21 ottobre 2010

Il tentativo di Tremonti di far passare la pillola all'opinone pubblica italiana viene così smascherato


PATTO DI STABILITA'; SBUGIARDATO TREMONTI, PREPARIAMOCI ALLA LOTTA

Un Paese in debito eccessivo (sopra il 60%) sarà oggetto di una procedura di infrazione se il ritmo di riduzione di tale criterio non sarà giudicato «soddisfacente». Questo anche se il deficit di quel Paese è sotto il 3%. Siamo andati a spulciare le agenzie per trovare finalmente un po' di chiarezza. Il testo finale sulla riforma del Patto Ue di stabilità e di crescita elaborato dalla task force guidata dal presidente Ue, Herman Van Rompuy, pubblicato oggi sul sito del Consiglio europeo, infatti parla chiaro. Nel testo che sarà presentato al tavolo dei capi di Stato e di governo della Ue il 28 e 29 ottobre, è scritto nero su bianco come saranno definiti i «precisi criteri quantitativi» per quel che riguarda il ritmo di discesa del debito sia il periodo da prendere in considerazione per valutare se la discesa del debito è coerente con la tabella di marcia fissata. In questa valutazione si terrà conto di «tutti i fattori rilevanti» indicati nella proposta della Commissione Ue.
Il tentativo di Tremonti di far passare la pillola all'opinone pubblica italiana viene così smascherato, rivelando il completo fallimento della sua azione. Il debito pubblico sarà il parametro principale mentre il debito privato è declassato a fatto rilevante insieme ad altri fattori (competitività, produttività, passività delle banche, andamento della spesa previdenziale, scadenze sul fronte dei titoli, inflazione). L'Italia si trova così consegnata, grazie anche alla complicità ed al silenzio assenso dell'opposizione parlamentare, ad un meccanismo che imporrà finanziarie lacrime e sangue, abbiamo un debito pubblico del 118%, e sforiamo il patto con il rapporto deficit-pil del 5.1%. La «specifica attenzione» - si sottolinea nel testo - che sarà data all'impatto delle riforme pensionistiche è solo l'anticipo di quello che governi e tecnocrazie finanziarie stanno preparando per il prossimo decennio. Chi spera ancora di andare al Governo per costruire l'alternativa è servito. Dal prossimo anno o si è complici dell'Europa o si è contro, prepariamoci alla lotta. Sarà dura

21/10/2010
wwww.controlacrisi.org

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