12 luglio 2013

Fornero, arriva la denuncia contro l’ex ministro del Lavoro per mobbing sociale. La riforma ha prodotto 314.576 esodati

COLPEVOLE DI TRAGEDIE UMANE!

Sono 184.500 i non salvaguardati e da questi è partito l’esposto contro il Ministro e a questi la notifica della denuncia è arrivata il 13 giugno di quest’anno.
I non salvaguardati si sono costituiti in comitati (contributori volontarie Quindicenni) e poi hanno presentato la denuncia al ministro a nome delle persone giuridiche.
Le cose stanno così: le prime pratiche di salvaguardia sono partite sullo scaglione di 65.000 relativo al primo iter legislativo (in totale gli interventi sono stati tre). L’Inps ora mette i numeri online. In 11.000 sino ad oggi hanno ricevuto la pensione.
Sulla denuncia ha spiegato però tutto Francesco Flore, il portavoce dei Contributori Volontari: “Sono serviti sei mesi per mettere assieme i documenti, tra cui i certificati medici di tanti esodati che hanno sofferto di patologie psicologiche derivanti dall’enorme stress subito”.

Ci scrivono: “La Riforma Fornero delle pensioni, è ormai di pubblico dominio, era finalizzata a fare cassa immediata e ha finito per stravolgere la vita di centinaia di migliaia di persone. Si tratta di un procedimento giudiziale prima di tutto di natura dichiaratamente etico-morale ed è importante sottolineare che gli attori in giudizio chiedono un simbolico risarcimento danni di 10.000 euro ciascuno, che sarà quasi totalmente devoluto ad una costituenda associazione senza fini di lucro, con il fine di sostenere le famiglie indigenti dei colpiti dalla riforma previdenziale Monti-Fornero”.

“Sia ben chiaro che la denuncia attiene esclusivamente all’operato del precedente Ministro”, scrivono gli esodati. “E non certamente del ministro Giovannini che, ne siamo certi, ed anche a seguito dei solenni impegni presi dal Presidente Letta nelle sue dichiarazioni programmatiche, si impegnerà proficuamente per risolvere alla radice il dramma dei cosiddetti esodati”.
Sono 191 gli esodati coraggiosi che hanno partecipato alla denuncia attivamente. Altri 73 sono stati solo sostenitori. Hanno firmato l’atto di citazione del risarcimento del danno morale da sofferenza e patema d’animo seguito dallo studio legale Alleva di Bologna.
Sei mesi ci sono voluti per il raccoglimento del materiale che verrà man mano allegato nel procedimento civile durante le varie fasi.
I comitati hanno spiegato il perché di questo patema d’animo: “Il procedimento chiede il risarcimento del danno morale causato dalla gestione negligente, imperita ed assolutamente dilettantesca di questa riforma, che ha procurato un continuo allarme sociale e psicologico nei soggetti interessati dai provvedimenti in esame, mediante uno stillicidio di dichiarazioni e controdichiarazioni formali, ordini e contrordini, una vera e propria sequela di ‘docce gelate’ ininterrotta durata mesi e mesi e fatta di promesse (poi mancate) che, nel loro insieme, hanno letteralmente demolito la tenuta nervosa degli attori. Vi sono state, addirittura, in questa triste vicenda della politica italiana, le finali pubbliche ammissioni di un ministro del lavoro che ha candidamente confessato di essersi sbagliato nel computo dei soggetti esodati”.
Sono i salvaguardati a raccontare l’inferno patito durante l’anno del Governo di Mario Monti. Una piccola parte di loro è stata sottoposta a vere e proprie lotterie nelle quali veniva estratto il diritto alla pensione.
Dovevano essere rispettate condizioni cavillose studiate a tavolino per escludere decine di migliaia di cittadini dal legittimo diritto alla pensione.
“Il senso della azione civile contro il Ministero del Lavoro – ha dichiarato ancora Francesco Flore- è quello di richiedere il risarcimento del danno morale patito in questi lunghi mesi. Con questo atto intendiamo pertanto chiamare il ministro responsabile a rispondere, nella sede più adeguata, del suo grave operato contro decine di migliaia di famiglie italiane”.

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