21 luglio 2011

Ribellarsi è giusto, disobbedire è un dovere, bisogna agire!

Per non dimentiCarlo 2001 - 2011

Per non dimenticare Carlo Giuliani sulle note di "Al di là degli alberi" della Casa del Vento: compagno, amico, fratello morto a Genova il 20 luglio del 2001.


Carlo vive, i morti siete voi!

Collettivo Bellaciao

Haidi Giuliani: «La memoria deve essere denuncia»


Haidi, come sta andando a Genova?

È una situazione difficile, sai, nonostante il Comune abbia dato tutta la sua disponibilità, ha concesso spazi...Il clima però è come dieci anni fa, per certi aspetti. È stata ingigantita la presenza, l'arrivo di noglobal, la polizia ha già occupato la città come il palazzetto dello sport che doveva, invece, ospitare i ragazzi e le ragazze che verranno

Dieci anni. Ma difficile vivere Genova 2001 come un anniversario....

Per carità non volevamo un anniversario, né fare i reduci. La memoria deve essere denuncia
.... è come se il lutto per quelle giornate terribili, per la morte di Carlo, non fosse stato ancora elaborato, se così si può dire

A Genova, secondo me, no, non è ancora stato elaborato, la città sembra ancora dietro le finestre. Questo grazie anche alla malainformazione. Sono stata intervista varie volte, in questi giorni, come puoi immaginare, ma sempre cercando la povvera madre e il ricordo... Ma se cerco di sviare il discorso dalla triste memoria, se cerco di andare sui contenuti allora svicolano. Non interessano. La malainformazione ha giocato un ruolo molto importante in tutta la vicenda del G8. Se non fosse stato per le sentenze di Diaz e Bolzaneto, che hanno ristabilito un po' di verità...

Resta l'amarezza per l'archiviazione della morte di Carlo e la certezza che un processo sarebbe stato giusto e doveroso per stabilire che cosa era realmente accaduto a Piazza Alimonda, alle 17. 27 del 20 luglio 2001. Parliamo dei contenuti. Mi sembra che i temi al centro delle giornate del G8 erano decisamente in sintonia con i tempi, anzi no, li anticipavano i tempi

Altroché! Noi, come Forum Cultura abbiamo organizzato una mostra, già da giugno, dal titolo Cassandra dove abbiamo preso in esame tutti temi del Forum Sociale di allora (leggi l'appello), dalla povertà nel mondo, alla gestione delle risorse naturali, dalla guerra, ai cambiamenti climatici, eppoi la sostenibilità, l'acqua. Chi è venuto a vederla è rimasto veramente colpito. Questa è la cultura secondo me, secondo noi (ho avuto tra splendide compagne di lavoro in questo Forum: una maestra come me, un'attrice e una infermiera): un bene che va salvaguardato, curato, come l'acqua, l'istruzione, la salute. Un bene comune, ecco.

In questo ultimo mese i giornali e il web sono stati avvolti da lettere, testimonianze, ricordi, flash, di chi era stato a Genova e anche di chi non c'era. Molti ragazzi, all'epoca più o meno di 10 anni, oggi vogliono sapere...

Sono molti ragazzi liceali, che chiedono di quei giorni. È sempre la storia di Carlo che apre la porta, vogliono capire che cosa è successo. Sono una grande speranza e una grande fiducia. Sono usciti due libri, che abbiamo presentato in questi giorni che sono molto adatti a raccontare. Uno edito da Beccogiallo, una graphic novel di Francesco Barilli e Manuel De Carli, sceneggiatore e disegnatore, Carlo Giuliani il ribelle, l'altro una raccolta di racconti e poesie curata da Paola Staccioli, Per sempre ragazzo (Marco Tropea editore). Due libri che si completano a vicenda.

Quando ci siamo incontrate, la prima volta, mi raccontasti che fino al giorno della morte di Carlo, dopo anni di militanza politica, avevi "appeso al chiodo" la politica attiva, ti eri messa "in finestra"
Si, ma ho anche detto che avevo sbagliato. Carlo mi ha obbligata a tornare ad occuparmi di politica, ma oggi sono convinta che è giusto farlo. La politica è in ogni nostro gesto quotidiano, inizia con la spesa, la mattina. Eppoi dura tutto il giorno.
Dopo anni sei tornata ad iscriverti ad un partito, Rifondazione comunista
Si, in fondo ho visto che nel movimento ci sono gli stessi "difetti" di un partito, ma almeno c'è più organizzazione
Un difetto?
Il leaderismo, ma per fortuna Rifondazione non ne ha bisogno. Credo che finché avremo bisogno di un padre, di un incantatore di folle non saremo maturi. Mentre ho visto grandi persone nella base, fare un grande lavoro "invisibile" sugli organi di informazione
Come è successo per alcune campagne del movimento...
Si, l'acqua. In questo caso si è messo da parte tutto, tutte le appartenenze, ed è stata raggiunta un'unità straordinaria. O come in Val di Susa.

20/07/2011
http://www.liberazione.it/

Nessun commento: