25 ottobre 2012

Il disastro sociale per le ragazze e i ragazzi, privati non solo della pensione futura, ma del lavoro presente, giacché è palese come il permanere forzatamente sul lavoro dei più anziani, diventi una barriera insormontabile per le nuove generazioni, in un paese in cui la disoccupazione giovanile è ormai al 35 per cento e l'occupazione globale si restringe per le politiche recessive.

1 commento:

Anonimo ha detto...

E' assurdo come questa pazza riforma abbia trovato poca resistenza da parte di quasi tutte le forze politiche che pur di mantenere i loro sporchi privilegi abbiano appoggiato monti (minuscolo)nello scellerato servilismo verso l'Europa. Per risanare i conti pubblici basterebbe tagliare drasticamente gli sperperi ormai noti a tutti della macchina statale. I milioni di dipendenti pubblici nei ministeri, regioni, comuni, enti vari ecc. sono palesemente troppi per le mansioni svolte, frutto più di clientelismi politici che di reale necessità. Perchè non si fanno mai raffronti tra lavoro privato (quando c'è) dove bisogna lavorare duramente almeno dieci ore al giorno (senza che lo straordinario venga retribuito), dove non ci si può ammalare, dove si rischia ogni giorno il licenziamento anche in base all'umore del padrone, con tutele pressochè minime se non nulle e il lavoro pubblico dove in pratica il posto è garantito a vita con pochi sforzi per mantenerlo e con la massima tutela a 360 gradi.
E' pazzesco che di punto in bianco ci abbiano allungato la vita lavorativa di sei/sette anni, ammesso che il lavoro si possa mantenere!
QUESTA SPORCA RIFORMA SULLE PENSIONI DEVE ESSERE CANCELLATA E DOBBIAMO RIPRENDERCI IL DIRITTO DI POTERCI GODERE ALMENO PER QUALCHE ANNO IL MERITATO RIPOSO E NON MORIRE LAVORANDO COME SPERANO QUESTI BUROCRATI DISSENNATI!