4 agosto 2011

Il comunicato congiunto delle parti sociali firmato oggi dall'attuale segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, contiene principi e scelte totalmente estranee alla cultura della Cgil. Lo diciamo come militanti della cgil impegnati nel periodico LavoroeSalute

Non vogliono il conflitto, ma sarà il conflitto a metterli in discussione

L'incontro di oggi tra il Governo e l’innaturale coalizione di Cgil, Cisl e Uil, Confindustria e Banche, pone un altro mattone del progetto di un nuovo modello, questa volta non “semplicemente” delle relazioni industriali, ma anche politico ed istituzionale, in cui tanto l'economia quanto la politica, di centro-destra o di centro-sinistra che sia, devono essere guidate dalle logiche e dai vincoli dettati dai mercati e dalla finanza nazionale ed internazionale.

A prescindere dalle frasi e dalle richieste - generiche e ormai rituali - su investimenti, evasione fiscale e costi della politica, la proposta che la “strana alleanza” ha presentato al Governo parla di nuovi sacrifici, di aumento della produttività, di tagli allo Stato Sociale; prefigura licenziamenti e cassa integrazione anche nella Pubblica Amministrazione; rivendica dismissioni del patrimonio pubblico, compreso quello degli enti locali costituito da patrimoni immobiliari e società di servizi. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, si prosegue nell'impegno per “modernizzare” le relazioni sindacali, ovvero, nella linea tracciata da Sacconi e Cgil, Cisl e Uil, di comprimere ulteriormente i diritti e i salari dei lavoratori.

Il Governo, evidentemente, ringrazia e rilancia con un'ulteriore proposta: la modifica della Costituzione per inserire la cosiddetta “libertà economica”, cioè ridurre il diritto dei lavoratori a tutto vantaggio degli interessi dell'impresa.

In questo modello non c'è posto per il dissenso e ancor meno per il conflitto sociale. Ma si sbagliano di grosso e se ne renderanno conto nei prossimi mesi, quando i lavoratori, i precari, i disoccupati ed i pensionati, stanchi di pagare e di fare sacrifici, cominceranno a scendere in piazza in modo sempre più incisivo e chiederanno un cambio radicale della politica e del sindacato.
USB sarà con loro in tutte le piazze italiane, in tutte le mobilitazioni e in tutti i momenti di conflitto sociale che si apriranno nei prossimi mesi.

Roma, 4 agosto 2011
Ufficio Stampa USB

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