26 marzo 2013

Le conseguenze mortali per il popolo iracheno della guerra del golfo. Crimini contro l'umanità che non vedranno mai un Tribunale internazionale condannare gli USA e i governi occidentali consapevolmente complici.

Iraq: il lascito cancerogeno della guerra

 Si sospetta che la contaminazione provocata dalle munizioni all’uranio impoverito e da altro inquinamento collegato all’attività militare sia la causa della netta crescita dei difetti congeniti alla nascita, dei casi di cancro e di altre malattie in tutto l’Iraq. Molti dottori e scienziati di spicco sostengono che la contaminazione da uranio impoverito è connessa anche al recente emergere di malattie mai viste prima in Iraq, come nuove patologie ai reni, ai polmoni e al fegato, nonché il collasso totale del sistema immunitario. Secondo quanto registrato in diversi governatorati iracheni, la contaminazione potrebbe anche essere connessa all’impennata dei casi di leucemia e di anemia, specialmente fra i bambini. C’è stato, inoltre, un drammatico aumento degli aborti e delle nascite premature tra le donne irachene, particolarmente in aree dove si sono svolte pesanti operazioni militari statunitensi, come a Fallujah.
Le statistiche ufficiali del governo iracheno mostrano che, prima dello scoppio della Prima Guerra del Golfo nel 1991, il tasso dei casi di cancro nel Paese era di 40 su 100.000 persone.
 Nel 1995, era cresciuto fino a 800 su 100.000 persone e, nel 2005, ha raddoppiato con almeno 1.600 casi su 100.000. Le statistiche attuali mostrano che il numero tende a crescere ancora.
 Per quanto scioccanti possano risultare queste statistiche, a causa della mancanza di una documentazione, ricerche e rapporti adeguati sui casi, il vero numero dei casi di cancro e di altre malattie è probabilmente molto più alto di quello che suggeriscono queste cifre.
 “Le statistiche sul cancro sono dure da reperire, dal momento che in Iraq solo il 50% dell’assistenza medica è pubblica”, ha dichiarato ad Al-Jazeera il dr. Salah Haddad della Società Irachena per l’Amministrazione e la Promozione della Salute. “L’altra metà è fornita dal settore privato, alquanto carente nel riportare le statistiche. Quindi, tutte le nostre stime in Iraq devono essere moltiplicate per due. È probabile che qualsiasi cifra ufficiale corrisponda alla metà del numero reale”.
Ambienti tossici
Il dr. Haddad crede che ci sia un collegamento diretto tra il crescente tasso di casi di cancro e l’insieme dei bombardamenti effettuati dalle forze statunitensi in aree particolari. “Io e i miei colleghi abbiamo tutti notato un aumento a Fallujah dei casi di malformazioni congenite, sterilità ed infertilità”, ha affermato. “In questa città c’è il problema delle tossine introdotte dai bombardamenti americani e dalle armi usate, come l’uranio impoverito”.
Nel corso del 2004, l’esercito statunitense ha effettuato due massicci attacchi militari nella città di Fallujah, usando grandi quantità di munizioni all’uranio impoverito e al fosforo bianco.
 “Siamo preoccupati che il futuro dei nostri figli sia esposto alle radiazioni e ai materiali tossici che i militari americani hanno introdotto nel nostro ambiente”, ha aggiunto il dr. Haddad.
Lo studio epidemiologico intitolato Cancro, Mortalità Infantile e Tasso di Nascite Maschili a Fallujah, Iraq 2005-2009, ha condotto un sondaggio porta-a-porta di più di 700 famiglie della città. Il team di ricerca ha interrogato gli abitanti di Fallujah riguardo agli insoliti alti tassi di cancro e di difetti alla nascita.
Uno degli autori dello studio, il chimico Chris Busby, ha detto che la crisi sanitaria della città rappresenta “il più alto tasso di danno genetico mai studiato in una popolazione”.
 La dr.ssa Mozghan Savabieasfahani è una tossicologa ambientale residente a Ann Arbor, in Michigan. È autrice di più di due dozzine di articoli, la maggior parte dei quali trattano dell’impatto sulla salute di contaminanti e tossine della guerra. Al momento la sua ricerca si concentra sull’inquinamento da guerra e sull’aumento dei difetti alla nascita nelle città irachene.
 “Dopo i bombardamenti, la popolazione colpita restava spesso tra le rovine delle loro case contaminate o in edifici dove l’esposizione ai metalli era continua”, ha detto la dr.ssa Sacabieasfahani ad Al-Jazeera.
