14 dicembre 2011

Buste paga in caduta libera, ai minimi dal 2009 quelle “di fatto"

Buste paga sempre più leggere

Anche tendendo conto di premi, arretrati, incentivi all'esodo e tutti gli una tantum, il risultato non cambia: tra luglio e settembre di quest'anno i guadagni frenano e le retribuzioni di fatto, differenti da quelle contrattuali che comprendono solo le competenze determinate dai contratti nazionali, toccano i minimi dal 2009. Intanto il costo della vita si allontana, con l'inflazione che nello stesso periodo è cresciuta circa il doppio.
Insomma, dall'indagine Oros dell'Istat arriva la conferma di un mondo del lavoro in sofferenza. E i dati di oggi rilevano un peggioramento su ogni fronte: l'impoverimento interessa tutte le voci delle ricompense e si riferisce al settore privato, l'unico che potrebbe sollevare un pò la media retributiva in un periodo di blocco contrattuale nel pubblico. In altre parole, la tagliola non risparmia i redditi di alcun lavoratore e si abbatte sugli extra. Ecco che nel momento in cui imperversa la polemica sugli stipendi dei parlamentari arriva puntuale la fotografia dell'Istituto di statistica sui cedolini dei dipendenti. Nel dettaglio, secondo i dati dell'Istat nel terzo trimestre le retribuzioni di fatto (lorde e comprensive sia della componete continuativa che di quella saltuaria nel rispetto dei contratti nazionali, degli accordi aziendali e della leggi) salgono solo dell'1,4% su base annua. Per trovare un valore più basso bisogna tornare indietro di ben due anni. E il confronto peggiora se si guarda al dato congiunturale (+0,3%), ai minimi dal primo trimestre del 2009. Mentre le buste paga languono, i prezzi continuano la loro corsa e il divario tra le retribuzioni lorde e l'inflazione tra luglio e settembre raggiunge 1,4 punti percentuali, come non accadeva dall'inizio del 2009. Insieme ai salari frenano anche gli oneri sociali, ovvero il complesso dei contributi a carico del datore di lavoro, che devono essere versati agli enti di previdenza ed assistenza sociale, e degli accantonamenti di fine rapporto aumentano. A questo punto diventa scontato l'andamento del costo del lavoro (somma delle retribuzioni lorde e degli oneri sociali), che, come, le retribuzioni scende ai minimi da due anni.

Fabrizio Salvatori
12/12/2011

Nessun commento: