Occorre riprendere la mobilitazione per un movimento di
massa antiliberista
Nonostante la grande partecipazione popolare, la
manifestazione degli Indignados del 15 ottobre scorso non ha potuto realizzarsi
come grande spazio pubblico nel quale potesse prendere forma e contenuto un
forte e largo movimento antiliberista di massa. Gli atti di teppismo e
violenza, nonché l’uso sconsiderato della repressione in Piazza San Giovanni da
parte della polizia, hanno finito per oscurare le ragioni dei manifestanti.
Proprio perché in gioco è la possibilità stessa che possa nascere nel nostro
paese una opposizione politica e sociale alle politiche della “troika”
(Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale)
di dimensioni di massa riteniamo fondamentale spezzare la dinamica
violenza/repressione nel quale le forze di governo vorrebbero rinchiuderci.
Il successo della manifestazione della Fiom il 21 Ottobre
(sciopero della Fincantieri e della Fiat e manifestazione in piazza del Popolo
a Roma) e della manifestazione contro la Tav del 23 ottobre in Val di Susa
dimostrano che è forte la volontà di rompere quella morsa e riproporre al
centro i contenuti della lotta e il protagonismo diretto dei lavoratori e delle
lavoratrici nonché della popolazione.
La Federazione della Sinistra ha dimostrato con la
preparazione e la sua presenza organizzata il 15 ottobre, nonché alle
successive manifestazioni della Fiom e in Val di Susa (in questo caso unica
forza politica presente), di essere parte significativa e indispensabile di un
processo unitario per il rilancio del movimento e delle lotte.
Per questa ragione abbiamo invitato ad organizzare assemblee
di discussione e di confronto sui fatti del 15 ottobre e sulle prospettive del
movimento con l’obiettivo di valorizzare e non disperdere il tessuto unitario
di chi – autofinanziandosi – aveva deciso di venire a Roma. Il post 15 ottobre
deve essere affrontato allargando lo sguardo a ciò che in quel giorno è
avvenuto nel mondo. In oltre cento paesi di tutti e cinque i continenti si è
manifestato contro i responsabili della crisi e le loro ricette economiche che
vorrebbero imporre ai popoli. Questa consapevolezza di essere dentro un
movimento internazionale – che ha contenuti radicali e pratiche inclusive –
deve spingerci a reggere il contraccolpo negativo dei fatti di Roma e a
rilanciare l’iniziativa.
Dall’”attendamento”, ad eleggere in ogni città una “piazza
della partecipazione e democrazia”, al ripetersi organizzato di manifestazioni
davanti alle banche e alle sedi della CONFINDUSTRIA, al collegamento diretto
alle lotte degli studenti e dei precari, ai presidi davanti alle fabbriche in
lotta, è possibile lavorare per unire le soggettività che resistono alle
politiche governative e della Bce. La manifestazione dei pensionati della Cgil
del 28 ottobre a Roma acquista – in una fase in cui su pressione della
Commissione Europea ci si appresta a manomettere in modo definitivo la
previdenza pubblica – può avere un grande valore simbolico alla luce del fatto
che anche il Pd con Enrico Letta si è dichiarato favorevole all’innalzamento
dell’età pensionabile.
Il 3 Novembre a Nizza si svolgerà la manifestazione
internazionale contro il vertice del G20 alla quale la FDS parteciperà con una
propria delegazione e con una presenza delle nostre realtà liguri.
Il 26 Novembre, la manifestazione indetta dal Forum per l’acqua
pubblica avrà come obiettivo di richiedere l’attuazione della volontà popolare
espressa negli oltre 26 milioni di Si all’abrogazione delle leggi che hanno
privatizzato la risorsa idrica. Si tratta di costruirla dal basso, evidenziando
territorio per territorio i ritardi o la mancanza di volontà anche delle
amministrazioni di centrosinistra di non ripubblicizzare la risorsa idrica.
MASSIMO ROSSI
MASSIMO ROSSI
PORTAVOCE FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
26/10/2011

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