Le lotte operaie trovano spazio su internet
Quando le lotte sociali si incontrano con l'informazione militante. Le mobilitazioni dei lavoratori Agile (ex-Eutelia, compagnia fornitrice di servizi informatici) per la salvaguardia dell'occupazione hanno trovato un sostegno nel collettivo napoletano Clash City Workers, il quale sulla loro vicenda ha realizzato una videoinchiesta che si sta diffondendo sul web. La vertenza è iniziata anni fa, arrivando ad una svolta nell'ottobre scorso con le lettere di licenziamento per circa 1.200 dipendenti in tutte le sedi nazionali. Lì è partita la mobilitazione, e in quell'occasione il collettivo è entrato in contatto con i lavoratori della sede di Napoli realizzando un primo servizio che ne documenta le iniziali forme di lotta. Successivamente la vertenza si è allargata in tutta Italia, con diversi appuntamenti a Roma.
«Adesso - ci spiega Mauro, che del Clash City Workers fa parte - siamo ad una situazione complicata. Il confronto infatti si è arenato, perchè ad un certo punto si faticava anche ad individuare la controparte. Si è capito che la proprietà era in mano a misteriosi fondi inglesi anonimi e l'azienda aveva esternalizzato i dipendenti, piazzati nella scatola vuota di Agile, lavandosene le mani. Abbiamo iniziato allora a fare un'inchiesta per cercare di capirne di più e contribuitre alla lotta. Poche settimane fa abbiamo pubblicato i risultati dell'attività svolta, che è stata ripresa da diversi siti internet e blog, soprattutto quello dei lavoratori».
Ma quali sono i risultati raggiunti dall'inchiesta e a che punto è la vertenza? «Sono emersi una serie di elementi molto interessanti - continua a spiegare Mauro - che vanno a svelare quella che è la struttura del capitalismo nostrano. Su questi bisognerebbe battere, ora che la strategia dell'azienda e del governo è chiara: prendere tempo. Si aspetta il pronunciamento del tribunale fallimentare il 31 marzo, e poi si dovrebbe avere un ennesimo incontro a Palazzo Chigi. La loro tattica sta funzionando, tutto si fa sempre più difficile. Penso ad esempio alla condizione dei napoletani, che già da qualche mese sono stati cacciati dalla sede dove si incontravano e gli è stato addirittura vietato l'accesso alla sede intranet aziendale, strumento minimo per comunicare». Del resto la capacità dei lavoratori ex-Eutelia di autorganizzarsi è ancora in via di sperimentazione. «Direi che sono ancora in una fase embrionale. A Napoli sono stati messi in piedi dei presìdi - continua Mauro - come al centro direzionale, e dei momenti di piazza anche con il contributo di artisti che hanno cercato di dare visibilità alla lotta. Pochi giorni fa, alla chiusura della campagna elettorale di De Luca a Piazza Plebiscito per le regionali, i lavoratori hanno aperto uno striscione, facendo sentire la propria voce». L'obiettivo è ovviamente il reintegro sul lavoro. «Da parte di Agile è stata fatta una richiesta di concordato preventivo, l'accettazione della quale rappresenterebbe la morte della vertenza. Per fortuna la mancanza di questa volontà è abbastanza diffusa, però allo stesso tempo si fatica a trovare una soluzione, che non può che essere il reintegro in Eutelia. Perchè è li che poi si può sperare di mantenere l'occupazione, e soprattutto di rivalersi. La ditta, se ha creato un ingranaggio fatto di fondi anonimi, personaggi dal passato molto eloquente in fatto di fallimenti annunciati, scatole vuote dove scaricare i lavoratori, è stato per mettere al sicuro il patrimonio aziendale». Insomma, una sorta di manovra di dispersione delle responsabilità... «Da una parte - conclude Mauro - per non far emergere chiaramente la controparte che si ha di fronte, dall'altro per dividere e prendere tempo».
