato massacrato dibotte nella sua cella di detenzione a Piazzale Clodio, e forse anche subitodopo l'arresto. Ricostruire il momento esatto del pestaggio, risalire airesponsabili, accertare che sia realmente avvenuto sono atti soggetti ad unalunga serie di interpretazioni di carattere giuridico, nonostante le foto diciò che rimaneva del suo corpo parlassero chiaramente, più di mille processi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In eventi del genere, così complessi, così ambigui, ladiscrezionalità dei singoli, siano essi alte cariche istituzionali, giudici,avvocati, testimoni, medici o poliziotti si rivela determinante. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La ricerca della verità dipende dall'integrità professionaledi un giudice o di un funzionario di polizia poco incline al compromesso; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;può dipendere dal cinismo di un difensore, da un PM chedecide di archiviare o da un GIP che dia luogo o meno a procedere in un'azionelegale; può dipendere dalle capacità di avvocati di parte civile come FabioAnselmo5 o Raffaele Mascia6 che, Codice alla mano, dimostrano l'infondatezza diteoremi difensivi, sfondano i muri di contiguità (v. caso Aldrovandi) trainquirenti (PM) ed indagati (pubblici ufficiali) e arrivano a chiamare le cosecol loro nome: omicidio, pestaggio, violenza, torture, sevizie, depistaggi. Inuna parola: menzogne. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sono i rapporti tra magistratura e polizia giudiziaria arivelarsi decisivi. Se si arriva al paradosso che ad essere indagati per unreato si ritrovino agenti di polizia o esponenti dell'Arma dei Carabinieri,spetta ai medesimi corpi, come prevede il codice, riferire all'autorità lanotizia di reato: [la polizia giudiziaria]non ha l'obbligo di riferire[comestabilisce]l'articolo 347: “acquisita la notizia di reato la poliziagiudiziaria senza ritardo riferisce al Pm per iscritto gli elementi essenzialidel fatto”7 ma che vuol dire senza ritardo? E quali sono gli elementiessenziali? Chi lo decide?8&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L'emergere della reale sostanza dei fatti dipende in modoesclusivo da chi compie i primi atti di indagine, ovvero dalla poliziagiudiziaria, che stabilisce quali siano gli elementi prioritari o meno, in unascala di importanza del tutto arbitraria. Nei casi di malapolizia sussiste lacertezza che le indagini avvengano nella piena trasparenza ed imparzialità?Ufficialmente sì. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nei comunicati stampa, nelle occasioni di confronto pubblicotra FF.OO. e media/FF.OO. e società civile, i dirigenti non mettono mai indiscussione le procedure volte ad individuare colpevoli e responsabilità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Anche il GIP armato delle migliori intenzioni può finire colritrovarsi tra le mani indizi insufficienti a formulare persino il più blandocapo d'accusa. Nei casi di malapolizia la prossimità tra autorità giudiziaria eFF.OO. non agevola l'indagine, la rende più difficile, la altera. Inquest'ottica se già diventa complicato condurre inchieste degne di questo nomeed avviare un processo, diventa impresa impossibile far comparire tra i capi diimputazione la parola omicidio, pur nelle sue varie declinazioni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Come sostiene Luigi Manconi9 «per la vicenda Cucchi, sonogravemente insoddisfacenti i reati per i quali è stato chiesto il rinvio agiudizio» .10 Si è in presenza di elementi controversi, dove al magistratoarrivano dei dati profondamente soggetti a distorsione, manipolazione,selezione ad opera delle amministrazioni, che in questa ed altre circostanzemettono in moto meccanismi di autotutela di grande efficacia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tuttavia «dovendo valutare il caso nel suo complesso èimportante sotto altri punti di vista: la mobilitazione dell'opinione pubblicae l'individuazione di alcuni gruppi di responsabilità».11 Compresa, nel casoCucchi, la Polizia Penitenziaria. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sarebbe auspicabile che magistratura e classe politicadismettessero un atteggiamento di subalternità nei confronti delle forze diPolizia e di Sicurezza, poiché quando ad essere coinvolte in indagini sono leFF.OO. «la presunzione di innocenza si trasforma in un pregiudizio cosìpotente, da tutelare la persona indagata ben oltre qualunque principiogarantistico».12 &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il pubblico ufficiale medio così come il cittadino mediotende a sminuire, a minimizzare fatti di eccezionale gravità, esaltando inveceil ruolo determinante che le FF.OO. svolgono quotidianamente nella società. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il teorema dell'autoassoluzione è molto semplice: la «melamarcia» in polizia può capitare, perché è così in ogni settore della società,ciò però non deve gettare discredito su tutte le forze di Polizia.Un'affermazione del genere non tiene conto di un'aggravante fondamentale: ladivisa. Chi la indossa ha più doveri di chi non la indossa. Chi delinqueindossando la divisa, deve essere giudicato se non con più severità, almenoalla pari del criminale comune. