21 settembre 2013

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, non ci sta e prende le difese di Rodotà: vergognosamente attaccato da Alfano.

Rodotà è contro la Tav, Pd e Pdl quasi lo accusano di terrorismo. Ferrero: Basta stravolgere le parole e fare associazioni impossibili

Rodotà è contro la Tav. Lo è sempre stato perché ritenuta un'opera inutile e dannosa. Inoltre, il costituzionalista giudica gli atti come la lettera delle nuove Brigate Rosse "deprecabili, ma comprensibili e non devono contribuire a derubricare la realizzazione dell’opera a una mera questione di ordine pubblico". L'ex candidato alla Presidenza della repubblica ha anche precisato il suo punto di vista e cioè che le parole usate dalle nuove Br "non sono “comprensibili” nel senso che siano giustificabili in alcun modo; significa invece che purtroppo esiste ancora qualche persona che continua a usare un linguaggio pericoloso e inaccettabile". Poi torna sull'inutilità dell'opera, che poco ha a che fare con qualsiasi questione di ordine pubblico: "In Italia - ha affermato Rodotà - dovremmo prendere atto di quanto stia avvenendo a livello internazionale e riaprire una riflessione politica più ampia sull’infrastruttura, a maggior ragione in un momento di fibrillazione sociale molto forte, in cui non sarebbe giustificabile un impiego consistente di capitali in un’impresa che rischia di rimanere sospesa». Secondo Rodotà, il decreto con cui la Francia ha dichiarato di pubblica utilità alcuni lavori del cantiere Tav, senza però dare certezze sullo stanziamento finanziario per l’opera è «un sostanziale rinvio della Torino - Lione, che può apparire come una rinuncia a costruire la parte francese della linea".

Insomma, Rodotà spiega bene il suo pensiero, che non ha nulla a che fare con violenza e terrorismo. Ma per il ministro degli interni Angelino Alfano le parole di Rodotà "sono gravissime, inquietanti. Le condanno duramente, mi auguro che le rettifichi". "Mi chiedo - ha detto il ministro dell’Interno - se non ci sia da temere per il ritorno dei cattivi maestri". Addirittura per Alfano la dichiarazione di Rodotà "se fosse confermata sarebbe sconvolgente". "Mi pare intollerabile - ha aggiunto - che un candidato alla presidenza della Repubblica abbia potuto dire questo mentre i nostri poliziotti sono impegnati a proteggere il cantiere e mentre i lavoranti delle ditte sono lì a rischiare la vita". "Non possiamo dare un millimetro di vantaggio - ha detto il ministro - alle Nuove Br". Alfano ha assicurato che "lo Stato farà il proprio mestiere fino in fondo" e ha ricordato che è stato raddoppiato il contingente di uomini. "Pensiamo che le parole in questi momenti - ha concluso - pesino come pietre e che non si possano sbagliare le parole".

L’ex candidato Presidente della Repubblica risponde poco dopo, parlando di "strumentalizzazione": "Sono parole ‘inaccettabili’ quelle delle nuove Br contro la Tav, ma trovo comunque anche inaccettabile che venga strumentalizzata dal ministro una dichiarazione che registrava un drammatico dato di realtà, trasformandola in una forma diretta o indiretta di giustificazione di quelle posizioni".

Ma la cosa preoccupante è che anche il Pd si mette contro Rodotà. "Rodotà ci ripensi", ha scritto in una nota Emanuele Fiano, presidente forum Sicurezza e Difesa del Partito Democratico, "e corregga le sue parole. Se il suo pronunciamento è vero, allora ha commesso un errore gravissimo. Niente di ciò che dicono i terroristi delle Brigate Rosse può essere comprensibile. La storia delle Br ce lo ha insegnato e ce lo dicono le decine e decine di vittime innocenti, tra i magistrati, gli operai, i semplici cittadini, le forze dell’ordine. Nessuna comprensione è possibile per ciò che viene dall’ideologia di morte dei brigatisti. Per questo, a Stefano Rodotà diciamo che continueremo a difendere il diritto al dissenso democratico e pacifico, ma nessuno potrà mai portarci a considerare ammissibile la violenza. Chi non accetta questo ragionamento, la legittima".

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, non ci sta e prende le difese di Rodotà: "Voglio esprimere la mia solidarietà a Stefano Rodotà, vergognosamente attaccato da Alfano. Alfano stravolge le parole di Rodotà al fine di scatenare una nuova caccia alle streghe. La cosa preoccupante è che il ministro degli Interni utilizzi pretestuosamente le deliranti parole dei terroristi per infangare una persona come Rodotà e il Movimento NO TAV".


21/09/2013    www.controlacrisi.org

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