18 giugno 2012

C'è una grossa e preoccupante somiglianza tra la sinistra greca e quella italiana che inficia, per adesso, l'evoluzione delle forze di sinistra su un percorso di scelte in rapporto diretto con la realtà politica sociale. In Grecia la sordità del KKE, Sinistra Democratica e verdi soffrono dello stesso male politicista che affligge in Italia SEL, Verdi, Sinistra Crtitica e il resto dell'arcipelago di sinistra. In stretta connessione con l'IDV.

Una sinistra antiliberista e autonoma
Il risultato delle elezioni greche rappresenta un fatto storico per la sinistra europea. Viene rotto in modo stabile il bipolarismo delle banche, rappresentato dai governi socialdemocratici e conservatori, e Syriza si afferma nettamente come seconda forza politica del paese, con un aumento impressionante di consensi, soprattutto fra i giovani e nei centri urbani. Solo una legge elettorale truffa permette ai conservatori di Nuova Democrazia e ai loro alleati della grande coalizione, i socialisti, di poter avere una maggioranza in Parlamento. Non ha vinto l'euro, come scrive la stampa italiana, hanno vinto gli speculatori, la Merkel, i tecnocrati che vogliono continuare ad imporre le folli politiche di austerità e liberiste che producono solo recessione e disocuppazione di massa. Se in Europa si parla di rinegoziazione dei trattati è grazie alla coraggiosa battaglia di Syriza e del popolo greco. Una battaglia comune alle forze del Partito della Sinistra Europea, a Rifondazione Comunista, il Front de Gauche, Izquierda Unida, che si battono contro il fiscal compact, il liberismo e il capitalismo. Serve, come in questi paesi, costruire una sinistra unita antiliberista e autonoma da quelle forze complici dell' austerità e della demolizione dello stato sociale, come quelle che in Italia sostengono Monti. Come Syriza è autonoma dal Pasok, in Italia questo significa una sinistra autonoma dal PD.

Fabio Amato
resp. Esteri Prc
18 giugno 2012

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