Giornata della (finta) memoria o sdoganamento di fascismi
“leciti”?
La giornata in sé mi è
abbastanza indifferente per come è concepita e ridiretta. Ché ai campi di
concentramento non portarono solo gli ebrei. Lungi da me screditare quella
gente, che anzi m’inbarbarisco l’umore se sento cose brutte che parlano male di
loro. Per me sono persone, come tutte le altre, e questa perenne retorica e la
legittimazione della violenza che Israele fa sui palestinesi mi infligge un
elemento critico che non posso ignorare.
Grandi violenze su donne,
lesbiche, omosessuali, rom, oppositori politici di ogni genere, ché se forse si
ricordasse in questo giorno nella giusta maniera allora si capirebbe che ebrei
a parte poi è rimasto tutto uguale. Le donne e lesbiche subiscono stermini, i
gay e le trans continuano ad essere insultati da omofobi in processione
mistica, tra vaticano e le televisioni, e i rom vengono sgomberati di città in
città mentre c’è chi istiga o addirittura pratica roghi ai campi nomadi tanto
per non perdere l’abitudine e il legame con quel brutto pezzo di storia. Gli
oppositori politici ora li chiamano “antagonist*” e fanno i blitz di prima
mattina con teoremi acconciati da magistrati che servono il regime, intoccabili,
perché se dici boh o bah sei berlusconiano, e un po’ due ovaie che non si può
dire che il magistrato è un servo dello stato e che lo stato è fatto di
fascismi tutti in vita perchè la tentazione di spegnere il dissenso non è mai
morta. Mai.
Brutta storia poi fingersi
colmi di passione per quelle tragiche memorie mentre in italia si coccolano
kapò che dentro i centri di identificazione ed espulsione tagliano l’aria a
persone di altre etnie solo in virtù della loro provenienza. E ancora tutta la
misoginia di cui siamo vittime e testimoni, che di negazionismi ce ne sono
tanti, e la cultura bipartisan che ci obbligherebbe a dialogare con gente alla
quale sputeremmo volentieri addosso e poi i rossobruni, fasci del terzo
millennio, che regnano sovrani, prendono case e sovvenzioni pubbliche e vanno a
braccetto con quelli che ci tolgono il diritto ad una sessualità consapevole,
ai contraccettivi, al diritto alla salute, alla ru486, all’interruzione di
gravidanza, ai consultori, e poi ci ricacciano a casa senza lavoro alle
dipendenze di un padre padrone che piuttosto che mollarci ci ammazza e chi s’è
visto s’è visto.
Chi sono quelli che ricordano
quest’oggi? Quelli che mettono in galera gli antifascisti e le antifasciste che
contestano l’uso di uno spazio pubblico a gente che adora la svastica e
mussolini? Quelli che se sei antifascista sei retrò perchè destra e sinistra
sono cose superate? Quelli che coltivano ambiguità e tra una capatina a
casapound e una demonizzazione alle antifasciste immaginano di poter fare un
passo avanti e poi un altro per non perdere consensi e per farsi altri amiconi,
ché sai, oggi domani un concorso, non si può mai sapere quale mano e quale
favore può servire?
Vivo in una terra di puttane
che poi se la prendono con le sex workers perché non sarebbero donne perbene.
Vivo in mezzo a fascistoni che si chiamano democratici e a fascistissime
stronze che se gli spieghi che il fascismo non è solo un campo di sterminio ti
guardano basite, come dire: embè? questi di oggi, sono brava gente, in fondo.
Ma molto in fondo.
Vabbè, interrompo, prima di
straparlare, e vi suggerisco la lettura di un testo condiviso con passione e
fatica, la nostra. Buona lettura!
In questa giornata in cui tutt*
si battono la mano sul petto fingendo ipocritamente distanza dai fascismi
ricordo che i fascismi sono tra noi, ci governano, egemonizzano la cultura
italiana, impongono “dialoghi” con soggetti che dovrebbero stare nell’archivio
della memoria.

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