31 luglio 2012

Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista: "Bersani presentando la Carta d’Intenti del Pd dice che vuole uscire dalla politiche liberiste. Ma perché allora Bersani ha votato l’abolizione dell’articolo 18, la manomissione delle pensioni e approvato il Fiscal Compact, sostenendo Monti che delle politiche liberiste ha fatto il centro della sua azione di governo? Faccio quindi a Bersani alcune semplici domande: è disponibile a ripristinare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e a cancellare la Legge 30 e l’articolo 8 della finanziaria Berlusconi? Disponibile a cancellare la scandalosa riforma delle pensioni della Fornero? Disponibile a rigettare il Fiscal Compact che strozzerà l’Italia e la terrà in recessione per i prossimi vent’anni? Senza queste risposte le parole di Bersani sono solo chiacchiere in libertà"

Monti vede la fine del tunnel. Forse è un treno ad alta velocità che ci viene addosso
"Noi e l'Ue siamo alla fine del tunnel", queste le parole di speranza del premier Mario Monti parlando della crisi in collegamento con Radio Anch'io. Poi dice che "la spending review non è una nuova manovra" e che "i compiti non finiscono mai, come gli esami. Lo scenario peggiore che voglio esorcizzare sarebbe quello delle elezioni che si tengono a scadenza naturale ma a cui si arrivasse senza una riforma della legge elettorale e in un clima di disordinata rissa tra partiti", ha precisato Monti.
 Insomma, Monti è un artista in materia di mistificazione della realtà. Ci mancava solo che dicesse che la riforma delle pensioni serve ai giovani e che quella sul mercato del lavoro favorisce l'occupazione. Ma l'ha già detto in passato e a cosa serve ripeterlo?! I dati sulla produzione industriale, sulla disoccupazione, sulla povertà ci dicono qualcosa di nettamente diverso. Ci parlano di un Paese in forte recessione economica e sprofondato nel dramma sociale. Forse tengono i Paesi periferici a galla con le nuove misure annunciate da Draghi, ma il grosso è fatto, anzi, come dice Monti, i compiti a casa son fatti (tagli, riforme, fiscal compact...) e il destino dell'Italia, se non si inverte la tendenza con politiche di redistribuzione e di rilancio occupazionale, è segnato tragicamente.
La luce in fondo al tunnel potrebbe essere un treno ad alta velocità che ci viene addosso!
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31/07/2012 12:12 | CONFLITTI - ITALIA | Fonte: milanoinmovimento.it
Val Susa, la repressione continua: provvedimenti della magistratura in tutta Italia, anche a Milano.
Le mobilitazioni in Val Susa non accennano a diminuire per numero ed intensità e la magistratura, solerte ed imparziale come sempre, non tarda a farsi sentire.
In seguito alle recenti mobilitazioni, momenti significativi di un programma estivo d’iniziative no Tav in Val di Susa ricco e particolarmente lungo, la magistratura torinese ha deciso di notificare altri obblighi restrittivi a diversi militanti, in Valle, a Torino e in altre città d’Italia.
Tra le persone colpite da questi provvedimenti ci sono anche alcuni degli arrestati del 26 Gennaio ( http://www.notav.info/post/altri-obblighi-notificati-ai-notav/ );  il numero complessivo è ancora da quantificare.
Al momento abbiamo notizia di un provvedimento notificato anche a Milano ad un compagno del Collettivo Lambretta . Attendiamo notizie più precise relativamente a questo provvedimento (sembra si tratti di un divieto di dimora presso il comune di Chiomonte) e ad eventuali altri. Ne daremo notizia nel corso della giornata.
Ovviamente, anche se ai più tutto ciò apparirà scontato, questi provvedimenti confermano quanto detto più volte sino a questo momento, ovvero come le mobilitazioni in Val Susa rappresentino, per la loro radicalità e la dimensione trasversale e di massa che le caratterizza, un pericolo per il potere costituito che ne teme l’estensione e riproducibilità e per questo motivo si accanisce in ogni modo e con ogni pretesto per cercare di sopirne potenzialità ed efficacia.

31/07/2012 www.controlacrisi.org

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