28 luglio 2011

Gli italiani guadagnano meno di un anno fa. E 4,4 milioni di lavoratori sono in attesa di un nuovo contratto


In Italia stipendi quasi fermi e l'inflazione corre

Retribuzioni quasi ferme a giugno rispetto a maggio: lo comunica l'Istat che ha registrato un incremento su base mensile dello 0,1%, mentre su base annua l'aumento è dell'1,8%. Ma l'Istat ricorda anche che il tasso d'inflazione a giugno è stato pari al 2,7%. Quindi, ancora una volta, il rialzo tendenziale delle retribuzioni è stato inferiore a quello dei prezzi al consumo. Inoltre, fa sapere l'Istituto di statistica, nella media del primo semestre 2011 (gennaio-giugno) l'indice delle retribuzioni, in termini tendenziali, è cresciuto dell'1,9%.

I settori che presentano gli incrementi più elevati sono: militari-difesa (4,0%), forze dell'ordine (3,7%) e attività dei vigili del fuoco (3,4%). Le variazioni più contenute si osservano, invece, per gli accordi riguardanti: servizi d'informazione e comunicazione, ministeri, regioni e autonomie locali, servizio.
A fine giugno, comunica ancora l'Istat, risultano in attesa di rinnovo 34 accordi contrattuali, relativi a circa 4,4 milioni di dipendenti. La quota di dipendenti che aspettano il rinnovo è pari al 33,6%; si tratta di una percentuale in calo sia rispetto al mese precedente (34,7%), che ad un anno prima (35,7%).
Tuttavia, l'istituto di statistica osserva che i tempi per il rinnovo degli accordi contrattuali si allungano: in media i mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto a giugno 2011 sono 18,3, ovvero più di un anno e mezzo, in "deciso" aumento rispetto allo stesso mese del 2010 (12,2).

Guadando ai diversi comparti, nel settore privato è in vigore l'83,2% dei contratti monitorati, con quote molto differenziate per attività economica: la copertura è del 100% per il settore agricolo, del 97,4% per l'industria e del 67,6% per i servizi privati. Mentre a partire da gennaio 2010 tutti i contratti della pubblica amministrazione sono scaduti.


28/07/2011

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