27 maggio 2012

Ormai siamo alla commedia delle comari inacidite perchè il parroco se ne sta in sagrestia ad attendere altre comari. A parte la battuta, mi chiedo se Vendola e Di Pietro pensano veramente che la loro partecipazione in un governo padroneggiato dal PD possa rimettere in discussione tutti i disastri che questo governo PD/PdL sta facendo. Se ci credono siamo al puro egocentrismo da curare con sedute permanenti di psicoanalisi e terapie farmacologiche; se hanno delle perplessità siamo all'ipocrisia politicista elevata all'ennesima potenza. Ma ci vuole tanto a capire quanto sta succedendo in mezza Europa? Ci vuole tanto a capire, anche per i loro interessi elettorali di partito, che un polo unitario di forze diverse e antagoniste a questo drammatico stato di cose presenti è l'unica, e opportuna, strada da intraprendere per dare una rappresentanza politica ai drammi della società italiana? Vendola e Di Pietro vogliono governare, e chi non lo vorrebbe? Ma preferiscono farlo subito (????) da comparse o costruendo le condizioni per farlo da protagonisti e senza il tutoraggio dei poteri forti? Se non capiscono queste cose elementari, o se non vogliono capire, sappiano che verranno sepolti da tonnellate di ortaggi che gli spettatori stanno accumulando nel mentre assistono a questa commedia della " Foto di Vasto".

VENDOLA E DI PIETRO PREFERISCONO IL CARTONE DI BERSANI ALLA SINISTRA MODELLO SYRIZA
Giornata memorabile quella di oggi per il popolo della sinistra: mentre al Senato è in discussione la manomissione dell'art.18 e la ratifica del Fiscal Compact, Di Pietro e Vendola non trovano di meglio da fare che rilanciare la foto di Vasto come se niente fosse, come se il Governo Monti fosse una piccola parentesi, un brutto inciampo, passato il quale tutto ritorna come prima. I due leader lo fanno dal palcoscenico di Luca Telese, vendoliano doc, cercando di fare la solita mossa della spinta a sinistra del centro sinistra. Evidentemente il vero obbiettivo è evitare che alla prossima direzione del PD i centristi spostino ancora più a destra l'asse della coalizione. Bersani però si nega, e come in un gioco al massacro i due leader del centro sinistra non trovano di meglio da fare che abbracciare un Bersani di cartone. Bella trovata, Grillo ci farà la zuppa. Così mentre il popolo calcola l'imu e bestemmia, mentre la Fornero porta avanti con lucidità la riforma del lavoro, Vendola e Di pietro danno appuntamento a settembre invitando Bersani alla festa di Vasto. Il PD voti pure favorevole alla riforma del lavoro e la ratifica del Fiscal compact, non ci saranno problemi. SEL e IDV vanno così in ferie prima del previsto, ma minacciano il PD che se continua a tentennare sulle alleanze i due andranno da soli e lo faranno lanciando il cantiere del centro sinistra. Bello spot, necessario visto i sondaggi in discesa, peccato però che non ci crede nessuno, basta vedere le scelte di campo fatte da IDV alle regionali e da Vendola a Napoli e Palermo. Il primo a rispondere dalle parti del PD ai leader di SEL e IDV è Fassina, che accetta l'invito di Vasto e rilancia. « Prima riusciamo ad offrire un percorso aperto e plurale per la definizione del programma di governo - dice Fassina - più efficace è la ricostruzione della fiducia nella politica, nella buona politica». Mentre in tutta Europa la sinistra si sta riorganizzando federandosi e dotandosi di un programma radicale in un rapporto fecondo con i movimenti sociali, in Italia le cose sembrano andare diversamente. Vendola e Di Pietro non scelgono le coalizioni sociali ma le usano, invocandole senza praticarle per contrattare con i partiti che appoggiano Monti. Francia, Spagna, Grecia, però ci indicano un'altra strada. Queste nazioni a noi vicine stanno diventando per la sinistra di opposizione alle politiche liberiste, dei laboratori importantissimi che sembrano rompere, nella crisi economica, la crisi della politica, rigenerando partecipazione e conflitto. In Grecia addirittura Syriza con una proposta unitaria e radicale è riuscita a diventare una forza sociale in grado di concorrere alla guida del Paese, anni luce di distanza dalla foto di Vasto con o senza cartoni. Un elemento questo che non sfugge a Paolo Ferrero e alla Federazione della Sinistra, che Vendola non cita mai, nonostante gli estenuanti appelli all'unità della sinistra d'opposizione arrivati in questi mesi. "A Vendola e Di Pietro dico - dichiara il segretario del PRC - uniamoci per fermare il governo Monti. Organizziamo rapidamente una manifestazione unitaria per bloccare la manomissione dell'articolo 18 e il Fiscal Compact. Così come dico: uniamo subito la sinistra per costruire con i movimenti la piattaforma dell'alternativa. Tsipras in Grecia come Mélenchon in Francia hanno indicato la strada: uscire dalle politiche neoliberiste che hanno portato alla crisi - conclude Ferrero - occorre costruire un polo di sinistra che sappia parlare il linguaggio dell'alternativa: se non ora quando?".

ps. Ma secondo voi perchè mai Bersani non dovrebbe presentarsi a settembre a Vasto?


Redazione www.controlacrisi.org
26 maggio 2012

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