14 maggio 2013

Paolo Ferrero, segretario del Prc " A buttare benzina sul fuoco, gridando al ''terrorismo'' ogni volta che succede qualcosa in Val Susa, sono i rappresentanti del governo e tutti i sostenitori della Tav, che come sappiamo raccoglie consensi trasversali, dal Pd al Pdl "

Alfano e Lupi, missione SìTav

Dalli al NoTav. Si è scatenato un putiferio a Torino dopo il raid notturno durante il quale un gruppetto militanti a volto coperto ha sferrato un nuovo “attacco” al cantiere di Chiomonte. Si parla di bottiglie incendiarie, razzi e bengala ma solo un compressore è risultato danneggiato, mentre la polizia che presidia l'area ha risposto con i lacrimogeni disperdendo quasi subito gli assalitori, scappati nei boschi circostanti.
Contro il Movimento è un coro. Si va dal più blando «si è superato il livello di guardia» del Pd al «teppismo intollerabile» di Altero Matteoli, passando per «sono veri e propri terroristi» del presidente della provincia di Torino Antonio Saitta. Per il sindaco della città sabauda, Piero Fassino, si tratta addirittura di «episodi gravissimi che per modalità e violenza richiamano alla memoria stagioni eversive tristi e buie del passato che il nostro Paese non vuole più conoscere». Per non dire, infine, delle parole pesanti del procuratore Giancarlo Caselli: «Ieri notte c'è stato un salto di qualità preoccupante: si è assistito a una vera azione di guerra. Un'azione militarmente organizzata nei dettagli, con un lancio di una quantità industriale di molotov. Non si può far finta di niente. Solo per un caso non c'è scappato il ferito o addirittura il morto. Bisogna intervenire, non può essere solo un problema della magistratura. Devono essere messi in campo interventi adeguati».
La macchina dell'ordine pubblico ha così preso a girare vorticosamente. Alle 18 è convocata d'urgenza una riunione del Comitato provinciale per la sicurezza cui parteciperanno il ministro degli Interni e quello delle Infrastrutture, Angelino Alfano e Maurizio Lupi e i magistrati Caselli e Maddalena, oltre al presidente della Regione Piemonte Cota, il quale sobriamente parla di «atti di guerra». Pugno di ferro, è la parola d'ordine, e pazienza se la contrarietà all'opera è un fatto che riguarda un'intera comunità. «I teppisti e i violenti vanno unanimamente condannati e isolati – ritiene il ministro Lupi - Un'opera a favore della quale, da che è in progetto, si sono impegnati - rimarca Lupi - tutti i governi».
La preoccupazione è che l'affare possa sfumare. Proprio domani alcuni rappresentanti della Ltf, la società responsabile della sezione transfrontaliera della Nuova Linea Torino-Lione, dovevano recarsi a Bussoleno per incontrare la cittadinanza per spiegare l'opera (come se non fosse tutto già abbastanza chiaro). L'incontro è in forse perché Ltf la vuole mettere giù dura, parlando di un'incursione «di carattere quasi terrorista» e di «ennesima aggressione» che mette «nuovamente a repentaglio la sicurezza in cantiere e la vita dei lavoratori». I NoTav avevano predisposto un “comitato di accoglienza” che viene confermato in toto: «Nonostante le voci che si rincorrono da ore non ci sono smentite ufficiali e per giunta anche se ci fossero non riteniamo affidabile certamente come interlocutore Ltf. Per farla breve visti i trucchi, gli inganni, i furti che questa società porta avanti da anni non ci fidiamo minimamente di queste voci di corridoio men che meno di una smentita. Il movimento no tav non si ferma, domani mattina a Bussoleno il ritrovo rimane alle ore 8.00 di fronte alla sala consiliare in via Traforo. Sarà questo un primo momento per i proprietari di terreni per incontrarsi e ragionare insieme sul da farsi per difendere la propria terra, il proprio territorio. Domani sera invece presso il salone don Bunino, in piazza del municipio alle ore 21.00 un’assemblea informativa sulla questione espropri». Dunque mobilitazione e ancora mobilitazione.
«A buttare benzina sul fuoco, gridando al ''terrorismo'' ogni volta che succede qualcosa in Val Susa, sono i rappresentanti del governo e tutti i sostenitori della Tav, che come sappiamo raccoglie consensi trasversali, dal Pd al Pdl - accusa Paolo Ferrero, segretario del Prc - «Noi siamo come sempre al fianco del movimento no Tav. L'alta velocità in Val Susa è un progetto inutile e dannoso, che ha causato la militarizzazione di un'intera valle, tra gli altri danni: il governo lo tagli subito e utilizzi quelle risorse per potenziare il trasporto pendolari». «I veri responsabili e incendiari - concorda Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc Torino - sono gli esponenti del governo nazionale e locale che non sanno fare altro che invocare più militarizzazione del territorio. La vera violenza in Val Susa è perpetrata da chi pensa di imporre un'opera distruttiva, totalmente inutile, a qualsiasi costo. Cambino strada - conclude Locatelli - diano ascolto alle istanze della popolazione locale, utilizzino i soldi pubblici non in senso affaristico ma per opere di reale interesse pubblico. Questa è l'unica risposta che possono dare».

14/05/2013 www.liberazione.it

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