11 novembre 2013

Paolo Ferrero: Sciopero generale in Grecia, quando in Italia? I sindacati dei lavoratori e delle lavoratrici in Grecia hanno proclamato lo sciopero generale per protestare contro le politiche di austerità che stanno strangolando il paese. Che cosa deve ancora succedere in Italia perché Cgil, Cisl e Uil proclamino un vero sciopero generale di 8 ore con manifestazione nazionale a Roma contro le politiche del governo Letta? I banchieri sono ben difesi. Gli evasori altrettanto. I ricchi in generale non vengono toccati. Ma chi li difende i lavoratori se il sindacato non fa il suo mestiere?

Sciopero Cgil-Cisl-Uil del 13 novembre: ma solo per dire che esistono

La credibilità della linea sindacale interconfederale, e dei gruppi dirigenti che la promuovono, è veramente ai minimi termini: già dimenticandosi della resa incondizionata davanti al massacro Monti-Fornero che non è servito ad alcun rilancio e sviluppo, se non ad alimentare disagi e povertà, ora i nostri si svegliano per una legge di stabilità da correggere, e per cui, come ultima espressione di una politica che sempre picchia in basso, ce la dovremmo cavare con 4 ore di sciopero! Non serve essere particolari fans dei sindacati di base per dire che almeno loro, con il 18 ottobre sommato poi ai movimenti il giorno dopo, hanno dato un serio segnale di mobilitazione, su di una piattaforma necessariamente ampia, che però a questo punto chiede - se non urla - una stagione di lotta commisurata ad una devastante austerity fatta su misura e ordine dei capitalisti di destra o (strafinta) sinistra !!
In una fase come quella attuale, con frotte di lavoratori e lavoratrici già alle prese con ammortizzatori sociali – tra l’altro pure quelli in via di dismissione ! – e ristrutturazioni, lo sciopero ha una miriade di ragioni per essere proclamato e fatto…, ma se non porta in prospettiva una lotta certa e duratura, nessun potere come quelli che guidano ormai questa assurda maggioranza di governo potrà farsene più d’un baffo…, esattamente come Montinator a fine 2011 che si strofinò letteralmente le mani davanti all’inutilissimo, ancorchè isolato, sciopero di 3 ore a dicembre (tutto lì!!), proclamato dai confederali come risposta alla cancellazione delle pensioni di anzianità!!
Di questa continua e sofferta differenza di priorità tra quel che serve a lavoratori e lavoratrici e ciò che fanno le confederazioni in questa forma spot, veramente non se ne può più! Su tutto, una partita fondamentale quale quella degli assetti contrattuali, dove per una seria difesa delle prerogative del Ccnl c’è chi è stato a decine d’ore in sciopero continuato per difendere l’applicazione di un impianto già votato dai mandanti e ratificato, e chi va dritto alla firma di un accordo – 28 giugno 2011– accordando le derogabilità ai Ccnl e in barba a qualsiasi percorso democratico di confronto con la base! E' evidente, solo a riferirsi alla rivalutazione delle pensioni in piattaforma del 13, l'ipocrisia che avvolge la linea strategica confederale: chi si è scordato del nulla sindacale contrapposto alla peggiore controriforma delle pensioni nel dicembre 2011??
Crediamo fermamente che questa condotta sindacale porti a ben poche sicurezze di risultato, bensì alimenti certezze di condizionamento con il quadro partitico-politico che pare davvero – quello sì – il vero referente.., altro che i lavoratori e le lavoratrici!
Lo strumento dello sciopero di 4 ore del 13 in un contesto socio-politico come quello attuale è del tutto inadeguato e appare davvero una trovata a mò di ricorrenza come per i santi patroni, con organizzazioni sempre più inutili alla originaria causa che tentano di garantirsi visibilità e utilità già ben appannate, senza troppo disturbare amici, mezzi amici o ex colleghi ora al governo. Siccome siamo convinti che di motivi per scioperare ce n'è a bizzeffe sul piano nazionale, e non solo per la legge di stabilità, come Rsu Perini aderiamo alle 4 ore di astensione articolandole alle ultime 4 di ogni turno di mercoledì 13 - o ultime due se part-time – senza premure di partecipazione al presidio in città; siamo altrettanto convinti che per metodi, forme e frequenze, una mobilitazione rende ai lavoratori e lavoratrici se altra marcia prenderà, con tutti e tutte coloro che condividono una credibile opposizione a questa austerity scaricata verso il basso senza scrupoli !

Rsu Perini, Lucca
11/11/2013 www.liberazione.it

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