28 aprile 2011

“Il Ribelle” in sala a Madrid. Guido Picelli "L'antesignano del Che" adesso è un film

Oltre tre anni di lavoro. Ricerche meticolose e interminabili in archivi russi, italiani, francesi e spagnoli. Il ritrovamento di un filmato, unico al mondo, che lo ritrae in vita. E’ finalmente pronto il film documentario sulla vita di Guido Picelli che il regista parmigiano Giancarlo Bocchi ha iniziato nel 2007. La storia dell’antifascista che, nell’agosto 1922, guidò gli Arditi del popolo contro diecimila fascisti inviati da Italo Balbo per conquistare Parma, durante le famose Barricate, si vedrà in anteprima mondiale il prossimo 2 giugno a Madrid.La prima proiezione pubblica de «Il ribelle - Guido Picelli un eroe scomodo» avverrà alla Filmoteca Española, nella sala principale del cinema Dorè. Perché la scelta di Madrid e non dell’Italia? Picelli morì il 5 gennaio 1937, ad Algora, durante la guerra di Spagna, quando era vicecomandante del battaglione Garibaldi. Il film di Bocchi si avvale della voce narrante di Valerio Mastandrea.

Picelli, un eroe internazionale e unitario

Picelli sta per diventare un eroe internazionale, un mito della lotta antifascista europea. Il comandante degli Arditi del popolo di Parma -dopo essere stato relegato per tutto il dopoguerra nel ruolo di tribuno locale, misconoscendone il ruolo e il valore sulla scena internazionale- a settantaquattro anni dalla tragica morte in Spagna avrà il meritato riconoscimento internazionale.
Il 2 giugno verrà proiettato in anteprima mondiale alla Filmoteca Espanola di Madrid, nella storica Sala Dorè, il film “Il Ribelle” diretto da Giancarlo Bocchi, frutto di anni di ricerca nei più importanti archivi internazionali su Guido Picelli, l’eroe scomodo. La pellicola approderà successivamente a Barcellona e a Parigi, ma ancora nessuna conferma di presentazioni a Parma. Il regista dice: «Considerati i problemi che ho avuto qualche anno fa con alcuni esercenti locali per la proiezione di un film, da me restaurato, sui partigiani di Parma, per ora non ci sarà l'anteprima nella mia città. In futuro si vedrà».
Settantadue minuti basati su filmati e carteggi storici rari, che vanno nella direzione del cinema e non del documentario; a fare da collante due voci importanti quali Valerio Mastandrea, come narratore e Francesco Pannofino, come voce di Picelli, quest’ultima ricostruita quanto più fedele all'originale. «Sono contento che due importanti attori come Mastandrea e Pannofino abbiano accettato. È un film che vuole parlare ai giovani» comunica a La Sera il regista Bocchi. «Mastandrea in particolare è un appassionato di storia, conosce molto bene l’avventura umana di Picelli, ma anche di Antonio Cieri, mentre Pannofino - secondo me forse la voce più bella del cinema italiano - darà le sue corde alla lettura dei documenti scritti da Picelli. Ho svolto una ricerca su quale fosse il timbro reale dell'eroe, dopo avere letto la biografia del comandante Vladimir Eisner che la definì “profonda e convincente”, mentre altre informazioni le ho ricavate parlando col nipote Guido jr., da poco scomparso a 95 anni. Tra l'altro Picelli in gioventù aveva fatto l'attore».
Per arrivare al montato definitivo Bocchi ha impiegato tre anni e mezzo, anche non continuativi, dal momento che è stato impegnato su più fronti, non ultimo il documentario “Wars” e la storia di quattro donne straordinarie che a rischio della vita difendono i diritti umani in Paesi in guerra. Da qualche giorno Bocchi è tornato dalla prima linea di Ajdabiya dove ha terminato le riprese sui giovani ribelli libici: «In qualche modo un omaggio a mio nonno materno, socialista e pacifista, che nel 1911 bloccò un treno militare in partenza per la guerra coloniale di Libia. Per questo gesto per tutto il ventennio fu perseguitato dalla polizia fascista».
