21 luglio 2013

Nel ribadire la nostra solidarietà e il nostro sostegno alla protesta No Tav e alla popolazione in lotta della Valdisusa annunciamo la partecipazione di Rifondazione Comunista alla marcia popolare che si terrà sabato 27 luglio, ore 14, da Giaglione a Chiomonte e la nostra disponibilità ad affiancare i sindaci che intendono varcare la zona rossa".

No Tav, violenti scontri a Chiomonte.
Locatelli (Prc): il 27 luglio con i sindaci contro i veri "delinquenti"

Notte di scontri in valle di Susa con feriti e arrestati. L'autostrada A32 Torino-Bardonecchia è stata bloccata per ore a causa di un incendio. Il tentativo di superare le recinzioni del cantiere, condotto da circa 250 attivisti No Tav al sito di interesse strategico nazionale di Chiomonte, ha avuto come esito un duro scontro con la politiza. Il tutto è iniziato attorno a mezzanotte e si è protratto per oltre un'ora e mezza. I manifestanti si sono poi dispersi tra la boscaglia. 

Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino, è intervenuto sulla vicenda: "In relazione agli scontri di questa notte avvenuti presso le reti del cantiere di Chiomonte è’ perfettamente inutile che si levino invettive e richieste di ulteriori misure repressive nei confronti dei No Tav. Queste invettive lasciano il tempo che trovano, semmai sono il segno di un’inguaribile forma di ottusità politica. Fintanto che governo e potentati locali non recederanno dalla scelta, manu militari, di realizzare un’opera dissennata, palesemente rivolta a foraggiare interessi affaristici contro gli interessi di una intera comunità, è davvero impensabile che si arrivi a qualche forma di pacificazione. L’unica possibilità è rimettere in discussione (come si sta facendo in Francia) un progetto assurdo, privo di ragioni di essere, e liberare il territorio da una occupazione militare e divieti vari lesivi dei diritti di una comunità.
20/7/2013
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LA DISINFORMAZIONE? ECCO UN ECCO UN ESEMPIO LAMPANTE

In Val di Susa c'è la guerra... si a chi la spara e la scrive più grossa

Ormai è prassi, e tra le strategie messe in campo per indebolire il movimento notav, l’informazione gioca un ruolo fondamentale. Lo hanno capito bene dalle parti della Questura, dove ormai lavora a pieno regime un ufficio stampa che dirama comunicati minuziosi già pronti per la pubblicazione sui siti e sulla carta stampata dei giornali.

Lo hanno capito bene alcuni “giornalisti”, a cui basta copiare e incollare due o tre comunicati, e non devono neanche perdere tempo a scrivere l’articolo. Lo ha capito bene qualche Senatore in cerca di continua pubblicità e qualche sindacalista poliziotto che cerca una poltrona alle prossime elezioni.

Chi lo ha capito bene però sono quei “giornalisti” che amano alimentare la boutade, gonfiandola ad uso e consumo non solo proprio, ma al servizio della lobby del Tav. E così via, la gara a chi la spara più grossa diventa la guerra che c’è in Valsusa, dove, le azioni dirette al danneggiamento del cantiere proseguono da tempo.

Se viene danneggiato un generatore si parla di tentato omicidio, un fuoco d’artificio diventa una specie di bazooka e poi l’obbiettivo è sempre quello di fare il morto, a dir loro.

Eppure ci sono pure dei video che testimoniano le cose di cui poi si parla, questo ricevuto anonimamente dal nostro sito che presenta il punto di vista di chi era li quella notte, e questo girato da La Stampa dove non sembra che gli agenti siano così scioccati come sostengono i giornali.
Ma tutto vale, magari per oscurare (come per’altro è già avvenuto da parte di Stampa e Repubblica ad esempio) della scandalosa richiesta di archiviazione per i fatti portati alla luce dall’operazione Hunter sulle brutalità della polizia; oppure per coprire le notizie che arrivano dalla Francia che non sono così rosee per i pro tav.
Triste refrain insomma a cui siamo abituati, come siamo abituati alle dichiarazioni del genere:”Non possiamo più accettare questa situazione e non tolleriamo più il silenzio delle istituzioni e di chi ha l’obbligo di prendere delle decisioni. Bisogna militarizzare l’area, inviare l’esercito e fare pulizia di campeggi e presidi dei No Tav violenti che infestano la valle[...], afferma Nicola Tanzi, segretario generale Sap.

Ora si procede per il reato di armi da guerra, perchè sul tavolo della conferenza stampa in questura appaiono delle bottiglie, come avviene dal 2001 in tutti i mesi di luglio.
 
La guerra però è tra chi la spara più grossa e tenta di batterci con altri mezzi rispetto a quelli fin qui utilizzati che evidentemente non hanno dato i frutti sperati, quindi sotto a magistrati e poliziotti.
Il movimento notav fa la sua parte, quella che deve fare, dando battaglia con metodo.
14/7/22013 fonte: notav.info

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