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L'articolo 3 della Costituzione Italiana parla chiaro:«tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinionipolitiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblicarimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fattola libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo dellapersona umana[...]».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non sempre è così.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;DOMANDA DI SICUREZZA E SOCIETA' DEL CONTROLLO&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;I pochi studiosi che trattano in modo scientifico temiinerenti la deriva autoritaria delle polizie, adottano un approccio quasiesclusivamente sociologico, individuando un nesso tra la crescente domanda disicurezza da parte della collettività e la natura violenta che sembramanifestarsi in alcuni settori delle FF.OO.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La sicurezza urbana ovvero la garanzia dell'incolumitàfisica e patrimoniale di ciascun cittadino è da sempre al centro di accesecontroversie, sopratutto negli ambienti più sindacalizzati della Polizia diStato, i quali rimproverano alla politica di cavalcare l'argomento solooccasionalmente e per fini elettorali, senza avere mai pianificato seriestrategie di controllo del territorio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Una politica incapace di valutare le reali problematiche siadella cittadinanza che di quegli operatori di polizia che si trovano ad operareogni giorno, in condizioni di difficoltà. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Le forze di polizia sono organi preposti all'ordinepubblico, alla tutela della legalità e al contrasto verso quelle forme didestabilizzazione che possano compromettere la pubblica sicurezza13.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La tesi condivisa dalla maggior parte dei teoricicontemporanei che si occupano di «sociologia della devianza» - sopratuttoquelli di impostazione marxista - è che la gestione dell'ordine pubblicorispecchi i radicali cambiamenti della società moderna, in particolar modo imutamenti che a partire dagli anni '80 hanno stravolto l'economia e il mondodel lavoro. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L'affermarsi del neoliberismo, ovvero del processo economicodi liberalizzazione dei mercati ed esaltazione della proprietà privata -avviato negli anni '80 da Deng Xiaoping14 prima e da Ronald Reagan e MargaretThatcher in seguito – determina l'espandersi di classi sociali menoavvantaggiate, di fasce di popolazione tagliate fuori dalla corsa al liberomercato, che si ritrovano sprovviste dei mezzi necessari ad un dignitosomargine di sopravvivenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La standardizzazione della società in senso neoliberista nontollera le esclusioni che essa stessa produce ed aumenta in modo macroscopicole differenze di classe, di ceto e di reddito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La ghettizzazione di grandi masse di popolazione inadeguateal nuovo standard cominciò quindi a sollevare nuovi interrogativi inediti intema di penalità e correzione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La risposta arrivò sotto forma di un nuovo sistemacorrezionale basato non più sui capisaldi del welfare come sostegno economico,reinserimento sociale, reintegrazione (anche attraverso strutture correzionaliclassiche come il carcere o come i luoghi dell'assistenza sociale in genere),ma su un approccio economico al controllo sociale, secondo la logica deicosti-benefici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In questo contesto, persino il soggetto deviante, chesceglie cioè di delinquere e di vivere ai margini della società opera unascelta di tipo economico:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il criminale, nel momento in cui agisce, si comporta come unattore del mercato che valuta i costi che è disposto a sopportare in relazioneai benefici che è convinto di poter trarre. In questo senso, la funzione dideterrenza non può che consistere nell'incrementare i costi per il criminale, ecioè in un progressivo innalzamento del livello di punitività. L'applicazionedi questo approccio economico non riguarda solo l'efficacia delle strategie dicontrollo, bensì anche l'economicità delle strategie volte a una gestionerazionale del sistema penale;[...]non ci saranno più valutazioni sulla riuscitadei programmi, ma bilancio dei costi sostenuti a fronte dei livelli disicurezza ottenuti.15&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Parallelamente alle dinamiche di esclusione sociale derivatedall'emarginazione economica, si sviluppa un nuovo assetto del sistemapunitivo, anch'esso governato dalle regole dell'economia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;È