15 luglio 2011

Mentre in Italia la manovra finanziaria è ferocemente di classe: a fondo i più deboli e le famiglie; indenni politici, evasori, corporazioni e speculatori

HANNO FATTO UNA BANCA E L'HANNO CHIAMATA EUROPA

E alla fine venne il giorno.... finalmente i leader dei diciassette Paesi dell'area euro tornano a incontrarsi la prossima settimana per cercare di superare lo stallo sulla Grecia. A distanza di un anno e più dallo scoppio della crisi, il gioco dell'Oca riparte dall'inizio con molti più concorrenti. Già perchè nelle caselle del percorso non c'è più soltanto la bandierina della Grecia, ma anche quella dell'Italia, della Spagna, ecc. ecc.
In agenda - fa sapere il presidente dell'Ue su Twitter - «la stabilità finanziaria dell'area euro e le modalità di finanziamento del prossimo programma per la Grecia». In queste ore i tecnocrati ortodossi del liberismo esoterico, sono impegnati nei negoziati tecnici in modo che i 17 leader, a Bruxelles, possano arrivare a una bozza su come procedere nel nuovo salvataggio in modo da alleggerire il fardello del debito greco. Sono loro, che decidono realmente il nostro futuro. Non si sa chi sono, ma sottoporrano una proposta che i "politici" approveranno. Il fatto che la Germania abbia allentato le sue resistenze iniziali al vertice è di per sè una notizia, vuol dire che si sta lavorando di fino nelle relazioni nazionali all'interno delle quali, i "prussiani" danno le carte al resto dei convitati. Dopo che Berlino ha affondato il vertice la scorsa settimana, stamani il portavoce Steffen Seibert ha detto che la cancelliera tedesca Angela Merkel non considerava i negoziati ancora maturi per giustificare un vertice straordinario dell'Ue. Il semplice fatto che il vertice sia poi stato convocato potrebbe significare che c'è una bozza di accordo con il 'placet' anche di Berlino. I mercati, del resto, restano in alta tensione: l'euro viaggia stabile a circa 1,4150 dollari, ma i premi di rendimento sono elevati e gli stress test bancari non hanno aiutato: l'Italia è sopra i 300 centesimi, il Portogallo sfiora quota 1.000, l'Irlanda è a 1.134 e la Grecia vicina a 1.500. Vanno a picco i titoli di Stato greci, irlandesi e portoghesi, con rendimenti record dei titoli biennali. Ma qual'è la questione principale che deve sciogliere il vertice? La questione-chiave resta come far pagare anche ai creditori privati il nuovo salvataggio: se si sbaglia, c'è il rischio di scatenare il default e la Banca centrale europea si oppone a un simile scenario, in grado di scatenare un effetto domino. Alle banche - scrive il Wall Street Journal - potrebbe essere offerta la scelta di aderire a un piano di riacquisto del debito greco o a un concambio, nell'ottica di una ristrutturazione «volontaria».
Non è dato sapere se tali proposte possono essere accettate, se le banche approveranno tale scelta sopporterebbero comunque una perdita di valore dei titoli che le agenzie di rating minacciano di considerare default, ancorchè selettivo, ed è questo il nodo gordiano con il quale hanno legato il destino del nostro continente le classi dominanti capitaliste. Sono le agenzie di rating private che hanno in mano una bella fetta del destino dell'Europa. Così mentre discuteranno di come trovare una quadra, tra banche e governi sulla pelle del popolo dell'Europa intera, il nodo del ruolo della BCE rimane e rimarrà immodificabile, esponendo tutto il vecchio continente agli attacchi speculativi. Berlino oggi ha fatto sapere che «boccia gli eurobond», i titoli di Stato garantiti collettivamente dai Paesi dell'area euro, che invece altri leader europei cominciano a considerare come l'unica via d'uscita possibile.
Se Berlino mette il veto la partita già è chiusa, e nulla cambierà. Il mercato, la speculazione, saranno libere di muoversi come lo sono state fino ad ora.
E' proprio vero che hanno fatto una banca e l'hanno chiamata Europa... ma ci spiegate perchè dovremmo sostenerla ancora?

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