12 marzo 2012

«Splendida accoglienza. Facciamo le stesse lotte per ripristinare la legalità democratica nei luoghi di lavoro e nella società»

«È stato anche il nostro corteo»

Lo striscione dei No Tav: «La Grecia siamo noi» è piaciuto molto a Giannis Stefanopoulos, il presidente della federazione dei metalmeccanici greci Poem, che dal palco della Fiom ha rivendicato sviluppo e occupazione per la sua Grecia. L’operaio dei cantieri di Eleusi si è commosso per i gesti di solidarietà del «popolo della Fiom». «Abbiamo visto a Roma un’Italia diversa da quella che ci fanno vedere le nostre televisioni. Come credo che in Italia vedano una Grecia diversa da quella che viviamo noi. Alla faccia dei nostri governi tecnici», ci dice Stefanopoulos, ripetendo che la Grecia è solo una cavia da laboratorio per riportare l’Europa nel medioevo.

 Paure confermate ieri dai dati della recessione, arrivata nel paese al 7,50% nel quarto trimestre del 2011, mentre la disoccupazione a dicembre è salita al 21%, dal 14,80% dell’anno precedente. Il governo greco e la troika festeggiavano ieri il cambio dei bot greci nelle mani dei privati, il cosiddetto swap o Psi, mentre i sindacati erano sul piede di guerra contro Venizelos, arrivato a minacciare gli enti di previdenza che non volevano aderire al Psi. Sei enti non hanno aderito per paura di perdere le loro risorse e non avere soldi per pagare le pensioni, mentre il governo di Papadimos si è rifiutato di offrirgli le stesse garanzie che ha dato gratis alle banche. Con il «successo» del Psi ieri ad Atene è cresciuto il timore per una nuova ondata di tagli a giugno – con la perdita tra l’altro della tredicesima e della quattordicesima – e per un nuovo taglio delle pensioni.


Come vi è sembrata la manifestazione della Fiom?

 La Fiom e Landini sono ammirevoli per il loro lavoro. Mi hanno sorpreso molto l’entusiasmo e la grande partecipazione. Ho visto un grande spirito combattivo per difendere i diritti dei lavoratori metalmeccanici dentro le fabbriche. Capisco molto bene perché tante persone hanno viaggiato ore e ore per venire a stare con la Fiom a Roma e perché hanno resistito tutte queste ore a camminare nelle strade della città e ad aspettare i comizi. Noi del Poem abbiamo partecipato al corteo. Mi sono veramente commosso per i gesti di solidarietà della gente quando vedeva la nostra bandiera. Abbiamo avuto un caloroso abbraccio dove siamo passati. Nessuno di noi si aspettava questa accoglienza. Voglio ringraziare tutti i manifestanti per la loro solidarietà, ci hanno fatto sentire subito che eravamo nel “nostro” corteo e con la “nostra” gente.


Perché siete stati a Roma?

 Per dire ai nostri compagni di lavoro in Italia che le misure che applicano in Grecia distruggono il nostro paese e il nostro lavoro. Per metterli in guardia da queste politiche recessive. In Grecia chiudono le fabbriche, non pagano i lavoratori, violano le regole e i contratti nazionali. A Komotini, nel nord del paese, chiude un’impresa metallurgica, a Tripoli nel Peloponneso chiude Rocas, a Volos, in Tessaglia, chiude la grande impresa del settore Dmt. A Eleusi, che ha una delle più grandi aree di cantieri in Europa, gli operai sono senza busta paga da mesi. Lo stesso succede in tante altre imprese del settore. Nei cantieri vicini di Skaramagas fanno pressioni per applicare il lavoro a turni, con orari e giorni di lavoro ridotti. Noi metalmeccanici in Grecia ci troviamo in una situazione drammatica grazie alle politiche della troika.


Come reagiscono i lavoratori del settore?

 Siamo da due anni in lotta. Giovedì abbiamo uno sciopero di 24 ore e faremo un corteo da piazza Omonoia fino alla sede del governo, a palazzo Maximou, dove vive Papadimos. Chiediamo un progetto per salvare i cantieri e i loro fornitori in tutta la Grecia. Mentre noi saremo in corteo contro il governo di Papadimos che cerca di distruggere completamente il settore dei cantieri, l’associazione delle imprese metallurgiche sarà di fronte al tribunale del Pireo per sostenere l’abolizione del contratto nazionale del settore.


Il settore metallurgico si trova in queste condizioni per problemi strutturali o a causa delle politiche della troika e di Papadimos?

 Le misure imposte dalla troika e applicate dai suoi “impiegati” che governano la Grecia distruggono il nostro paese e ne distruggeranno altri. Abbiamo fatto da cavia e probabilmente non solo per l’Europa del Sud. L’attacco alla nostra sovranità nazionale si estenderà ad altri paesi, vogliono schiavizzare i popoli dell’Europa del Sud. Utilizzano la crisi del debito per cancellare la democrazia politica e sindacale e i diritti sociali, governando con regimi tecnici che nessun cittadino ha votato. In Grecia, in Italia e nel resto dell’Europa del Sud facciamo le stesse lotte per ripristinare la legalità democratica nella società e nei luoghi di lavoro.


Argiris Panagopoulos

10 marzo 2012
www.ilmanifesto.it

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