11 maggio 2013

Sul perché le bufale sono così dure da smontare. A causa della bufala “vaccinazione antimorbillosa-autismo”, ancora oggi ci troviamo nella necessità di impegnare ingenti risorse per contenere epidemie di morbillo evitabili e ad affrontare i costi di studi epidemiologici altrettanto evitabili.

E se le cinture di sicurezza fossero la causa del cancro?

È degli ultimi giorni la notizia che nuove epidemie di morbillo stanno creando serie preoccupazioni nel Regno Unito: il numero di casi registrati nella sola area di Swansea nel Galles sfiora il migliaio. Circa 80 casi gravi ed un probabile decesso[1]. Il Regno Unito si trova a pagare, a quasi vent’anni di distanza, il prezzo del cosiddetto “affare Wakefield” (leggi qui MMR e autismo. La truffa svelata  e MMR e autismo. La frode. Atto secondo) una brutta storia di una frode scientifica che ha avuto un serissimo impatto sulla sanità pubblica e di cui si è a lungo discusso su questo blog in precedenza.  Intanto, sempre nello stesso periodo, vengono pubblicati i risultati di un ulteriore studio, fatto dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani, in cui si ribadisce l’assenza di correlazione fra autismo e vaccinazioni dell’infanzia[2]. Questi due fatti, avvenuti in rapida successione, mi suggeriscono alcune riflessioni.
Immaginate che un bel giorno una prestigiosa rivista scientifica (mettiamo The Lancet) pubblichi i risultati di una ricerca in cui gli autori alla fine dichiarino: “Benché il nostro studio non fornisca prove dirette, l’uso di cinture di sicurezza potrebbe essere associato ad un aumentato rischio di tumore al polmone. Se questo fosse vero si dovrebbe osservare un aumento di tumore al polmone dopo l’introduzione dell’obbligo di usare le cinture, ma i dati tuttora disponibili non permettono di verificare questo aumento”.
A questo punto la notizia viene ripresa da un paio di riviste molto popolari e da quel momento in TV non si fa che parlare d’altro. Si creano subito due fazioni: da una parte le associazioni delle vittime degli incidenti stradali che insorgono contro questa ipotesi, dall’altra numerose organizzazioni che rivendicano la libertà di scelta e accusano il governo di essere in combutta con i produttori di cinture di sicurezza.
Il risultato è che in pochi mesi sono in tanti a smettere di usare le cinture; la polizia non è più in grado di controllare il fenomeno e il numero di incidenti mortali aumenta a dismisura. Come se non bastasse la lobby del tabacco prende la palla al balzo per confutare le evidenze che associano il fumo al tumore al polmone. Anche la campagna anti-fumo accusa un importante rallentamento.
Ovviamente sanità pubblica e comunità scientifica reagiscono con forza: milioni di euro vengono spesi per finanziare studi che accertino la verità e, come era da aspettarsi, sono numerosissimi gli studi epidemiologici in cui l’associazione fra tumore al polmone e cinture di sicurezza risulta falsa. Il mondo scientifico è tendenzialmente compatto, ma ciononostante il dubbio su questa associazione resta fisso nell’immaginario collettivo. Il web pullula di siti che supportano questa falsa associazione. Insomma la storia continua per anni… Finché un giornalista comincia a scavare nei meandri della ricerca che aveva generato tutto questo problema e scopre che l’autore dell’articolo aveva in realtà falsificato alcuni dati ed era in pieno conflitto di interessi (non dichiarato).
The Lancet ritira l’articolo, il suo autore viene accusato di malpractice e radiato dall’albo dei medici inglesi.
Tutto assurdo, vero? Bene, credo di poter affermare che la (vera) storia su cui si basano le voci tuttora circolanti sulla associazione fra vaccino trivalente contro morbillo-rosolia-parotite e autismo è andata esattamente così. Un’ipotesi scientifica basata su una ricerca largamente falsificata ha scatenato in tutto il modo una corsa da parte della sanità pubblica a provare che quella associazione non esisteva[3-9]. Come se non bastasse, alla voce che l’autismo potesse essere provocato dal vaccino trivalente MPR si sono aggiunte quelle che tiravano in ballo la presenza di mercurio nei vaccini (quindi non l’MPR) e poi l’uso troppo precoce e ravvicinato di diversi vaccini nell’infanzia.
Ebbene, non è così che dovrebbe funzionare la scienza. Uno studio epidemiologico ha senso quando venga sollecitato da robuste osservazioni sperimentali e non da congetture o ipotesi astruse. Se oggi dovessi avviare un studio per verificare l’associazione fra cinture di sicurezza e tumore ai polmoni, avrei seri problemi metodologici da affrontare: una popolazione enorme da arruolare ed una infinità di effetti confondenti da controllare (le cinture prodotte da BMW hanno lo stesso effetto di quelle prodotte da Fiat? Con pre-tensionatore o senza?). Insomma un incubo per ogni epidemiologo. Inoltre, ci sarebbe sempre qualcuno che nonostante gli sforzi ed i soldi spesi per larghi studi, avrebbe da ridire e continuerebbe ad alimentare la bufala. In questo senso, purtroppo, il web non aiuta poichè risulta difficile a molti (soprattutto non addetti ai lavori) riconoscere l’attendibilità delle fonti; e poi, errare humanum, le teorie del complotto attirano molto di più di un noioso articolo scientifico.
In ogni caso, ci troviamo ancora oggi nella necessità di impegnare ingenti risorse per contenere epidemie di morbillo evitabili e ad affrontare i costi di studi epidemiologici altrettanto evitabili.  Medicina e prevenzione basate sulle evidenze sono l’unica arma contro tali incidenti. Il mondo scientifico ha delle regole precise. Seguire tali regole non garantisce l’infallibilità, ma riduce al minimo il rischio di divulgare bufale.

Pier Luigi Lopalco
ECDC Stoccolma


Bibliografia
1.Swansea measles: First Minister urges MMR jabs for children. BBC News, 23.04.2013
2.DeStefano F, Price CS, Weintraub ES. Increasing exposure to antibody-stimulating proteins and polysaccharides in vaccines is not associated with risk of autism. The Journal of Pediatrics, 2013.
3.Taylor B, Miller E, Farrington CP, et al. Autism and measles, mumps, and rubella vaccine: no epidemiological evidence for a causal association. Lancet. 1999; 353(9169):2026-9.
4.Madsen KM, Hviid A, Vestergaard M, et al. A population-based study of measles, mumps, and rubella vaccination and autism. N Engl J Med. 2002; 347(19):1477-82.
5.Smeeth L, Hall AJ, Fombonne E, Rodrigues LC, Huang X, Smith PG. A case-control study of autism and mumps-measles-rubella vaccination using the general practice research database: design and methodology. BMC Public Health. 2001;1:2.
6.Farrington CP, Miller E, Taylor B. MMR and autism: further evidence against a causal association. Vaccine 2001; 19(27):3632-5.
7.Black C, Kaye JA, Jick H . “Relation of childhood gastrointestinal disorders to autism: nested case-control study using data from the UK General Practice Research Database”. BMJ 2002; 325 (7361): 419–21.
8.Smeeth L, Cook C, Fombonne E, Heavey L, Rodrigues LC, Smith PG, Hall AJ. MMR vaccination and pervasive developmental disorders: a case-control study. Lancet 2004; 364(9438):963-9.
9.DeStefano F, Thompson WW. MMR vaccine and autism: an update of the scientific evidence. Expert Rev Vaccines 2004; 3(1):19-22.

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