7 agosto 2012

La spending review rappresenta una vera e propria stangata sullo stato sociale, sui servizi al cittadino, sugli enti locali, sulla sanità pubblica. Lo dicono in inglese proprio per celare la vera natura di quella che è una sostanziale stangata. E la cosa grave è che il Pd, votando la fiducia sul provvedimento approvato stamane, si rende responsabile di questo sfacelo. E’ falso ed ipocrita che si dica che ci saranno poi delle correzioni: intanto Monti ha già demolito l’articolo 18 e pure il welfare state. [Paolo Ferrero - segretario di Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra]

Famiglie italiane sempre più in "rosso", indebitamento medio pari a 20mila euro.
Le famiglie italiane sono sempre  più in rosso. A mostrarlo sono i dati emersi da un'elaborazione condotta dalla Cgia di Mestre che, come ogni anno, ha cercato di capire quale sia lo stato di salute economico delle famiglie italiane.
Per indebitamento medio delle famiglie consumatrici italiane si intende quello provocato dall'accensione di mutui per l'acquisto di un'abitazione, dai prestiti per l'acquisto di auto/moto e dunque, in generale, di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili.
Si tratta di dati che al 31 dicembre 2011 mostrano l'indebitamento medio delle famiglie italiane paria a 20.107 euro. Le più esposte con le banche italiane risultano le famiglie residenti nella provincia di Roma, con un dato medio pari a 29.435 euro, seguono quelle di Milano, con 28.680 euro, di Lodi, con 28.560 euro, Monza-Brianza, con 27.891 euro e di Prato, con 26.930 euro.
Nell'ultimo anno, l'aumento medio dei debiti delle famiglie italiane è cresciuto di 911 euro. Partendo da gennaaio 2009, con l'inizio della crisi l'incremento è stato del +33,4%, pari, in termini assoluti, a 5.039 euro.
Se rapportiamo il peso dell'indebitamento delle famiglie italiane sul reddito disponibile sono sempre le più ricche province del Nord a guidare la graduatoria: Lodi (79,3%); Como (67,7%) e Varese (64,6%).
"Al di là della mappatura a livello territoriale - dichiara Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - la maggiore incidenza del debito sul reddito la rileviamo nelle famiglie economicamente più deboli: è chiaro che con il progressivo aumento della disoccupazione questa situazione è destinata a peggiorare. Non dimentichiamo, inoltre, che in Italia esiste un ampio mercato del prestito informale che non transita per i canali ufficiali. Vista la forte contrazione degli impieghi bancari avvenuta in questi ultimi anni, non è a escludere che questo fenomeno sia in espansione, con il pericolo che la piaga dell’usura si diffonda a macchia d'olio".
Ma come vanno interpretare i risultati a livello territoriale emersi dall'elaborazione della Cgia? "Premesso che le Province più indebitate sono anche quelle che presentano i livelli di reddito più elevati - conclude Bortolussi - è evidente che tra queste realtà in difficoltà vi sono anche molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, le forti esposizioni bancarie di questi territori, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci devono preoccupare relativamente".
Ritornando ai risultati emersi dall'elaborazione della Cgia, le famiglie residenti nelle realtà provinciali meno sofferenti con le banche e gli istituti finanziari italiani sono quelle di Vibo Valentia (9.429 euro), Enna (8.823 euro) e di Ogliastra (8.174 euro). Con l'avvento della crisi sono state le province sarde a subire le variazioni di indebitamento più importanti: Olbia-Tempio (+159,6%), Carbonia-Iglesias (+147.9%) e Medio Campidano (+120,1%).

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