4 febbraio 2014

Anche l'Unione Europea: Tav Torino-Lione a rischio infiltrazioni criminali. Il Rapporto UE parla di "Grandi opere di costruzione come quelle per la ricostruzione a l’Aquila dopo il terremoto del 2009, per l’Expo Milano 2015 o per la futura linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione sono viste, nella sfera pubblica, come particolarmente esposte al rischio di distrazione di fondi pubblici e infiltrazioni criminali. L’alta velocità è tra le opere infrastrutturali più costose e criticate per gli elevati costi unitari rispetto a opere simili. Secondo gli studi, l’alta velocità in Italia è costata 47,3 milioni di euro al chilometro nel tratto Roma-Napoli, 74 milioni di euro tra Torino e Novara, 79,5 milioni di euro tra Novara e Milano e 96,4 milioni di euro tra Bologna e Firenze, contro gli appena 10,2 milioni di euro al chilometro della Parigi-Lione, i 9,8 milioni di euro della Madrid-Siviglia e i 9,3 milioni di euro della Tokyo- Osaka. In totale il costo medio dell’alta velocità in Italia è stimato a 61 milioni di euro al chilometro75. Queste differenze di costo, di per sé poco probanti, possono rivelarsi però una spia, da verificare alla luce di altri indicatori, di un’eventuale cattiva gestione o di irregolarità delle gare per gli appalti pubblici."

Crisi, un paese fondato sulla criminalità organizzata

''L'economia sommersa e quella criminale hanno un fatturato valutabile nel suo complesso tra i 400 e i 500 miliardi di euro, pari a circa un terzo della ricchezza nazionale''. A lanciare l'allarme, sulla base di classificazioni dell'Onu e di Eurostat, e' il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, nel suo intervento al convegno ''Legalita' e buon funzionamento del sistema finanziario'', presso la Banca d'Italia. Dal punto di vista dei numeri Vietti non dice chissà quale strana verità. La cosa interessante, che nessun politico ha seriamente commentato è che lo dica un magistrato ancora in carica.

Lo stivale rovesciato
''Per avere immediata contezza dello stato patologico che ci affligge, e' sufficiente scorrere l'ultima Relazione della Direzione Nazionale Antimafia al Parlamento - ha detto Vietti - la verifica effettuata in ordine alle infiltrazioni delittuose nell'economia legale denuncia un livello di allarme prima mai raggiunto''. ''Le indagini preventive convergono nel riconoscimento di un'enorme area d'infiltrazione da parte della delinquenza organizzata nel tessuto economico, con modalita' molto piu' sofisticate del passato - ha osservato il vicepresidente del Csm - Oggi i soggetti criminali non operano piu' direttamente dell'economia ma si correlano tra loro, in una rete sofisticata d'intelligence strumentalizzando, tra l'altro, i canali messi a disposizione dal sistema bancario e finanziario''. Vietti ha poi fatto riferimento alla ''cosiddetta 'area grigia', inafferrabile nella composizione e nella funzionalita', costituita da professionisti, politici, imprenditori, burocrati''. ''L'illegalita' prospera proprio li' dove ci sono margini di profitto e flussi di credito e in qualche maniera avvantaggia addirittura la fluidificazione del denaro - ha ricordato - le segnalazioni di operazioni sospette, al 60,1 % provengono dall'Italia settentrionale, in testa Emilia Romagna e Lombardia, cioe' aree fiorenti nel business. Letta così tra le righe suona come un'accusa bella e buona al sistema del credito. Ma ovviamente non lo può dire parlando in casa dell"impiccato". L'estrema rarefazione del credito ma mettendo la criminalità organizzata nelle condizioni di gestire un mercato parallelo. Lì non ci sono tassi che tengano, perché il denaro è sempre fresco e sfrutta i canali del riciclaggio.


Expo e Tav
Gli ambiti segnalati dalla Dia in proposito, dalla Tav, alle opere connesse all'Expo 2015, sino agli interventi di ricostruzione post-sisma in Emilia Romagna, costituiscono emblematici esempi di questa fenomenologia di 'vampirismo' imprenditoriale''. A lanciare un allarme più o meno nella stessa direzione è stato anche il responsabile della Vigilanza della Banca d'Italia, Carmelo Barbagallo: "La diffusione di comportamenti illegali, crescente in tempi di crisi, alterando le condizioni di concorrenza - ha detto - e i meccanismi fisiologici di allocazione delle risorse incide sul corretto funzionamento dei mercati con riflessi sulla stabilita' ed efficienza complessive". Secondo Barbagallo "questi fenomeni impattano pesantemente sul sistema economico-sociale e causano un danno d'immagine all'intero Paese". Per l'alto dirigente di via Nazionale, "un'economia moderna richiede l'affermazione del valore della legalita' attraverso regole certe e di elevata qualita' e mediante una solida e convinta azione di enforcement".

 
Fabio Sebastiani
04/02/2014 www.controlacrisi.org

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