26 ottobre 2011

“Una persona onesta starà sempre contro qualsiasi ingiustizia che si commetta in qualsiasi paese del mondo"

Il ruolo genocida della NATO
Questa brutale alleanza militare si è trasformata nel più perfido strumento di repressione che la storia dell’umanità ha mai conosciuto.

La NATO ha assunto questo ruolo repressivo tanto rapidamente quanto la URSS, che era servita agli Stati Uniti come pretesto per crearla, ha smesso d’esistere.

Il suo criminale proposito divenne evidente in Serbia, un paese d’origine slava, il cui popolo lottò molto eroicamente contro le truppe naziste nella Seconda Guerra Mondiale.

Quando nel marzo del 1999 i paesi di questa nefasta organizzazione, nei loro sforzi per disintegrare la Yugoslavia dopo la morte di Josip Broz Tito, inviarono le loro truppe in appoggio ai secessionisti del Kossovo incontrarono una forte resistenza in quella nazione le cui sperimentate forze erano intatte.

L’amministrazione yankee, con i consigli del Governo di destra spagnolo di José María Aznar, attaccò l’emittente televisiva della Serbia, i ponti sul fiume Danubio e Belgrado, la capitale di questo paese. L’ambasciata della Repubblica Popolare della Cina fu distrutta dalle bombe yankee, vari funzionari morirono, e non ci potevano essere errori possibili, dichiararono gli autori.

Numerosi patrioti serbi persero la vita. Il presidente Slobodan Miloševiс, schiacciato dal potere degli aggressori e dalla scomparsa della URSS, cedette alle esigenze Della NATO e ammise la presenza delle truppe di questa alleanza nel Kossovo con un mandato Della ONU e questo finalmente portò alla sua sconfitta politica e al suo successivo giudizio in tribunali per niente imparziali a L’Aia. È morto stranamente in prigione.

Se il leader della Serbia avesse resistito alcuni giorni ancora, la NATO sarebbe entrata in una grave crisi che era al punto di scoppiare. L’impero dispose così di molto più tempo per imporre la sua egemonia tra i sempre più subordinati membri di questa organizzazione.

Tra il 21 febbraio e il 27 aprile di quest’anno, ho pubblicato nel sito web CubaDebate nove Riflessioni sul tema, nelle quali ho ampliamente analizzato il ruolo della NATO in Libia e quello che secondo me sarebbe successo.

Per questo mi vedo obbligato ad una sintesi delle idee essenziali che ho esposto e dei fatti che sono avvenuto così come erano stati previsti, adesso che il personaggio centrale di questa storia, Muammar Al-Gaddafi, è stato ferito gravemente dai più moderni cacciabombardieri della NATO, che hanno intercettato e reso inutile il suo veicolo, lo hanno catturato vivo e assassinato per mano degli uomini che questa organizzazione militare ha armato.

Il suo cadavere è stato sequestrato ed esibito come un trofeo di guerra, una condotta che viola i più elementari principi delle norme musulmane e di altri credo religiosi che prevalgono nel mondo.

Si annuncia che molto presto la Libia sarà dichiarata “Stato democratico e difensore dei diritti umani”.

Mi vedo obbligato e a dedicare varie Riflessioni a questi importanti e significativi fatti.


Fidel Castro Ruz

23 ottobre del 2011

Ore 18.10


Poco più di otto mesi fa, il 21 febbraio di quest’anno, ho affermato con piena convinzione: “Il piano della NATO è occupare la Libia”. Con questo titolo ho affrontato per la prima volta il tema, in una Riflessione il cui contenuto sembrava frutto della fantasia.

Includo in queste linee gli elementi di giudizio che mi avevano portato a quella conclusione.

“Il petrolio è divenuto la principale ricchezza nelle mani delle grandi multinazionali yankee; attraverso questa fonte d’energia dispongono di uno strumento che ha accresciuto considerevolmente il loro potere politico nel mondo”.

“Su questa fonte d’energia si è sviluppata la civiltà attuale. Il Venezuela è la nazione di questo emisfero che ha pagato il prezzo più alto. Gli Stati Uniti erano divenuti i padroni degli enormi giacimenti che la natura ha concesso a questo fraterno paese”.

