1 giugno 2012

Nota alla lettera aperta di Nicolosi (segreteria nazionale Cgil) a Camusso. Caro Nicolosi, la tua è una garbata lettera di critica al segretario generale che andrebbe bene in una situazione di lento movimento della Cgil, invece siamo in un'immobilismo tragico, e foriero di drammi e tragedie sociali, per i lavoratori, precari e stabili, per i disoccupati e i pensionati. Forse se voi diregenti nazionali, ma anche quelli locali, frequentaste i luoghi di lavoro avvertireste il silenzioso dolore della gente in carne ed ossa (molto diversa da quella che declinate nei vostri documenti e nelle dichiarazioni alla stampa), avvertireste l'impotenza della parte viva delle RSU e il menefreghismo dell'altra parte, eletta con i criteri della fedeltà alla linea della capa). Caro Nicolosi siamo in una fase così deflagrante per le coscienze e per la dignità e la soggettività professionale dei lavoratori che la normale critica non serve più, servono atti conseguenti e dirompenti in questa Cgil che pare la succursale sindacale del PD, ben affiancata d Cisl e Uil, avanguardisti governativi della prima ora. L'atto più naturale ed immediato per dirigenti all'altezza della situazione è l'annuncio di un referendum per ripristinare l'art. 18 nella sua interezza.

Oggetto: lettera aperta alla compagna Susanna Camusso
 Cara Susanna,

nell'ultima Segreteria, svoltasi il giorno 21 maggio u.s., hai concluso una lunga giornata di confronto con l'impegno a discutere il “disegno di legge Lavoro” non appena la Commissione Lavoro del Senato avesse approvato il testo da inviare in aula.


La comunicazione alla Presidenza del Senato è avvenuta il 23 maggio e presumo che il 24 maggio fosse a disposizione di tutti.

Ovviamente, non mi sfugge che in quei giorni siamo stati impegnati tutti, e tu in modo particolare, in Sicilia, in giornate memorabili dove la verità e la giustizia saranno necessarie per riscrivere la storia dei sindacalisti siciliani uccisi dalla mafia. Sono ancora commosso per i funerali di Stato celebrati in memoria di Placido Rizzotto!!

Il tempo è tiranno e noi spesso rischiamo di essere vittime della velocità con cui tempo ed eventi si inseguono.

Nella Segreteria del 21 maggio avevo chiesto esplicitamente di discutere del testo in Commissione Senato, perchè già alcuni emendamenti lo avevano modificato, peggiorandolo. E' questo il caso dell'attuale e nuovo art. 62, che modifica il decreto legislativo 10 settembre 2003 n. 276 in materia di responsabilità solidale negli appalti.

Nel comunicato “della nostra Segreteria” (?), si dice che questo articolo contiene una positiva correzione: non capisco da dove si peschi questo ottimismo, visto che si tratta di un ulteriore tentativo di attenuare il principio di responsabilità solidale negli appalti, con l'aggravante che metodi, procedure e controlli sono assegnati ai contratti collettivi nazionali, cioè al sindacato e ai datori di lavoro.


Vengono sottratti alla legge principi importanti e assegnati ai rapporti di forza tra le parti sociali. Il caso FIAT o la nascita dei sindacati gialli o di comodo non ci insegnano niente?

Già un anno fa denunciai in Segreteria il tentativo di un avviso comune su questa stessa materia. Oggi la Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica) grida di gioia perchè è stato approvato un emendamento da loro suggerito.


Alleggerire la responsabilità solidale negli appalti è un fatto grave che nel sistema dei subappalti fa tornare indietro l'orologio dei diritti e mette i lavoratori nella condizione di subire ricatti e angherie.

D'altronde tutta la filosofia insita nel ddl lavoro ha questo afflato: rafforzare l'impresa riducendo i diritti del lavoro. Vale per la modifica peggiorativa dell'art. 18/L.300/70 e per la continua azione ideologica contro il lavoro che mantiene 46 forme di assunzioni, per lo più precarie. Sui contratti a termine, ci sono arretramenti, ossia le causali ampliate a 12 mesi; sugli apprendisti la logica è quella della riduzione del costo del lavoro e non la formazione; sugli ammortizzatori siamo in presenza di soluzioni con strutturali e con scarse risorse economiche....

Ma di questo abbiamo parlato più volte e il nostro Direttivo ha già assunto una sua determinazione, che non ho condiviso assieme a tanti altri compagni. Nel comunicato c'è un utilizzo eccessivo di termini “di buona accoglienza” (positive, apprezza, meritoria, conquista, significativa, ecc...) che lasciano presupporre un cambiamento di opinione della nostra organizzazione su un testo sul quale abbiamo indetto 16 ore di sciopero. In più non si capisce il rapporto di equilibrio tra aspetti negativi e positivi.

E ancora, anche gli aspetti rivendicativi appaiono sottotono e, uniti all'assenza di mobilitazione, rappresentano una sorta di “lasciapassare” ad un disegno di legge che non aiuta, nell'insieme, il lavoro da noi rappresentato.


Per questo è urgente la convocazione del Direttivo nazionale. Per ricordarci, inoltre, che abbiamo avuto mandato per individuare una data per lo sciopero generale proprio sui temi del mercato del lavoro.

C'è poi una questione di metodo, che chiedo a te, in qualità di Segretario Generale e Primus Interpares, di far rispettare: le nostre opinioni sono state chiarite e discusse più volte: se un comunicato è a firma della Segreteria, questa deve essere informata e dare opinione concorde, oppure deve essere convocata.

I comunicati si possono firmare in relazione alla responsabilità dell'incarico avuto. Non voglio ricordare il brutto comunicato del 5 aprile u.s., che definiva il mio comportamento “non corretto”: due pesi e due misure! Merito e metodo vanno sempre abbinati; in questa vicenda sono stati scissi.

La complessità della nostra Organizzazione è sempre stata una ricchezza. Lo Statuto della CGIL è una garanzia per tutti. Credo sia importante, di tanto in tanto, leggerlo: ci aiuta a commettere meno errori e ci difende da noi stessi.

Credo che saprai trovare una risposta a questo mio quesito.

Con sincerità.
Nicola Nicolosi
Segretario Confederale CGIL e Coordinatore nazionale dell'area “Lavoro società”.
1 giugno 2012

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