25 agosto 2013

Lavoro x tutt@, la campagna sul lavoro di Rifondazione Comunista

 
Un autunno ‘bollente’. Lavoro x tutt@, a settembre parte la raccolta firme.


Proponiamo un PIANO PER IL LAVORO che crei almeno 1 milione e mezzo di posti di lavoro: investendo in politiche industriali che riqualifichino le produzioni e le rendano ecologicamente sostenibili, nel risparmio energetico e le rinnovabili, nell’agricoltura di qualità, nella messa in sicurezza dal rischio idrogeologico e sismico, nella cultura e nella manutenzione del patrimonio artistico, nel diritto alla salute e nella diminuzione delle liste d’attesa, in un piano per creare asili nido e riqualificare scuola, università e ricerca. Riducendo l’orario di lavoro e cancellando la controriforma della pensioni.

chi+ha+paghi

Oggi in Italia l’1% delle famiglie possiede una ricchezza pari a quello del 60% meno abbiente: oltre 5 milioni di patrimonio a famiglia mentre 9 milioni e mezzo di persone sono sotto la soglia di povertà. Per questo vogliamo sostituire l’IMU con una patrimoniale sulle grandi ricchezze sopra gli 800.000 euro, mettere un tetto a pensioni e stipendi, aumentare le tasse sulle rendite finanziarie e diminuirle per i lavoratori e i redditi bassi, colpire la grande evasione fiscale e istituire il reddito minimo. Tagliamo le spese militari, dagli F35 e all’Afghanistan, la TAV in Val Susa e le grandi opere inutili.

disobbedire all’europa

Dall’inizio della crisi i paesi l’Europa ha finanziato le banche e gli speculatori con soldi dei lavoratori e delle lavoratrici e con quelli sottratti alla spesa sociale. Questa politica europea aggrava la crisi e ha trasformato l’Italia in un potettorato tedesco. Occorre cambiare strada e per questo è necessario che l’Italia la smetta di applicare i trattati europei che distruggono la nostra economia, a partire dal Fiscal Compact. Invece di fare i servi della Merkel occorre riprendere la sovranità sulla nostra economia disobbedendo alle follie di Bruxelles: vogliamo che sul Fiscal Compact e i trattati internazionali decidano i cittadini con il referedum.

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