19 luglio 2012

Sciopero per aprire un vero confronto? Ma la Camusso sta scherzando? La segretaria del mio sindacato continua senza pietà a prendere in giro i lavoratori pubblici (dopo aver dimenticato del tutto gli operai) perchè farà una commediola a settembre (se non farà l'ennesima errata corrige) e la chiamerà "sciopero generale" dopo aver permesso a un governo illegale di distruggere alla base tutto il sistema socile e giuridico dei diritti costituzionale del lavoro. Si è forse dimenticata che Monti quando ha parlato dei danni della concertazione, e quindi dell'inutilità di questi sindacati, ha detto a chiari lettere che non gliene frega niente di cosa fanno e dicono Cgil-Cisl-Uil? Se lo faccia ricordare dai mandanti del criminoso governo, telefoni alla segreteria del suo PD. Oppure, ridia dignità al suo ruolo di segretaria della Cgil e dichiari uno sciopero generale del Paese con all'ordine del giorno la caduta del governo!

Camusso: a settembre sciopero generale lavoro pubblico
“Con la manifestazione nazionale di oggi a Roma in piazza Vidoni, indetta dalle categorie del pubblico impiego di Cgil e Uil. abbiamo dato il via ad una fase di mobilitazione che riguarderà tutto il paese e che culminerà a settembre con lo sciopero generale del lavoro pubblico, contro l'ennesima manovra che colpisce ancora una volta i cittadini, i lavoratori e la pubblica amministrazione”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

“Sempre di più - aggiunge il numero uno della Cgil - il governo si accanisce contro i soggetti deboli, salvaguardando al contempo le grandi ricchezze e le spese superflue, con un’operazione fatta d soli tagli lineari che colpiscono il servizio sanitario nazionale, il welfare locale, l’istruzione, l’università e la ricerca, così come settori nevralgici della sicurezza e della giustizia, che apre la strada a pericolosi processi di privatizzazione di vitali funzioni pubbliche”.

“Una manovra - prosegue Camusso - fatta semplicemente contro il lavoro, che determina migliaia di esuberi e che rischia di creare un’ulteriore divisione tra lavoratori pubblici e privati oltre che ulteriore disoccupazione in tutti i settori”.

“Non ci troviamo, quindi, - conclude il segretario generale della Cgil - di fronte ad una 'revisione della spesa' per tagliare gli sprechi, come avremmo voluto, ma ad un insieme di tagli drastici e insostenibili che il Paese non potrà reggere. Per questo è necessario aprire un vero confronto, ripartendo dai contenuti dell'intesa sul lavoro pubblico firmata il 3 maggio. Altrimenti la spending review produrrà solamente risultati marginali dal punto di vista della tenuta dei conti ed effetti devastanti per gli italiani”.

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