Per il film su Picelli i materiali sono stati reperiti in Russia, Gran Bretagna, negli USA e in Spagna: «È una produzione assolutamente indipendente, al soldo di nessuna istituzione, tantomeno quelle locali. Non potevo pagare i costi assurdi, anche 3500 euro al minuto, che chiedono certi archivi parastatali italiani. Ma anche per questo la ricerca, prendendo strade nuove, è diventata molto fruttuosa, ad esempio ora si sa che l'uomo delle barricate fu perseguitato anche dagli stalinisti in Russia, rischiò la deportazione e il gulag». Dalle carte in mano a Bocchi esce una figura quasi antesignana di “Che” Guevara: rivoluzionario senza frontiere, teorico della guerriglia urbana, Picelli fu l’uomo che combattè per l'unità nel Fronte popolare della sinistra.
«Il suo pensiero è attualissimo» continua Bocchi «se guardiamo alla litigiosità, ancora una volta, tra le forze della sinistra italiana. Picelli fu l’uomo dell’unità, scomodo perché rappresentava la prova degli errori dei leader. Il suo respiro non era locale o provinciale, ma europeo: era conosciuto dalla Francia al Belgio, dalla Svizzera alla Spagna fino in Russia. Come mai la sua figura fu misconosciuta nel suo reale valore del dopoguerra? Il film dà una risposta». “Il Ribelle” promette anche di più: si potranno vedere immagini rarissime -alcune assolutamente inedite- della commemorazione funebre di Picelli a Barcellona alla presenza delle più alte autorità della Repubblica spagnola e delle Brigate Internazionali. Il pubblico di Madrid potrà anche vedere, per la prima volta, un filmato con Picelli stesso.
E cosa pensa lo studioso parmigiano del monumento all’eroe delle Barricate? «È una sciagura per la memoria di Picelli e per il buon nome della città. Il frutto dell’alleanza tra il peggior assessore alla cultura dal dopoguerra e due anziani stalinisti, analfabeti in fatto di arte e di cultura, ma molto istruiti dal Partito fin dagli anni ’50 nella strategia di misconoscere il valore di Picelli, nel celebrarlo in manifestazioni per proprio tornaconto e alle quali furono spesso invitati d’onore i suoi peggiori denigratori in Spagna come Antonio Roasio e Vittorio Vidali. Fossero stati solo denigratori sarebbe stata una bella fortuna! Qualsiasi amministrazione seria dovuto effettuare un concorso internazionale, o usufruire dei bozzetti di tre grandi artisti che avrebbero offerto gratuitamente la propria opera, o istituire una commissione di critici d’arte e storici. Il monumentino a Picelli è una trappola per ingenui. Le associazioni combattentistiche in cambio di questa assoluta vergogna stanno appoggiando e sostenendo un assessore in difficoltà di una giunta di centro destra di un Comune sull’orlo del dissesto. Complimenti alle associazioni per la loro lungimiranza politica! Sono molto contento che il mio film venga presentato a Madrid lontano dagli sciacalli, dai sedicenti storici e dagli approfittatori. L’eroe di Parma lo merita».

Enrico Veronese
28/04/2011
http://www.laseradiparma.it/

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Excelente film, de un valor histórico incalculable.
Salud y República.

ominobianko ha detto...

Credo che l'Italia sia afamata di memoria. Credo inoltre che il luogo sia una parte essenziale alla memoria e dare ai luoghi quello che il tempo ha negato, è come far crescere sulla sua terra lavorata, il frutto della libertà. Chi ostacola questo, mitizza l'uomo, e allontana la coscienza. Ma questo è solo un altro modo, per saponificare il passato, e guardare avanti, senza capire perchè siamo inciampati....