“Alla fine dell’ultima Guerra Mondiale si cominciarono ad estrarre dai giacimenti dell’Iran, così come da quelli dall’Arabia Saudita, l’Iraq e i paesi arabi situati attorno a questi, le maggiori quantità di petrolio. Costoro diventarono i principali fornitori. Il consumo mondiale si elevò progressivamente alla favolosa cifra di circa 89 milioni di barili al giorno, includendo quelli che si estraggono nel territorio degli Stati Uniti, ai quali poi si sommarono il gas, l’energia idraulica e la nucleare”.

“Lo spreco di petrolio e gas è associato ad una delle maggiori tragedie, assolutamente irrisolta: il cambio climatico”.

“Nel dicembre del 1951, la Libia fu il primo paese africano che ottenne l’indipendenza dopo la Seconda Guerra Mondiale, e il suo territorio fu scenario d’importanti combattimenti tra le truppe tedesche e quelle del Regno Unito”.

“Il 95% del suo territorio è totalmente desertico. La tecnologia ha permesso di scoprire importanti giacimenti di petrolio leggero d’eccellente qualità, che oggi raggiungono un milione 800.000 barili al giorno e abbondanti depositi di gas naturale. [... ] Il suo rigoroso deserto è situato sopra un enorme lago d’acqua fossile, equivalente a tre volte la superficie di Cuba, che ha reso possibile la costruzione di un’ampia rete di condutture d’acqua dolce che si estende per tutto il paese”.

“La Rivoluzione Libica è avvenuta nel mese di settembre del 1969. Il suo principale dirigente fu Muammar Al-Gheddafi, militare d’origine beduina, che giovanissimo s’ispirò alle idee del leader egiziano Gamal Abdel Nasser. Senza dubbio molte delle sue decisioni furono associate ai cambi che si produssero quando, così come in Egitto, una monarchia debole e corrotta fu abbattuta in Libia”.

“Si potrà essere e no d’accordo con Gheddafi. Il mondo è stato invaso da ogni genere di notizie, utilizzate soprattutto dai mezzi di massa dell’informazione. Si dovrà aspettare il tempo necessario per conoscere con rigore quanto c’è di verità o di menzogna o una miscela di fatti di ogni tipo che, nel mezzo del caos, sono avvenuti in Libia.

Quello che per me è assolutamente evidente è che il Governo degli Stati Uniti non è preoccupato in assoluto della pace in Libia e non esiterà nel dare alla NATO l’ordine d’invadere questo ricco paese. Forse è questione di ore o di pochi giorni”.

“Coloro che con perfide intenzioni hanno inventato la menzogna che Gheddafi stava raggiungendo il Venezuela, così come hanno fatto nel pomeriggio di ieri, domenica 20 Febbraio, hanno ricevuto oggi una degna risposta del Ministro degli Esteri del Venezuela, Nicolás Maduro...”

“Da parte mia, non immagino il dirigente libico che abbandona il paese, eludendo le responsabilità che gli si imputano, siano o no false, in parte o totalmente”.

“Una persona onesta starà sempre contro qualsiasi ingiustizia che si commetta in qualsiasi paese del mondo e la peggiore di queste, in questo istante sarebbe stare zitti di fronte al crimine che la NATO si prepara a commettere contro il popolo della Libia”.

“Alla cupola di questa organizzazione guerrafondaia serve urgentemente farlo e va denunciato!”

In quella data anticipata mi ero reso conto di quel che era assolutamente ovvio.

Domani martedì 25 ottobre parlerà il nostro ministro degli Esteri, Bruno Rodríguez nella sede delle Nazioni Unite per denunciare il criminale blocco degli Stati Uniti contro Cuba. Seguiremo da vicino questa battaglia che metterà in evidenza ancora una volta la necessità di mettere fine non solo al blocco, ma al sistema che crea l’ingiustizia nel nostro pianeta, che dilapida le sue risorse naturali, e pone a rischio la sopravvivenza umana. Presteremo un’attenzione speciale all’allegato di Cuba.

Proseguirà mercoledì 26.


Fidel Castro Ruz

24 Ottobre 2011

Ore 17.19

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