14 luglio 2013

Uno sciopero dei medici e dei dirigenti sanitari? Buona cosa ma in colpevole ritardo e contradittorio di fronte al silenzio ipocrita sui massacri dei servizi ospedalieri e territoriali, e degli operatori del comparto. Senza citare i comportamenti professionali di molti medici e la complicità silente della dirigenza sanitaria nella gestione delle politiche privatistiche delle giunte regionali e dei manager. Il massacro della sanità pubblica si ferma solo con atti coerenti e lotta unitaria di tutte le professionalità. (redazione Lavoro e Salute)

Sanità, da lunedì parte la mobilitazione negli ospedali: il 22 sciopero generale

Lunedì primo assaggio dello sciopero nazionale della sanità indetto per il prossimo 22 luglio da diciotto sigle sindacali. La protesta coinvolge oltre 115 mila medici e veterinari insieme ai 20 mila dirigenti sanitari, amministrativi, tecnici e professionali. Lunedì sono previste per tutta la giornata assemblee in ospedali e luoghi di lavoro nei principali capoluoghi di provincia.
I motivi dello protesta sono riassunti in 8 punti: difesa di un sistema sanitario pubblico e nazionale; stabilizzazione dei precari e l'occupazione dei giovani; riforma della formazione medica pre e post laurea; legge specifica sulla responsabilità professionale; diritto a contratti e convenzioni ed il ripristino delle prerogative sindacali; un sistema di emergenza urgenza efficace, dignitoso, sicuro; definizione di livelli essenziali organizzativi; una progressione di carriera sottratta alla politica e ai tagli lineari.
Le sigle aderenti allo sciopero (Anaao Assomed, Cimo Asmd, Aaroi Emac, Fp Cgil Medici, Fvm Fassid, Cisl Medici, Fesmed, Anpo Ascoti Fials Medici, Uil Fpl Medici, Sds Snabi, Aupi, Fp Cgil Spta, Uil Fpl Spta, Sinafo, Fedir Sanita', Sidiriss, Ugl Medici e Federspecializzandi) nei giorni scorsi hanno inviato una lettera aperta al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, chiedendole di "non ignorare la protesta", ma di sforzarsi "a ricercare in ogni sede possibili soluzioni che arrestino la deriva regressiva del sistema". Secondo i medici, infatti, "i provvedimenti legislativi ed economici che a più riprese hanno interessato la sanità italiana in questi ultimi anni, fondati essenzialmente su tagli lineari della spesa sanitaria, hanno provocato pesanti ripercussioni sul sistema dell'offerta dei servizi, minacciando l'erogazione stessa dei livelli essenziali di assistenza".

Fabrizio Salvatori 

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