economicamente svantaggioso per la società del controllo,correggere il singolo individuo e rimodularlo su parametri socialmenteaccettabili, come avveniva negli anni '60 e '70: si preferisce agiredirettamente sui grandi numeri con politiche penali, punitive e correzionali ditipo pervasivo, che investono cioè in maniera indifferenziata la società nelsuo insieme, con un “occhio di riguardo” verso le aree di marginalità sociale:microcriminali, disoccupati, tossicodipendenti, migranti ed esclusi in genere,di ogni sesso e categoria. Questo nuovo indirizzo delle politiche sicuritariefinisce col tradursi in repressione di tutto ciò agli occhi del mondostabilizzato, e secondo la discrezionalità dei singoli operatori di PubblicaSicurezza (e dei vari attori delle politiche sociali), possa produrredisordine, destabilizzazione, devianza rispetto all'ordine costituito:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;[...]il controllo diviene in un certo senso fine a sestesso, autoreferenziale: perde ogni caratterizzazione disciplinare, cessa cioèdi essere uno strumento di trasformazione dei soggetti. Dall'altra si produceuno spostamento del controllo: quest'ultimo fuoriesce dal carcere come luogospecifico, disperdendosi nell'ambiente urbano e metropolitano.16&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La discrezionalità nel controllo sociale implica pregiudiziche possono sfociare in fenomeni di classismo e razzismo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Andando al singolo operatore di pubblica sicurezza, egli puòoptare per metodi di intervento non commisurati all'effetto che smira adottenere, con azioni che fanno della violenza e della brutalità le armipossibili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In altri termini, trasferire la valutazione del potenziale“criminale” dal singolo individuo ad intere fasce sociali, è un approccioquantomeno grossolano e può arrivare a ledere i diritti più elementari; sitende a non distinguere più e a pescare nel mucchio e, aspetto ancor piùpreoccupante, si tende a ripristinare il vecchio concetto ottocentesco di“classe pericolosa”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Secondo il legislatore ottocentesco e secondo il dirittopre-liberale (prima dello Stato di diritto), « la classe pericolosa eracostituita da quei soggetti che pur senza commettere reati, costituivano unfattore di disordine sociale. Dal sovversivo al mendicante, dall'anarchico al senzafissa dimora».17 &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Questa è un'impostazione pre-liberale, perché lo stato didiritto – garantista - ha oggi il divieto di sanzionare qualcuno in ragione delproprio stato esistenziale, ed ha facoltà di sanzionare esclusivamente chicommetta atti lesivi di un terzo. Oggi classe pericolosa è il migrante, ilbarbone, il malato di mente che gira per strada, il cittadino che precipitanella scala sociale, la ragazza madre, il clandestino: persone innocenti vistedall'ordine costituito come minacciose e pertanto possibili vittimedell'arbitrio punitivo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Prendiamo un pusher di strada nero, disoccupato,frequentatore di bische clandestine, consumatore a sua volta di sostanzestupefacenti; ha abbandonato la moglie e frequenta altri spacciatori, èpericoloso e merita una punizione esemplare. Appartiene sicuramente ad unaclasse pericolosa; poco importa se, soggettivamente, sia o no pericoloso.Immaginiamo adesso un ricco imprenditore della City di Londra, bianco,frequentatore del Rotary Club locale, che usa e spaccia cocaina nel proprioattico, magari in compagnia della moglie e degli amici del club. Costui nonsarà pericoloso[...]appartiene ad una classe non pericolosa; anche qui, pocoimporta se egli sia o no individualmente pericoloso.18&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nel praticare il controllo, il potere getta via la mascherae rinuncia all'eguaglianza, privilegiando ove possibile dinamiche didiscriminazione. Si tratta di un potere che raccoglie ed interpreta la domandadi sicurezza proveniente da ampie fasce della società civile, che percepisconocome minaccia ogni forma di diversità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;È la logica dell'esclusione che crea discriminazione, è ilsenso del diverso che genera violenza. Il migrante è diverso e va escluso, senon eliminato. I tossicodipendenti, i piccoli delinquenti di quartiere, inomadi, i poveri, restituiscono un'immagine della società poco rassicurante edalimentano tensioni sociali, squilibri, distanze incolmabili che possono essereannullate solo applicando una disciplina ferrea e coercitiva. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;È innegabile che il controllo si applichi maggiormente suquelle categorie di soggetti considerate a rischio, e ciò vale non solonell'esercizio della pubblica sicurezza, ma anche in altri ambiti comel'assistenza sociale, la psichiatria, l'immigrazione, le tossicodipendenze: nonriabilitazione, ma repressione o come minimo un'errata interpretazione deibisogni del singolo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Come si gestisce una tale condizione di disordine pubblicopermanente? Come si vive in questa quotidiana fabbrica di paura nei confrontidel diverso? