28 gennaio 2012

Shoah, ricordare è un atto di giustizia, anche per noi stessi. Per tutti, Ebrei, Rom, Comunisti, Gay............

Giornata della (finta) memoria o sdoganamento di fascismi “leciti”?

La giornata in sé mi è abbastanza indifferente per come è concepita e ridiretta. Ché ai campi di concentramento non portarono solo gli ebrei. Lungi da me screditare quella gente, che anzi m’inbarbarisco l’umore se sento cose brutte che parlano male di loro. Per me sono persone, come tutte le altre, e questa perenne retorica e la legittimazione della violenza che Israele fa sui palestinesi mi infligge un elemento critico che non posso ignorare.
Grandi violenze su donne, lesbiche, omosessuali, rom, oppositori politici di ogni genere, ché se forse si ricordasse in questo giorno nella giusta maniera allora si capirebbe che ebrei a parte poi è rimasto tutto uguale. Le donne e lesbiche subiscono stermini, i gay e le trans continuano ad essere insultati da omofobi in processione mistica, tra vaticano e le televisioni, e i rom vengono sgomberati di città in città mentre c’è chi istiga o addirittura pratica roghi ai campi nomadi tanto per non perdere l’abitudine e il legame con quel brutto pezzo di storia. Gli oppositori politici ora li chiamano “antagonist*” e fanno i blitz di prima mattina con teoremi acconciati da magistrati che servono il regime, intoccabili, perché se dici boh o bah sei berlusconiano, e un po’ due ovaie che non si può dire che il magistrato è un servo dello stato e che lo stato è fatto di fascismi tutti in vita perchè la tentazione di spegnere il dissenso non è mai morta. Mai.

Brutta storia poi fingersi colmi di passione per quelle tragiche memorie mentre in italia si coccolano kapò che dentro i centri di identificazione ed espulsione tagliano l’aria a persone di altre etnie solo in virtù della loro provenienza. E ancora tutta la misoginia di cui siamo vittime e testimoni, che di negazionismi ce ne sono tanti, e la cultura bipartisan che ci obbligherebbe a dialogare con gente alla quale sputeremmo volentieri addosso e poi i rossobruni, fasci del terzo millennio, che regnano sovrani, prendono case e sovvenzioni pubbliche e vanno a braccetto con quelli che ci tolgono il diritto ad una sessualità consapevole, ai contraccettivi, al diritto alla salute, alla ru486, all’interruzione di gravidanza, ai consultori, e poi ci ricacciano a casa senza lavoro alle dipendenze di un padre padrone che piuttosto che mollarci ci ammazza e chi s’è visto s’è visto.

Chi sono quelli che ricordano quest’oggi? Quelli che mettono in galera gli antifascisti e le antifasciste che contestano l’uso di uno spazio pubblico a gente che adora la svastica e mussolini? Quelli che se sei antifascista sei retrò perchè destra e sinistra sono cose superate? Quelli che coltivano ambiguità e tra una capatina a casapound e una demonizzazione alle antifasciste immaginano di poter fare un passo avanti e poi un altro per non perdere consensi e per farsi altri amiconi, ché sai, oggi domani un concorso, non si può mai sapere quale mano e quale favore può servire?

Vivo in una terra di puttane che poi se la prendono con le sex workers perché non sarebbero donne perbene. Vivo in mezzo a fascistoni che si chiamano democratici e a fascistissime stronze che se gli spieghi che il fascismo non è solo un campo di sterminio ti guardano basite, come dire: embè? questi di oggi, sono brava gente, in fondo. Ma molto in fondo.

Vabbè, interrompo, prima di straparlare, e vi suggerisco la lettura di un testo condiviso con passione e fatica, la nostra. Buona lettura!

In questa giornata in cui tutt* si battono la mano sul petto fingendo ipocritamente distanza dai fascismi ricordo che i fascismi sono tra noi, ci governano, egemonizzano la cultura italiana, impongono “dialoghi” con soggetti che dovrebbero stare nell’archivio della memoria.

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