3 giugno 2013

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista: «Bene la sentenza, ora chiediamo che si continui l'azione legale e la battaglia sociale per far si che la parte mancante di questa sentenza, dovuta alla morte del barone belga De Cartier non infici un risarcimento che è anzi tutto il riconoscimento di un percorso di giustizia delle vittime dell'amianto e delle loro famiglie».

Strage amianto, 18 anni al magnate dell'Eternit

La strage dell'amianto c'è stata, a provocarla è stata la multinazionale Eternit e il movente è la sete di profitto. In Italia, il colpevole ha un volto già noto, quello del miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, 66 anni, l'unico imputato rimasto al processo in corso a Torino dopo la morte del barone belga Jean-Louis De Cartier De Marchenne, deceduto due settimane fa all'età di 92 anni. Oggi in appello Schmidheiny è stato condannato a diciotto anni di reclusione, due in più rispetto ai sedici che gli erano stati inflitti con la sentenza di primo grado. L'imprenditore elvetico è stato ritenuto responsabile del reato di disastro doloso e omissione di cautele antinfortunistiche per il periodo in cui ha gestito gli stabilimenti Eternit italiani (dal giugno 1976 al giugno 1986). A quel decennio sono ascrivibili gli oltre 200 casi di morte per mesotelioma fra lavoratori e popolazione che si sono verificati fra Cavagnolo (Chivasso), Casale Monferrato (Alessandria), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli).

La sentenza è stata accolta con abbracci e lacrime dal pubblico e dai parenti delle vittime che gremivano l'aula. «Un grande messaggio lanciato al nostro Paese e ai paesi di tutto il mondo», il commento rilasciato a caldo del pm torinese Raffaele Guariniello. Accanto a lui c'è la tuta da operaio dell'Eternit che ha ricevuto in regalo prima della sentenza dal sessantasettenne Pietro Condello, ex lavoratore della fabbrica di Casale Monferrato, la zona più colpita dalla strage. Circostanza, quest'ultima, riconosciuta dal tribunale che infatti ha disposto il risarcimento più alto proprio in favore del Comune in provincia di Alessandria: 30,9 milioni di euro, a fronte dei 25 stabiliti in primo grado. Oltre duemila le parti offese costituite parte civile. Alla Regione Piemonte sono stati attribuiti 20 milioni, 100mila euro per ogni sindacato ammesso, 70mila euro per le associazioni ambientaliste Wwf e Legambiente, mentre per i familiari delle vittime sono stati riconosciuti 30mila euro ciascuno. Sul versante politico, canta vittoria anche Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista: «Bene la sentenza, ora chiediamo che si continui l'azione legale e la battaglia sociale per far si che la parte mancante di questa sentenza, dovuta alla morte del barone belga De Cartier non infici un risarcimento che è anzi tutto il riconoscimento di un percorso di giustizia delle vittime dell'amianto e delle loro famiglie». Con la morte di De Cartier è stato infatti dichiarato estinto il reato di cui era anche lui imputato ma per il periodo precedente, quello dal 1966 al 1976.

Fabio Sebastiani
03/06/2013 www.liberazione.it

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