27 agosto 2013

Intanto per i precari della pubblica ammininistrazione c'è il rischio di licenziamenti di massa. La soluzione individuata dal Governo che prevede la possibilita' di bandire concorsi pubblici a titoli ed esami con riserva del 50% dei posti per i lavoratori che abbiano maturato almeno tre anni di contratti a tempo determinato nella pubblica amministrazione e' una beffa che, oltre a non dare alcuna garanzia di stabilizzazione del rapporto di lavoro, potra' coinvolgere solo una parte dei precari della P.a''.

Parlano di tutto meno che dei problemi della gente

La “politica” dei partiti presenti in parlamento parla altra lingua da quella compresa dalla gente comune e soprattutto parla di temi che sono lontani milioni di chilometri dalle esigenze e dai bisogni di milioni di donne e di uomini di questo paese.
Mentre le politiche del governo Napolitano-Letta, dettate dalla Comunità europea, dalla BCE e dal FMI, si stanno dispiegando in piena continuità con quelle del governo Napolitano-Monti, si parla dei problemi del condannato Berlusconi, della riforma della legge elettorale, di quella della giustizia o se far pagare o meno l'IMU ai possessori di ville e castelli.
La legge elettorale fatta su misura per far vincere chi non ha vinto è la stessa che nell'ambito del lavoro assegna un ruolo di monopolio a cgilcisluilugl.
Una “riforma” della giustizia che bastoni quei magistrati che fanno il loro dovere e regali a Berlusconi e similari il salvacondotto per poter continuare a “non fare” politica.
Una tassazione sulla casa che premia i ricchi che rappresenta uno schiaffo a chi non riesce neanche a pagare l'affitto o il mutuo.
Tutto ciò mentre si applicano le politiche di austerità, di taglio ai posti di lavoro, ai salari, alle pensioni, allo stato sociale, si privatizza tutto e non si investe nulla in lavoro ed occupazione.
Ma alla gente comune che non riesce ad arrivare alla terza settimana del mese, che è stata licenziata o non riesce a trovare un posto di lavoro, quanto può interessare se Berlusconi potrà ripresentarsi o meno alle prossime elezioni? Nulla!
La politica parla una diversa lingua dalla gente e allora è necessario che la gente si faccia sentire con la sola lingua che conosce la politica.
Scendere in piazza, scioperare, protestare, produrre conflitto sociale, costruire dissenso organizzato: questo è quello che si deve fare senza esitazione alcuna. Costruire un autunno bollente che veda nello sciopero generale del 18 ottobre e nella settimana di mobilitazione che lo accompagnerà e terminerà con la manifestazione nazionale per il diritto all'abitare del 19 ottobre, un passaggio fondamentale per costruire quell'alternativa sociale e sindacale che serve per cambiare veramente le cose.
Su questo USB sta impegnando l'intera organizzazione e tutti i suoi militanti e lavorerà intensamente sui territori già dai prossimi giorni di settembre.
 
26/08/2013

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