6 marzo 2011

Incredibile ma vero, i liberisti soft fanno autocritica ma perseverano nel credere possibile governare il capitalismo


WOW, I SOCIALISTI EUROPEI SI SONO ACCORTI CHE L'AUSTERITY NON FUNZIONA

I socialisti europei si sono accorti che la ricetta era peggiore del male e che l'Europa che hanno contribuito a creare è diventata un mostro. Il documento uscito oggi, firmato dai maggiori leader della famiglia socialista (per l'Italia erano presenti Bersani, D'alema e Nencini), ci fa un po' pensare alle lacrime di coccodrillo, ma è senza dubbio interessante perchè segna una novità rispetto all'impostazione social liberista recente. Evidentemente qualcuno ha cominciato ad accorgersi che la social democrazia europea è arrivata al termine, ed i sondaggi dei governi a guida socialista che dell'austerity hanno fatto la loro bandiera devono aver fatto sbiancare i capelli a molti che si candidano a governare in tempi di crisi. Interessante è notare però una singolare assenza nel documento, se è vero che viene dato un giudizio negativo al patto di competitività Franco Tedesco, che troverebbe attuazione nel sistema della governance europea, non si dice una parola sulle modifiche del patto di stabilità che saranno approvate entro la fine di marzo nello stesso pacchetto, modifiche queste che per certi aspetti vanno nella stessa direzione tracciata dalla destra. Una dimenticanza questa abbastanza significativa e non di poco conto che rischia di rendere poco credibile la posizione del PSE contro l'austerity. Il problema infatti non è semplicemente dato dalla scelta politica dei governi che nella logica bipolarista sembrano tutti simili, ma dal complesso istituzionale che trasferisce al di fuori dei parlamenti nazionali le scelte economiche di fondo in nome del primato dell'economia sulla democrazia.

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