29 gennaio 2014

Dove sono gli ipocriti, politici, sindacalisti e giornalisti, che sostenevano la bontà delle scelte della Fiat mentre la FIOM, i sindacati di base e i comunisti lottavano contro il massacro dei lavoratori? Pavidi e meschini!

Fiat, via da Torino con il vergognoso beneplacito di Fassino-Chiamparino & C.

"A Torino siamo in presenza più che ad una classe politica e di governo a degli struzzi che non sanno o fanno finta di non vedere la realtà. Non si può derubricare lo spostamento all'estero della sede legale (e fiscale) Fiat, dopo la fusione intervenuta con Crysler, a mero "vulnus simbolico" tale da non incidere minimamente sulle prospettive di tenuta aziendale, produttiva e occupazionale per quanto riguarda Torino e il resto del Paese. Questo il punto di vista di Piero Fassino e Sergio Chiamparino che parlano anche di "nuove opportunità".
Già di per sè l'operazione di fusione Fiat Crysler è segnata da una prevalente visone finanziaria, di massimizzazione dei rendimenti finanziari e del valore di mercato dell'impresa più che da una strategia di effettivo rilancio industriale. Ancor più per Torino e il nostro Paese questa idea di rilancio non esiste se non nella testa di Fassino e Chiamparino che ancora una volta rassicurano sugli intenti di Marchionne di "mantenere le attuali presenze produttive nell'area torinese". Questi intenti sono riferiti a poche produzioni e modelli che non sono certo in grado di prospettare non dico una ripresa ma anche semplicemente una tenuta delle attuali condizioni di produzione e di occupazione.
La verità è che per anni ci hanno raccontato un fracco di frottole su una idea di rilancio della Fiat che aveva come prerequisito l'attacco all'occupazione e ai diritti dei lavoratori. Complice di queste frottole una classe politica subalterna o asservita agli interessi Fiat.
In un'intervista di oggi a un quotidiano torinese Chiamparino parla senza pudore e senza vergogna dei suoi incontri conviviali e delle sue partite a scopone, di quando era sindaco, con Marchionne. Partite a scopone che, annota il cronista, "aiutavano la condivisione dei problemi che toccavano certamente il primo gruppo industriale ma anche Torino". Quale migliore immagine per dire che Marchionne e Chiamparino & C. in fondo sono due facce della stessa medaglia. Due forme di potere e di governo piegate all'interesse d'impresa, del profitto e della finanza che hanno la responsabilità di aver condiviso e portato avanti politiche di spoliazione di attività industriali, di diritti del lavoro, di occupazione".
 
Ezio Locatelli 
Segretario Rifondazione Comunista Torino
29/01/2014

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