31 maggio 2013

APPELLO PER LIBERAZIONE.IT


Liberazione serve. Facciamola vivere

Da gennaio c’è un giornale quotidiano on-line che si chiama Liberazione.it, giornale comunista. Proprietario della testata è il Partito della Rifondazione comunista, lo stesso che per vent’anni ha editato l’edizione cartacea che in passato avete trovato (con un po’ di fortuna) nelle edicole.
Oggi, in seguito ai consistenti tagli del fondo per l’editoria di partito e di idee, questa possibilità ci è preclusa: troppo grandi sono per le nostre gracili spalle i costi della distribuzione, delle tipografie, della carta. Anche questo, se mai qualcuno non se ne fosse accorto, è il risultato della forsennata campagna condotta dai ricchi contro i poveri per privarli, nei fatti, dell’elementare diritto (costituzionale) di fare politica e di dire la propria.
Eppure siamo qui, un drappello di giornalisti, di compagne e di compagni, con spirito militante e con la voglia, non estinta, di continuare ad offrire un’informazione e un punto di vista diversi, mentre una pesante cappa di piombo uniforma i messaggi che vengono propinati ad una sempre più addomesticata e meno reattiva opinione pubblica.
Tuttavia, anche il giornale on-line costa. Molto molto meno di quello di carta, ma costa. E al partito, nelle condizioni date, non è ragionevole chiedere nulla.
Per questa semplice ma inesorabile ragione, il giornale è leggibile soltanto dagli abbonati, salvo la home page e la prima pagina in formato pdf, concepita sul modello classico di Liberazione, scaricabile e stampabile da chiunque ai fini della diffusione e dell’affissione nelle bacheche.
Circa un migliaio di lettori, lettrici, compagne e compagni hanno sino ad oggi risposto alla chiamata abbonandosi, chi per un anno (50 euro), chi per un semestre (30 euro): troppo pochi per potere resistere ancora, sia pure con strutture e ranghi così fortemente ridotti.
Eppure, il prodotto che abbiamo confezionato e stiamo via via cercando di migliorare è apprezzato e ne riceviamo quotidiana testimonianza. Molte strutture (federazioni, circoli) collaborano inviandoci interventi, commenti, articoli che raccontano iniziative e buone pratiche di cui esse stesse sono protagoniste nei territori. C’è chi lo fa sistematicamente e chi saltuariamente. Poi c’è chi non lo fa affatto e, francamente, vi è da chiedersene la ragione, perché i comunisti, proprio in quanto tali, non godono di buona stampa ed ognuno può constatare quanto pesi l’ostracismo mediatico cui siamo sottoposti.
Ebbene, si sappia che non abbiamo molto agio davanti a noi. Anzi, a ben vedere, il tempo è già scaduto. Se entro un mese non saremo stati in grado di aumentare significativamente il numero degli abbonamenti saremo costretti a gettare la spugna.
Non sarebbe un bel segnale, nel mentre il partito – dopo l’ultima debacle elettorale – sta provando, con molta fatica ma con altrettanto impegno, a ridefinire le coordinate della propria strategia, a rinnovare la propria struttura, i metodi di lavoro, ad elevare la qualità dei propri gruppi dirigenti, a rafforzare il rapporto fra questi e i movimenti che ancora innervano una società civile sfibrata da una partitocrazia sorda e soffocante.
Quando si parla – non sempre con cognizione di causa e quindi con scarsa efficacia – di “cura del partito”, si dovrebbe por mente al fatto che uno degli aspetti cruciali di questo cimento è proprio la comunicazione (di idee, progetti, esperienze, pratiche sociali e politiche, ecc.), leva essenziale nella vita di un partito politico e, primariamente, di un partito comunista.
Di questo, del resto, sono stati sempre persuasi i grandi rivoluzionari che hanno costruito, qui e altrove, la storia del movimento operaio. Essi hanno sempre dedicato alla questione della formazione della coscienza critica delle masse un’attenzione quasi maniacale.
Se proprio noi continuassimo a trascurare questo “fronte” del lavoro politico pregiudicheremmo seriamente non soltanto la vita del giornale, ma le stesse chance di ripresa di Rifondazione e, con essa, di una vera sinistra in Italia.

Dino Greco, Romina Velchi
29/05/2013 www.liberazione.it

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