18 maggio 2012

Obama ha portato speranza, ma niente è cambiato, non importa più chi sia al comando, sono le corporation che guidano tutti i giochi

LA BATTAGLIA DI CHICAGO E' INIZIATA
Inizia con un rally a Delay Plaza il weekend di proteste che Occupy Wall Street porterà avanti contro il g8. I manifestanti tenuti a distanza da Camp David - la residenza tra le montagne del Maryland, dove si incontrano gli otto leader del G8 - hanno organizzato a Chicago la loro lotta dove domenica e lunedì si svolgerà il summit della Nato. Un programma fitto di iniziative, proteste con cui il movimento degli indignati intende tornare alla ribalta, anche in vista delle elezioni di novembre. Tra le dimostrazioni in programma, c'è anche per domani una marcia verso la casa di Rahm Emanuel, sindaco della città ed ex capo dello staff e coriaceo braccio destro del presidente. Mentre per domenica, è previsto, oltre ad una grande marcia, il tentativo di sortite nella zona rossa del convention center dove inizierà il vertice. Ed è prevista la protesta, fortemente simbolica, dei reduci dell'Afghanistan e dell'Iraq che restituiranno le medaglie ricevute. Occupy Chicago — da settimane impegnata nell'organizzazione logistica del weekend di proteste - conta su una partecipazione massiccia alla protesta. La marcia organizzata con autobus che hanno cominciato ad arrivare già da ieri da diverse città americane è di per se un evento storico che rimanda alla gloriosa battaglia di Seattle quando il movimento no global apri le danze della contestazione ai grandi della terra. «Una manifestazione così importante come il vertice Nato è un'occasione perfetta per far arrivare il nostro messaggio», ha detto uno degli attivisti. Il presidente democratico Obama è un bersaglio della protesta, e sarà duramente contestato proprio nella città in cui ha iniziato la sua attività politica proprio come militante di base, con azioni, per esempio, per difendere i diritti degli inquilini delle case popolari. Ma ora ha completamente voltato pagina, secondo gli attivisti di Occupy: «Obama ha portato speranza, ma niente è cambiato, non importa più chi sia al comando, sono le corporation che guidano tutti i giochi».

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