“La nostra ricerca a Fallujah ha mostrato che la maggior parte delle famiglie è tornata nelle loro case bombardate e vi ha continuato a viverci oppure hanno ricostruito sopra i resti contaminati delle loro vecchie case. Quando possibile, hanno persino usato i materiali di costruzione recuperati dai siti bombardati. Queste pratiche comuni contribuiscono alla continua esposizione del pubblico ai metalli tossici anche dopo che i bombardamenti sono finiti”.
Ha sottolineato come grandi quantità di proiettili all’uranio impoverito, oltre ad altre munizioni, sono state disperse nell’ambiente iracheno.
 “Tra il 2002 ed il 2005, l’esercito americano ha usato sei miliardi di proiettili, secondo le cifre del Government Accountability Office statunitense”, ha aggiunto.
Secondo la dr.ssa Savabieasfahani, i contaminanti metallici nelle zone di guerra derivano dai proiettili e dalle bombe, nonché da altri dispositivi esplosivi. I metalli, ed in particolare uranio, mercurio e piombo, vengono usati nella produzione delle munizioni e tutti contribuiscono ai difetti alla nascita, ai disordini immunologici e alle altre patologie.
 “Il nostro studio condotto in due città irachene, Fallujah e Bassora, si è concentrato sui difetti congeniti alla nascita”, ha dichiarato.
La sua ricerca ha mostrato che entrambi gli studi hanno scoperto un numero crescente di difetti alla nascita, specialmente quelli al tubo neurale e i difetti cardiaci congeniti. Ha inoltre rivelato una contaminazione pubblica con due metalli neurotossici principali: piombo e mercurio.
 “L’epidemia dei difetti alla nascita in Iraq è, tuttavia, la punta dell’iceberg tra molti altri problemi di salute nelle città bombardate”, ha dichiarato. “I casi di leucemia infantile e altri tipi di cancro stanno aumentando in Iraq”.
I bambini di Fallujah
A Fallujah, i dottori continuano ad assistere al suddetto ripido aumento di casi di diversi difetti alla nascita, che includono bambini nati con due teste, con un solo occhio, con tumori multipli, con deformità sfiguranti al viso e al corpo e problemi complessi al sistema nervoso.
Oggi a Fallujah, i residenti riferiscono ad Al-Jazeera che sono molte le famiglie che hanno paura di avere bambini, dal momento che un allarmante numero di donne sta vivendo continui aborti e decessi di neonati con deformità e patologie critiche.
La dr.ssa Samira Alani, una pediatra specialista al Fallujah General Hospital, si è personalmente interessata di indagare sull’esplosione di anomalie congenite che sono proliferate all’indomani dell’assedio americano nel 2005.
 “Al momento ci sono tutti i tipi di difetti, dalla malattia cardiaca congenita fino a diverse anormalità fisiche, entrambe a livelli inimmaginabili”, ha detto lo scorso anno la dr.ssa Alani ad Al-Jazeera dal suo ufficio nell’ospedale, mentre mostrava innumerevoli foto di scioccanti difetti alla nascita.
La dr.ssa è anche co-autrice di uno studio del 2010 che ha mostrato che a Fallujah il tasso di difetti cardiaci è di 13 volte maggiore rispetto a quello calcolato in Europa. Inoltre, per quanto riguarda il sistema nervoso, è stato calcolato un tasso di 33 volte più alto rispetto a quello europeo sullo stesso numero di nascite.
Il 21 dicembre 2011, la dr.ssa Alani, che lavora nell’ospedale dal 1997, ha detto ad Al-Jazeera di essersi personalmente occupata di 677 casi di difetti alla nascita dall’ottobre 2006. Solo otto giorni dopo, in occasione della visita di Al-Jazeera alla città, la cifra era già arrivata a 699. La dr.ssa Alani ha mostrato alla tv araba centinaia di foto di bambini nati con palatoschisi, teste allungate, un bambino nato con un solo occhio al centro della faccia, arti troppo grandi o troppo corti, orecchie, nasi e colonne malformate.
 Ha raccontato ad Al-Jazeera di casi di “nanismo tanatoforo”, un’anormalità delle ossa e della cassa toracica che “rende il neonato incompatibile alla vita”.
 “Un tribunale di medicina legale ha scoperto che il cancro era causato dall’esposizione all’uranio impoverito”, ha detto Busby ad Al-Jazeera.
 “Negli ultimi dieci anni sono state condotte ricerche che hanno chiaramente dimostrato che l’uranio è una delle sostanze più pericolose note all’uomo, soprattutto nelle forme che assume quando è usato in guerra”.
 Nel luglio 2010, Busby ha rilasciato uno studio che mostrava un aumento di 12 volte del tasso di casi di cancro infantile a Fallujah dopo gli attacchi del 2004. Il rapporto ha inoltre mostrato che il tasso di natalità maschile si è alterato con una media di 86 bambini maschi per ogni 100 bambine femmine, insieme alla diffusione di malattie indicanti danni genetici – come a Hiroshima, ma di un’incidenza ben maggiore.
