16 giugno 2012

Domani, domenica 17 e lunedì 18 giugno, una delegazione del Partito della Rifondazione comunista composta dal segretario nazionale Paolo Ferrero e dal responsabile Esteri Fabio Amato, sarà in Grecia, ad Atene, al quartier generale di Syriza, in piazza Eleftherias, per le elezioni.

Domani saremo con Syriza a seguire le elezioni greche. Saremo ad Atene con le altre delegazioni del Partito della Sinistra europea di cui Alexis Tsipras è vice presidente e di cui fa parte Rifondazione comunista. Le elezioni in Grecia possono rappresentare un cambiamento epocale non solo per Atene ma per l’Europa intera, per il popolo greco e per tutti i popoli europei. C’è in gioco la scelta tra il neoliberismo, l’austerità e il modello Monti-Merkel che ci sta portando al disastro aggravando la crisi e, dall’altra parte, la possibilità di un’uscita da sinistra dalla crisi, basata sulla giustizia sociale e sulla libertà dei popoli. Paolo Ferrero

Aspettando la vittoria di Syriza...

È stata la piu difficile campagna elettorale quella che si chiude oggi in Grecia, con il tentativo del leader della destra Samaras di ritornare in piazza Syntagma per il suo ultimo comizio, per dimostrare che Nuova Democrazia ha ancora i numeri per governare. Intanto ieri decine di migliaia di ateniesi sono andati in piazza Omonoia a sentire Alexis Tzipras, il leader di Syriza, che in un clima di allegria
e di speranza ha chiesto il voto per un governo di sinistra in Grecia e per una svolta per l'Europa.

Tsipras ha insistito che la vittoria di Syriza rappresenta la miglior garanzia che la Grecia rimanga nella eurozona e ha chiesto la collaborazione degli altri partiti di sinistra per allargare l'alleanza politica e sociale che potra sostenere le riforme per creare sviluppo e posti di lavoro. Gia ieri Elstat (l'Istata greco) ha annunciato che la disoccupazione ufficiale è arrivata al 22,60%, cioè alle 1.120.097 persone senza lavoro già il primo trimestre dell'anno. Di pari passo Tsipras ha chiesto anche una nuova alleanza politica e sociale in Europa, per vincere le politiche neoliberaliste e per mettere le basi per una Europa «della solidarieta e della democrazia economica e sociale».

Tsipras non chiede solo l'unità della sinistra ma un vero sostegno dal popolo delle sinistre, mentre i militanti di Syriza e tanti dei suoi elettori si dichiarano pronti a passare l'estate in piazza Syntagma con Tsipras o no al governo. Per loro il governo di sinistra avrà bisogno della mobilitazione dei lavoratori, dei disoccupati, degli statali, delle donne e dei giovani per imporre la sua politica alla Merkel, a Bruxelles e anche ai poteri forti in Grecia; mentre, nel peggior dei casi, sanno molto bene che dovranno opporsi come hanno dimostrato di saper fare ai nuovi tagli.

Ma come potranno Tsipras e i suoi vincere le elezioni senza una grande giornale o gruppo editoriale alle spalle, con la radiotelevisione pubblica apertamente contro e le televisioni private dei costruttori, dei banchieri e degli armatori impegnate in una guerra meschina contro Syriza e i suoi candidati?

Gli unici a offrire facilmente spazio a Syriza sono i media internazionali, alla ricerca di qualche trafiletto per far saltare le borse. Gli ultimi sondaggi, «segreti» per la legislazione elettorale greca, danno la coalizione di Nuova Democrazia e Pasok in testa, con un 1-2% di percentuale davanti a Syriza, con il Pasok in caduta libera. Poco importa se i neonazisti di Alba Dorata a quanto pare all'ultimo momento rimontano solo grazie ai violenti attacci contro immigranti e gente di sinistra. La borsa di Atene ha fatto un salto di 10,12% e le quotazioni delle azioni delle banche sono volato con un salto del 23%, appena sono trapelate notizie di questi sondaggi «segreti» che danno la vittoria agli stessi partiti che hanno fatto della corruzione la loro attività, affondato il paese.

Il problema vero pero è chi sarà tra Syriza e Nuova Democrazia ad avere un pugno di voti preziosi in più per prendere il premio di 50 seggi sui 300 del parlamento. Syriza dichiara da giorni che si aspetta di tutto. Ieri è perfino accaduto che la macchina di una sua candidata a Serres, nella regione macedone, è stata fermata dai «soliti ignoti» che le hanno impedito di tenere il comizio nela cittadina considerata «di destra» e da loro controllata.


 Argiris Panagopoulos

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