4 luglio 2013

Gli USA ci spiano, nonostante occupino pezzi di territorio italiano? Ai servi la cosa non dà fastidio, l'importante è riconfermare la loro fedeltà al padrone. Ancora calpestata la Costituzione italiana, senza soluzione di continuità, nella politica interna e in quella estera


Il diniego italiano al sorvolo dell'aereo di Morales: un atto di vergognosa sudditanza agli Usa

Con quali parole si può definire il vergognoso rifiuto dei paesi europei di accogliere l’aereo presidenziale boliviano, con a bordo Evo Morales, nel proprio territorio e il divieto di sorvolo da essi emanato nei suoi confronti? L’unica definizione possibile è quella di un atto di pirateria internazionale, un sequestro di persona di fatto, agito nei confronti di un legittimo capo di stato di uno stato sovrano ad opera di paesi che ancora oggi non hanno dato spiegazione alcuna sull’inaudita decisione.
Per negare l’utilizzo dello spazio aereo per sorvolo ed atterraggio, deve esserci una ragione plausibile. Qualcosa che giustifichi una misura prevista solo in situazioni estreme e di emergenza. Ovvero nel caso venisse ravvisato un pericolo per la sicurezza nazionale degli stati in questione. La bugia inoltrata dagli Stati Uniti secondo cui a bordo dell’aereo presidenziale boliviano si trovasse Snowden, l’ex agente Cia che ha rivelato come gli Usa spiino tutto il mondo, non è in alcun modo ragione sufficiente a negare ad un aereo presidenziale di sorvolare il proprio spazio aereo. Addirittura di negare la possibilità di un atterraggio necessario per questioni tecniche, ovvero il rifornimento, senza il quale l’aeromobile sarebbe rimasto senza carburante, schiantandosi. Il comportamento degli stati europei non è stato né di prudenza, né difensivo, ma un vero e proprio attentato alla sovranità di uno stato e all'incolumità del suo Presidente, per il solo sospetto di trasportare a bordo un richiedente asilo politico. Un atto vigliacco, di sudditanza agli Usa e alla Nato, di vergognosa e supina subordinazione agli Stati Uniti, paese che ci comanda e che ci spia.
La gravità dell’accaduto dipende anche da un’altra questione , su cui si fino ad oggi si è fatta poca chiarezza, e su cui sarebbe bene che qualcuno, nel Parlamento italiano, oltre ad occuparsi dei destini di Daniela Santanchè o delle beghe interne al Pd, chiedesse conto al governo bipartisan. Chi e perché ha deciso in Italia di negare l’autorizzazione al sorvolo? Come mai tutti i paesi Nato si sono allineati? Hanno deciso i governi o è stata la Nato a suggerire alle autorità dei paesi in questione di mettere in atto questa sconsiderata azione che, lo ricordiamo, ha messo in pericolo di vita Morales e tutti coloro che erano a bordo?
Lo chiediamo e continueremo a farlo. Quale livello politico del governo italiano è stato avvisato e ha avallato la decisione: il Ministero della difesa, quello degli esteri, la presidenza del consiglio, oppure è stata direttamente la Nato a dare l’ordine a cui si sono allineati i suoi membri?
Perché sarebbe quanto mai curioso che una decisione di questa portata sia stata presa da qualche oscuro o anonimo funzionario, senza che il governo italiano ne fosse al corrente. Noi crediamo che quanto sia accaduto non possa essere lasciato passare come un problema di secondo piano. E’ una questione che ha a che fare con la nostra sovranità, o meglio con quel poco che ne rimane.
Chi ha deciso, Letta, Bonino, Mauro? Se non loro chi? Questo governo è, lo sappiamo, il garante di poteri prima di tutto sovranazionali. Prima che rispondere al popolo italiano, risponde alle oligarchie finanziarie internazionale e al potere euro atlantico. Prima se ne va e meglio sarà per l’Italia. Ma nel frattempo, se qualche deputato di buona volontà ponesse queste questioni nelle dovute sedi, aiuterebbe a chiarire come veramente sono andate le cose e qual è il livello di sudditanza del nostro paese e dei suoi governanti. Sudditanza confermata anche dal fatto che «l'Italia non darà asilo a Snowden» come ha detto Emma Bonino adducendo l'assenza «di basi tecniche e politiche per accogliere la richiesta».

Fabio Amato
Responsabile esteri di Rifondazione Comunista
04/07/2013 www.liberazione.it

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