4 agosto 2012

Con l'appoggio di Cgil-Cisl-Uil riconfermato il blocco dei contratti, sono confermati i tagli al personale e ai servizi pubblici. .

Cobas: "Ecco come la Brunetta verrà applicata dal governo Monti"
Non bastava l'utilizzo della Corte dei Conti e della Ragioneria dello Stato per tagliare il salario accessorio e sottoporre a rigidi e ineludibili controlli la contrattazione decentrata, ora arriva in Senato una rivisitazione della riforma Brunetta. Due giorni fa è stato approvato con 217 voti favorevoli, 40 voti contrari e 4 astenuti, il testo comprendente entrambi i decreti-legge in materia di spending review e di dismissioni del patrimonio pubblico, sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.
 Viene rinnovato il blocco dei salari e dei contratti, sono confermati i tagli al personale e ai servizi pubblici e per completare l'opera: nuove tasse (infatti le Regioni potranno anticipare al 2013 la maggiorazione dell’addizionale Irpef).
“Torna la “Brunetta” con una quota della produttività destinata solo ad una esigua minoranza di dipendenti – scrivono i Cobas del Pubblico impiego in un comunicato - attraverso la performance”. Il Sole 24 ore parla di norma transitoria “che rilancia la valutazione dei risultati cui legare il trattamento accessorio” Il provvedimento prevede una soglia non inferiore al 10% dei dipendenti ai quali destinare un trattamento accessorio tra il 10 e il 30% .
“In questo modo torneranno le fasce di merito della legge Brunetta – continuano i Cobas - a dimostrare che tra il Governo Berlusconi e quello Monti esiste una straordinaria continuità in tema di lavoro e pubblica amministrazione. Eppure la performance sta dimostrando tutti i suoi limiti, applicata a senso unico per decurtare soldi ai dipendenti , non certo a migliorare servizi, per gestire i quali servono personale e finanziamenti, politiche di investimento, ossia l'esatto contrario delle politiche del Governo Monti”.
I contratti pubblici, il cui rinnovo è previsto per il 2015 dopo 5 anni e passa di blocco e di costante perdita del potere di acquisto,recepiranno queste novità, “nel frattempo si vedono i primi risultati di quell'accordo che Cgil Cisl Uil, ugl, Enti locali e regioni hanno siglato lo scorso 4 Maggio, un accordo che ha reso possibile la spending con tutti i suoi tagli”, sottolineano polemicamente i Cobas.
Ma le brutte notizie non finiscono qui
Infine, c’ è l’impegno (fuoco di paglia perchè non è vincolante, ndr) a discutere con i sindacati dei processi di mobilità, “una sorta di contentino a chi aveva chiesto di concertare tagli ed esuberi e si ritrova solo con promesse da marinaio”, aggiungono i Cobas . C’è sì l’esame congiunto tra Governo e Cgil Cisl Uil viene ma solo sulla gestione delle mobilità, ed esclude ogni confronto sui processi riorganizzativi
“Per il Governo, il sindacato – concludono i Cobas - deve essere compartecipe e magari ‘complice’ dei tagli occupazionali senza ottenere in cambio alcunchè, neppure il confronto sui processi riorganizzativi che, al pari dei fabbisogni di personale ,sono da anni esclusi dalle materie di contrattazione”.

Fabrizio Salvatori

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