27 aprile 2012

Una tassa che colpisce i più deboli, mentre i grandi costruttori restano fuori. Per chi ha comprato casa, dopo 30 anni di risparmi, sarà come pagare il fitto per vivere a casa sua

IMU, CORNUTI E MAZZIATI
Un tempo c’era l’Ici, poi abolito. Oggi arriva l’Imu. Forse Berlusconi aveva illuso gli italiani? Lo abbiamo chiesto a Ferruccio Sansa, che recentemente, insieme a Claudio Gatti, ha scritto “Il Sottobosco – berlusconiani, dalemiani, centristi uniti nel nome degli affari” (Chiarelettere).

Berlusconi aveva vinto le elezioni anche grazie a questo suo cavallo di battaglia, questo slogan “Aboliremo l’Ici“, e noi italiani gli siamo subito corsi dietro dimenticandoci che l’Ici era una tassa che ovviamente non fa piacere a nessuno pagare, perché a nessuno fa piacere pagare le tasse. Dimenticammo, però, che l’Ici si traduceva in servizi che arrivavano a noi: scuole, trasporti, servizi sociali. Berlusconi però tagliò le tasse, soprattutto quelle che andavano agli enti locali. E lo fece perché gli enti locali erano amministrati, spesso, dal centro-sinistra. Tagliando queste tasse ci siamo trovati a vivere in un Paese dove le scuole in cui vanno i nostri figli sono sempre peggiori e le insegnanti sono costrette a fare i salti mortali per garantire un servizio decente. Ecco, questo era l’Ici: era le scuole dove noi mandiamo i nostri figli, era i servizi sociali per chi aveva bisogno, era i trasporti per chi vuole andare a lavorare. Questo era l’Ici e Berlusconi l’ha tagliato e lo ha tagliato con una manovra che era evidentemente destinata poi a scontrarsi con la realtà. Oggi gli enti locali sono in miseria.

Ora Monti lo reintroduce, però chiamandolo Imu…

Era quasi inevitabile visto che Berlusconi per anni ha evitato di ammettere la presenza della crisi. Ma se era inevitabile che il Governo Monti mettesse delle altre tasse, è pur vero che questo governo sta andando a prendere soldi dove sono capaci tutti a prendere. Questo governo, anziché combattere l’evasione che potrebbe da sola garantire 10 manovre del governo, è andato a prendere ai soliti che dichiarano, ai soliti che non possono farsi schermo di società o che non possono nascondersi in società che sono magari in paradisi fiscali. Il risultato è che questa tassa ha un risultato paradossale: ormai dobbiamo pagare l’affitto, l’equivalente di un affitto, per vivere in casa nostra. Ci sono persone che sono riuscite, dopo decenni di risparmi, a comprare una casa per sé e per i propri figli e adesso si trovano nella condizione di non riuscire a mantenerla e si trovano in una condizione in cui l’immobile che hanno comprato, proprio per queste tasse, per la politica che sta facendo il governo, varrà sempre meno. Uno per 20/30 anni ha risparmiato ogni giorno, ogni mese per riuscire i comprarsi la casa, la paga 100, dopo due anni gli vale 60 e addirittura deve pagarci un Imu. Oggi ci sono famiglie che con tanti figli a carico non sanno come pagare, non hanno i soldi, c’è poco da fare.

Ma poi quest’Imu non pare brillare per equità… O no?

Hanno iniziato a parlare di Imu qualche mese fa. Adesso, piano piano, dopo che è stata digerita dalla gente questa amara pillola, la pillola viene caricata nel dosaggio doppio. Addirittura si parla di un Imu ancora più alta per le seconde case sfitte e poi ecco che spuntano ancora una volta le solite esenzioni per i soliti privilegiati: c’è chi presenta emendamenti dicendo che i grandi costruttori che hanno decine di case vuote, non dovranno pagare l’Imu. Allora ecco che chi paga oltre a essere cornuto è anche mazziato!

 Anche in questo caso viene fuori quello che è il grande male di questo paese, che il Governo Monti non ha assolutamente sanato. La storia dell’Imu non è assolutamente l’unica, pensiamo alla questione delle barche e degli yacht di cui abbiamo parlato anche su Il Fatto quotidiano, era stata avanzata questa proposta di una tassa per cercare di colpire quelli che non venivano colpiti. Ricordiamoci che c’è chi ha degli yacht da 60/70 metri, evade l’Iva da un miliardo di Euro l’anno complessivamente, con le bandiere del Panama, delle Cayman e dei vari paradisi fiscali. La proposta era di tassarli, ma è stata cambiata alla chetichella, senza che nessuno se ne accorgesse. E ora la tassa colpirà i possessori di barche con la bandiera italiana, cioè quelle delle persone che magari hanno una barca più piccola, magari una barca vecchia che vale 4 soldi, che hanno comprato come passione della loro vita. Mentre quelli che hanno lo yacht di 60/70 metri, mettono la bandiera delle Cayman sono felici, contenti e non pagano nulla.

Al di là del danno e del sacrificio enorme che impone l’Imu, il grandissimo danno che fanno queste misure è che oltre a non essere giuste, consumano la fiducia, quel poco che resta nei confronti dello Stato.

27/04/2012

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