La dr.ssa Alani è stata in Giappone dove ha incontrato dei dottori locali che studiano i tassi di difetti alla nascita che credono sia collegato alle radiazioni causate dai bombardamenti nucleari americani ad Hiroshima e Nagasaki.
 Le hanno detto che i tassi di incidenza dei difetti alla nascita vanno dall’1% al 2%. L’insieme dei casi coperti dalla Alani arriva ad un tasso del 14,7% di tutti i bambini nati a Fallujah, oltre 14 volte in più rispetto alle aree giapponesi interessate.
Nel marzo 2013, la dr.ssa Alani ha informato Al-Jazeera che i tassi incidenti delle malformazioni congenite sono rimasti intorno al 14%.
Per quanto sconcertanti possano risultare queste statistiche, la dr.ssa Alani ha lamentato lo stesso problema del deficit di rapporti menzionato dal dr. Haddad ed ha dichiarato che la crisi è anche peggio di quanto indichino queste cifre.
 “Non abbiamo nessun sistema per registrarle tutte, quindi ci mancano moltissimi casi”, ha affermato.
 “Credo di conoscere solo il 40-50% dei casi, poiché sono molte le donne che partoriscono in casa e non ne sappiamo mai niente e non vengono neanche registrate da altre cliniche”.
 Inoltre, la dr.ssa Alani è l’unica persona di Fallujah che registra i casi ed ha riferito che si potevano osservare ancora gli stessi gravi difetti.”
 “Abbiamo così tanti casi di bambini con difetti multipli di sistema in un solo neonato”, ha spiegato. “Anormalità multiple in un solo bambino. Ad esempio, abbiamo appena avuto un caso di un neonato con problemi al sistema nervoso centrale, difetti allo scheletro e anormalità cardiache. Questo è abbastanza comune a Fallujah ormai”.
Purtroppo, la dr.ssa Alani ha menzionato qualcosa di cui aveva avvertito la dr.ssa Savabieasfahani nella sua ricerca.
 L’ospedale dove la Alani lavora è stato costruito nel quartiere di Dhubadh nel 2008. Secondo la Alani, la zona era stata pesantemente bombardata durante l’assedio del 2004.
La dr.ssa Savabieasfahani ha spiegato che la sua ricerca dimostra che alcune aree di Fallujah, come anche di Bassora, “sono contaminate da piombo e mercurio, due metalli altamente tossici”, a causa dei bombardamenti statunitensi nel 1991 e dell’invasione del 2003.
 Ha detto che, quando le munizioni all’uranio impoverito esplodono o colpiscono gli obiettivi, generano “particelle di pulviscolo contenti metallo e uranio impoverito che rimangono nell’ambiente. Queste particelle possono entrare nei cibi e quindi nel corpo umano. Particelle tossiche possono anche essere trasportate dal vento ed inalate. L’Iraq è frequentemente soggetto a tempeste di sabbia a polvere. L’inalazione continua di materiali tossici può causare cancro. Le particelle ingerite o inalate che emettono radiazioni alfa possono provocare cancro”.
Bassora e l’Iraq meridionale
Nella provincia di Babil nel Sud dell’Iraq, i casi di cancro sono andati crescendo in modo allarmante a partire dal 2003. Il dr. Sharif al-Alwachi, capo del Babil Cancer Center, dà la colpa alle armi all’uranio impoverito usate dalle forze statunitensi durante e dopo l’invasione del 2003.
 “L’ambiente potrebbe essere contaminato da armi chimiche e uranio impoverito in seguito alla guerra in Iraq”, ha detto il dr. Alwachi ad Al-Jazeera. “L’aria, il suolo e l’acqua sono inquinati da queste armi e quando entrano a contatto con un essere umano diventano velenosi. Si tratta di qualcosa di nuovo per la nostra regione e la gente qui soffre”.
Secondo uno studio pubblicato nel Bulletin of Environmental Contamination and Toxicology, una rivista specialistica della città di Heidelberg nel sud-ovest della Germania, c’è stato un incremento di 7 volte nel numero dei casi di difetti alla nascita a Bassora tra il 1994 ed il 2003.
Secondo lo studio di Heidelberg, la concentrazione di piombo nei denti da latte dei bambini di Bassora era quasi tre volte più alto dei valori delle zone dove non c’era stata la guerra.
