28 gennaio 2013

Quando la politica riacquista credibilità. La CGIL rifletta sulle sue scelte governative e subordinate ai partiti del sistema liberista!

Rivoluzioniamo il mondo del lavoro

“La nostra Rivoluzione civile è pacifica e democratica, ma al tempo stesso agguerrita.  È la Rivoluzione degli indignati che hanno deciso di impegnarsi in politica perché la politica li ha stancati”. Antonio Ingroia, in una sala del Senato, circondato dai candidati nelle liste di Rivoluzione civile in rappresentanza del mondo del lavoro, presenta temi e volti di una campagna elettorale inedita.
La nostra è prima di tutto una “rivoluzione dei contenuti”, operata dalla parte dei lavoratori contro due avversari: l’imprenditoria spregiudicata rappresentata da Berlusconi, “che ha ingaggiato un corpo a corpo con la magistratura”, e la tecnocrazia al potere che ha il volto del professor Monti, uno che è tecnicamente dalla parte dei poteri forti. Questa è l’Italia “sottosopra” che abbiamo ereditato – dice Ingroia – e “con le nostre proposte vogliamo rovesciarla”.
La Rivoluzione del lavoro e del welfare prevede, tra le tante proposte, l’introduzione di un reddito di cittadinanza, la riduzione dell’orario di lavoro per favorire l’occupazione giovanile, la revisione del sistema degli ammortizzatori sociali, una riforma delle pensioni in grado di rimediare ai guasti del governo Monti, una legge sulla rappresentanza per la democrazia nei luoghi di lavoro.
 

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