25 maggio 2012

Il ciclone si sta per abbattere anche sulla categoria più "garantita" del Bel Paese. Del resto, non è la prima volta che i dipendenti pubblici vengono attaccati frontalmente. Già con il blocco della contrattazione si è assestato un colpo non certo lieve. “Gli unici a fingere di non essersene resi conto sono Cgil Cisl Uil e Ugl che con la firma apposta al protocollo sul lavoro pubblico del 3 maggio scorso avallano supinamente licenziamenti e smantellamento della Pubblica Amministrazione”. Incredibile il consenso della Camusso; a nome del PD?

Lavoro, domani, sabato 26, a Roma l'assemblea autoconvocata dei delegati e militanti sindacali
Una assemblea di lavoratori e rappresentanti sindacali per provare a dire che "è proprio arrivato il momento della mobilitazione". L'assemblea autoconvocata a Roma all'Ambra Jovinelli domani è uno di quei momenti che nascono da una autentica spinta dal basso. Se da una parte sta nel filone della mobilitazione del "No debito", dall'altra non si può negare che il mondo del lavoro è sotto pressione. Una pressione che Cgil, Cisl e Uil hanno scelto, forse un po' irresponsabilmente, di contenere da troppo tempo.

E allora ecco l'idea di una assemblea autoconvocata che nasce da un appello firmato da centinaia di delegati.

"Siamo lavoratrici e lavoratori, delegati e delegate, precari e disoccupati, militanti - si legge all'inizio del testo - di diverse storie, esperienze, organizzazioni e movimenti. E riteniamo nostro dovere oggi lanciare un appello per discutere e decidere tutti insieme come agire, perché non possiamo più continuare così".

Un "non si può più continuare così" che allude non a una semplice insoddisfazione ma al “cambio di passo" di uno schema "il sindacato dispone e il lavoratore esegue" nato proprio nella durezza della crisi economica.

"Quello che stiamo cercando di superare - sottolinea Cristiano, Rsu Usb - è una vecchia idea di fare sindacato che aveva al centro lo scambio tra i diritti, dei lavoratori, contro il ruolo del sindacato".

Probabilmente ci sarà bisogno di altri incontri. E questo non se lo nasconde nessuno dei promotori. Ma l'idea di tornare nei luoghi di lavoro e "proporre qualcosa di concreto" in questo momento coglie nel segno.

Lo sciopero generale? Nell'appello l'allusione è continua. Ma è chiaro che si tratta di un percorso tutto da costruire.

La piattaforma non è da poco perché spazia, ovviamente, dal "No all'art. 18" alla costruzione di una rete contro le privatizzazioni (all'assemblea interverranno i promotori del referendum sull'acqua), dal no alle pensioni al "diritto all'abitare", al reddito generalizzato.

"Per tutte queste ragioni e per ripartire unitariamente ma dal basso - continua l'appello - riteniamo necessario costruire un’assemblea del mondo del lavoro, più o meno precario che sia, aperta a tutte e tutti coloro che, senza mettere in discussione le proprie collocazioni e le proprie appartenenze, vogliono oggi liberamente discutere su come mobilitarsi per costruire una risposta all’offensiva che stiamo subendo, fino ad uno sciopero generale che fermi il paese".

L’Unione Sindacale di Base sostiene e partecipa all’assemblea.

Fabio Sebastiani

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