10 febbraio 2012

Sul banco degli imputati, i vertici della Eternit. Il pubblico ministero di Torino Raffaele Guariniello ha chiesto la condanna a 20 anni per i massimi dirigenti della multinazionale

Eternit, il processo in diretta su rassegna.it
Lunedì 13 febbraio, al Palazzo di Giustizia di Torino, è attesa la sentenza sulle vittime della Eternit . È il più grande processo penale in Italia e nel mondo per le morti dovute all’amianto. Sono circa tremila, tra lavoratori e cittadini deceduti o ammalati, le vittime dell’amianto. Oltre allo stabilimento di Casale (il vero epicentro della tragedia con 1.700 morti) sono coinvolti anche gli altri di proprietà del colosso svizzero nel nostro paese: Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). In quest’ultimo, ricorda la Cgil Campania, nel corso degli anni 1045 dipendenti sono morti: “Tra le patologie responsabili, il cancro ai polmoni, il cancro alla laringe, le asbestosi polmonari, il mesotelioma pleurico”.

“Purtroppo - ricorda l’Associazione Familiari Vittime Amianto (Afeva) - altre centinaia di vittime si sono aggiunte in questi ultimi anni. Le patologie da amianto che hanno colpito e ancora stanno colpendo le ex lavoratrici e lavoratori e le popolazioni sono mesotelioma (tumore maligno alla pleura o peritoneo), carcinoma polmonare e asbestosi”.

Sul banco degli imputati, i vertici della Eternit. Il pubblico ministero di Torino Raffaele Guariniello ha chiesto la condanna a 20 anni per Stephan Schmidheiny, miliardario svizzero di 64 anni, e Jean Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne, barone belga di 89 anni, i massimi dirigenti della multinazionale. Le accuse contestate sono disastro ambientale doloso (per l'inquinamento e la dispersione delle fibre-killer) e omissione volontaria di cautele nei luoghi di lavoro. L'accusa ha chiesto anche tre pene accessorie: l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, l'incapacità di trattare con la pubblica amministrazione per tre anni e l'interdizione temporanea dalla direzione di imprese per dieci anni.

“Dopo oltre trent’anni di lotta per la giustizia-bonifica-ricerca – denunciano in un comunicato Afeva e Cgil Cisl Uil – auspichiamo che questa sentenza possa offrire un grande contributo alla lotta mondiale contro l’uso dell’amianto e per la salvaguardia della salute”.

La lettura della sentenza si potrà seguire in diretta video su rassegna.it , a partire dalle 09.00, grazie allo streaming fornito dalla Provincia di Torino .

RadioArticolo1 dedicherà a questo evento l’intera programmazione della giornata. Una lunga diretta che alternerà il racconto della vicenda con collegamenti da Torino, testimonianze dal vivo, interviste ai protagonisti della lunga vertenza. 

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