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Le FF.OO. si trovano in mezzo ad un fuoco incrociato. Laloro presenza capillare sul territorio, con i relativi compiti di tutela dellalegalità, è la risposta più immediata e visibile alla pressante domanda disicurezza. Ed è questo il punto più delicato di tutto il problema. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Lungi dal voler affermare che le Forze di Polizia altro nonsiano che il braccio armato della repressione – sarebbe ridicolaun'affermazione del genere - bisogna considerare quale ruolo esse ricoprano inun equilibrio sociale così delicato, potenzialmente esplosivo. Le FF.OO.dovrebbero porsi, in teoria, come agenti di mediazione in situazioni diconflitto sociale; però i fatti che in seguito racconteremo dimostrano che nonsempre le istituzioni si rivelano all'altezza di un compito così delicato. Coloroche sono morti nelle mani di poliziotti e carabinieri in seguito a percosse,gravi lesioni, pestaggi, provenivano quasi sempre da classi socialisvantaggiate. Riccardo Rasman era affetto da una grave forma di schizofrenia,ed era in cura presso un centro di igiene mentale a Trieste. Stefano Cucchispacciava droga ed aveva un passato da tossicodipendente acuto. StefanoBrunetti, oltre ad essere affetto da patologie gravi, aveva precedenti penaliper furto e piccolo spaccio, e viveva di espedienti. Giuseppe Turrisi era unclochard della stazione di Milano, ed è morto pestato da due agenti dellaPolizia Ferroviaria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In questi casi, come in tutti i casi simili, i poliziotticolpevoli di tali crimini - processati o in procinto di esserlo, condannati omeno - non hanno agito da mediatori nello scontro ideale tra la presuntasocietà alta, poco incline alla tolleranza, e la società bassa; piuttosto hannofunzionato da braccio violento della legge contro ciò che rappresentava unaminaccia o un fattore di squilibrio rispetto all'ordine costituito. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;I risultati? Un tossico in meno, un malato di mente in meno,un barbone in meno, passi avanti nel ripristino dell'ordine sociale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ecco quindi che le dinamiche di esclusione/inclusionedegenerano in episodi di eccezionale violenza e gravità, quando a mediarle sitrovano soggetti che indossano la divisa senza un'adeguata preparazione, senzacultura né morale interiore, senza addestramento e, va detto, mentalmenteinstabili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La disfunzione però va ricercata all'origine: non dovrebbeessere compito delle forze di polizia fungere di volta in volta da assistentisociali, infermieri, sociologi o mediatori culturali, nonostante la routinelavorativa quotidiana richieda, a seconda dei casi, di ricoprire uno di questiruoli, se non tutti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Un altra problematica è l'insicurezza percepita, che a voltesfibra nella paranoia vera e propria, quella metropolitana, da film noir, chefa vedere rischi e pericoli ovunque e che genera esigenze sicuritarie nonrispondenti ad un reale senso di minaccia, quanto ad una diffusa edinarrestabile paranoia collettiva:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;[La domanda di sicurezza] non si limita a segnalare un attoo un comportamento effettivamente delittuoso, ma esprime una richiesta dirassicurazione e talvolta una sollecitazione ad un'azione di polizia orientataall'instaurazione dell'ordine sociale auspicato dal richiedente[...]Larichiesta di certi cittadini è a volte esplicitamente una richiesta repressivaesagerata rispetto a comportamenti che certo possono dare fastidio, ma non sononeanche reati; l'intervento di polizia che si auspica è quello che si traducein arresto e se non ci sono gli estremi si arriva a pretendere che siinventino.19&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Questo clima di «paranoia metropolitana interclassista»,produce anche frutti avvelenati come la partecipazione diretta del cittadino,che spesso vuole contribuire in prima persona al sistema del controllo e, incasi estremi, al sistema punitivo. È quella partecipazione diretta delcittadino auspicata dai settori più democratizzati della polizia, ma che spessodeprava in giustizia fai-da-te. Un esempio su tutti, il business dellasicurezza privata che si trova spesso a sovrapporsi alla sicurezzaistituzionale, con risultati spesso disastrosi. O le fallimentari ronde padane;o ancora, le varie strategie di controllo che coinvolgono gli abitanti di unquartiere nell'attività di sorveglianza delle strade, dei vicini, dei giardinipubblici e quant'altro, sul modello anglosassone del neighborhood watch. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Foucault afferma che « l'azi
