17 dicembre 2012

Taranto si ribella alle imposizioni di palazzo Chigi e dei suoi inbianchini politici e sindacali


Diecimila in corteo contro i veleni dell'Ilva

"Un grande successo". Cosi' gli organizzatori hanno salutato la manifestazione che si è svolta ieri pomeriggio a Taranto per protestare contro l'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata all'Ilva e il decreto legge, in discussione in Parlamento, che impone alla magistratura il riavvio della produzione e il dissequestro dei prodotti finiti.
Non meno di diecimila persone hanno attraversato in corteo la citta', muovendosi dalla periferia sino al centro. Molta gente affacciata ai balconi e decine di negozianti che hanno abbassato le saracinesce in segno di solidarietà. Al corteo anche un gruppo giunto da Genova e due esponenti dei No Tav della Val di Susa. ''La lotta No-Tav - ha detto uno dei due, Claudio - ci ha insegnato che solo con la solidarieta' si puo' portare avanti una battaglia e si possono raggiungere risultati. Bisogna combattere questa casta di imprenditori e politici, coperti dallo Stato, che hanno portato alla distruzione dell'ambiente''.
Tantissimi gli slogans contro il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, e la famiglia Riva, proprietaria dell'Ilva; sostegno pieno, invece, all'azione dei giudici. Piu' in generale è emersa una forte disapprovazione per come la vicenda dell'Ilva e' stata gestita sinora. Molte le critiche espresse al decreto legge che, secondo i manifestanti, viola i principi della Costituzione e antepone le questioni della produzione e del lavoro a quelle della tutela della salute. Nessun politico o amministratore era presente nel corteo, solo il consigliere regionale dell'Idv, Patrizio Mazza, e il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, consigliere comunale di Taranto, che da tempo hanno assunto una posizione fortemente critica e disapprovano sia l'Aia sia il decreto legge sull'Ilva.
'Ma quale profezia Maya. Noi ci ammazza l'Aia', si leggeva su uno striscione. Una ragazza con abiti della Palestina tiene alzato un cartello su cui c'é scritto 'Caro Gesu' quest'anno i pastori verranno da te senza pecore’, chiaro riferimento alle migliaia di pecore che si sono dovute abbattere a Taranto perché avvelenate dalla diossina. C'é qualche striscione più tradizionale come 'Basta ricatto occupazionale, chi ha inquinato deve pagare', ma la maggior parte sono ironici come 'La nostra salute non è d'acciaio', o con un accenno diretto al ministro dell'ambiente, Corrado Clini, come 'Caso CLINIco' e 'Non siamo inClini a morire'. Alcuni striscioni sono di sostegno alla magistratura. Su uno, sono state riprodotte le facce di coloro che sono coinvolti nell'inchiesta giudiziaria Ilva.

Fabio Sebastiani

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