4 giugno 2012

Il tragicomico volantino fatto per spiegare la bontà delle politiche piddine sul lavoro, rende ancora più crudele il crimine sociale compiuto

L'impegno del Pd e la riforma del lavoro. Ma i lavoratori non ringraziano e gli elettori scappano.

Dopo le dichiarazioni di giubilo dell'ex ministro Treu, oggi senatore del Pd e fra i primi a rendere più precario il lavoro in Italia, dopo il plauso della capogruppo al Senato Angela Finocchiaro, rivolto alla ministra Fornero per l'impegno profuso nella riforma del mercato del lavoro, ecco una nuova perla da non perdere. Un volantino, affidato ad un gruppo di comunicazione evidentemente assunto con contratti atipici, che illustra con dovizia di particolari, i miglioramenti apportati dal Pd al testo votato in aula. Il volantino è scaricabile dal sito del gruppo del Pd al Senato, sta girando nella rete creando non poche polemiche e anzi  contribuendo a far alzare i toni a chi si sente come si dice a Napoli " cornuto e mazziato"

Geniale, semplicemente geniale. Neanche il migliore degli spin doctor avrebbe potuto consigliare meglio il gruppo del Senato del Pd in merito a come realizzare un volantino in grado di  spiegare agli elettori del partito, i grandi risultati ottenuti con l’appoggio fornito per la controriforma del mercato del lavoro. Neanche il migliore dei surrealisti, il principe del non sense avrebbe avuto il coraggio di spingersi così oltre scrivendo parole come “Grazie al nostro impegno + garanzie – precarietà + sostegno al reddito”. Secondo la narrazione onirica fornita dal cosiddetto più grande partito di opposizione, finalmente e solo grazie al Pd ci sarà un compenso minimo (?) per i lavoratori a progetto, ci sarà una “congrua indennità” (?) per la prestazione svolta durante tirocini, una indennità “più favorevole”(?) per i collaboratori a progetto che porterà, forse, ma forse, ma forse a trasformarsi nel 2016 in un vero e proprio trattamento di disoccupazione, crisi permettendo certo. Ma i coraggiosi senatori del Pd hanno anche spezzato una lancia a favore di chi ha dovuto (soprattutto lavoratrici) firmare le dimissioni in bianco all’atto della assunzione. Grazie al grande partito il lavoratore avrà la facoltà di…revocare le dimissioni. Si mormora che l’emendamento sia stato accolto con significativi sghignazzi da parte di una certa imprenditoria che si è specializzata nell’usa e getta delle persone. Su altri punti il Pd avoca a se e le considera come conquiste, le scelte fatte dal governo, rivendica invece come risultato di propri emendamenti l’introduzione della contrattazione nei rapporti di lavoro atipici, peccato che questo avvenga con le modalità introdotte con l’accordo del 28 giugno scorso su cui ci sarebbe assai da ridire. Last but not least, il Pd ha ottenuto la “partecipazione dei lavoratori” (?) e la “democrazia economica” (?) di cosa si tratta? Un miracolo si potrebbe dire, una delega al governo in materia di informazione e consultazione dei lavoratori e di definizione di misure per la democrazia economica nell’impresa. Inutili i commenti rispetto a cosa sarà considerato democratico per un governo che fonda la sua esistenza sulla assoluta irresponsabilità politica. Ovviamente nel testo del volantino non si fa alcun riferimento alle modifiche introdotte per distruggere l’articolo 18, al fatto che le tipologie di contratto atipico non sono diminuite, che gli ammortizzatori vengono ridotti, ecc….. Un boomerang a doppio lancio. Intanto per  il testo che è fumoso e lacunoso, offre risposte vaghe nel tempo e nella concretezza dei provvedimenti che verranno presi, E poi soprattutto per le reazioni suscitate in rete, soprattutto fra militanti e iscritti nel Pd. “Ci vediamo nel 2013” è quello dal tono più gentile. E poi giù insulti, minacce, rimproveri di ogni tipo, critiche a volte generalizzate altre puntuali e rivolte ai gruppi dirigenti accusati di aver venduto tante conquiste per un piatto di lenticchie. “Vi ho votato e non vi voterò mai più”, “Nessuno potrà più dire che siete un partito di sinistra”, “Ma che ci avete preso veramente tutti per cretini?” e via di questo passo. C’è da sperare che tante persone si comportino poi di conseguenza e che spostino il proprio consenso verso forze di sinistra e vicine agli interessi dei lavoratori. 

Stefano Galieni
04/06/2012

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