 Inoltre, mai prima d’ora era stato registrato un tasso così alto di difetti al tubo neurale (“la schiena aperta”) nei bambini come a Bassora e le cifre continuano a salire. Secondo lo studio, il numero di casi di idrocefali (“acqua nel cervello”) tra i neonati è sei volte più alto a Bassora rispetto agli USA. Abdulhaq al-Ani, autore di Uranio in Iraq, ha condotto ricerche sugli effetti dell’uranio impoverito sulla popolazione dal 1991. Ha raccontato ad Al-Jazeera di aver personalmente misurato i livelli di radiazione della città di Karbala, nonché di Bassora, il suo contatore Geiger stava “urlando” perché “l’indicatore andava fuori portata”.
La dr.ssa Savabieasfahani ha sottolineato che i casi di leucemia infantile di Bassora si sono più che raddoppiati tra il 1993 e il 2007.
 “Cancri multipli (ad esempi pazienti con tumori simultanei ai reni e allo stomaco) che accadono raramente, sono stati registrati anche lì”, ha detto. “Prese insieme queste osservazioni suggeriscono una straordinaria emergenza sanitaria in Iraq. Una tale crisi richiede un’azione internazionale urgente e variata per prevenire ulteriori danni alla salute pubblica”.
La legge internazionale e il futuro
Esistono leggi internazionali molto chiare riferite all’uso di munizioni come quelle all’uranio impoverito.
 L’articolo 35 del Protocollo I, un emendamento del 1977 alle Convenzioni di Ginevra, proibisce l’uso di qualsiasi mezzo o metodo di guerra capace di causare mali superflui o sofferenze inutili. L’articolo 35 inoltre proibisce agli Stati firmatari al ricorso di mezzi bellici che possano infliggere danni estesi e a lungo termine alla salute umana e all’ambiente.
Gli effetti dell’uranio impoverito osservati in Iraq suggeriscono che queste armi vengono classificate dall’articolo 35 come proibite per il semplice motivo dei loro sospettati effetti a lunga durata sulla salute e sull’ambiente.
Inoltre, l’articolo 36 (del Protocollo I) obbliga ogni Stato di condurre una revisione legale di una nuova arma nello studio, nello sviluppo o nell’acquisizione di tale arma.
Finora, il Belgio (nel 2007) ed il Costa Rica (nel 2011) hanno fatto passare leggi domestiche che proibiscono le armi all’uranio impoverito nei loro territori. Nel 2008, il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione che dichiarava che “l’uso dell’urano impoverito nelle guerre va contro le regole fondamentali e i principi racchiusi nella legge scritta o consuetudinaria internazionale, umanitaria e ambientale”.
 Ciò nonostante, le mutazioni del DNA causate dall’uranio impoverito possono, ovviamente, essere trasmesse da genitore a figlio. Quindi, la contaminazione da uranio impoverito causata dalle guerre americane in Iraq nel 1990 e nel 2003 potrebbero probabilmente continuare a causare una crisi sanitaria nazionale persistente per le prossime generazioni di iracheni.
Le tracce di uranio impoverito rimaste in Iraq rappresentano un enorme rischio ambientale a lungo termine, dal momento che resteranno radioattive per più di 4,5 miliardi di anni.
La dr.ssa Savabieasfahani pensa che sia necessario eseguire ulteriori studi e ricerche in Iraq per poter comprendere l’intera portata del danno causato dalle armi belliche usate nel Paese a partire dal 1990.
 “Abbiamo bisogno di un test ambientale su larga scala per scoprire l’entità della contaminazione da metalli e da uranio impoverito e dalle altre armi usate in Iraq”, ha concluso.
 “Non esistono neanche dei termini medici per descrivere alcune di queste condizioni perché non le abbiamo mai viste prima”, ha detto la dr.ssa Alani. “Quindi quando le descrivo, tutto quello che posso fare è descrivere i difetti fisici, ma non sono in grado di fornire la definizione medica”.
 Il dr. Haddad ha condiviso la sua forte preoccupazione rispetto al futuro dei suoi figli e di quelli degli altri iracheni.
 “Temo per loro”, ha dichiarato tristemente. “Sono circondati da così tanti problemi come la sanità e dobbiamo lavorare per risparmiarli dalle malattie, dalle radiazioni e dalle tossine chimiche. Sono assassini silenziosi, perché non possono essere visti finché il problema non è molto esteso. Troppi iracheni hanno sofferto per questo e non riesco a vedere una fine per questa sofferenza”. La dr.ssa Alani vuole semplicemente che la gente, specialmente negli Stati Uniti, sappia che della crisi di Fallujah e chiede loro solo una cosa.
 “Chiedo ai governi di non ferire le persone al di fuori dei loro Paesi”, ha detto. “Specialmente le persone in Iraq”.

Dahr Jamail
26/3/2013 da Megachip.info
 

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