Federico Raponi
30/03/2010
Quando le lotte sociali si incontrano con l'informazione militante. Le mobilitazioni dei lavoratori Agile (ex-Eutelia, compagnia fornitrice di servizi informatici) per la salvaguardia dell'occupazione hanno trovato un sostegno nel collettivo napoletano Clash City Workers, il quale sulla loro vicenda ha realizzato una videoinchiesta che si sta diffondendo sul web. La vertenza è iniziata anni fa, arrivando ad una svolta nell'ottobre scorso con le lettere di licenziamento per circa 1.200 dipendenti in tutte le sedi nazionali. Lì è partita la mobilitazione, e in quell'occasione il collettivo è entrato in contatto con i lavoratori della sede di Napoli realizzando un primo servizio che ne documenta le iniziali forme di lotta. Successivamente la vertenza si è allargata in tutta Italia, con diversi appuntamenti a Roma.
«Adesso - ci spiega Mauro, che del Clash City Workers fa parte - siamo ad una situazione complicata. Il confronto infatti si è arenato, perchè ad un certo punto si faticava anche ad individuare la controparte. Si è capito che la proprietà era in mano a misteriosi fondi inglesi anonimi e l'azienda aveva esternalizzato i dipendenti, piazzati nella scatola vuota di Agile, lavandosene le mani. Abbiamo iniziato allora a fare un'inchiesta per cercare di capirne di più e contribuitre alla lotta. Poche settimane fa abbiamo pubblicato i risultati dell'attività svolta, che è stata ripresa da diversi siti internet e blog, soprattutto quello dei lavoratori».
Ma quali sono i risultati raggiunti dall'inchiesta e a che punto è la vertenza? «Sono emersi una serie di elementi molto interessanti - continua a spiegare Mauro - che vanno a svelare quella che è la struttura del capitalismo nostrano. Su questi bisognerebbe battere, ora che la strategia dell'azienda e del governo è chiara: prendere tempo. Si aspetta il pronunciamento del tribunale fallimentare il 31 marzo, e poi si dovrebbe avere un ennesimo incontro a Palazzo Chigi. La loro tattica sta funzionando, tutto si fa sempre più difficile. Penso ad esempio alla condizione dei napoletani, che già da qualche mese sono stati cacciati dalla sede dove si incontravano e gli è stato addirittura vietato l'accesso alla sede intranet aziendale, strumento minimo per comunicare». Del resto la capacità dei lavoratori ex-Eutelia di autorganizzarsi è ancora in via di sperimentazione. «Direi che sono ancora in una fase embrionale. A Napoli sono stati messi in piedi dei presìdi - continua Mauro - come al centro direzionale, e dei momenti di piazza anche con il contributo di artisti che hanno cercato di dare visibilità alla lotta. Pochi giorni fa, alla chiusura della campagna elettorale di De Luca a Piazza Plebiscito per le regionali, i lavoratori hanno aperto uno striscione, facendo sentire la propria voce». L'obiettivo è ovviamente il reintegro sul lavoro. «Da parte di Agile è stata fatta una richiesta di concordato preventivo, l'accettazione della quale rappresenterebbe la morte della vertenza. Per fortuna la mancanza di questa volontà è abbastanza diffusa, però allo stesso tempo si fatica a trovare una soluzione, che non può che essere il reintegro in Eutelia. Perchè è li che poi si può sperare di mantenere l'occupazione, e soprattutto di rivalersi. La ditta, se ha creato un ingranaggio fatto di fondi anonimi, personaggi dal passato molto eloquente in fatto di fallimenti annunciati, scatole vuote dove scaricare i lavoratori, è stato per mettere al sicuro il patrimonio aziendale». Insomma, una sorta di manovra di dispersione delle responsabilità... «Da una parte - conclude Mauro - per non far emergere chiaramente la controparte che si ha di fronte, dall'altro per dividere e prendere tempo».
Federico Raponi
30/03/2010
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