25 febbraio 2014

La Direzione nazionale di Rifondazione Comunista riunita per discutere delle elezioni europee, ribadisce che la partecipazione alla Lista Tsipras è vincolata all’esito della consultazione in corso delle iscritte e degli iscritti al Prc, secondo quanto deliberato dal congresso di Perugia. Riteniamo infatti che la scelta della partecipazione e della democrazia sia costitutiva del nostro modo di essere e del nostro agire e decidere come Partito.

Elezioni europee, il documento della Direzione Nazionale del Prc
 

La Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea esprime la sua approvazione e soddisfazione per il realizzarsi nel nostro paese della costruzione di una lista unitaria per le prossime elezioni europee che sostiene la candidatura di Alexis Tsipras a Presidente della commissione europea.
Alexis Tsipras è un nostro compagno, è la candidatura espressa dal Partito della Sinistra Europea e da Rifondazione Comunista. Essa è il frutto della decisione del Partito della sinistra europea di esprimere un chiaro punto di vista alternativo, in Europa, alle forze politiche come socialisti, popolari e liberali europei che hanno fin qui sostenuto l’austerità e le politiche neoliberiste, una costruzione dell’UE a-democratica e distruttrice dei diritti sociali. Una candidatura della sinistra radicale europea che è stata capace, nel nostro paese, di raccogliere vasti consensi, anche in aree molto diverse, e che ha portato Sel a rivedere la sua impostazione di sostegno al candidato del socialismo europeo Schultz. Si tratta di un successo della linea politica di Rifondazione Comunista e della Sinistra Europea. Va ribadito il profilo della candidatura di Alexis Tsipras: Syriza è in Grecia un Partito nato dall’aggregazione di 13 diverse formazioni politiche di ispirazione comunista, socialista di sinistra, ecologiste e democratiche nazionali, che è diventata attore principale del panorama politico greco grazie alla sua ferma e netta opposizione alle politiche di austerità imposte dalla Troika, alle forze politiche come Pasok e Neo Democratia che, avallando le imposizioni del memorandum, hanno prodotto un disastro umanitario e sociale senza precedenti, portando il paese in un baratro. La sua forza è nata dal conflitto sociale e di classe che in quel paese si è opposto e continua ad opporsi ai diktat del’Unione Europea. Il suo carattere di sinistra radicale e di classe è, in questo senso, netto ed inequivoco. La Grecia ha rappresentato la cavia su cui sperimentare le politiche che man mano si sono esportate negli altri paesi della periferia europea colpiti dalla crisi. Syriza una risposta di classe e di sinistra di uscita dalla crisi, la Grecia il punto più avanzato in Europa, dove si può produrre una rottura politica con i governi complici dell’austerità. Un’esperienza che, per avere successo, non può essere lasciata sola, che va rafforzata anche con questo voto europeo.
Il senso della candidatura di Tsipras ha l’ambizione, per il Partito della Sinistra Europea, di rilanciare la sfida per l’egemonia con le forze della sinistra moderata corresponsabili delle politiche neoliberiste in tutta Europa, per cambiare i rapporti di forza politici che hanno fin qui determinato l’affermarsi delle grandi coalizioni. Votare per Tsipras è un voto per un’alternativa di sinistra all’austerità, il voto per Schultz, Junker e gli altri candidati un voto per la continuità e lo status quo, per le forze responsabili della crisi.
Il percorso italiano ha avuto una sua particolarità, con il ruolo giocato dall’appello dei sei promotori lanciato da Micromega per la creazione della lista. Un percorso che ha visto delle criticità che non vanno taciute, quali la decisone sul simbolo, il percorso centralizzato della sua creazione, gli accenti anti-partitisti, ma che ha anche avuto il merito di aprire alla possibilità di una lista unitaria. La lista ad oggi si distingue per una posizione politica anti-neoliberista, ma non ancora come spazio pubblico per la creazione di un soggettività nuova della sinistra di alternativa. Occorre lavorare perché possa diventarlo, perché si avvii un percorso che sia rispettoso delle differenze e della pluralità dei soggetti in campo, e perché, all’interno della sua variegata composizione, si affermino le posizioni per la creazione, come accade nel resto d’Europa, di una soggettività politica della sinistra autonoma dalle forze di centrosinistra.
A tal fine, la Direzione nazionale del PRC dà mandato alla segreteria nazionale perché si sostengano nella composizione delle liste, e poi nella campagna elettorale, figure ed esperienze, a partire dagli iscritte-i al PRC, che condividano questo progetto politico, la creazione di un’alternativa di sinistra al neoliberismo e all’austerità anche nel nostro paese, una critica di classe e di sinistra a questa Unione Europea e al capitalismo.
La nascita del governo Renzi e il suo carattere nuovista sulla forma, ma continuista nelle politiche economiche e sociali, nel segno di un blairismo tardivo all’italiana, aprono gli spazi politici perché vi sia una affermazione della lista e perché venga messo all’ordine del giorno questo tema.
Ora occorre far si che si raggiungano le 150.000 firme necessarie alla presentazione e a garantire l’autonomia politica della lista. La sua nascita reale, non solo sulla carta. Si tratta di un obiettivo politico, non meramente organizzativo, di una parte della stessa campagna elettorale.
In Italia può affermarsi una lista di sinistra, antilberista, i cui eletti andranno nel gruppo indicato da Tsipras e che sostiene le posizioni del Partito della Sinistra Europea e del suo candidato a Presidente. Un fatto politico enorme, e che rappresenta il dato politico prevalente su cui ragionare. Senza questa possibilità, il nostro dibattito sarebbe stato ben altro. Per queste ragioni, la Direzione Nazionale del PRC invita i propri circoli, iscritti, ad attivarsi da subito per raccogliere le firme, per la formazione dei comitati unitari, per far vivere le ragioni programmatiche, di sinistra, della nostra battaglia in Italia e in Europa e per sostenere i propri candidati nelle liste. Le prossime elezioni europee sono una battaglia comune, che facciamo al fianco delle nostre compagne e compagni di tutta Europa, di Syriza, della Linke, del Front de Gauche, di Izquierda Unida, per dare il segnale netto del rifiuto dell’austerità e della possibilità di un’alternativa di sinistra alla grande coalizione delle banche che governa questa UE, di rimessa in discussione dei suoi equilibri politici e dei suoi trattati neoliberisti. Per l’altra Europa, quella sociale e dei popoli, del lavoro e della giustizia sociale, quella per cui da sempre ci battiamo insieme alle nostre compagne e ai nostri compagni di tutta Europa.

 
23/02/2014

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